Le Muse. Maria e le altre divine creature, di Concita De Gregorio.

Devessere stato un meraviglioso amico. Attento, silenzioso, generoso, presente. Soprattutto questo: presente, col corpo. Una presenza domestica, tranquilla. Veniva qui, si sedeva l, osservava  .  Parlava a voce cos bassa. Era sempre gentile con tutti, con le comparse e i macchinisti. Una dolcezza estenuante. Ero seduta alla scrivania e non lo sentivo mai arrivare. Percorreva il corridoio con passi da gatto  .  Lavoravamo con metodo, tutti i giorni alla stessa ora  . Cecilia Mangini, Piera Degli Esposti, Maria Antonietta Macciocchi, Dacia Maraini. Cerco nei ricordi, trovo questo: frammenti di racconti delle donne che hanno incrociato la loro vita con la sua e sono arrivate, poi, fin nel mio tempo. Non ho memoria di resoconti epici, eroici, mai lepopea del genio: sempre e solo briciole di giornate tranquille, abitate dalla gentilezza. Cecilia Mangini:  Avevo girato La canta delle Marane, ispirata dalla lettura di Ragazzi di vita. Volevo mostrarglielo, e allora lho chiamato. Vi conoscevate? No, no. E dunque come hai fatto a chiamarlo?  Lho cercato sullelenco del telefono, alla P.. Ha risposto lui? S. Mi sono presentata, gli ho spiegato, lui ha detto vengo a vedere. Ha preso lautobus,  venuto. Ha guardato in silenzio, io ero un poco preoccupata, si capisce. Alla fine mi ha chiesto: posso tornare?  cos che abbiamo cominciato a lavorare insieme. Piera Degli Esposti, che tira indietro la testa e ride forte: Capisci? Io con questa voce da uomo e lui con quella voce da donna, io in tempesta, lui sempre un sussurro, delicatissimo: arrivava come un refolo di vento  . Dacia Maraini: Cercava in certo tipo di fumo, in quel viaggio in Africa. Lo cercava di un certo colore, viaggiavamo per ore. Poi la sera ci ritiravamo stanchissimi e lui spesso veniva a parlare con me, o anche solo si sedeva vicino. Credo fosse perch temeva di illudere Maria, se fosse rimasto con lei, e non voleva darle un dispiacere. Ma cos, con queste parole, non me lha mai detto. Lo capivo, lui si faceva capire nei silenzi. Con passi da gatto, si avvicinava, ha raccontato Maria Antonietta Macciocchi che fu la sua direttrice a Vie Nuove, redazione in Via Sicilia, Roma.
Pasolini e le donne, la traccia di questi appunti. Ma poi non so. Tutti sanno tutto e nessuno sa niente, di Pasolini. Dovresti lasciar perdere la razza sacra, la retorica sulla negritudine, dovresti solo stare ai fatti  , suggerisce un vecchio amico che  lui s  gli fu amico. Dovresti forse partire dalla madre, da quello che sai, da quello che riesci a immaginare. Di quello che so la cosa che so pi forte  questa:  Il giorno dellassassinio andammo a casa di Susanna molto presto e appena entrati, per prima cosa, staccammo la presa dalla televisione in soggiorno. Non volevamo che vedesse. Un giro di parole, un inciso nel racconto  forsennato, terrificante  di quella mattina. Staccammo la presa della televisione.  Poi, per anni, quando andavamo a trovarla lei preparava le tazze e ce nera sempre una anche per lui. Pier Paolo  uscito, diceva qualche volta, ma non sempre. La tazza restava l, vuota, per tutto il tempo della visita  , mi ha raccontato Dacia. La madre, Susanna Colussi, quelle foto di lei col capo chino sulla sua spalla e quella specie di piccolo sorriso. Le madri dei suoi film: Anna Magnani, Silvana Mangano, Maria Callas e infine quella vera, la Madre, Madonna nel Vangelo.
Silvana Mangano, Il Corpo, con lui e per lui era diventata magrissima. Inesistente, perlacea.  La tua bellezza amara, le scriveva. C una lastra di vetro fra te e il mondo, la mia anima  con te: dietro quel vetro . Maria Callas, La Voce, era sfinita damore. Diceva: mi ha regalato un anello, dunque mi ama  ( Maraini). Lui le chiese di non depilarsi il viso. Ne fece una Medea baffuta, ha scritto Luca Ronconi. SullEdipo Re, la barca che Pasolini aveva preso con Giuseppe Zigaina, si ritiravano la sera nelle minuscole cuccette, durante le riprese. Entrarci  unesperienza tattile. Lui diceva di lei: Mi sembra di averla sempre conosciuta, come se fossimo stati a scuola insieme. Come se lavessi trovata per strada, come se venisse dalla strada  . Lei, in cuccetta, spesso piangeva. Aveva perso Onassis, aveva perso il loro figlio Omero. Era innamorata di lui e quando noi gli dicevamo ascolta, Maria:  omosessuale. Lei scuoteva la testa e diceva no, io lo guarisco. Lui, racconta Maraini, era incantato dal mistero della voce di lei:  Che era querula e infantile, un pigolio, nella vita, e diventava la Callas in scena. Un mistero inspiegabile, un incantamento perpetuo. La voce, il corpo, quel mistero. Non so se a causa della sua stessa voce, cos imprevedibilmente sottile, Pier Paolo aveva unossessione per le voci: in specie le voci femminili, e quelle dei bambini (Degli Esposti). Per esempio quella di Marilyn Monroe, povera sorellina cadetta  le ha lui, scritto in epitaffio. Anche Marilyn (come Bardot, come Mangano, come Callas) era costretta nellinvolucro di donna mito, oggetto di venerazione e desiderio, donna icona ma  sorellina infelice  , invece: vedetta, staffetta di tragedia. La tragedia, infatti. Se una persona non  infelice non ti interessa  ,  picchiare ed essere picchiato, questo fai con me: mi picchi per lettera  , gli scriveva Oriana Fallaci e lui a lei: Anche tu quanto a disperazione non scherzi  . Di Giovanna Bemporad, poetessa ebrea poliglotta amica degli anni delluniversit, lo incantava lequilibrismo di chi cammina sul vuoto e sulla morte. Di Lorenza Mazzetti, spirito tragico del secolo, la ferita inemendabile, innominabile, e la vertigine buia dei suoi sogni. Si incontravano a Vie Nuove, parlavano daltro  di sogni, appunto, talvolta, e di psiche  come se non fosse la morte la loro unica compagna segreta. Cos con Amelia Rosselli, con Anna Maria Ortese: quel segreto, sempre, in comune. Solo con Silvana Mauri, forse,  una passione gratuita, senza sesso, ci fu il piacere di passeggiare lunghe ore in silenzio senza che importasse niente altro che tenersi il braccio, lungo largine del fiume, a Trastevere. Certamente non il silenzio fu il sigillo del legame con Laura Betti: la moglie non carnale, la vedova immaginaria, lamica la vestale la custode del tempio di cui solo chi ha vissuto sa, solo chi ha visto  avrete letto Qualcosa di scritto, di Emanuele Trevi, altrimenti fatelo  pu dire. Per il resto, nessuno sa niente. Si pu solo immaginare.
Ci sono le foto, a raccontarlo. Una mostra bellissima, a Berceto di Parma, un paio danni fa, dallarchivio di immagini di Giuseppe Garrera. Una mano sulla spalla di Silvana Mangano diafana e spossata di dolore. Una risata di Anna Magnani che pare di sentirla. UnElsa Morante arcigna, a tavola, e Moravia fra loro. La madre Susanna che lo guarda, una spilla da balia a chiudere il vestito di maglia, e lui che le cinge le spalle. Su tutte, se non avete tempo di leggere e di cercare altro, fermatevi su quella.  il modo in cui ciascuno, credo, vorrebbe essere guardato. Essere visto. Non c, davvero, molto altro da dire.

Ecco Pasolini e le sue donne: La madre Susanna, Madonna del  Vangelo. 
Anna Magnani,  Mamma Roma per sempre.
Silvana Mangano trasformata in icona. 
Laura Betti, la moglie non carnale. 
E la Callas, lamore impossibile.

Gli affetti. Pier Paolo Pasolini nella sua casa di Monteverde con la mamma Susanna Colussi, Roma, 23 maggio 1962.
Anna Magnani in occasione del lancio del film Mamma Roma nel 1962.
Pier Paolo Pasolini con Laura Betti in un ristorante a Roma nel 1965.
