BUIO IN SALA. Il cinema. Teorema dello scandalo, di Alberto Anile.

Dal neorealismo di  Accattone a  Porno- Teo- Kolossal, rimasto solo un progetto, le sue pellicole amate o odiate risultano tuttora sconcertanti e indimenticabili.

Ma, alla fine, che regista  stato Pier Paolo Pasolini? Coshanno rappresentato  cosa rappresentano oggi  i suoi film? Lesordio Accattone (1961), vita e morte di un sottoproletario ladro e magnaccia, era esploso allinsegna di un neorealismo solo apparente: lo stile  semplice fino allosso, grammaticalmente rozzo, ma rigoroso e cementato da una forte tensione religiosa ( Fellini, che avrebbe dovuto produrlo, si ritrasse sconcertato appena visti i primi metri di girato, e fu poi Bolognini, ai cui film Pasolini aveva collaborato, a trovargli un nuovo finanziatore).
Stessa ambientazione borgatara ha il successivo Mamma Roma, dove giganteggia Anna Magnani, prostituta e mater dolorosa; lo stile  ancora pi ieratico, tutto primissimi piani e figure intere. I corpi non sono mai spezzati, come per una forma di rispetto, o di preghiera, e gli occhi sono spesso rivolti alla macchina da presa. Sacralit, frontalit e, quindi, religione  , spiegava Pasolini. Il passo successivo  Il Vangelo secondo Matteo, scabro e antidogmatico, girato fra i sassi di Matera con un sindacalista catalano nei panni del Cristo.
Con Uccellacci e uccellini arriva la fiaba metaforica: Tot e Ninetto sincamminano per i sentieri del dopostoria, simbattono nel funerale di Togliatti e divorano alla fine un saccente corvo marxista. Troppo astruso? In Edipo Re, il pi autobiografico dei film di Pasolini, la tragedia di Sofocle rimbalza dallantica Grecia allepoca contemporanea; Teorema verte su un misterioso ospite che ha rapporti sessuali con lintera famiglia di un industriale milanese, servit compresa; in Porcile, Jean- Pierre Laud, figlio di un nazista, si d in pasto ai maiali, e il cannibale Pierre Clmenti finisce sbranato dai cani randagi.
Sempre meno fiducioso nel futuro dellumanit, Pasolini torna a esiliarsi nel mito con Medea. Quindi gira di seguito Il Decameron (da Boccaccio), I racconti di Canterbury ( da Chaucer), Il fiore delle mille e una notte (dalla raccolta di racconti orientali):  la Trilogia della Vita, ultimo altalenante tentativo di parlare di vita, di sesso, di morte, volutamente fuori dal presente. Dalla Trilogia si distacca subito ( la famosa abiura) per gettarsi a capofitto dentro lorrido pi esplicito: Sal o le 120 giornate di Sodoma inserisce il marchese de Sade ( sesso e torture) in una cornice da fascismo in disfatta, per raccontare la mostruosit di un potere che usa i corpi a proprio piacimento, come fa il neocapitalismo mercificando i suoi stessi consumatori.
Se non fosse stato ucciso il 2 novembre 1975, Pasolini avrebbe chiuso la carriera con Porno- Teo- Kolossal, dove Eduardo De Filippo e Ninetto Davoli dovevano seguire la cometa dellideologia sperando di assistere alla nascita del messia, trovandolo infine morto, come la fede e il paradiso.
Il cinema di Pasolini  una tormentata riflessione sul corpo, sui suoi slanci vitali e autodistruttivi, e sulle ( mal riposte) speranze di riscatto offerte dalla fede e dallideologia.  stato il pi libero dei registi: i suoi film antiretorici, fieramente avversi a ogni commercialit, mescolano arditamente attori professionisti e non, misticismo e crudelt, istinto e formalismo, prosa e poesia, Bach e Pietralata; arruolano superstar ( Magnani, Welles, Tot, la Mangano, la Callas, Tognazzi) in ruoli inusitati, giocano pericolosamente col doppiaggio ( Welles ha la voce di Bassani, il  presidente di Sal quella di Bellocchio, i protagonisti della Trilogia parlano con inflessioni calabresi e bergamasche), e si chiudono di botto con il laconico cartello  Fine. Sul loro culto sono sorte schiere di autori ansiosi di dar scandalo e apparire enigmatici, ma a differenza di alcuni epigoni Pasolini si assumeva fino in fondo le responsabilit del cinema: sul set faceva lui stesso da operatore, e, dopo, doveva difendere ogni opera dal bombardamento di querele e processi.
Dei suoi film si pu ripetere ci che  stato detto dei suoi libri: che avrebbe dovuto farne di meno, e curarli di pi. A distanza di cinquanta e pi anni, le sue pellicole appaiono enigmatiche, ideologiche, sconcertanti, a tratti repulsive, tuttora scandalose. Per sempre sorprendenti e non datate. La stessa libert che ne mortifica certe trovate e ne sganghera la struttura, le rende fuori dal tempo, ancora vive e pulsanti: indimenticabili.
Chi non lha ancora assaggiato cominci dai cortometraggi, che sono fra le cose pi belle, forse proprio le migliori del cinema di PPP: limprevedibile Ricotta ( da Ro. Go. Pa. G., 1963), dove un poveraccio muore dindigestione sulla croce mentre gira un film sulla Passione; e il sublime Che cosa sono le nuvole? ( da Capriccio allitaliana, 1968), dove i burattini Tot e Ninetto, dopo una tragica rappresentazione dellOtello, trovano pace nel paradiso di una discarica.

Uccellacci e uccellini  la fiaba metaforica: Tot e Ninetto sono sui sentieri del dopostoria. Mescola arditamente attori professionisti e non, misticismo e crudelt, istinto e formalismo.

In Iran 1973: Esfahan, Moschea del Venerd: Pier Paolo Pasolini sul set del Fiore delle mille e una notte. Nella foto, scattata da Roberto Villa, il regista guarda in macchina e sorride al fotografo, che lo accompagn mentre girava il film tra Yemen e Iran.

Le iniziative a Roma LOriente con Villa.
Molte le iniziative di Roma Capitale per ricordare il centenario di Pier Paolo Pasolini. A lui  dedicata la rassegna Extra alla Casa del Cinema, dal 9 al 13 marzo, e dal 15 marzo al 15 aprile la mostra Gli Orienti di Pier Paolo Pasolini sulle immagini scattate da Roberto Villa. La mostra Pasolini pittore aprir a met ottobre alla Gam e Tutto  santo sar da met ottobre al Palaexpo.