Le periferie. Mamma Roma citt barbarica, di Aurelio Picca.

Nel 1950 Pierp  a Roma con sua mamma. Lanno dopo conosce Sergio Citti, nato a San Lorenzo numero 1. Faceva limbianchino come il Gufo che ripul casa di mamma mia e che, con il poeta silenziosissimo, come mi diceva Amelia Rosselli, ci faceva allamore senza per assestargli qualche colpo duro. Sergio Citti era il fratello di Franco, cio di Accattone, quello che quando muore a Ponte Testaccio dice: Ah, mo sto bene.
Sergio, con le scarpe di coccodrillo, con la busta dei resti di pesce per i gatti; Citti, il grandissimo regista di Ostia (perch anche lIdroscalo dove Pasolini fu ammazzato era una borgata), quando mangiavamo al ristorante Oasi a Fiumicino mi raccontava: Prima di conoscere Pier Paolo pensavo che i polli cavevano quattro gambe. Poi lui mi ha portato in rosticceria. Allora ho scoperto che ne avevano due di gambe. Citti Sergio era nato a San Lorenzo, appunto, con la Tiburtina che sega il quartiere insanguinato dalle bombe degli alleati con Villa Gordiani a due passi, dove crebbe Laudovino De Sanctis; il Tiburtino III nel quale, una vecchia signora, quando landai a trovare, mi fece bere a forza un limoncello versato in una tazzina con dei bottoni dorati l dimenticati. Poi largo Lanciani: dove il sottoproletario molisano Cimino fredd i fratelli Menegazzo. E attaccata a San Lorenzo c la Prenestina; il Pigneto; Centocelle dove ora hanno gli studi i pittori romani come Felice Levini. Centocelle, con la chiesa di san Felice da Cantalice che pare un cartone innalzato a mo di facciata, dove, sempre Vittorio, detto Accattone, si abbracciava con Stella.
Ho sviolinato questa cianfrusaglia per dire che nei Cinquanta i borgatari erano cannibali. Rischiavano di mangiare i gatti. Si rubavano la minestra nella pentola; si nascondevano il cibo in famiglia. Solo una citt feroce e cinica (Roma); femmina de core e infame poteva ancora ricoverare uomini che non sapevano quante zampe avesse un pollo!
Dal 1951 al 1953, 54, Pasolini insegna a Ciampino, fa scuola pure a Vincenzo Cerami. Ciampino  nella fossa dopo la discesa a valle dei colli Albani. Quattro case intorno a un aeroporto che pare un giocattolo. E poi c via Tuscolana (con il cielo pi alto di Roma), il Quadraro, Cecafumo dove, gi nei Sessanta, sui pratoni, il poeta de Lusignolo della chiesa cattolica dava appuntamento a gruppi di ragazzi, uomini, militari, come racconter in Petrolio.
La ricotta lo gira a Lacqua Santa. Si vedono gli acquedotti come vagoni di treni abbandonati. Mamma Roma si infila proprio nel tunnel di via del Quadraro. Ecco, in realt le borgate di Pasolini non sono tanto Rebibbia (dove abitava), il Quarticciolo, Tor Marancia, Centocelle, il Pigneto, il Mandrione, Torpignattara. S, certo, sono queste; ma per sapere bene chi ci viveva e come, bisogna seguire lacquedotto romano che gli gira attorno e entra dentro. Infatti attaccate ai mattoni dei romani cerano casupole e baracche. Sassi e uomini si distendevano in un girotondo che a tratti appariva e a tratti si eclissava. Gli ingressi di terra battuta con i cessi fatti di canne che si intasavano mischiando liquami a fango. Dunque ora meglio si pu capire perch Sergio Citti alla domanda: I Parioli che sono?, rispondeva: Al contrario de borgate.
Pier Paolo Pasolini trova ragazzi e uomini stagionati nullafacenti al baretto, con i maglioni a V e la catenina del battesimo appena ritirata, o da portare, al Monte di Piet. So tutti stracchi. Hanno lo stomaco gonfio. Le mogli e le sorelle danno la zinna ai figli. Parenti e amici ridono facile; facile fanno a cazzotti. Hanno un solo piacere: il sesso.
Questo mondo non  mai arrivato, nemmeno in pellegrinaggio, nel cosiddetto Centro di Roma. Vivono lavorando quando capita nei cantieri in costruzione, rubano e hanno sempre fame. Sono identici agli uomini che hanno seguito i pi audaci sui Sette Colli per fondare la citt.
Un giorno andai a trovare Sergio alla stazione Ostiense. Stava girando il suo ultimo film: Fratella e Sorello. Nel cast, se ho la memoria buona, doveva esserci Claudio Amendola e una attrice africana rassomigliante a Naomi Campbell. Pi, limmancabile Laura Betti. Non so come fu ma entrai nel motorhome di lei. Mi presentai e la Betti mi guard per niente minacciosa. Del resto ero un ghepardo. Le dissi che ero amico di Sergio e che lo aspettavo. Dopo tre minuti fece: Sergio Citti  stata la mente barbarica di Pasolini.
In questi giorni ho ripensato alluscita nel 1955 di Ragazzi di vita e di quando Andrea, un mio amico sardo, mi raccontava che sua mamma Caterina Pruneddu, imparentata con Francesco Cossiga, essendo stata collega di Pierp, quando usc il romanzo, che ebbe come Virgilio il Citti maggiore, prese un po di copie per smistarle in vendita ai colleghi. E ripensando al film di Sergio, appena uscito nelle sale e subito ritirato ho riflettuto che tutte le borgate di Roma hanno un ventre materno, una Mamma insaputa.  San Giovanni, il quartierone sud della citt.  da l che si diramano le borgate creando un immenso colon fatto dagli acquedotti. E poi quel Fratella e Sorello mi riporta al Cantico delle creature. Mi fa rivedere da bambino la statua di san Francesco con le braccia aperte in segno di accoglienza, coi piccioni che lo imbrattano. Di questi tempi quasi pi nessuno ci fa caso. La statua quasi nera sembra sparita.
Ora il Pigneto coi famosi villini Liberty  diventato un luogo alla moda. La Movida. E anche Centocelle e il Quadraro. Le case su via Casilina vecchia che guardano la ferrovia sono panoramiche. Adesso tutti sanno che il pollo ha due zampe. Ma lo mangiano nel ristorantino gourmet, non in rosticceria con le mani che poi vanno leccate per bene.
A proposito dellunico piacere, il sesso, che i borgatari potevano offrirsi e offrire, una sera mi ritrovai a cena con Dino Pedriali e Luigi Ontani a La Campana. Dino, come  noto, fotograf il poeta nudo nella torre di Chia. Pareva che Pasolini in quegli scatti volesse lasciare in eredit e prendersi per lultima volta il sesso dei ragazzi di vita. Ebbene, Pedriali, con infilato allindice un anello con una moneta romana dargento, muoveva le mani a mo di macchina fotografica digitale per studiare linquadratura migliore del mio volto per una eventuale foto. Quando lo chiamai era ricoverato a Bologna. Subito dopo mor.
Raccontava che negli anni giovani di Pasolini a Roma tutti erano arrapati, correvano con il sesso in mano, ridendo, scherzando, giocando. Adesso non so. Nelle ex borgate ci si incontra in mille. Boh. Nelle baracche ci sono solo i barboni. Epper dal Pigneto a Centocelle; da Torpigna al Quadraro; da piazzale Lodi a quel taglio chilometrico che  via Tuscolana con alla spalle, a est, lantica via Gabina fino a Tor Bella Monaca, Roma, dico il Dna di Roma non  cambiato. La ferocia e il cinismo atavico non hanno subito nessuna mutazione antropologica. Per dirlo con le parole di Laura Betti rivolta a Citti: Roma  una mente barbarica.
Ritorno agli anni Cinquanta, nella capitale degli accattoni e delle borgate. Dove Pasolini incontra i fratelli Citti e i ragazzi di vita