IL CORPO. E lautore si fece carne, di Donatella Di Pietrantonio.

Fragile e vigoroso, PPP ha fatto del suo fisico unopera darte Fino al nudo degli ultimi scatti.
In nessuno scrittore ho mai sentito il corpo come in Pasolini. Da adolescente mi buttavo nei suoi romanzi senza sapere nulla dellautore, senza averlo visto nemmeno in fotografia o in una ripresa video. Eppure Pasolini  stato subito per me un corpo che scrive. Contraddiceva la mia ingenua idea di una separazione binaria tra mente e corpo, rinforzata dallo studio di Cartesio con le sue res cogitans e res extensa. Da giovane lettrice mi interessava lo spirito di un autore e come colava nel testo, non provavo nessuna curiosit per la persona reale che era. Credevo, anzi, che intellettuali e scrittori fossero esseri eterei, quasi asessuati, che forse nemmeno mangiavano. Pasolini  stato il primo che mi si  imposto con la sua fisicit, e credo sia accaduto lo stesso a molti della mia generazione  i nati negli anni Sessanta. In Ragazzi di vita non trovavo solo la carne pulsante dei personaggi, in qualche modo misterioso era il suo corpo che si alzava dalle pagine. Non era pi appendice necessaria e trascurabile di un pensiero creativo, ma di quel pensiero origine e motore, tormentato strumento in cui tutto doveva passare attraverso.
Quando ho cominciato a vedere Pasolini ritratto sulla carta stampata, mi trasmetteva una densit inconsueta, come se avesse un peso specifico superiore alla media. Come se lintellettuale che ammiravo a distanza fosse pi reale di chiunque altro. Per molto tempo me lo sono figurato molto pi alto di quanto fosse davvero.
Lo amavo e lo temevo nella stessa misura. Non erano le sue opere a mettermi soggezione, non il suo genio multiforme, ma proprio la persona magra, compatta, di nervi e muscoli, tendini e ossa. Tutta fibre e dolente vitalit. Ho scoperto poi quanto quel corpo privato fosse politico e  diremmo oggi  divisivo. Una certa Italia di allora mal sopportava le sue provocazioni artistiche e civili, ma ci che davvero non tollerava era: il corpo del poeta. Il suo desiderio non conforme. Delle tante rivoluzioni pasoliniane questa  stata forse la pi sanguinosa per un Paese cattolico in cui il corpo era, anche tra gli intellettuali, uno dei tab pi resistenti. E invece troppo centrale nellopera di Pasolini per non destare scandalo, troppo incarnata ogni sua espressione. Per molti di noi Pasolini  stato inevitabile. Siamo cresciuti nutrendoci di lui e cos ce labbiamo dentro. Anche se non lo rileggo da molto tempo, il ricordo che ne porto si focalizza ancora una volta su poche linee essenziali: disegnano un contorno umano e un volto impressi nella memoria con rara forza. La sua figura era una improbabile sintesi di opposti, da una parte primitiva e barbarica, dallaltra modernissima. Le amiche coglievano regolarmente il fascino di questi contrasti. Laura Betti, citata da Trevi in Qualcosa di scritto, ne ricorda i modi cos timidi, ma poi aggiunge che aveva una tale presenza. E Oriana Fallaci si interroga nella Lettera che gli indirizza dopo la morte sul misterioso trasporto che ha provato per lui, amico impossibile. Dolce e soave come una donna nel parlare e muovere le mani, maschio nellandatura scattante di belva che salta addosso e morde. Di certo era il riconoscimento di quella ferocia che sempre mi ha messo a disagio nel guardarlo.
I tratti di Pasolini, cos scolpiti e netti specialmente quando si arricchiscono dellespressivit delle rughe, si prestavano di per s a diventare nellinsieme unicona che avrebbe resistito al tempo, alle mode e alle correnti. La morte violenta a lungo cercata, nemmeno tanto segretamente, ha di nuovo  ma come non mai - sovraesposto il corpo dartista. Lo ha come imbalsamato nel nostro immaginario in uno stato precedente alla vecchiaia, in cui lenergia vitale si va spegnendo e il quotidiano diventa una piatta ripetizione di un gi vissuto che non d pi piacere. I giorni e le esperienze diventano intercambiabili. Allora lestremo atto, anche artistico, di un uomo che ha raggiunto e superato la piena realizzazione di s sta nel consegnare il proprio corpo a un assassinio. Certo, Pasolini non ha il controllo della sua fine, ma ne ha preparato le condizioni. Il teschio si leggeva da prima in filigrana sotto la pelle. A noi sono state restituite le immagini del corpo massacrato e le ultime fotografie di Dino Pedriali: i ritratti di un uomo nella vigorosa e matura nudit. Pi di recente una toccante Piet dello street artist Pignon-Ernest: Pasolini vivo tiene in braccio se stesso morto e ci guarda con quegli occhi. Ancora interroga e mai rassicura.

Sul Tevere Anni 50: Pier Paolo Pasolini in costume sulla riva del fiume.
Il calcio 1961: lo scrittore e regista gioca a pallone sul set di Accattone.
