Romanzo criminale. Morte a Ostia e mistero infinito, di Giancarlo De Cataldo.

Dal 2 novembre 1975 il cadavere ritrovato allIdroscalo alimenta un giallo nazionale ancora irrisolto.
Dallassassinio di Pier Paolo Pasolini sono nate due storie. La prima  quella consacrata negli atti giudiziari: un amore mercenario omosessuale finito tragicamente. Il colpevole  un pischello di periferia, avido, magretto e scaltro. La vittima un uomo, con le sue fragilit e le sue contraddizioni. La seconda storia allarga lo scenario a moventi che vanno dal tentativo di rapina sfociato in tragedia al complotto politico, passando per la lezione impartita al gay da un gruppo di balordi e lestorsione degenerata. I colpevoli sono ragazzi di vita, coatti, oppure giovanissimi neofascisti dalla vocazione criminale, e fa capolino locchio, complice o distratto, degli eterni servizi deviati. E la vittima  il poeta controverso, il regista scandaloso, lintellettuale scomodo. Solo per un breve tratto le due storie procedono parallele, e nelle carte processuali si leggono fatti accertati.
Alle 23 circa dell1 novembre 1975 Pasolini siede a un tavolo del Biondo Tevere, una trattoria sulla via Ostiense.  una serata fredda, la notte sar ancora peggiore. Con lui c Pino Pelosi, diciassette anni, detto Pino la Rana. Il poeta non cena, il ragazzo ha fame: mangia, sappiamo, spaghetti aglio, olio e peperoncino. Lasciano il locale alle 23.30, diretti in un luogo appartato, lIdroscalo di Ostia, che raggiungono intorno alla mezzanotte. Da questo momento in avanti, le due storie si separano. La verit processuale si affida al racconto di Pelosi, laltra storia combatte caparbiamente per smentirla. Su un solo altro particolare c coincidenza: all1.30 Pelosi viene fermato sul lungomare di Ostia da una pattuglia dei carabinieri.  al volante dellAlfa 2000 GT del poeta. Quasi subito ammette lomicidio. Ma che cosa racconta Pelosi? Pasolini pretende prestazioni sessuali che il ragazzo non  disposto a concedere. Il poeta diventa violento e lo aggredisce con un bastone. Pino scappa, cade, viene raggiunto, lotta, afferra una tavoletta che sta per terra e lo percuote, la lotta continua finch il ragazzo non prende il sopravvento. Sale sullAlfa, sconvolto, e si d alla fuga: probabilmente senza rendersene conto, passa sopra al corpo di Pasolini. Il Tribunale dei Minori prende solo in parte per buona questa versione. La sentenza del 26 aprile 1976 conclude per un omicidio in concorso con ignoti. Cera sicuramente almeno un altro soggetto. Doveva esserci:  inverosimile che in una colluttazione cos feroce, come quella descritta da Pelosi, solo uno dei contendenti abbia riportato rilevanti lesioni, e laltro ne sia uscito praticamente indenne. Eppure Pasolini scrivono i giudici non era un vecchio cadente incapace di organizzare una qualche difesa; era agile, aveva un fisico asciutto, praticava lo sport, giocava ancora a calcio in partite regolari.
Lappello ribalta questa prospettiva, e cos la Cassazione: Pelosi ag da solo. Ma la seconda storia, quella alternativa,  gi nata, proprio mentre Moravia, ai funerali, davanti a una folla sbigottita (in quanti ci rendemmo subito conto di che grande perdita ci era stata inferta!) pronuncia quel suo commovente discorso: abbiamo perso prima di tutto un poeta, e di poeti non ce ne sono tanti al mondo. Oriana Fallaci e Furio Colombo raccolgono testimonianze inquietanti. Lo hanno circondato e massacrato. Lui scappava e gridava mamma. Ma lo scenario?
Unora prima di agganciare Pino la Rana alla stazione Termini, Pasolini aveva cenato al Pommidoro a San Lorenzo. Era ombroso, cupo, di pessimo umore. Qualcosa lo turbava nel profondo. Lo si sarebbe appreso anni dopo: qualcuno aveva rubato le pizze di Sal, il suo terribile, cupissimo ultimo film che lui non avrebbe fatto in tempo a vedere in sala. Pasolini sarebbe stato attirato in un agguato con il pretesto di recuperarle. Un ricatto. Pelosi sarebbe stato lesca: i due non si erano incontrati casualmente quella notte, ma si conoscevano da qualche mese. Pelosi  morto nel 2017, e pi volte ha cambiato versione, ammettendo ripetutamente la presenza di altri soggetti e, in sostanza, lagguato. Ad uccidere Pasolini sarebbero stati alcuni neofascisti, fra i quali i fratelli Borsellino (ormai morti) e tal Pinna, forse sopravvissuto e forse no. Altre fonti hanno indicato Johnny lo Zingaro, allora quindicenne, e altre ancora elementi della Banda della Magliana: che nel 75, per, ancora non sapeva di chiamarsi in quel modo. Unaltra pista alternativa conduce allaffare Petrolio: nel romanzo postumo che Pasolini stava scrivendo sarebbero state contenute verit scottanti sullItalia delle stragi, tali da determinare la soppressione di un capitolo incriminato e luccisione dellautore. Apparati occulti sarebbero stati, se non mandanti, conniventi. Altri fatti di storia patria, a partire dallaggressione a Franca Rame, rendono niente affatto peregrina lipotesi di una spedizione punitiva  quale ne sia il movente  di marca neofascista: si era, non dimentichiamo, negli anni Settanta del golpe e delle stragi, e Pasolini era lautore del celebre Io so. Ma alla fine, ogni inchiesta  stata archiviata, ed  difficile pensare che lo strumento giudiziario possa ancora produrre, a quasi mezzo secolo dal novembre 75, un qualche esito. Si sono occupati di questo delitto, in libri e film mossi dal nobile intento della verit, Carlo Lucarelli, Gianni Borgna, Marco Tullio Giordana e David Grieco. Da ultimo, Giovanni Giovannetti, in un volume poderoso che si pu in qualche passaggio non condividere, ma che  fondamentale conoscere ( Malastoria  LItalia ai tempi di Cefis e Pasolini, Effigie).
C chi dice che cercare a tutti i costi uno scenario pi ampio serva a giustificare una morte che suonerebbe altrimenti non comparabile alla grandezza della vittima: Pasolini era una figura troppo cruciale nella nostra vita culturale (e pubblica) per morire ad opera di un Pino la Rana. Ma i materiali per dubitare non mancano, e troppe incongruenze risultano francamente sconcertanti.

I colpevoli sono ragazzi di vita, coatti, oppure giovanissimi neofascisti, e fa capolino locchio, complice o distratto, degli eterni servizi deviati. Con Pasolini c Pino Pelosi, detto Pino la Rana, che cambi versione pi volte.

Il delitto, la foto: il corpo di Pasolini coperto da un lenzuolo allIdroscalo di Ostia, davanti a curiosi e forze dellordine, la mattina del 2 novembre 1975. Uno degli scatti di Dino Pedriali allo scrittore nella casa di Sabaudia nei giorni precedenti al suo omicidio.