Un uomo solo che non riesce ancora a tacere, di Francesco Piccolo.

Il pensiero senza pregiudizio  leredit dellautore che nasceva cento anni fa.
Pasolini diceva: Penso a me come a uno che proviene dalla critica; ma nonostante il suggerimento arrivi da lui, sarebbe una definizione inaccettabile. Bisogna sempre elencare un gran numero di mestieri, o sottopancia: Pasolini ha fatto tutto, era molteplice; e allo stesso tempo era uno, perch ha fatto ogni cosa sempre con unimpronta personale, riconoscibile e inimitabile. Prendiamo il cinema: a un certo punto ha deciso di fare il regista. Aveva unidea di cinema gi in testa, tutta sua, che poi quando  riuscito a mettere in atto, si  rivelato appunto un cinema tutto suo. Contro la volont e i consigli degli altri: Fellini lo scoraggi dopo i primi giornalieri di Accattone, Calvino si arrabbi addirittura, e dopo i primi film gli scrisse Vittoria  una delle tue poesie pi belle, per poi aggiungere: quando smetti di fare il cinema?.
In realt, aveva una vitalit intellettuale irrefrenabile che si esprimeva in giornate di lavoro infaticabile; ci che impressiona, e che deve impressionare oggi,  quanto lavoro riuscisse a consumare ogni giorno, senza mai allentare una tensione profonda, e con unoriginalit continuamente spinta al massimo. Bisogna ricordarselo che tutto quello che ci  arrivato da lui  stato il frutto di unostinazione quotidiana alla fatica. E a causa della molteplicit, si finiva sempre per fare i conti con lui in qualsiasi direzione. E poi, dopo la sua morte,  stato via via spolpato della complessit e semplificato, forse per approdare a un concetto  pasoliniano  che fosse decifrabile.
Invece la molteplicit lo ha reso lartista e lessere umano pi complesso del Novecento. Basti pensare alle tre definizioni: cattolico, comunista, omosessuale dichiarato (ed era questo il problema: chiunque poteva essere omosessuale, ma nessuno doveva esibirlo). E ognuna di queste definizioni era intollerabile per le altre due: per i cattolici, un comunista omosessuale era inaccettabile; per i comunisti, non solo un cattolico ma anche un omosessuale era inaccettabile; e per gli omosessuali era impossibile accettare la repulsione di cattolici e comunisti  va ricordato che fu espulso dal partito comunista, da giovane a Udine, per immoralit, con laccusa di essere seguace di intellettuali per invertiti come Sartre e Gide; Pasolini invece ha sempre ricambiato con amore (cristiano) mal sopportato, definendo a un certo punto il Partito comunista italiano un Paese pulito in un Paese sporco, un Paese onesto in un Paese disonesto, un Paese intelligente in un Paese idiota, un Paese colto in un Paese ignorante, un Paese umanistico in un Paese consumistico.
Ma Pasolini  stato per necessit uno che perdonava sempre. Visto che ha subito 33 processi in cui ha avuto 33 assoluzioni finali. Visto che un benzinaio poteva inventarsi che Pasolini al distributore era vestito di nero e aveva caricato una pistola con un proiettile doro. E questa idea di Pasolini era talmente diffusa che Gregoretti la immortal nel suo episodio di Ro.Go.Pa.G.: Tognazzi torna a casa, apre la porta, trova il figlio che gli spara contro con una pistola giocattolo urlando pam pam. E Tognazzi: Chi sei, il bandito Giuliano?. No, sono Pasolini.
Il motivo di tutto questo era che in teoria Pasolini poteva appartenere a tutti, ma nella pratica non apparteneva a nessuno. Una luce solitaria  come una lucciola appartata. Era un artista e un uomo davvero, e definitivamente, solo. Ed  ancora cos. Perch prendeva posizioni totalmente svincolate da ogni altro pensiero intorno; come ha detto Walter Siti, aveva la parresia, cio il coraggio di non tacere niente. Erano tempi diversi  lo si dice sempre, ma era davvero cos: non solo ci si poteva dire la verit tra colleghi e amici, ma lo si riteneva un dovere. C una recensione esemplare di Moravia su Edipo Re di Pasolini, che stronca brutalmente, dicendo come ho detto allautore ieri sera in trattoria. E lattacco violentissimo di Pasolini a La storia della sua amica Elsa Morante fa male tutte le volte che lo si rilegge, ma allo stesso tempo fa pensare ai doveri che bisognerebbe sentire nel giudicare le opere degli altri: nessuna differenza tra chiacchierate in trattoria e giudizi pubblici; in realt,  come succede oggi, ma con intenti opposti: nessuna differenza, ma ipocrisie sia in privato sia in pubblico.
Qual  leredit intellettuale di Pasolini, quindi? Oltre la sua unicit e la sua solitudine suprema  e oltre la sua opera monumentale, cos ampia che per forza di cose si litiga su ci che ha davvero valore e cosa meno  ha lasciato di sicuro una vocazione pedagogica, ostinata e direi commovente, che ha caratterizzato anche alcuni dialoghi con i lettori. Ma soprattutto, come ultima eredit (lasciando da parte la retorica che suggerisce che sentiva la morte vicina) ha lasciato due opere, una incompiuta e laltra compiuta, uniche, terribili e nuovissime: Petrolio e
Sal. La prima che gi cos com, lontanissima dalla compiutezza, ha le sembianze di un romanzo totalmente innovativo e ha aperto la strada a tutti coloro che hanno avuto e hanno voglia di scavalcare i confini: un libro come un campo da arare in ogni modo e con ogni mezzo, un modo di essere molteplice dentro una sola opera; e un film che fa contorcere, che  unopera grandiosa e insopportabile. E questo  il segno concreto delleredit molto complessa e anche piuttosto problematica; e per nulla riconducibile allaggettivo pasoliniano.
Della sua eredit intellettuale complessa e problematica si pu provare a rintracciare lessenza in un personaggio (se cos si pu dire) di una sua opera: Il Vangelo secondo Matteo, che probabilmente resta il miglior film mai fatto su Ges, ma in cui  rintracciabile anche unidea del Cristo molto vicina alla messa a fuoco del miglior Pasolini.
Per spiegare bene lidea del Ges di Pasolini, si possono usare le parole di Simone Weil quando mette a confronto il pensiero di SantAgostino e quello di Ges: SantAgostino diceva che se un infedele veste chi  nudo, non compie un atto meritorio, anche se lo compie Dio attraverso di lui; insomma colui che vive fuori dalla chiesa, pur agendo con rettitudine,  come un buon corridore che corra sulla strada sbagliata: pi corre e pi si allontana dalla verit. Cristo invece ha insegnato esattamente il contrario: egli ha promesso che soltanto lultimo giorno avrebbe diviso gli uomini in benedetti e maledetti, a seconda degli atti compiuti (se hanno o meno vestito gli ignudi). Simone Weil conclude che la differenza  che SantAgostino intendeva riconoscere i frutti dallalbero, mentre Ges riconosceva lalbero dai frutti.
Ecco, si pu dire: Pasolini  Ges, ma  stato scambiato per SantAgostino.
La sua parte pi problematica farebbe pensare a SantAgostino: perch la premessa pregiudiziale (riconoscere i frutti dallalbero)  un sintomo della reazionariet. E Pasolini  anche colui che ha cosparso i suoi interventi con posizioni di resistenza assoluta contro ogni forma di progresso. Che oltretutto scrisse un articolo incomprensibile dopo il referendum sul divorzio, dando uninterpretazione negativa di una coesione civile, dicendo che rivelava valori consumistici; oppure disse che non bisognava recitare poesie davanti a una platea proletaria perch si fa opera di influenza piccolo borghese sul popolo ; o ancora quel pensiero sui napoletani, che vede come una trib da tutelare dalle corruzioni del mondo. Questa parte pi problematica  quella che ha condizionato di pi le generazioni successive di intellettuali: si pu dire che Pasolini ha lasciato in eredit lintellettuale di sinistra reazionario, e appresso al mito pasoliniano sono arrivate frotte di pensatori restii al futuro, e al presente. Centinaia e migliaia di santagostini convinti senza esitazioni di dover interpretare il ruolo civile di respingere qualsiasi forma nuova o leggera o evolutiva.
Non si pu sostenere che lui non ne abbia colpa  ha scritto quelle e tante altre cose discutibili; per, se bisogna combattere contro unidea semplificata di Pasolini, bisogna combattere contro la solidit dei pregiudizi di chi  sicuro di riconoscere i frutti dallalbero. E Pasolini aveva rappresentato nel Ges del suo film lessenza della capacit di attendere fino allultimo prima di giudicare, e quindi una formula di speranza incondizionata nellumanit e nella sua evoluzione  un atteggiamento che pi progressista non si pu (se non bastasse la continua ricerca di nuove forme di espressione a testimoniarlo).
Ecco. Pasolini, pur avendo formulato pensieri reazionari, non ha mai avuto un atteggiamento reazionario: come Ges, non  mai partito dallalbero, ma dai frutti. La sua potenza viene dalla capacit di non essere mai condizionato, dal non avere pregiudizi ma solo giudizi  l dove aveva ragione e l dove aveva torto, in egual misura:  proprio da questo modo di stare nel mondo che ci arrivano i suoi pensieri pi spiazzanti, pi potenti, pi profondamente condizionanti; e anche quelli che non riusciamo ad accettare.  da qui che arriva la prova della sua complessit. E anche la certezza della sua solitudine.

La molteplicit lo ha reso lartista e lessere umano pi complesso del Novecento. Basti pensare alle tre definizioni: cattolico, comunista, omosessuale dichiarato. E ognuna di queste era intollerabile per le altre due

Le foto: Pasolini sul ponte di Sabaudia con la sua Alfa Romeo 2000, nel 1975. Uno degli scatti di Dino Pedriali, sempre del 1975: lo scrittore lavora al progetto di Petrolio nella sua casa di Sabaudia.