DANTE FERRETTI. Il maestro La bellezza imperfetta, di Arianna Finos.

Lo scenografo premio Oscar ha lavorato con Pasolini in nove film: 
Eravamo amici ma ci siamo sempre dati del lei.

 vero, Pier Paolo mi ha inventato. Per Dante Ferretti parlare di Pasolini significa rivivere la giovinezza cinematografica. Quando saddentra tra i ricordi la voce del maestro di scenografia, 78 anni, si colora demozione, quasi non fosse passato mezzo secolo dellansia febbrile di quegli anni, quando fresco di studi si  ritrovato a risolvere con magia tangibile i problemi del set, materializzando le fantasie di PPP, nove film insieme fatti con quel che cera. Ferretti si racconta da Los Angeles, dove accompagna la retrospettiva integrale Conoscenza carnale organizzata da Cinecitt e dal Museo dellAcademy, aperta fino al 12 marzo. Poi il testimone delle celebrazioni pasoliniane passa, dal 27 marzo, al Bif&st di Bari, film e lezioni di critici e scrittori. Da Macerata a Roma, dallAccademia delle Belle arti al set. Il suo approdo al cinema  stato folgorante.
Nel primo anno di studi mi ritrovo ad aiutare scenografi famosi troppo pieni dimpegni. Con Luigi Scaccianoce e Il Vangelo secondo Matteo entro nel mondo di Pasolini, che conoscevo solo di nome, di cui non avevo visto niente. Scaccianoce mi lasciava spesso a fare il lavoro da solo, fu cos anche per Uccellacci e uccellini. Per Edipo re, arrivati a Ouarzazate, un villaggio western in Marocco, Scaccianoce a pranzo mi dice: Ferretti, ho 54 anni queste avventure non le posso pi fare.
Torno in Italia, verr ogni tanto.
La reazione di Pasolini?
Arriva sul set tre giorni dopo. Ma Scaccianoce?. Gli raccontano e lui meglio cos. Da tempo gi si rivolge direttamente a me.
Pasolini  sempre stato un grande viaggiatore, fa lunghissimi sopralluoghi. Per Edipo Re Scaccianoce vince il Nastro
dargento. Sul set di Satyricon Fellini non gli rinnova lincarico e subentro io. Torno da Ponza, un amico mi telefona, luned ti porto a mangiare a Fregene. Partiamo, ma scopro di aver scordato il costume. Apro la porta di casa e squilla il telefono.  Franco Rossellini: Ti stanno venendo a prendere, vai in Cappadocia.
Pasolini rifiuta lo scenografo della produzione, vuole te. Medea  il mio primo film da scenografo titolare.
Tra voi cera grande intesa.
S, daccordo fin da subito, anche se ci siamo sempre dati del lei.
Quel giorno mi accoglie: Finalmente  arrivato, tra tre ore giriamo.  la prima scena, Maria Callas su un carro al tramonto.
Solo che il carro non c, lo faccio notare a Pasolini e lui: Ferretti, si dia da fare. Con laiuto della troupe, quasi la stessa di Satyricon, allestisco il carro. Perfetto, dice Pasolini. Girano la scena. In albergo sentivo Maria Callas che cantava al suo cagnolino, davanti alla finestra. Era gentile, con Pier Paolo cera un rapporto speciale, passavano le serata a chiacchierare. Tra i ricordi pi belli le partite viste con Pasolini dalla Callas a Parigi.
Per Pasolini il calcio era lultima rappresentazione sacra del nostro tempo. Lei  uno dei pochi testimoni della mitologica partita tra le troupe di Novecento e Sal.
S. Bernardo e Pier Paolo erano molto amici, ma allepoca cerano state incomprensioni. Giravamo entrambi nella zona di Parma. Le due troupe si sfidarono. Io no, non so giocare a pallone. Vinsero loro, andammo tutti a cena insieme al ristorante, Bernardo e Pier Paolo tornarono amici.
Cosa distingueva Pasolini dagli altri registi?
Rifiutava le cose costruite, i teatri di posa. Amava i luoghi veri, anche se non avevano a che fare con la storia. Per Il Vangelo secondo Matteo era andato in Palestina, ma poi ha scelto Matera allora mezza distrutta. Mettemmo a posto luoghi malandati. Abbiamo girato anche vicino Viterbo, a Torre di Chia compr la casa, glielho ristrutturata io: sotto cera il fiume dove avevamo girato il battesimo di Ges. Giungevamo nei luoghi, li spogliavamo e li rivestivamo. Le influenze pittoriche erano forti e la pittura non  mai piena come la realt. Per il Decamerone abbiamo usato Giotto, per Canterbury i miniaturisti inglesi, per Mille le miniature arabe e il Kamasutra.
Il suo film preferito fatto con lui?
 Sal, un film particolare, e i Racconti di Canterbury, Le mille e una notte, il Decamerone. Ho amato tanto fare i film con lui, in ciascuno ci sono pezzi coinvolgenti.
Quando lei vide Sal ne fu scioccato.
S. Ero in casa del produttore Grimaldi, con Bertolucci e Moravia. Sul set non sembrava una materia cos forte, a volte ridevamo di quei travestimenti.
Sullo schermo invece era quasi insostenibile.
Linsegnamento che le ha lasciato?
Coltivare lerrore. Per il Decamerone girammo a Napoli, cera una chiesa medievale e dietro un palazzo rinascimentale che non centrava nulla. Lo feci notare a Pasolini e lui quando fai gli errori le cose sembrano pi vere. Aveva ragione, limperfezione rende tutto pi autentico. Perci io sbaglio sempre.

Sul set Pasolini con Dante Ferretti e Tonino Delli Colli sul set di Sal nel 1975