IL SACRO. Il Vangelo secondo Pier Paolo, di Antonio Spadaro.

Il Pasolini lettore della pagina sacra  un uomo mosso non dalla pietas, ma da un istinto. Al produttore Alfredo Bini il regista scriveva nel giugno 1963: Per me la bellezza  sempre una bellezza morale; ma questa bellezza giunge sempre a noi mediata: attraverso la poesia, o la filosofia, o la pratica; il solo caso di bellezza morale non mediata, ma immediata, allo stato puro, io lho sperimentato nel Vangelo. Parl del suo desiderio di farne un film come di una furiosa ondata irrazionalistica.
Il Vangelo secondo Matteo come opera irrazionale significa semplicemente che  libera da tutto ci che non  lintuizione di una bellezza immediata, pura, quella che Pasolini trova appunto nella pagina evangelica. Non c ideologia n poesia, per quanto il regista la definisca opera poetica. Non reggono. Appena finita la prima lettura del testo di Matteo  scrisse  ho sentito subito una energia terribile, quasi fisica, un aumento di vitalit. Il Vangelo di Pasolini , quindi, opera dimpeto pregrammaticale.
Io davo a Cristo / tutta la mia ingenuit e il mio sangue , scriveva nel poemetto La religione del mio tempo.
In una poesia del 42 Ges aveva definito oscura luce che generava un inconscio amore. In questo moto istintivo, dunque, dobbiamo inoltrarci, nel suo sangue. Pasolini  istintivamente evangelico, e lunico modo per capirlo (e dirlo) era estetico, usando tagli narrativi di una violenza e di una epicit quasi magiche presenti nel testo stesso del Vangelo. Cos inizia le riprese in uno stato di esaltazione e di spavento.
Ma chi  questo Ges? Lo possiamo dedurre dal fatto che Pasolini non sapesse come girare le Beatitudini: lo confess egli stesso. Non ha tratti n ruvidi n dolci. Il diciannovenne Enrique Irazoqui che lo interpreta incarna una intensit, una tensione estrema tra bizantino e barocco, che trova una sintesi nellanatomia di El Greco. Il regista gira quella scena con una serie di primi piani di quel viso, ieratico e fiero, a stacco secco contro un cielo nero. A volte la voce di Ges lotta contro il rumore del vento, che tenta di sovrastarla. C disperazione, rabbiosa urgenza, veggenza solitaria, lacerante e angosciata. Che  poi quello che ha affascinato Nick Cave quando commenta il Vangelo di Marco. Il Cristo di Pasolini  quello che non  venuto a portare la pace, dunque, ma la spada.
Per cercare la cifra giusta, nellestate del 1963, Pasolini comp un viaggio in Terrasanta per prepararsi alla realizzazione, ormai imminente, del film. Mi intriga la scelta che Cristo ha fatto di un luogo cos terribilmente arido, cos terribilmente disadorno, cos terribilmente privo di qualsiasi amenit, disse a chi lo accompagnava, don Andrea Carraro della Pro Civitate Christiana di Assisi. Vede, don Andrea, la parola spirituale ha per noi due un significato un po diverso  gli disse il regista . Per lei, spirituale significa qualcosa di intimo e religioso. Per me, spirituale corrisponde a estetico.
E la conclusione  ossimorica e paradossale: il paesaggio delude il regista del Vangelo secondo Matteo.  questa la rivelazione estetica. Per tre volte usa lavverbio terribilmente per descrivere il campo lungo dei suoi occhi nella terra di Ges. Tutto sembra bruciato nella materia e nello spirito.
Ma dove lo porta questa intuizione? Confessa: La mia idea che le cose, quanto pi sono piccole e umili, tanto pi sono profonde e belle, trova qui una conferma che non mi aspettavo. Ho capito che questa idea  ancora pi vera di quanto immaginassi. Lidea di quei quattro clivi spelacchiati della predicazione  diventata per me unidea estetica, e perci spirituale.
Qui c tutto il Vangelo secondo Pasolini. Il paesaggio  gi Vangelo: il legame distinto con la pagina di Matteo si palesa anche nel rapporto con la terra, col suo gusto terribile, la sua aridit, lassurda bellezza di quei quattro clivi spelacchiati. E non sa ancora che quellistinto era lo stesso del suo Ges. E allora sulla camionetta che corre lungo la strada tra Gerusalemme e Betlemme, don Andrea gli fa leggere san Paolo: Dio ha scelto ci che nel mondo  stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ci che nel mondo  debole per confondere i forti, Dio ha scelto ci che nel mondo  ignobile e disprezzato e ci che  nulla per ridurre a nulla le cose che sono.
Da questo rovello Pasolini prende la decisione di scegliere il mondo arcaico che aveva trovato ancora intatto allinizio degli anni Sessanta nel Meridione dItalia  il Lazio, la Puglia, la Basilicata e la Calabria  come luogo equivalente alla Palestina dei tempi di Ges. E gira sotto un sole ferocemente antico. Questa bellezza selvatica  brute beauty direbbe Gerard Manley Hopkins   lestrema resistenza al moderno, al compromesso, alle nuances, alla delicatezza di qualsiasi comfort. E la sacralit spesso si declina cos in forma di scandalo, nel senso etimologico del termine, cio inciampo, come quello su un sasso.
Prevalgono i contrasti a ogni livello. Pure a livello di obiettivi della camera da presa che oscillano di colpo dal teleobiettivo  usato dopo essersi arrampicato nei pressi delle cascate del torrente Chia presso Viterbo , che schiaccia e rende pittoriche le figure; e il suo contrario, il 25, per i primi piani, che deforma le facce dandole un affusolamento liberty alla ricerca di un espressivo eccesso di nitore, di nettezza di contorno, di stiramento delle linee. Cio il contrario di quanto aveva sempre cercato nei primi piani. Si susseguono campi lunghi e dettagli, totali e primi piani. Il Vangelo richiede la contraddizione, lesasperata libert, un caos stilistico nuovo, una conversione, insomma.
Anche a livello di sonoro. Si alternano i dialoghi e i discorsi, che occupano gran parte del film, il linguaggio muto delle immagini, e la colonna sonora composta come un mosaico dai cori della Passione secondo Matteo di Bach alternati con brani della Missa Luba eseguita in latino da indigeni dellAfrica Centrale, canti popolari, composizioni di autori antichi e moderni. Ladorazione dei Magi  accompagnata dallo spiritual Sometimes I Feel like a Motherless Child, cantato dalla folksinger Odette, e lentrata in scena di Ges adulto presso le rive del Giordano  accompagnata dalla Maurerische Trauermusik K 477 di Mozart. C una istintualit liturgica che seleziona i brani e crea nessi a fiuto.
Questo  il Vangelo, non la poesia, non lideologia, non la coerenza stilistica (che pu essere una forma dellideologia). Pasolini , dunque, davvero teologo ed esegeta. La sua lectio evangelica  fatta da una parte di un letteralismo assoluto: tra i tanti film realizzati sulla vita e sulla passione di Ges, quello di Pasolini  il solo nel quale il protagonista e gli altri interlocutori usano parole scritte nel Vangelo, senza ricorrere a parafrasi o trasposizioni. Daltra parte, il suo gesto assolutamente creativo fa sprigionare il senso dalle parole e la loro interpretazione con la forza delle immagini. In ogni caso, era chiara per lui una cosa: avendo deciso di essere assolutamente fedele al testo di Matteo, dovevo rappresentare un Cristo che non fosse soltanto uomo, ma che fosse uomo e Dio.
Il significato non  iperuranico, come a volte alcune letture evangeliche spiritualizzate. Ha come sfondo lItalia di quei tempi. A cavallo tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta lItalia stava bruciando rapidamente le tappe di una trasformazione da Paese agricolo in Paese industrializzato, con una violenta, irreversibile trasformazione sociale e culturale di cui Pasolini  il testimone pi acuto e sofferto. Linterpretazione, quindi, tende allattualizzazione, quasi un midrash.
Sin dalla predicazione di Giovanni Battista, che fa da preludio a quella di Ges, che si rivolge ai notabili del tempo, Pasolini fa intravedere in filigrana i notabili italiani di quel tempo. Giovanni, che ha il volto scavato di Mario Socrate, esclama: Razza di vipere!.
Dal grido del Battista si arriva al grido di Ges in croce, visto in soggettiva dalla Madonna, interpretata qui da Susanna Colussi, la madre del regista (altra cifra dellidentificazione di Pasolini col suo Ges?). Allapice dello strazio, lo schermo si oscura. Un lungo spezzone di pellicola nera si sostituisce alle immagini, mentre nella colonna sonora risuona una voce che lancia agli spettatori lultima provocazione: il cuore di questo popolo si  fatto insensibile, e hanno indurito le orecchie, e hanno chiuso gli occhi per non vedere con gli occhi e non sentire con le orecchie.
E la risurrezione? Pasolini non voleva rappresentarla. Ma poi si converte superando la tentazione  davvero diabolica  di rappresentarla come una soggettiva mentale degli apostoli che ricordano Ges come era prima della sua morte, oppure come lapparizione di un fantasma. La resurrezione nel film  tutta nella tomba vuota che si riflette nello sguardo di Maria, la madre del regista, in uno dei sorrisi pi belli della storia del cinema. E la corsa gioiosa dei discepoli verso il Ges che appare per dire: Io sono con voi fino alla fine del mondo. Pasolini non si ferma al grido, lo scavalca. Listinto, l  impeto pregrammaticale  gli regala la sintassi della rivoluzione.

La traduzione al cinema del testo di Matteo  il capolavoro dellautore Unopera  irrazionale perch libera da tutto ci che non sia lintuizione di una bellezza immediata, pura, quella che il regista trova nella pagina evangelica E nel volto bizantino del Cristo protagonista.

La Passione. Il catalano Enrique Irazoqui interpreta il ruolo di Ges nel film Il Vangelo secondo Matteo girato da Pasolini nel 1964. Nei panni di Maria da giovane lattrice crotonese Margherita Caruso, mentre la parte di Maria anziana  interpretata da Susanna, la madre di Pasolini.
