SEBASTIAN FITZEK.

SCHEGGE.


2009.
Traduzione di: Claudia Crivellaro.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Lautore.
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Sebastian Fitzek, nato a Berlino nel 1971,  autore di best seller acclamati dalla critica e dai pi esigenti lettori di gialli. 
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Per Clemens
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Come ti sembra?.
Mah, la trovo un po'... originale?.
Terribilmente brutta direi, mi sembra pi adeguato.
 un regalo?.
No, l'ho comprata.
Non l'avrai pagata, spero?.
S.
Hai speso dei soldi per questa lampada a forma di delfino celeste che tu stessa definisci
brutta?.
Non brutta. Terribilmente brutta.
Okay, allora illuminami, perch quando si tratta di logica femminile, non riesco proprio a
capire.
Vieni qui.
Sono praticamente disteso su di te.
Ancora pi vicino.
Non dirmi che vuoi accendere la lampada durante i nostri giochi erotici!.
Sciocco.
Ehi, che succede? Perch mi guardi cos, adesso?.
Giurami che....
Che cosa?.
Giurami che lascerai sempre una luce accesa.
Io... scusa, non capisco. Da quando hai paura del buio? No, per....
Per?.
S, insomma, pensavo. Se ti accadesse qualcosa... non potrei sopportarlo. Fermo, aspetta,
rimani qui. Voglio stringerti forte.
Ma che hai ora... piangi?.
Ascolta, lo so che pu sembrare assurdo, ma noi dobbiamo farci una promessa.
Va bene, quale?.
Se uno di noi dovesse morire  aspetta, lasciami finire, ti prego  deve mandare un segno
all'altro.
Cio deve accendere la lampada?.
In modo che sappiamo che, nonostante tutto, non siamo soli. Che ci pensiamo, anche se non
possiamo vederci.
 Tesoro, io non so se....
 Ssssh. Me lo giuri?.
Okay.
Grazie.
Per questo motivo  cos brutta?.
Terribilmente brutta.
Be', allora mi sembra un'ottima scelta. Un tale orrore non lo si accende di certo per
sbaglio.
Allora me lo prometti?.
Ma certo, amore.
Per, scusa, cosa dovrebbe mai accaderci?.
Schegge
It's either real or it's a dream
There's nothing that is in between...
ELECTRIC LIGHT ORCHESTRA, TWILIGHT

Il fine giustifica i mezzi.
MASSIMA DI VITA
1.
Oggi
Marc Lucas esit. L'unico dito ancora illeso della sua mano fratturata indugi a lungo
sull'antiquato campanello in ottone prima di decidersi a premerlo.
Non sapeva pi quale momento della giornata fosse. La paura delle ultime ore gli aveva rubato
anche la percezione del tempo, che l, in mezzo alla foresta, appariva senza alcun significato.
Il vento gelido di novembre e il nevischio erano diminuiti e brillava perfino un po' di luna, che
faceva capolino squarciando la coltre di nubi. Era l'unica fonte di luce in quella notte tanto
ghiacciata quanto buia. Nulla lasciava presagire che la casetta in legno ricoperta d'edera fosse
abitata. Anche quel comignolo sproporzionato in cima al tetto sembrava in disuso. Marc non
avvertiva nemmeno pi quel tipico odore di legna bruciata che, poco dopo le undici, lo aveva
svegliato nella casa del professore. Quando lo avevano portato da lui, l nel mezzo della foresta,
si
sentiva gi molto male. Male da morire. Eppure da allora le sue condizioni erano peggiorate
ancora.
Poche ore prima lo sfacelo fisico era a malapena visibile. Ora il sangue gli gocciolava dal naso e
dalla bocca, piovendo sulle scarpe da ginnastica, e a ogni respiro le costole fratturate stridevano
l'una contro l'altra. Inoltre il suo braccio destro penzolava lungo il corpo.
Marc Lucas premette di nuovo il campanello, che anche stavolta non produsse alcun suono.
Arretrando di un passo guard verso l'alto, dove si trovava il balcone della stanza da letto. Da
l, durante il giorno, si godeva la vista mozzafiato del laghetto adagiato dietro la casa e, nei
momenti in cui il vento si placava, la superficie era liscia come uno specchio: una lastra scura e levigata che
il lancio di un sasso frantumava in migliaia di piccole schegge.
La camera rimase buia. Neppure il cane, di cui non ricordava il nome, abbai e non si udiva
nessun segno di quel trambusto che in genere proviene da una casa in cui gli inquilini siano stati
svegliati nel cuore della notte. Nessun tonfo di piedi scalzi che scendono precipitosamente le
scale; nessuno strascichio di pantofole sul pavimento di legno mentre il padrone di casa tossisce
lisciandosi con la saliva i capelli arruffati.
All'improvviso la porta si spalanc, come aperta dalla mano di un fantasma. Troppe cose
assurde erano accadute negli ultimi giorni perch Marc potesse sorprendersi. Perci non perse nemmeno
tempo a chiedersi perch mai, nel mezzo della notte, lo psichiatra si presentasse in giacca e
cravatta, quest'ultima perfettamente annodata, come se stesse tenendo una delle sue sedute. Forse stava
lavorando nel retro della casa, leggendo vecchie cartelle di pazienti o studiando uno degli
enormi libri di neuropsicologia, schizofrenia, lavaggio del cervello e sdoppiamento della personalit
che giacevano ovunque, sebbene gi da molti anni praticasse solamente in qualit di perito.
E neppure si chiese perch prima di quel momento non avesse notato la luce che proveniva
dalla stanza del camino. Uno specchio sul cassettone ne rifletteva i raggi, cos che per un attimo
l'anziano professore sembr adornato da una specie di aureola, finch non indietreggi e l'effetto
scomparve.
Marc sospir, sfinito, e si addoss con la spalla sana allo stipite della porta, poi sollev la mano
distrutta.
La prego... supplic. Lei deve dirmelo.
Mentre parlava, la lingua batteva contro il punto in cui si sarebbero dovuti trovare gli incisivi.
Toss, e una goccia di sangue scuro gli cadde dal naso.
Non so cosa mi stia accadendo.
Il medico annu lentamente, come se quel movimento gli risultasse faticoso. Chiunque altro,
vedendo Marc, sarebbe inorridito e forse avrebbe richiuso la porta sconvolto, o perlomeno
avrebbe
chiamato un'ambulanza. Il professor Niclas Haberland non lo fece. Si limit a farsi da parte e
con
voce bassa e malinconica rispose: Mi dispiace,  arrivato troppo tardi. Non posso fare pi nulla
per lei.
Marc annu. Aveva previsto questa risposta. E si era preparato.
Temo che lei non abbia altra scelta! disse, ed estrasse la pistola dalla giacca di pelle lacerata.
2.
Il professore procedeva dinanzi a lui, lungo il corridoio in direzione del soggiorno. Marc lo
seguiva, puntando ininterrottamente l'arma contro la sua schiena. Stava per crollare dalla
debolezza e sperava che l'anziano, non voltandosi, non se ne accorgesse. Non appena aveva oltrepassato la
soglia, era stato sopraffatto dalle vertigini. Il mal di testa, la nausea, l'iperidrosi... tutti quei
sintomi erano comparsi all'improvviso e le sofferenze psicologiche delle ultime ore li avevano acuiti
ulteriormente. In quel momento avrebbe voluto aggrapparsi alle spalle di Haberland e lasciarsi
condurre da lui. Era stanco, insopportabilmente stanco, e il corridoio appariva infinitamente pi
lungo rispetto alla prima volta in cui lo aveva percorso.
Senta, mi dispiace ripet Haberland quando entrarono nel salotto, dove il fuoco ardeva lento e
debole nel camino enorme. Il suo tono era calmo, quasi compassionevole. Sarebbe dovuto
venire prima, ormai non c' pi tempo.
Lo sguardo del professore era vuoto e non lasciava trapelare alcuna paura, come il vecchio cane
che dormiva beato davanti alla finestra, nel cestino di vimini. Quel mucchietto spelacchiato
color sabbia non aveva sollevato il muso neppure una volta da quando erano entrati. Marc, al centro
della stanza, si guard intorno dubbioso. In che senso non c' pi tempo? Cosa significa?.
Si guardi,  ridotto peggio della mia casa.
Una fitta di dolore colp Marc quando cerc di ricambiare il sorriso di Haberland.
L'arredamento
era tanto insolito quanto la collocazione della casa, l in mezzo alla foresta. I mobili erano in
totale disaccordo. Uno scaffale dell'Ikea stracolmo si trovava vicino a un elegante com Biedermeier.
L'intero pavimento era ricoperto da tappeti dalle forme pi variegate, come quello di seta cinese
tessuto a mano, adagiato a fianco di uno stuoino da bagno, di cui neppure il colore poteva dirsi
intonato. L'insieme faceva inevitabilmente pensare a un magazzino, ma tuttavia nulla in quella
confusione appariva casuale. Ogni singolo oggetto, dal grammofono al carrello da t, dal divano
di pelle alla poltrona Bergre, fino alle tende di lino, rappresentava un segno del passato. Come se
il professore temesse di perdere i ricordi di una fase fondamentale della sua vita liberandosi di un
mobile. In tutta quella confusione il filo rosso era costituito dai testi e dalle riviste di medicina
che si trovavano accatastati dappertutto, sullo scaffale e sulla scrivania, sul davanzale della finestra,
sparsi sul pavimento e persino buttati nel cesto della legna vicino al caminetto.
La prego, si accomodi lo invit Haberland, nel modo in cui ci si rivolge a un ospite ancora
gradito. Come quel pomeriggio, quando Marc era stato adagiato privo di sensi sulla morbida
seduta del divano e aveva creduto di sprofondare tra i cuscini. Ora avrebbe voluto accoccolarsi davanti
al camino. Aveva molto freddo, come mai prima nella sua vita.
Vuole che riattizzi il fuoco? propose Haberland, intuendo i suoi pensieri.
Senza attendere la risposta, si diresse verso il cesto della legna, prese un ceppo e lo gett nel
camino. Quando la fiamma divamp alta, Marc prov un desiderio quasi incontenibile di
infilarcisi dentro per cacciare finalmente il gelo dal suo corpo.
Cosa le  accaduto?.
Come, prego?. Gli ci volle un po' prima di poter distogliere lo sguardo dal fuoco e
concentrarsi nuovamente su Haberland. Il professore lo scrut da capo a piedi.
Le sue ferite. Come  successo?.
Sono stato io.
Con stupore di Marc, il vecchio psichiatra si limit ad annuire. Come avevo immaginato.
L'aveva immaginato?.
S, perch lei ora non  pi certo di esistere.
Marc fu scagliato sul divano dalla durezza di quella verit. Haberland non sbagliava. Era
esattamente questo il suo dramma. Nel pomeriggio il professore si era dilungato in varie teorie e
supposizioni, ma ora Marc voleva sapere tutto. Per questo si trovava di nuovo seduto su quel
morbido sof.
Lei ha bisogno di capire se  vivo, per questo si  procurato quelle ferite. Voleva convincersi
di sentire ancora qualcosa.
Come fa a saperlo?.
Haberland scosse il capo. Per esperienza. Io stesso mi sono trovato nella sua situazione, tempo
fa.
Il professore guard il suo orologio. A Marc pareva di aver notato delle cicatrici intorno al
cinturino, che sembravano causate pi da una bruciatura che da una lama.
Anche se ufficialmente non esercito pi, l'intuizione analitica non mi ha ancora abbandonato.
Posso chiederle cosa prova in questo momento?.
Freddo.
Nessun dolore?.
I dolori sono sopportabili. Credo che lo shock sia ancora troppo intenso.
Ma non ritiene che dovrebbe andare al pronto soccorso? In casa non ho neppure un'aspirina.
Marc scroll la testa. Non voglio farmaci. Voglio solo certezze.
Depose l'arma sul tavolino, con la canna rivolta verso Haberland, che stava ancora di fronte a
lui.
Mi dimostri che esisto veramente.
Il professore si prese la nuca fra le mani e si gratt la pelata che si apriva lucida fra i capelli
grigi. Lei sa quale si ritiene essere la differenza principale fra uomo e animale?. Indic nella
direzione del cane, che si lamentava inquieto nel sonno. La coscienza. Mentre noi ci
arrovelliamo
sull'esistenza, sulla morte e su quello che ci sar dopo, un animale non spende neanche un
pensiero
per questo. Eppure anche lui  vivo.
Parlando, Haberland si era avvicinato al cane, inginocchiandosi e prendendogli dolcemente il
muso fra le mani.
Il mio Tarzan non  neppure in grado di riconoscersi allo specchio.
Marc si gratt via un po' di sangue dal sopracciglio, poi lasci scivolare lo sguardo verso la
finestra. Per un attimo pens di aver visto una luce, l fuori nel buio, ma era stato solo il riflesso
della fiamma sul vetro. Aveva ricominciato a piovere, perch il vetro era ricoperto di minuscole
gocce. Poco dopo vide la propria immagine riflessa, che sembrava lontana, l fuori,
nell'oscurit del lago.
Ora, io mi vedo ancora, ma come posso sapere che lo specchio non mente?.
Che cosa l'ha spinta a supporre che si tratti di allucinazioni? chiese di rimando Haberland.
Marc fiss nuovamente le goccioline contro il vetro mentre la sua immagine sembrava
liquefarsi.
Be', che ne pensa di grattacieli che si dissolvono nell'aria dopo che ne sono uscito? Di
persone prigioniere nella mia cantina che mi consegnano dei libri in cui posso leggere ci che mi
accadr subito dopo? Ah, gi, e poi ci sono i morti che improvvisamente risorgono.
Perch non esiste alcuna spiegazione logica per tutto quello che mi  accaduto oggi rispose
debolmente.
Oh, certo che esiste.
Marc si volt di scatto. Quale? Me lo dica, la prego.
Temo che non abbiamo abbastanza tempo. Haberland guard nuovamente l'orologio. Non
ci resta molto, prima che lei debba sparire da qui. Per sempre.
Di cosa sta parlando?. Marc balz in piedi e afferr la pistola. Anche lei  uno di loro? Fa
parte della congiura? chiese, e punt l'arma verso la testa dello psichiatra.
Haberland protese le mani in avanti, per proteggersi.
Non  come crede lei!.
E come lo sa?.
Il professore scosse la testa con compassione.
Avanti, parli!. Marc url cos forte che le vene del collo si gonfiarono. Cosa sa di me?.
La risposta lo lasci senza fiato.
Tutto.
La fiamma divamp nel camino. Marc dovette distogliere lo sguardo: all'improvviso i suoi
occhi
non sopportavano pi quel bagliore.
Io so tutto, Marc. E lo sa anche lei. Solo che non vuole accettarlo.
Allora, allora.... Gli occhi di Marc cominciarono a lacrimare. ...allora me lo dica, la
supplico. Cosa mi sta succedendo?.
No, no, no!. Le mani di Haberland si giunsero nel gesto implorante di una preghiera. Cos
non funziona, mi creda. La conoscenza deve venirle da dentro, altrimenti  inutile.
Ma tutto questo  assurdo! rugg Marc e chiuse brevemente gli occhi, concentrandosi sul
dolore alle spalle. Prima di continuare, deglut il sangue che gli si era addensato in bocca. Mi
dica
subito cosa succede o sparo, giuro su Dio che l'ammazzo.
Ora non puntava pi alla testa, ma direttamente all'altezza del fegato. Anche se non avesse
mirato bene, la pallottola avrebbe comunque colpito gli organi vitali, e in quel luogo qualsiasi
aiuto
sarebbe arrivato troppo tardi.
Haberland non si scompose.
Va bene aggiunse dopo alcuni istanti, durante i quali i due si erano fissati in silenzio. Vuole
sapere la verit?. S.
Il professore si accomod lentamente sulla poltrona, abbassando la testa davanti al camino,
dove
il fuoco divampava sempre pi alto. La sua voce divenne un sibilo impercettibile. Le  mai
capitato di ascoltare una storia e poi desiderare di non averne mai udito la fine?.
Si volt verso Marc scrutandolo con piet.
Non dica che non l'avevo avvertita.
3.
Undici giorni prima
Certe persone presagiscono gli avvenimenti. Camminano lungo la strada, osservano una
macchina che passa e si fermano. L'auto non  particolarmente vistosa, non  appena lavata n
eccessivamente sporca. Anche l'autista non sembra diverso da tutti gli altri sconosciuti che ogni
giorno scorrono davanti ai nostri occhi. Non  troppo vecchio o troppo giovane, non guida
aggrappato al volante, non sta telefonando con il cellulare, non mangia. E supera il limite di
velocit
solo per adeguarsi al resto del traffico. Non esiste alcun segno che preannunci l'imminente
sciagura.
Certe persone, per, si voltano  non potranno mai spiegare il perch alla polizia  e con lo
sguardo
seguono l'auto. Questo molto prima che sulla strada compaia la maestra che insegna ai suoi
teneri
scolari ad attraversare tenendosi per mano.
Certe persone, come Marc Lucas, appartengono alla categoria dei sensitivi, come lo aveva
sempre chiamato la moglie Sandra, anche se in lui quel potere non era sviluppato come in suo
fratello. Se lo fosse stato, forse avrebbe potuto sventare la tragedia accaduta sei settimane
prima. Un
incubo che in quel momento sembrava ripetersi.
Fermati, aspetta ancora un minuto! url alla ragazza lass in cima.
La tredicenne tremava visibilmente. Si trovava all'estremit del trampolino dei cinque metri, le
braccia si stringevano al costato, che si indovinava attraverso il tessuto sottile del costume. Dal
punto in cui Marc si trovava, all'interno della vasca vuota, non riusciva a distinguere se Julia
tremasse per il freddo o per la paura.
'Fanculo, Lucas! url Julia al cellulare.
Marc si chiese come avessero fatto a notare quell'essere magrolino l sopra. La piscina
comunale
di Neuklln era chiusa da almeno cinque mesi. Forse Julia aveva attirato l'attenzione di un
passante
che si era deciso a chiamare i vigili del fuoco.
'Fanculo e togliti finalmente dalle palle!.
Si pieg in avanti scrutando nel vuoto come se, fra le vaste pozzanghere e i cumuli di foglie
sulle
piastrelle sporche, cercasse un punto adatto verso cui lanciarsi.
Marc scosse la testa e pass il telefono all'altro orecchio. Eh no, tesoruccio. Io resto qua, non
voglio perdermi questa occasione.
Ud del trambusto alle sue spalle e diede un'occhiata al caposquadra dei pompieri che si era
appostato al bordo della piscina col tappeto elastico e quattro aiutanti. Quell'uomo sembrava
pentito
di averlo chiamato in aiuto. Avevano trovato il suo numero nei jeans che Julia aveva
accuratamente
piegato con gli altri vestiti e poi riposto accanto alla scaletta del trampolino. Non era un caso
che
avesse proprio quel costume da bagno. Era lo stesso che indossava al lago quel giorno d'estate,
quando era fuggita da casa e dal patrigno tossicodipendente, che per l'ennesima volta l'aveva
molestata.
Marc si strinse nelle spalle. Al contrario di Julia, non aveva pi capelli che potessero arruffarsi
al
vento. Dopo il diploma, la sua calvizie era gi cos estesa che il barbiere gli aveva consigliato di
rasarsi completamente. Era stato tredici anni prima. Ormai viveva le sue giornate al ritmo di
centinaia di caff, e se per caso una sconosciuta gli faceva l'occhiolino in metropolitana, doveva
trattarsi di una di quelle donne attratte dallo stereotipo dell'uomo moderno per cui rughe,
occhiaie e
barba lunga non erano pi segno di sciatteria, ma di personalit.
Che cazzate stai sparando? chiese Julia. Il suo respiro era affannato dalla rabbia. Di che
occasione parli?.
A Berlino il mese di novembre era noto per gli improvvisi picchi di freddo e Marc si stava
chiedendo se Julia intendesse morire per la collisione con il suolo o di polmonite. Nemmeno lui
era
vestito in modo adeguato, e non solo per la temperatura. Nessuno fra i suoi conoscenti andava
in
giro con i jeans strappati e le scarpe da ginnastica sfasciate. Ma, dopotutto, nessuno di loro
aveva un
lavoro come il suo.
Se tu ora salti, io cercher di afferrarti le grid.
Cos ci sfracelliamo tutti e due.
 probabile. Ma  anche possibile che il mio corpo attutisca l'impatto.
Dieci minuti prima Julia aveva minacciato i vigili del fuoco che, se avessero gettato anche un
solo telo nella vasca vuota, si sarebbe lanciata subito a testa in gi. Era stato un buon segno che
avesse permesso a Marc di entrare in quella piscina lurida.
Sei ancora nella fase della crescita, le tue ossa sono molto elastiche.
Non era affatto sicuro che la cosa valesse anche per i tossicodipendenti, ma in quel momento
suonava credibile.
Che cazzo vuoi dire? ribatt furiosa.
Ora poteva sentirla anche senza telefono.
Se dovessi piombare a terra nel modo sbagliato, per i prossimi quarant'anni muoverai solo la
lingua. Fino a quando non si ostruir uno dei tubi che trasporta i liquidi del tuo corpo, e allora
morirai di un'infezione, di una trombosi o di un colpo apoplettico.  questo che desideri?.
E tu? Tu, allora, vuoi morire schiacciato sotto di me?.
La voce di Julia era rauca, non sembrava quella di una tredicenne. Come se il marcio della
strada
si fosse attaccato alle sue corde vocali, che cos denunciavano la vera et della sua anima.
Non lo so rispose Marc onestamente. Dovette trattenere il fiato quando, poco dopo, Julia fu
scossa da una folata di vento e barcoll in avanti. Per fortuna riusc a mantenersi in equilibrio
con le
braccia.
Per il momento.
Marc non si volt verso il brusio che udiva dietro di lui. Alla massa strepitante che si trovava
alle
sue spalle si erano uniti anche gli uomini della polizia e i pompieri.
In ogni caso avrei fin troppi motivi per morire, almeno quanto te aggiunse.
Stai sparando delle cazzate solo per fermarmi.
Ah, s? Da quanto tempo vieni alla Spiaggia, Julia?.
A Marc piaceva il nome che i ragazzi di strada avevano dato al suo ufficio a Hasenheide.
Spiaggia.  Suonava positivo e ben si adattava a quella mescolanza di relitti umani che,
sull'onda del
destino, naufragavano ogni giorno nel suo ufficio. Ovviamente il nome ufficiale del centro era
un
altro. Ma ormai persino negli atti del Senato non lo nominavano pi come il Consultorio per
minori di Neuklln.
Da quanto tempo ci conosciamo? le chiese ancora.
Non ne ho idea.
Da un anno e mezzo, Julia. In tutto questo tempo ti ho mai raccontato cazzate?.
Non lo so.
Ti ho mai mentito, anche una sola volta? Ho informato i tuoi genitori o i tuoi insegnanti?.
Julia scosse la testa, o almeno a lui cos parve, da laggi. I capelli neri le ondeggiavano sulle
spalle.
Ho mai raccontato a qualcuno dove compri la roba o dove ti fai?.
No.
Marc sapeva che, se Julia avesse saltato, gli avrebbero mosso proprio quelle accuse. Ma se
invece fosse riuscito a salvare dal suicidio quella ragazzina, tossicodipendente da crack, allora
sarebbe stato solo merito del fatto che nei mesi precedenti aveva conquistato la sua fiducia. Non
ne
faceva una colpa a coloro che non capivano, come i suoi amici, perch sprecasse la laurea in
legge
per aiutare dei disadattati, come li definivano loro, invece di arricchirsi in un prestigioso ufficio
legale.
Non sei pi venuto. Per sei settimane dichiar Julia con tono ostinato.
Ascoltami bene, io non posso mettermi al tuo posto e non appartengo al tuo mondo. Ma anche
io ho dei problemi. E al momento sono talmente gravi che molti, al mio posto, si sarebbero gi
ammazzati.
Julia barcoll nuovamente. Da lontano i suoi gomiti sembravano sporchi. Ma Marc sapeva che
quelle croste scure erano il risultato di ferite che lei stessa si procurava. Non era la prima volta
che
un'autolesionista si faceva seriamente del male. I frequentatori pi assidui della Spiaggia erano
spesso bambini che, per provare delle sensazioni, si tagliavano con una lametta.
Cosa ti  successo? mormor Julia.
Marc tast cautamente la benda che aveva sulla nuca e che, al massimo fra un paio di giorni,
doveva essere nuovamente sostituita. Non importa. Il mio schifo non ti farebbe stare meglio.
Amen.
Marc rise e guard velocemente il cellulare, che mostrava una chiamata in arrivo. Si volt di
lato
e sul bordo della piscina vide una donna con l'impermeabile nero che lo fissava con gli occhi
sgranati. Evidentemente era la psicoioga della polizia appena arrivata e non era del tutto
d'accordo
con il suo modo di procedere. Dietro di lei un uomo pi anziano, che indossava un costoso abito
gessato, gli lanciava cenni amichevoli.
Decise di ignorarli entrambi.
Ti ricordi quello che ti ho detto quando volevi interrompere l'astinenza perch stavi soffrendo
troppo? A volte sembra sbagliato....
...fare la cosa giusta. S, s, questa frase idiota mi torna in mente ogni tanto. Ma sai cosa
penso?
Che ti sbagli: vivere non solo sembra sbagliato, vivere  sbagliato. E le tue stupide prediche non
mi
fermeranno pi....
Julia arretr di due passi. Sembrava che stesse per prendere la rincorsa.
La folla dietro di lui strepit. Marc ignor un'altra telefonata in entrata.
Va bene, come vuoi, per aspetta un momento. Ti ho portato una cosa....
Estrasse l'iPod dalla tasca della giacca, lo regol a tutto volume e accost l'auricolare al
telefono.
Spero che tu riesca a sentire qualcosa url verso l'alto.
E questo che dovrebbe significare? chiese Julia. La sua voce suon incerta, come se gi
sapesse la risposta.
Lo sai bene, quando inizia la musica il film sta finendo.
Questa volta era stato lui a citare una delle frasi preferite di Julia. Una delle poche volte in cui si
era presentata spontaneamente alla Spiaggia per l'ora del colloquio, aveva stabilito che voleva
ascoltare una certa canzone prima di andarsene. Era diventato una specie di rituale fra di loro.
Kid Rock disse Marc. L'inizio era troppo debole e comunque con il vento e i rumori del
telefono non si sentiva. Allora Marc fece quello che non faceva da quando era un ragazzo.
Cant.
Roll on, roll on, rollercoaster.
Guard verso l'alto e gli parve di vedere che Julia chiudesse gli occhi. Poi fece un piccolo passo
avanti.
We're one day older andone step closer.
Le urla isteriche alle sue spalle divennero pi acute. A Julia mancavano solo pochi centimetri
dal
bordo del trampolino. Marc insistette.
Roll on, roll on, there's mountains to climb.
Le dita del piede destro di Julia spuntavano gi dal bordo. Aveva gli occhi chiusi e il telefono
all'orecchio.
Roll on, we're...
Marc cess di cantare nel momento preciso in cui Julia portava avanti la gamba sinistra. Nel
mezzo del ritornello. Un tremito scosse il suo corpo. Si blocc e apr gli occhi esterrefatta.
... we're on borrowed time mormor dopo una lunga pausa. Intorno alla vasca era calato un
silenzio mortale.
Marc rimise il telefono in tasca, cerc di incrociare lo sguardo di Julia e le grid: Pensi che
starai meglio l, dove stai per andare?.
Il vento soffi contro i jeans di Marc, ammucchiando del fogliame ai suoi piedi.
Qualsiasi cosa  meglio url Julia. Qualsiasi cosa.
Piangeva.
Davvero? Mi stavo chiedendo se anche l suonano la tua canzone.
Sei proprio uno stronzo. Le sue urla erano diventate stridule.
Ma ti pare possibile? Insomma, puoi resistere senza sentirla mai pi?.
Con queste parole Marc si volt incamminandosi verso l'uscita della vasca, tra l'orrore
sbalordito dei funzionari.
Ma  impazzito? grid qualcuno. Un altro commento stizzoso venne coperto da un urlo
collettivo della massa.
Marc stava afferrando il corrimano di alluminio quando ud il tonfo sulle mattonelle.
Si volt solo quando fu emerso dalla vasca.
Il telefono di Julia giaceva sfracellato nel punto in cui lui si era trovato fino a quel momento.
Sei uno stronzo gli strill di nuovo. Non solo ho paura della vita, adesso. Ora mi spaventa
anche la morte!.
Marc le fece un cenno, quando lei gli mostr il dito medio. Un singhiozzo profondo le scosse
tutto l'esile corpo, mentre si accasciava sul trampolino. Due infermieri stavano salendo da lei.
E canti da schifo! gli brontol dietro piangendo.
Marc non pot trattenere un sorriso, mentre cancellava una lacrima dalla guancia.
Il fine giustifica i mezzi le url in risposta.
Si fece strada fra gli avvoltoi della stampa e la tempesta dei loro flash e cerc di evitare la
donna
con l'impermeabile che si stava immettendo nella sua traiettoria. Marc si aspettava una tirata
d'orecchie, e fu stupito quando invece lei lo fiss in modo cos impersonale.
Piacere, sono Leana Schmidt esord freddamente porgendogli la mano, come se si trattasse di
un colloquio di lavoro.
I capelli castani, lunghi fino alle spalle, erano raccolti cos stretti che sembrava che qualcuno
alle
sue spalle li stesse tirando.
Marc indugi brevemente tastandosi di nuovo la fasciatura dietro la nuca. Non dovrebbe
occuparsi di Julia, ora?.
Guard verso il trampolino.
Non sono qui per questo.
I loro occhi si incontrarono.
Di cosa si tratta?.
Di suo fratello. Benjamin  stato dimesso due giorni fa dalla clinica psichiatrica.
4.
La Maybach nera era parcheggiata alla fine dell'angusto vicolo cieco. In quella zona era un
mezzo assolutamente fuori luogo, e non solo per le sue straordinarie dimensioni. Simili
ammiraglie
viaggiavano nel quartiere governativo e non certo nella parte della capitale con il pi alto tasso
di
criminalit.
Marc si era defilato il pi velocemente possibile, piantando in asso la sconosciuta che voleva
parlargli di suo fratello. Aveva gi abbastanza problemi anche senza Benny e voleva
allontanarsi da
quel luogo desolato. Inoltre la temperatura scendeva sempre di pi, minuto dopo minuto.
Alz il bavero della giacca di pelle e si strofin le orecchie. Erano il suo punto debole e, se non
correva al caldo, reagivano al gelo con un dolore crescente che si propagava rapidamente fino
alle
tempie.
Stava valutando se attraversare la strada per prendere la metropolitana, quando alle spalle ud lo
stridio dei grossi copertoni. L'autista azion i lampeggianti un paio di volte, brevemente, e la
luce
alogena si riflett sul lastricato bagnato. Marc continu a camminare sul marciapiede,
aumentando
la velocit. Se c'era una cosa che aveva imparato lavorando per la strada, era che in una citt
come
Berlino gli estranei erano da evitare. Assolutamente.
La macchina lo affianc scivolando silenziosa a passo d'uomo.
L'autista non si curava del fatto che stesse procedendo contromano. La Maybach era talmente
larga che, in ogni caso, nessun veicolo proveniente dal senso opposto sarebbe riuscito a passare.
Marc ud il ronzio di un vetro elettrico che si abbassava e una voce femminile, molto rauca,
sussurr il suo nome: Dottor Lucas?.
Aveva un tono cordiale e un po' fioco, e Marc arrischi un'occhiata con la coda dell'occhio: fu
sorpreso che quella voce femminile appartenesse invece a un anziano signore. Pareva aver
superato
abbondantemente i sessant'anni, forse anche i settanta. Mentre nella maggior parte dei casi la
voce
diviene pi cavernosa con l'et, nel suo era accaduto il contrario.
Quando riconobbe l'uomo con l'abito gessato, Marc acceler il passo. Gli aveva fatto
l'occhiolino gi prima, dal bordo della piscina.
Maledizione, ma oggi tutti i fuori di testa capitano a me?
Dottor Marc Lucas, trentadue anni, residente al 67A di Steinmetzstrae, a Schneberg?.
L'anziano sedeva sul sedile di pelle chiara con la schiena rivolta verso la direzione di marcia.
Evidentemente l'interno della limousine era cos grande che i sedili posteriori erano
contrapposti.
Chi vuole saperlo? chiese Marc senza guardarlo. Qualcosa gli diceva che lo sconosciuto dai
capelli bianchi e dalle sopracciglia folte e ispide, spesse come un dito, non costituiva alcuna
minaccia. Ma questo non escludeva che potesse essere ambasciatore di pessime notizie. E di
queste,
Dio solo lo sapeva se negli ultimi tempi non ne aveva avute abbastanza.
Il vecchio si schiar la gola e aggiunse, in modo quasi impercettibile: Lo stesso Marc Lucas
che
ha ucciso la moglie incinta?.
Marc rimase agghiacciato. All'improvviso non poteva pi camminare. L'umida aria autunnale
si
era tramutata in una lastra di ghiaccio impermeabile.
Si gir verso l'auto mentre la portiera posteriore si spalancava lentamente producendo un
leggero
suono intermittente, come quando un passeggero non allaccia la cintura di sicurezza.
Cosa vuole da me? chiese Marc quando riusc a ritrovare la voce, che ora suonava roca come
quella dello sconosciuto.
Da quanto tempo sono morti Sandra e il piccolo? Sei settimane?.
Marc sent le lacrime salire agli occhi. Per quale motivo mi sta facendo questo?.
Venga, la prego. Si accomodi.
Il vecchio sorrideva benevolo e tamburell con le dita sul sedile accanto a s.
La porter in un luogo in cui potr far s che tutto questo non sia mai accaduto.
5.
Attraverso i vetri della Maybach, le facciate delle case che scivolavano davanti a loro
apparivano
come scenografie irreali di un set cinematografico. Nell'interno della lussuosa limousine,
protetto
da ogni suono, diventava davvero difficile immaginare che dietro quei muri luridi potessero
vivere
esseri umani in carne e ossa e che i passanti sul marciapiede non fossero comparse. Difficile
credere
che quel pensionato stesse davvero rovistando nel pattume in cerca di bottiglie a rendere, o che
quegli studenti stessero rovesciando il carrello di un barbone, invece di essere a scuola.
Naturalmente c'erano anche soggetti pi anonimi che cercavano di farsi strada sotto la pioggia
battente. Ma persino loro parevano vivere in un mondo perduto e parallelo dal quale Marc era
scivolato fuori salendo sull'auto dello sconosciuto.
Lei chi ? chiese piegandosi in avanti. Immediatamente i cuscinetti idraulici dei sedili
ergonomici si adattarono alla nuova posizione. L'anziano non rispose e gli porse un biglietto da
visita. Era insolitamente spesso. Marc era certo che se lo avesse annusato, avrebbe avuto il
profumo
di un legno pregiato.
Davvero non si ricorda di me? chiese lo sconosciuto, sorridendo ancora cordialmente.
Professor Patrick Bleibtreu? lesse Marc assorto, lasciando scorrere la punta delle dita sul
rilievo nero impresso sulla carta di lino. Ci conosciamo?.
Lei ha inviato una e-mail al mio istituto, circa un paio di settimane fa.
Un momento.... Marc volt il biglietto e riconobbe il logo della clinica. Un grafico
ingegnoso
aveva fuso le iniziali del professore tramutandole in un otto orizzontale. Il simbolo dell'infinito.
Quell'annuncio... quello sullo Spiegel,  era suo?.
Bleibtreu annu brevemente, sollev il bracciolo accanto a lui e ne estrasse un giornale.
Immagino che lei ci abbia contattato grazie alle inserzioni che abbiamo pubblicato su Focus,
Sterri e Spiegel.
Marc annu quando l'uomo gli tese il periodico aperto alla pagina interessata. Era stato un puro
caso che avesse notato l'annuncio mentre sfogliava la rivista. Normalmente non leggeva mai
giornali e soprattutto evitava la pubblicit. Per da quando aveva iniziato a recarsi due volte alla
settimana alla clinica del suocero per medicare la ferita, gli era capitato di dover ingannare il
tempo
con le riviste illustrate, perlopi datate, esposte nella sala d'attesa.
Imparare a dimenticare ripet automaticamente quella frase che allora lo aveva attratto
magneticamente.
Avete subito un grave trauma e volete cancellarlo dalla vostra memoria? Allora rivolgetevi a
noi
tramite e-mail. La clinica privata Bleibtreu cerca volontari per un esperimento sotto diretto
controllo medico.
Perch non ha risposto alle nostre telefonate? chiese il professore.
Marc si strofin le orecchie, che intanto si stavano riprendendo dal gelo bruciante. Ecco da dove
provenivano le numerose chiamate alle quali non aveva risposto negli ultimi giorni.
Non rispondo alle chiamate anonime disse. E, per essere sincero, di solito non salgo neppure
sulle auto degli sconosciuti.
E come mai ha fatto un'eccezione?.
Fuori piove.
Marc si appoggi nuovamente al sedile accennando al vetro bagnato del finestrino. L'aria
provocata dalla velocit spingeva trasversalmente le grosse gocce sulla superficie idro-
repellente
del vetro.
In qualit di direttore si occupa sempre personalmente dei nuovi pazienti? chiese.
Solo quando si tratta di candidati promettenti come lei.
Promettenti in che senso?.
Per la riuscita del nostro esperimento.
Il professore prese la rivista e la ripose nel vano.
Voglio essere chiaro con lei, Marc. Posso chiamarla cos, vero?. Il suo sguardo scivol sulle
scarpe da ginnastica di Marc e risal fino alla pelle del ginocchio che si intravedeva tra i fili dei
jeans sfrangiati.
Lei non mi pare il tipo che si formalizza troppo.
Marc si strinse nelle spalle. Di che esperimento si tratta?.
La clinica Bleibtreu  leader mondiale nel campo della ricerca privata sulla memoria.
Il professore incroci le gambe e il pantalone gessato scivol un po' al di sopra delle calze,
scoprendo l'inizio di uno stinco ricoperto di peli.
Negli ultimi decenni sono stati investiti centinaia di milioni per sovvenzionare la ricerca volta
a
scoprire il funzionamento del cervello umano. Per tradurlo in modo semplice, si tratta
principalmente della formulazione di teorie sugli aspetti fondamentali dell'apprendimento.
Intere
legioni di ricercatori sono state e sono tuttora convinte di poter utilizzare in modo molto pi
ampio
le potenzialit del cervello umano.
Bleibtreu tamburell sulla tempia.
Fino a prova contraria, non esiste un calcolatore che possa offrire migliori prestazioni del
nostro
cervello. Teoricamente ogni uomo sarebbe nelle condizioni di poter ripetere a memoria ogni
numero
telefonico contenuto nell'elenco dopo averlo letto una sola volta. La possibilit di creare sinapsi
che
possano accrescere infinitamente il volume di capacit del cervello ncn  un'utopia. Tuttavia 
mia
convinzione che la maggior parte di questi approcci scientifici si muova nella direzione
sbagliata.
Presumo che stia per rivelarmene la causa.
L'autista, reso invisibile dalla protezione del vetro opaco, immise l'auto in una rotatoria.
Perch il nostro vero problema non  che apprendiamo troppo poco. Al contrario. Il nostro
problema  dimenticare.
Marc port istintivamente la mano destra sulla benda dietro la nuca, ritraendola velocemente
quando si rese conto di quel movimento involontario.
Dalle pi recenti statistiche un bambino su quattro  vittima di abusi, una donna su tre subisce
nella sua vita una violenza sessuale o uno stupro aggiunse Bleibtreu. In particolare non esiste
uomo sul nostro pianeta che non sia stato almeno una volta vittima di un reato, e di questi quasi
la
met ha avuto bisogno di sostegno psicologico, almeno in un primo momento. Certamente non
solo
i crimini, ma anche le numerose esperienze dolorose sono spesso la causa di profonde cicatrici
nel
tessuto della nostra anima. Per esempio le pene d'amore, dal punto di vista psicologico, hanno
conseguenze negative d'intensit quasi pi elevata rispetto al dolore per la perdita di qualcuno.
Ho l'impressione che lei stia recitando questa conferenza per l'ennesima volta replic Marc.
Bleibtreu sfil dal dito l'anello col sigillo blu per infilarlo in quello dell'altra mano. Rise.
La psicoanalisi ha perseguito fino a oggi la strada dell'elaborazione terapeutica delle
reminiscenze rimosse. La nostra ricerca, invece, procede in senso opposto.
Cio aiutate le persone a dimenticare.
Precisamente, Cancelliamo i ricordi negativi dalla zona cosciente dei nostri pazienti.
Definitivamente.
Ma  spaventoso,  pens Marc. Aveva immaginato che l'esperimento fosse qualcosa di simile
e
quasi subito, dopo aver spedito l'e-mail, si era pentito di quel gesto da ubriaco. In un normale
stato
di sobriet non avrebbe mai risposto a un annuncio equivoco come quello pubblicato dalla
clinica
Bleibtreu. Purtroppo quella sera aveva commesso uno sbaglio gravido di conseguenze quando,
sovrappensiero, aveva indicato al tassista il suo vecchio indirizzo. Cos si era ritrovato
improvvisamente davanti alla piccola casetta; essa era rimasta immutata, come se da un
momento
all'altro potesse vedere la porta spalancarsi e Sandra corrergli incontro scalza.
Ma il cartello VENDESI sistemato sul prato lo aveva istantaneamente scagliato nella realt. Era
fuggito immediatamente, ripercorrendo quella strada senza marciapiedi dove non accadeva mai
nulla di male, dove d'estate gli animali domestici dormivano sui bidoni e i bambini potevano
giocare sull'asfalto. Aveva corso sempre pi forte, pi che poteva, verso la sua nuova vita
inutile,
nel suo appartamento da scapolo a Schneberg, in cui si era trasferito dopo essere stato
dimesso. Ma
non era stato abbastanza rapido per sfuggire a tutti quei ricordi che gli davano la caccia. Dal
loro
primo bacio, a diciassette anni, dalla risata di Sandra quando gli rivelava la fine di un film
prima
che lui ci arrivasse, dal suo sguardo incredulo quando lui le raccontava quanto era bella, dalle
loro
lacrime di commozione quando il test di gravidanza era risultato positivo. E infine dal ricordo di
quell'annuncio che aveva letto poco prima.
Imparare a dimenticare.
Marc inspir profondamente e tent di concentrarsi sul presente.
I vantaggi di un'amnesia indotta intenzionalmente sono enormi. Un uomo che ha visto un
bambino finire sotto la propria automobile non verr pi torturato dal ricordo del disperato
tentativo
di rianimazione fallito. Una madre non rester pi in attesa fino alla fine dei suoi giorni che il
figlioletto undicenne riemerga dal lago.
L'automobile fren bruscamente, ma i bicchieri di cristallo, all'interno del frigobar rivestito in
legno, tintinnarono appena.
Non le nascondo che anche i servizi segreti sono interessati ai risultati dei nostri esperimenti.
Non sarebbe pi necessario eliminare gli agenti nel dubbio che possano trasmettere le loro
conoscenze al nemico, dovremmo semplicemente cancellare i dati critici dal loro cervello.
Allora  per questo che nuota nell'oro:  sovvenzionato dalle forze militari?.
 un affare da miliardi, devo ammetterlo, e nei prossimi anni verr finanziato come nessun
altro. Ma nell'industria medica  sempre stato cos: pochi fortunati si arricchiscono, ma  anche
vero che molte persone possono guarire ed essere pi felici.
Ora Bleibtreu fissava Marc con una tale intensit da apparire inquisitorio.
Siamo ancora all'inizio, Marc. Stiamo compiendo un lavoro da pionieri e per questo motivo
cerchiamo persone come lei. Soggetti che hanno subito traumi molto dolorosi.
Marc deglut e si sent come sei settimane prima, nel letto d'ospedale, quando suo suocero gli
aveva comunicato personalmente la terribile notizia.
Lei non ce l'ha fatta, Marc.
Ci pensi su lo preg Bleibtreu. Non sarebbe splendido se domattina potesse svegliarsi senza
che il primo pensiero sia rivolto a sua moglie? O a quel bambino mai nato? Non verrebbe pi
assalito dai sensi di colpa perch non ricorderebbe affatto di aver schiantato l'auto contro
l'albero.
Potrebbe tornare al lavoro, uscire con gli amici e ridere di un film comico al cinema, perch
quella
scheggia conficcata nel suo cervello sarebbe stata rimossa. Lei non ricorderebbe pi che Sandra

stata sbalzata fuori dal parabrezza ed  morta dissanguata, mentre lei ha riportato solo un
graffio.
Marc slacci ostentatamente la cintura e cerc la maniglia della portiera. Mi faccia scendere.
Marc.
Subito!.
Bleibtreu gli pose dolcemente la mano sul ginocchio. Non volevo provocarla, mi sono limitato
a ripetere le parole della e-mail che lei stesso ha scritto.
In quel momento ero distrutto.
E lo  ancora. L'ho sentita alla piscina, quando ha detto a Julia che pensa al suicidio!.
Ritir la mano, anche se a Marc rimase la sensazione della sua pressione sulla coscia.
Posso offrirle una vita migliore.
I bicchieri tintinnarono nuovamente, come se due spiriti beffardi stessero brindando. Marc si
accorse solo allora che la sua schiena era inzuppata di sudore, sebbene l'interno dell'auto fosse
ben
temperato. Nervosamente port di nuovo la mano alla nuca. Questa volta la lasci posata sulla
benda che copriva la ferita bruciante.
Solo ipoteticamente, per capire chiese con tono distaccato come funzionerebbe, in pratica, il
suo esperimento?.
6.
La puzza nel negozio di Eddy Valka era un misto fra urina di gatto e boccioli di rosa.
Conoscendo bene Eddy, non si trattava di una combinazione tanto strana. La cosa insolita,
invece,
era che avesse voluto incontrarlo cos presto. In fondo era uscito solo da due giorni e in realt
l'ultimatum non sarebbe scaduto fino alla settimana successiva.
Cosa c', vuoi farmi un contratto? rise Benny, strofinandosi la spalla sinistra che quei due
imbecilli gli avevano quasi slogato nel tentativo di cacciarlo nel bagagliaio.
C'era entrato di sua volont. Nessuno pu rifiutarsi quando Valka chiama. Almeno non per
molto.
Eddy gli lanci un'occhiata, e nuovamente torn a dedicarsi alle rose a gambo lungo che
giacevano davanti a lui, sul ripiano da lavoro. Le sollev una a una, ne valut la dimensione, le
accorci con le cesoie e le pos con le altre in un secchio di latta grigio chiaro.
Prima per devi chiederlo ai miei genitori.
I tuoi genitori sono morti disse Valka con tono indifferente, e decapit una rosa.
Evidentemente il colore di quel fiore non gli piaceva.
Lo sapevi che bisogna immergere i fiori recisi nell'acqua bollente, quando iniziano ad
appassire?. Eddy fece scattare le piccole cesoie da giardino nella mano per scacciare un gatto
certosino che stava per balzare sul tavolo.
Per il gambo o per la testa? scherz Benny.
Segu con lo sguardo il gatto che, trotterellando, torn a unirsi ai suoi fratelli sotto la stufa.
Nessuno riusciva a capire come mai Valka tollerasse quelle bestiacce nel suo negozio. Non
amava
gli animali. Pensandoci bene, Eddy non amava nessun essere vivente. Aveva aperto il negozio
di
fiori solo perch non sapeva come giustificare le sue effettive fonti di reddito all'ufficio delle
imposte. In questo modo evitava inoltre che i venditori di rose che giravano di notte per bar e
ristoranti, e che lui sfruttava, si rifornissero altrove. Quando Valka controllava un mercato, lo
controllava al cento per cento.
Benny cerc di appoggiarsi da qualche parte, ma quella bottega afosa non era adatta per le
attese,
anzi non sembrava per niente dedicata ai clienti. Infatti si trovava troppo distante dalla strada
principale di Kpenick e troppo vicino a una palestra di boxe, i cui robusti avventori non
facevano
certo parte della clientela affezionata di un fiorista.
Un gran bel nome, davvero comment Benny guardando la vetrina, che era dotata di una
serranda avvolgibile. Sopra si leggeva, al contrario, ROSENKRIEG, con le lettere disposte a
semicerchio.
La guerra delle rose! Azzeccato, direi.
Eddy annu concorde. Sei il primo che se ne accorge.
Valka era un cognome cecoslovacco che tradotto significava guerra, cosa di cui il capo dei
buttafuori della Berlino orientale andava particolarmente fiero, nell'ambiente della malavita
organizzata. Dopo essersi asciugato le mani sul grembiule di gomma, Eddy lo guard
finalmente
negli occhi.
Sembri pi in forma di prima. Non hai pi l'aria fiacca. Fai qualche sport?.
Benny annu.
Accidenti, sembra che la gabbia dei matti ti abbia fatto bene. Com' che sei gi fuori?.
Ogni due mesi fanno una specie di esame.  il regolamento.
Ah.
Valka sfil dal secchio una rosa con lo stelo particolarmente lungo, la annus e annu
compiaciuto.
Quindi gli strizzacervelli ritengono che tu non sia pi pericoloso per la comunit, ora?.
Dopo che il mio caro fratello ha rivisto la sua deposizione... Benny afferr la foglia di una
yucca ...s, mi hanno lasciato uscire.
Avrebbero potuto chiedere anche il mio parere disse Valka, e Benny scoppi a ridere.
A dire il vero, non sono molto convinto che agli occhi della giustizia tu abbia una reputazione
cos cristallina.
Eddy contorse la bocca, offeso. Nessuno meglio di me potrebbe testimoniare che non faresti
male nemmeno a una mosca. Da quanto tempo ci conosciamo ormai?.
Pi di diciassette anni rispose Benny, chiedendosi quanto ci avrebbe messo Valka ad arrivare
al punto. Quell'incontro non era stato certo voluto per lasciarsi andare ai ricordi nostalgici.
Cazzo, a quei tempi la mia attuale amichetta non era nemmeno nata.
Il suo sorriso si spense improvvisamente, cos come era balenato.
All'inizio non ti volevamo con noi, Benny. Ci sembravi troppo tenero.
Una seconda rosa venne decapitata.
Ed  proprio questo che avrei voluto spiegare agli strizzacervelli che ti hanno rinchiuso: gli
avrei dimostrato che il mio ex collaboratore  un H.S.P..
Benny rise. Era quanto mai raro che qualcuno conoscesse il termine tecnico dei suoi disturbi
mentali. Ma Valka apparteneva a quelle persone dal cui aspetto esteriore non era possibile
dedurne
la vera natura. Con la faccia tozza, la fronte alta e schiacciata e i denti storti, rappresentava il
prototipo del buttafuori. Invece si era diplomato e aveva persino frequentato psicologia per
quattro
semestri, prima di rendersi conto che pi che la soluzione degli incubi del suo prossimo,
preferiva
esserne la causa.
Come lo sai? chiese Benny.
Mi sono spesso chiesto cos'hai che non funziona. Perch sei tanto diverso da tuo fratello, che
invece ha sempre rigato dritto.
Eddy apr un cassetto incastrato sotto al piano di lavoro scuotendolo con forza.
Per esempio non ti ho mai visto con una donna. Cos pensavo che fossi omosessuale. Poi
invece
ho trovato questo.
Tir fuori un articolo di giornale. H.S.P. lesse ad alta voce Highly Sensitive Person. In
termini pi comuni definite anche persone con disturbi patologici della personalit. Questi
individui
avvertono l'ambiente circostante in modo molto pi sensibile rispetto al resto del genere umano.
Possono sentire, percepire, osservare, assaporare e annusare tutto in maniera molto pi intensa
del
normale.
Benny scosse la testa. Tutte cazzate.
Ah s? Qui dice che nelle antiche corti questi H.S.P., chiamati anche sensitivi, ricoprivano il
ruolo di consiglieri e saggi. Oppure, grazie alla loro capacit di immedesimarsi nel pensiero e
nelle
sensazioni del prossimo, venivano utilizzati come diplomatici, artisti, maghi della finanza....
Eddy
lanci una breve occhiata oltre il giornale. Questo spiegherebbe perch mi hai sempre rotto
l'anima sul fatto che dovevo privilegiare il perdono rispetto alla vendetta, avere piet dei miei
nemici e stronzate simili. Tir su col naso rumorosamente. E spiega anche perch ti ho
assunto
come contabile.
Benny non si mostr impressionato, anche se Valka finalmente si stava avvicinando alla vera
ragione dell'incontro. Denaro.
Tuttavia qui dice anche... guard nuovamente l'articolo e fece schioccare la lingua ...che i
sensitivi soffrono spesso di depressione. Pazzi che sempre di pi cercano il suicidio.
Io sono vivo.
Ma grazie a tuo fratello, non certo per tua scelta.
Dobbiamo per forza parlare di Marc?.
Eddy rise. Giusto, ora mi ricordo di cosa dovevo parlarti. Vieni con me.
Valka gett il grembiule sul piano di lavoro, afferr le cesoie da giardino e fece un
inequivocabile cenno di seguirlo nel retrobottega.
Quella stanza, del tutto priva di finestre, veniva utilizzata come magazzino. Ma non per fiori,
fertilizzanti o vasi, bens per gli avanzi, come Benny  scioccato  fu costretto a constatare.
Avanzi
umani, ancora vivi.
 arrivato il momento di curare la tua malattia disse Valka e gli indic un uomo nudo appeso
a
una croce di sant Andrea. Nella sua bocca era infilata una ball gag arancione con una sottile
apertura
al centro, dalla quale l'uomo poteva a malapena respirare. Era sull'orlo dell'iperventilazione,
dato
che dal naso completamente rotto non poteva pi ricevere aria.
Adesso voglio che tu stia molto attento aggiunse Eddy e accese una lampada da lavoro che
penzolava dal soffitto. Nel frattempo apriva e chiudeva ritmicamente le cesoie. Gli occhi
dell'uomo
imbavagliato si spalancarono quando ud il suono delle lame. Eppure non poteva vederle perch
la
sua testa era bloccata in una grossa morsa che rendeva impossibile ogni suo movimento. Le viti
erano infilate direttamente nelle orecchie. Da quella sinistra colava molto sangue.
Benny voleva voltarsi.
No, no, no. Eddy schiocc pi volte la lingua come se dovesse tranquillizzare un cavallo.
Devi guardare.
Si avvicin all'uomo nudo e alz le cesoie direttamente davanti al suo volto. Le lame si
rifletterono nelle pupille della vittima, che respirava sempre pi faticosamente.
Quell'articolo mi ha davvero aperto gli occhi, Benny. Spiegava anche che questi sensitivi
hanno
un'enorme e profonda ricettivit rispetto al dolore, ti risulta?.
Benny non riusciva a parlare per l'orrore.
Alcuni non reagiscono neppure agli antidolorifici. Immagino che razza di tortura sia andare dal
dentista.
Eddy sollev con le cesoie il labbro superiore della vittima. L'uomo aveva dei brutti denti, gialli
di nicotina.
Ma la cosa pi interessante, a mio parere,  che le persone come te sono particolarmente
sensibili al dolore degli altri, Benny. Addirittura lo avvertono ancora pi intensamente del
proprio.
Con il pollice sollev la palpebra destra dell'uomo.
Fermati piagnucol Benny, ben sapendo che era inutile. Valka voleva mostrargli quello che
gli
sarebbe accaduto se non avesse restituito i novantamila euro che gli doveva.
Eddy si volt un'ultima volta verso di lui.  proprio ci che mi serviva, mio giovane e
sensibile
amico. Significa che posso farti del male senza ferirti.
Benny fiss il petto dell'uomo che si sollevava pesantemente: non poteva avere pi di
venticinque anni. Incroci quello sguardo carico di terrore e fiut l'orrore che trasudava dalle
pareti
della stanza umida. Lo sentiva sulla pelle e sotto la lingua, e sapeva che nel giro di pochi
secondi
avrebbe provato un dolore lancinante. Come se avessero cavato a lui l'occhio dall'orbita, per
poi
tranciarlo dal nervo ottico con la lama arrugginita.
7.
La clinica Bleibtreu si trovava in Franzsische Strae, non lontano da Gendarmenmarkt. Si
trattava di un antico edificio ricoperto di vetro e acciaio: era evidente gi dall'esterno che l i
pazienti della mutua potevano entrare tutt'al pi per lavorare come personale delle pulizie.
Dopo il comodo viaggio che lo aveva depositato direttamente davanti all'ascensore privato, al
secondo piano sotterraneo del garage, Marc dovette confrontarsi con tutto quel lusso: uno
stagno
con pesci giapponesi all'ingresso, asciugamani in puro lino nelle toilette di design e una sala
d'aspetto che avrebbe potuto tranquillamente fare concorrenza a quella di prima classe della
Singapore Airlines. E le sue aspettative furono ulteriormente superate quando si rese conto che
dall'elegante bagno degli uomini si godeva della vista panoramica su Friedrichstrae. Chi
arrivava
lass forse soffriva di disturbi psicologici, ma poteva ancora pisciare in testa a tutta la folla di
passanti l sotto. Suo padre avrebbe certamente apprezzato questo enorme spreco di denaro,
condito
da tanto buongusto. Il suo motto prediletto era Il denaro si sente a suo agio solo dentro un bel
portafogli.
Al contrario, nella lussuosa reception Marc si sent come un vegetariano al mattatoio, quando
dovette compilare il modulo per l'accettazione e firmare la dichiarazione sulla privacy.
Mezz'ora
prima era stato costretto a consegnare alla guardia d'ingresso il telefono, tutti gli oggetti
metallici e
persino il portafogli.
Semplici misure di sicurezza lo aveva rassicurato Bleibtreu. Lei non immagina con quale
abilit la concorrenza cerchi di mettere le mani sulle nostre scoperte.
Dopo di che si scus, affidandolo a un assistente palesemente del Sud che lo introdusse in un
ambulatorio e poi scomparve senza proferire parola.
Entrando, Marc ebbe l'impressione di trovarsi in uno studio dentistico. Al centro della stanza
semibuia c'era una poltrona bianca allungabile a regolazione idraulica. Da quella partivano
numerosi cavi colorati collegati a un computer. Elettroencefalografia lo inform una morbida
voce femminile. Marc si volt spaventato, dopo che la pesante porta fu serrata dietro di lui con
un
leggero clic.  In questo modo potremo analizzare le sue attivit cerebrali.
Una parte della stanza quadrata era separata da una bassa siepe di alberi di mandarino. Dietro di
essa non aveva notato n la seduta in pelle, n la dottoressa che ora si alzava dal suo sgabello.
Mi scusi, dottor Lucas, non volevo spaventarla. Mi chiamo Patrizia Menardi, sono la
neuroioga
di questo reparto.
Si mosse verso di lui con il braccio teso. Le riusciva bene il trucco di apparire
contemporaneamente amichevole e dominante, che le consentiva, fra le altre cose, di avere una
voce
suadente pur senza mostrare l'ombra di un sorriso. Marc scorse una minuscola cicatrice sul suo
labbro superiore, probabilmente il residuo di un ben riuscito intervento di labioschisi. Avrebbe
giurato che la forte stretta di mano e il suo atteggiamento mascolino facessero parte di un muro
di
difesa eretto molto tempo prima, quando a scuola veniva canzonata per il labbro leporino.
Dottoressa Menardi, veramente volevo solo....
No, niente dottoressa, mi chiami solo Menardi.
Okay, allora anche lei lasci perdere il mio titolo. Lo utilizzo solo quando devo prenotare una
stanza d'albergo, ma devo dire che fino a oggi non mi ha mai procurato alcun tipo di
vantaggio.
La dottoressa rimase impassibile.
Be', non si pu dire che lo humour sia il suo forte.
Quando torner il dottor Bleibtreu? le chiese.
Fra poco. Intanto possiamo prepararci all'esame.
No, no. Si fermi. Deve trattarsi di un malinteso. Non intendo sottopormi a nessun esame. Il
professore voleva solo mostrarmi come si svolge l'esperimento. Solamente per mia curiosit,
perch, vede, io non ho intenzione di partecipare.
La dottoressa Menardi inclin leggermente il capo e con un gesto impaziente della mano
controll se lo chignon era ancora in ordine.
Ah s? Mi era stato comunicato che lei era il nostro prossimo candidato per l'MME.
MME?.
Il Memory-Experiment, che il direttore le spiegher non appena la nostra visita sar terminata.
Direi di non perdere altro tempo e di iniziare insieme con la compilazione dei suoi dati.
Marc sospir, lanciando un'occhiata all'orologio.
Lei sta sprecando il suo tempo rispose, e tuttavia si sedette di fronte alla dottoressa, che nel
frattempo aveva ripreso il suo posto. Gli offr un bicchiere d'acqua da una caraffa e apr una
piccola
cartella che aveva preparato su un tavolino accanto a lei.
Marc Lucas, trentadue anni, laureato in giurisprudenza cum laude.  Tamburellava soddisfatta
sulla parte pi significativa del modulo, che Marc aveva dovuto compilare poco prima nella sala
d'aspetto, insieme alla dichiarazione per la privacy. Quando era giunto a met si era stancato e
aveva lasciato in bianco il resto delle domande.
Entrambi gli esami con la lode, persino il dottorato in diritto penale, complimenti. A quanto ne
so, pochi lo ottengono.
Annuiva con approvazione.
E ora lavora come operatore di strada per i servizi sociali. Si occupa di bambini e ragazzi
disagiati a Neuklln, vero? chiese con nonchalance.
Lo sguardo della dottoressa sfior l'orologio al polso destro di Marc.
Un'imitazione made in Thailandia ment, e spinse l'indice sotto il cinturino allentato. Non
aveva alcuna voglia di spiegare come mai, con lo stipendio di assistente sociale, poteva
permettersi
un orologio di lusso che costava quasi come un'auto di media categoria  n che si trattava di
un
regalo da parte di Sandra.
Anche suo padre era un giurista. Estrasse una fotografia dalla cartellina, ma la tenne in modo
che Marc non potesse scorgerla.
Ha preso da lui aggiunse e controll la pagina successiva. Marc rimase impassibile, anche se
avrebbe voluto strapparle il modulo dalla mano. La somiglianza con suo padre era davvero
sorprendente, ma colpiva molto meno per l'aspetto esteriore che per le affinit nel carattere e
nel
modo di affrontare la vita. Anche Frank Lucas era stato un tipo ostinato ed era riuscito a
ottenere il
diploma alla scuola serale, come Marc, per poi dedicarsi come avvocato alla difesa della povera
gente. All'inizio, quando ancora non poteva permettersi di affittare un ufficio e aveva sistemato
lo
studio legale nel salotto di casa, met del vicinato si ritrovava seduta sul suo divano a chiedere
pareri legali. Mogli tradite, autisti ubriachi, piccoli criminali che erano finiti sotto accusa per le
loro
malefatte. Per il circondario Lucas era diventato pi un padre spirituale che un vero avvocato.
Non
di rado dimezzava l'onorario a questi amici, o addirittura non si faceva pagare, anche se
questo
provocava le scenate della signora Lucas, a cui i soldi non bastavano nemmeno per l'affitto.
Successivamente alcuni dei delinquenti che aveva aiutato pro bono fecero carriera. Criminali
che
improvvisamente potevano pagare tutto in una volta, in contanti e senza esigere ricevute. E con
l'ascesa personale dei clienti, inizi anche il periodo d'oro dell'ufficio legale, anche se per
breve
tempo.
Suo padre  morto giovane a causa di una cirrosi al fegato non curata, e sua madre, casalinga,
mor pochi mesi dopo continu la dottoressa Menardi.
Come fa a sapere tutto questo?
Se la sua memoria non lo tradiva, non aveva completato n quella n le domande successive del
questionario.
Lei ha un fratello pi giovane di nome Benjamin? chiese ancora.
Marc sent una leggera pressione al collo e afferr il bicchiere d'acqua. Era evidente che la
neuroioga aveva effettuato una ricerca on-line su di lui.
Benny. O almeno si chiamava cos quando gli ho parlato l'ultima volta.
E quando  stato?.
Dunque, mi faccia pensare. Marc bevve un sorso e pos nuovamente il bicchiere sul tavolino.
Era, dunque... luned, marted, mercoled....
Cont i giorni della settimana con le dita.
Allora, pi o meno direi gioved. Di circa un anno e mezzo fa.
Il giorno in cui fu condannato al ricovero forzato?. La dottoressa chiuse la cartellina e si
picchiett leggermente la matita sugli incisivi. Dopo che lei aveva sventato il suo ennesimo
tentativo di suicidio?.
La pressione sul collo aument.
Mi ascolti bene, non ho idea di come abbia potuto avere tutte queste informazioni, ma non
sono
venuto qui per discutere con lei vecchie storie di famiglia.
Fece il gesto di alzarsi e la dottoressa afferr la sua mano per calmarlo.
Allora, la prego, mi parli del trauma che l'ha indotta a rivolgersi a noi.
Marc esit per un attimo, guard ancora l'orologio e si lasci cadere nuovamente sul divano.
Sento le voci disse.
Come, scusi?.
Esatto, ancora. Qualcuno ha detto proprio adesso Come, scusi?.
Lei lo fiss senza parlare, poi scrisse un appunto sulla cartellina.
Cosa sta scrivendo? volle sapere Marc.
Che ritengo che lei si nasconda dietro al suo atteggiamento sarcastico. Tipico delle persone
intelligenti e creative. Questo per render pi difficile curarla.
Ma io non voglio essere curato.
Dovrebbe comunque prendere la cosa in considerazione. Vuole descrivermi l'incidente
stradale?.
Per quale motivo, visto che sa gi tutto di me?.
Perch voglio sentirlo dalla sua voce. Non  tanto quello che racconta che mi interessa, ma il
modo in cui lo fa. I suoi sforzi per avere sempre la battuta pronta, per esempio, sono pi
significativi rispetto al fatto che sua moglie sarebbe ancora viva se lei avesse chiamato prima i
soccorsi.
Marc si sent come se quella donna gli avesse appena scovato e stappato una valvola, come
quelle dei materassi gonfiabili dalle quali si fa fuoriuscire l'aria. Gli sembrava persino di udire
il
sibilo sinistro con il quale tutte le forze scivolavano fuori dal suo corpo.
Che cosa vorrebbe insinuare? Non potevo chiamare aiuto. Ero svenuto.
Ah s?. La dottoressa aggrott la fronte e gett un'ulteriore occhiata alla cartella. Il rapporto
relativo al sinistro dice che lei ha chiamato i vigili del fuoco. Ma soltanto quattordici minuti
dopo
l'urto.
Gli porse il certificato, sottile e trasparente come carta velina. Marc lo guard e fu ancora pi
turbato quando credette di leggere negli occhi della donna una sincera preoccupazione.
Aspetti un momento... rispose rabbioso. Le sue guance erano diventate rosse e il foglio
cominci a tremare nella sua mano.
Mi dica sinceramente, non riesce a ricordarlo?.
8.
 impossibile,  pens Marc. Assolutamente impossibile.
Non poteva aver chiamato il 115. Non in quel momento. Di certo quello sul rapporto del
soccorso era il numero del suo cellulare, ma Dio solo sa come era arrivato nella sua cartella
clinica.
In ogni caso non poteva essere stato lui.  Quando la sua testa aveva sbattuto, prima contro il
bordo
della portiera e poi sul volante, lui era svenuto. Subito, non quattordici minuti dopo l'urto.
Bussarono e Marc si volt, pensando di rivedere la neuroioga che pochi minuti prima era uscita
dalla stanza con l'aria preoccupata. Invece sulla porta c'era il professor Bleibtreu che sfoggiava
un
affascinante sorriso; sicuramente stava in bella mostra anche sui depliant della clinica.
Che cosa significa tutto questo? lo invest Marc. Pensavo di essere venuto qui per
dimenticare, e ora esco dalla sua clinica con la testa piena di immagini ancora pi spaventose.
Devo scusarmi per il comportamento della dottoressa Menardi, signor Lucas. Si tratta di uno
spiacevole equivoco.
Un equivoco?.
Non era autorizzata a parlarne.
Autorizzata?. Marc incroci le mani dietro la testa. Questo vorrebbe dire che io ho chiamato
veramente i vigili del fuoco?.
No.
Bleibtreu fece segno di accomodarsi, ma Marc prefer restare in piedi davanti alla finestra,
piuttosto che sedersi nuovamente sul divano.
 stato un passante spieg il professore. L'uomo che per primo si  trovato sul luogo
dell'incidente non aveva il telefono, cos ha preso il suo attraverso il vetro rotto del finestrino.
Dalla strada, dodici piani di sotto, giungeva un rumoroso concerto di clacson, probabilmente
dovuto a una coda o a un matrimonio. Marc scost le tende a lamelle color crema, ma non pot
vedere molto a causa dei teloni dell'impalcatura.
Come fa a saperlo?.
Il professore lo guard perplesso. C' una copia del rapporto dell'incidente nella sua cartella
clinica. Nella sua e-mail ci aveva esplicitamente accordato il permesso di visionarla.
Marc ricordava molto confusamente una casella che aveva cliccato nel compilare il form.
Quella
sera per lui tutto era indifferente.
Non aveva mai visto di persona il rapporto?.
Marc scosse il capo. Non l'aveva mai neppure richiesto. Poteva fare a meno di altri terribili
dettagli sul giorno pi spaventoso della sua vita.
Capisco disse Bleibtreu.  naturale, lei  ancora nella prima fase dell'elaborazione del
lutto.
Prima fase: della negazione o del rifiuto. Seconda: la rabbia, erompono le emozioni. Terza: la
ricerca e la separazione. Quarta: il nuovo rapporto con se stessi e con il mondo.  Marc
conosceva la
sequenza. Fra i suoi compiti c'era quello di occuparsi anche dell'aspetto psicologico di coloro
che
naufragavano nel suo ufficio, e questo schema lo aveva aiutato a capire meglio gli stati d'animo
dei
ragazzi che avevano perso un compagno sulla strada. Ma per se stesso non riusciva a
considerarlo
valido.
Io non sto rifiutando la morte di Sandra rispose.
Ma vuole allontanarla da s.
Non  la stessa terapia che mi ha consigliato lei, professore? Dimenticare!.
Bleibtreu si era avvicinato e adesso era davanti alla finestra. Stava arrivando un temporale e il
vento spingeva i teloni dell'impalcatura verso di loro.
Capisco che potrebbe sembrarle un paradosso continu il direttore. Ma prima di dimenticare
occorre ricordare. Temo quindi che dovremo ripassare insieme lo svolgimento dell'incidente.
A che scopo?. Marc si volt verso di lui.
In modo da non tralasciare alcun ricordo nascosto, che successivamente potrebbe spuntare
come un'erbaccia nel terreno del suo inconscio. Bleibtreu gli pos sulla spalla la mano
chiazzata di
macchie senili, e questa inaspettata vicinanza blocc per un breve momento l'istinto di difesa di
Marc.
La prima fase. Negare. Rifiutare.
9.
Si sedettero nuovamente.
Non c' molto da raccontare. Stavamo rientrando da una festicciola familiare nella villa di mio
suocero, quando  accaduto.
Bleibtreu si chin in avanti. Qual era l'occasione?.
Ora il vento scuoteva cos forte l'impalcatura che, nonostante le vetrate insonorizzate, si
potevano udire chiaramente i cigolii e i gemiti dei teloni dell'impalcatura.
Sandra aveva ottenuto un grosso contratto per una nuova sceneggiatura. Era attrice e anche
autrice^ ma questo lo sapr di certo.
Parlando si agitava inquieto sul divano. Sandra si era sempre presa gioco della sua
irrequietudine. Persino al cinema non riusciva a restare seduto tranquillo per pi della durata di
una
scena.
Doveva essere la sua prima sceneggiatura per un film; gli americani erano pronti a pagare una
bella somma e quindi avevamo brindato con suo padre.
Il professore Constantin Senner?.
Il chirurgo, esatto. Lui .... Marc si ferm. Era mio suocero. La Clinica Senner forse le dice
qualcosa.
La consigliamo a tutti i nostri pazienti per cui riteniamo necessario un intervento chirurgico.
Grazie a Dio, non accade spesso.
Prima di continuare Marc cambi nuovamente posizione, passandosi la mano sulla pelle del
mento.
Stavamo percorrendo una strada di campagna poco battuta, che conduce da Sakrow verso
Spandau.
Sakrow, nei pressi di Potsdam?.
Quindi la conosce. La tenuta dei Senner si trova proprio in riva al lago, affacciata sulla
Pfaueninsel. Come sempre guidavo veloce, troppo per una strada cos stretta. Sandra era
arrabbiata
e mi sembra che avesse minacciato di scendere.
Marc chiuse per un momento gli occhi e cerc di allontanare da s le poche immagini
dell'incidente, come faceva sempre. Cosa  accaduto dopo? chiese con aria prudente
Bleibtreu.
Pi abbassava il tono, pi la sua voce suonava effeminata.
Onestamente, non lo so. I ricordi delle ultime ore prima dell'incidente sono cancellati. Pi di
quello che le ho raccontato, non saprei. Mio suocero dice che si tratta di un'amnesia retroattiva.
La
festa a casa sua, i discorsi fatti durante il viaggio di ritorno, tutto questo  scomparso. Purtroppo
solo questo. Marc rise amaramente. Ma per il resto c' qui lei.
Mmh.
Il medico incroci le braccia sul petto, quasi a sottolineare il tono sospettoso della domanda
successiva. E il ricordo degli ultimi secondi in auto non si  mai ripresentato?.
Certo. Qualche frammento, ma solo recentemente. Inoltre non sono certo se si tratti solo di un
sogno o del ricordo di fatti accaduti realmente.
Interessante. Cosa sogna?.
Marc scosse la testa. Perlopi la mattina ricordo solo brandelli di discorsi incoerenti. Sandra
cerca di convincermi e mi supplica di non impedirlo.
Non hai sempre detto che il fine giustifica i mezzi? Non  il motto della tua vita?.
Tu sei pazza, Sandra. Il fine non giustifica mai la morte.
Cosa voleva impedire?.
Non ne ho idea. Immagino che il mio subconscio voglia giocarmi uno scherzo, e che si
riferisca
all'incidente.
Marc si stava chiedendo se dovesse rivelare al professore ogni dettaglio delle loro ultime
conversazioni, quando questi gli pose la pi dolorosa delle domande.
Perch Sandra si  slacciata la cintura?.
Marc deglut due volte, il grumo nella gola sembrava diventare sempre pi grande.
Non lo so disse infine. Si era girata verso il sedile posteriore, forse cercava qualcosa da
mangiare. Era al sesto mese di gravidanza e portavamo sempre qualcosa di dolce con noi, nel
caso
venisse colta dalla sua fame incontenibile. Le accadeva spesso, soprattutto quando era
arrabbiata.
Marc si chiese se qualcuno avesse preso la tavoletta di cioccolata dal portaoggetti, prima che il
rottame venisse consegnato al demolitore, e gli manc l'aria.
Cosa  successo dopo? incalz delicatamente Bleibtreu.
Ho visto che lei improvvisamente teneva in mano qualcosa. Una fotografia? Me l'ha mostrata,
ma era priva di colore e sfocata. Non riuscivo a distinguere nulla. Ma pi che altro non sono
sicuro
di averlo vissuto realmente. Perch lo rivedo solo nei miei sogni, anche se giorno dopo giorno
diventano sempre pi nitidi.
Fino a quel momento, Marc ne aveva parlato solo con il suocero, e in modo accennato, in
quanto
era consapevole che il sogno poteva essere un effetto collaterale delle cure a cui aveva dovuto
sottoporsi a causa della scheggia.
Poi  scoppiata la gomma continu. L'auto ha compiuto due testacoda prima di....
Tent di sorridere. Per una qualche assurda ragione si sentiva in dovere di sdrammatizzare la
tragedia di fronte agli estranei.
Poi mi sono risvegliato nella clinica Senner, e il resto pu leggerlo.
Bleibtreu annu. Come si sente da allora?
Marc prese il bicchiere, che ormai era quasi vuoto. Ma gli mancava la forza di versarsi altra
acqua.
Come si sente un uomo che ha sulla coscienza la moglie e il figlio morti.
Sono stanco, spossato. Sento che ogni movimento  pesante. Ho dolore alle articolazioni e alla
testa. Cerc di scherzare. Se mi ricoverassero in un ospizio, avrei un sacco di argomenti di
conversazione.
Sono sintomi tipici della depressione.
O di una qualsiasi altra malattia mortale. Ho cercato i sintomi sul Web. Tra i primi risultati
sono
apparsi siti pubblicitari di onoranze funebri e fabbriche di casse da morto.
Bleibtreu sollev il sopracciglio sinistro, suscitando in Marc un ulteriore ricordo della moglie.
Le
sopracciglia di Sandra descrivevano un arco cos ampio da conferirle una perenne espressione
di
sorpresa.
E i disturbi sono sopraggiunti dopo l'incidente?.
Marc esit prima di rispondere. In realt li aveva avuti qualche giorno prima, quando si era
sentito a pezzi, assonnato e intontito, sebbene non avesse toccato una goccia d'alcol. Constantin
si
era preoccupato molto e gli aveva prescritto, due settimane prima della morte di Sandra, una
serie
completa di esami, compresi quelli del sangue e una risonanza magnetica. Ma non era stato
riscontrato nulla di anomalo.
Diciamo che l'incidente non ha certo migliorato il mio stato di salute....
Un crepitio squillante irruppe all'improvviso, e Marc impieg qualche secondo per rendersi
conto che l'allarme del suo orologio gli stava ricordando di prendere le pillole. Estrasse due
capsule
oblunghe da quel pertugio minuscolo, che per insondabili motivi  nascosto nel mezzo della
tasca
destra di tutti i jeans. Prima ci teneva le gomme da masticare.
Prende queste pillole per la ferita al collo? chiese il professore, mentre Marc le ingeriva con
l'ultimo sorso d'acqua rimasto. Annu e si tocc istintivamente la benda.
I medici non vogliono correre rischi con un'operazione chirurgica. La scheggia  piccola, ma
si
trova molto vicino alla colonna vertebrale cervicale. Queste capsule dovrebbero far s che il
corpo
estraneo venga o inglobato dai muscoli senza infettarsi, oppure rigettato dal sistema
immunitario.
Se non funziona, allora dovranno incidere ed estrarlo, con il rischio che io resti paralizzato dal
collo
in gi, sempre che mi svegli dall'anestesia.
Le fa male?.
No, brucia soltanto.
I dolori veri risiedevano nel profondo. Al contrario di quella ridicola scheggia si erano abbattuti
come una scure sulla sua anima.
Bene... stava per riprendere Bleibtreu, ma Marc lo interruppe.
No, per nulla bene. Ora basta. Queste pillole mi indeboliscono e spesso mi sento male. Quindi
devo andare a distendermi, se non voglio vomitare qui, sul suo parquet. Inoltre ne ho
abbastanza.
Da quando sono salito con lei in auto, vengo continuamente illuso con belle parole. E invece di
ricevere delle risposte, lei e la sua collega continuate a sottopormi a un vero e proprio
interrogatorio. Quindi lei ora ha due possibilit. O io me ne vado immediatamente da quella
porta....
...o io le svelo finalmente il nostro piccolo segreto continu Bleibtreu, sfoggiando
nuovamente il suo smagliante sorriso a cinque stelle. Bene, allora venga con me.
Il professore si sollev un po' goffamente dalla poltrona, senza modificare minimamente
l'esposizione dei trentadue denti.
Mi segua, forse si trova a pochi passi dalla sua nuova vita.
10.
Il cervello umano non  un archivio spieg Bleibtreu mentre chiudeva dietro di s la porta
rivestita in pelle del suo studio. Non ci sono cassetti che possano venire chiusi o aperti a
piacimento, informazioni da archiviare per poi essere recuperate.
Il professore prese posto dietro a una massiccia scrivania, dovendo prima togliere dalla sedia
una
catasta di fogli ammucchiati che appoggi sul pavimento insieme ad altre pile di documenti e
libri.
Marc si accomod su una sedia in legno laccato bianco e si guard intorno.
Al contrario degli altri ambienti della clinica, quasi asettici, quella stanza era persino sciatta.
Alcune tazze di caff sporche e un sandwich smangiucchiato erano buttati sulla scrivania
insieme
con saggi e cartelle cliniche ammucchiati alla rinfusa. Nella luce impietosa del faretto alogeno,
Marc scopr una macchia di grasso sulla cravatta del professore, che nella semioscurit della
limousine e dell'ambulatorio gli era sfuggita.
In passato si riteneva che per ogni ricordo ci fosse un particolare scomparto nel cervello. Ma
naturalmente non  cos.
Bleibtreu pattin con la sedia, destreggiandosi abilmente tra le cataste di documenti sul parquet.
Poi apr un armadio in laminato e torn con il modello di un cervello, che pose direttamente
sopra a
un testo spalancato di neuropsicologia, tra il telefono e un grosso fermacarte.
Voglio mostrarle una cosa.
Il modello, di spugna grigia sintetica, era grande circa come un melone d era infilzato in una
bacchetta di legno su un piedistallo lucido.
Quando Marc volse di nuovo lo sguardo verso di lui, il professore teneva nelle mani due fiale di
vetro. La sinistra era piena di un liquido rosso, la destra di uno trasparente.
Adesso comincia con lo spettacolo di magia?.
Qualcosa del genere. Stia bene attento.
Il professore ruppe il collo della fialetta di sinistra e la tenne inclinata sulla massa grigia del
cervello.
Un pensiero  come una goccia disse, e con queste parole lasci cadere circa un millilitro di
tinta sulla corteccia del modello. La goccia si fece subito strada tra il sistema capillare della
spugna.
Quando un'esperienza diventa un ricordo, va a depositarsi fra milioni e milioni di fasci
nervosi.
Le sinapsi.
Esattamente. Osservi bene, Marc. Il professore picchiett con una penna a sfera sulle diverse
regioni del cervello che una dopo l'altra si coloravano di rosso.
Ogni ricordo  memorizzato in innumerevoli collegamenti trasversali. Il rumore di un motore,
persone che litigano, un odore, una certa canzone che forse suonava alla radio, il panorama
sull'acqua, il frusciare delle foglie nel bosco... la sua memoria pu riattivare tutto questo,
richiamando cos anche gli spaventosi ricordi dell'incidente.
E lei come pensa di cancellarlo dal mio cervello? chiese Marc.
Non si pu. Bleibtreu ruppe l'altra fiala. In ogni caso non separatamente. Purtroppo noi
possiamo eliminare solo tutti i suoi ricordi.
Un momento. Marc si schiar la gola e batt su un punto frontale ancora grigio del modello.
Ho capito bene? Vorrebbe cancellare tutti i miei ricordi?.
S.  l'unica possibilit. L'induzione forzata di un'amnesia totale. Su questo vertono i nostri
esperimenti.
Bleibtreu gir verso Marc il modello in modo che potesse osservare bene come il liquido rosso
si
stava espandendo.
La perdita della memoria viene sostanzialmente azionata tramite tre fattori continu.
Attraverso esperienze traumatiche molto forti, che l'animo umano vuole dimenticare,
attraverso
danni al cervello a seguito di un incidente, e attraverso sostanze chimiche, come gli anestetici.
Ora Bleibtreu disseminava il contenuto incolore della seconda fialetta sulla spugna, e Marc vide
con sorpresa come, in alcuni punti, il rosso cominciasse a sparire.
Mi faccia capire. Lei quindi si affida alla chimica, e ha inventato una sorta di pillola per
l'Alzheimer che io dovrei ingerire?.
Una cosa del genere. Naturalmente un po' pi complessa, ma in linea generale s, si tratta di
questo.
Sempre per pura curiosit... e dopo cosa succede?.
Nel frattempo il liquido rosso era scomparso quasi completamente dalla spugna.
Vuole dire dopo che le abbiamo provocato l'amnesia?.
S.
Molto semplice. La ricarichiamo.
Prego?.
Ovviamente solo con i ricordi e le esperienze che lei desidera riassorbire. Pensi alla
formattazione di un computer. Se non si riesce a individuare l'errore nel sistema,  meglio
cancellare tutto e ricaricare i programmi funzionanti uno a uno. La stessa cosa che faremo con
lei.
Verr prima sottoposto a un'inchiesta per sapere quali ricordi vorr mantenere. E dopo che le
avremo indotto l'amnesia artificiale, nella fase finale della riabilitazione verr collegato
nuovamente con il suo passato. Escludendo quelle esperienze che la riporterebbero al ricordo di
sua
moglie.
E cosa ne sarebbe del mio mondo? chiese Marc. I miei amici, i conoscenti, mio suocero?
Appena lo incontrer vorr parlarmi della morte di sua figlia.
No, se non li vedr mai pi.
Come?.
Bleibtreu rotol indietro con la sedia e rise. Era nel suo elemento e sembrava pi giovane di
parecchi anni rispetto a quando lo aveva incontrato nella limousine. Anche la sua voce era pi
potente. Proprio per questo lei  il candidato ideale. Lei  impiegato nel settore sociale, ma non
ha
una vita sociale. I suoi genitori sono morti giovani e con suo fratello non ha pi contatti. In
ufficio
lavora con collaboratori che cambiano continuamente e con i suoi clienti ha perlopi solo un
legame
temporaneo.
I miei amici mi cercheranno.
Quelli che lavorano nei grandi uffici legali e si dimenticherebbero del suo compleanno se non
lo avessero salvato in qualche agenda elettronica?.
Ma io non vivo in un vuoto, cosa crede? Secondo lei dovrei andarmene da questa citt?.
Con sorpresa di Marc il professore annu. Naturalmente potremmo occuparci noi della sua
nuova vita. Anche questo fa parte dell'esperimento. La porteremo in un'altra regione, le
troveremo
un nuovo lavoro, la integreremo con il vicinato fornendole un passato accettabile. Ci faremo
carico
perfino di tutti i costi della trasferta. Vede, noi collaboriamo anche con il sistema di protezione
dei
testimoni.
Lei  pazzo? esclam Marc con il tono perentorio di una sentenza pi che quello di una
domanda.
Sicuramente noi percorriamo vie estreme. Ma chi persegue strade gi battute non potr mai
scoprire nuovi mondi.
Il professore inarc nuovamente il sopracciglio sinistro. Pensi che opportunit, Marc. Essere
uno dei primi uomini di questo pianeta che pu iniziare psichicamente una nuova vita. Libero
da
ogni peso dell'anima, spensierato come un neonato. Non parlo solo dell'incidente. Noi le
faremo
dimenticare tutto ci che l'ha ferita.
Indic il cervello che ora era tornato grigio come all'inizio della dimostrazione.
Una specie di riprogrammazione? Un reset? chiese Marc.
Sta a lei decidere.
Bleibtreu tir il cassetto della sua scrivania e ne estrasse un piccolo foglio fittamente stampato.
Deve solo firmare questo modulo, e potremo iniziare subito.
11.
Era uno sbaglio. Marc lo sapeva che non doveva lasciarsi persuadere. Ma pens che sarebbe
stato pi semplice sottoporsi a un pre-esame e poi non farsi pi vedere, piuttosto che affrontare
ancora una lunga discussione con il direttore della clinica sul perch e sul percome di
quell'esperimento assolutamente improbabile.
Perci fece finta di acconsentire a lasciarsi visitare sui possibili criteri di esclusione clinici o
psicologici.
Forse non risulter comunque idoneo per partecipare aveva aggiunto alla fine Bleibtreu, con
aria suadente.
Una malattia mentale non visibile, una profonda infezione o un cuore debole lo avrebbero reso
inadatto come cavia. Persino il suo gruppo sanguigno, AB negativo, non rendeva la cosa priva
di
complicazioni.
Alla fine erano passate ancora due ore e mezza prima che la Maybach lo riportasse davanti
all'entrata della sua casa in affitto a Schneberg. Centocinquanta minuti in cui gli avevano
prelevato
il sangue e aveva dovuto subire le prove sotto sforzo sui vari apparecchi per
l'elettrocardiogramma.
Infine avevano verificato eventuali malfunzionamenti del cervello analizzando gli impulsi con
l'elettroencefalogramma. Si era sentito come alla visita di leva, quando un medico generico gli
aveva chiesto un campione dell'urina e poi aveva verificato il buon funzionamento del cuore e
dei
polmoni, mentre l'oculista lo aspettava per la prova della vista.
Ai dottori non importava che avesse gi fatto tutti gli esami nella clinica di suo suocero poche
settimane prima. Perch la clinica Bleibtreu non utilizzava dati altrui, e cos dovette rifare
persino la
risonanza magnetica.
La maggior parte del tempo l'aveva dovuta dedicare alle domande strategicamente
psicologiche.
A differenza dei test che si trovavano sulle riviste femminili e che a Sandra piacevano tanto,
Marc
non era riuscito a capire a cosa mirassero quelle domande solo apparentemente innocue.
Se lei dovesse scegliere, preferirebbe rinunciare a un occhio o al suo senso dell'olfatto?
Sogna in bianco e nero o a colori?
Completi la seguente frase: Sono d'accordo con la pena di morte quando...
Marc era cos scioccato che ora non ricordava neppure le risposte che aveva dato. Inoltre le
articolazioni gli facevano male a ogni passo e pensava solo al sonnifero che avrebbe preso
appena
varcata la soglia e a un bel bagno caldo. Era talmente assorto nei suoi pensieri che non si
accorse
dell'ombra scura rannicchiata vicino alla porta, che lo aspettava gi da tempo.
12.
Leana Schmidt?. Marc ripet il nome con il quale la donna gli si era presentata, solo poche
ore
prima, subito dopo il tentato suicidio di Julia alla piscina di Neuklln. La sua pettinatura era
rimasta
perfetta, e Marc suppose che sotto l'impermeabile allacciato fino al collo, indossasse un sobrio
tailleur grigio. L'unica cosa che alleggeriva la sua immagine era un sacchetto di plastica del
supermercato, dal quale spuntavano acquisti tipicamente femminili  quelle cose che di solito
gli
uomini evitano quando fanno la spesa, come un mazzo di rape o una gamba di sedano. Lui e
Sandra
si erano spesso divertiti confrontando le loro diverse abitudini di acquisto. Mentre lei riempiva
il
carrello di frutta, formaggi magri, detersivi e prezzemolo, lui si fermava davanti agli scaffali in
cui
erano esposti cd vuoti, trapani e sacchetti di patatine.
Come diavolo ha fatto a trovarmi?.
La figura slanciata pos i suoi acquisti e si massaggi con le dita infreddolite il polso nel punto
in cui era rimasto il segno della busta. Sono stata nel suo ufficio. Mi hanno dato il suo
indirizzo.
La sua voce era seccata, quasi si aspettasse delle scuse per la lunga attesa.
E cosa vuole da me?.
Io sono... ero l'infermiera del reparto in cui si trovava suo fratello.
E...?.
Cerc la chiave della porta, che per non fu necessaria. Le regole del condominio, che gli erano
state consegnate al suo arrivo, imponevano agli inquilini di chiudere la porta che dava sulla
strada
dopo le venti, ma ci veniva rispettato ancora meno del divieto di mettere le bottiglie di vetro
nel
pattume.
Sono preoccupata per Benny disse con voce ferma. E Marc si fece un'idea di come questa
persona cos risoluta si comportasse con i suoi pazienti. Aveva un piglio professionale, ma non
metteva in soggezione. Il giusto equilibrio per non avere un atteggiamento dispotico, ma
abbastanza
autorevole per evitare che le sue indicazioni potessero essere messe in discussione.
Probabilmente
Leana non era una semplice infermiera, ma la caposala del reparto, o si trovava sulla via per
diventarlo.
Entr, e la luce automatica dell'atrio si accese. La donna raccolse la busta e lo segu.
Mi ha raccontato che lei gli ha salvato la vita una volta.
Ah s? rispose a malapena Marc.
In effetti, un anno e mezzo prima aveva trovato Benny con le vene tagliate nella vasca da
bagno.
Normalmente si incontravano una volta all'anno, per Natale, alla tomba dei genitori. Invece
quella mattina aveva trovato tre chiamate senza risposta sul cellulare, e sulla segreteria c'era un
messaggio quasi incomprensibile, una voce sopraffatta da rumori intermittenti che sembrava
quella
di suo fratello. Poich Benny non rispondeva al telefono, aveva avuto l'impulso di prendere la
macchina e andare da lui. Quando era arrivato l, gli era divenuto drammaticamente chiaro che
il
messaggio sulla segreteria era un addio.
Credo che non avreste dovuto ritirare la vostra deposizione aggiunse, e gli lanci un'altra
occhiata. Intendo dire, davanti ai giudici e ai dottori.
Marc continuava a non capire dove dovesse portare quella singolare conversazione. Quando
aveva chiamato i vigili del fuoco per salvare la vita a Benny, aveva approfittato del fatto che
qualsiasi aspirante suicida venisse messo subito sotto osservazione psichiatrica. Quindi aveva
deciso di raccontare che suo fratello, prima di tentare il suicidio, aveva cercato di uccidere
anche
lui. In questo caso si parlava di un reato e Benny diventava un pericolo per la comunit. Visto
che
aveva gi alle spalle altri tentativi di suicidio documentati, l'insieme di tutte quelle circostanze
era
valso a procurargli la temporanea permanenza forzata in un istituto di sicurezza. Il fine
giustific la
bugia di Marc, allontanando Benny dalla strada e da un ambiente che lo stava evidentemente
trascinando sempre pi in basso. Inoltre, nel reparto psichiatrico non avrebbe facilmente avuto
accesso a rasoi o coltelli e sarebbe finalmente stato isolato da Valka.
Mi ascolti bene, il mio fabbisogno giornaliero di storie di suicidi  abbondantemente
soddisfatto
per oggi disse, mentre cercava di aprire la cassetta delle lettere, ma qualche vandalo doveva
aver
piegato la serratura con un cacciavite.
Ci mancava anche questa.
La chiave non entrava pi, cos l'unica posta a cui pot accedere fu il depliant pubblicitario di
un
mobilificio che fuoriusciva dalla fessura.
Quindi, se non ha nulla in contrario, adesso vorrei concedermi una serata rilassante e....
Suo fratello  cambiato improvvisamente lo interruppe lei. Da un giorno all'altro.
Gli afferr un braccio e, mentre lui cercava di liberarsi, la luce si spense. L'intervallo di
accensione era terminato e, siccome il vecchio interruttore non era stato dotato di LED
luminoso,
come nelle case pi recenti, Marc ci mise un bel po' prima di trovarlo. Quando finalmente torn
la
luce, si sent completamente sfinito e non fu pi in grado di troncare la discussione con quella
strana
infermiera.
Ovvio che  cambiato. In fondo si trovava in un manicomio.
Non intendevo questo. Scosse la testa. All'inizio si  lasciato andare. Non voleva n radersi,
n mangiare, e restava sveglio per tutta la notte. Spesso si rifiutava di uscire dalla sua camera e
diventava veramente molto violento se qualcuno cercava di costringerlo a farlo.
Marc annu rassegnato. Non gli diceva nulla di nuovo. Per quella ragione i dottori non avevano
emesso una buona prognosi, e cos la permanenza si era trasformata da temporanea a lungo
termine.
Ma da un momento all'altro.... Leana socchiuse gli occhi, e il suo sguardo divenne ancora
pi
intenso, ...circa un mese dopo la verifica della commissione,  improvvisamente cambiato. Ha
cominciato a chiedere frutta e succhi vitaminici, a correre nel parco sotto sorveglianza e a
leggere la
Bibbia.
La Bibbia?.
Questo non era certo da suo fratello.
Non sono sicura che c'entri... aggiunse lei ma il comportamento di Benny  cambiato
improvvisamente il giorno dopo aver fatto una risonanza magnetica.
Risonanza magnetica?  I disturbi mentali di Benny potevano essere di ragione organica?
E anche questo  strano. Normalmente effettuiamo le radioscopie al cervello in cerca di
anomalie, ma a Benny  stata fatta la scansione della parte inferiore del corpo, sebbene non si
fosse
mai lamentato di eventuali dolori. Ho verificato le lastre.
E quindi?.
Nulla.  assolutamente sano.
Lei non  un medico, Leana.
Ma tengo gli occhi ben aperti. E ho notato come Benny, dopo quell'esame, abbia cercato varie
volte di sputare le medicine. Quando gliene ho parlato, mi ha risposto che non voleva introdurre
altro veleno nel suo corpo.
Marc si volt e fece un passo verso di lei. Dove vuole arrivare?.
Penso che abbia recitato davanti alla commissione di controllo.
Ma a che scopo? Sapeva che avrei ritirato la mia deposizione.
Dopo che la tragedia aveva distrutto la sua vita e l'incidente gli aveva portato via tutto ci che
pi amava, per Marc ogni cosa era indifferente. Constantin non aveva dovuto faticare molto per
convincerlo a correggere la falsa deposizione con cui aveva spedito Benny al ricovero forzato,
bench ora su di lui incombesse un procedimento penale.
Tira fuori tuo fratello da l gli aveva consigliato suo suocero. Hai bisogno di lui.  l'unico
parente vivo che ti  rimasto.
Se prima della morte di Sandra si era preoccupato e fatto delle domande quasi ogni giorno sul
suo labile fratello, ora non gli importava pi. Non si chiedeva pi se Benny fosse pi protetto in
un
istituto sorvegliato che fuori; lui stesso, psicologicamente, non era pi nella condizione di
capire se
le sue scelte fossero giuste o sbagliate. E questa sera, gli sarebbe riuscito ancora meno, dopo
che
aveva dovuto salvare una ragazzina dal suicidio e si era appena trovato in una specie di
maratona di
esami clinici.
Marc sent salire dentro la rabbia. Lei deve scusarmi, ma non si sar appostata solo per
raccontarmi che Benny ha improvvisamente scoperto la sua inclinazione per una vita sana?.
No.
Allora?.
Come le ho detto sono molto preoccupata. Dovreste davvero tenerlo d'occhio. Io non credo
che
fuori sia in grado di cavarsela.
Non hai bisogno di dirmelo. L'ho trovato io nella vasca da bagno, l'ultima volta.
E da cosa lo deduce?.
Da questo.
Pos il sacchetto e rovist nella tasca interna della sua giacca, da cui estrasse una busta da
lettere
spiegazzata.
Questa l'ho trovata nella sua camera. Mentre cambiavo le lenzuola un'ora dopo che era stato
dimesso.
Apr la busta e Marc rimase senza parole.
Quindicimila euro, le banconote sono buone disse Leana, e la sua voce suon per la prima
volta meno sicura, quasi incerta. Non so cosa possa significare. E non riesco a immaginare
come
suo fratello li abbia avuti durante la reclusione.
13.
In qualche modo riusc a liberarsi della preoccupatissima infermiera, promettendole di tenere
d'occhio suo fratello e di chiarire la faccenda del denaro. Erano rimasti d'accordo che lei non
avrebbe toccato il denaro finch lui non l'avesse cercata. Tuttavia non riusciva a immaginare
quando avrebbe avuto di nuovo la forza per farlo. Al momento perfino salire le scale gli
appariva
come un'impresa impossibile.
Sal faticosamente i gradini, passando accanto a montagne di scarpe ammucchiate davanti alle
porte; dal tipo, dalla misura e dall'odore esse dicevano molto di pi degli inquilini della casa
rispetto alla targhetta sulla porta o al fracasso del programma televisivo che rimbombava nel
pianerottolo.
Marc viveva l da poco, e non aveva incontrato quasi nessuno di persona. Eppure si era fatto
una
chiara idea della vita dei suoi nuovi vicini. Della ragazza madre, che non poteva permettersi un
calzolaio, dell'alcolista che preferiva guardare il wrestling la mattina presto, piuttosto che
portare le
bottiglie alla campana del vetro, o del burlone che sullo zerbino aveva la scritta VIETATO
ENTRARE.
Finalmente aveva raggiunto il terzo piano e cerc le chiavi nella tasca, l dove le aveva riposte
durante il colloquio con Leana. Si ritrov in mano il modulo dell'esperimento sulla memoria,
quello
che alla fine degli esami non aveva voluto firmare. Ho bisogno di pensarci ancora un po'
aveva
mentito a Bleibtreu, salutandolo. Un saluto a cui non avrebbe seguito alcun arrivederci, di
questo ne
era sicuro.
L'idea di poter dimenticare l'incidente con una pillola era di certo accattivante, ma non al
prezzo
della sua identit. Tanto valeva optare per una vita sotto il costante effetto delle droghe.
Marc estrasse il mazzo di chiavi che la guardia della clinica Bleibtreu gli aveva restituito
insieme
ai suoi effetti personali e al cellulare prima di lasciare l'edificio. Il display non mostrava alcuna
telefonata persa.
In qualche modo una falena si era infilata sotto il rivestimento di plastica della lampada alogena
sopra la sua porta, e ci sbatteva continuamente contro. Marc sbuff e infil la chiave nella
serratura.
Che diamine...?
Guard verso l'alto per assicurarsi che la stanchezza non lo avesse fatto sbagliare. Ma era l, a
caratteri neri sull'intonaco verde. APPARTAMENTO 317. Il suo. Eppure la chiave non entrava
di
un millimetro.
Maledizione, ci mancava solo questo adesso.
Estrasse nuovamente la grossa chiave dentata dal cilindro e la osserv sotto la luce.
 tutto normale. Non  piegata n smussata.
La falena ronz pi minacciosamente, quando Marc tent ancora. Questa volta scosse
abbastanza
forte la porta e la spinse persino con la spalla. Inutilmente. Stava per dare una terza spinta
quando il
suo sguardo si pos sulla targa vicino al campanello.
Ma chi diavolo  stato?
Il mazzo di chiavi cominci a tremargli nella mano. Fiss incredulo la scritta arcuata. Qualcuno
aveva sostituito la sua targhetta con una nuova su cui era scritto non pi LUCAS, ma SENNER.
Il
nome da ragazza di sua moglie. Morta.
Pass uno spaventoso minuto. Poi lo shock divenne una rabbia incontenibile per quello scherzo
tanto macabro. Rimise la chiave nella serratura e spinse contro la porta, calciandola persino con
i
piedi, finch rimase come paralizzato quando sent un rumore.
C' qualcuno...?
Non c'erano dubbi. Marc appoggi l'orecchio alla porta e sent distintamente e forte dei passi.
Venivano verso di lui. Da dentro. Dal suo appartamento.
La rabbia divenne puro terrore.
Nell'istante in cui retrocesse si apr la porta. Solo quel poco che la catenella di sicurezza color
oro consentiva. Un volto con le guance pallide e i capelli spettinati lo osservava con occhi tristi
dall'intemo del suo appartamento. Nell'attimo in cui vide la donna, il tempo si ferm.
Sgran gli occhi, incapace di emettere anche una sola parola. Li richiuse, per essere sicuro. Ma
non aveva bisogno di guardare ancora. L'aveva riconosciuta proprio dalle sopracciglia ad arco,
dall'espressione sorpresa, come se lui gli avesse appena detto quanto era bella.
Davanti a lui, a dieci centimetri di distanza, lei era l.
Sandra.
L'amore della sua vita.
Sua moglie incinta.
14.
Ma come...? Ma pu essere...? Sei tu...?.
Incapace di formulare un pensiero nitido, il balbettio di Marc peggiorava a ogni inizio di frase,
che poi non riusciva a terminare.
S? chiese la donna alla porta. Quando lei si scost una ciocca di capelli dalla fronte a Marc
giunse il profumo dello shampoo francese al miele che piaceva a Sandra, e fu investito da
un'ondata
di ricordi.
 lei.
Tu sei...qui? le chiese, e la sua gamba destra inizi a tremare, come se avesse appena
terminato una corsa a ostacoli. Allung la mano verso di lei, attraverso l'apertura della porta;
voleva
toccarla per accertarsi che non si trattasse di un fantasma. La donna indietreggi spaventata.
Cosa vuole da me?.
Anzich tutte le domande che avrebbe voluto farle, riusc a pronunciare solo il suo nome.
Sandra?.
Ci conosciamo? la donna dietro la porta avanz un po' e alz il sopracciglio sinistro.
Ah ah!. Pi che una risata era una specie di rantolo. Ma come puoi essere tu, io credevo...
Com' possibile che...?.
Mi scusi, ho qualcosa sul fuoco rispose lei e cerc di richiudere, ma all'ultimo secondo Marc
infil il piede nel mezzo della porta. Sent che le sue dita venivano schiacciate, e gli fece bene
provare quel dolore, perch almeno non era un sogno.
Credevo che fossi morta! proruppe, scivolando un po' avanti per cogliere interamente i
lineamenti della donna. Quella bionda, che assomigliava cos tanto a sua moglie e che parlava
con il
suono melodico della sua voce e indossava il top bianco che lui le aveva comprato poche
settimane
prima nel negozio pr-maman, premeva ora con tutta la sua forza contro la porta e chiamava
aiuto.
Si fermi, la prego.
Marc spinse ancora. Ma sono io, Marc!.
La prego, vada via.
Marc Lucas, tuo marito!.
Non la conosco.
Cosa? Tesoro, non puoi semplicemente ricomparire cos e poi....
Se ne vada.
Ma....
Subito, o chiamo la polizia.
Ora stava urlando e Marc si ritrasse. Si ritrasse davanti alla fredda espressione dei suoi occhi e
all'amara scoperta che lei diceva sul serio. Sua moglie, che da sei settimane era morta, non
aveva
alcuna idea di chi avesse di fronte. Lo fissava come un estraneo. Peggio. Lo osservava con lo
sguardo che si ha davanti a qualcuno di cui si ha paura.
Sandra, ti prego, spiegami....
Non pot finire la frase. Marc parlava ormai davanti alla porta chiusa.
15.
Negazione. Rifiuto. Rimozione.
Barcoll senza forza scendendo le scale e chiedendosi se anche le allucinazioni facessero parte
delle tipiche manifestazioni della prima fase dell'elaborazione del lutto. Poi si ricord un
articolo
che identificava quella fase del lutto con quella della morte. Proprio come coloro che restano,
nelle
prime settimane un malato terminale non vuole accettare la terribile realt.
Negazione. Rimozione. Oblio...?
Marc si aggrapp al corrimano. Non solo perch aveva le vertigini, ma pi che altro perch
voleva sentire il freddo del legno sotto le dita. Lo sent umido, persino fastidioso, come se
stesse
toccando qualcosa di morto, ma comunque toccava qualcosa.
Sono vivo. Forse sto impazzendo, ma sono vivo.
E di questo erano un segnale sicuro anche i dolori al ventre. Dopo soli pochi metri aveva avuto
delle fitte. Ma non era nulla in confronto al dolore psicologico che gli aveva procurato lo
sguardo
freddo e spaventato di Sandra.
Non mi ha riconosciuto.
Sempre che fosse lei.
Marc si trascin gi aggrappato alla ringhiera e si chiese se il suo cervello gli stesse giocando
un
brutto tiro. Era un sogno da cui doveva solo svegliarsi? E cosa significava? Perch sulla porta
c'era
un altro nome? Perch non riusciva a entrare in casa sua? Se era un sogno, perch le dita del
piede
che Sandra gli aveva schiacciato gli facevano sempre pi male?
Marc si ferm, pi o meno fra il primo e il secondo piano. Il suo sguardo cadde su un paio di
stivali da bambina che sembrava stessero aspettando Babbo Natale.
Appartenevano all'unico essere umano fra i vicini con cui, dal giorno del suo arrivo, aveva
scambiato qualche parola. Emily. Durante il fine settimana, quando non pioveva, Emily
preparava il
suo mercatino dell'usato in cortile e vendeva cose che solo agli occhi di una bambina di sei anni
potevano avere un valore. A Marc non serviva niente di quella mercanzia, ma in quel breve
periodo
era gi diventato il suo miglior cliente. Non riusciva proprio a passarle davanti senza comprare
almeno una biglia, un temperino del Libro della giungla o un mazzolino di fiori secchi. Per un
momento si chiese se doveva suonare da sua madre.
Scusi? So che pu sembrarle strano. Lei non mi conosce. Ma potrebbe per favore svegliare
Emily? Dovrebbe convincere la mia defunta consorte che io abito qui veramente, in modo che
mi
lasci entrare in casa mia.
Rise amaramente e comprese per la prima volta perch certe persone stanno sedute su una
panchina del parco e parlano da sole. Poi il ronzio dell'orologio gli ricord di nuovo che era ora
di
assumere le pastiglie. Pastiglie che lo aspettavano nell'armadietto del bagno; in un
appartamento
che per lui era impenetrabile, perch sua moglie, che per era morta, non voleva n riconoscerlo
n
farlo entrare.
Decise per prima cosa di andare alla macchina. Dopo l'incidente, che era avvenuto con l'auto di
Sandra, aveva guidato la Mini metallizzata solo una volta, quando era andato a cambiare la
medicazione. Il dolore quel giorno era diventato cos forte che aveva paura di crollare in
metropolitana. Da allora teneva sempre nel portaoggetti una confezione d'emergenza delle
medicine.
Allora far cos continuava a parlare da solo. Appena il mal di testa fosse diminuito, avrebbe
elaborato un piano.
Forse stava veramente perdendo la ragione. Forse il dolore lo aveva portato alla follia. Ma
finch
era ancora in grado di mettere un piede davanti all'altro, finch riusciva a riflettere
sull'assurdit di
quella situazione, fino a quel momento non avrebbe fatto nessun colpo di testa.
Il suo proposito dur meno di due minuti. Fino al momento in cui si trov davanti alla porta in
balia del vento piovigginoso di novembre e gli fu subito chiaro che la Mini metallizzata non era
pi
nel parcheggio. Cos come erano scomparse anche tutte le altre auto che di solito erano
posteggiate
l. Al posto della sua c'erano dei segnali arrugginiti di divieto di sosta che oscillavano al vento e
che
prima, durante l'incontro con l'infermiera, non aveva notato.
Marc inspir l'aria fredda. Sapeva di foglie umide e di immondizia fradicia, che a causa del
lento
defluire dell'acqua nelle fognature risaliva in superficie. Poi, per calmare le dita tremanti, si
chin
vicino al marciapiede e si allacci le scarpe. In quel momento una volante della polizia gir
nella
strada e percorse lentamente il selciato. Gli ufficiali in uniforme lo guardarono sospettosi,
mentre lo
superavano a passo d'uomo.
Marc si sollev chiedendosi se fosse il caso di fare segno alla pattuglia di fermarsi, ma il
momento pass e la Volkswagen aveva gi svoltato l'angolo.
La rincorse sull'acciottolato, fino all'incrocio, corse sempre pi veloce e fece il giro
dell'isolato,
sebbene sapesse chiaramente di non aver parcheggiato la Mini in una strada laterale. Alla fine si
ritrov senza fiato di nuovo davanti alla porta di casa sua e guard in alto. Al terzo piano, l
dove
doveva esserci la camera con tutte le casse del trasloco ancora piene, dove i quadri erano
appoggiati
sul laminato del pavimento e l'acquario vuoto fungeva da pattumiera, proprio l, in quel
momento,
qualcuno si ritraeva dietro le tende. Qualcuno con lunghi capelli biondi.
Bene. Adesso basta con questa farsa.
Marc cerc il cellulare nelle tasche, in cui aveva ancora il modulo e una scatola vuota di
pastiglie. Non aveva chiesto spesso aiuto nella sua vita ma ora, da solo, non poteva farcela.
Prima di tutto chiamo casa mia e vediamo se risponde Sandra. Poi telefono a Constantin e
forse
persino alla polizia...
Merda, cos' questo? esclam, ancora a se stesso. Spense ancora il telefono e lo riaccese. Ud
il solito suono, sfior con il pollice il vecchio graffio, guard il noto sfondo di nuvole del
salvaschermo e tuttavia sent che il telefono gli era estraneo.
Niente.
Non un solo nome. Tutta la sua rubrica era stata cancellata. Non c'era pi nessuno che potesse
chiamare.
16.
No, Lucas  il cognome. Con la C. S, tutti e due con la C, sia Marc che Lucas, li ha cercati
cos?,
Marc pose la mano sul microfono del cellulare e si rivolse al tassista della Mercedes su cui era
appena salito: Karl Marx Strae, Hhe Hasenheide.
L'uomo digit le indicazioni della destinazione, tir su col naso e alz la radio a tutto volume. Il
suono tintinnante di un sitar indiano fuoriusc dall'altoparlante.
Niente? La targa  B-YG12. Okay, va bene. Allora non  stata rimorchiata? Grazie.
Termin la chiamata con il deposito della polizia, con cui era stato messo in comunicazione dal
servizio clienti del suo gestore telefonico.
Subito dopo venne scagliato sullo schienale in plastica dalla incredibile velocit con cui la
macchina correva, pur essendo un diesel. Cerc la cintura di sicurezza, ma era scivolata dietro
allo
schienale ribaltabile.
Cerca qualcosa? chiese l'autista pelato, fissandolo con diffidenza dallo specchietto, da cui
ciondolavano due dadi di feltro. Contemporaneamente sollev il braccio sformato dagli
anabolizzanti sul poggiatesta del sedile a fianco. Con la pipa in bocca sarebbe stato la perfetta
imitazione di Braccio di Ferro.
S, in effetti cerco qualcosa. Ho appena visto mia moglie. E vorrei allacciarmi la cintura
proprio
per non fare la sua stessa fine. In effetti  morta, sa?
No, tutto a posto rispose Marc. Avrebbe voluto passare nel sedile a fianco, ma a Braccio di
Ferro non sarebbe piaciuto troppo avere un passeggero dietro la schiena. Cos rimase dov'era,
senza
cintura, guardando fuori dal finestrino.
Non si era mai sentito cos solo come allora, neppure nei momenti peggiori del lutto.
Eiano passati solo cinque minuti da quando aveva fissato il display vuoto del telefono. Cinque
minuti in cui aveva realizzato che aveva perso il collegamento con la sua vita, nel vero senso
della
parola. Si era ritrovato spesso con gli amici a discutere su come il mondo sarebbe uscito dai
binari
se all'improvviso non ci fosse stata pi la corrente elettrica. Eppure non aveva mai pensato che
la
perdita del suo telefono avrebbe rappresentato un disastro altrettanto sconvolgente. In una
comunit
in cui il cellulare non era pi solo un mezzo di comunicazione, ma un computer con cui si
gestiva
interamente la propria vita sociale, non c'era mezzo pi semplice che rubare la carta SIM a
qualcuno per tagliare i fili del suo mondo.
Negli ultimi anni non aveva mai, neppure una volta, digitato un numero per telefonare a
qualcuno, ma lo aveva sempre selezionato sulla rubrica digitale. Per chiamare Sandra,
Constantin,
la collega Roswitha, l'amico di studi Thomas e gli altri contatti pi stretti, doveva solo scegliere
premendo un tasto. L'unico numero che ricordava a memoria era quello che ora gli serviva di
meno:
il suo. Tutti gli altri li aveva memorizzati, chiss quando, sotto il nome del loro proprietario e
poi
dimenticati.
Imparare a dimenticare.
Marc cerc di nuovo nei vari sottomen: tra contatti, numeri recenti, chiamate senza risposta,
SMS e MMS. Nulla. Alla clinica qualcuno doveva aver azzerato tutta la memoria. Di proposito
o
involontariamente. Il risultato era lo stesso: era stato scollegato dal resto del mondo. Certo,
c'era
ancora il servizio clienti per le informazioni, ma non gli sarebbe servito a ottenere il numero
privato
di Constantin Senner. E al momento, se c'era qualcuno che poteva aiutarlo, quello era suo
suocero.
Se da un lato era come lui distrutto e sofferente per Sandra, dall'altro era un medico. Se Marc si
trovava davvero in uno stato di confusione mentale, Constantin avrebbe saputo cosa fare. Il suo
amico Thomas si sarebbe slogato le spalle a forza di stringerle e gli avrebbe dato solo dei
consigli
inutili: Fai controllare la clinica dove sei stato oggi, parla con la polizia, chiama un fabbro per
la
porta dell'appartamento.
Cosa non semplice se uno aveva dimenticato in casa i documenti d'identit e non era ancora
registrato ufficialmente a un indirizzo. Il trasloco era stato solo tre settimane prima.
Thomas avrebbe guardato continuamente l'orologio e lo avrebbe pregato di parlare sottovoce
per
non svegliare il bambino, cosa che avrebbe fatto infuriare sua moglie. Marc si domand cosa gli
fosse accaduto negli ultimi anni, per non curare le proprie amicizie. In effetti c'era solo una
persona
nella sua vita, e questa, sei settimane prima, aveva donato il suo corpo alla ricerca scientifica.
Sandra.
Non si era sentito pronto per recarsi in patologia, dove il suo cadavere veniva sezionato dagli
studenti di medicina. Infatti fino a quel momento non era stata fissata alcuna data per la
sepoltura
ufficiale.
Cosa fanno stasera? grid il tassista verso di lui. Non gli pass neppure per la testa di
abbassare la radio.
In che senso? chiese Marc confuso.
Ma s, a Huxleys. Chi suona stasera?.
Ho l'aria di uno che sta andando a un concerto rock?
Non ne ho idea. Io sto correndo in ufficio.
Braccio di Ferro diede un'occhiata allo specchietto retrovisore, tir ancora su col naso e fece
una
faccia da cui si capiva chiaramente cosa ne pensasse del tipo di lavoro che uno poteva svolgere
in
quella zona.
Io sono un Asienfreak afferm il tassista soddisfatto. Evidentemente si aspettava un
apprezzamento per il fatto che uno, anche se palestrato, avesse dei gusti musicali fuori dal
comune.
Marc cerc di ignorarlo. Gli occorreva tutta la sua concentrazione per mettere in fila le
domande a
cui la ragione non trovava risposta: Perch non riesco a entrare in casa mia? Se Sandra 
morta
come pu aprirmi la porta? Se invece  viva, perch non mi riconosce?
Cosa fa di lavoro? insistette l'autista. Ora doveva urlare per superare non solo la radio, ma
anche l'incomprensibile gracchiare della centrale di trasmissione.
Non c' da stupirsi se non riesco a mettere insieme un ragionamento.
Di primo acchito, aveva pensato di andare da Constantin. Ma poi si era ricordato che nel suo
computer, alla Spiaggia, aveva salvato un back-up completo del telefono. Inoltre le poche
monete
rimaste in tasca non bastavano per il lungo viaggio fino alla villa della famiglia, a Sakrow, e
nemmeno per la clinica privata del suocero, in Heerstrae.
01621...? Marc si lambiccava il cervello. Il numero del cellulare di Sandra e quello di suo padre
avevano lo stesso prefisso. E sapeva che quello di lei finiva con 66.
I numeri del diavolo aveva scherzato lei una volta. Purtroppo non aveva altri espedienti
mnemonici per ricostruire le quattro cifre centrali che mancavano. Si sent proiettato indietro, ai
tempi della scuola quando nel cortile lui e Benny volevano scassinare i lucchetti delle biciclette.
Era
assolutamente impossibile riuscire a individuare la giusta combinazione del numero telefonico.
Okay, una cosa alla volta. Adesso vai in ufficio, carichila memoria del telefono, prendi del
denaro e poi ti riappropri della tua vita. Della tua identit.
Il tassametro segn dodici euro e trenta e nel cervello di Marc si fece strada un sospetto.
Inizialmente cerc di ignorarlo, ma cap subito che se davvero voleva sapere cosa stava
accadendo
intorno a lui, doveva verificarlo. Se qualcuno aveva manipolato il suo cellulare, allora solo con
il
telefono di un estraneo poteva verificarlo.
Mi scusi?.
Tenne il telefonino in modo che l'autista non potesse vederlo e si pieg verso di lui.
Pu farmi un favore?.
Braccio di Ferro tolse di colpo il piede dal gas e accost a destra, sebbene mancassero duecento
metri alla destinazione.
Non pu pagare, per caso? chiese minaccioso, voltandosi. Marc infil il telefono sotto la
coscia.
No, no. Penso di aver perso il telefono. Pu provare a chiamarmi?.
Marc indic il telefono dell'autista, che era appeso vicino al tassametro in un sostegno di
plastica. Fungeva anche da navigatore.
Perso? Ma se era al telefono quando  salito!.
Merda.  Era cos stordito che non ci aveva pensato.
Questo  il mio secondo telefono. Ma il BlackBerry  sparito ment astioso. Lo scetticismo
del
tassista non era da sottovalutare.
Lei  gay? chiese.
Ma come le viene in mente?.
Eh s,  un vecchio trucco. Io la chiamo cos lei ha il mio numero. Ma io non sono uno di
quelli.
Anche se porto della roba di pelle, non vuol dire che....
No, stia tranquillo. Io voglio veramente sapere se ho perso il mio telefono di lavoro o se 
rimasto dalla mia ragazza. Potrei chiamarmi da solo, ma in questo ho finito il credito. Estrasse
il
telefono da sotto la coscia.
L'autista aggiunse ancora: Comunque il mio numero  nascosto.
Vede allora, che problema c'?.
Braccio di Ferro allung il bicipite, sbuff scocciato, strapp quasi con forza il telefono dal
sostegno e digit il numero che Marc gli dettava.
Suona disse dopo poco e allontan il telefono dall'orecchio.
Marc sentiva squillare piano, sebbene il display del suo cellulare non mostrasse nessuna
chiamata entrante.
Allora ho ragione. Hanno semplicemente tolto la carta SIM. Ma per quale motivo?
Non aveva detto che l'aveva lasciato da un'amica? il tassista interruppe i suoi pensieri.
S?.
Qua per c' un uomo.
Cosa?.
Braccio di Ferro gli allung il telefono.
Pronto? ripeteva una voce profonda dall'altro capo, mentre lo portava all'orecchio.
Scusi, di sicuro ho sbagliato.
Non c' problema. Chi cercava?.
Marc disse il suo nome e stava per chiudere, quando l'altra voce rise cordialmente. Be', allora
non ha sbagliato, cosa desidera?.
Come prego?.
Il telefono minacciava di scivolargli dalle dita sudate, e il suo battito sembrava accelerato il
doppio.
Dunque, Marc Lucas sono io disse l'estraneo dall'altra parte del telefono con due C.
Ridacchi. Mi scusi un attimo, torno subito.
Si sent un fruscio, e la voce attutita dell'uomo: Cosa c' tesoro?.
Poi a Marc cadde di mano il telefono. Subito dopo aver sentito la risata della donna in
sottofondo.
Sandra.
17.
Ehi, il suo resto! gli url dietro il tassista, ma Marc non si volt. Doveva uscire
immediatamente dall'auto. Fuori, all'aria aperta, anche se sapeva che i conati di vomito non
sarebbero cessati. Di solito la nausea lo attaccava subito dopo aver preso le sue medicine. Ora
per
era stata causata dalla telefonata a quell'uomo.
Uno sconosciuto che si chiama come me? Che vive la mia vita?
Il taxi si era fermato dalla parte sbagliata. Nonostante la stanchezza Marc cerc di correre gli
ultimi cento metri verso l'incrocio che doveva attraversare per arrivare al suo ufficio, ma dopo
pochi passi ebbe le fitte. Una volta poteva correre dieci chilometri senza problemi.
Dall'incidente le
sue condizioni sembravano quelle di un malato di cancro. E ora, dopo gli ultimi avvenimenti
della
giornata, non c'era neppure da meravigliarsene.
Constantin sosteneva che il suo stato complessivo di debolezza non dipendeva soltanto dagli
effetti collaterali dell'immunosoppressore che serviva a impedire che la scheggia nella sua testa
si
spostasse.  la tua anima che, pur essendo fuori allenamento, vuole affrontare ora una specie
di
maratona gli aveva spiegato, per convincerlo a sottoporsi a cure mediche.
Marc si premette la mano sul fianco e cerc di respirare come gli aveva insegnato suo fratello.
Molto tempo prima, quando erano ancora piccoli e dovevano regolarmente scappare dal
controllore
della metropolitana, molto prima che tra loro due si radicasse l'odio.
Sto impazzendo afferm. Come sempre c'erano pochi passanti per la strada, e n il
giornalaio,
n la coppietta di studenti o la famiglia straniera e numerosa si stupirono vedendo uno che
mormorava tra s scuotendo la testa. Non a Berlino. Non in quella zona.
O sono impazzito o alla clinica mi hanno fatto qualcosa si disse.
Poco dopo l'incrocio arriv davanti a una farmacia le cui serrande erano abbassate, ma dentro si
intravedeva ancora una luce. Guard l'ora. 21.57. OGGI DI GUARDIA, diceva un cartello sulla
vetrina. Per la prima volta in quel giorno sembrava che almeno una piccola cosa andasse per il
verso
giusto.
Gli restavano tre minuti per prendere le medicine. Marc suon. Subito dopo giunse alle sue
spalle un uomo con un sacchetto di plastica che si accese una sigaretta. Nel riflesso della porta a
vetri, pot notare che al tipo sanguinava il naso. Aveva al massimo diciotto anni, forse meno. La
sua
figura riflessa scomparve quando da dentro venne aperto lo sportello di vetro e un farmacista
dall'aria stanca fece un cenno con la testa, senza salutare. In mano aveva ancora il telecomando
con
il quale fino a quel momento aveva saltellato da un canale all'altro indisturbato. Marc prese
l'astuccio vuoto delle pastiglie e lo allung all'uomo, che rispondeva al nome di A. Steiner,
come
diceva la targhetta sul camice.
Axemnosphal? lesse incredulo sulla parte posteriore, come se Marc avesse chiesto
dell'eroina.
Ha una ricetta?.
Marc scosse la testa. Fino a quel momento l'aveva avuto sempre dalla farmacia della clinica,
quando andava a medicarsi.
Mai sentita disse il farmacista e barcoll sui sandali sanitari verso il bancone. Marc sent che
diversi cassetti di un armadio metallico venivano aperti e richiusi.
E vorrei anche dell'aspirina e della metoclopramide in gocce gli grid.
Il teppista dietro di lui sbuffava impaziente e gli soffiava il fumo della sigaretta dritto sul collo.
Steiner aveva terminato la sua ricerca e torn verso Marc con una piccola busta in mano.
Ho guardato. Non lo abbiamo. Ma se vuole tornare domattina, potrei ordinarglielo.
Maledizione. Non posso aspettare fino a domani.
Il farmacista depose la bustina con le altre medicine nella piattaforma dello spioncino e prese la
carta di credito di Marc. Si era portato appresso l'apparecchio per risparmiarsi della strada.
No, da me  rimasto solo un guanto. Torno subito, bimba....
Marc si volt verso il tizio che stava parlando con la sua ragazza.
...e poi continuiamo, okay?.
Continuiamo? Cosa avranno cominciato a fare per spaccarsi il naso a quel modo?
Ne ha un'altra? gli stava domandando il farmacista, per cui si volt di nuovo verso lo
sportello.
Come dice?.
Steiner mostr il display del suo lettore.
CARTA NON VALIDA.
Non pu essere,  nuova di zecca. Marc gli allung l'American Express, ma l'apparecchio
rifiutava anche quella, e il farmacista cominciava a spazientirsi.
Oppure pu pagare in contanti, dottor Lucas. Quattordici euro e novantacinque.
Oppure sposta il suo culo da un'altra parte e lascia passare un caso pi urgente sent
imprecare
da dietro. Marc non reag n a Steiner, n a Naso Rotto. Perch in quel momento vide nel
riflesso
del vetro che dalla parte opposta della strada si era accesa una luce in un locale.
Alla Spiaggia! Nel suo ufficio.
Torno subito disse, e afferr la busta dei medicinali.
Ehi! url il farmacista allibito.
Non si preoccupi, lavoro l. Vado a prendere il denaro, okay?.
Non poteva stare a discutere. Doveva entrare nel suo ufficio, andare alla sua scrivania. L aveva
tutto quello che gli serviva per ritrovare la sua vita: denaro in contanti nel cassetto chiuso e i
numeri
di telefono nel computer.
Quindi spinse da parte il ragazzo e corse su per Karl Marx Strae, che nonostante l'ora tarda era
ancora trafficata come le strade principali di una piccola citt.
Ehi! grid dall'isola pedonale in mezzo alla strada. Un'auto sportiva pass su una
pozzanghera e spruzz volutamente i suoi jeans all'altezza delle cosce, ma non se ne accorse
nemmeno e grid una seconda volta all'uomo che proprio davanti alla porta del suo ufficio si
inginocchiava e stava per mettere un lucchetto alla saracinesca calata.
Il tizio indossava una felpa nera con il cappuccio tirato sulla testa come quello di un monaco,
pertanto, anche dalla breve distanza, non riusciva a distinguere il suo viso.
Ehi, aspetti! grid Marc quando finalmente gli fu davanti. Chi  lei?.
Ah, chiamava me? l'uomo lo guard.
Era circa sulla trentina, piuttosto alto, e indossava jeans sbiaditi e scarpe da tennis in cui i piedi
di Marc sarebbero potuti entrare anche per orizzontale. Per evitare le gocce di pioggia, si
scherm il
volto con la mano aperta.
Cosa succede? chiese abbastanza amichevolmente e si alz, superando Marc almeno di due
teste.
Lei chi ?.
E chi  che vuole saperlo?.
Il responsabile dell'ufficio che stava per chiudere proprio ora, e siccome non la conosco, mi
chiedo che cosa ci faccia qua. Chi le ha dato la chiave?.
L'uomo si guard intorno, come per cercare testimoni, poi sogghign strafottente verso Marc.
Che giorno  oggi?.
Il 12 novembre. Cosa c'entra con la mia domanda?.
Ah, pensavo che fosse il 1 d'aprile.
Marc guard irritato l'estraneo mentre afferrava una cartella e poi cercava di allontanarsi.
Vuole prendermi in giro?.
L'uomo guard brevemente sopra le spalle. Ha cominciato lei.
Si allontanava sempre di pi dalla Spiaggia e Marc faticava a tenere il passo.
Aspetti. Si fermi. O chiamo la polizia! grid e si sent abbastanza ridicolo nel farlo.
E per fare cosa?.
Per denunciare un'intrusione nel mio ufficio.
Nel suo ufficio?.
S.
Il gigante si ferm.
Come pu accadermi tutto questo in un unico giorno? si chiese e guard in alto, nel cielo
buio.
Le gocce di pioggia che cadevano sul suo volto non rasato ora sembravano non disturbarlo pi.
Marc prov la strana sensazione di avere gi visto quel tipo.
Buon uomo, io sono il responsabile di questo ufficio. E non ho nessuna idea, invece, di chi sia
lei.
Ma  ridicolo grid Marc e tir fuori il suo mazzo di chiavi.
Poi corse i dieci passi indietro verso l'ufficio, mentre lo sconosciuto scuoteva la testa,
rimanendo
sotto la pioggia.
Mi chiamo Marc Lucas e io....
Si blocc e fiss incredulo il lucchetto della serranda: era stato cambiato. Non possedeva alcuna
chiave per quel grosso cilindro. Tuttavia prov una chiave dietro l'altra, finch ud una voce
direttamente dietro di lui.
Marc Lucas?.
Annu.
Mai sentito.
Marc si alz.
Va bene. Allora chiami Rosi.
Rosi?.
La mia assistente. Smista le pratiche burocratiche qui.
No, lei si sbaglia. Qui non lavora n un Marc Lucas n una....
Adesso ne ho abbastanza lo interruppe Marc brusco. Io pretendo che lei chiami subito
Roswitha Bernhard.
Okay, okay. L'uomo alz entrambe le mani per tranquillizzarlo e prese il telefono. Era
evidente che stava cercando di andare incontro alle richieste pi facilmente evadibili del suo
imprevedibile interlocutore.
Mi dica il numero di questa Rosi.
Marc si tocc la testa e strinse gli occhi.
Il numero. Maledizione. Non sono pi nemmeno sicuro del mio.
Non lo so. Segu una lunga pausa in cui anche la pioggia rallent. Tutto parve diventare
silenzioso e fermo. Il tempo, il traffico, il vento. Solo il suo dolore interno scorreva veloce.
Le  successo qualcosa?. Da una grande distanza gli giunse la voce dell'uomo. Per la prima
volta sembrava seriamente preoccupato.
Io... non lo so.
Lei ha l'aria di non stare per niente bene. I suoi occhi... Si  fatto vedere?
No, sono gli effetti collaterali....
Sta assumendo degli psicofarmaci?.
Un alito di compassione vel la voce dell'estraneo.
Marc cerc di inficiare l'ingannevole convinzione che ora doveva avere quell'uomo. S, ma
non
 questo il punto.
Non sono uno psicopatico. Almeno stamattina non lo ero.
Trasal quando sent la mano sul suo avambraccio.
Il colosso sembrava un giocatore di basket. Di certo era un fumatore, perch standogli vicino
Marc respirava l'odore della nicotina che gli aveva intriso i vestiti.
Senta continu con voce affabile il sedicente responsabile dell'ufficio. Il mio lavoro
consiste
proprio nell'occuparmi dei problemi degli altri, e oggi ho gi fallito una volta. Posso almeno
provare ad aiutarla? Che ne direbbe se lasciassi aspettare mia moglie ancora una mezzoretta e
l'accompagnassi a casa?.
A casa.
Marc rise sarcastico, ma l'estraneo non moll la presa.
C' qualcuno che potremmo contattare?.
Lo sguardo dell'uomo si pos sulla fede di Marc. Lei  sposato?. La risata di Marc divenne
ancora pi disperata. Cess di ridere di colpo e indic la porta dietro di s.
No, non voglio andare da nessuna parte. Devo entrare l dentro.
Il sorriso dell'uomo scomparve.
Mi dispiace ma non posso. Alla Spiaggia  proibito l'ingresso agli estranei fuori dall'orario di
apertura. Ma le propongo un'altra cosa. Andiamo in ospedale....
No. Niente ospedale.
... dove potranno aiutarla e....
No, non voglio tornare... anche se...
... la visiteranno....
Perch no? La clinica.
Marc si volt di lato e vide che, dall'altra parte della strada, il farmacista era davanti alla porta e
gridava qualcosa di incomprensibile nella sua direzione, probabilmente che voleva i suoi soldi.
Pi
tardi sarebbe andato a scusarsi, e in ogni caso il farmacista aveva trattenuto la sua carta di
credito.
Lo avrebbe pagato l'indomani, in tasca gli restavano solamente quindici euro, che forse
bastavano a
malapena per togliersi da quell'incubo.
Maledizione, perch non mi sono segnato il numero dell'infermiera? Leana Schmidt?
Non l'aveva neppure ascoltata quando lei gli aveva comunicato il suo numero, e adesso non si
capacitava di come avesse potuto sbarazzarsi dell'unica persona che poteva confermare la sua
identit. E che si portava appresso quindicimila euro.
Va bene, allora venga con me disse Marc all'uomo, e lo prese sottobraccio.
Cosa? Ma dove?. Il giocatore di basket cerc di scuotersi da Marc, che per si era
avvinghiato
alla sua giacca.
Andiamo alla polizia.
Non se ne parla proprio!.
Oh, s invece, se ne parla eccome. Dopo vediamo chi di noi due ha bisogno di cure.
Ho detto di no. Non ci torno di nuovo laggi.
Lo stupore improvviso spinse Marc a lasciare la presa.
Di nuovo? ripet.
Ho trascorso tutta la giornata alla stazione di polizia e sono ben felice di essere uscito.
La polizia  stata qui?. Marc indic l'ingresso della Spiaggia. In ufficio?.
S, ovvio. Ma mi guardi bene. L'uomo si tolse il cappuccio. Non le pare di avermi gi visto,
oggi?.
S, ma non so dove.
Non ha guardato il notiziario?.
No, perch?.
Beato lei. Si  risparmiato la faccenda di Julia.
Julia?.
La ragazzina suicida della piscina di Neuklln.
L'uomo risollev il cappuccio sulla testa e, con l'andatura tipica delle persone troppo alte, si
diresse verso l'auto parcheggiata al bordo della strada.
Marc rest pietrificato, ed ebbe la sensazione che quell'uomo, andandosene, si stesse portando
via un altro stralcio della sua vita.
Cosa le  successo? gli url dietro. Me lo dica: cosa  successo?.
L'uomo aveva gi la mano sulla portiera quando si volt un'ultima volta e lo guard con occhi
stanchi che esprimevano un dolore profondo, occhi che Marc aveva visto poche volte prima.
Non ho potuto impedirlo, maledizione disse, e moll un calcio contro le ruote della sua auto.
La sua voce venne quasi del tutto inghiottita dal rumore del traffico alle sue spalle.
Julia si  buttata.
18.
Quello da cui un uomo trae la sua forza pi grande  al contempo il suo punto pi debole  la
sua
famiglia. Non per niente una delle tradizioni mafiose  quella di non uccidere il nemico, ma i
suoi
affetti pi cari: i genitori, gli amici, la moglie e, ovviamente, i figli. Soprattutto questi ultimi
rappresentano il tallone di Achille di un uomo. Ancora di pi se sono femmine, come quelle di
Ken
Sukowsky. Due di loro, di cinque e sette anni, avevano passato il pomeriggio a giocare in
giardino
con le foglie: le rastrellavano in mucchietti e poi vi si lasciavano cadere sopra. L'altra, pi
piccola,
era stata costretta a osservare le sorelline dalla finestra, avvolta in una pesante vestaglia. Era
raffreddata e doveva restare al caldo. O almeno cos supponeva Benny, che dall'inizio del
pomeriggio sorvegliava la casetta dei Sukowsky. Nel frattempo si era fatto buio e la luce era
stata
accesa a ogni piano dell'abitazione.
Non dovr aspettare ancora molto...
Benny lanci un'altra occhiata al foglietto stropicciato che aveva in mano, la lista che aveva
preparato negli ultimi giorni in clinica. L'aveva scritta con i pastelli a cera, poich ai pazienti
non
era consentito possedere oggetti appuntiti. Dall'udienza in cui era stato deciso il suo rilascio,
aveva
aperto e ripiegato il foglietto cos spesso che gli angoli erano consumati. Anche se era fuori da
pochi
giorni, due dei dieci nomi erano gi stati depennati.
Benny ripose il foglietto sottile nel vano portaoggetti. Poi tir verso il basso la spalla destra e
inclin il capo, allungando il collo finch le vertebre non schioccarono. I crampi stavano per
arrivare. L'auto a noleggio che gli aveva procurato Valka era perfetta per quel genere di
sorveglianza: i sedili si abbassavano con un colpo solo, il riscaldamento rimaneva acceso, e
inoltre
non era troppo elegante o troppo economica e poteva tranquillamente passare inosservata tra le
auto
del Westend.
Benny sbadigli. Durante la lunga attesa non si era dato pace, chiedendosi come fosse riuscito a
infilarsi in quel pasticcio con Valka.
La loro storia era tipica per un luogo come Berlino, la citt dei sogni adolescenziali. La capitale
poteva essere considerata il grande ospizio dei poveri della Germania, e chi voleva far carriera
non
aveva molte possibilit di lavorare nell'alta finanza, nel management industriale o nei grandi
uffici
legali. I lavori ben pagati erano rari come le strade prive di escrementi di cane. Ovunque, tanto
nel
mare di luci di Potsdamer Platz quanto fuori, nel Grunewald berlinese, si poteva facilmente
intuire
che quasi un quarto degli abitanti usufruiva del sostegno sociale, e almeno il quaranta per cento
dei
bambini viveva sotto la soglia di povert. Bambini che  senza alcuna eccezione  potevano
permettersi di sognare solo un futuro nel mondo del calcio o, come era stato per lui, della
musica, se
volevano diventare abbastanza ricchi da permettersi auto veloci e un sacco di donne senza
possedere alcuna laurea.
Benny chiuse gli occhi e ripens al passato, che aveva plasmato irreparabilmente quel suo
presente. All'inizio Marc non lo aveva voluto nella band, pi che altro per principio: certo
Benny
non sapeva cantare o suonare, ma nemmeno gli altri. Questo non impediva per al resto del
gruppo
di ispirarsi ai successi dei Cure, dei Depeche Mode o di altri miti. Si chiamavano N.R., i New
Romantics, si conciavano come Robert Smith e, ogni due sere, provavano nella cantina di un
impresario di pompe funebri.
Il negozio era di Karl Valka, il padre di Eddy, che aveva messo a loro disposizione un ambiente
vicino alla cella delle salme. In cambio dovevano sopportare suo figlio come batterista. Un tipo
sovrappeso e irascibile che, invece di suonare, voleva fare il cantante. Ma quel ruolo era di
Marc, la
cui voce, lungi dall'essere perfetta, era comunque sempre molto pi armonica di quella di
Valka.
All'inizio suonavano talmente male che il padre di Eddy ci scherzava sopra, dicendo che gli
avrebbero rovinato gli affari svegliando i morti. Poi avevano cominciato con i concerti a scuola,
alle
feste private e a quelle aziendali. Non erano diventati pi bravi, ma pi famosi  e
contemporaneamente erano arrivati i guai.
A quei tempi ancora non c'erano bande come quelle americane. Tra le compagnie dei ragazzi
nessuno possedeva armi e le liti di strada si risolvevano a pugni e senza coltelli. Ma a ogni
concerto
aumentava la rivalit con le band delle altre scuole. L'antagonismo con i Psychs era piuttosto
accanito, anche se la loro musica era molto pi simile alle sirene dei cantieri che al ritmo del
Rockabilly.
Col crescere della fama del fratello, Benny era diventato sempre pi asociale. Le ciglia lunghe, i
capelli ricci e i lineamenti del viso troppo dolci gli conferivano i tipici tratti della vittima.
Sarebbe
stato pi adatto a giocare al tennis club di Zehlendorf, piuttosto che al bigliardino in un centro
diurno di Neuklln. Marc aveva cercato di proteggerlo per un po', accompagnandolo a scuola
con la
metro anche quando l'orario non combaciava con il suo. Ma non poteva essere sempre con lui,
soprattutto se avevano le prove o un concerto. E cos era accaduto l'inevitabile. Una sera Benny
era
stato riempito di botte da due tipi degli Psychs. C'era voluta un'intera settimana prima che
potesse
camminare nuovamente. E un'altra prima che il dolore alla mandibola slogata diminuisse.
Marc era impazzito di rabbia. Quei maiali avevano colpito l'anello debole della catena. Quel
giorno lui e Valka avevano elaborato due piani gravidi di conseguenze dando inizio alla loro
storia
tragica: per prima cosa avevano fatto entrare Benny nella band. Purtroppo non era
assolutamente in
grado di suonare nessuno strumento, pi per mancanza di talento che per l'assenza di una
formazione artistica, ma questo era ritenuto un problema secondario. Fu proprio Valka a intuire
che
l'intelligenza sensibile di Benny sarebbe stata molto utile per organizzare i loro spettacoli,
amministrare i soldi e contrattare con i promotori dei concerti. E cos il fratellino sensibile era
diventato il manager. Benny scriveva anche poesie malinconiche per i testi delle loro
composizioni,
ma questo, naturalmente, non era stato molto pubblicizzato. Da quel momento i New Romantics
decisero di salvaguardare la loro incolumit durante i concerti, sul palcoscenico e all'esterno,
assumendo come buttafuori i ragazzi pi forti della scuola. Quello era stato l'inizio della
carriera di
Valka nel racket dei buttafuori di Berlino, organizzazione in cui Benny, qualche anno pi tardi,
aveva trovato posto come contabile.
Benny apr gli occhi e sussult quando not un movimento in casa.
Okay,  ora.
Nel giardino d'inverno, che veniva usato come studio, c'era un ometto grassoccio appoggiato
alla scrivania.
Benny prese il giornale dal sedile a fianco e si gir.
LA MORTE  IN AGGUATO DAVANTI ALLA PORTA
Questo diceva l'azzeccato titolo in ultima pagina. Dal vecchio lampione ricadeva sull'auto una
luce fioca, nella quale le parole dell'articolo erano poco leggibili. Ma non importava: le
conosceva a
memoria, ed era ovvio che Eddy fosse furioso.
Il nome di Valka non veniva mai fatto, ma era chiarissimo a chi si riferisse il giornalista. Ken
Sukowsky stava coscienziosamente eseguendo i suoi compiti, quando, prima di continuare a
scrivere il nuovo articolo esplosivo, si interruppe per un breve bacio della buonanotte ai suoi
cari.
Benny ripose il giornale e attese ancora mezz'ora. Quando tutte le luci, a parte quella dello
studio, furono spente, si alz.
Vide Ken tornare nella stanza illuminata con un bicchiere di whisky in mano e sedersi alla
scrivania, perci si nascose. Rabbrividendo, Benny ripens alle parole di Valka.
Novantamila euro, Benny. Mi hai chiamato quattro settimane fa e io ti ho fatto il piacere.
Met
te li ho portati in manicomio. L'altra l'ho trasferita sul conto cecoslovacco di quel merdoso
dottore. Esattamente come hai voluto tu.
Benny apr il cancello e pass davanti ai mucchietti di foglie. A ogni passo gli doleva la gamba
destra.
Ti avevo avvisato che sarebbe finita male, ma tu non mi hai ascoltato, e adesso la grana 
sparita.
Per un po' rimase in piedi davanti alla porta.
Ti sei fatto truffare  con i miei soldi. Ma io ti voglio bene, Benny. Ti sei occupato dei miei
libri
contabili per tanto tempo e non mi hai mai derubato. Perci ti offro la possibilit di estinguere
il
tuo debito. Lavorando per me.
Benny buss piano. Una prima volta. Poi, dopo una breve pausa, una seconda.
Fai in modo che Sukowsky non possa pi scrivere stronzate sul mio conto.
Quando sent il cigolio della sedia girevole nel giardino d'inverno, estrasse le cesoie dalla tasca
della giacca.
Fallo secco.
Inizi un lento conto alla rovescia. Al quattro si apr la porta.
Ken Sukowsky?.
L'uomo lo guard sorpreso, ma con fare amichevole. S, prego?.
E come prova devi portarmi quelle dita di merda con cui ha scritto il suo merdoso articolo.
 rimasto a piedi? Posso aiutarla?.
No.
Benny scosse la testa e strinse le cesoie. Su una delle due lame si vedeva ancora il sangue
dell'ultima vittima torturata da Valka nel retrobottega del negozio.
Considerala come una terapia per l'H.S.P., piccolo. Devi sfogare la rabbia, vedrai che
funziona.
Non c' pi nulla che possa aiutarmi. Mi dispiace. Con queste parole Benny fece irruzione
nella casa.
19.
Un altro taxi, un'altra autista. E ancora sempre lo stesso incubo. Marc abbass il finestrino per
assaporare un po' di aria fresca, ma dovette richiuderlo subito perch la donna all'altro capo del
telefono, di cui aveva ottenuto il numero tramite l'elenco abbonati, non riusciva pi a sentirlo.
Mi dispiace, ma non sono autorizzata.
Ma sono il genero.
Cosa che per, al telefono, non sono in grado di appurare, dottor Lucas.
Marc sbuff furioso e pos lo sguardo assente sull'auto che si era appena affiancata al
semaforo.
Due bambini gli stavano facendo la linguaccia dal sedile posteriore, e risero quando lui li
guard.
Allora lo chiami, per favore la supplic.
Non  possibile, mi spiace, il professore sta operando. Gliel'ho appena detto, se permette.
Non pu essere vero.
Quell'infermiera dell'accettazione la conosceva, soprattutto da quando andava a medicare la
ferita. Sapeva che aveva un cane, che si laccava le unghie della mano destra con colori diversi
fra
loro e che, mentre era al telefono, colorava le lettere sul registro dell'accettazione. E sapeva che
lei
lo conosceva bene. Ma al telefono lo stava trattando come un estraneo. Gentile ma distaccata. E
pi
lui si faceva insistente, pi dalla voce di lei svaniva anche quella parvenza di gentilezza.
Va bene, allora potrebbe almeno dirgli che dovrebbe chiamarmi non appena esce dalla sala
operatoria? Si tratta di un'urgenza.
Marc stava per chiudere quando fu colto da un dubbio. Aspetti un attimo, la prego. Riesce a
vedere il mio numero sul display?.
Cazzo. Di sicuro con il mio solito numero Constantin non riuscir a chiamarmi.
No,  nascosto. Ma se lei  il genero, il professore sapr di certo il suo numero. L'infermiera
non fece nulla per celare il cinismo nella sua voce.
S, certamente.
Marc chiuse la comunicazione, pos la fronte sul poggiatesta del sedile davanti e si massaggi
le
tempie. La fredda pelle sintetica e la lieve pressione dei pollici alleviarono un po' il mal di testa.
Perch accidenti aveva comprato l'aspirina effervescente?
Tutto bene l dietro?.
Marc ridacchi sommessamente.
Tutto bene?
S, se uno non tiene conto che una ragazzina a cui quel giorno aveva salvato la vita era morta,
mentre invece la moglie, che poco tempo prima giaceva all'obitorio, era viva ma non lo
riconosceva pi. A parte questo, tutto bene.
Ha presente quei giorni in cui il mondo gira alla rovescia? chiese, osservando per la prima
volta l'autista. In un annuncio per cuori solitari, avrebbe probabilmente descritto se stessa come
femminile, con tutte le curve al posto giusto. In effetti, le sue curve riempivano tutto il sedile
su
cui si trovava, dalla portiera al cambio.
S, quei giorni in cui si dice Fermate il mondo, voglio scendere? rise lei.
La sua risata era simpatica e si adattava bene al tessuto vivace e colorato in cui aveva
avviluppato le carni generose.
Considerando le treccine rasta che le penzolavano dalla testa, Marc avrebbe scommesso che
quella specie di abito in cui si era infagottata fosse moda afro.
Oh, certo che lo so di cosa sta parlando, amico.
S, figurati se lo sai.
L'auto fren bruscamente quando una coppietta piomb davanti al taxi nel tentativo di
raggiungere l'autobus dall'altra parte della strada.
Solo ieri avevo qui in macchina un nonno, poveretto. Secondo me avr avuto pi di
settant'anni. Improvvisamente, durante la corsa, non si ricordava pi dove voleva andare.
Okay, allora forse hai una vaga idea di cosa sto dicendo.
Anzi, peggio. Non sapeva nemmeno pi perch era seduto in un taxi. Addirittura credeva che
lo
avessi rapito, o roba simile.
E allora cosa ha fatto? chiese Marc, e guard nuovamente dal finestrino. Davanti a loro sfil
la
pubblicit luminosa di un'agenzia di noleggio auto.
Ragazzi, se c' qualcosa che ho imparato nella vita  questo: se quelli intorno a te diventano
matti, tu devi rimanere normale.
Suon il clacson un paio di volte, salutando un collega che aveva appena svoltato in
Friedrichstrae.
Mi sono limitata a non dare retta alle lamentele del nonno e l'ho portato dove mi aveva chiesto
quando  salito. Come se niente fosse. Per fortuna l lo aspettava sua figlia.
Alzheimer. Non si finisce mai di conoscere la gente, non  vero?.
Rise soddisfatta, come se avesse appena escogitato una battuta straordinaria. Poi guard fuori
dal
finestrino e si fece circospetta. Non mi aveva detto Franzsische 211?.
L'auto sussult indietreggiando, quando lei si volt verso Marc.
S, perch?.
Be', spero che si sia portato il casco antinfortunistico.
Ricominci a ridere e prese il blocco per le ricevute. Marc si limit ad annuire e le consegn gli
ultimi soldi che aveva. Poi scese per appurare se quello che aveva solo intravisto dall'interno
del
taxi e che sembrava cos incredibilmente assurdo fosse un effetto ottico.
Un enorme cratere.
Pi si avvicinava alla siepe, pi i suoi passi diventavano lenti. Alla fine furono cos incerti che
sembrava camminasse su uno strapiombo. E in qualche modo era effettivamente cos.
Raffiche di vento e di pioggia lo sferzavano in viso, offuscandogli la vista. Ma riusc a leggere
il
numero civico dei fabbricati che si ergevano a fianco.
A sinistra il 209. A destra il 213.
Impossibile.
Avanz di un altro passo e arriv quasi a toccare con la punta del naso un cartello che proibiva
l'ingresso al cantiere.
Esamin ancora il numero 209, verso sinistra, che era la sede dell'ufficio delle finanze. E poi di
nuovo a destra, dove si stagliava l'edificio di una banca. Infine contempl di nuovo il cratere
profondo almeno sette metri: era proprio l, davanti a lui, dove solo poche ore prima si ergeva il
numero 211  la clinica Bleibtreu, che ora si era semplicemente volatilizzata, dissolta nel nulla
come gli ultimi resti di normalit della sua vita.
20.
Prima di morire di cirrosi epatica all'et di cinquantasette anni, il padre di Marc era stato
consulente aziendale, impresario artistico, proprietario di vari alberghi e casin in Sudafrica,
padre
di due figli illegittimi, alcolista, compositore, disegnatore di fumetti, sportivo e persino scrittore
di
successo. Quest'ultima cosa sotto uno pseudonimo. Erano attivit che affiancava a un lavoro da
Azzeccagarbugli. Ma il tutto esisteva solo nella sua fantasia.
Naturalmente Frank Lucas non aveva mai reso partecipe la famiglia delle molteplici attivit che
svolgeva nel suo mondo virtuale. Cos cme non aveva mai confessato che il piccolo studio
legale,
presso cui tutte le mattine si recava con la ventiquattrore vuota, era da tempo in rovina: cio da
quando i suoi black-out avevano cominciato a ripercuotersi nei ripetuti errori dei suoi
documenti
legali. Tuttavia, grazie a qualche cliente meno accorto, era incredibilmente riuscito a mantenersi
a
galla ancora un paio d'anni.
Persino Anita, la segretaria dello studio, fino a poco prima del tracollo si era recata in ufficio
per
mezza giornata, lavorando quasi gratis. Finch un giorno anche lei aveva capito che il tanto
decantato progetto di costruzione in Brasile esisteva solo nella fantasia del suo indebitato datore
di
lavoro e che, di conseguenza, non ne avrebbe mai fatto parte, come lui invece le aveva
prospettato.
Tutto questo  la schizofrenia di Frank Lucas e la disastrosa situazione economica della
famiglia
 era venuto a galla il giorno in cui la polizia aveva suonato alla porta per avere ulteriori
informazioni sulla violenza carnale subita dalla sorella di Marc. Gli agenti non si aspettavano
certo
quella reazione da parte della famiglia del signor Lucas. Infatti non c'era stata alcuna violenza 
e
semplicemente perch non esisteva una figlia femmina. Questa volta Frank aveva propinato una
delle sue balle clamorose alle persone sbagliate.
Naturalmente sia la madre sia i ragazzi avevano intuito qualcosa. I frequenti sbalzi d'umore di
Frank, la continua sonnolenza, le vampate di sudore e la tendenza a drammatizzare tutto non
erano
passati proprio inosservati. Ma in fondo loro amavano quel padre e marito anche, o forse
soprattutto, perch non prendeva troppo sul serio la realt. Con le sue storie fantasiose,
romantiche e
incredibili riempiva il cuore della sua compagna e lasciava Marc e Benny a bocca aperta
quando, da
piccoli, origliavano dal loro letto a castello. E poi tutti gli avvocati dovevano mentire qualche
volta,
per tirare fuori dai guai i propri clienti.
Per paura della verit, durante il pranzo della domenica l'intera famiglia aveva smesso di
chiedergli com'era andata la settimana lavorativa. E sempre pi spesso la moglie portava le
bottiglie
vuote al contenitore di nascosto, per non essere vista dai vicini o dai figli. In ogni caso lei non
voleva credere che suo marito avesse davvero problemi con l'alcol, e di questo anche Marc, ora,
non ne era pi tanto sicuro.
Pi tardi i dottori avevano stabilito che il consumo prolungato ed eccessivo di alcol era stato la
causa dei suoi vaneggiamenti. Ma Marc riteneva che fosse il contrario. Suo padre non si
ubriacava
mai quando fantasticava nel suo mondo virtuale, vivendoci per tutto il tempo. Era solo nei rari
momenti di lucidit che si attaccava alla bottiglia, perch non riusciva a sopportare la
consapevolezza della propria condizione. Marc si era domandato spesso cosa potesse esserci di
pi
spaventoso del momento in cui il sipario dell'illusione si apre, mostrando la scena di una realt
crudele. Il momento in cui si vorrebbe tornare di corsa nel proprio mondo fantastico. Anche se
questo non esiste.
Anche tu hai sofferto tutto questo, pap?
Marc respir profondamente e, come un maratoneta esausto, si abbandon appoggiandosi alla
rete metallica che proteggeva il cantiere. Poche volte si era sentito cos vicino a suo padre come
ora.
Poteva darsi che i dottori non si fossero pronunciati sull'ereditariet dei disturbi di suo padre.
Forse
anche lui, Marc Lucas, non era l'uomo che credeva di essere: non si era mai sposato, non era
mai
stato in procinto di diventare pap e non era mai stato neppure nella clinica Bleibtreu. E, forse,
la
voce che gli sembrava di udire in quell'istante alle sue spalle era un altro scherzo del suo
cervello...
Mi scusi?.
La voce femminile suonava incerta, come quella di una mendicante che  stata troppo spesso
cacciata via per poter ancora sperare in una misera elemosina. Si volt e comprese alla prima
occhiata che l'impressione non si addiceva affatto a quella piccola figura grassa. La donna si
pass
la lingua sulle labbra, agitando nervosamente le dita graffiate.
Cosa vuole? chiese bruscamente. Non era certo nella condizione ideale per aiutare una
senzatetto.
La donna indietreggi, aggrappandosi alla rete metallica. Nella penombra il suo grado
d'indigenza era poco riconoscibile. I capelli neri e lunghi fino alle spalle potevano essere
sporchi,
oppure solo bagnati. Lo stesso si poteva dire del piumino bianco trapuntato che indossava.
Posso farle una domanda? mormor, come se temesse la risposta. Entr nel cono di luce di
uno dei lampioni appesi sulla rete a distanza di due metri l'uno dall'altro, per rendere visibili gli
scavi. Ora si vedeva chiaramente che il volto gonfio e le mani ferite erano da attribuire alla
disperazione. Quella donna con il doppio mento e gli occhiali dalla montatura color sabbia era
sotto
l'effetto di forti medicinali  o al contrario, ne aveva urgente bisogno.
Meglio di no. Marc guard verso l'alto, come se dovesse esaminare il braccio della gru. Nella
cabina di comando vuota, c'era ancora la luce. Solo a fissare quel punto gli sarebbe venuta la
nausea, se non l'avesse gi avuta da prima.
Anche lei fa parte del programma? chiese la voce tremante accanto a lui.
Come dice?
Solo quando la ud ripetere la frase si volt verso di lei. La donna si tolse gli occhiali e, a mani
nude, cerc maldestramente di pulire le lenti appannate.
Il programma! ripet, e lo guard per la prima volta in viso. I piccoli occhi scuri conferivano
a
quel volto rotondo qualcosa di infantile. Probabilmente aveva meno anni di lui, anche se
sembrava
pi vecchia. Marc sapeva fin troppo bene come ci si riduceva vivendo per strada. Con
diffidenza si
guard intorno. La strada era vuota. I negozi e gli uffici avevano chiuso da ore, ormai.
Di cosa sta parlando?.
La prova. L'esperimento.
L'istinto di sopravvivenza di Marc era stato messo in crisi dall'incidente ed era molto provato
dalle ultime ore; tuttavia possedeva ancora un'ultima riserva che lo stava mettendo in guardia.
Tutto
era gi piuttosto sconcertante: venire agganciato a quel modo da una mendicante, mentre nella
pioggia cupa fissava lo scavo di uno squallido cantiere. Ma ci di cui ora la donna voleva
parlare
rendeva la situazione assolutamente surreale.
Lei chi ? le chiese.
Emma rispose la donna e allung prontamente la mano. Mi chiamo Emma Ludwig e....
La sua espressione dolce gli ricord quella di sua madre, che in cucina riusciva a regalargli uno
sguardo amorevole e un po' malinconico anche al termine di una lunga, difficile giornata.
Marc stava per darle la mano, quando le ultime parole lo fecero ritrarre istintivamente.
...e la stavo aspettando da giorni.
Un'auto dietro di loro pass a grande velocit su una pozzanghera.
Mi aspettava?.
Deglut. Una grossa goccia cadde sulla sua testa pelata e Marc la scosse via prima che gli
scivolasse, gelida, sul collo. Non riusciva pi a ricordare quando si fosse rasato l'ultima volta, e
avvertire la cute ispida sotto le dita lo rese ancora pi infelice. Sandra adorava quando i suoi
capelli
erano lunghi come una barba di tre giorni.
Lei deve avermi confuso con qualcun altro reag alla fine e lasci la presa della rete
metallica.
In quel breve lasso di tempo i jeans gli si erano inzuppati completamente.
No, aspetti. Perch  tornato qui, in questo cantiere?.
Marc indietreggi leggermente. A ogni parola che questa strana donna pronunciava, cresceva la
sensazione di una minaccia latente. Cosa vorrebbe dire?.
Io credo di poterla aiutare.
Marc scosse la testa. Cosa le fa pensare che io abbia bisogno di aiuto?.
La sua risposta lo lasci senza fiato e atterrito.
Perch anch'io sono una paziente.
Anche? Che significa anche?
Facevo parte del programma di Bleibtreu, proprio come lei.
No. Io non ho mai firmato il modulo.
A un certo punto mi sono ritirata, ma torno qui ogni volta che posso. Indic il cantiere e si
infil nuovamente gli occhiali. Davanti a questo vuoto. E tengo d'occhio le persone che non
riescono a capacitarsi di dove sia finito il numero 211.
Marc si volt. Voleva solo scappare, ma senza avere idea di come avrebbe potuto farlo: nel
mezzo della notte, senz'auto, senza medicine e senza denaro.
Persone come lei.
Voleva andare da suo suocero o dal suo amico Thomas, forse persino da Roswitha, che almeno
era un viso conosciuto, anche se non erano mai usciti insieme. Alla fine non si mosse. Non
perch
quella donna, che diceva di chiamarsi Emma Ludwig, gli offrisse aiuto o perch volesse
mostrargli
un documento che poteva interessarlo.
Dottor Lucas, la prego, venga con me.  troppo pericoloso se ci vedono qui insieme.
Ma solo perch quella donna, se davvero esisteva, conosceva il suo nome ed era convinta, come
lui, che l ci fosse stata una clinica. Quindi rappresentava una minuscola possibilit che lui non
avesse perso la ragione  o che almeno non fosse l'unico.
21.
Era una situazione paradossale. Si trovava davanti a una sconosciuta che aveva i tratti tipici di
una paranoica: si era fissata con l'idea di un complotto e credeva di essere perseguitata da
agenti
invisibili, per cui era costretta a nascondersi. E tuttavia quella donna pareva essere l'unica che
ancora credesse alla sua identit.
Lei sa chi sono?.
S. Mi segua.
Emma sollev il cappuccio bianco sui capelli bagnati e si avvi. Solo ora Marc not gli stivali
alti, straordinariamente curati. Inoltre aveva un aspetto sano. Marc cerc di compiere qualche
passo,
cosa che gli cost un grande sforzo.
Ci conosciamo? le chiese. Emma teneva la testa abbassata, sembrava un pugile che si dirige
verso il ring. Voglio dire, ci siamo gi incontrati? ripet Marc, quasi senza fiato. Si sentiva
stanco
e sfinito pi che mai, probabilmente per la mancanza dei medicinali. Solo la nausea si era un
po'
attenuata dopo che, sul taxi, aveva preso le gocce di metoclopramide.
No, non ci siamo mai incontrati.
La risposta di Emma lo tranquillizz e lo sconvolse al contempo. Da un lato confermava che la
sua memoria aveva ragione e che davvero non l'aveva mai vista prima. Dall'altro lato, per, si
chiedeva come fosse possibile che lo conoscesse.
Le afferr il braccio, costringendola a fermarsi.
Cosa sa di me?.
La prego, possiamo parlarne camminando?.
Verso dove?.
Un'auto pass davanti a loro, molto lentamente. Emma si volse verso una vetrina in cui erano
esposte delle scarpe che costavano quanto un pc portatile  sebbene a caratteri cubitali venisse
pubblicizzato uno sconto del trenta per cento.
Stanno solo cercando un parcheggio disse Marc, e la donna perse immediatamente interesse
per un paio di sandali italiani col cinturino.
Svelto, svelto.
Attravers frettolosamente la strada ed estrasse un mazzo di chiavi dalla tasca della giacca.
Quando Marc vide dove si stava dirigendo, cap che il suo sospetto iniziale era decisamente
errato.
Se Emma possedeva un maggiolino con il mitico lunotto posteriore a due vetri, non poteva
essere
una mendicante.
Marc per non aveva il minimo interesse a fare una passeggiata in auto con quella singolare
signora. Voleva finalmente delle risposte.
Aspetti, si fermi.
Anche se non riusciva a urlare, il suo tono doveva essere stato abbastanza minaccioso. Quando
lei si volt, Marc aveva in mano il cellulare.
Cosa fa adesso?.
Ora io chiamo la polizia e....
No, non....
Lei torn indietro, con le mani tese in avanti. Marc riconobbe nei suoi occhi il panico e la
disperazione. Li aveva visti anche troppo spesso negli occhi dei suoi ragazzi di strada, quando
comunicava loro che i genitori si trovavano in sala d'aspetto.
Oh s, avrei dovuto farlo subito, quando ero ancora alla Spiaggia.
Compose il numero della polizia e tenne alzato il pollice sul tasto verde di chiamata.
La Spiaggia?  il soprannome del suo ufficio in Hasenheide, vero?.
Come fa a saperlo?
Marc tolse il pollice dal tasto di chiamata.
Cos'altro sa ancora di me?.
Emma inspir profondamente.
Lei  il dottor Marc Lucas, avvocato e assistente sociale, trentadue anni, vive in
Steinmetzstae,
a Schneberg. Vedovo di Sandra Senner, trentun anni, morta in un incidente stradale. E....
Apr la porta del passeggero e poi gir intorno all'auto.
...e ora non le conviene chiamare la polizia, per nessun motivo.
Marc sent di nuovo quel brivido gelido che strisciava su dalle scarpe da tennis fradice fino alle
tempie martellanti. Si massaggi le orecchie, che ormai erano diventate insensibili come le dita.
Perch non mi conviene?.
Non prima che le abbia spiegato cosa le sta accadendo.
Apr la portiera dalla parte dell'autista, sal e abbass il finestrino. Gli occhi di Emma
sembravano tremolare dietro alle lenti umide bagnate dalla pioggia.
Marc la fiss. Ma chi diavolo  lei?.
La donna gli lanci uno sguardo triste e accese il motore, che rimbomb, ma non abbastanza
forte da coprire la risposta raccapricciante: Non riesco a ricordarmelo.
Emma usc dal parcheggio, gir l'auto e si diresse verso di lui con la portiera del passeggero
aperta.
La prego, dottor Lucas, salga. Siamo in grave pericolo.
22.
Quando Eddy Valka telefonava, era meglio rispondere subito, e Benny lo sapeva.
Subito. Assolutamente.
Anche se aveva il telefono in modalit silenziosa, non poteva ignorare quella chiamata.
Altrimenti la sua vita sarebbe terminata molto prima rispetto ai suoi programmi  poteva
arrivare a
domattina presto oppure, con un po' di fortuna, fino al pomeriggio, nel caso in cui Valka avesse
deciso di alzarsi tardi.
Era chiaro ci che voleva: avevano concordato che il lavoro dovesse essere finito e
documentato
entro le ventitre. Ed erano gi passate da un po'.
Ma Benny non riusciva ad allungare la mano per prendere il cellulare dal sedile a fianco per due
motivi.
Prima di tutto un'opprimente crisi depressiva lo paralizzava. Secondo, una chioma di capelli
biondi che traboccava da un cappello verde con visiera gli stava puntando una torcia dritta in
faccia.
Controllo stradale, i suoi documenti, prego.
Annu, ma per quanto avrebbe davvero voluto farlo, il suo cervello si rifiutava di trasmettere al
corpo l'impulso necessario per piegarsi e aprire il vano portaoggetti dell'auto.
I criminali con cui era entrato in contatto tramite Valka consideravano la depressione una
malattia da femminucce. Lamentele da donnicciole, di cui soffrivano solo i gay e le signore.
Beati
loro che non avevano idea di cosa significasse una vera depressione. Era una spugna che
cresceva
dentro allo stomaco, nutrendosi di pensieri cupi e fuligginosi e diventando sempre pi gonfia,
finch
anche la sua pesantezza si faceva tangibile. Il respiro e la deglutizione cominciavano a essere
difficoltosi, e in seguito anche i movimenti del corpo divenivano lenti e pesanti, fino al giorno
in cui
persino un gesto semplice, come liberarsi dalle coperte sulla testa, si trasformava in un'impresa
impossibile.
Cerchi di sbrigarsi, per favore. La giovane poliziotta fiss, in cerca di aiuto, il collega che a
cinque metri da lei controllava un'altra vettura.
Benny era cosciente del motivo per cui, in mezzo a tutto il traffico della Brunnenstrae,
avevano
fermato proprio lui: viaggiava a velocit troppo elevata. Si era fatto distrarre dal radio-oracolo.
Riuscir a cavarmela?
Non si spiegava perch, proprio quel giorno, si era messo a giocare a quella stupida invenzione
di suo fratello, che in passato lo aveva sempre fatto infuriare.
Le regole dell'oracolo erano tanto semplici quanto perentorie. Si lanciava una domanda aperta,
per esempio Un giorno diventer ricco e famoso?, oppure Cosa devo fare perch la ragazza
dell'appartamento 10A, mi inviti da lei?. Oppure, come in quel momento, Riuscir a
cavarmela?.
Dopo di che si accendeva l'autoradio e la prima canzone che stavano trasmettendo era la
risposta
alla domanda.
Un tempo, molti anni prima, fu radio-oracolo a stabilire se affondare o meno l'auto del padre
nelle placide acque del Kiesgrube.
Erano entrambi minorenni e non potevano ancora guidare la familiare di pap. Ma fino a quel
momento i loro blitz segreti nella Berlino notturna erano filati lisci: nessun incidente, nessun
controllo della polizia, nessuna macchia sui sedili. Tutto andava alla grande. Riuscivano a
imbucarsi
in pi feste nella stessa serata, e le ragazze ci stavano perch erano dei miti, i pi fighi del
gruppo:
gli unici adolescenti con l'automobile.
Finch un giorno era arrivata la catastrofe. Erano tornati a casa verso le quattro di mattina, e il
posto auto davanti al chiosco del falafel era occupato. Nel quartiere quello era unanimemente
considerato il parcheggio dell'avvocato. Un qualche ignaro testa di cazzo targato Amburgo
aveva
parcheggiato il suo ferrovecchio proprio l, dove pap Lucas dopo appena tre ore avrebbe
cercato la
sua auto.
A quel punto Marc aveva proposto di far sparire la Mercedes nel lago, prima che scoppiasse un
gran casino e finissero tutti e due in un istituto. Cos avevano deciso di fare un altro giro per
riflettere. Accesero la radio proprio nell'istante in cui stava suonando I am sailing,  che si
prestava
perfettamente a una possibile interpretazione. Tanto pi che loro erano sicuri che la canzone di
Rod
Stewart fosse stata mandata in onda come segno dell'oracolo, il quale funzionava solo se lo si
sapeva interpretare.
E cos, alla fine, avevano affondato l'auto.
Ecco, tenga.
In qualche modo riusc a tenderle i documenti fuori dal finestrino. Per un pelo non le consegn
anche la lista con i nomi barrati che aveva riposto poco prima nel cruscotto.
Mentre la poliziotta controllava con aria diffidente la patente, Benny rispose al telefono che
continuava a vibrare.
Ti richiamo subito, Eddy disse, e not che la poliziotta corrugava la fronte.
Scenda, per favore ordin con tono seccato, ma comunque molto meno minaccioso di quello
che aveva Eddy all'altro capo del telefono.
Ma mi hai preso per una troia?. Insieme alla voce di Valka il telefono vomit un intenso
frastuono da discoteca. Probabilmente era ancora al bancone di uno dei locali ? dei disco-bar
controllati da lui. Ti pesto come una merda!.
A Benny sembrava quasi che Valka non si riferisse alla sua risposta, ma che lo minacciasse per
proibirgli di scendere dall'auto.
Ma quanto durer ancora questo controllo? chiese alzando la voce, in modo che anche Valka
potesse sentire.
Allora, l'hai sistemato? insistette Eddy per nulla impressionato.
Benny toss significativamente.
Dipende solo da lei rispose la poliziotta bruscamente, e lo invit per la seconda volta a
scendere dall'auto. Eddy continuava a parlare.
Bene, adesso devi portarmi le prove.
Scusa un attimo.
Merda, non....
Benny lanci lontano il telefono senza terminare la conversazione e raccolse tutte le sue forze
per scendere dalla macchina. La spugna nera che aveva dentro lo faceva soffrire a ogni
movimento.
Chiuse gli occhi e soffi a lungo e senza interruzione nel palloncino.
Lei resti qui concluse l'agente, una donna snella e giovane, e si diresse verso l'auto di
servizio,
dove sicuramente avrebbe verificato i documenti. Benny riprese il telefono.
Eddy?.
Sei diventato del tutto deficiente a trattarmi cos, testa di cazzo che non sei altro?.
Senti, qua ci sono gli sbirri, non posso parlare con te adesso.
Eddy bofonchi qualcosa di incomprensibile, e poi la musica roboante venne improvvisamente
abbassata. Voglio la prova che hai svolto il lavoro disse ancora.
 nel mio bagagliaio.
E con questo siamo al compito numero due: far sparire la spazzatura.
Non aver paura, lo faccio appena riesco a sganciarmi da questo controllo.
La portiera dell'auto della polizia si apr e l'agente scese.
E poi sparisci dalla mia citt.
Cos', ti senti John Wayne, adesso?.
Dico sul serio.  il compito numero tre. Sparisci. Non ti voglio vedere mai pi a Berlino.
La poliziotta avanzava verso di lui con passo fermo.
Va bene, dammi due giorni.
Benny ripens alla lista su cui solo due nomi erano stati cancellati. Solo due su dieci.
Hai due ore.
Ma non bastano.
Accidenti, ma forse il mio telefono non funziona bene oggi sghignazz Eddy. Mi  sembrato
quasi che tu abbia pronunciato un no.
Dammi un po' pi di tempo.
Per cosa, per preparare un borsone?.
Io.... Benny deglut. Non avrebbe mai potuto dire a Eddy la verit. Dovrei salutare delle
persone.
S, figurati, e chi?. Valka rise, ancora pi beffardo e sguaiato. Non prendermi per il culo,
ragazzo. Non posso permettermi che la gente pensi che mi sia rammollito. Porta subito la tua
merce
fuori da Berlino, e non farti mai pi vedere. Chiaro?.
Benny allontan il telefono nel momento esatto in cui sent dietro di s il profumo della
poliziotta. Escape, di Calvin Klein.
Escape. Fuga.
L'ironia della sorte gli strapp un sorriso.
Zero per mille esord la poliziotta un po' delusa e restitu a Benny i documenti.
Non  da molto tempo che  fuori, vero?.
Il suo sorriso svan. In che senso?.
Lei lo fiss a lungo. E poi fece quello che Benny aveva te muto. Indic il bagagliaio.
Ora mi mostri il triangolo e la cassetta del pronto soc corso, poi abbiamo finito.
23.
 facile riconoscere un errore con il senno di poi.
Ma finch non si  al centro dell'occhio del ciclone, finch ci si trova ancora ai margini della
spirale di follia, si viene inesorabilmente risucchiati. E mentre i pezzi della propria vita volano
per
ria, viene meno la visione d'insieme che fa commettere un errore dietro l'altro. Nel momento
stesso in cui saliva sull'auto di Emma, Marc intu che stava per compiere uno sbaglio. E che
esso
sarebbe stato ancora pi irreparabile quando, dopo poco, la segu nel piccolo motel vicino
all'aeroporto.
Se avesse potuto assistere al film della sua vita, avrebbe gridato verso lo schermo, esortando
quel
disgraziato a scelte pi razionali: Chiama la polizia. Vai alla clinica, da Constantin. Chiedi
aiuto a
qualcuno che sia neutrale. Ma non seguire per nessun motivo quella donna! Soprattutto non in
quell'albergo fatiscente di Tegel.
Ma in quel momento non si trovava comodamente rilassato sulla poltrona di un cinema, bens
seduto sull'angolo di un materasso sfasciato, e le condizioni anomale in cui si trovava il suo
cervello non gli consentivano di fare scelte razionali. In poche ore aveva perso tutto ci in cui
fino a
quel momento aveva creduto: la fiducia nella veridicit dei suoi ricordi e in se stesso.
Durante il viaggio Emma, senza proferire parola, gli aveva messo in mano un foglio,
evidentemente strappato in fretta da qualcosa  dalla cartellina dell'accettazione, per essere
precisi
-, e ora, osservandolo meglio nella luce fioca della stanza, quel pezzo di carta si rivel essere la
prima delle tre pagine di un modulo che sembrava demolire del tutto l'idea che Emma fosse una
mendicante.
Pareva che fosse nata a Dresda e fuggita a Francoforte con i genitori gi prima del Muro, per
poi
studiare medicina alla Sorbona e successivamente tedesco, spagnolo e francese. Inizialmente
era
stata assunta come traduttrice simultanea al Congresso, nel settore dell'industria farmaceutica
grazie
agli studi, non terminati, di medicina.
Allora, cosa c' di tanto importante che deve assolutamente mostrarmi?. Marc cerc di
rompere il silenzio. Durante il viaggio la loro conversazione si era limitata al minimo
indispensabile. Senza proferire parola, Emma fece un cenno, che significava che doveva
pazientare
ancora un po'.
Marc, che l'aveva osservata fino a quel momento mentre vuotava una borsa da viaggio e tirava
fuori vecchi ritagli di giornale, lasci vagare lo sguardo nella camera.
La stanza ricordava il volto dell'uomo che aveva dato loro la chiave alla reception: quadrata,
trascurata e sporca. Anche l'aria, surriscaldata e stagnante, puzzava probabilmente come le
ascelle
di quel portiere. Emma aveva appeso alla porta, forse da giorni, il cartello SI PREGA DI NON
DISTURBARE. Durante il suo soggiorno aveva trasformato la camera nella singolare
combinazione tra uno sgabuzzino e una libreria dell'usato.
Met del letto matrimoniale era invasa da articoli ritagliati dai giornali, foglietti di block-notes
scritti da entrambe le parti, libri di medicina impilati persino sul minuscolo tavolo vicino alla
televisione. Emma si era tolta gli stivali e il piumino bianco, gettandoli distrattamente sulla
moquette sdrucita. Ora indossava un vestito di lana informe che le arrivava alla caviglia.
Marc si chiedeva quanto avrebbe ancora dovuto attendere prima che la ricerca terminasse. La
sedia di legno traballante scricchiol quando Emma vi si appollai sopra e appoggiando il piede
sinistro sulla massiccia coscia destra lo massaggi.
Marc si alz, avvicinandosi alla finestra.
No, potrebbero vederci.
Chi? chiese lui, e lasci ricadere la persiana.
Gli uomini di Bleibtreu.
Armeggi nervosamente con gli occhiali e alla fine li tolse per mordere una delle stanghette.
Bleibtreu? chiese Marc.
S.
Ma allora la clinica esiste veramente?.
Ma  fantastico! Stai cercando delle conferme da una paranoica.
Socchiuse la finestra, senza alzare le persiane.
Ovviamente.
Emma dovette alzare un po' la voce a causa della pioggia scrosciante, le cui gocce martellavano
incessantemente sul davanzale. Ogni tanto, qualche raffica di vento si infilava nella camera. 
chiaro che la clinica esiste. Io stessa sono stata ricoverata l dentro.
Spinse gli occhiali sopra la fronte a mo' di cerchietto per capelli, continuando a passare
nervosamente la lingua sul labbro superiore. Poi si alz bruscamente, come se avesse ricordato
qualcosa all'improvviso, e si diresse a passo di marcia verso l'armadio.
E allora dove  finito l'edificio della clinica? chiese Marc.
Emma digit un codice a sei numeri in una cassaforte delle dimensioni di una scatola da scarpe,
incassata in un angolo dell'armadio.
Non  scomparsa. Semplicemente non l'ha vista, Marc.
Ah ah rise sarcastico. Apra bene le orecchie. Ho avuto una giornata maledettamente
spaventosa. La mia attuale capacit ricettiva  paragonabile a quella di un paziente appena
risvegliato da un'anestesia totale. Potrebbe, per favore e in via del tutto eccezionale, spiegarsi
almeno una volta in modo esaustivo?.
Emma prese una cartellina scura che era stata piegata a met perch potesse entrare nella
cassaforte. Le sue mani tozze tremolavano.
Fa parte del piano. Vogliono disorientarci, confonderci, traumatizzarci.
Marc la fiss attentamente, cercando sul suo volto i tratti di una follia schizofrenica. Ma non
pot
notare altro che i segni di una bellezza sfiorita da tempo.
Marc infatti si accorse che Emma doveva essere stata molto attraente una volta, finch a un
certo
punto le era accaduto qualcosa che l'aveva distrutta nell'anima e nel corpo. I lineamenti del viso
lasciavano intuire di essere stati molto armoniosi, forse prima di fare uso dei medicinali che
l'avevano tanto deformata. I cortisonici o gli psicofarmaci, per esempio, possono portare a un
rigonfiamento del volto. O sostanze peggiori.
Droghe?
Bene, mi lasci cercare un'altra cosa. Marc sedette di nuovo sul bordo del letto. Oggi
pomeriggio un piccolo ometto attempato mi ha convinto a salire sulla sua costosa auto e si 
offerto
di rimuovere per sempre i miei brutti ricordi.
L'MME. L'esperimento sull'amnesia.
A cui ha partecipato anche lei?.
Fino a quando, una settimana fa, l'ho interrotto.
Ah s?. Marc corrug la fronte. Okay, sia come sia. In ogni caso il mio problema  che,
come
dire? Al momento sto vivendo cose per cui un amante dell'esoterismo impazzirebbe di felicit,
ma
che non possono avere nulla a che fare con la clinica Bleibtreu.
E perch no?.
Perch il loro programma prevedeva di cancellare i miei ricordi. Invece ci sono ancora. Marc
si picchiett le tempie. Invariati. Solo che non corrispondono pi alla realt. E ammettiamo
pure
che il professore e il suo staff siano una banda di pazzi scatenati. Ma in cos poco tempo, come
avrebbero potuto farmi un lavaggio del cervello totale, senza che potessi rendermene conto?.
Come sarebbe, in poco tempo?. Emma lo guard stupita.
Oggi sono rimasto alla clinica per sei ore al massimo. Non ho ingerito pillole e nessuno mi ha
iniettato nulla. Mi sono limitato a bere qualche sorso d'acqua.
Lei si sbaglia.
Comincia anche lei, adesso, a mettere in dubbio i miei ricordi?.
No, volevo solo specificare che non  solo da oggi che lei fa parte dell'esperimento.
Cio?.
Per questo le ho chiesto di seguirmi. Perch volevo mostrarle questo.
Batt sulla cartellina e ne estrasse un documento di due pagine che Marc aveva gi visto. Poche
ore prima. Alla clinica.
Vede questo?.
Gli porse il modulo. Con l'indice picchiett sul punto compilato a mano, a destra in alto.
Ma questo ....
... impossibile.
Marc afferr il foglio.
Non pu essere.
Capisce ora perch  cos importante che ne parliamo fra noi?.
Marc annu senza riuscire a togliere lo sguardo dal modulo dell'accettazione, interamente
compilato. Ma la cosa che lo sconvolgeva e disorientava era la data dell'accettazione.
Il 1 ottobre. Il giorno dell'incidente.
Quattro settimane prima della data in cui aveva scritto alla clinica Bleibtreu.
24.
Visto di sfuggita il documento sembrava autentico. Ma prima ancora che potesse esaminarlo
con
calma, bussarono alla porta. Tre colpi brevi, due lunghi. Come un segnale concordato, ma
Emma
sembrava non aspettare nessuno. Spaventata, guard prima la porta e poi Marc. In un lampo gli
strapp il modulo dalle mani.
Chi ? chiese quasi afona. L'angolo destro della sua bocca fremette.
Marc si strinse interrogativamente nelle spalle. Fino a un quarto d'ora prima, non aveva mai
sentito parlare dell'hotel Tegel Inn. Come poteva sapere chi fosse a cercarli a quell'ora cos
tarda?
Dovevano aprire per sapere chi si trovava dietro a quella porta senza guardare attraverso lo
spioncino. Di sicuro non era qualcuno del personale; in quel posto equivoco non c'erano n il
servizio in camera, n un minibar da rifornire.
Guardo chi  sussurr Marc quando bussarono nuovamente. Lo stesso segnale, lo stesso
picchiettio di nocche contro il laminato della porta.
No!. Emma scosse energicamente la testa e lo tir indietro. Era cos vicina che il suo naso gli
sfiorava l'orecchio.
Ma non capisce cosa vogliono?.
No. Marc cerc di allontanarsi da lei.
Ci stanno cercando.
Chi? Bleibtreu?.
I capelli di Emma sfiorarono le guance di Marc quando lei scosse nuovamente la testa. No. Lui
non si sporca le mani di persona. Per questo usa i suoi uomini.
Le sue palpebre cominciarono a vacillare, il seno giunonico sussultava a ogni respiro. Per
questo ho bisogno di lei sussurr con voce flebile. Mi serve un testimone che coniermi quello
che
ci hanno fatto....
Pos il dito sulle labbra di Marc, che inavvertitamente ne tocc la punta con la lingua. Lei
sembr non notare l'involontario gesto di intimit.
Mi sembra un'idiozia... bisbigli Marc.
...un testimone che possa comprovare le conseguenze dell'esperimento. A me sola non
crederebbe nessuno.
Marc scroll la testa energicamente e sgusci via dall'assedio di Emma, dirigendosi con passo
svelto verso la porta. Infine tolse la catena e apr.
Troppo tardi.
25.
Nel corridoio, inondato da una luce accecante, non c'era nessuno. A eccezione di un carrello di
biancheria sporca abbandonato in un angolo e un distributore automatico di bevande, era vuoto.
Quando Marc rientr, temette per un attimo che anche Emma fosse scomparsa dalla stanza.
Poi ud la sua voce.
Dobbiamo andarcene.
Stava trascinando da sotto il letto una valigia che non aveva l'aria di essere abbastanza capiente
per contenere tutti i documenti disseminati in giro.
Adesso cerchi di calmarsi, una buona volta!.
No, non posso! strepit. Lei non capisce proprio in che guaio siamo finiti.
Infatti. Non ci capisco niente. Ma di certo lei non mi sta aiutando.
Emma scaravent il trolley sulla parte libera del letto e con il braccio si asciug un sottile strato
di sudore dalla fronte. Poi guard l'orologio. Okay. Allora, questa  la versione abbreviata: lei
fa
parte del programma MME perch deve dimenticare qualcosa.
Questo lo so.
Marc cominci a raccontarle dell'incidente in cui aveva perso non solo la moglie, ma anche il
bambino che aspettavano, ma Emma lo interruppe quasi subito.
No, non pu essere questo.
Perch no?.
Non avrebbero montato tutto questo se si trattasse solo di pene d'amore.
Pene d'amore?
Ehi, ma non stiamo mica parlando di un litigio tra innamorati. Mia moglie e mio figlio sono
morti, ed  colpa mia!.
Mi dispiace, non volevo ferirla. Ma loro non si occupano di tragedie private, mai.
E per quale motivo?.
Tir la cerniera della valigia che si era incastrata. Marc l'aiut.
Ha idea di quanto costi tutta la trafila dell'esperimento? La realizzazione, l'assistenza e il
processo successivo? Compresa la nuova identit, si sfiora il milione. No,  fuori discussione.
Ma allora perch cercano volontari tramite gli annunci, se  cos maledettamente costoso?.
Infatti non lo fanno.
Emma si avvicin a un cassetto e lo apr. Era pieno fino all'orlo di vecchie riviste.
Quando ha scritto l'e-mail?.
Due settimane fa.
Una dopo l'altra tir fuori diverse riviste buttandole sul pavimento, finch trov quella che
cercava.
Questa.
Gli porse un periodico. Esattamente quello su cui, a pagina 211, Marc aveva trovato l'annuncio
della clinica. Il numero della pagina lo ricordava perch il Paragrafo 211 nel diritto penale
indica
l'assassinio. L'abitudine di abbinare numeri di telefono e di abitazioni alle norme giuridiche era
una
mania da avvocato che non riusciva a perdere, anche se non esercitava.
La esamini bene lo incoraggi Emma. Sfogli pure tutte le pagine. Non trover nessun
annuncio.
In effetti a pagina 211 Marc vide solo l'inserzione di una banca multimediale, e non quella di
una
clinica psichiatrica privata.
Imparare a dimenticare.
L'articolo che si trovava nella parte superiore della pagina, un saggio sulle indicibili sofferenze
degli animali durante il trasporto, invece c'era.
Forse ci sono due stampe diverse, oppure la rivista nella sala d'aspetto di Constantin...
Marc lasci cadere la rivista fissandola con sguardo assente.
...la rivista nella sala d'aspetto di Constantin era stata manipolata? Ma questo vorrebbe dire
che...
Si appoggi alla parete, ed ebbe la sensazione che la stanza gli scivolasse via da sotto i piedi.
E per lei come stato? le chiese con gli occhi chiusi. Qual  la ragione per cui l'hanno inserita
nell'esperimento?.
Lei si schiar la voce.  stato un anno fa. Avevo ricevuto una strana offerta di lavoro, che non
era passata attraverso la solita agenzia. Ma offrivano un bel po' di soldi. Soldi in contanti, che
ora
sto usando per la fuga.
Qual era il suo compito?. Marc riapr gli occhi.
Semplice routine. Dovevo lavorare come traduttrice simultanea su un volo privato in cui si
incontravano uomini d'affari dell'industria farmaceutica.
E su quel volo sono state dette delle cose che lei non avrebbe dovuto sentire?.
Esatto.
E di cosa si trattava?.
Non ne ho idea. Proprio questo  il problema. Ho interrotto troppo tardi l'esperimento. Non lo
so pi.
Si pass la mano tremante tra i capelli.
Riesco a ricordare solo alcuni frammenti della mia identit e della mia vita. Molto di ci che
so,
l'ho scoperto dai documenti che ho rubato dall'archivio prima della fuga.
Quindi il modulo l'ha preso l. Dalla clinica.
Perch ha deciso di scappare?.
Per causa sua.
Mia?.
Di sicuro all'inizio le avranno spiegato i vari stadi dell'esperimento. Nella prima fase vengono
cancellati tutti i ricordi. Nella seconda vengono reinseriti quelli piacevoli e che si vorrebbero
mantenere. E dopo poco si assume una nuova identit.
S, io mi ricordo di questo rise amaramente Marc. E lei,  come fa a ricordarlo se la sua
memoria  stata azzerata?.
Emma si tocc la gola e tossicchi. Dopo la fuga ho fatto qualche ricerca su Internet, ci sono
diversi blog che parlano dell'esperimento sull'amnesia. Marc alz le sopracciglia poco
convinto,
ma lei continu decisa: Ero arrivata all'inizio della fase due, quando ho colto una
conversazione
fra il professor Bleibtreu e un altro uomo.
Di cosa parlavano?.
Di lei.
Marc indic se stesso con i pollici, incredulo, e la donna annu.
Bleibtreu discuteva ad alta voce con il suo interlocutore. Parlavano di un certo Marc Lucas,
che
doveva essere preso in cura, cosa che il professore si rifiutava fermamente di fare.
Bleibtreu non voleva accettarmi. E allora perch mi ha pedinato con la limousine?
Chi era l'altro uomo?.
Non ne ho idea. Si trovavano dietro a una porta smerigliata, che dava sull'ambulatorio in cui
mi
trovavo io. Un inserviente mi aveva evidentemente portato l in anticipo, e loro non
immaginavano
che io fossi nella stanza accanto.
Cosa hanno detto ancora?.
Parlavano della falsa inserzione con cui l'avevano adescata per convincerla a sottoporsi ancora
al trattamento.
Ancora?.
Hanno detto: S, questa volta per deve funzionare.
Come? Cosa avrebbe dovuto funzionare? Perch?
Emma interruppe il filo dei pensieri di Marc e continu: Bleibtreu si  spaventato a morte
quando mi ha visto. Si  messo immediatamente davanti all'uomo, in modo che non avessi la
possibilit di guardarlo in viso. E cos ho realizzato che stava succedendo qualcosa di losco.
 stato allora che  scappata?.
Si  presentata l'occasione il giorno successivo. Ho arraffato un camice degli inservienti per le
pulizie.
Emma gett un'occhiata sprezzante al proprio corpo. Senza dubbio sono pi convincente come
donna delle pulizie che come interprete.  stato un gioco da ragazzi.
E prima di fuggire ha prelevato i documenti che la riguardano?.
Emma annu. S, dall'archivio. Per un caso fortunato i nostri cognomi erano vicini. Ludwig-
Lucas. Nella mia cartella c'erano ancora un paio di tessere per il parcheggio e le chiavi della
mia
auto. Ma nella sua non c'era altro che questo documento dell'accettazione.
Indic il modulo, che prima aveva ripreso e ora giaceva in fondo al letto, vicino a un libro
tascabile di neuropsichiatria. Marc si strinse il collo con le mani. Ma perch? Continuo a non
capire. Cos'ha a che fare tutto ci con i miei ricordi? Perch qualcuno vuole farmi perdere la
ragione?.
Gli occhi di Emma si allargarono speranzosi, come quelli di un professore che interroga lo
studente e si aspetta finalmente una risposta giusta. Questo lo chiedo io a lei. Quale segreto
mortale si porta dentro, di cui non ha pi memoria?.
Mortale?.
Lei inspir profondamente. Certo. Perch pensa che io stia fuggendo? Siamo in grave pericolo.
Portiamo dentro di noi un segreto che qualcuno vuole farci dimenticare. Qualcuno che 
infinitamente pi potente di noi. Ma forse insieme possiamo farcela.
A fare cosa?.
A scoprire cosa stanno sperimentando o hanno sperimentato su di noi. Ci documentiamo, e poi
pubblichiamo tutto su Internet. Faremo emergere la verit.
Marc guard il suo orologio e si chiese, non per la prima volta quel giorno, se a un certo punto
sarebbe suonata la sveglia che lo avrebbe liberato da quell'incubo. Si rende conto di quanto
suoni
folle quello che sta dicendo?.
Di sicuro non folle come l'uomo che ha parlato con Bleibtreu.
Perch?. Sent l'acidit riempirgli lo stomaco. Cos'altro ha detto?.
Le mani di Emma cominciarono a tremare quando le port sulla bocca, come se volesse attutire
l'impatto delle sue parole. Ha detto: Marc Lucas non deve ricordare  o ci saranno pi
morti.
26.
Il rubinetto dell'acqua calda non funzionava. Al contrario, dall'altro eruppe un getto che faceva
pensare a una pompa di rifornimento diesel per i camion, e l'acqua era talmente gelida che
l'aspirina effervescente, gettata nel bicchiere di plastica, non voleva sciogliersi. Il bagno era un
ambiente privo di finestre separato dal resto della stanza da sottili pareti in laminato, che
proteggevano la sfera privata dal punto di vista visivo, ma non molto da quello acustico.
Si sentiva chiaramente Emma che buttava altri documenti nella valigia.
Quale segreto mortale si porta dentro?
Si domand se fosse il caso di raccontarle degli ultimi minuti prima dell'incidente. Del
momento
in cui Sandra si era slacciata la cintura per prendere qualcosa dal sedile posteriore.
L'immagine priva di colore e sfocata, della quale non sono riuscito a distinguere nulla.
Ma cosa poteva avere a che fare quella sequenza, che gli sembrava pi un sogno che un ricordo
reale, con il maremoto in cui si stava dimenando? Chi poteva avere interesse a sottoporlo al
lavaggio del cervello? Riusciva a malapena a ricordare gli ultimi minuti prima dell'urto. Non
era
necessario azzerare la sua memoria; essa si era gi dissolta da sola nella nebbia
dell'antidolorifico
che gli avevano iniettato sul luogo del disastro.
Marc apr l'armadietto per cercare una limetta o un altro oggetto oblungo con cui mescolare
l'aspirina. Ma il set di cortesia dell'hotel consisteva solamente in una confezione doppia di
preservativi scaduti.
Richiuse lo sportello e l'immagine che vide nello specchio lo fece trasalire. Sembrava fosse
stato
colpito da un sisma: ogni singola parte del suo volto era letteralmente franata. Gli occhi erano
infossati, le occhiaie cadevano pesanti e persino la piega della bocca sembrava curvare verso il
basso.
La luce del lampadario sporco rafforzava l'impressione di malattia. Il colore dei suoi occhi e
della pelle ricordava quello di un itterico.
Mise i polsi sotto il getto di acqua gelata. Il freddo lo aiut a rimettere in ordine i pensieri. Se
davvero la clinica Bleibtreu e l'esperimento sull'amnesia esistevano, lui non era pazzo, bens la
vittima di un complotto.
E gi questa non era una buona notizia, ma il peggio era che sua moglie, se non era morta,
poteva avere avuto un ruolo attivo in questa storia.
Ma perch? A quale scopo?
Perch Sandra voleva farlo soffrire in un modo cos tremendo? Perch simulare la morte per poi
risorgere e traumatizzarlo ulteriormente fingendo di non riconoscerlo? Sua moglie poteva essere
capace di un simile orrore?
Certo, lei era un'attrice. Le riusciva facile far credere agli altri ci che voleva. Marc si ricordava
fin troppo bene la loro prima uscita in pubblico in occasione di una rappresentazione alla scuola
di
teatro. Sandra lo aveva presentato agli altri attori come se fosse suo fratello e poco dopo, tra lo
stupore generale, lo aveva baciato appassionatamente sulla bocca. Da quel momento
gareggiavano
fra loro nel mettersi a vicenda in difficolt in situazioni pubbliche. Per vendicarsi di quel bacio
incestuoso, al primo spettacolo di Sandra lui si era mescolato al pubblico balzando in piedi in
continuazione e battendo le mani cos freneticamente da farla scoppiare a ridere e perdere le
battute.
Erano abituati a scambiarsi la parte, ma senza farsi del male. La capacit drammatica di Sandra
e la
sua ironia li avevano sempre uniti e mai divisi. E in ogni caso lei non avrebbe avuto nessun
motivo
per voler distruggere ci che avevano costruito.
A meno che...
Marc gir con l'indice la pastiglia, che si era sciolta solo per un terzo.
A meno che non si tratti veramente di vita o di morte.
Bevve un sorso, sebbene l'aspirina stesse ancora frizzando. In una scala cromatica dal bianco al
rosso inferno, i suoi mal di testa potevano raggiungere la fosforescenza.
Oppure...
Il sottile bicchiere monouso gli si frantum in mano quando fu folgorato da un sospetto
improvviso.
Oppure non sono io l'oggetto dell'esperimento di Bleibtreu ma Sandra, e per questo non pu
ricordarsi di me.
Gett a terra il bicchiere, spinse la porta per uscire e infilarsi nell'angusto spazio tra il bagno e
l'armadio che conduceva nella zona letto. Forse Emma sapeva qualcosa di sua moglie. Magari
aveva captato qualche frase che confermava l'ipotesi che fosse stata inserita nel programma. In
caso
affermativo sarebbero sorte un milione di nuove domande, ma almeno questo avrebbe spiegato
dove
era stata nelle ultime settimane e il suo strano comportamento.
La camera era cos stretta che l'anta aperta dell'armadio gli impediva di passare. Stava per
spingerla quando sent Emma che pronunciava il suo nome e rimase paralizzato.
Marc Lucas. L'ho trovato sussurr Emma. Sono all'hotel Tegel Inn, nella Bernauer Strae.
Marc trattenne il respiro e si appiatt nel piccolo spazio fra l'anta aperta dell'armadio e la parete
del bagno.
Adesso cosa succede, maledizione?
Non c'erano dubbi. Emma stava telefonando.
Sono esattamente le 23.39, e non so se potr convincerlo a seguirmi.
Lui arretr di un passo. Il mormorio di Emma si fece ancora pi basso quando disse Sar
difficile conquistare la sua fiducia.  molto diffidente.
Le ultime parole furono come un via. Senza riflettere oltre su ci che poteva aver dimenticato
nella camera, apr piano la porta e scivol fuori dalla stanza.
La luce abbagliante era sparita. Il corridoio era immerso nel buio e Marc doveva orientarsi con i
sottili fasci di luce che filtravano da sotto le porte di alcune camere.
Con chi stava parlando Emma? Che ruolo aveva in quel manicomio?
Solo quando raggiunse le scale os correre. Facendo due gradini alla volta raggiunse il piano
terra, rischiando di scivolare quando svolt l'angolo della reception.
Ah,  qui... gli grid dietro il portiere notturno.
Marc si volt, continuando a procedere verso l'ingresso in retromarcia. Ha bussato lei, poco
fa?.
S. Abbiamo dei problemi con l'acqua calda e volevo avvisarvi....
Non sent le ultime parole: rimasero dietro la porta girevole che lo spinse fuori dall'hotel, in
strada.
E ora? Dove vado adesso?
Nel frattempo il traffico era diminuito, e a parte un tizio che portava a passeggio un Cocker
Spaniel di nome Gassi, non si vedeva nessuno.
Dove vado ora? Senza soldi, senza auto, senza casa... senza ricordi?
Rest sul marciapiede, osservando come un bambino indeciso prima a destra e poi a sinistra
verso il lampione di un cantiere. Alle sue spalle balenavano le tre stelle dell'insegna al neon
dell'hotel, illudendo i potenziali clienti.
Il suo orologio gracchi per ricordargli ancora una volta le cure di importanza vitale, di cui ora
per era sprovvisto: le pastiglie per la scheggia nella testa.
L'uomo con il Cocker lo raggiunse. Era troppo impegnato in una conversazione telefonica per
accorgersi che il cane cercava gi da un po' di fare i suoi bisogni.
Marc guard verso l'alto, al terzo piano, dove le sottili lame di luce filtravano dalle persiane
chiuse, dietro le quali, probabilmente, c'era Emma. All'improvviso si chiese se il telefono fosse
rimasto lass, ma lo trov quasi subito nella tasca della giacca.
Era stato fortunato, quindi decise di dirigersi verso destra: laggi si intravedeva un incrocio pi
animato e forse c'era una stazione della metropolitana. Dopo l'ultima telefonata in taxi doveva
aver
spento il telefono, perch il display era morto; tuttavia la batteria non era scarica, perch appena
lo
riaccese, comparve la richiesta del PIN. Al primo segnale di errore pens di avere sbagliato la
digitazione. Al secondo tentativo errato si ricord che al suo numero aveva risposto un uomo,
spacciandosi per Marc Lucas. Dopo la terza prova si rassegn al fatto che non poteva conoscere
il
codice, visto che la carta SIM era stata scambiata. Si ferm per accertarsi che nessuno lo avesse
seguito e asciug una goccia di pioggia dal display.
Codice errato. Apparecchio bloccato.
Completamente sbigottito rilesse le due righe del segnale di errore.
E all'improvviso seppe ci che doveva fare.
27.
L'uomo si comportava come se fosse stato la preda, e non il cacciatore. Mentre parlava, il suo
sguardo vagava ovunque, incapace di sostare su un punto preciso. D'altra parte, in quell'ufficio
non
c'era molto che valesse la pena di essere osservato per pi di un secondo. N le pareti
tappezzate di
carte geografiche e fotografie delle indagini, tanto meno gli scalcinati scaffali componibili e il
lavandino giallognolo a destra della porta, o gli oggetti anonimi posati su una delle tre misere
scrivanie. Marc si era spesso domandato se la mancanza di gusto fosse un criterio di scelta per i
funzionari dell'amministrazione pubblica, o almeno per coloro che si occupavano degli
arredamenti
interni. Senza alcuna eccezione, i mobili del distretto di Wedding erano tutti di un marrone e un
giallo ocra piuttosto improbabili e sembravano malaticci come i poliziotti che lavoravano l; o
forse,
pi semplicemente, era il loro colorito spento che nel corso degli anni si era uniformato a quello
dei
mobili.
Marc conosceva quel distretto. Quando erano ragazzi, lui e Benny cercavano di evitarlo, spesso
non riuscendoci. Bisognava ammettere per che faceva una bella differenza attendere in
quell'ufficio ammuffito per deporre come vittima o come colpevole. A quei tempi, per esempio,
quando venivano convocati per una rissa dopo un concerto, Marc non si sentiva affatto male
come
in quel momento. Fortunatamente se l'era sempre cavata con un'ammonizione verbale,
altrimenti
avrebbe potuto dire addio alla registrazione all'albo dopo gli studi di legge.
Un altro  andato... sbott il poliziotto della Criminale, che era apparso ora nell'ufficio
avvolto da una nube di fumo e che si present come Philipp Stoya. Oggi ho gi perso
abbastanza
tempo con questi pazzi. Quindi venga subito al dunque. Cosa sa del sequestro?.
Marc guard allibito il poliziotto, che da una scatolina versava un'enormit di capsule
dolcificanti in una tazza di caff praticamente vuota.
Sequestro? disse attirando finalmente, con quella domanda, lo sguardo di Stoya. Per un
attimo
ebbe l'impressione di trovarsi riflesso in uno specchio in grado di riprodurre magicamente solo i
tratti negativi: lo sguardo stanco, le guance cadenti, le borse sotto gli occhi, cos pesanti che
sembravano trascinare al suolo tutta la testa. Marc conosceva la tensione che il poliziotto
sentiva nei
muscoli del collo, mentre li massaggiava con la mano. Gli stessi dolori, a ogni movimento.
Stoya sfil un quotidiano da sotto la tazza e indic il titolo della pagina. IL COLLEZIONISTA
DI OCCHI  ANCORA LUI? tuonava il titolo principale del giorno precedente, posto
direttamente
al di sopra delle foto di due bambini. Marc si ricord di aver sentito alla radio qualcosa su una
serie
di rapimenti. Un tipo mentalmente disturbato sequestrava bambini tra i sette e i dodici anni e
dava ai
genitori settantadue ore di tempo per trovare il nascondiglio, prima di ucciderli e asportare loro
l'occhio sinistro. Fino a quel giorno, dei bambini rapiti dal Collezionista, gli agenti non erano
mai
riusciti a liberarne uno vivo e il nuovo ultimatum sarebbe scaduto fra poche ore.
No, non sono qui per questo spieg Marc. Ora capiva come mai a quell'ora nel distretto di
polizia numero 35 ci fosse ancora tutto quell'andirivieni. All'ingresso, agenti in uniforme e in
abiti
civili si agitavano concitati, numerosi telefoni squillavano contemporaneamente e la sala
d'aspetto
era cos piena che non si trovava un posto neppure in piedi.
Solo l'ufficio della squadra mobile era deserto, probabilmente i suoi occupanti erano fuori in
servizio.
Stoya sbuff lanciando un'occhiata all'orologio posto sopra la porta. Scusi, evidentemente mi
hanno informato male. Cosa vuole allora?.
Vorrei denunciare un crimine. Anzi, un complotto.
Per tutta la durata dell'attesa Marc aveva cercato un modo credibile per iniziare l'esposizione
dei
fatti. Ma non gli era venuto in mente niente. Alla fine aveva deciso di rispondere
spontaneamente
alle domande, cosa che ora si stava rivelando un grossolano errore. Quello che voleva dire
sembrava ridicolo persino a lui, e il dialogo, cos a lungo atteso, poteva gi quasi immaginarlo.
Lei non riesce a entrare in casa sua?.
S.
E perch non  andato da un fabbro invece che alla polizia?.
Perch qualcuno, da dentro, la tiene chiusa.
Chi?.
Mia moglie, che  morta..
Stoya guard impaziente l'orologio e sembrava che volesse schizzare via dalla sedia da un
momento all'altro, cos Marc ruppe il silenzio: Vorrei denunciare un crimine.
Poi fece un riassunto dei fatti che suonava totalmente assurdo, e pi veloce raccontava, pi le
espressioni dell'ufficiale mutavano rapidamente. Passarono da una specie di annoiata
impazienza a
una stupefatta incredulit, fino al pi evidente scetticismo. Nel frattempo Marc non era pi
sicuro
che Stoya lo stesse ancora ascoltando, perch improvvisamente si era messo a battere sulla
tastiera
del computer e, con la mano sul mouse, ora fissava il monitor antidiluviano.
Okay... cominci con un tono mellifluo, quando Marc ebbe finito. Avrei solo un'ultima
domanda.
Che sarebbe?.
Ne ha ancora un po'?.
Di cosa?.
Delle pastiglie che si  fatto oggi.
Stoya si alz e fece cenno a un giovane poliziotto, che si avvicin immediatamente alla porta.
Mi ascolti, lo so che sembra tutto assurdo... grid Marc, ma Stoya con un mezzo sorriso gli
porse la mano.
No, no. Non si preoccupi, cose del genere le sento tutti i giorni.
Anche Marc si alz. Per favore, non potrebbe mandare qualcuno dei vostri a casa mia in modo
che verifichi la situazione?.
Ora l'agente stava di fronte a Marc e aspettava le disposizioni del suo superiore. Odorava di
sonno e dopobarba economico. Probabilmente si era buttato a dormire un po' in uno sgabuzzino
per
le scope e poi si era rasato velocemente per rinfrescarsi.
Per cose cos idiote non abbiamo tempo.
Okay, allora verificate almeno la mia identit, in modo che possa capire se sono davvero
impazzito o se invece sono vittima di un intrigo.
Stoya prese la sua tazza e si diresse verso la porta. L'ho gi fatto, proprio ora.
Come?.
Marc sentiva il respiro caldo dell'agente che tentava di spingerlo con solerzia verso l'uscita.
Ho verificato i suoi dati, e per questo motivo ora il mio collega si occuper di lei.
Stoya apr la porta e si diresse nel corridoio. L'ufficio brulicava di voci. Devo salvare due
bambini. Perci non ho tempo per un ladruncolo.
Ladruncolo? ripet Marc esterrefatto e si divincol dalla presa dell'agente.
A volte i farmacisti si arrabbiano se uno non paga i medicinali.
No, si tratta di un malinteso.  stato a Hasenheide, vero? Gli ho lasciato persino la carta di
credito.
Che non funziona.
Maledizione, ma non sono venuto per questo.
Allora, adesso le spiego: so benissimo quali medicine prende. Nella denuncia si parlava di
psicofarmaci molto potenti che lei avrebbe richiesto al farmacista.
Come?. Marc si prese la testa fra le mani. No, no, no!
Io ho bisogno di una cura per la scheggia piantata nella mia testa. Non sono uno psicopatico.
La scheggia che l'ha ferita durante l'incidente?.
S.
In cui  morta sua moglie?.
Marc annu.
La stessa moglie che ora non vuole lasciarla entrare nel suo appartamento?.
Marc ammutol. Era arrivato al punto che temeva.
E lei sostiene di non essere uno psicopatico?. Stoya fece un cenno al collega e si allontan
con
passo spedito senza pi voltarsi.
Marc ormai non aveva pi nemmeno la forza per togliersi di dosso le mani dell'agente, che lo
spingeva lungo il corridoio. Lontano dalle stanze degli alti ufficiali, al secondo piano, verso
quei
luoghi che nella sua giovent aveva gi frequentato pi volte.
Marc abbass la testa e si chiese dove potessero ancora scagliarlo le onde del maremoto di
quella
notte, ora che la risacca aveva risucchiato la sua auto, le medicine, tutti i suoi contatti, il denaro
e
persino la sua credibilit presso la polizia. Avrebbe voluto sprofondare in una botola, gi fino in
fondo, nel buco nero dell'oblio  lontano da quella realt irreale. Ma questo accade solo nei
sogni.
Fuori da essi non esistono uscite segrete verso mondi migliori, nessuna scala di corda per salire
nella casetta sull'albero e nascondersi dal male ritrovando la pace. L, nella realt crudamente
illuminata del grande distretto di Wedding, non accadevano miracoli.
O s?
Come poche ore prima  quando si era trovato davanti al cratere in cui ci sarebbe dovuto essere
l'imponente edifcio della clinica  adesso passando attraverso la reception Marc non pot
credere
ai suoi occhi.
Non aveva confidato a nessuno che sarebbe andato l. Eppure, all'improvviso, era apparsa
l'unica persona al mondo che avrebbe voluto avere al suo fianco in quella condizione disperata.
28.
Alla vigilia del primo incontro con Constantin alla tenuta dei Senner, Sandra lo aveva avvisato
della reazione che suo padre suscitava nella maggior parte delle persone quando entrava in un
ambiente. La met dei presenti interrompe la conversazione e l'altra met  presa dalla
tentazione
di balzare in piedi e applaudire.
Quelle poche parole che erano bastate per descrivere cos bene suo padre, Sandra le aveva urlate
per sovrastare la musica rock dell'autoradio. Con i suoi diciotto anni era pi vecchia di lui di sei
mesi esatti, e aveva gi la patente.
I ricordi di quel pomeriggio estivo, caldo e soffocante, erano velati da una cortina azzurra, ma
tuttavia erano precisi, come se avesse imparato i dettagli a memoria per affrontare un esame.
Era il
giorno in cui lei voleva presentarlo ai suoi genitori. Lui!  Un nullafacente che aveva conosciuto
a un
concerto dei New Romantics. Marc non era mai stato in quella zona snob di Zehlendorf, ma il
Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione aveva indetto un concorso a premi, e uno dei
luoghi
per il concerto era stata l'Aula Magna del liceo di Sandra. Subito tutti si erano convinti che la
bambolina bionda con la coda di cavallo e le scarpe da tennis volesse prenderlo in giro, ma poi
quella ragazzina danzante in prima fila si era intrufolata dietro al sipario dopo il concerto e
aveva
conversato con loro di musica. E ne sapeva parecchio. Non solo conosceva tutti i gruppi delle
loro
cover, ma era stata ai loro concerti, e a volte ascoltava anche musica pi dura di quella di Marc.
Ma
il fatto che Sandra si comportasse come un ragazzo era stato per Marc molto seccante. Beveva
dalla
bottiglia, dopo un lungo sorso ruttava e usava il Labello di Marc senza ritegno, sebbene lui non
avesse potuto notare nessuna screpolatura sulle sue labbra.
Alla fine si erano dati appuntamento per il fine settimana successivo al Koma, una discoteca
heavy-metal. Marc non pensava che la biondina dell'ovest si sarebbe fatta vedere. In ogni caso,
per
sicurezza, aveva comprato una cinquantina di Labello, di qualsiasi gusto e colore: voleva vedere
la
sua faccia quando glieli avrebbe offerti tutti insieme, se lei gli avesse chiesto ancora il burro di
cacao. Ma non si era potuto togliere quella soddisfazione perch non aveva considerato il
buttafuori.
Il tipo tatuato del Koma fece finta di vomitare mentre tirava fuori un Labello dietro l'altro dalle
tasche di Marc. Alla fine aveva lasciato passare quella femminuccia, ma senza gli stick.
Tuttavia al primo bacio ci era arrivato, anche se non proprio subito. Sandra lo aveva costretto a
provarci per un bel po'. Marc aveva il sospetto che ci fosse anche un altro candidato, e che lei
glielo
nascondesse. Poi, all'improvviso, alla sua festa di compleanno, nella camera dei suoi genitori
se lo
era fatto, come diceva sempre lei scherzando.
Tuo padre mi odier aveva profetizzato Marc tre mesi dopo il loro incontro, durante il
viaggio
verso la villa della famiglia, a Sakrow. Si accorger alla prima occhiata che non ho mai fatto il
nodo a una cravatta. E con una sola domanda capir perch non ha mai incontrato mio padre al
ballo dei giuristi, e che non si occupa di agenti di borsa o chirurghi, ma di piccoli criminali e
asociali. E....
...e ti uccider quando sapr che gi da un mese ti scopi l'unica tesorina di pap aveva
concluso Sandra ridendo a crepapelle. Poi aveva frenato di colpo ed era scesa scalza dall'auto.
Si
era innamorato proprio di quella sua contraddizione congenita, di quel viso d'angelo dalla cui
bocca
anche le cose pi oscene suonavano eleganti.
Poi tu lo finisci raccontandogli i nostri numeri pi calienti.
Non ce n' bisogno aveva riso lei. Lui  come te. Un essere molto sensibile. Intuir quello
che abbiamo combinato mezz'ora fa sotto la tua doccia.
Allora, quando avevano risalito ciondolando mano nella mano l'ordinato vialetto di ghiaia,
Marc
non poteva certo prevedere che il padre di Sandra sarebbe diventato la persona pi importante
cui
fare riferimento. E nell!incontro glaciale di quella calda serata estiva, non c'erano stati i bench
minimi presupposti per immaginarlo.
Come hai fatto a trovarmi? chiese Marc e si guard intorno. La pianta del distretto ricordava
quella di una scuola superiore. In quel momento si trovavano in una sala d'ingresso con il
soffitto
basso, dove due grandi scale portavano ai piani superiori, che ospitavano altri uffici, stanze per
interrogatori e altre zone di raccolta pi vaste.
Stai bene? chiese Constantin con il tono preoccupato di un uomo che non si aspetta una
risposta positiva. Come al solito indossava un completo scuro con la pochette bianca nel
taschino. E
come sempre non mostrava le dodici ore di sala operatoria che di sicuro aveva alle spalle.
Marc sent che le mani dell'agente che lo accompagnava allentavano la presa. L'effetto
Constantin funzionava sempre.
Cosa  successo qui? Cosa vuole questo tizio da te? chiese suo suocero senza curarsi del
poliziotto. Contemporaneamente si guard intorno per cercare un ufficiale superiore che potesse
dargli una spiegazione. Stoya usc dalla toilette proprio in quel momento e guard perplesso il
trio.
E lei chi ? prov a domandare l'agente, improvvisando la voce pi autoritaria di cui fosse
capace, ma Constantin non ritenne necessario rispondergli, e nemmeno scusarsi mentre lo
scansava
per avere la strada libera verso le scale.
Come mi hai trovato? torn a chiedere Marc. Non riusciva minimamente a capire come suo
suocero avesse potuto rintracciarlo.
Perch me lo chiedi? Eri registrato sulla segreteria telefonica.
Come dici?
Non  possibile. Marc estrasse con difficolt dai jeans il suo cellulare, ormai inutilizzabile.
Non ho pi il tuo numero.
Ma stai scherzando? Ci siamo sentiti anche ieri.
S, ma qualcuno ha rubato la mia carta SIM, io non conosco il tuo numero a memoria e
l'infermiera alla clinica non me lo ha voluto dare. Marc gli mostr il display spento. Inoltre
questo coso non funziona neanche pi.
La carta SIM? Quindi sei stato derubato?. Sconcertato, Constantin gli prese dalle mani il
telefono. In quel momento arriv Stoya. Qualche problema?.
Anche lui ignor il collega e si rivolse direttamente al pi anziano del gruppo. Come accade in
natura, cos anche in un reparto di polizia sembra che i pi forti si riconoscano fra loro.
In realt, qualcosa c'. Sono il professor Constantin Senner, ed esigo sapere subito chi vi ha
dato il diritto di trattenere mio genero qui.
Per prima cosa il signor Lucas non l'abbiamo....
Dottor Lucas lo interruppe Constantin.
Bene, il dottor Lucas non l'abbiamo trattenuto noi.  venuto qui di sua iniziativa....
Constantin interruppe nuovamente il commissario.  vero? chiese e guard Marc con aria
inquisitoria.
S.
Ma perch?.
Perch qualcuno ha rubato la mia identit. Perch quel gi misero resto della mia vita 
andato
definitivamente in pezzi e perch ho bisogno di qualcuno che li rimetta insieme.
Avevo bisogno di aiuto da qualcuno che fosse neutrale rispose Marc e sent subito quanto
questo suonasse criptico.
Ma per caso sei nei guai?. Le suole di cuoio di Constantin scricchiolarono quando fece un
passo verso di lui. Marc si gratt involontariamente con gli indici la pelle rovinata delle unghie
dei
pollici.
Lascia che ti spieghi tutto quando saremo fuori da qui.
Cosa che richieder un bel po' di tempo. Il poliziotto trov nuovamente il coraggio di aprire
bocca. Prima dobbiamo interrogarla per il furto.
Furto?.
Marc tocc nervoso la benda sulla nuca e sbuff: Avevo bisogno delle medicine, e il
farmacista
non ha accettato le mie carte, ma ora non  importante.
Ma un momento, vuoi dire che veramente hai...?.
S, ma senza volere. Mi sono dimenticato.
Ti sei dimenticato di pagare?.
Se tu sapessi quello che mi  successo oggi, capiresti.
Ecco, allora spiegami, per favore. Al momento, se devo essere sincero, mi sento un po'
confuso,
e vorrei....
Potrebbe seguirmi un momento per favore?. Questa volta era stato Stoya a interrompere il
chirurgo.
Il commissario indic due grandi colonne di cemento su cui erano appesi due cartelli che
vietavano di fumare. Constantin esit un attimo, poi lo segu, voltandosi un paio di volte verso
Marc
con aria interrogativa, finch non scomparve dietro la colonna.
Il commissario e suo suocero distavano solo tre metri, ma l'acustica era pessima e Marc non
riusc a cogliere che pochi stralci di frase. In pi l'agente stava cercando di ristabilire la propria
autorit compromessa, spiegando a Marc le gravi conseguenze del suo furto di medicinali,
nonch il
fatto che avrebbe potuto essere accusato anche di truffa per via delle carte di credito. Perci
rest di
stucco quando Stoya torn pochi minuti dopo con Constantin e gli ordin di rilasciare
immediatamente Marc.
Neanche trenta secondi dopo Marc si trovava di nuovo davanti alla porta del distretto sotto la
pioggia scrosciante e ancora non riusciva a rendersi conto di cosa fosse successo.
E per il furto? chiese al suocero.
Ci ho pensato io.
Come?.
Stoya  un uomo ragionevole e stanotte ha qualcosa di pi importante da fare. Gli ho garantito
che avrei riparato al danno e ha capito la situazione.
La mia situazione?.
Ora sa quello che hai dovuto sopportare nelle ultime settimane.  pi che comprensibile che tu
sia un po' scombussolato.
Un po' scombussolato? Oggi ho visto Sandra!.
Marc gir la schiena controvento. La pioggia gli martellava pesantemente sulla nuca.
L'acconciatura crespa di Constantin non sembrava risentirne affatto.
Lo so. Anche io la vedo continuamente.
Con il telecomando apr la chiusura centralizzata della Mercedes parcheggiata in doppia fila,
direttamente davanti al distretto. Due leggeri bip fecero lampeggiare la spia dell'allarme, ma
Constantin rimase sul marciapiede e si asciug alcune gocce che erano rimaste intrappolate fra
le
sue folte sopracciglia.
Ultimamente ho persino rincorso una donna, al parco, perch da dietro sembrava lei.
Con le dita si tocc lo sporgente pomo d'Adamo e si massaggi il collo. La sua voce cominci a
tremare.
E ieri stavo per scoppiare a piangere, quando al lavoro mi sono trovato seduto davanti una
ragazza che, pur non somigliandole affatto, mentre parlava si osservava le unghie proprio come
faceva Sandra quando era nervosa.
Marc scosse la testa e si allontan da Constantin.
No, tu non capisci. Era lei!.
Si spost sulla strada e sent la chiusura centralizzata che si richiudeva perch era trascorso
troppo tempo senza che nessuno salisse. Si avvicin alla berlina, appoggi le braccia sulla
capote e
chiuse gli occhi.
Il lutto sta facendo impazzire anche me, Marc. Ma non possiamo continuare cos.
Marc non rispose e non lo guard neppure quando sent il suo braccio sulla spalla.
Probabilmente stai vivendo uno shock post traumatico. Vieni con me alla clinica, ti do
qualcosa.
Una pesante goccia rimbalz sulla fronte di Marc.
Sono sicuro di quello che ho visto mormor, pi che altro rivolto a se stesso.
Cos come eri sicuro che il tuo cellulare non funzionasse pi?.
Marc riapr gli occhi e fece il giro dell'auto. Per l'ennesima volta, in quella notte, fiss
incredulo
il display del suo telefono, che Constantin teneva direttamente davanti ai suoi occhi. Come ci
sei
riuscito?.
Asciug le mani bagnate sui jeans e apr la rubrica.
Non  possibile.
Tutti i contatti erano l.
Avevi inserito inavvertitamente la modalit off-line. Per questo non riuscivi a telefonare.
Le mani di Marc cominciarono a tremare e di colpo si sent ipoglicemico, come se l'enorme
fatica che aveva dovuto affrontare non fosse soltanto interiore.
Ma  possibile? Sono cos suonato che non so neppure pi utilizzare il mio telefono?
Andiamo alla clinica lo preg Constantin e riapr nuovamente le portiere dell'auto.
Ma allora perch al mio numero ha risposto uno sconosciuto?
Marc alz la testa e con lo sguardo segu un'ambulanza che percorreva lentamente la strada,
passando davanti al distretto di polizia. I vetri riflettevano le luci dei lampioni, e Marc non pot
vedere all'interno.
Va bene sbott alla fine, quando l'ambulanza li oltrepass. Andiamo. Ma non alla clinica.
Cosa vuoi dire?.
Voglio sapere se sono veramente impazzito. E mi serve il tuo aiuto.
29.
VIETATO ENTRARE.
Lo stesso tappetino, la stessa vecchia scala con gli stessi odori stagnanti di cibo sui pianerottoli,
la stessa usurata passatoia sui gradini consumati e la cassetta stracolma di posta all'ingresso.
L'unica cosa che era mutata nelle ultime ore era lo stato di Marc. Le sue condizioni fisiche e
quelle
psicologiche erano sempre pi omogenee e rasentavano il livello pi basso.
Mentre con il suocero saliva i gradini per arrivare al suo appartamento, si chiese se le sofferenze
fisiche non fossero altro che un atroce fenomeno complementare della pazzia. Oppure se si
trattasse
dell'esatto contrario, e i dolori sempre pi insopportabili alla testa e alle giunture fossero la
ragione
delle allucinazioni.
Ma era proprio indispensabile che venissi a vivere qui? chiese Constantin, a cui la salita non
creava alcuna difficolt. Si allenava ogni due giorni per un'ora e mezza nella cantina della sua
villa,
l'unico luogo della tenuta non climatizzato, perch il chirurgo era dell'idea che lo sport fosse
vero
sport solo se si sudava.
Naturalmente capisco che non potessi pi vivere a casa vostra, dopo che... disse pensieroso.
Dopo che...
Marc si volt verso di lui, che in quel momento stava considerando con aria sprezzante un
passeggino lasciato davanti a una porta.
Ma perch qui?. Constantin scosse la testa. Persino la sua domestica viveva in un luogo pi
elegante.
Marc si premette la mano contro il ventre, per contrastare le fitte che lo colpivano
all'improvviso
al fianco. C' anche di peggio rispose senza fiato e prosegu.
Di peggio.
Per esempio Kiez, la zona in cui era cresciuto, in Soldiner Strae. Dove il vicino aveva sparato
in
aria con il kalashnikov dal balcone sotto al loro, quando il Galatasaray aveva segnato un goal in
casa, in Turchia. In effetti, dopo la morte di Sandra aveva ipotizzato di tornare l, alle proprie
radici,
ma si era reso conto che queste erano state troncate ormai da tempo. La prima era stata tranciata
con
la morte di suo padre, la cui scomparsa improvvisa aveva sollevato illazioni selvagge nel
vicinato.
Frank Lucas si  ammazzato; doveva essere pieno di debiti; non c' da meravigliarsi, con
quei
figli malriusciti; probabilmente il vecchio si era attaccato alla bottiglia.
All'inizio sua madre aveva fatto di tutto per spiegare ai vicini le vere ragioni, raccontando che
la
malattia al fegato era congenita, che era stata diagnosticata troppo tardi perch si erano
concentrati
invece sui problemi psicologici di Frank. Per una persona normale, la quantit di alcol che lui
ingeriva non sarebbe stata mortale. Ma suo padre non era mai stato sano, e anche sua madre non
lo
sarebbe pi stata. Era morta pochi mesi dopo il marito per un colpo al cuore  nel vero senso del
termine.
Perch sei qui? domand Marc stanco, continuando a salire.
Constantin sospir alle sue spalle. Non ci siamo gi chiariti? Mi hai chiamato e sono venuto al
commissariato....
No, non intendo questo. Mi chiedo come mai mi rivolgi ancora la parola.
Ah, in quel senso. Suo suocero era un uomo troppo intelligente perch Marc dovesse
aggiungere altro.
Dalla morte di suo padre, Constantin Senner era diventato una delle persone pi importanti
della
sua vita, un mentore che gli aveva insegnato a non sprecare la vita e a sfruttare il proprio
talento.
Ma non per la ricchezza. Tutto ci che Constantin aveva fatto, era stato metterlo in contatto con
persone che avevano realizzato qualcosa nella loro vita. Ma il loro rapporto non era stato cosi
dall'inizio.
Tu pensi che dovrei avercela con te? Che dovrei buttarti fuori dalla mia vita? chiese
Constantin affiancandolo.
Hai gi cercato di farlo, una volta.
Suo suocero si accigli, e Marc si scus subito per il colpo basso. Circa sei mesi dopo il loro
primo incontro nella tenuta dei Senner, lo aveva preso da parte guidandolo verso la stanza del
camino, mentre Sandra era rimasta in cucina con la madre. Marc aveva pensato che finalmente
il
ghiaccio fosse rotto, visto che Constantin per la prima volta si mostrava cordiale. Sorrise
persino,
allungandogli la busta con le banconote da cento marchi nuove di zecca. In euro sarebbero stati
circa ventimila. Sandra gli aveva raccontato dei problemi finanziari di suo padre, il cui ufficio
legale navigava gi in cattive acque. In un solo colpo la famiglia Lucas si sarebbe liberata dai
debiti.
I soldi sono tuoi, se lasci mia figlia.
Marc era rimasto impassibile, ringraziando educatamente per la sostanziosa offerta. Poi si era
avvicinato al camino e senza esitare aveva lanciato la busta fra le fiamme che divampavano.
Pensavo che alla fine mi avessi perdonato per quel test.
S, l'ho fatto rispose Marc e si appoggi al corrimano.
Allora, quando si era accorto del sorriso sulle labbra di Constantin, gli fu chiaro che era stato
messo alla prova. Marc l'aveva superata con successo, anche se Constantin non aveva previsto
la
reazione impulsiva del futuro genero. Da quel momento la famiglia Senner era pi povera di
ventimila euro, ma aveva guadagnato un nuovo membro.
Temevi che lo facessi per i tuoi soldi.
Peggio. Pensavo che avresti fatto a pezzi il cuore di Sandra.
Marc annu. E alla fine sono riuscito persino a ucciderla.
Nel frattempo avevano raggiunto il quarto piano, mancavano ancora pochi passi da quello che,
fino a poche ore prima, considerava il suo appartamento.
Dimmi una cosa, stai ancora prendendo le pastiglie? chiese Constantin preoccupato, quando
vide Marc che si premeva nervosamente la testa.
Gli immunosoppressori?. Marc scosse la testa e lo sguardo di Constantin si fece ancora pi
turbato.
Ti avevo fornito di una scorta sufficiente e il prossimo controllo  solo tra una settimana.
Lo so, ma la scorta  qua dentro.
Marc indic la porta dell'appartamento. La lampada sulle loro teste, dentro la quale prima
volava
la falena, ora era del tutto spenta.
Bene, allora prendiamo le tue pillole. Poi ti porto subito in clinica per una visita.
Lo farei volentieri, ma....
Che problema c'?.
Guarda l. Marc indic la porta. Lo sapevo che non ero impazzito del tutto.
Nonostante l'esile filo di luce che giungeva dalle scale, l'aveva vista subito.
A cosa ti riferisci?.
Alla targhetta del nome.  ancora scambiata.
Constantin estrasse gli occhiali dalla tasca del cappotto, li port davanti agli occhi senza
indossarli e si avvicin alla porta.
Semmler lesse senza capire.
Come sarebbe?
No, no....
Ora anche Marc si chin verso la targhetta.
Merda, cosa succede ancora adesso?
Constantin accese un fiammifero, ma Marc sapeva bene che suo suocero aveva ragione.
Semmler. Non Senner.
Ma questo... questo .... Il suo sguardo saettava nervosamente. Poi cominci a ridere. La
situazione era semplicemente grottesca. Prima aveva letto chiaramente Senner sulla targa, il
cognome di Sandra. Chi diavolo si era permesso di scambiarlo una seconda volta con un
cognome
ancora pi insensato?
Forse era il nome dell'inquilino precedente? sugger Constantin.
No, non mi ero sbagliato prima. La risposta di Marc era cos irruenta che spense il
fiammifero.
E ti dimostrer che qualcosa qui non va.
Estrasse la chiave con la doppia dentatura dalla tasca. La sua mano stava gi tremando, ancora
prima di inserirla nella serratura.
Faccio io? chiese premuroso Constantin.
No, no. Nessun problema rispose Marc, quasi sgarbato. E poi, con suo grande stupore, non ci
fu nessun intoppo. La chiave stridette leggermente quando scivol nel cilindro. E si lasci girare
senza opporre resistenza, con il solo uso di pollice e indice, come se la serratura fosse stata
appena
oliata.
Schiocc, poi la porta si apr, e Marc non pot credere ai suoi occhi.
30.
Una volta, a circa dodici anni, aveva cercato di confondere sua madre mettendo in dubbio il
fatto
che riordinare la camera ubbidisse a una legge naturale delle cose. In quel periodo, grazie a un
thriller di Michael Crichton, si era confrontato per la prima volta con il fenomeno dell'entropia,
una
grandezza termodinamica che caratterizza la tendenza dei sistemi chiusi a evolvere verso il
massimo equilibrio. Un concetto che esprimeva in qualche modo l'idea secondo cui tutto tende
allo
stato di caos naturale. Cos come la ruota di un'automobile perde forma e contorno, una T-shirt
si
scolorisce lavandola, la camicia si stropiccia, le tegole ogni tanto sono da cambiare e cos anche
l'uomo, prima o poi, si disgrega nelle sue parti e perde l'energia che il suo corpo normalmente
deve
trattenere. Si ammala, invecchia e muore. Per quale motivo, allora, l'uomo dovrebbe passare la
sua
breve vita a rimettere a posto le cose, se in natura c' una forza di tale potenza che annienta
comunque il risultato?
Dopo questo discorso, sua madre aveva appoggiato sui fianchi generosi le mani, che Marc
ricordava quasi sempre infilate nei guanti di gomma gialli, poi alzando le spalle aveva riso
soddisfatta: Okay, allora secondo questa teoria non avrai pi nessuna paghetta, visto che,
comunque, tu l'annienti.
Oggi, quasi vent'anni dopo, si potrebbe avere avuto l'impressione che Marc, da allora, avesse
abbracciato quella scienza, visto che la sua casa si presentava come un perfetto esempio di
laboratorio per la ricerca sul caos.
Santo Dio....
Entrando, Constantin inspir rumorosamente, come se si aspettasse che un simile disordine
dovesse anche esalare un olezzo disgustoso. Invece sapeva solo di legno lucido, di imbiancatura
alle
pareti e di altri tipici odori di ristrutturazione, che erano nell'aria dal trasloco di Marc.
Ma cosa  successo qua dentro? chiese e non os addentrarsi correndo il rischio di calpestare
uno dei numerosi oggetti sparsi dappertutto nel piccolo ingresso.
Niente. Marc spinse di lato con il piede un mucchio di cd. Mi  caduto uno scatolone.
Solo uno?.
Fra telecomandi, raccoglitori con ricevute delle imposte, due prese multiple, una lampada
rovesciata, tre album fotografici e numerosi libri, c'erano dei vasi con delle piante rovesciati sul
pavimento. Erano tutte secche, persino i cactus.
Marc calpest lo scatolone da trasloco il cui contenuto era sparso nell'ingresso e che aveva
lasciato troppo tempo sotto la pioggia. Il fondo si era cos inzuppato che non aveva retto al peso
degli oggetti buttati dentro alla rinfusa. Si trattava dell'ultima scatola, quella che aveva
conservato
per i rifiuti ingombranti. Si era tanto arrabbiato con se stesso che aveva finito per lanciare lo
scatolone con le piante del balcone contro la porta d'ingresso.
Collerico.
Una nuova qualit che lo scalpello del lutto aveva fatto affiorare in lui.
Ma cosa mi  successo? mormor Marc, che nel frattempo era entrato nel soggiorno per
accendere una lampada a stelo che fungeva anche da porta-dvd.
Quell'ambiente, il pi ampio del bilocale, aveva un aspetto migliore bench sparsi sul
pavimento
vi giacessero diversi cartoni del trasloco ancora chiusi. Poich non c'erano armadi o scaffali in
cui
riporre le sue poche cose, viveva come un commesso viaggiatore, con la valigia pronta.
Prelevava
direttamente dagli scatoloni ci che man mano gli serviva.
Sent che nell'altra stanza veniva aperta l'anta dell'armadio, e si lasci scivolare lentamente su
un divano di pelle nera che i facchini avevano piazzato nel mezzo della stanza con la vista
rivolta
verso la finestra. Le grosse gocce di pioggia che il vento aveva disposto in forme irregolari sui
vetri
delle finestre producevano un'atmosfera accogliente del tutto inopportuna nella luce soffusa di
quel
salotto surriscaldato.
Non c' nessuno qui.
Si volt verso Constantin che era riuscito a entrare in soggiorno silenziosamente.
Non c' nulla in camera, e neppure in bagno o in cucina. Ho guardato anche sotto il letto. Qui
non c' nessuno oltre a noi due.
31.
Non pu essere esplose Marc sfinito, sebbene sapesse che suo suocero non stava mentendo.
Lo aveva capito nel momento in cui la chiave aveva girato senza problemi nella serratura. E nel
soggiorno tutto appariva come lo aveva lasciato quello stesso pomeriggio. Sandra non era mai
stata
troppo ordinata e, come lui, aveva il dono di trasformare in un lampo una stanza ordinata in un
campo di battaglia. Ma amava le piante pi di tutto e non avrebbe mai lasciato giacere il suo
amato
bonsai sradicato vicino al terriccio. E questo portava a una sola conclusione...
Sandra non era qui. Non c'era mai stata.
Marc sent che Constantin si era seduto accanto a lui, ma senza sfiorarlo.
Sto perdendo la ragione sussurr a occhi chiusi.
No, non  cos.
S invece. Marc si frizion le tempie, e nonostante il sollievo del massaggio sent che la
nausea continuava ad assalirlo.
L'ho vista. Avrei potuto allungare la mano verso di lei e toccarla.
Tieni, prendi questo.
Marc apr gli occhi. Suo suocero gli stava porgendo un bicchiere di plastica che aveva preso in
cucina. Si era versato per s un goccio di whisky in un bicchiere di vetro molato il cui bordo era
leggermente sbeccato. Bevi,  solo acqua. Se sei sotto shock, hai bisogno di liquidi.
Le scanalature bianche del bicchiere sottile scricchiolarono quando Marc lo afferr. Nella
penombra, l'acqua ondeggiava come la superficie scura di un lago, e Marc si ferm
all'improvviso.
Solo acqua?.
Per chi mi prendi?.
Constantin appoggi il suo bicchiere sul tavolino del salotto. Poi prese quello di Marc e lo
vuot
in un sol sorso. Contento ora?.
Si alz e guard Marc con preoccupazione paterna.
Mi dispiace.
Constantin annu e riprese il suo bicchiere. Sul tavolino era rimasto l'alone del bicchiere. Ma
dovrei darti davvero un tranquillante. Mi stai facendo preoccupare, Marc.
Anche io.
Mi sento come una persona che ha ingoiato un magnete che invece di attrarre il metallo attira
su di s la follia. E ho come l' impressione che diventi pi potente ogni minuto che passa.
Vieni, si sta facendo tardi. Andiamo alla clinica. Constantin appoggi il bicchiere
esattamente
sull'impronta umida e gli tese la mano, ma Marc chiuse di nuovo gli occhi. Gi da piccolo
aveva
imparato che poteva riflettere meglio senza attivare tutti i sensi. Quando riapr gli occhi, suo
suocero si trovava davanti alla finestra. Il suo indice seguiva il percorso di una delle gocce che
ricoprivano di lacrime il vetro. Ti capita mai di pensare a quel giorno di maggio?.
La voce di Constantin era velata. Quando  stato esattamente?.
Quel giorno di maggio.
Non l'avevano mai chiamato in altro modo. Nei loro discorsi non era mai stato il giorno in cui
Sandra era stata aggredita o in cui l'avevano imbavagliata e legata con un filo di ferro al
fornello
della cucina. E neppure il giorno in cui Sandra avrebbe dovuto accompagnarlo a un corso e
invece era rimasta nella villa del padre a causa della nausea.
Christian avrebbe tre anni, oggi mormor Marc.
Esattamente tre anni fa.
Constantin sospir, come se da allora fosse passata un'eternit. E, in effetti, lo era. Allora
Sandra
era rimasta incinta per la prima volta. L'avevano assalita mentre stava per guardare una vecchia
puntata di The King of Queens in dvd, con una confezione formato famiglia di gelato alla
crme-
brle. Constantin torn solo dopo sei ore a casa. In quel lasso di tempo i due delinquenti
avevano
scassinato la cassaforte e rubato, oltre alle preziose tele appese alle pareti, una collezione di
orologi,
del denaro, tutte le posate d'argento e un vecchio computer portatile.
Sei ore.
L'emorragia dell'aborto era iniziata gi quarantacinque minuti prima.
Per questo non avevate voluto scegliere il nome per il secondo bambino?.
Marc annu. S, quel giorno aveva distrutto molte cose. Pensavamo che Sandra non potesse
avere altri bambini. Quando invece  successo di nuovo, non volevamo sfidare la sorte.
Superstizione. Sorrise amaramente. Non  un'ironia del destino?.
Constantin si volt e all'improvviso apparve infinitamente vecchio. Ti sbagli.
Marc lo guard. In che senso?.
Tu hai detto che quel giorno aveva distrutto molte cose. Naturalmente  vero. Ma anche se
suona cinico, la sfortuna vi ha regalato altri tre anni di felicit.
Non riesco a capire.
Sandra stava per lasciarti, Marc.
Come dici?. Marc si sent raggelare il sangue e si irrigid come chi teme di ricevere un
cubetto
di ghiaccio gi per la schiena.
Non ne sono sicuro, ma credo che lei per questo fosse venuta a Sakrow. Voleva parlare con
me,
aspettava che tornassi. Constantin respirava affannosamente. Aveva chiamato dicendo che si
trattava della vostra relazione e di un altro uomo che aveva incontrato da poco.
Non pu essere disse Marc, sebbene avesse tutte le ragioni per credergli. Vecchi ricordi
pressanti stavano combattendo in un unico punto delle retrovie della sua coscienza. Allora
aveva
voluto nascondere i propri sospetti e aveva ritenuto il comportamento di Sandra una
conseguenza
del cambiamento ormonale della gravidanza. Inizialmente era diventata assente e silenziosa; poi
si
era rifugiata sempre pi in se stessa. Finch il suo umore meditabondo era sembrato sfociare in
una
depressione. Marc avrebbe voluto annullare tutti gli impegni e restare a casa con lei fino al
parto,
ma Sandra non aveva voluto. Al contrario passeggiava per ore da sola, anche in posti che
normalmente avrebbe evitato. Un giorno Marc, che aveva appena visitato i genitori di un
ragazzo a
Neuklln, l'aveva vista uscire da uno squallido caff sulla strada e salire su un taxi con l'aria
assente. Quando la sera le aveva parlato della cosa, lei si era adirata e gli aveva gridato in faccia
che
si rifiutava di deporre, avvocato.
Chi era l'altro?. Marc pose la domanda che gi allora lo aveva tormentato.
Constantin si strinse nelle spalle. Non lo so davvero. Non mi ha pi raccontato altro perch,
dopo essersi svegliata dall'anestesia, non ne voleva pi parlare. Voleva solamente vedere te.
Marc fu preso da un crampo al polpaccio e si alz dolorante. Gli venne in mente proprio una
vecchia battuta di uno degli assistenti universitari, secondo la quale si capisce che un uomo ha
superato la cinquantina da come si lamenta nel momento in cui si siede o si alza. Se cos fosse,
quel
giorno Marc sarebbe sembrato pi vecchio di almeno diciotto anni.
Perch mi hai raccontato questa storia proprio ora? chiese afferrando il bicchiere di plastica
vuoto che poco prima Constantin aveva posato sul tavolino. Doveva andare in bagno e mettere
la
testa sotto l'acqua, e p: finalmente prendere le medicine.
Constantin rispose solo quando Marc ebbe chiuso dietro di s la porta del bagno: Perch poco
fa mi hai chiesto come mai continuo a considerarti come un figlio. A volte una tragedia ha la
forza
incredibile di unire ancora di pi le persone che si amano.
Ah, fantastico. Allora avvisami se ti capiter di non sopportarmi pi, magari uccido qualcuno
e....
Mentre si sosteneva appoggiando le mani al lavandino, Marc fiss il punto della parete in cui
avrebbe dovuto montare uno specchio. Era felice di non averlo ancora fatto, cos poteva
risparmiarsi
di vedere come era conciato.
Smettila di nasconderti dietro alle tue battute. Non  altro che autocommiserazione disse
Constantin cupamente.
Una cosa simile l'ho gi sentita, oggi mormor Marc e prese il miscelatore per sollevarlo al
massimo e far scorrere l'acqua gelata sui suoi polsi, quando lo sguardo gli cadde sullo spazio
fra il
tappo e lo scarico.
Che accidenti...?
Si chin e tolse dallo scarico il tappo cromato, che fece un leggero schiocco.
Questa  da non credere.
Appeso alla guarnizione nera c'era un capello. Era lungo circa quindici centimetri e la punta si
arricciava come la corda di un violino. Involontariamente Marc si tocc la nuca che non rasava
da
ormai quattro giorni.
Constantin. Si schiar la gola e poi ripet il nome pi forte, visto che non era arrivata alcuna
risposta.
Allora  vero.
Fissava ipnotizzato il capello biondo che teneva fra le dita e che non poteva certo essere suo.
Gli
tremavano le mani quando lo port al naso, ma naturalmente non sent alcun profumo. Per ne
era
certo.
Sandra.
Aveva ristrutturato tutto l'appartamento, il lavandino era nuovo di zecca e non aveva avuto mai
ospiti o visite.
Questa  la prova.  stata qui.
Marc chiuse gli occhi, ferm la mano tremante con l'altra e respir a pieni polmoni. Poi strinse
nel palmo quell'unico capello e si lanci fuori dal bagno.
Constantin, ho la prova. Non sono diventato pazzo... grid mentre tornava in soggiorno,
sbattendo il ginocchio contro uno sgabello di metallo che spuntava da un cartone mezzo aperto.
Il
dolore lancinante si trasform in puro terrore quando zoppic nel soggiorno e vide che la
finestra
era improvvisamente spalancata.
Il salotto in cui poco prima era seduto con il suocero era vuoto. Constantin era scomparso. E
con
lui il bicchiere di whisky e l'alone sul tavolino.
32.
Ehi?.
Marc aveva perso ogni senso del tempo. Non sapeva per quanto fosse rimasto a fissare la
pioggia
buia della notte. L al quarto piano non c'erano la scala antincendio o un balcone, o
un'impalcatura
o un carrello attraverso cui lasciare l'appartamento.
Constantin?.
Suo suocero si era dissolto nell'aria.
Chiuse la finestra e barcoll verso l'ingresso per accendere la luce, ma l'interruttore non
funzionava. Solo alla seconda occhiata si accorse che la lampadina non c'era pi.
Ehi, ma dove ti sei nascosto?.
La sua voce rimbombava nel corridoio dell'ingresso con le pareti nude.
Ti prego, fa' che mi svegli. Fa' che sia tutto soltanto un incubo.
Marc si volt verso la porta del soggiorno e rimase di stucco quando vide che la catena era
chiusa dall'interno.
Dove sei? sussurr ancora, ma pi che altro a se stesso, presagendo gi cosa avrebbe trovato
in
camera e anche in cucina: nulla.
Nulla se non un materasso matrimoniale e un altro cartone sul quale era appoggiato un abat-jour
di poco valore, che lasciava acceso ogni mattina in modo da non dover cercare il cavo con il
piccolo
interruttore la sera tardi nella camera completamente buia.
Ma Marc si sbagliava. E quell'errore gli fece dubitare definitivamente della sua ragione. Perch
la lampada era sparita.
Come Constantin. Come Sandra. Come la mia vita.
Eppure non era buio, perch una debole luce azzurrognola filtrava tra le fessure del cartone.
Non  possibile.
Marc si diresse verso il materasso e prov un insopportabile desiderio di lasciarsi cadere, tirarsi
la coperta umida sulla testa e sprofondare in un sonno eterno e senza sogni, ma la luce fioca lo
attirava come sotto ipnosi, riportandogli alla memoria un discorso che aveva fatto Sandra anni
prima.
Ehi, che succede? Perch mi guardi cos, adesso?.
Giurami che....
Che cosa?.
Giurami che lascerai sempre una luce accesa.
Apr il cartone, pieg con mani tremanti i lati... e trov la conferma della sua surreale visione.
Come ti sembra?.
Mah, la trovo un po'... originale?.
Terribilmente brutta direi, mi sembra pi adeguato.
Chiuse gli occhi ma i ricordi rimasero vividi.
Ma che hai ora... piangi?.
 Ascolta, lo so che pu sembrare assurdo, ma noi dobbiamo farci una promessa.
Va bene, quale?.
Se uno di noi dovesse morire  aspetta, lasciami finire, ti prego  deve mandare un segno
all'altro.
Quando riapr gli occhi la lampada a forma di delfino celeste, orrendamente grottesca, era
ancora
nel cartone.
E brillava per la prima volta nella sua vita.
I'm coming to find you if it takes me all night
Can't stand here like this anymore
For always and ever is always for you
I want it to be perfect like before.
Ohohoho...
I want to change it all.
I want to change.
The Cure, A NIGHT LIKE THIS
Nothing sounds as good as I remember that.
Prefab Sprout, I REMEMBER THAT
33.
Il rumore angosciante che lo turb ancora pi della lampada a forma di delfino accesa
riecheggiava come il minaccioso ronzio di un calabrone che, rimasto prigioniero tra una
persiana e
una finestra, tenta disperatamente di liberarsi diventando sempre pi aggressivo. Eppure
proveniva
dal corridoio, dove non c'erano finestre, ed era troppo ritmato perch si trattasse di un insetto
impegnato in una lotta senza controllo.
Marc si volt verso la porta della camera da letto e il ronzio nelle sue orecchie cess. Tutt'a un
tratto l'appartamento era immerso in un silenzio tale che riusciva a sentire gli scatti del
contatore
della corrente e il brusio del riscaldamento.
C' qualcuno? grid con la bocca impastata. Ma nel momento in cui varc la soglia del
corridoio buio, trasal dal terrore.
Il calabrone era tornato e adesso era ancora pi aggressivo. Ancora pi rabbioso.
Il cuore di Marc acceler mentre avanzava trascinandosi nel corridoio, alla ricerca di un oggetto
con cui difendersi. Ma poi, poco prima che il rumore divenisse un ronzio costante, Marc si rese
conto di quanto fosse ridicolo il proprio comportamento. Guard una piccola scatola grigia, a
destra
della porta sopra il montante.
Maledizione, ho avuto paura del mio campanello sussurr. Tent ancora di ridere di s, ma
gli
sforzi di dominare in questo modo la paura caddero nel vuoto.
Come un calabrone. Sembra un calabrone imprigionato e furioso.
Fatta eccezione per gli addetti all'imballaggio dei mobili della ditta di traslochi e Roswitha,
nessuno sapeva quale fosse il suo nuovo indirizzo.
Chi altro pu essere?
Lo sguardo di Marc cadde nuovamente sulla catena davanti alla porta di ingresso che qualcuno
doveva aver tirato dall'interno dopo che suo suocero era scomparso. Rabbrivid.
Constantin?.
Avvicin l'occhio sinistro allo spioncino e scrut fuori. Sent tutto il corpo percorso dai brividi
ed emise un gemito: sebbene il ronzio costante si fosse trasformato in uno staccato ritmico, non
riusciva ancora a vedere chi ci fosse l fuori col dito premuto sul campanello.
Che cosa sta succedendo? Forse  tutto soltanto nella mia testa? Forse non esistono nessun
campanello, nessuna porta, nessun appartamento e nessuna Sandra.
Ora rise per davvero, anche se con una sfumatura isterica.
Forse non esisto neppure io?
In uno slancio di fatalismo stacc la catena dalla serratura e apr la porta dell'appartamento.
Niente.
N davanti alla porta e neppure in corridoio. N Constantin, n il vicino, e neppure uno
sconosciuto. Marc era solo, proprio come si sentiva mentre richiudeva lentamente la porta
appoggiandovi la fronte contro.
Il brusio infuriato del campanello si plac per un istante, poi riprese con un altro ritmo.
Tre volte breve, tre volte lungo. Poi ancora tre volte breve.
SOS?
Port la mano al cerotto sulla nuca pregno di sudore, l'unico posto del suo corpo che non era
stato avvolto dalla morsa di gelo che lo stringeva sempre pi.
Un campanello fantasma che si esprime in codice Morse. Per bisogna ammettere che persino
le
mie allucinazioni hanno il senso dell'umorismo.
Procedendo a ritroso torn in soggiorno, senza perdere di vista la scatola ronzante sopra la
porta,
dalla quale partiva un cavo che passava dall'intonaco al pavimento, prima di dividersi
all'altezza
della maniglia della porta; una parte del filo scendeva verso il basso in direzione del battiscopa,
l'altra correva parallela al pavimento e scompariva dietro al cappotto invernale appeso a un
gancio
del guardaroba che Marc aveva trovato l gi prima del trasloco.
Tre volte breve. Tre volte lungo.
Ma certo!
Sono cos sfinito che non riesco neanche pi a pensare lucidamente.
Tir da un lato il cappotto e si ricord delle lodi entusiastiche dell'agente immobiliare, tali da
rendere un semplice citofono l'ultima conquista della ricerca spaziale, a giustificazione di
quell'affitto spropositato.
Quando la sollev dal ricevitore, la cornetta fischi. Il calabrone smise subito di ronzare.
S? gracchi nel microfono e si sent quasi sollevato nel ricevere una risposta. Nonostante la
voce appartenesse a una persona dalla quale era scappato poco prima.
Pu parlare?.
Emma.  Il suo tono sottomesso e timido era inconfondibile.
Marc rimase a fissare la scatola del citofono priva di monitor, incapace di rispondere.
Ehi?  ancora l?.
La linea crepit e infine Marc ritrov la voce.
Chi intende? Come fa a sapere dove vivo?.
L'ho seguita rispose Emma e toss.
Seguito? ripet Marc inebetito.
S, alla polizia. E poi qui. L'ho vista andare via con lui.
Constantin?.
Non so come si chiama, so soltanto che sta con loro.
Loro?
Ora scenda, prima che sia troppo tardi.
Marc scosse la testa, come se Emma dalla strada potesse vederlo. Cos che possa di nuovo
cadere nella sua trappola?.
Quale trappola? Di che cosa sta parlando? Sono io quella a cui danno la caccia.
Caccia?
Mi ascolti.... La voce di Marc tremava. Non so chi siano i suoi mandanti, ma....
Ma quali mandanti, santo Cielo? Anche io sto fuggendo come lei, da sola. Contando sulle mie
sole forze.
Ah s? E con chi stava parlando di me al telefono poco fa in albergo?.
Emma sospir. Ah, quello. Glielo spiego pi tardi.
No, adesso. A chi ha telefonato?.
La linea crepit di nuovo e il sibilo crebbe.
Alla mia casella vocale.
Come scusi?.
Lei esit. Ogni ora mi chiamo da sola e parlo con la mia casella vocale. Dico dove sono, con
chi mi incontro e cosa sto per fare. Una mera misura di sicurezza qualora mi accadesse qualcosa
o
mi venisse cancellata di nuovo la memoria.
E dovrei crederle?.
Perch dovrei mentirle? Anche io ho bisogno di aiuto, sebbene al momento lei si trovi in
maggiore pericolo. Allora, si decide a scendere o no?. La sua voce cambi e si alz di tono.
Qui nel mio appartamento sono di certo molto pi al sicuro che l sotto con lei.
Sciocchezze, aspetto da mezz'ora e non ho visto nessuno uscire dalla casa. Ci significa che
lui
 ancora l, e cio che lei....
Sono da solo la interruppe Marc.
...che lei  in grave pericolo, perch il programma  ancora in corso.
Non faccio parte di alcun programma! grid Marc nella cornetta.
S invece e glielo dimostrer.
Come? chiese Marc e sent sul collo un alito di vento come se dietro di lui si fosse mosso
qualcuno. Si volt e sgran gli occhi per la paura.
 ancora viva sent sussurrare Emma. Venga gi e glielo prover. La sua voce gli giunse
appena.
Non pu essere. Non pu essere vero.
Non si accorse che aveva espresso i suoi pensieri ad alta voce, ma sent il proprio respiro. Il
freddo che lo circondava non era immaginario; fluiva per l'appartamento come azoto liquido
attraverso la finestra aperta del soggiorno. La finestra che aveva appena chiuso saldamente.
34.
Marc chiuse la porta a chiave dall'esterno, ma sapeva che non sarebbe stato sufficiente per
sfuggire a quella minaccia invisibile. Ci che lo seguiva senza posa non poteva essere trattenuto
dalle barriere fisiche. La follia era come una nebbia che si faceva strada attraverso le fenditure
della
normalit della sua vita a pezzi; e a lui non rimaneva altro che la fuga per non perdere ancora di
pi
l'orientamento in quei fumi.
Quando raggiunse la strada si sentiva ancora solo, e quasi si spavent quando si trov davanti
allo sguardo di Emma, che lo aspettava in auto. Il suo vecchio maggiolino era parcheggiato in
seconda fila e a Marc ci volle una seconda occhiata per rendersi conto che bloccava proprio la
sua
vettura. Essa si trovava esattamente nel punto in cui l'aveva cercata alcune ore prima.
Venga presto lo chiam guardando nello specchietto retrovisore. Il motore, che fino a quel
momento aveva scoppiettato sommesso, cominci a sferragliare mentre la donna manifestava la
sua
impazienza schiacciando l'acceleratore; ma Marc era perplesso davanti alla ricomparsa della
sua
Mini. Come in trance gir intorno al maggiolino di Emma fissandola incredulo, come se non
avesse
mai visto un'automobile in vita sua.
Che c'?. Il motore sferragli di nuovo.
Un attimo grid lui senza voltarsi e si tocc le tasche alla ricerca della chiave, dal momento
che si ricordava di averla tolta dal mazzo gi da tempo.
Si mise le mani davanti al viso come fossero dei paraocchi e le premette forte contro il vetro
bagnato. Nessun dubbio. Quella, che si doveva essere materializzata l da pochi minuti, era la
sua
automobile. Il borsone sportivo che non utilizzava dall'incidente si trovava a terra dietro il
sedile
del guidatore, tutto schiacciato, i sedili posteriori erano ricoperti di vecchi fogli, buste di
plastica del
McDonald's vuote e diverse bottiglie a rendere, mentre nell'accendisigari era infilato il cavo
attorcigliato del caricabatteria del telefonino.
Dannazione! url Emma furibonda e spense il motore. Marc sent i cardini dello sportello
cigolare quando la donna scese alle sue spalle, nell'attimo in cui egli cercava con lo sguardo un
oggetto adatto per colpire il finestrino.
Allora, che cosa sta facendo? Dobbiamo andarcene.
Dove?.
Si chin verso un blocchetto di porfido sollevato di diversi centimetri dal livello del
marciapiede
e cerc di sfilarlo dal terreno, ma le dita continuavano a scivolargli sugli spigoli umidi della
pietra.
Ha perso qualche cosa?.
S, la ragione.
Osserv gli stivali della donna da sotto la macchina. Era accanto a una piccola pozzanghera
sulla
strada e spostava il peso da una gamba all'altra nervosamente.
Ce ne andiamo subito, devo soltanto prendere una cosa nella mia macchina.
E perch lo fa strisciando per terra? chiese Emma, e Marc sent un rumore metallico. Poi not
che intorno a lui si era fatto pi chiaro. La luce dell'abitacolo della sua automobile era accesa.
Come diavolo  riuscita a fare cos in fretta?
Marc strizz gli occhi irritato e si alz, poi apr la portiera dal lato della guida, che si spalanc
con semplicit come l'altra che Emma aveva appena aperto. La osserv diffidente.
Come faceva a sapere che....
Guardi l!. Scosse le spalle e indic il blocchetto di accensione accanto al volante. La chiave
 infilata, deve averla dimenticata nella concitazione.
No, in modo assoluto. Sono giorni che non la porto pi con me.
Marc mise un ginocchio sul sedile del guidatore e si chin verso il vano portaoggetti. Gi da
tempo la luce del vano non funzionava pi, ma dopo aver aperto lo sportello e spostato dei cd,
trov
subito quello che stava cercando.
Che pillole sono?.
La mano di Emma afferr la sua mentre cercava di tirare fuori il contenitore di plastica con le
pastiglie.
Non  affar suo le rispose pi scortese di quanto volesse, ma ebbe l'effetto desiderato: la
donna si allontan di alcuni passi dall'autovettura, tir sulla testa il cappuccio bianco e rivolse il
viso contro il vento.
Mentre si sporgeva sul sedile posteriore, Marc la sent entrare dentro il maggiolino e accendere
il
motore. Poi, quando infil una mano sotto al sedile per afferrare la bottiglia di Coca-Cola con
cui
avrebbe mandato gi le sue prime pastiglie, sent il rombo cupo di un diesel. Dapprima pens
che
Emma se ne fosse andata offesa; si preoccup perch dopotutto gli aveva promesso di rivelargli
degli indizi sull'esistenza di sua moglie.
Ma non appena sollev la testa e vide la strada illuminata da lampi di luce stroboscopica, non
pot credere ai suoi occhi. Emma aveva ragione. Si sarebbe dovuto dare una mossa prima. Dal
terrore lasci cadere la bottiglia di Coca-Cola, e anche le pillole gli scivolarono dalle mani.
Allora
facevano davvero parte del programma.
35.
Il brusio nelle orecchie di Benny diventava pi forte a ogni scalino. Era cominciato, sommesso,
nell'istante esatto in cui gli avevano permesso di oltrepassare il posto di blocco. La poliziotta
che
aveva voluto controllarlo non era pi tornata a dare un'occhiata al suo bagagliaio. Prima che
sbloccasse la chiusura centralizzata era stata chiamata dal collega che aveva bisogno di
assistenza
per indurre il guidatore esagitato di una Mercedes a fare l'alcol test. Da allora i battiti del suo
cuore
non avevano rallentato e sudava copiosamente mentre saliva le scale che portavano al suo
appartamento.
Benny, lo sai perch tutti i tuoi tentativi di suicidio non hanno mai funzionato?.
Non accadeva molto spesso che Valka lo chiamasse e non lasciava presagire nulla di buono il
fatto che quel giorno fosse gi la seconda volta.
No rispose sinceramente e con tono affannato; non chiese quale fosse il significato di quella
domanda. Valka amava simili scenate. Sia che dovesse fare colpo su una donna, ammazzare un
nemico o soltanto sostenere una conversazione, Eddy ci pensava su con largo anticipo, cos da
poter
ottenere il miglior effetto. Il suo approccio alla conversazione era puramente retorico.
Perch sei un uomo debole. Mi ricordo ancora la prima, assurda volta, in cui quella zoccola di
Yoko Ono ha distrutto la nostra band.
Valka non chiamava mai Sandra per nome e la paragonava continuamente alla moglie di John
Lennon, che all'epoca aveva diviso i Beatles. Il motivo era dovuto al fatto che Marc non aveva
pi
avuto tempo per le prove o i concerti da quando si erano messi insieme.
Il gregge che ti aveva protetto fino a quel momento non c'era pi. Il tuo migliore amico, tuo
fratello, scopava con la sua puttana, mentre l'agnellino rimaneva indietro da solo. Cavolo, non
ho
mai capito come si possa essere cos cocchi di mamma. Ma tu non volevi finire all'altro mondo
per
davvero... Diamine, voglio dire, con quelle due pasticche che hai buttato gi non saresti riuscito
a
far addormentare neanche un gatto. Scoppi a ridere sguaiatamente, quasi stesse per
cominciare a
battersi le cosce con le mani.
Benny si ferm. Sotto il giubbotto verde da pilota indossava soltanto una maglietta sottile a
maniche lunghe e il padrone di casa aveva abbassato il riscaldamento a causa dell'aumento dei
prezzi dell'energia; nonostante questo si sentiva come ai tropici.
Lo so che non mi hai mai potuto soffrire, Benny, ma devi ammettere che io ci sono sempre
stato
per te. Mi sono occupato di te, ti ho regalato una nuova vita.
Ah s? mormor Benny continuando a cercare nella giacca la chiave di casa.
Gli mancavano ancora due piani. Gli ultimi gradini che portavano alla soffitta trasformata in
appartamento erano ricoperti da un tappeto rosso vino che smorzava il rumore dei suoi passi.
E oggi ti faccio un altro regalo, se riesci a lasciare la citt vivo.
Pensavo che fossimo pari, Eddy. Ho sbrigato il lavoro.
Lo so. Mi hanno appena confermato che la baracca dell'imbrattacarte sembra un campo da
calcio piena di ragazzoni che ciabattano per la stanza.
A quanto pareva Valka utilizzava un telefono satellitare o partiva dal presupposto che in quel
momento nessuno stesse ascoltando la conversazione.
O pi semplicemente era diventato megalomane.
Probabilmente entrambe le cose,  pens Benny.
Allora, ascoltami bene.... L'affabilit fasulla nella voce di Eddy era scomparsa, come se
avesse premuto un bottone. Adesso tu lascerai immediatamente il paese portando nel
bagagliaio
quel pezzo di merda schifosa.
Benny annu distratto: non aveva pi bisogno della chiave che teneva in mano, perch la porta
del suo appartamento era aperta, anche se soltanto di una minuscola fessura. La spinse piano
con il
piede. L'interno era buio.
Dove sei adesso? volle sapere Valka, che doveva aver sentito la porta scricchiolare.
A casa mia.
Benny entr nell'ingresso, dove lo accolse un odore dolciastro appena percettibile.
Molto bene. Allora prendi la tua roba, risali sulla tua macchina di merda e porta quel sacco
d'immondizia sanguinante in Olanda entro questa notte.
Gli diede un indirizzo e il nome di un contatto. Se Vincent non mi chiama entro mezzogiorno e
non mi conferma che ha ricevuto la roba, vengo a cercarti.
Benny si blocc e port il ricevitore da un orecchio all'altro. Mezzogiorno? No, non si pu
fare.
Ho bisogno di pi tempo. Accese la luce e l'odore si fece pi intenso.
Dimmi un po', ti sembro una puttana?.
No.
Bene, gi cominciavo a pensare che volessi fottermi. Ti faccio un favore, ti permetto di espiare
le tue colpe invece di lavorarti le palle con una pistola ad aria compressa, e tu mi dici che hai
bisogno di pi tempo? Con chi credi di parlare?.
Ascoltami, Eddy, per favore, dammi un giorno in pi per poter salutare tutti.
E chi, scemo? I tuoi genitori sono morti, tuo fratello ti odia e i tuoi amici sono al manicomio
criminale. Valka rise di nuovo. Comunque immaginavo che avresti trovato una scusa del
genere,
per questo ti ho preparato una sorpresina. Una cosa che ti chiarir la gravit della situazione.
Benny chiuse gli occhi e comprese tutto d'un tratto il significato spaventoso di quell'odore.
36.
Spesso le persone che sopravvivono a disastri aerei, esplosioni di bombe, incidenti
automobilistici o avvenimenti in cui la loro vita  stata in pericolo, affermano che al momento
della
catastrofe hanno percepito una sorta di rallentamento. Come se lo schianto, l'esplosione delle
fiamme o lo scontro avessero aperto uno squarcio temporale o addirittura avessero portato un
istante
di sospensione. In quell'attimo Marc comprese la causa di questo fenomeno percettivo: il
cervello
dell'uomo, nel momento in cui si manifesta una minaccia di morte, non  pi in grado di
percepire
tutti gli influssi provenienti dall'esterno, tanto meno riesce a mettere in relazione in modo
sensato il
ritmo degli avvenimenti.
Marc vide l'ambulanza illuminata, i fanali accesi, la sirena sul tetto che vorticava silenziosa e le
porte aperte sul vano posteriore. Not l'infermiere con la barba e il camice bianco che teneva
qualcosa nella mano sinistra, mentre cercava di tirar fuori Emma dal maggiolino. Si accorse
addirittura di particolari insignificanti, come le bande riflettenti sui lati del furgone o la catena
simile a un rosario appesa allo specchietto retrovisore che penzolava a tempo con la luce
intermittente della sirena. Marc sent anche il borbottio del motore diesel che si univa a quello
del
maggiolino, e fece in tempo a chiedersi perch Emma non avesse ancora emesso alcun suono,
prima
che la donna iniziasse finalmente a urlare chiedendo aiuto. Con ogni probabilit il tutto accadde
sfalsato di una frazione di secondo, dopo che l'uomo con la barba ebbe mollato un ceffone a
Emma,
facendole volare gli occhi sull'asfalto.
A quel punto, all'interno della scena, apparve anche una terza persona che in un primo
momento
Marc scambi per una donna, vista la corporatura gracile e i capelli raccolti in una coda di
cavallo,
ma poi si accorse che si trattava di un uomo.
Ehi! grid Marc uscendo all'indietro dalla sua auto. Lasciatela andare!.
Le suole delle sue scarpe da ginnastica slittarono su un mucchietto di foglie nel tentativo di
intervenire in aiuto di Emma. Intanto l'uomo con la barba era riuscito a sollevare dal sedile del
guidatore l'ingombrante corpo della donna, che ora barcollava inebetita accanto all'automobile.
Neanche il tempo di battere ciglio e l'infermiere l'aveva gi trascinata per un braccio e la
schiacciava contro l'ambulanza.
Dai, muoviti sbrait l'aggressore al tipo con i capelli lunghi che sembrava indeciso nella
scelta
di chi occuparsi per primo. Poi il rapitore di Emma grid di nuovo, ancora pi forte, e con la
testa
fece un cenno verso il basso.
L'oggetto che aveva tenuto in mano fino a quel momento durante la lotta gli era caduto a terra.
Era chiaro che gli serviva per tenere sotto controllo Emma, che poco a poco ritorn lucida e si
volt
furibonda. Nonostante la corporatura imponente, l'uomo dovette impiegare tutte le sue forze per
tenerla a bada.
Che cosa volete da lei? url Marc e con la coda dell'occhio not che al terzo piano del suo
condominio si era accesa una luce. Il rumore del motore, la luce lampeggiante della sirena e il
baccano prima o poi avrebbero spinto qualcuno dei vicini a chiamare la polizia. Ma
probabilmente
ci sarebbe voluto del tempo, dato che gli alterchi notturni non erano niente di straordinario a
Schneberg e quasi tutti confidavano nel fatto che i contrasti si appianassero senza l'intervento
delle
forze dell'ordine. Inoltre, l'ambulanza veniva sicuramente letta come un elemento rassicurante.
Per favore, no gemette Emma.
L'individuo con i capelli lunghi aveva gi raccolto da terra un oggetto lungo dalla forma
affusolata come un sigaro, porgendolo al suo complice. E ora a noi disse e fece un passo
verso
Marc, dopo essersi accertato che l'uomo con la barba avesse di nuovo la situazione in pugno,
trattenendo i polsi di Emma dietro la schiena all'altezza delle scapole. Il suo grido di dolore si
trasform in un lungo ululato.
Marc avrebbe preferito gettarsi subito contro quell'uomo che ora tentava di mettere l'oggetto
affusolato in posizione tale da poterlo premere contro l'avambraccio della donna.
Per raggiungerlo per, avrebbe dovuto liberarsi dell'altro uomo che a prima vista sembrava
molto pi debole del suo compagno, ma poteva trarre in inganno. Marc conosceva quei tipi
emaciati
e sapeva quanto fossero pericolosi, perch apparendo loro stessi come delle vittime, si tendeva a
sottovalutarli.
Non agitarti disse l'infermiere e si avvicin pestando gli occhiali di Emma e mandandoli in
frantumi.
Le rotule, fu il pensiero che attravers la mente di Marc. Sollev le braccia in segno di resa e
sorrise un po', proprio come gli aveva consigliato di fare Khaled, il sedicenne tunisino che,
dopo
ogni rissa per strada, arrivava orgoglioso alla Spiaggia per mostrare le nuove ferite.
Khaled aveva ragione: non esiste miglior punto delle rotule per obbligare un nemico a cadere e
impedirgli di muoversi per un po'. Subito dopo, quando la vittima  ancora sopraffatta dalle
esplosioni di dolore,  necessario continuare con tre, quattro calci, possibilmente al mento e alle
tempie. Se l'angolazione  favorevole, con una botta si pu addirittura conficcare l'osso del
setto
nasale nel cervello della vittima tremante ancora a terra.
Chi rimane a terra muore. Chi sta in piedi, se ne va.  Cos Khaled gli aveva spiegato la
regola
pi importante della strada. Una legge che gi anni addietro aveva caratterizzato la vita di Marc
e di
suo fratello, molto prima che le loro strade si dividessero. E ora si trovava di nuovo a un passo
dal
verificare se, dopo tanto tempo, quella legge era ancora valida.
37.
L'attacco fu rapido e con altrettanta rapidit fin. L'uomo con i capelli lunghi spalanc gli occhi
incredulo. D'altronde Marc si stup quasi pi del suo avversario quando questi croll a terra. In
effetti, non l'aveva nemmeno sfiorato... era stata Emma. Ancora prima che Marc riuscisse a
chiedersi come avesse fatto a liberarsi dalla presa del suo assalitore, lei gli stava gi lanciando
le
chiavi della macchina.
Presto, deve guidare lei.
Ancora lievemente intontita dall'attacco dell'infermiere, barcoll verso il lato del passeggero e
si
lasci cadere sul sedile del maggiolino. Senza occhiali non vedo niente.
Marc fissava sbalordito i due infermieri immobili ai suoi piedi.
Questa volta non perse tempo, e pochi attimi dopo stava gi svoltando in una Bulowstrae
completamente deserta, guardando nervosamente nello specchietto retrovisore della vecchia
auto
per controllare oltre l'incrocio che portava a Nollendorfplatz.
Per un lungo momento nessuno parl, poi non pot pi trattenersi. Che cosa volevano quei due
da lei?.
Emma afferr la cintura come in trance e rispose solo dopo che le sue mani tremanti riuscirono
ad allacciarla. Bleibtreu rispose concitata, asciugandosi un filo di saliva dal labbro superiore.
Erano gli uomini di Bleibtreu. Vogliono riportarmi alla clinica per cancellare il resto dei miei
ricordi.
Alla clinica? Ma non esiste pi. Adesso la 211 di Franzische Strae c' solo un enorme
cratere.
Emma si premette la radice del naso, boccheggi e continu a parlare affannata, facendo una
lunga pausa dopo ogni frase per riempire rumorosamente i polmoni di aria. Vogliono la stessa
cosa
anche da lei. Mi crede ora? Siamo nello stesso programma. Da soli non abbiamo alcuna
possibilit,
ma insieme possiamo sfuggirgli. Marc si volt verso la donna: il suo sguardo era stanco, ma
sembrava lucida. Anche se quello che diceva suonava come il delirio di una psicopatica.
Ma perch sta accadendo tutto ci?
Ammettendo il fatto che il programma esistesse veramente, che ricordi avrebbero voluto
cancellare dalla sua memoria? O cosa avevano gi cancellato?
Il tentativo stesso di voler rispondere a queste domande dissennate sconfinava nella follia,
quindi
cambi discorso. Come ha fatto?.
Cosa?.
Quegli uomini. Come ci  riuscita?.
I denti di Emma brillarono bianchi come la neve. L'ho morso. Rise, forse anche per allentare
la tensione. E cos gli ho fatto cadere questo coso... come si chiama?. Gli porse il cilindro
affusolato con cui l'aveva minacciata l'uomo con la barba.  una pistola per vaccini?.
Marc gett una rapida occhiata, super un semaforo giallo su Kurfrstenstrae e annu.
Narcotico.  Aveva annientato l'assalitore con la sua stessa arma.
Spero che respirino ancora disse lei a bassa voce e tutto d'un tratto sembr insicura, quasi
avesse voluto sentirsi dire da Marc che aveva agito correttamente. Mi sono soltanto difesa.
Marc annu.
Il fine giustifica i mezzi. A volte bisogna fare la cosa sbagliata per ottenere quella giusta.
Rallent nella curva presso l'Hotel Esplanade, entrando in una zona con il limite di trenta; non
sapeva dove lo avrebbe condotto quel viaggio o chi fosse quella donna che lo accompagnava
contro
la sua volont e che ora non gli appariva pi soltanto misteriosa, ma sempre pi inquietante.
Chi  lei? chiese.
Emma lo guard, esit un istante e riabbass lo sguardo mentre rispondeva. Le ho gi detto
tutto quello che ancora ricordo di me. Il resto della memoria me lo hanno portato via.
Stronzate.
Trasal quando Marc colp il volante del maggiolino. Non  certo un caso che ci siamo
incontrati proprio oggi.
Emma fece un respiro profondo. No, non  un caso. L'ho aspettata al cantiere, l'ha
dimenticato?
Non gliel'ho nascosto. Emma guardava fuori dal finestrino, arrabbiata. Sono dalla sua parte,
come glielo devo ancora dimostrare? Mi devo far ammazzare dagli uomini di Bleibtreu?.
Dopo che Marc ebbe attraversato Potsdamer Strae, Emma apr la cerniera del suo piumino e
tir
fuori un cellulare dalla tasca interna.
Chi vuole chiamare ora? chiese Marc e infil il sottopasso dello zoo. Una X rossa segnalava
di
cambiare corsia.
Nessuno.
Con una mano Emma si strofin la tempia, con l'altra continu a schiacciare sempre lo stesso
tasto del cellulare fino a quando non trov quello che stava cercando.
Ecco.
Accese la luce vecchia e sporca sopra le loro teste e porse il display a Marc, il quale riusc
soltanto a dare un'occhiata di sfuggita, visto che stava superando un mezzo per la pulizia delle
strade.
Che cos'?.
Le avevo promesso un indizio. Guardi lei stesso:  viva.
Sandra?.
Si avvent fulmineo sui freni e il maggiolino slitt. Sussult due volte e gli assi scricchiolarono
minacciosi mentre superava la linea di demarcazione, fermandosi davanti a un'uscita di
sicurezza in
mezzo al tunnel.
Ma  impazzito? esclam Emma, alla quale era caduto il cellulare di mano. Prima di passarlo
nuovamente a Marc dovette ripulirlo dalla sporcizia raccolta sul fondo dell'abitacolo.
Dove l'ha scattata? domand Marc di rimando.
Gliel'ho detto che l'ho seguita dopo che mi aveva lasciata da sola in albergo.
Si gratt la mano screpolata. Questa l'ho scattata davanti alla stazione di polizia.
Sandra era al distretto?.
Marc teneva il telefono inclinato dal momento che la luce si rifletteva sul display impedendogli
di vedere bene, eppure ancora non riusciva a distinguere i dettagli. La Volvo gialla davanti alla
quale si trovava Constantin, chinato verso il lato dell'autista, poteva essere stata fotografata
ovunque e in una qualsiasi sera, anche se l'orologio digitale segnava l'ora in cui Marc si trovava
al
posto di polizia. Non vi era nulla di pi semplice che manomettere il calendario elettronico di
un
cellulare.
 lei, no? chiese Emma indicando il display da cui Marc non riusciva a distogliere lo
sguardo.
Il profilo, i capelli biondi, le dita magre che indicavano qualcosa fuori dall'inquadratura della
foto:
gli pareva tutto cos familiare. Al tempo stesso la foto era cos confusa e poco illuminata dai
lampioni, da non poter essere sicuro di ci che vedeva.
Sono arrivata troppo tardi, proprio nel momento in cui suo suocero si stava congedando da sua
moglie.
Sandra ha seguito Constantin al distretto di polizia? Ma non ha alcun senso.
Che motivo avrebbero dovuto avere padre e figlia per giocargli uno scherzo cos crudele? In
una
soap opera da quattro soldi si sarebbe rivelato tutto un complotto con lo scopo di interdirlo,
mettendo lui e il suo patrimonio sotto tutela.
Ma in questo caso il poveraccio sono io.  Sandra l'ereditiera.
Un brivido gelato gli corse lungo la schiena e la mascella inizi a tremare debolmente.
Vendetta,  pens e rabbrivid ancora di pi. Se mi vuole annientare cos, il motivo potrebbe
essere
soltanto la vendetta.
Che cosa poteva averle fatto? Quale azione, di cui lui aveva smarrito il ricordo, avrebbe potuto
giustificare l'incredibile incubo in cui lo aveva scaraventato?
Ho fatto qualcosa di cos tremendo da spingere Sandra a farmi piombare nella follia?
Qualcosa
per cui forse gi allora, prima dell'aborto, avrebbe voluto lasciarmi?
Stava per mettere di nuovo in moto, quando gli venne in mente un'altra domanda non meno
inquietante. Marc si chin verso Emma, la afferr per una spalla e la guard fisso negli occhi.
Nei
documenti che lei ha trovato su di me alla clinica....
S?.
C'era anche la foto di mia moglie?.
No.
Era anche lei nel programma di Bleibtreu?.
Per quanto ne sappia, no.
Ah s? E come fa a conoscerla allora?. Marc le strinse la spalla ancora pi forte.
Mi fa male.
Lui annu soltanto. Perch  cos sicura che quella nella foto sia Sandra?.
Emma si contorse sotto la presa di Marc. Mi ha raccontato di lei, e quell'uomo la chiamava in
continuazione con quel nome.
Constantin?.
Se si chiama cos, s.
Pos la propria mano, piacevolmente calda, su quella di Marc. Lui lasci subito la presa.
Che cosa hanno detto?.
I due hanno litigato, per questo ho pensato di fotografare la scena. Non riuscivo a capire quello
che diceva sua moglie perch non  scesa e ha lasciato il motore acceso.
Non  da lei. Sandra era cos attenta all'ambiente, spegneva il motore addirittura al semaforo,
pens Marc e gli sfugg un sorriso malinconico... perch l'aveva spesso presa in giro quando le
auto dietro di lei le suonavano impazienti, e perch fu colto dalla consapevolezza che si stava
facendo domande sul comportamento di una morta.
E mio suocero?.
Come ho gi detto, ha ripetuto pi volte la stessa frase.
Quale?.
Emma si port nervosamente le mani al viso. La pelle intorno all'occhio era pi scura. Ha
detto
qualcosa tipo: Calmati, Sandra. Tra poche ore sar tutto finito.
Tutto?
Una moto sfrecci accanto a loro, seguita a ruota da una seconda; gareggiavano nel tunnel
deserto. Marc cerc sul volto di Emma un indizio delle sue menzogne; riconobbe la tensione nel
tremito delle palpebre, eppure non trov alcun segno di falsit.
Ha detto cos. Poi lei  sfrecciata via furiosa e lui ha salito i gradini del distretto per venire da
lei, Marc.
Non ci credo. Non ha alcun senso tutto ci. Perch Sandra e Constantin hanno un piano
comune? Perch litigano? E che cosa finir presto?
Pi Emma parlava, pi il puzzle della sua vita si disfaceva e non riusciva pi a comprendere se
fosse lui a soffrire di gravi fissazioni psicotiche o le persone che lo circondavano.
Diede ancora un'occhiata alla fotografia di sua moglie e Constantin. Che coincidenza che il
numero di targa non si veda.
S, nella fretta non ci ho prestato attenzione.
Certo che no. Rise amaro e accese il motore.
Ma.... Emma frug ancora nella tasca interna del cappotto e questa volta tir fuori un piccolo
blocco per gli appunti da cui sporgevano resti di vecchi fogli strappati. ... forse questo la
potrebbe
aiutare.
Gir il blocco e indic la serie di numeri annotata sul cartoncino sul retro: B-Q1371.
Ho preferito annotarla.
38.
Che tipo di sorpresa? chiese Benny a bassa voce, e questa volta fu lui a non aspettarsi una
risposta da Valka mentre camminava lentamente lungo il corridoio. Era al telefono da due ore e
aveva l'orecchio incandescente.
Ti aspetta in bagno.
Il terribile presentimento di Benny assunse la consistenza di una certezza: c'era qualcuno nel
suo
appartamento.
Apr la porta socchiusa e guard nel bagno.
Dio mio!. Il suo primo impulso fu quello di voltarsi, ma vinse lo shock iniziale e balz
dentro.
Era nuda, doveva avere al massimo quattordici anni e giaceva inerte nella vasca da bagno. Le
braccia erano incrociate dietro la testa e le mani erano infilate in manette troppo strette con le
quali
era stata legata alla sbarra della doccia.
I piccoli seni erano ricoperti di macchie scure; alcune sembravano ematomi, altre bruciature.
Tra
le gambe divaricate della ragazza, tenute in quella posizione con dei ceppi, si allargava una
macchia
rossa sullo smalto bianco della vasca.
Ti presento Magda, viene dalla Bulgaria.
Lurido porco psicopatico.
Lo prendo come un complimento.
Benny le tast il polso, ma non sent nulla.
Perch? Perch lo hai fatto? chiese alla risata di Valka.
Ma ti prego, io non ho niente a che fare con quella roba.  stato un incidente. Sono cose che
capitano, a volte i miei ragazzi si fanno prendere un po' la mano.
Perch? grid ancora pi forte.
Le sfior il viso magro e cominci a piangere. Fece scorrere l'indice sulle labbra socchiuse e
sent con ogni fibra del corpo il terrore e le sofferenze che quella ragazza doveva aver subito
negli
ultimi giorni della sua misera vita.
Valka al contrario non se ne curava minimamente. Come ti dicevo,  la mia assicurazione; in
caso tu abbia intenzione di affibbiarmi in qualche modo la morte di quel giornalista schifoso,
Sukowsky. Non sar cos semplice se troveranno la piccolina da te, oppure credi che il pubblico
ministero avr comprensione per un pluriomicida?.
Benny nascose il volto tra le mani, inspir sussultando e sent odore di cadavere sulle dita che
avevano appena toccato Magda. Il fatto di conoscerne il nome rendeva tutto pi difficile.
Tra mezz'ora chiamer la polizia seguit Valka. Quindi devi prendere il largo il prima
possibile. Credimi, anche se dovessi riuscire a eliminare il corpo della ragazza abbastanza in
fretta,
rimarrebbero a disposizione i resti di DNA che sono entrati nello scarico.
E con questo riattacc, abbandonando Benny in un oceano di dolore per cui non esisteva alcun
anestetico. Si sedette sul bordo della vasca e cominci a tremare dalla testa ai piedi. Pi tardi
non
sarebbe riuscito a ricordare quanto tempo avesse trascorso immobile; sembrava fosse passata
un'eternit, ma poteva trattarsi anche solo di pochi minuti, quando all'improvviso sent dei
passi nel
corridoio.
39.
B-Q1371.
Conosceva soltanto un uomo che potesse scovare il proprietario di una macchina se non si
poteva
accedere a un computer della polizia o ai registri della motorizzazione. Tuttavia Marc
presumeva
che, per motivi comprensibili, quell'uomo non sarebbe stato particolarmente incline ad aiutarlo,
e
ancora meno a quell'ora. Eppure non aveva alternativa, visto che tornare alla polizia, per di pi
con
una tale richiesta, avrebbe aumentato ulteriormente il sospetto di un suo disturbo psichico.
Ehil?.
Marc si mosse con lentezza nella luce che proveniva dalla porta del bagno accostata e che
illuminava debolmente il piccolo ingresso. A ogni passo aumentava quella sensazione di
dj-vu che
non gli consentiva di pensare al motivo reale per cui era l.
Era stato cos anche durante la sua ultima visita non annunciata: aveva percorso lo stesso
corridoio e, pochi attimi dopo, aveva trovato il fratello inerte nella vasca da bagno. La porta di
ingresso, per, quella volta non era spalancata.
Benny? chiam, e subito dopo fu sollevato nello scorgere un segno di vita. Dietro la lastra di
vetro bianca vide comparire un'ombra. Era diventato pi alto.
Per Marc non si schiuse soltanto la porta del bagno in quel momento. Si sentiva come se una
mano invisibile avesse sfogliato le pagine fragili di un vecchio album di fotografie. Il volto che
osservava gli era familiare eppure sconosciuto, come una fotografia che si pensava dimenticata
da
tempo e che coincideva soltanto a tratti con il ricordo trasfigurato del passato. Durante la sua
dichiarazione davanti alla commissione di analisi, era riuscito a evitare un incontro con Benny;
ora
guardava suo fratello minore in viso per la prima volta dopo anni.
Ciao, piccolo disse Marc con un tono nuovo anche per se stesso. Incerto e agitato, Benny non
rispose, tentando di calmarsi. Sembrava scosso tanto quanto la donna che poche ore prima non
aveva fatto entrare Marc nel suo appartamento e che forse era Sandra.
Benny allung una mano dietro di s senza guardare e richiuse la porta del bagno tenendo lo
sguardo incollato negli occhi del fratello. Non alz la mano per salutarlo, non scost i capelli
scuri e
sudati che gli cadevano sulla fronte, quei capelli che da giovane Marc gli aveva invidiato.
Invece Benjamin Lucas infil i pugni nelle tasche di una giacca da pilota verde metallizzato e
rimase a studiarlo con uno sguardo difficile da interpretare.
Disperazione? Preoccupazione? Rabbia?
All'improvviso lo sfior un pensiero terribile che lasci nel suo intimo una traccia rossa
incandescente, come ortica sulla pelle nuda.
E se non mi riconosce? Come Sandra?
E se non esiste nulla di tutto ci? Se fossero soltanto ricordi: mio fratello, il corridoio, il
bagno
alle sue spalle?
Marc si ritrov a pensare a un racconto su una rivista di psicologia, che aveva cominciato a
leggere nella sala d'aspetto del dentista. Parlava di un paziente che consultava uno psichiatra
che
egli stesso riteneva un prodotto della sua fantasia malata. Era fortemente convinto di essere
l'unico
sopravvissuto a un'epidemia virale, l'ultimo uomo sulla Terra, rifugiatosi in un mondo
fantastico
per non morire di solitudine. Lo psichiatra si trovava davanti a un compito quasi insolubile:
come
convincere un paziente che non soffriva di allucinazioni, ma che credeva di averle, mentre tutto
quello che vedeva e sentiva era reale, e non soltanto frutto del mondo fantastico che si era
creato.
Marc era stato chiamato prima di terminare la lettura. Mai prima di allora si era cos pentito di
non essere riuscito a conoscere il finale di una storia.
 Sai chi sono?  avrebbe voluto chiedergli, ma Benny lo precedette.
Non  un buon momento, Marc.
Il fatto che lo chiamasse per nome, con quel tono familiare che si usa con coloro dai quali non
ci
si deve difendere, e quel leggero sollevarsi del sopracciglio  un gesto con cui una volta si
salutavano sempre  tutto questo dissip le paure di Marc. Non era un estraneo.
Mi conosci! esclam senza rendersi conto di quanto assurdo potesse suonare. Eppure Benny
sembrava ancora pi esausto di lui, sebbene fisicamente avesse un aspetto migliore di un tempo:
pi
alto e pi forte, come uno sportivo al quale l'allenamento muscolare ha dato un certo
portamento.
Per sembrava sfinito, pervaso da una stanchezza malinconica che non aveva nulla a che fare
con
l'annebbiamento trasognato di chi  stato buttato gi dal letto in piena notte. Sembrava che sulle
sue
spalle gravasse un peso invisibile che non gli permetteva di muovere neanche un passo verso il
fratello.
Ho bisogno del tuo aiuto disse Marc.
Non posso aiutarti.
Aveva immaginato una risposta di quel genere, ma fu sorpreso. Anche se essa era breve,
concisa
e negativa, la voce di suo fratello era molto pi dolce di quello che si sarebbe aspettato.
Dopotutto
Marc era stato responsabile del suo internamento all'istituto psichiatrico, eppure nulla in Benny
era
ostile; anzi, lui stesso sembrava avere urgente bisogno di aiuto.
Purtroppo devi andartene subito, perch.... Si interruppe. La porta era ancora aperta e da
qualche parte, per le scale, vi era stato un forte scricchiolio, come se la suola in cuoio di un paio
di
scarpe da uomo avesse schiacciato il guscio di una noce.
Benny si irrigid.
Ascolta, sono qui con... cominci Marc per spiegare che non era arrivato da solo, ma Benny
gli fece segno di stare zitto. Ci fu un altro cigolio e Marc sent la tensione crescere in suo
fratello,
sebbene questa volta il rumore sembrasse soltanto il debole gemere della travatura di una casa
vecchia.
Ti ha seguito qualcuno? chiese Benny sussurrando.
No.
In quel momento la porta si spalanc e Benny estrasse dalla tasca della giacca un oggetto che
Marc non aveva mai visto prima tra le mani del fratello: una pistola automatica, carica.
40.
Pochi minuti dopo che Emma aveva rischiato di essere uccisa da Benny perch non era voluta
rimanere fuori dalla porta, i tre si erano seduti, un po' pi calmi, nel soggiorno vicino a un
tavolo
allungabile in legno di quercia, su cui si trovava un portafrutta stracolmo di banane, mele e uva.
Marc non riusc a scorgere il minimo segno di polvere o alone di bicchieri sulla superficie
pulita.
Leana, l'infermiera, aveva detto la verit. Benny era cambiato. Il suo fratellino, eternamente
squattrinato, che prima aveva sempre amato vivere tra cartoni di pizza e lattine vuote di Red
Bull,
sembrava essere passato a un'alimentazione consapevole e ricca di vitamine, e aver assunto una
donna delle pulizie. O forse aveva una ragazza, cosa ancora pi improbabile. L'unico dettaglio
che
ricordava le sue precedenti abitudini comportamentali era l'aria stagnante in tutta la mansarda.
Uno
strano odore, leggermente dolciastro, faceva pensare che l'ambiente non venisse arieggiato da
tempo o che il pattume dovesse essere urgentemente portato via. Nel frattempo Benny aveva
riposto
la pistola e guardava nervosamente l'orologio. Cosa volete? chiese con aria incerta.
I suoi occhi saettavano come se gli avessero buttato della sabbia in faccia. Le palpebre erano
gonfie e tutto in lui sembrava affannato.
Ho bisogno di un'informazione, Benny.
Di che tipo?.
Dovresti cercarmi il proprietario di una targa.
Il fratello sbuff incredulo e rise artificiosamente.
Nel mezzo della notte? Sei completamente impazzito?.
Marc annu. Che tu ci creda o no, sono davvero qui per questo.
Afferr una mela. Sebbene non avesse mangiato per tutto il giorno, si accorse di non avere il
minimo appetito e la ripose.
Dunque.... Benny guard verso la finestra. Se vuoi che ti dica il mio sincero parere: la tua
amica grassona l non  normale, questo  sicuro.
Emma si era leggermente appartata e camminava accanto alla finestra. Nel contempo
accarezzava la pesante tenda di lino con la mano, quasi volesse valutare la qualit del tessuto;
nell'altra mano aveva il telefono, in cui sussurrava qualcosa di cui i due fratelli afferravano solo
alcuni stralci.
...ora mi trovo... appartamento di Benjamin Lucas... vicino a Kollwitz... quinto piano....
Che cavolaccio sta facendo quella?.
Sta parlando con la sua segreteria telefonica.
Eh?.
Lascia perdere, non  importante ora.
Marc cerc di riassumergli l'accaduto delle ultime ore, chiedendosi se suo fratello avesse saputo
dell'incidente, e vide che alz sbadatamente le spalle. Per la prima volta la stizza affior in lui,
anche se in qualche modo sembrava che gli costasse un certo sforzo imprimere alla voce una
nota di
sdegno. Scusa, come forse saprai, fino a pochi giorni fa ero in una clinica per malattie nervose,
e
laggi non si sa molto del mondo esterno.
Tir una sedia verso di s. Alla frase successiva il suo tono rancoroso era gi sfumato.
Ascoltami, mi dispiace davvero molto per Sandra, ma non so nulla della sua morte. Non
sapevo
neppure che fosse incinta. Ma per quanto la tua situazione possa essere spaventosa, Marc, in
questo
momento ho veramente degli altri problemi.
Bello sent Emma mormorare dietro di lui, e si voltarono verso di lei.
Nel frattempo si era scostata dalla finestra e stava osservando un dipinto privo di cornice appeso
alla parete sopra al divano.
Vorrei essere l in questo momento. Fece ancora un passo avanti, con le braccia dietro la
schiena come la visitatrice di un museo che vuole decifrare l'etichetta sotto al quadro.
Vorrei essere l in questo momento? E dove...?
L'immagine era un'unica distesa bianca attraverso la quale, in singoli punti, si intravedeva il
grezzo lino chiaro della tela. Da lontano sembrava spruzzato di una pioggerellina nebbiosa di
schiuma lattea.
Lascia che ti racconti brevemente quello che mi  accaduto oggi... riattacc Marc. Poi fu
nuovamente interrotto da Emma: Lo ha fatto lei?.
Con infinito stupore di Marc sembrava che Emma, con quelle poche parole, avesse catturato la
completa attenzione di suo fratello. Benny and verso di lei e rispose con aria stanca: S.
S?  Lui sapeva bene della passione per l'arte di Benny; una volta si era persino arrischiato a
comporre la grafica di copertina per un loro demo. Le critiche allora non erano state per niente
astratte.
Ma  meraviglioso. Quella casa.... Indic l'immagine pallida. Il bosco deserto.
Casa? Bosco?,  pens Marc e si avvicin di un passo. Effettivamente sembrava che ci fosse
qualcosa nascosto sullo sfondo. L'immagine aveva un secondo piano, tuttavia non riusciva a
distinguere alcuna costruzione, al massimo un deserto di neve ghiacciata o un paesaggio
nuvoloso 
e anche questo solo con un grande sforzo della fantasia.
Benny, vuoi ascoltarmi un momento, per favore? cerc di riallacciarsi al discorso precedente.
Suo fratello annu, sebbene sembrasse essersi completamente perso nell'immagine, come
Emma.
Cos Marc riprese con la rappresentazione dei drammatici avvenimenti delle ultime ore, senza
avere
la certezza che qualcuno in quella stanza lo stesse ascoltando. E fu ancora pi stupito dal fatto
che
suo fratello, una volta che si fu allontanato dal suo capolavoro, avesse sentito tutto
correttamente.
Quindi, se ho capito bene, le cose stanno cos: dopo che mi hai fatto rinchiudere in quel
manicomio, vieni da me e mi dici che Sandra  morta con il bambino in un incidente. Poi
qualcuno
ha cancellato i tuoi ricordi, nel frattempo tua moglie  risorta, ma di ci non hai altra prova che
la
fotografia sbiadita di una bionda seduta in una Volvo gialla, e ora vorresti rintracciarla con un
numero di targa?.
B-Q1371 annu Marc.
Benny stava per rispondere quando udirono un ronzio ritmico che a Marc ricordava vagamente
il
suono del suo campanello. Suo fratello estrasse il cellulare dalla tasca, controll l'SMS arrivato
e si
incup, come se avesse ingoiato un sasso insieme alla gomma da masticare.
Cosa c'?.
Sconcertato osserv Benny che si dirigeva verso la televisione che si trovava sul mobile porta
tv.
Apr gli sportelli laccati e ne estrasse una borsa sportiva nuova, leggermente aperta. Marc non
ne
era certo, ma gli pareva di aver intravisto un rotolo di banconote, prima che suo fratello
chiudesse la
cerniera.
Chi ti manda un messaggio a quest'ora?.
Benny lo fiss privo di espressione e mise il borsone in spalla.
Dobbiamo andarcene disse, poi si interruppe. Dov'? chiese a Marc, che non cap subito di
chi parlasse. Poi si accorse che Emma non era pi davanti al quadro.
E non era pi nella stanza!
Non lo so rispose e guard verso la porta del salotto.
Anche prima era accostata?
Seppe la risposta ancora prima che Emma cominciasse a gridare dal corridoio.
41.
Via, dobbiamo andarcene.
In preda al panico Emma si precipit verso l'uscita che Benny aveva sprangato prima che
entrassero nel soggiorno. Qualcosa doveva averla scossa talmente tanto che non vide neppure la
chiave inserita nel catenaccio, ? cui massiccio perno correva obliquo sulla porta.
Ma cosa succede? chiese Marc.
Via! url stridula. Mentre grosse lacrime le rotolavano sulle gote infuocate, cominci a
prendere a calci la porta.
Ehi, calmati. Marc cerc di tranquillizzarla ma, quando le sfior le spalle, lei si ritrasse con
un
moto inaspettato e d'istinto lo colp sulla mandibola con il palmo della mano.
Diavolo, ma cos'ha? rugg Marc urlando come Emma, ?ll? quale and di traverso la saliva e
cominci a tossire violentemente.
Lei .... Ansim fra un respiro strozzato e l'altro. ... morta.
Lei  morta?
Chi? A cosa si riferisce?.
Marc si volt verso Benny, che si strinse n?ll? spalle restando un paio di metri dietro di lui nel
corridoio, all'altezza del bagno. Poi si rivolse nuovamente a Emma, che veniva sconquassata da
un
altro attacco di tosse. Cominci a rantolare e Marc tent inutilmente di aprirle il piumino, ma lei
scivol lentamente a terra con la schiena appoggiata alla parete e rimase rannicchiata come un
cane
bastonato.
Non toccarmi! piagnucol. Le sue mani respingevano colpi immaginari, e cominci a entrare
in iperventilazione.
Morta ripet ancora una volta. Ora il respiro sembrava quello di chi  appena riemerso da
alcuni minuti di apnea. Ogni volta che inspirava, il suo enorme seno si alzava vistosamente,
nonostante i polmoni sembravano non ricevere ancora sufficiente ossigeno. Dopo un ultimo
disperato rantolo, rovesci gli occhi e si accasci completamente su se stessa.
Merda, ma questa  scappata dal manicomio.
Infatti  cos conferm Marc e tast il battito di Emma, sebbene con quel doppio mento non
fosse semplice trovare la carotide.
 solo svenuta.
Marc guard Benny indeciso. E ora?.
Non ne ho idea, ma qui non ci pu stare di sicuro.
Con un gesto rapido apr il catenaccio, come Emma aveva cercato di fare poco prima, e
spalanc
la porta. Poi premette un interruttore e le scale si illuminarono di una soffusa luce gialla a
risparmio
energetico.
Andiamo, dobbiamo portarla al pronto soccorso.
La trascinarono fuori, tenendo ciascuno un braccio di Emma sulla spalla.
Marc riusciva a malapena a sopportarne il peso. Le ultime ore avevano senz'altro indebolito
ulteriormente il suo fisico gi provato, e si chiese se fosse una buona idea trascinare una
persona
sovrappeso per cinque piani considerando la scheggia nella sua testa. Constantin gli aveva
persino
proibito di portare gli scatoloni del trasloco.
Ti do una mano solo fino all'auto, poi devi arrangiarti gli comunic Benny quando furono al
terzo piano.
Ma dove devi andare a quest'ora? ansim Marc, che avrebbe fatto volentieri una pausa, ma
Benny sembrava avere fretta e acceler persino.
Mi dispiace, non posso dirtelo.
Sentimi bene, non puoi andartene cos. In fondo hai un debito con me.
A quel punto furono costretti a fermarsi perch i piedi di Emma si erano incastrati nella
ringhiera
del pianerottolo al secondo piano. Gemette leggermente, ma parve non rendersi conto del
trambusto
che avveniva intorno a lei.
Cosa vorresti dire? chiese Benny.
Ti ho salvato la vita.
Un motivo in pi per starti lontano.
So che mi odi, ma pensi che sarei venuto da te se avessi avuto un'altra scelta?.
Finalmente raggiunsero la pesante porta di ferro battuto, e Marc dovette sorreggere Emma da
solo. Quando suo fratello apr il portone, una corrente di aria fredda percorse il vano di
passaggio.
Poi Benny torn indietro e trascinarono Emma fuori insieme per i pochi metri restanti.
Ti prego, fammi un ultimo piacere, Benny. Chiama i tuoi amici, so che hai le tue fonti.
Controllami quella targa e procurami l'indirizzo del proprietario. Poi sparir per sempre dalla
tua
vita.
No.
Appoggiarono Emma su un muretto pieno di graffiti vicino all'ingresso. Marc si assicur che
fosse addossata alla parete, poi sbarr la strada a suo fratello, che gi era sulla soglia e cercava
le
chiavi dell'auto nella giacca.
Maledetto stronzo, perch no?. Il suo respiro produceva fitte nuvole quando gli si par
davanti.
L'abitazione di Benny si trovava in una strada acciottolata in cui i parcheggi erano messi in
modo da rallentare il traffico. Le numerose vetrine che illuminavano la zona rappresentavano
l'emblema del quartiere. Chi si trasferiva a Prenzlberg era alla moda, ecologista, amante dei
bambini e di buona cultura. Normalmente non era di Berlino, e quindi dominavano negozi di
dolci
spagnoli, scuole in lingua inglese, case da t indiane e negozi di design alternativo. La zona
intorno
a Kollwitzplatz era una delle regioni pi ricche di bambini in Europa, eppure non c'era da
meravigliarsi se la strada appariva morta: i genitori in carriera avevano ancora poche ore prima
che
la sveglia suonasse. Gli artisti e gli studenti comunque o stavano dormendo o passavano la notte
due
strade pi avanti, dove c'erano ancora delle birrerie e dei bar aperti.
Ehi, sto parlando con te. Per quale motivo non vuoi farmi un ultimo piacere, prima che
sparisca
per sempre?.
Perch la targa non ti porterebbe da nessuna parte.
Benny sollev le sopracciglia e fiss oltre le spalle del fratello, verso la strada. Marc subodor
un trucco e represse la voglia di voltarsi e guardare.
E come fai a saperlo?.
Perch l'ho appena verificata.
E come? Non hai fatto nessuna telefonata.
O s? Forse senza che io lo notassi ha mandato un messaggio e adesso ha ricevuto la risposta?
Marc non ne era certo, quel giorno erano accadute davvero troppe cose che non poteva
spiegarsi.
No, non  stato necessario chiamare nessuno disse Benny e indic il lato opposto della strada.
Marc si volt e il suo cuore ebbe un blocco.
L'ambulanza era l, in una rientranza vicino a un caff. Come a un segnale, l'autista accese il
motore e lentamente si mise in strada.
Questa volta, attraverso i vetri oscurati del parabrezza, i passeggeri non erano riconoscibili. Ma
la targa illuminata s.
B-Q1371.
Ma che accidenti significa? chiese Marc e si volt di scatto. Il muretto era vuoto ed Emma
non
era pi l, ma si trovava proprio dietro di lui e gli puntava la canna della pistola di Benny
direttamente alla testa.
42.
Allora  vero!. Marc si sentiva quasi sollevato dal fatto che finalmente, per una volta, non si
fosse sbagliato. Emma era veramente una doppiogiochista. Non stava dalla sua stessa parte del
precipizio o, se s, era solo per buttarlo di sotto.
Solo una manovra per ingannarmi, il documento in albergo, la foto di Sandra, lo svenimento
che
le ha permesso di prendere l'arma di Benny mentre la trascinavamo per le scale.
Dobbiamo tagliare la corda ansim Emma con voce rauca. Sembrava senza forze, e il viso
tondo era ancora gonfio e sudato e le guance infiammate. Gli occhi sbattevano affaticati,
tuttavia
aveva abbastanza forza per puntare la pistola alternativamente verso lui o suo fratello. Al
contempo
lanciava sguardi furiosi all'ambulanza, che ora avanzava verso di loro a passo d'uomo,
probabilmente perch l'autista aveva notato l'arma nelle mani di Emma e preferiva evitare un
altro
scontro.
Cosa devo fare? chiese Marc calmo. Il suo stato di coscienza si era tramutato
automaticamente
in una condizione di estraniamento, una strategia che aveva adottato nei numerosi anni di
conflitti
con i ragazzi di strada.
Salga sulla mia auto!. Emma indic il maggiolino che si trovava in una piazzola di sosta a
venti passi da loro, con una ruota sul marciapiede di pietra.
Va bene, vengo con lei rispose Marc. Ma prima deve consegnarmi quell'arma.
No. La voce di Emma lo interruppe. Ma allora non capisce? Siarno in pericolo. Svelto!. L
url le ultime parole: Dobbiamo fuggire.
FATE SILENZIO!.
Tutti e tre girarono il capo verso l'ingresso della casa a fianco, ma senza scorgere nessuno.
L'uomo che aveva gridato non si riusciva a vedere. La porta d'entrata era spalancata e l'interno
era
avvolto dal buio assoluto.
Chi c' l? domand Emma e gett un'altra occhiata dietro di s. Invece di una risposta
udirono un leggero grattare, seguito dallo sferragliare di una catena che veniva strascicata
contro la
pietra.
Ehi? chiese ancora Emma, e la gi strana situazione divenne assurda, perch all'improvviso
dal portone sbuc la testa pelosa di un cane. Il Retriever grigio fumo li guard sbadigliando con
le
fauci spalancate. Usc sotto la pioggia, ma il suo pelo era cos fitto che le gocce scivolavano
sullo
strato pi esterno.
Torna dentro, Freddy balbett la debole voce che poco prima si era lamentata. Torna a
dormire.
Solo un barbone. Abbiamo disturbato un senzatetto.
Il sollievo di Emma era evidente. L'unico testimone della loro discussione era un povero
barbone
che si era insediato nell'ingresso di un palazzo insieme a un cane randagio. Si concentr
nuovamente su Marc e Benny indicando loro con la pistola la strada verso l'auto.
Dove vuole andare?.
Per prima cosa via di qui. Ma senza di lui disse e indic Benny, che si strinse nelle spalle.
Per me va benissimo.
Okay, adesso ne parliamo la preg Marc pi dolce che poteva. Ma prima deve darmi la
pistola.
Emma scosse la testa. No, non posso. Andiamo!. La donna divenne di nuovo isterica e
vomit
disperatamente le ultime parole. Altrimenti ammazza anche noi.
Marc gett uno sguardo sconvolto verso Benny e poi verso Emma. Ammazza?.
S,  cattivo.
Nonostante la scelta del termine un po' infantile, la sua voce non aveva nulla di amabile.
Cattivo? Ma cosa intende dire?.
Non ha sentito l'odore? url Emma, e il cane, che era tornato dentro con il suo padrone,
emise
un guaito.
Che odore?.
Eppure si sentiva benissimo. La puzza nel suo appartamento.
E con questo?.
La confusione di Marc cresceva insieme al suo mal di testa. Doveva prendere un'altra pastiglia
il
prima possibile.
Emma spalanc la portiera. L'ha ammazzata. La ragazzina nel bagno. Ho seguito l'odore e
l'ho
vista.
La vecchia  paranoica disse Benny interpretando ci che Marc stava pensando.
E adesso salga, per favore lo preg Emma un po' pi piano. Ma solo lei, Marc. Senza suo
fratello. Deve fidarsi di me.
Fidarmi?. Marc fatic a controllarsi. L'unica cosa che gli imped di picchiarla fu la pistola
che
gli puntava dritto in faccia.
S, posso spiegarle tutto.
Allora cominci per prima cosa con la targa dell'auto. Perch ha mentito?.
Emma cominci a tremare ancora pi forte. Non mi era venuto in mente niente di meglio.
Benny stava per intervenire ma Marc lo interruppe. Quindi fa parte di loro, vero? L'hanno
assoldata per farmi impazzire?.
No.
E perch? Chi ha interesse a distruggermi?.
La domanda  giusta, ma io non posso risponderle, Marc. Poi ripet: La prego, deve fidarsi
di
me.
Detto da una che suppone di fiutare i cadaveri e ci punta in faccia una pistola rubata....
Benny
scoppi a ridere in modo sarcastico.
Marc annu, sebbene qualcosa nella voce di Emma lo avesse turbato. O era un'attrice
maledettamente abile, o era davvero convinta di poter spiegare il suo comportamento.
Mi ascolti, Marc. Sapevo che non mi aveva creduto quando le ho detto di aver visto sua
moglie.
Non  stata sufficiente nemmeno la foto che le ho mostrato.
Emma estrasse con la mano sinistra il telefono dalla giacca, attiv il display e lo porse a Marc.
Lei era cos diffidente prima, e io non volevo essere di nuovo abbandonata. Allora ho tirato
fuori
velocemente una targa. La prima che mi  venuta in mente. Quella dell'ambulanza che mi ha
seguito per tutto il tempo da quando sono fuggita dalla clinica.
Questa  di sicuro un'altra maledetta....
... bugia,  avrebbe voluto concludere la frase Marc, prima che rimanesse bloccato da suo
fratello
che gli prese il telefono di mano.
Un momento disse Benny e rivolse il display verso Emma. Questa l'ha scattata lei?.
S, perch?. Emma lo fiss diffidente.
Una Volvo gialla?.
S.
Con un'ammaccatura da un lato?.
Emma annu con veemenza, sebbene sembrasse non avere idea di dove li avrebbe portati
quell'interrogatorio.
A destra o a sinistra?.
L'ammaccatura? Non lo so, credo fosse dietro a sinistra.
Toss ancora, e adesso il sudore gli colava per le guance.
Ma cosa c'? Per caso riconosci questa macchina? intervenne Marc. Strinse le braccia al
petto,
senza capire se stava gelando per il freddo o per la paura; probabilmente per entrambi.
Benny schiocc la lingua. S, ci ho viaggiato da non molto tempo.
Davvero? Allora sai di chi ?.
Con la coda dell'occhio Marc si accorse che un ciclista dall'altro lato della strada era sceso
dalla
bicicletta e li guardava con interesse.
Purtroppo s.
Dobbiamo andare via disse Emma quando vide il ciclista, ma Marc non l'ascoltava pi.
Come purtroppo? Diavolo, di chi ?.
Oh, merda, non vorresti saperlo. Benny gli restitu il telefono, sospir e sollev le spalle.
Perch no? chiese Marc, e stava per afferrargli il braccio quando Benny fece un balzo
indietro.
Il primo sparo che dilani la notte fece scappare il ciclista a gambe levate. Al secondo sparo non
si volt pi, nemmeno quando il latrato canino e le urla di dolore alle sue spalle divennero
sempre
pi forti.
43.
In un lampo Benny aveva afferrato la mano di Emma, sollevandole il braccio con la pistola
verso
l'alto e premendo il grilletto. Il secondo colpo lo aveva diretto verso la tempia della donna. Il
dolore
lancinante la paralizz subito.
Emma lasci l'arma, cadendo in ginocchio vicino alla macchina, e con entrambe le mani si
premette l'orecchio sinistro, al quale l'onda d'urto aveva lacerato la membrana del timpano.
Cosa hai fatto? grid Marc che non riusciva a credere a ci che era appena accaduto davanti
ai
suoi occhi. Vedeva solo il liquido scuro che scorreva fra le dita di Emma colorando il suo
cappotto
bianco. All'inizio pens che Benny, il suo fratellino che non aveva mai fatto male a una mosca,
le
avesse davvero sparato in testa. Poi lei fece per alzarsi e, sebbene riuscisse a emettere solo suoni
gutturali, Marc cap che non era stata ferita a morte.
Ma cosa hai fatto?. Questa volta lo chiese un po' pi piano, e rivolto sia a Emma che a
Benny,
il quale aveva ripreso la sua arma.
Me ne vado.
Non puoi farlo.
Marc si chin vicino a Emma e non sapeva davvero cosa fare. Il suo orecchio sanguinava
sempre
di pi e i capelli vicini alla tempia erano tutti appiccicati. Con un gesto istintivo le sent la
fronte
come fa una madre per provare la febbre al suo bambino. E, in effetti, Emma scottava.
Deve andare all'ospedale. Per favore, Benny, devi portarci l, devi.... Afferr scioccato la
mano di Emma, che improvvisamente era crollata a terra, perdendo i sensi. Almeno aiutami a
caricarla in auto. Benny?.
Guard verso l'alto in attesa di un altro rifiuto, ma non arriv perch suo fratello era sparito.
Merda, merda, merda.... Marc cominci a sudare nonostante il freddo. Era infinitamente
stanco, il dolore alla testa gli si infilava fino alle spalle e perci ebbe paura di non avere la forza
necessaria per sollevare Emma nella sua auto.
Maledizione.
Prese il telefono dalla tasca per chiamare la guardia medica, ma la batteria mor al primo tasto
premuto.
Cazzo!
Marc cerc il telefono di Emma nel piumino, ma poi si ricord che Benny lo aveva avuto per
ultimo e probabilmente se lo era tenuto.
Si alz appoggiando la schiena alla carrozzeria e guard verso le case dall'altro lato della
strada.
Per quanto poteva vedere, non c'era nessuno alla finestra o sul balcone.
Come  possibile che nessuno chiami la polizia? Qualcuno dovrebbe aver sentito lo sparo.
Stava per chinarsi nuovamente verso Emma quando per la seconda volta quella voce alle sue
spalle lo fece trasalire.
Ehi, amico.
Anche se era molto pi sommessa, era senza dubbio la voce che poco prima si era lamentata per
il rumore. Marc guard il vecchio sul marciapiede, col cane al guinzaglio.
Cosa vuole?.
Il barbone dava l'impressione di curare il suo abbigliamento, per quanto la vita da senzatetto
potesse permettergli. Il che, a prima vista, rendeva meno evidente la sua condizione; solo chi si
avvicinava poteva distinguere la sporcizia che si era sedimentata sul cappotto di lana, un tempo
costoso, e le toppe grezze sotto le quali si intravedeva una giacca troppo ampia. Infine emetteva
quell'odore rancido e dolciastro di corpo umano che indicava la mancanza di un'abitazione vera
e
propria.
Non si preoccupi, non ho visto nulla, amico disse l'uomo con un sorriso privo di denti.
Okay, e veramente non  come potrebbe sembrare. Sto portando questa donna all'ospedale.
Marc afferr Emma sotto le braccia e con le ultime forze la sollev. Il suo respiro era diventato
breve e rapido.
Il barbone annu e lo guard con aria indifferente mentre armeggiava con quel peso. Solo
quando
finalmente riusc a trascinare Emma fino all'auto, ad aprire la portiera e piazzarla sul sedile, il
vecchio cominci a ridere sommessamente. Mamma mia, ragazzi, che nottata, eh?.
Marc si volt verso di lui asciugandosi il sudore dalla fronte. Senta, se per caso vuole dei soldi,
mi dispiace, ma sono al verde anch'io.
Si assicur che la testa di Emma non cadesse in avanti e chiuse la portiera.
Lo so.
Marc, che stava per salire al posto di guida, si ferm.
Come, lo sa?.
Mi dispiace, ho dato un'occhiatina. Ma non c'era nulla dentro. Tenga.
Il barbone allung verso Marc la sua mano sporca. Di quattro dita, uno solo aveva ancora
l'unghia. Il pollice mancava del tutto, ma non fu questo a scioccare Marc. Fissava incredulo il
portafoglio, poi si tast in tasca per controllare che quello che il barbone gli stava restituendo
fosse
davvero il suo.
Lo ha trovato Freddy. Gli piace arraffare le cose che trova per terra. Non  vero, piccolo?.
L'uomo accarezz il muso del cane, che si rovesci subito sulla schiena nella speranza di
ottenere altre coccole.
Grazie rispose Marc confuso.
Si figuri. Io sono una persona onesta, andiamo piccolo. Tir dolcemente il guinzaglio e il
randagio si alz di nuovo.
Ma la prossima volta faccia meno baccano rise l'uomo battendosi la fronte, e si allontan.
S, certo rispose insensatamente Marc, poi osserv il portafoglio fra le mani e lo infil in
tasca.
Alle sue spalle Emma cominci a piagnucolare. Evidentemente aveva ripreso conoscenza.
Marc sal sul maggiolino, inser la marcia e accese il motore. Prima di partire fu assalito da un
dubbio e tir fuori nuovamente il portafoglio. Lo apr per verificare che almeno la patente fosse
ancora l, uno dei pochi testimoni rimasti della sua identit. Per fortuna era al suo posto, Marc
la
estrasse per rivedere la sua vecchia fototessera, in cui appariva infinitamente pi giovane e sano
rispetto a quel momento. Poi tast una specie di rigonfiamento e, quando tir fuori del tutto il
documento, un foglietto piegato scivol sul suo grembo.
Ma che diavolo...
Dispieg il pezzo di carta e non pot credere ai propri occhi.
Cos' questo?
Era sicuro di non aver mai visto prima quel foglio, e ancora meno di averlo avuto nel suo
portafoglio.
Marc spense il motore slacciandosi freneticamente la cintura e balz fuori dall'auto.
Ehi! grid verso il buio pesto dell'entrata in cui era appena sparito quell'uomo. Torni
fuori!.
Poi cominci a correre, sebbene fosse ormai senza forze, ma era gi sicuro di quello che
avrebbe
trovato alla fine di quel corridoio: niente.
Sia il randagio sia il barbone che gli aveva appena consegnato un messaggio scritto a mano
dalla
moglie morta erano scomparsi.
44.
Molte persone commettono l'errore di voler rivivere sempre tutto. Non si accontentano dei
ricordi, vogliono perpetuare ancora e ancora, a tutti i costi, i momenti pi belli della loro vita.
Per
questo motivo prenotano l'aereo per recarsi nel luogo di villeggiatura che gli era tanto piaciuto,
tornano al cinema per rivedere lo stesso film e vanno a letto con l'ex, anche se sono nel bel
mezzo
di un'altra relazione che li sta rendendo felici. E alla fine possono solo appurare che l'emozione
non
sar mai intensa come la prima volta, perch la felicit non si replica a comando. Non la si pu
ordinare schiacciando un bottone. La stessa cosa vale, paradossalmente, per il dolore, le
sofferenze
e gli strazi. Marc lo sapeva bene. Gli era gi capitato di rimanere in piedi davanti alla porta di
casa e
di lasciarsi ridurre in mille pezzi dal cordoglio.
Scese dalla macchina e lasci Emma al volante del maggiolino. La donna si era rifiutata di farsi
portare al pronto soccorso, anche se l'ospedale Martin Luther era lungo la strada. Le ferite ai
timpani di solito guariscono da sole, come aveva imparato Marc sulla propria pelle per via di
una
vecchia infiammazione all'orecchio. Inoltre Marc pens che avrebbe potuto aver bisogno
dell'auto
sia come mezzo di trasporto, sia, chi poteva mai dirlo, come via di fuga. Pur nell'ipotesi che
Emma
soffrisse di turbe mentali, tanto da sospettare suo fratello di omicidio senza prove tangibili, lei
restava l'unica persona che conoscesse in grado di comprendere fino in fondo la follia in cui era
precipitato. Inoltre, Marc non riusciva davvero pi a distinguere gli amici dai nemici, motivo
per cui
preferiva tenere i nemici sotto stretta sorveglianza, sempre che lei rientrasse nella categoria.
Marc apr la porticina che conduceva nel giardino prospiciente la casa. La piccola casetta a
schiera a due piani sembrava ancora piena di vita. A differenza delle altre case l nei pressi, in
perfette condizioni e dotate di steccati per proteggere i giardinetti curati fin nei minimi dettagli,
il
civico numero sette aveva un'aria trascurata e al contempo, forse per questa ragione, sembrava
un
essere vivente o una camera dei ragazzi lasciata nel caos, con le pareti scarabocchiate da pastelli
colorati. Un luogo che il proprietario non avrebbe scambiato per nulla al mondo con un lindo
studio
da designer uscito dalle pagine di qualche rivista d'arredamento d'interni.
Marc lanci ancora un'occhiata al bigliettino che aveva trovato nel suo portafoglio.
CI VEDIAMO A VILLA GRUNEWALD. SBRIGATI.
LOL  S.
Semplice com'era, quel messaggio non dava adito a equivoci. Ovviamente non era una prova
che
lei fosse ancora viva. Tempo addietro, Sandra l'aveva abituato a bigliettini del genere lasciati
sul
tavolo di cucina: SONO IN PALESTRA, NON MANGIARE TROPPE SCHIFEZZE PERCH
STASERA CUCINO IO, IERI SERA  STATO DI NUOVO BELLISSIMO, PENSACI TU A
RESTITUIRE LE BOTTIGLIE VUOTE.
A un certo punto Marc aveva cominciato a scrivere LOL sotto quelle singole frasette,
erroneamente convinto che l'abbreviazione significasse lots of love. Sandra aveva riso di
gusto
nel leggerlo la prima volta, dato che in realt quell'acronimo si usa nelle chat su Internet per
prendersi gioco di qualcuno, come poi gli aveva spiegato lei stessa.
Laughing out loud.
Da quel momento in poi era diventato uno scherzoso segnale d'intesa apporre a quasi tutti i loro
messaggini un bel LOL.
Questo dettaglio, insieme alla grafia inconfondibile, era un chiaro indizio che Sandra fosse
l'autrice del bigliettino. Un ulteriore segnale era il luogo dell'appuntamento. La casetta a
schiera in
quel di Eichkamp era tutto fuorch una villa, ma si trattava ancora una volta di un loro gioco.
Marc ripose il foglietto e prese il mazzo di chiavi. La porta di casa era incastrata, ma lo era gi
da qualche mese.
Una volta dentro non avvert l'odore stantio che si era aspettato. Faceva freddo, il riscaldamento
era tenuto al minimo in modo che le tubature non gelassero d'inverno, ma mancava il tipico
olezzo
degli edifici lasciati vuoti a lungo. Pareva che qualcuno avesse areato di recente e, nel farlo,
avesse
anche spazzato per terra. Le scie nere che il divano aveva lasciato sul parquet durante lo
sgombero
erano scomparse.
C' qualcuno?. La sua voce impastata rimbalz contro le pareti delle scale provocando
un'eco
metallica. Marc mise un piede davanti all'altro con attenzione, come se stesse camminando su
un
sottile strato di ghiaccio, e non sul pavimento del salotto. Non sapeva se lo spaventava di pi
l'idea
di essere solo in casa o di incontrare davvero sua moglie.
C' qualcuno? ripet, anche se avrebbe preferito di gran lunga chiamare il nome di Sandra.
Ma
gli mancava il coraggio. Accanto al salotto c'era una limonaia costruita in un secondo
momento.
Marc osserv il giardino pieno di erbacce attraverso le vetrate di quel piccolo ambiente. Aveva
acceso l'illuminazione esterna, e i faretti alogeni sortivano l'effetto di un filtro diffusore. Ogni
cosa
pareva sfumata, immersa in un'aura dorata: gli alberi, i frutti marci sul prato e il laghetto delle
rane
che ormai era diventato una palude, con pi pantano che acqua.
Mugghiando, il vento strappava le foglie della betulla che si ergeva davanti alla veranda. Marc
era allergico, ma non se l'era mai sentita di abbattere quella pianta. La scrut in tutta la sua
imponenza e vide una cornacchia spiccare il volo dai rami pi alti. Gli occhi gli bruciarono
come se
la betulla fosse in fiamme.
Le lacrime parevano accentuare l'effetto della luce diffusa, tant' che l'albero aveva preso di
colpo una colorazione molto pi accesa.
Marc si strofin gli occhi senza successo: l'allucinazione persisteva.
Cosa sta succedendo?
Tir indietro la testa e cerc di analizzare meglio quella strana lucentezza che interessava solo
una piccola parte del fogliame. Quando il vento fischi tra la chioma, lo cap.
L'albero non era illuminato dalle lanterne in giardino, bens da un'altra fonte di luce artificiale
che si trovava circa due metri e mezzo sopra la sua testa. Al primo piano.
In casa!
Poi tutto successe molto in fretta. Marc usc di corsa dal soggiorno, sal le scale tre gradini alla
volta e pochi secondi dopo apr come una furia la porta della camera da letto. Era vero. Anche
se
aveva staccato tutte le prese e svitato tutte le lampadine, la stanza era illuminata a giorno.
Entr, spalanc la bocca e le lacrime tornarono a solcargli il viso. Non pot credere, n capire,
cosa vide mentre barcollava nella stanza.
Non pu essere. Sandra, come mai? Perch tutto questo?
I mobili li aveva buttati via tutti: il letto matrimoniale, l'armadio a muro dalle ante a persiana, la
toeletta con lo specchio grande. Era stato un polacco a portar via tutto, insieme al figlio. Li
aveva
visti con i propri occhi mentre trasportavano gi il mobilio e lo portavano via con un rimorchio.
E
ora, tre settimane dopo, era tutto come prima. Il letto, l'armadio, il tavolinetto  ogni cosa era di
nuovo al suo posto. Anzi, c'era qualcosa in pi. Una presenza fastidiosa azzurro chiaro, con un
baldacchino bianco come la neve che se ne stava nel bel mezzo della stanza  un lettino nuovo
di
zecca, con le lenzuola e le federe fresche di bucato.
Per un attimo, un attimo da incubo, Marc pens che avrebbe cominciato a dondolare spinto da
una mano invisibile al ritmo di una ninna nanna stonata, ma il letto non si mosse di un
millimetro.
In compenso fece qualcosa di ancora pi orrendo: prese a parlare.
45.
Aiuto. Per favore mi aiuti.
Marc arretr di due passi dalla culla. La voce divenne pi forte. Non se ne vada. Non mi lasci
solo.
Aveva lanciato un unico sguardo fugace scostando appena la tenda, eppure era sicuro di aver
visto solo un piccolo cuscino nel lettino. Forse aveva intravisto un pigiama, un giocattolo, una
copertina, ma di sicuro nessun essere vivente, tanto meno uno grande abbastanza da parlare con
una
voce maschile cos profonda.
Chi c'? domand nella certezza di rivolgersi a un registratore.
Lo stupore aument ulteriormente quando ricevette risposta.
Grazie al Cielo  arrivato, Marc.
Sa come mi chiamo. Come fa a saperlo?
Il cuore cominci a battergli pi forte. Chi  lei? chiese allungando la mano verso il
baldacchino, con circospezione. Era ancora a un metro di distanza dal letto quando non se la
sent e
fece un passo indietro.
Io sono quello che sta cercando disse l'uomo, la cui voce roca e distorta gli era del tutto
ignota.
Tir la tenda. Per prima cosa vide il cuscino bianco, poi dei numeri ricamati di traverso sulla
federa con del filo rosso.
13/11
Nel medesimo istante in cui Marc si rese conto che era la data odierna, vide anche la
ricetrasmittente. La prese in mano, fiss incredulo il microfono e stava per lasciarla cadere per
terra
quando l'uomo gli rivolse di nuovo la parola. Venga da me, la prego.
Solo in quel momento colse l'eco metallica, anche se la qualit del suono di quel piccolo
strumento digitale era nettamente migliore rispetto a un normale telefono.
Si port il dispositivo alla bocca e parl nel microfono: Cos' questa storia?.
Io... sono un conoscente....
Prima ci fu un sibilo, poi un'interferenza guast la comunicazione.
...un conoscente di sua moglie. Per favore, mi aiuti.
Dove devo venire? Dove si trova?.
Ci fu di nuovo un sibilo, e l'uomo rispose piano: Qua sotto. Sono in cantina.
46.
Per scendere nell'oscurit gli ci volle tre volte il tempo che aveva impiegato per correre al piano
di sopra.
Marc aveva sempre evitato di trattenersi in cantina pi a lungo del necessario. Non per via di
una
paura infantile, non perch temesse la presenza di qualche mostro senza volto nascosto dietro la
caldaia, ma piuttosto perch era convinto che gli esseri umani non fossero nati per vivere negli
sgabuzzini senza finestre, cos come non erano nati per sfrecciare in aereo a diecimila metri
d'altezza.
La cantina di una casa, per lui, era come il fondo tenebroso di un lago artificiale.  bello
mantenersi sul pelo dell'acqua, mentre difficilmente viene voglia di sapere che cosa si muove
sotto i
nostri piedi. I pi coraggiosi trattengono il fiato e si immergono per un paio di metri, ma fino in
fondo, dove la melma cela i segreti del lago, ci si spinge solo con un motivo valido, ad esempio
se
si  perso qualcosa di valore: dei soldi, o una chiave.
O la propria moglie.
La porta di legno oltre la quale scendeva la scala di pietra grezza era sbarrata dall'esterno. Chi
lo
stava aspettando era stato rinchiuso laggi. Marc non era certo di voler davvero scoprire da chi.
Scost il chiavistello, apr la porta e si allung verso l'interruttore a muro, un vecchio pulsante
nero a farfalla. Sembrava un dado ad alette troppo grosso. Lo ruot due volte in senso
antiorario,
poi nell'altra direzione. Rest tutto buio.
C' qualcuno? chiam verso il fondo della scala. Nessuna risposta. Il diodo luminoso della
ricetrasmittente, che aveva appena baluginato, si spense di colpo. Gli venne in mente che la
ricezione di alcune reti peggiorava quando si scendeva in cantina, d'altro canto aveva in mano
un
walkie-talkie che sarebbe dovuto essere in grado di funzionare a prescindere dalla rete mobile.
C' qualcuno l sotto?.
Scese di un gradino e il suo stomaco brontol. Quel senso costante di malessere gli stava
rimescolando la digestione. Ancora una volta ignor il grido di aiuto proveniente dal proprio
corpo
che lo supplicava di mettersi una buona volta sotto le coperte, trangugiare le pillole e dormire
due
giorni di fila. E invece trov a tastoni una fune che l'ex proprietario aveva montato al posto
della
ringhiera, e scese lentamente. L'ex padrone di casa era uno psichiatra e aveva trasformato la
cantina
in base alle proprie necessit, rivestendo di legno le pareti e il pavimento con una moquette
grigia di
poco conto. Il minimo necessario per poter ricevere i pazienti. Sandra e Marc si erano sempre
chiesti chi avrebbe mai potuto trovare piacevole scendere in quella cantina per confidare a un
estraneo i propri dolori pi intimi. Inoltre, la vecchia casa emetteva spesso rumori indefinibili,
tant' che l sotto era spaventoso anche solo stendere i panni.
La vecchia signora respira aveva sempre scherzato Marc, quando sentivano forte e chiaro
sopra le loro teste quegli scricchiolii, quei gemiti, quei lamenti. La casa risaliva agli anni Venti
e
cominciava a soffrire di artrite.
In quel momento per non scricchiolava, e anche i tubi del riscaldamento erano freddi e muti.
Marc raggiunse l'ultimo gradino e apr alla cieca il quadro di distribuzione che si trovava in un
angolo. Pass le dita sugli interruttori fino ad afferrare l'accendino che aveva lasciato l in caso
di
emergenza.
L'aura giallo zolfo della fiammella cre un'atmosfera quasi accogliente. Marc non capiva come
mai la luce elettrica non andasse. Tutti gli interruttori erano intatti. Del resto, in quella notte
senza
fine c'erano altre cose, di importanza vitale, che non capiva...
Dove si trova? chiese alzando la voce, anche per coprire quel ronzio nelle orecchie che stava
diventando un'ossessione. Pi il silenzio era assoluto, pi i rumori del suo corpo uscivano alla
ribalta.
Con l'accendino in una mano e la ricetrasmittente nell'altra imbocc il passaggio che collegava
la caldaia al vecchio ambulatorio. Avevano tolto quella brutta porta scorrevole a listelli e,
nonostante la scarsa illuminazione, Marc vide che la piccola stanza era spoglia e completamente
vuota.
Resta solo un posto.
Sal su un cavo arrotolato privo di alcuna funzione e tenne il braccio con l'accendino davanti a
s, come un tedoforo. La sua ombra si proiettava pochi metri dietro di lui.
Poco prima della porta tagliafuoco grigia fece una pausa e la concesse anche al suo pollice
affaticato. L'oscurit lo avvolse come un manto non appena la fiammella si spense. Appoggi a
terra la ricetrasmittente ormai inutile, fece ruotare ancora una volta la scocca e protesse
l'accendino
con le mani a coppa quando la fiamma cominci a tremolare.
Poi, sebbene ogni particella del suo corpo gli si rivoltasse contro, spinse la pesante porta di
ghisa
ed entr nel locale della caldaia. Lo spavento fu tale che dovette urlare.
47.
Cazzo, ma lei chi ? domand dopo essersi ripreso quel tanto che bastava per reprimere
l'impulso di correre via. Le fatiche fisiche delle ultime ore lo avevano reso ipersensibile e
ancora
pi incline al panico. Gli ci voleva sempre di pi per tornare tranquillo.
L'uomo, che era terrorizzato almeno quanto lui, giaceva in mezzo al locale, disteso nel telaio di
un letto da camping senza materasso.
Grazie al Cielo si lament debolmente.
Alz il capo. Non poteva muovere nient'altro, poich mani e piedi erano ammanettati alla
struttura metallica. La fiamma dell'accendino si rifletteva nel boiler accanto a lui e, per quel
poco
che Marc poteva distinguere con un'illuminazione cos fioca, l'uomo aveva una giacca e una
cravatta annodata fino al mento. Difficile dargli un'et. Le persone molto alte tendono a
sembrare
pi vecchie di quanto non siano.
Cosa diavolo ci fa quaggi? domand Marc avanzando di un passo.
Acqua.
Lo sconosciuto stratton le manette. I suoi capelli biondi erano in pieno scompiglio: sembrava
la
versione in carne e ossa di un personaggio dei fumetti che aveva appena preso la scossa.
Per favore, mi porti dell'acqua. Nel pronunciare l'ultima parola gli manc la voce.
Non prima di sapere com' finito qui.
Un odore di urina gli arriv alle narici. Evidentemente l'uomo se l'era fatta addosso. Dalla
paura,
o perch lo tenevano prigioniero l dentro gi da parecchie ore.
Ma chi?
Per un attimo, Marc si domand se non gli convenisse tornare fuori e chiamare Emma. Ma non
sapeva ancora se fidarsi di lei, e poi dubitava fortemente che la donna, nella condizione in cui
era,
potesse essergli di grande aiuto.
Chi  lei? ripet Marc.
Io.... L'uomo fece una pausa per umettarsi il labbro protruso con la lingua. Io sono qui per
metterla in guardia.
Da che cosa?.
L'uomo ammanettato gir la testa e guard verso l'altra estremit del locale immersa nel buio,
l
dove a suo tempo c'era stato un mangano per il bucato.
Dal libro sussurr.
Che libro?.
L'uomo lo guard di nuovo negli occhi. Senza rendersene conto, Marc si trascin indietro di un
passo.
Mi chiamo Robert von Anselm disse il prigioniero, e la sua voce suon d'improvviso
monocorde, come se stesse recitando un testo imparato a memoria. Sono l'avvocato di sua
moglie.
Sciocchezze.
Lei mente. Marc parl a voce cos alta che la fiamma tremol di nuovo. Mi sono sempre
occupato personalmente delle sue faccende legali.
No, lei non mi sta ascoltando. Non ero n il vostro avvocato n l'avvocato di famiglia, ma solo
quello di sua moglie.
L'uomo lasci cadere il capo sulle molle e la branda scricchiol.
L' avvocato di Sandra? E perch mai avrebbe dovuto far gestire le sue cose a un estraneo?
Prima dell'incidente  venuta da me sussurr l'uomo.
E per quale motivo?.
Per cambiare il testamento.
Per cambiarlo?  Fino a quel momento Marc non sapeva nemmeno che ne esistesse uno.
Suppongo abbia agito sotto pressione del padre aggiunse il prigioniero.
Io non ci sto capendo niente. Cos'ha cambiato? E cosa c'entra Constantin?.
L'avvocato lanci di nuovo uno sguardo di sbieco verso l'angolo buio alla sua destra. Si
ricorder di sicuro della sceneggiatura che sua moglie aveva il compito di scrivere.
S.
Volevamo festeggiare proprio per quella ragione, il giorno dell'incidente.
Sa per quale prezzo l'agente di Sandra l'ha venduta alla casa di produzione americana?.
No.
Un milione e duecentomila dollari.
Marc rise, scettico. Lei mente.
Ne  proprio sicuro? toss l'avvocato.
Nessuno paga cos tanto per un'opera prima. E poi Sandra me l'avrebbe detto. Non c'erano
segreti tra noi.
Ah s? L'ha letta la sceneggiatura?.
E come avrei potuto?  morta prima di poter scrivere la prima frase.
Ne  sicuro?.
No, non lo sono. Da oggi nella mia vita non ci sono pi certezze.
Marc fece luce alla sua destra, verso l'angolo buio che l'uomo continuava a fissare, poi aggir
la
branda e i contorni di una scrivania apparvero nell'aura dell'accendino. Era vicinissima alla
bombola del gas.
Io l'ho letta disse l'uomo con voce rotta. Ecco perch sono qui. Volevo portargliela.
Metterla
in guardia.
Marc si avvicin alla scrivania, una scrivania che non aveva mai visto prima e che laggi
stonava
esattamente come quell'uomo in giacca e cravatta ammanettato alla branda. Era un tavolo
troppo
basso per un adulto, con minuscoli cassetti ai lati in cui tutt'al pi ci si sarebbe aspettati di
trovare
un libro di scuola o un quaderno. In un pertugio fatto apposta per alloggiarvi una lampada da
lettura
era incastrata una candela mezza consumata.
Marc l'accese e la luce cadde su una pila di fogli appoggiata sul tavolo, il cui margine sinistro
era tenuto assieme dalle alette metalliche di un raccoglitore di plastica.
Ehi, la mia acqua? tossicchi l'avvocato, che giaceva di nuovo nell'oscurit dietro di lui.
Le pagine erano umide e rattrappite, come se fossero state lasciate a lungo in un cartone da
trasloco. Magari in cantina.
Marc spolver il primo foglio e lesse il titolo.
SCHEGGE
Una sceneggiatura di Sandra Senner
Per favore, mi liberi! piagnucol lo sconosciuto, ma Marc non poteva pi rispondergli. Aveva
girato il frontespizio e cominciato a leggere. Gi le prime frasi furono uno shock.
48.
Sinossi
Marc Lucas, giurista che lavora come assistente sociale, provoca un incidente automobilistico in
cui
muore la moglie incinta. Poche settimane dopo la tragedia, Marc legge l'annuncio di una clinica
psichiatrica su una rivista. Cercano volontari per il programma Imparare a dimenticare,
soggetti con
traumi gravissimi alle spalle. Persone che, per cancellare per sempre dalla memoria i ricordi pi
brutti
della loro vita, intendono prendere parte a un esperimento che li condurr a un'amnesia totale.
Lucas
manda un'e-mail al direttore della clinica e...
No!.
Marc emise un gemito, poi si morse il palmo della mano. Si sent mancare e dovette appoggiarsi
al tavolo. I suoi occhi vagavano senza meta sul foglio di carta. Aveva gi letto due volte il
primo
paragrafo e ricominci per la terza nella speranza che quelle poche lettere si risistemassero per
formare altre parole. Ma non accadde. La verit restava al contempo orrenda e inspiegabile.
Questa  la mia storia. Sandra ha preso la mia vita e ha...  Gli tremavano le mani. I
polpastrelli
erano diventati insensibili e nello sfogliare prendeva pi pagine alla volta. Continu a leggere,
ma le
cose peggiorarono.
Il telefonino di Marc non funziona pi, le sue carte di credito sono disabilitate e sembra che
qualcun
altro stia conducendo la sua vita.
Quando torna alla clinica, si trova a fissare uno scavo vuoto. L'edificio  scomparso.
Non riusciva a leggere le pagine fino alla fine. Sfogliava impaziente, sempre pi svelto, allibito
di fronte a quei fatti che lui conosceva cos bene, dato che li aveva vissuti in prima persona! E
da
poche ore! Prese a leggere solo brandelli di testo, singole righe che gli saltavano subito
all'occhio.
...si reca alla polizia...
...la chiave stavolta funziona...
...sua moglie non era pi nell'appartamento...
...anche il suocero scompare...
Pi leggeva, meno capiva. Com'era possibile tutto ci? Come faceva Sandra a saperlo? E ancor
peggio, come aveva potuto prevedere il futuro?
Richiuse il raccoglitore, fiss la copertina e si afferr la nuca.
SCHEGGE
Una sceneggiatura d Sandra Senner
Il formicolio si diffuse pian piano dai polpastrelli alle braccia, che cominciavano a ciondolare
stanche e pesanti, tant' che prov l'istinto di girarsi e di scappare via dalla cantina urlando.
Nulla
aveva pi un senso, la sua vita era una bugia inventata di sana pianta da una persona di cui si
era
fidato ciecamente e che ora balzava fuori dalla tomba per portarlo alla follia.
Ma chi soffre di disturbi psichici riflette sulla propria condizione? Non  forse la negazione il
nucleo stesso di una psicosi?
Marc apriva e richiudeva la bocca senza neanche accorgersi di parlare con se stesso e di
esprimere i pensieri a voce alta. Le lacrime gli rigavano le guance e cadevano sulla copertina
del
copione.
Possibile che stia succedendo davvero? Che tutto ci sia reale?
Una lacrima cadde come un punto scuro sotto la prima lettera, la grande S di Schegge, tanto da
trasformarla momentaneamente in un punto interrogativo spagnolo di inizio frase. Marc tir su
col
naso, si tast di nuovo il cerotto sulla nuca e poi, nel bel mezzo di una slavina di pensieri
sconnessi,
trasse una conclusione del tutto logica.
C' anche la fine!
Marc riprese in mano il quadernone.
Perch sta accadendo tutto questo? E come andr a finire?
Sfogli fino ad arrivare all'ultima pagina.
49.
Niente. Vuota. Le ultime cinquanta pagine erano ancora tutte da scrivere.
Marc sfogli il manoscritto al contrario finch non arriv a due fogli, verso l'inizio, che
sembravano un corpo estraneo. Erano pi grossi degli altri, e i margini erano perforati e
ricoperti di
macchie rugginose. Erano le ultime pagine della sinossi.
...alla fine affronta gli spettri del suo passato e segue un misterioso messaggio che gli d un
barbone.
A quanto pare, sua moglie lo vuole incontrare. Torna alla loro vecchia casa dove trova una
sceneggiatura in cantina, scritta da una donna morta. Inorridito, si rende conto che il contenuto
delle
prime frasi rispecchia fedelmente la sua vita. Sfoglia fino all'ultima pagina per scoprire una
volta per
tutte cosa sta per capitare, ma trova solo delle righe vuote.
A questo punto torna indietro fino a imbattersi in due fogli un po' pi spessi degli altri. Sono
macchiati
di sangue e perforati ai margini. In fondo alla pagina vi  annotato a mano un numero di
telefono.
Marc abbass lo sguardo. Era vero. Sembrava che Sandra lo avesse scritto in fretta e furia come
i
bigliettini sul tavolo di cucina, mancava solo il LOL a mo' di firma.
I suoi occhi ripercorsero le righe fino a quella dove aveva appena interrotto la lettura.
Se Marc ha creduto fino a questo momento che il peggio sia passato, allora non ha capito
proprio
niente, poich seguendo un impulso apre il cassetto in alto a destra...
Chiuse gli occhi, li riapr e rilesse l'ultima frase.
Devo sul serio? Sandra, cosa mi stai facendo?
Marc tentenn, poi cacci le dita nella cavit esterna del cassetto. Non era chiuso.
... dove trova un telefonino.
Proprio cos. Era un vecchio modello con i tasti grandi.
Il display s'illumin per segnalare che la batteria era carica e il cellulare era operativo. Marc ag
come in trance. Ancora una volta, segu quegli assurdi consigli dalla regia.
Lo estrae e compone il numero!
50.
Era ora, grazie al Cielo.
Il destro di un pugile professionista non avrebbe potuto colpirlo pi forte di cos. Era Sandra,
quella era indiscutibilmente la sua voce. Aveva risposto gi dopo il secondo squillo. Suonava un
po'
insicura e un po' triste la sua voce, ma restava inconfondibile come un'impronta digitale.
Era ora che mi chiamassi.
Quel timbro lievemente roco, quasi un perenne sintomo di stanchezza che si sentiva soprattutto
la mattina al risveglio, gli era mancato come il suo tocco, come il biascichio che faceva con la
bocca
quando sognava, o la risata che lo aveva sempre contagiato anche nei momenti tristi.
Sandra rise tra le lacrime dove sei?.
Per un attimo, che bast a fargli scendere nuove lacrime lungo il viso, dimentic tutte quelle
assurdit.
L'incidente. Il suo ritorno. Il senzatetto. L' avvocato che mi sta alle spalle e continua a
elemosinare un goccio d'acqua.
La gioia di sentirla era incontenibile, ma venne di nuovo sopraffatta dalla delusione quando si
accorse che la voce proveniva dalla ricetrasmittente.
Mi spiace tanto, ti giuro che tutto torner come prima.
Cosa? Di cosa stai parlando? strill Marc nel microfono come se avesse potuto costringere
l'interlocutore a dare una spiegazione solo urlando forte.
Prima o poi ti spiegher tutto. Presto, molto presto. Devi solo resistere qualche ora.
Qualche ora? E poi cosa succeder?
Si trov a pensare al cuscino ricamato a mano nel lettino al piano di sopra, alla data sulla federa,
il 13 novembre.
Oggi mancano dieci giorni alla data che il ginecologo aveva indicato come possibile giorno
del
parto.
Non ti preoccupare, tesoro, davvero. Si chiarir tutto!.
Preoccuparmi? Io sto perdendo il senno.
Ascoltami: se sei ancora in cantina, vattene. Vattene subito.
Avvert una fredda corrente d'aria, cos forte da rischiare di spegnere la candela. Solo all'ultimo
momento la fiamma si riprese.
Perch ti sei dimenticato una cosa.
Che cosa? chiese di nuovo alla ricetrasmittente.
Robert von Anselm.
Dietro di lui si mosse un'ombra scura.
Non gli hai controllato le manette.
Marc si volt di scatto, lasci cadere il dispositivo e alz le mani davanti al viso in segno di
difesa, ma era troppo tardi. Dopo una fitta di dolore acutissima la sua coscienza soffoc nel buio
pi
nero. La luce della candela si smorz ancor prima che il colpo lo facesse crollare a terra.
51.
In occasione del loro primo viaggio, lui non credeva che il traffico automobilistico fosse
consentito su quella tratta. La strada tra Potsdam e Berlino che passava per i boschi via
Sakrow
non era pi larga di un marciapiede. Per evitare le macchine provenienti dalla direzione
opposta,
c'era il rischio che i pini ai margini della carreggiata graffiassero la carrozzeria. Ma in quel
momento la strada per Spandau apparteneva solo a loro e Marc poteva dare gas senza
problemi.
Vorrei che non fossi venuto a saperlo. Sandra teneva lo sguardo fisso fuori dal finestrino.
Non cos presto, almeno.
Litigavano spesso in macchina e, come al solito, lei evitava di guardarlo negli occhi quando
questo accadeva.
Allora non avresti dovuto portarmi con te.
Lei annu. Poco dopo gli afferr la mano, mentre continuava a osservare quella carrellata di
conifere. Ma lo capisci o no che non abbiamo altra scelta?.
Lui scoppi in una risata un po' finta. Quando lei gli strinse la mano cos forte da fargli male,
le
chiese: Non dici sul serio, vero?.
Per un attimo pens di arrestare il veicolo, scendere e farle una bella lavata di capo.
Era evidente che sua moglie aveva perso la testa.
Non hai sempre detto che il fine giustifica i mezzi?.
Lui diede ancora pi gas. Si accese la luce gialla che segnalava la discesa della temperatura
esterna al di sotto dei quattro gradi.
Non  il motto della tua vita?.
Tu sei pazza, Sandra. Il fine non giustifica mai la morte.
Ma non puoi impedirlo!.
Lei singhiozz. Di solito Marc accostava quando lei cominciava a piangere, ma quel giorno si
accan ancor di pi sul pedale.
Oh s, invece, lo far, credimi.
La freccia del tachimetro schizz a pi di settanta chilometri orari, e i pini ai margini della
strada si fusero in un'unica entit grigio-verde.
Le lanci una rapida occhiata. La luce del cruscotto faceva sembrare sangue le lacrime che le
scorrevano sulle guance, sangue che colava da una ferita.
Non puoi farlo protest. Non te lo permetter.
Ah s? L'ho gi fatto una volta, come pensi di fermarmi la seconda?.
Ora era lui quello che fissava imperterrito davanti a s. Stettero zitti per un po' finch la
strada
non si pieg in una curva e la tratta divenne pi collinare. La villa di Constantin era
scomparsa da
un bel pezzo nello specchietto retrovisore.
Sandra prese a piangere ancora pi forte e gli venne voglia di allungare la mano verso di lei
per
tranquillizzarla, per accarezzare la pancia in dolce attesa che si rigonfiava sotto la sua
cintura
come una palla medica. Ma poi lei fece qualcosa che lui non aveva previsto. Si tolse la cintura
e si
gir sul sedile. Di colpo Marc ebbe l'impressione che ci fosse qualcuno dietro, uno
sconosciuto che
aveva ascoltato il litigio di nascosto. Sandra si gir di nuovo. Teneva in mano una foto: di
grana
grossa, grigionera, come un'immagine ai raggi ultravioletti.
Guarda questa!.
Prima che potesse tornare a fissare la strada ci fu uno schianto assordante. Il volante
all'improvviso gli sfugg di mano e, per quanto tentasse di controsterzare con tutta la forza
che
aveva in corpo, Marc non riusc pi a metterlo in posizione.
L'ultima cosa che vide furono le mani di Sandra che lasciavano cadere la foto e si
protendevano
disperate verso la cintura, appena prima che un lampo inondasse ogni cosa di un bianco
accecante. L'immagine successiva fu il viso di un vecchio, chino su di lui e con la fronte
corrugata
per la preoccupazione, che gli dava dei colpetti sulle guance.
Si sta svegliando disse il viso, e proprio in quel momento Marc sbarr gli occhi.
52.
All'inizio pens di stare ancora sognando. Eppure non si trovava pi nella macchina di Sandra,
bens in un negozio di anticaglie il cui proprietario brizzolato l'aveva sistemato su un divano
che
puzzava di tabacco e di camino e i cui cuscini erano cos imbottiti che avrebbero potuto
benissimo
soffocare qualcuno. Voleva sollevare un po' il capo, incastrato com'era contro un poggiatesta,
ma la
cosa si rivel ben presto un'impresa impossibile a patto di non rotolare su uno dei tanti tappeti
che
coprivano il pavimento.
Dove sono? domand, e pens subito all'avvocato a cui aveva negato l'acqua.
E che me le ha date di santa ragione.
Si tocc la testa che gli girava e si rese conto che la sua manica destra era stata tirata su. Nella
piega del braccio vide il classico cerotto da prelievo.
Marc batt gli occhi in preda allo stupore, e anche quel gesto gli fece male. Una secrezione
lattea
gli teneva incollate le palpebre.
Non si preoccupi,  tra amici disse l'antiquario. Dopo essersi spazzato via quello strano
umore
dagli occhi, Marc pot percepire meglio ci che lo circondava. Oltre al sof c'era una poltrona a
orecchioni talmente alta che chi ci si sedeva sopra poteva vedere in un colpo solo il caminetto, il
divano e pure fuori dalla finestra. Quell'oggetto era anche l'unico ad avere un senso. Il resto del
mobilio  scaffali, com, sedie, un secrtaire e persino un servo muto  sembrava messo alla
rinfusa
e non concordava per stile e colore. Il disordine gli ricordava quello di casa sua, mancavano
solo i
cartoni del trasloco. In compenso c'erano libri e riviste specialistiche di medicina in ogni
angolo.
Tra amici?. Marc si gir verso il caminetto.
Da un lato della stanza c'erano Emma e suo fratello, accanto al vecchio sconosciuto. Mentre
Benny aveva il medesimo aspetto del loro ultimo incontro  spossato, barba lunga, pantaloni
pesanti
e bomber  Emma sembrava essersi un po' ripresa e aveva una fasciatura bianca sopra
l'orecchio
destro. Qualcuno doveva essersi preso cura della sua ferita, e Marc, quando osserv meglio i
diplomi in medicina sopra il camino, cap chi poteva essere stato.
Lei chi ? chiese all'uomo che evidentemente non era un semplice antiquario.
Sono il professor Niclas Haberland rispose il vecchio sorridendo.
Ma gli amici mi chiamano Caspar.
E come sono arrivato fin qui?.
Deve ringraziare suo fratello. Ci ha pensato lui a portarla da me.
Marc si gir verso Benny e solo in quel momento si accorse che alcuni dei sintomi erano
scomparsi. Stava ancora male e nella sua testa c'era un baccano da fiera, ma a parte questo non
si
sentiva pi a pezzi come nelle ultime ore. Si domand cosa gli avesse dato il professore.
Vi ho seguito spieg Benny senza che gli fosse stato chiesto.
E perch mai?.
Lo sai perch.
Marc annu e avvert una fitta alla nuca. Si augur che dopo la caduta in cantina la scheggia non
si fosse avvicinata ulteriormente alla colonna vertebrale e che avesse solo toccato un nervo.
S, lo so perch. Per lo stesso motivo che mi aveva portato da te.
Mi hai chiesto aiuto, idiota, e sai benissimo l'effetto che ha su di me una richiesta del genere.
Per hai tagliato la corda.
S, avevo qualcosa di molto urgente da fare. Ma poi, in macchina, ho avuto i rimorsi di
coscienza. In fin dei conti sei pur sempre mio fratello, poco importa quel che  accaduto tra
noi.
Che caso, non  vero? lo schern Emma, che era vicino alla finestra. Prima ci vuole
ammazzare, poi d'improvviso compare dal nulla al posto giusto e al momento giusto.
Marc non raccolse la provocazione. Come hai fatto a trovarmi? chiese a suo fratello.
Credi forse che abbia perduto il mio intuito?.
Gli venne da scuotere la testa, poi si ricord appena in tempo del nervo bloccato.
Volevi rivedere Sandra, e c'era un solo posto da dove avviare la ricerca. Casa vostra.
Marc racimol le forze e si sollev sul grosso cuscino. Per un momento gli parve che la stanza
girasse tutta, prima in senso orario, poi in senso antiorario. Si stup, comunque, della rapidit
con
cui riacquist il controllo di s non appena si fu raddrizzato. Il senso dell'equilibrio gli torn
lentamente, e anche quel fastidioso malessere scivol via.
Per farla breve, sono andato a Eichkamp e davanti alla porta ho visto il maggiolino in cui
dormiva questa matta. Benny indic Emma con fare sprezzante. Allora ho aspettato un po' e
dopo
venti minuti, visto che non eri ancora uscito, sono entrato io e ti ho trovato in cantina.
Marc guard prima Benny, poi Emma e infine fuori dalla finestra all'altra estremit di quella
stanza che il professore, evidentemente, aveva adibito sia a salotto, sia a studio. L'edificio in cui
si
trovavano non poteva essere pi grande della loro villa, forse era solo una capanna nel bosco.
A
supporto di questa ipotesi, accanto al camino c'era della legna che sembrava raccolta, non
acquistata. Inoltre, fuori c'erano solo alberi.
E l'avvocato? chiese Marc afferrandosi il retro del cranio. Sent un bernoccolo circa cinque
centimetri sopra la fasciatura.
Di che avvocato parli? Non c'era nessun altro l.
Le budella di Marc si rivoltarono in preda ai crampi. E la sceneggiatura? Stava sulla
scrivania!.
Senti un po', non  che mi sia guardato granch attorno dopo averti trovato sul pavimento
privo
di sensi. Ti ho trascinato fuori e ti ho portato dal dottore. E con questo siamo pari una volta per
tutte.
Incroci le braccia davanti al petto mentre Emma tirava su col naso come se volesse sputare per
terra.
Non credo a una sola parola.
Io s ribatt Haberland, che aveva seguito lo scambio di battute dalla poltrona. L'anziano
lanci a Benny uno sguardo carico di significato.
Bene, la libero dal segreto professionale, mio caro dottore. Benny sorrise e tir su la cerniera
del bomber. Tenga pure la sua conferenza, io intanto vado fuori a fumare.
53.
Marc sent la temperatura della stanza abbassarsi di colpo quando suo fratello apr la porta
dietro
di lui e lasci entrare l'aria fresca. Dovevano trovarsi molto lontano dalla citt, visto che fuori
faceva cos freddo. L'orologio digitale sul secrtaire segnava le 11.04, ma la temperatura era gi
sotto lo zero.
Haberland attese che Benny fosse uscito in veranda chiudendosi dietro la porta, poi offr a
Emma
di sedersi accanto a lui e non parl prima che lei si fu sistemata. Aveva un'ombra di disappunto
disegnata sul volto.
Benjamin  mio paziente disse Haberland guardando Marc. Questo  forse anche il motivo
per cui l'ha portato qua e non in ospedale. Nel breve periodo in cui l'ho tenuto sotto
osservazione in
qualit di perito esterno, sono diventato, per cos dire, il suo confidente. Inoltre non do grande
importanza a quel che pensa la gente, ecco perch vivo quaggi in mezzo al bosco, fuori dal
mondo. Sorrise di nuovo e prese a massaggiarsi il polso.
Mi ricordo della sua perizia disse Marc. Lei era contrario al rilascio, non  vero?.
Haberland alz la mano come per rabbonirlo, e la manica della giacca scivol lungo il braccio.
Non pot esserne certo, ma prima che il professore la tirasse di nuovo su, a Marc sembr di
vedere
una cicatrice bella grossa.
Non era mio compito decidere se suo fratello dovesse essere rilasciato o meno. Mi sono
limitato
a diagnosticare in lui un disturbo su cui fino a quel momento si era sorvolato e che gli rendeva
pressoch impossibile condurre una vita normale. Questo disturbo fa s che si manifestino in
maniera evidente alcune reazioni sovradimensionate, tendenze suicidali tanto per fare un
esempio.
Poi si rivolse a Emma: Il che ci porta a chiederci come mai Benjamin l'abbia seguita. Il
ragazzo
soffre di quella che in parole povere va sotto il nome di sindrome della crocerossina.  un
sensitivo.
Emma alz le sopracciglia con aria interrogativa.
 una persona estremamente sensibile. Se adesso andasse l fuori da lui e gli desse la mano,
Benjamin potrebbe percepire il suo umore. Peggio ancora, vivrebbe in prima persona il suo
stato
d'animo. Benny vive la vita degli altri, e per questa ragione deve aiutarli, che lo voglia o
meno.
Scemenze sbott Emma.
Niente affatto disse Marc senza traccia d'ironia, visto che le poche parole spese dal
professore
lo avevano toccato nel profondo. Il medico non stava solo descrivendo suo fratello, ma anche
lui,
Marc. Tempo addietro, quando il legame tra di loro non si era ancora spezzato, lui aveva
sempre
saputo fin nell'ultimo dettaglio ci che passava per la testa di suo fratello e, dopo la prima fase
dell'innamoramento, lo aveva cercato proprio per ristabilire i contatti. Ma Benny ormai non
tornava
pi a casa, ignorava tutte le sue chiamate e aveva addirittura smesso di andare a scuola,
qualsiasi
cosa pur di tagliare i ponti con Marc.
Haberland continu a rivolgersi a Emma e cerc di spiegarle nel modo pi semplice possibile la
natura di un problema clinico cos complesso. Lo so, sembra una roba esoterica, ma le sar gi
capitato di mettersi le mani davanti al volto, al cinema, per non vedere una scena troppo
violenta.
Il professore attese che Emma facesse segno di s col capo.
Per cui anche lei pu sentire empaticamente il dolore altrui, almeno a posteriori. La maggior
parte di noi si abitua al susseguirsi di scene terribili che compongono la vita di tutti i giorni.
Non
vediamo pi il barbone che trema di freddo sul marciapiede e giriamo la testa, in metropolitana,
quando incontriamo una donna che sbava e blatera parole prive di senso. E dopo il decimo film
dell'orrore non ci mettiamo pi le mani davanti agli occhi. Fece una pausa. La maggior parte
di
noi diventa indifferente. Benny invece  diverso.
Emma guard fuori dalla finestra, dove Benny si stava accendendo una sigaretta. Il vento gli
scompigliava i capelli, perci per proteggere la fiamma dell'accendino si gir verso gli alberi
antistanti la veranda.
Non  in grado di rimuovere disse Haberland guardando anche lui fuori dalla finestra. Per
lui
le cose possono solo peggiorare. Quando passa davanti a un ospedale, sa quante persone ci
stanno
morendo. Quando chiude gli occhi visualizza cosa sta succedendo nel mondo, le cose che
scopriremo domani sui giornali. Vede il bambino che finisce in coma in seguito a un trauma, il
soldato a cui recidono i genitali sotto tortura, il cavallo che muore di sete in un camion mentre
viene
portato al macello. Non pu dimenticare nulla di ci che ha visto, udito o percepito. Haberland
guard Marc fisso negli occhi. Per lei  la stessa cosa, non  vero?.
La luce della stanza si fece pi fioca per via di un improvviso rannuvolamento.
No, la mia situazione non  cos drammatica. Mio fratello se l' sempre passata peggio. Forse

perch sono riuscito a compensare l'empatia col lavoro.
Al contrario di Benny, col passare del tempo Marc aveva imparato a rimuovere le immagini pi
dolorose. A dimostrazione di ci, aveva anche rinunciato a correre dietro al fratello. Aveva
tentato in
molti modi di riavvicinarsi a Benny per strapparlo dalle grinfie di Valka, ma invano.
L'atteggiamento di chiusura di suo fratello era diventato cos impenetrabile che Marc era
venuto a
sapere del suo primo tentativo di suicidio con mesi e mesi di ritardo. Poi, si era addirittura
rivolto al
tribunale dei minori per sondare la possibilit di metterlo sotto osservazione o in cura
psichiatrica.
Gli avevano detto che finch Benny non rappresentava un problema per gli altri, poteva fare
della
sua vita quel che voleva. In un secondo momento Marc si era sentito comunque in colpa per
avervi
rinunciato forse troppo presto, per motivi di comodo. Il periodo che stava vivendo con Sandra
era
molto, molto meno problematico di quello che invece l'avrebbe aspettato se Benny fosse stato
al
suo fianco.
Il grido di un uccello interruppe quel flusso di pensieri. Quando Marc guard di nuovo la
finestra, suo fratello era scomparso.
Va bene, ma come la mettiamo col fatto che una persona in apparenza cos pacifica abbia
tentato di uccidermi? chiese Emma, aggressiva.
Marc scosse la testa. Benny non farebbe male neanche a una mosca.
Come, prego? Guardi che mi ha sparato all'orecchio! E mi ha costretto con la pistola a
seguirlo
fin qui, in mezzo ai boschi.
Il colpo  stato sicuramente una svista spieg Marc. Non ha mai voluto ferirla. Non ne
sarebbe neppure capace.
Mi spiace, ma le cose non stanno proprio cos lo corresse Haberland alzando di nuovo la
mano. Del resto non  un caso che sia rimasto a lungo in ricovero forzato. Come ogni
personalit
labile, anche Benny soffre di enormi sbalzi d'umore che rischiano di lacerarlo.  come coi
maniaci
depressivi. Da un momento all'altro potrebbe avvenire un'inversione di tendenza e tutto il
dolore
che Benny ha assorbito per anni esploderebbe come un ordigno. Basta solo un piccolo elemento
di
disturbo, e tutto il potenziale distruttivo accumulato nel tempo troverebbe una valvola di sfogo.
O
contro se stesso, o contro gli altri.
Ecco, visto? disse Emma trionfante e prese di nuovo in mano il cellulare che evidentemente
Benny le aveva restituito. Ne aveva abbastanza di quelle chiacchiere e preferiva controllare i
messaggi.
Marc ignor la tensione che gli strapazzava la testa e la nuca, e si risistem sul cuscino. Quando
ci riusc al primo tentativo, rimase di sasso.
Okay, professore disse srotolando la manica. Non ho idea di cosa mi abbia iniettato, e forse
non lo voglio nemmeno sapere. In ogni caso lei  stato davvero gentile a prendersi cura di noi.
Ora
per devo andare. Purtroppo non ho tempo per discutere con lei dei problemi psicologici della
mia
famiglia.
Haberland lo guard, anzi lo soppes. D'improvviso gli cal un'ombra sul volto, e la sua voce
si
fece pi cupa. Non le converrebbe forse prendersi un po' di tempo per queste cose?.
Una raffica di vento fece vibrare la finestra e Marc avvert di nuovo la temperatura della stanza
scendere in picchiata, solo che questa volta nessuno aveva aperto la porta. Cosa intende?.
Suo fratello l'ha portato da me proprio perch voleva che io curassi la sua ferita alla nuca....
Ma?.
...ma io non sono un medico generico, sono uno psichiatra disse Haberland per completare la
frase. Di punto in bianco, sembr pi vecchio di anni. Forse la posso aiutare a scoprire cosa le
sta
succedendo.
Haberland prese una giacca di lana imbottita dal servo muto accanto alla scrivania e se la mise
addosso.
Venga disse a Marc, come se Emma non fosse pi della compagnia. Facciamo due passi.
54.
Il lago formava una curva a U attorno alla piccola baita. Quando uscirono sul retro all'aria
fresca, un uccello predatore stava disegnando ampi cerchi sopra le acque mosse. Il vecchio cane
di
Haberland si precipit sulla riva e saggi l'acqua con le zampe anteriori, terrorizzando
numerose
anatre e un cigno.
I volatili emisero dei versi gorgoglianti e starnazzarono senza sosta, poi giunsero alla
conclusione che i nuovi arrivati non rappresentavano alcun pericolo per loro e si rimisero
tranquilli.
Stai buono, Tarzan disse Haberland. Fino a pochi minuti prima il cane color sabbia col muso
bianco era rimasto cos quieto nella sua cesta che Marc si era accorto di lui solo quando si era
destato in preda agli sbadigli per accompagnare lui e il suo padrone a fare due passi.
Gli uomini fanno sempre l'errore di dar da mangiare alle bestie selvatiche disse il professore,
lo sguardo fisso sull'acqua. Avevano lasciato Emma da sola in soggiorno, cosa che Marc trov
quanto meno bizzarra, dato che il medico non aveva l'aria di uno che si fidava subito degli
estranei.
D'altra parte c'era qualcosa nei suoi occhi che tradiva un antico trauma cui era sopravvissuto,
infinitamente pi spaventoso di quello che ora avrebbe potuto aspettarsi di ricevere da una
donna
ferita o da un suo ex paziente.
In questa maniera interferiamo con la catena alimentare, li abituiamo alla nostra presenza. E
questo  sbagliato prosegu Haberland.
Gli uomini lo fanno per amore degli animali disse Marc, che con Sandra aveva spesso gettato
vecchi crostini di pane ai cigni del Wannsee.
S, ma  comunque un errore. Haberland tir ancora pi su la cerniera del giaccone di lana.
E
una cosa sbagliata non pu mai essere giusta.
Continuarono a camminare lungo la riva e Marc si chiese se si stessero davvero riferendo agli
animali selvatici. In vita sua, fino all'inizio di quella vicenda, aveva sempre sposato il motto che
il
fine giustifica i mezzi. Di sicuro Haberland era al corrente della falsa testimonianza che alla fine
aveva condotto Benny in manicomio.
Sembra piuttosto disorientato disse Haberland arrivando al punto.
Un grande canneto si frapponeva tra il lago e il sentiero che saliva dolcemente lungo la riva.
S. Marc inspir l'aria insaporita dall'umidit del bosco che si estendeva a destra del sentiero.
Non mi fido pi dei miei ricordi.
Marc fece una sintesi di ci in cui era incappato fino a quel momento, concludendo con quanto
era accaduto nella cantina della vecchia casa. Cosa ne pensa? Ho perso il senno?.
Haberland si ferm e guard Tarzan che cercava continuamente di farsi strada tra le canne fino
al
lago. Ogni volta che i gambi gli pizzicavano il muso, era costretto a fermarsi.
Lei  il primo a mettersi in discussione. Non  una cosa comune tra i malati mentali, che anzi
fanno di tutto per giustificare la loro condizione con teorie zoppicanti. Come Emma, ad
esempio.
Marc lo guard dritto negli occhi. Le nuvolette dei loro fiati s'incrociarono.
Ritiene che sia malata?.
Solo un ciarlatano lo diagnosticherebbe cos in fretta. Tuttavia, resta il fatto che al contrario di
lei la signora Ludwig non si pone la domanda decisiva.
Sono impazzita?.
Haberland annu. Mentre lei dormiva ho parlato a lungo con Emma, che aveva l'aria inquieta,
nervosa, distratta, e non faceva altro che cercare prove a sostegno della sua teoria del
complotto.
Crede quindi che sia paranoica?.
Lei no?.
Arrivarono a una panchina che aveva visto tempi migliori. Lo schienale era in condizioni
pietose, e anche i braccioli parevano non essere pi in grado di sopportare una pressione
superiore
alla norma. Haberland ci appoggi sopra un piede e rimosse una foglia che si era incollata alla
suola.
Quindi proviamo a ipotizzare che lei sia in salute, Marc, sorvolando sulle sue ferite e su quegli
occhi appannati che mi danno molto da pensare  ma almeno non dovrebbe avere nessun
disturbo
psicosomatico. La casa, il lago, il bosco, tutto  reale, e noi due siamo davvero impegnati in
questa
conversazione. Come si spiega quanto accaduto finora?.
Tarzan trotterell da loro. Solo in quel momento Marc si rese conto che l'anziano cane evitava
di
spostare il peso su una delle zampe posteriori.
 possibile che mi abbiano gi cancellato la memoria? azzard. Forse la prima volta non ha
funzionato, cos alcuni eventi della mia vita passata mi tornano in mente d'improvviso.
Possibile. Haberland alz gli angoli della bocca, dubbioso. O forse  accaduto proprio il
contrario.
Si gir e lanci un bastoncino nella direzione da cui erano venuti. Tarzan lo and a recuperare
con un'andatura un po' fiacca.
Cosa intende?.
Non ne parlo volentieri, ma anch'io per un breve periodo ho sofferto di un'amnesia quasi
totale.
Una perdita di memoria scatenata da un trauma che volevo sopprimere a tutti i costi. Il
professore
si massaggi nuovamente il polso. La strada che ho dovuto percorrere per recuperare la
memoria 
stata orribile, ma mi ha insegnato una cosa.
Cosa?.
Che la verit  spesso il contrario di quel che crediamo.
Si allontan da lui e segu il cane, che aveva imboccato la via del ritorno. Marc tentenn per un
attimo, poi si dovette dare una mossa per stare al passo di Haberland.
Lei teme che la sua memoria sia stata manipolata. Cancellata. Forse addirittura una seconda
volta disse Haberland senza guardarlo. Ma cosa succederebbe se venisse cancellata proprio
adesso, in questo preciso momento?.
Marc raggel. E come potrebbe succedere?.
Dunque, io non sono sicuro di come la clinica Bleibtreu possa provocare un'amnesia artificiale
ai pazienti. Finora la perdita di ricordi  stata sempre un effetto collaterale involontario. Potrei
supporre che utilizzino sui volontari una terapia basata sullo shock. E in fondo non  quello che

accaduto a lei? Un fatto traumatico che allontana quello che lo precede.
Ma perch mai dovrebbero fare una cosa del genere?.
Erano quasi arrivati alla baita. Dietro la veranda si udivano delle voci, con tutta probabilit
quelle di Emma e Benny intenti a conversare.
Affinch lei dimentichi qualcosa. Il punto  cosa.
Marc chiuse gli occhi e ripesc una sequenza del sogno fatto poc'anzi.
Vorrei che non fossi venuto a saperlo. Non cos presto, almeno.
Non lo so disse in tutta franchezza.
E allora faccia uno sforzo, lo riporti alla memoria. Il professore si ferm e lo squadr con fare
penetrante. Si ricordi ci che vuole dimenticare!.
Ma come, come faccio a...?.
L'orologio al polso di Marc gracchi. Egli frug nella tasca del giaccone, poi si diede una
manata
in fronte.
Cosa c' adesso? chiese Haberland. Anche il cane pareva guardarlo con curiosit.
Devo prendere le pillole. Ma le ho dimenticate in macchina.
Che pillole?.
Marc si tocc la fasciatura.
Ah s. Haberland si mosse di un passo attorno a lui. Mi fa piacere che ne parli.
Eh?.
Prima, mentre le controllavo la testa in cerca di ferite o lividi, mi sono permesso di cambiarle
la
fasciatura. Perch la porta?.
Ho una scheggia nella nuca.
Il professore inarc le sopracciglia, incredulo.
Ne  proprio sicuro?.
Certo. Ehi, cosa sta facendo?.
Marc non riusc a reagire abbastanza in fretta da impedire al vecchio di togliere con un sol gesto
i cerotti color salmone che assicuravano la benda sul collo.
Ovviamente non pu vedere, ma si tocchi la nuca senza paura.
E perch mai dovrei? Constantin mi ha detto che deve rimanere sterile.
Su, coraggio. Haberland gli guid la mano, e Marc ebbe un sussulto. Non di dolore, ma
perch
non sent nulla. Nulla se non pelle nuda, e sana.
Lei non ha alcuna ferita disse Haberland a conferma dei suoi peggiori presentimenti.
Nessuna scheggia.
E non sembra nemmeno che ce ne sia mai stata una.
55.
La neve arriv senza preavviso. La sua consistenza era ancora troppo fine e ariosa per
attecchire,
eppure quando si congedarono Haberland gli consigli di abbandonare il bosco il prima
possibile.
L'automobile a noleggio, con la quale Benny li aveva accompagnati fino a l, sarebbe rimasta
impantanata nella stradina forestale se la neve fosse scesa pi fitta. E ci era probabile,
considerando che il professore si sfregava i polsi ancor pi nervosamente di quanto avesse fatto
dall'inizio della loro conversazione.
Marc non riusciva a spiegarsi questa preoccupazione riguardo al tempo, ma effettivamente
Benny dovette accendere gli abbaglianti dopo pochi metri e azionare il funzionamento rapido
del
tergicristallo. Dieci minuti dopo si aveva l'impressione che la macchina non stesse pi
viaggiando
sul suolo ricoperto di foglie, ma in una densa nube sopra a Berlino.
Di cosa avete parlato tu e il professore cos a lungo? chiese Benny e tamburell
nervosamente
con le dita sul volante. La sua voce suonava preoccupata e un po' diffidente.
Stai tranquillo. Non mi ha detto nulla su di te che gi non sapessi.
Poi raccont a suo fratello dell'ulteriore mistero svelato durante la passeggiata.
Nessuna scheggia? chiese Benny.
Nessuna scheggia conferm Marc e si gir in maniera tale che Benny potesse vedere la sua
nuca.
Inoltre mi ha spiegato che per una scheggia del genere non si prescrivono farmaci
immunosoppressori. Piuttosto degli antibiotici per combattere l'infezione.
Benny scosse stupefatto la testa.
Percorsero un sentiero pieno di buche e Marc non riusciva ancora a rendersi conto di dove
fossero. Solo quando imboccarono una strada abbandonata ma cementata, la visibilit miglior
e lui
intu in quale parte della citt si trovavano. Ci era gi venuto una volta con suo fratello. Anni
prima,
quando l'odio tra loro era solo un presagio oscuro. L vicino doveva esserci la cava di ghiaia
abbandonata in cui avevano affondato la macchina del padre.
L'una meno un quarto del 13 novembre. Ci stiamo dirigendo dal Mggelsee in direzione
Altstadt Kpenick sent dettare Emma al suo cellulare. Nonostante tutti gli avvertimenti,
Marc
Lucas vuole raggiungere Sakrow, dove si trova la casa di suo suocero, il professor Constantin
Senner.
Constantin.
Chiudendo gli occhi Marc riusc a isolarsi dalla voce di Emma. Pens all'uomo di cui si era
fidato pi che di se stesso, con cui aveva condiviso gli innumerevoli stati della sua coscienza
emozionale: gioia, lutto, rabbia, ansia, euforia e depressione abissale.
Aveva ammirato Constantin, una persona integra, un uomo con cui non condivideva
l'impostazione politica conservatrice, ma che rispettava per i suoi principi e per l'amore che
dimostrava a chiunque la sua unica figlia fosse affezionata. Un amico, un confidente e un
mentore.
E ora sembrava essere l'artefice di un piano che avrebbe dovuto farlo impazzire.
Perch Haberland vive cos isolato? sent chiedere a Emma dietro di lui. Apr gli occhi.
Aveva messo da parte il suo cellulare e si era chinata in avanti.
Benny le rispose con un'altra domanda: Ha mai sentito parlare del Ladro di anime?. La sua
voce suonava meno ostile, e anche il fatto che Emma gli avesse rivolto la parola per prima si
poteva
interpretare come un leggero tentativo di approccio. Evidentemente le parole di Haberland non
erano cadute del tutto nel vuoto.
Di quelle donne sequestrate che poi furono ritrovate come sepolte vive nei loro corpi?.
Guard
nello specchietto retrovisore. No? Be', suppongo sia meglio cos.
Marc si volse verso Benny e si rese conto per la prima volta che la benda dietro al collo non gli
dava pi fastidio. Era una sensazione gradevole e allo stesso tempo spaventosa.
Cosa c'entra Haberland?.
 una storia confusa che mi ha raccontato vagamente durante una delle nostre sedute
terapeutiche.  accaduto dall'altra parte della citt, all'incirca l dove tu adesso vorresti andare
a
tutti i costi.
Oltrepassarono un segnale che indicava l'A113. Dall'altro lato della strada, un capannello di
persone si era riparato sotto una fermata coperta dell'autobus per proteggersi dalle intemperie,
ma il
vento soffiava la neve quasi orizzontalmente lungo le strade e i marciapiedi, e risparmiava solo
quelli che si trovavano pi all'interno del gruppo.
Nonostante il riscaldamento dei sedili e il regolatore dell'aria calda acceso al massimo che gli
soffiava direttamente sul petto, Marc si sent indifeso come quei passanti. Ma il freddo a cui era
esposto era di altra natura. Arrivava da dentro.
Constantin.
Due volte alla settimana era andato a cambiare il bendaggio. Due volte alla settimana il suocero
si era occupato personalmente di lui, invece di affidare il compito alle infermiere, e Marc si era
sentito il beneficiario di un trattamento di favore. Aveva temuto la paraplegia, gli era stato
consigliato di evitare movimenti bruschi  non doveva n fare sport n toccare la ferita, neppure
bagnarla, per cui persino fare una normalissima doccia diventava un atto di equilibrismo.
Erano tutte menzogne con un unico scopo.
Nessuna scheggia  nessuna ferita. Nessuna ferita  nessun motivo per dover prendere a
cadenza regolare le pillole.
Ecco perch i medicinali non erano disponibili presso il farmacista. Sicuramente non erano
immunosoppressori quelli che doveva ingerire ogni giorno, ma pillole che probabilmente
servivano
a confonderlo, a paralizzarlo o addirittura ad alterarlo. Quegli stessi psicofarmaci potenti che
Stoya,
il poliziotto, gli aveva contestato al commissariato.
Marc tir fuori dalla tasca della sua giacca la bustina di plastica con i farmaci non pagati e prese
un'aspirina. Anche se si sentiva meglio di alcune ore prima, la sintomatologia di base, ossia le
vertigini, la nausea e la pesantezza plumbea negli arti, non era sparita.
Ma che cosa mi ha dato Haberland? domand a Benny e si chiese come avrebbe reagito il suo
stomaco se avesse mandato gi le pillole senz'acqua.
Niente.
Improvvisamente suo fratello svolt a destra e prese l'imbocco per l'autostrada. I tergicristalli
lottavano incessantemente contro i fiocchi di neve, che pur non rimanendo attaccati al
parabrezza
peggioravano lo stesso la visibilit.
Il caro professore non aveva niente di utile nella sua capanna spieg guardando la bustina
nelle mani di Marc. L'ultima aspirina l'abbiamo data alla tua amica l dietro.
E il cerotto allora? La puntura sul mio braccio?  voleva chiedere Marc, ma poi si ricord del
prelievo di sangue alla clinica Bleibtreu. I test per l'esperimento di amnesia a cui non aveva mai
partecipato, ma nel quale sembrava trovarsi coinvolto.
Forse mi sento meglio perch l'effetto delle pillole sta svanendo. Da quando non le prendo pi
la vista sembra migliorata. Probabilmente ho avuto solo una breve crisi di astinenza e ora mi
sto
riprendendo.
Viaggiavano sull'autostrada deserta in direzione nord. Contrariamente alla pioggia che
regolarmente intasava le vie dea capitale, la prima neve aveva sempre un effetto depurativo.
Le
strade si svuotavano e, se si era coraggiosi o si guidava una macchina sicura, si riusciva ad
avanzare
pi velocemente del solito. Adesso anche le luci delle altre macchine erano cos distanti che si
distinguevano a malapena.
La visibilit esterna era nebulosa quanto lo sguardo interiore di Marc. Ancora non aveva la
minima idea di quale ruolo giocasse Sandra nella messinscena folle di questo assurdo copione,
di
cui lei doveva essere l'autrice. Un copione che sembrava prevedere in anticipo tutti i traumi che
lui
si trovava a vivere. Com'era possibile? Perch c'era una culla nella loro camera da letto? E
perch
Sandra aveva voluto cambiare il testamento, come aveva affermato l'avvocato misterioso? Per
di
pi, quest'ultimo esisteva veramente? O esisteva come la clinica Bleibtreu che si era
volatilizzata
davanti ai suoi occhi?
E anche questo indizio invisibile mi riporta a Constatin,  concluse Marc sovrappensiero. In fin
dei conti aveva trovato l'annuncio dea clinica in una rivista esposta nella sala d'attesa del
padre di
Sandra.
Imparare a dimenticare.
Ma cosa?
Cosa dovr accadere oggi, il 13 novembre?
La voce del professor Haberland risuon nella sua testa: Si ricordi ci che vuole
dimenticare!.
Come doveva fare?
Il cellulare di Benny squill e lo svegli dai suoi pensieri.
Cosa c'? chiese quando vide oscurarsi il viso di suo fratello dopo aver letto il messaggio e
riposto il telefono nella console tra i sedili anteriori.
Niente, solo un cambiamento di programma.
Cosa significa?.
Non ti posso accompagnare ancora per molto, Marc. Ho gi perso troppo tempo.
Tempo per cosa?.
Benny sorrise tristemente. Non ti deve interessare. Ho chiesto un prestito alle persone
sbagliate
e....
All'improvviso Emma lanci un urlo. Contemporaneamente Marc fu trattenuto dalla cintura di
sicurezza e gli volarono per aria le braccia.
Maledizione, ma che razza di pazzo  quello? url Benny e suon il clacson furioso. Troppo
tardi per carpire anche solo delle scuse al conducente che gli aveva appena tagliato la strada.
Marc rimase agghiacciato.
La macchina che aveva improvvisamente cambiato corsia davanti a loro, e che ora stava
sfrecciando verso l'uscita di Tempelhofer Damm, era una station wagon come ce n'erano
migliaia
in giro.
La targa era illuminata ma non si riusciva a decifrare per via della sporcizia e della fanghiglia.
Ci nonostante Marc non aveva dubbi sull'identit di chi li aveva appena sorpassati: si trattava
della
Volvo gialla che Emma aveva fotografato davanti al distretto di polizia. E con una probabilit
che
sconfinava nella certezza, seduta nel sedile del passeggero c'era una donna bionda che si volt
verso di loro.
56.
Seguili! strill Marc e, prima che Benny potesse protestare, afferr il volante. La macchina
vir a destra. L'impatto con cui furono scaraventati in avanti aveva la violenza di un
tamponamento,
e a Benny non rest che frenare immediatamente per riprendere il controllo della vettura.
Ma che fai? urlarono quasi contemporaneamente Benny ed Emma, che fortunatamente dietro
aveva la cintura di sicurezza.
Sandra fu tutto quello che Marc riusc a dire, indicando dinanzi a loro.
Qui in citt faceva pi caldo che al Mggelsee, la neve si scioglieva appena toccava l'asfalto e
la
visibilit era sensibilmente migliorata.
Dove?. Benny fu costretto a immettersi nell'uscita per Tempelhofer Damm.
L, nella Volvo.
Sei matto.
Per favore!. Marc sent la disperazione nella propria voce. Fammi questo favore.
Suo fratello scosse la testa come se si stesse chiedendo perch si lasciava sempre convincere,
ma
acceler.
Schizzarono lungo Tempelhofer Damm in direzione Platz der Luftbrcke, superando
l'aeroporto
in disuso.
Potrebbe avere ragione! conferm anche Emma, che si aggrappava alla maniglia sopra la
portiera. Davanti a loro la Volvo sorpass una corriera che occupava due delle tre corsie.
Inoltre, a
una distanza di cento metri la carreggiata si sarebbe ristretta per via di un camion in panne. Al
momento, la Volvo non si vedeva pi e non c'era nessuna possibilit di sorpassare, ma Benny
continuava a correre alla stessa velocit verso la coda che si era formata.
Frena! url Marc preparandosi al peggio, ma suo fratello invece di rallentare gir di scatto il
volante in direzione del marciapiede. Emma riprese a strillare e l'unica cosa che imped a Marc
di
fare lo stesso fu il suo sbigottimento. Pochi secondi prima aveva dovuto spronarlo e adesso
sembrava che volesse ammazzarli tutti. Solo quando furono all'altezza dell'uscita per
l'aeroporto,
Marc riusc a parlare. Smettila, non ne vale la pena.
Benny guard nello specchietto retrovisore, poi di nuovo davanti a s.
Solo per vostra informazione, questo non  un inseguimento.
Ma?.
Una fuga.
Marc si gir.
Cazzo, ma che cos' quello?
Il motociclista dietro di loro gli stava alle calcagna e, come Benny, se ne fregava del codice
della
strada. Invece di un casco, portava una maschera da sci nera con un foulard blu scuro davanti
alla
bocca. L'uomo guidava una moto da cross con una mano sola, mentre con l'altra si stringeva
qualcosa all'orecchio.
Ma chi diavolo  quello?.
Benny prese in mano il suo cellulare, su cui sembrava aver ricevuto un altro messaggio, e torn
sulla carreggiata sfrecciando in mezzo a un parcheggio vuoto. L'inseguitore senza volto li
segu.
Un uomo di Valka spieg Benny e ripose nuovamente il suo cellulare dopo aver gettato un
breve sguardo al display.
Valka? Lavori ancora per quello psicopatico?.
Proprio in quel secondo, una luce lampeggi di lato. Marc cap cos'era quando si accorse che
Benny aveva appena oltrepassato un semaforo rosso a cento chilometri orari, e anche il
motociclista
dietro di loro aveva ignorato lo scatto dell'autovelox.
L, davanti a noi! grid Emma e indic la Volvo gialla che era finalmente riapparsa.
Viaggiavano ora lungo il Mehringdamm verso Mitte e l'unica cosa che li costrinse a rallentare
furono i numerosi furgoni parcheggiati in seconda fila.
Venti secondi dopo, soltanto una Smart li separava dalla station wagon gialla e la moto
sembrava
sparita, cosa di cui Marc si rese conto solo quando non sent pi il rombo alle loro spalle.
Lo abbiamo seminato? chiese dopo che Benny aveva di nuovo ignorato un semaforo rosso,
questa volta per girare a destra in Leipziger Strae. Nel frattempo aveva smesso di nevicare.
No rispose Benny ed Emma grid ancora perch la motocicletta comparve all'improvviso
dall'uscita di un cortile alla loro destra e l'uomo con la maschera da sci si trov vicino al suo
finestrino.
Ha un'arma url lei e si chin. Benny inchiod prima che l'uomo potesse premere il grilletto
e
questa volta l'impatto fu talmente forte che li scaravent in avanti. Un grosso fuoristrada dietro
di
loro non era riuscito a frenare in tempo e ora li stava spingendo di traverso con tutto il suo peso.
Porca puttana! grid Marc, ma era troppo tardi. Nella frazione di un secondo, mentre la
macchina ancora girava su se stessa, si sent catapultato negli ultimi momenti dell'incidente con
Sandra: lo scoppio delle gomme, il volante fuori controllo e gli alberi che si lanciavano su di
loro. E
quella foto sgranata e indecifrabile che lei gli aveva mostrato poco prima.
Poi ud uno schianto, non nei ricordi, ma nel presente. Avevano investito la moto e l'uomo con
la
maschera da sci spar lateralmente sotto il radiatore. Dopo lo stridio di uno scivolamento
lunghissimo, la vettura finalmente si arrest.
Benny fu il primo a spalancare la portiera dopo un attimo di shock, mentre Emma, illesa, rimase
seduta sul sedile posteriore tremando come una foglia. Dov' finito?.
Benny e Marc si guardarono perplessi.
La moto si era incastrata sotto il cofano. Ma il motociclista era sparito.
Immediatamente un gruppo di curiosi accorse intorno a loro e il traffico si ferm su entrambe le
corsie mentre i clacson presero a suonare.
Marc and a verificare che l'uomo non fosse stato scaraventato sotto l'altra macchina.
Siete impazziti, idioti che non siete altro? strepit il conducente del fuoristrada che stava
controllando la griglia cromata ammaccata. L'uomo era sulla cinquantina e indossava solo dei
pantaloni della tuta e una maglietta. Portava ai piedi degli stivali di gomma verde militare. Ma
che
cazzo vi dice il cervello?.
Marc lo ignor e non si abbass nemmeno per cercare il motociclista scomparso. Era troppo
esterrefatto alla vista del contenuto del baule della macchina di Benny, il cui portellone era stato
sbalzato in alto dall'urto.
Ma che roba ?
Accanto a un borsone da vela si trovavano numerose armi: due coltelli, una pistola, un fucile a
pompa; Marc credette di intravedere anche delle cesoie da giardinaggio che giacevano sopra
una
busta di plastica in cui stagnava un liquido rosso.
Prima di riuscire ad allungare la mano, fu afferrato di colpo da qualcuno.
Lascia stare! l'aggred Benny.
Ma cosa significa?.
Marc indic il bagagliaio che suo fratello stava cercando di chiudere spingendo gi il portellone
con ambo le mani.
S, che cazzo significa? Perch avete inchiodato, brutti stronzi? rugg il tipo in tuta dietro di
loro. Guardate cosa cazzo avete combinato, porca puttana!.
Da Potsdamer Platz sentirono avvicinarsi le sirene della polizia.
Vattene, qui ci penso io disse Benny e sbatt violentemente il cofano.
Marc fiss incredulo la parte posteriore devastata della berlina.
Te lo spiegher pi tardi, giuro. Ma adesso non c' tempo.
Benny guard verso l'incrocio dove, poco prima che l'incidente avesse bloccato il traffico, la
Volvo era sparita.
La Friedrichstrae  sempre intasata. Forse riesci ancora a beccarli.
Suo fratello dovette ripeterglielo nuovamente perch Marc riuscisse a riacquistare il controllo di
s e a riprendere l'inseguimento a piedi.
57.
La sua corsa non dur a lungo, ed ecco che la rivide.
Sandra.
L'autista della Volvo la fece scendere e prosegu per un isolato entrando in un autosilo la cui
insegna luminosa, posta sopra l'entrata, annunciava trecentodiciassette posti liberi nel garage
sotterraneo. Sandra aspettava a un semaforo. Portava un cappotto color crema con collo in
pelliccia
finta e punt le mani sui fianchi come se avesse dolore alla schiena.
O come se la sua pancia fosse troppo pesante.
Marc la stava raggiungendo e aveva appena superato mezzo isolato quando l'insegna luminosa
del parcheggio cambi, annunciando trecentosedici posti liberi.
Cosa fa qui? E chi l'ha accompagnata? Constantin forse?
Il semaforo per i pedoni divenne verde e Sandra si avvi. Non sembrava avere fretta, mentre
camminava cercava qualcosa nella borsa troppo grande.
I capelli dorati le ondeggiavano a ogni passo e Marc credette di percepire il profumo del suo
shampoo tanto si sentiva vicino a lei, malgrado i cinquanta metri che ancora li separavano.
Sandra la chiam. Ma solo alcuni giovani che stavano uscendo con passo strascicato da un
negozio di telefonia mobile si girarono verso di lui, canzonandolo. Si premette la mano contro
l'inguine e respir profondamente per farsi passare le fitte al fianco, che per divennero
insopportabili. Fu costretto a fermarsi, ma cap la meta di Sandra.
Va a fare spese. Ma certo. Ormai  ora.
La vetrina del negozio di abbigliamento per bambini sulla strada antistante era gi allestita per
la
stagione invernale. Un cannone sparaneve faceva vorticare i grossi fiocchi artificiali sopra i box
e le
carrozzine esposte, e davanti all'ingresso un enorme pupazzo di neve vestito con una tutina rosa
invitava la clientela a entrare.
Sandra rallent il passo e ora era a portata di mano. Lui allung il braccio e avrebbe voluto
accarezzarle i capelli, scivolare dalla piccola nuca verso la collottola, che aveva sempre
massaggiato quando lei aveva mal di testa. Avrebbe voluto tirarla a s e fissarla negli occhi, per
avere cos la risposta a tutti i suoi dubbi. Ma alla fine ebbe solo il coraggio di picchiettarle sulla
spalla e pronunciare il suo nome in modo stridulo, con una voce che gli era estranea.
Sandra!.
La donna si gir. Dapprima non si scompose, riflettendo se fosse pi opportuno sorridere o
salutare cordialmente. Ma poi la paura ebbe il sopravvento e gli angoli della sua bocca
iniziarono a
tremare. Marc fu in grado di leggerle nel pensiero.
Cosa vuole questo tipo da me?
Lei indietreggi e apr la bocca, ma fu Marc a parlare per primo: Mi dispiace, mi scusi.
Alz la mano.
La donna, che in viso non assomigliava per nulla a Sandra, scuoteva solo la testa spaventata.
No, non voglio... balbett Marc indicando la borsetta che la bionda signora, troppo anziana e
troppo truccata, stringeva a s con le nocche bianchissime.
L'ho scambiata per un'altra, mi dispiace.
Poi rimase fermo.
Lei si scost indietreggiando e si volt solo quando fu a una distanza sufficiente dallo
sconosciuto. Ripetendo le sue scuse, Marc la guard allontanarsi e la vide girarsi e lanciargli
un'ultima occhiata, come si fa con randagi e barboni. Lasci il negozio di abbigliamento per
bambini dietro di s e si amalgam con un gruppo di turisti giapponesi che stavano scendendo
da un
pullman all'incrocio di Friedrichstrae.
Mi dispiace tanto sussurr ancora Marc verso il punto in cui la sconosciuta era svanita come
svanisce un nome di cui non ci si ricorda pi.
Mi dispiace tanto.
Fiss per terra e si accorse che era in una pozzanghera di neve sciolta, allora si guard le dita
bagnate e tremanti che non riusciva pi a tenere sotto controllo.
Marc percep un calo di zuccheri, ma non aveva fame. Era stanco morto e allo stesso tempo
eccitato come dopo aver consumato una brocca di caff a stomaco vuoto. E voleva piangere.
Per sua
moglie, per la sua vita, per se stesso, ma la valvola non si apr.
Sto impazzendo,  e per la prima volta formul quel pensiero come constatazione e non come
domanda. Chiuse gli occhi, affond il viso nelle mani fregandosene completamente di quello
che
potevano pensare i passanti a cui stava intralciando il cammino.
Forse non esistevano neanche. Probabilmente non stava nemmeno a occhi chiusi in mezzo al
marciapiede, e non udiva neppure la cacofonia della capitale.
Forse sono ricoverato nel letto di una clinica. Accanto a me non c' un parchimetro, ma una
flebo; non porto un paio di jeans ma un catetere, e il brusio del traffico  il rumore
dell'apparecchio per la respirazione artificiale.
Marc aveva paura di aprire gli occhi. Temeva il peggio, ossia di guardare in faccia la realt che
avrebbe rivelato che la sua vita era una menzogna. Quando apr finalmente gli occhi, butt
indietro
la testa come un bambino che cerca di catturare un fiocco di neve con la lingua. Cos lo shock
non
fu cos grande, perch le nuvole del cielo grigio asfalto sopra di lui lo distrassero per un
momento
dall'impalcatura. Poi il tendone che il vento spingeva verso l'interno dell'edificio fluttu.
 impossibile.
La detonazione della scoperta gli caus un terremoto interno.
Marc barcoll, nonostante non si muovesse.
Piano, come se avesse ancora la scheggia nel collo, si gir una volta su se stesso.
Scannerizz i dintorni come una telecamera tridimensionale, memorizzando informazioni che
accrebbero immensurabilmente il suo smarrimento. Vide il negozio di abbigliamento per
bambini, il
noleggio autovetture, la libreria di testi specialistici di medicina, l'ingresso dell'autosilo vicino
al
quale la mascotte gonfiabile del negozio di telefonia mobile ondeggiava al vento. Si ricord che
aveva gi osservato tutti questi dettagli da un'altra prospettiva il giorno prima.
Dal bagno del sesto piano.
Quando la ricognizione visiva fu completata e lui torn alla sua postazione iniziale  intanto
Emma gli aveva prudentemente appoggiato la mano sulla spalla -, trov l'ultima prova. Scopr
la
targhetta di ottone con il riferimento discreto alla struttura psichiatrica che si trovava all'interno
dell'edificio:
Clinica Bleibtreu
Era di nuovo l.
E lui si trovava direttamente davanti all'elegante ingresso.
58.
Emma realizz la cosa contemporaneamente a Marc, ma reag prima. Egli sent che la mano,
che
aveva appena percepito sulla sua spalla, era scivolata gi pesantemente. La cosa che vide subito
dopo fu la schiena di Emma che si dirigeva verso la porta girevole della clinica. La donna
appoggiava attentamente un piede dopo l'altro come se fosse ipnotizzata e seguisse un ordine.
Emma, no! voleva gridare Marc, ma era troppo tardi. Due uomini con le sigarette e
l'accendino in mano stavano uscendo da una porta laterale di vetro a fianco di quella girevole.
Emma li super per spingersi attraverso lo spiraglio prima che la porta potesse chiudersi
nuovamente.
Marc non aveva scelta. Doveva seguirla.
A prima vista l'atrio del complesso sembrava la zona check-in di un aeroporto. Un tappeto
rosso
conduceva a un bancone di alluminio, dietro al quale una giovane donna in divisa accoglieva i
visitatori. Stava conversando con un uomo canuto che, in piedi davanti al bancone, stringeva
una
tazza di caff. Un brano di musica classica provvedeva a creare un piacevole effetto di
sottofondo.
Lasci fare a me, professore Marc sent dire alla giovane donna, e intanto cerc di raggiungere
lentamente Emma, che si era fermata a met strada, a circa dieci metri dalla reception, e
guardava
verso l'alto.
Come la clinica, anche la hall era un esempio di spreco di spazio ed energia. L'atrio arrivava
fino
al terzo piano e soltanto l iniziavano gli uffici. Le pareti di vetro creavano l'effetto di trovarsi
all'interno di un acquario gigante da cui avevano svuotato l'acqua. Ogni passo riecheggiava tra
le
pareti e i muri come in una chiesa.
Questo affare d i numeri di tanto in tanto, ieri non siamo nemmeno riusciti a collegarci a
Internet spiegava la receptionist con voce suadente e indic il monitor del computer. N lei n
il
suo interlocutore si erano finora accorti di loro.
Dobbiamo andarcene da qui sussurr Marc e prese la mano di Emma. Era fredda e umida.
Te l'avevo detto che era qui. La clinica non  sparita.
Emma era troppo agitata per abbassare la voce.
Ti avevano dato un indirizzo sbagliato, Marc. Ti volevano attirare al cantiere. Ecco di cosa
discutevano quando li ho sentiti. Alz sempre pi la voce attirando infine l'attenzione della
bionda
dietro il banco.
Posso fare qualcosa per lei? trill. Anche il signore dai capelli bianchi si gir. Nel suo
sguardo
si leggeva un leggero fastidio nell'esser stato interrotto mentre flirtava con la bionda, che
sembrava
avere quarant'anni meno di lui. Ma l'indignazione dur poco, e la tazza di caff gli cadde dalle
mani frantumandosi sul pavimento di marmo.
Grazie a Dio grid affannato, con aria stupita e sollevata al contempo. Poi afferr il cellulare.
La signora Ludwig  tornata. Ripeto, la signora Ludwig ....
Marc adesso tir con veemenza la mano di Emma, ma lei sembrava essersi fusa con il
pavimento. Non riusc a spostarla neanche di un millimetro verso di s.
Dobbiamo tornare verso l'uscita. Andar via da qui. Fuori dalla clinica.
Mentre Marc stava perdendo secondi preziosi, il signore dai capelli bianchi si stava ormai
dirigendo verso di loro. Ansimava, come se il breve scatto di partenza dal bancone avesse gi
consumato le sue riserve di energia. Per tranquillizzarli alz le braccia.
Sta bene? chiese. Gli occhi di Emma si riempirono di lacrime.
Lei si ricorda? chiese lei impaurita.
L'uomo distava ora solo due passi da loro e Marc le aveva mollato la mano per poter
retrocedere
da solo, in caso d'emergenza.
Ma certo rispose il vecchio. L'abbiamo cercata dappertutto.
E poi il resto accadde in un battibaleno. Dall'ascensore dietro di loro irruppero tre infermieri,
ancor prima che le porte di alluminio si fossero aperte del tutto. Questa volta Emma era troppo
perplessa per opporre resistenza. Nel giro di pochi secondi, l'avevano buttata a terra e le
avevano
bloccato le mani dietro la schiena. Un secondo pi tardi l'avevano gi immobilizzata con
un'iniezione.
Marc non aveva nessuna possibilit di aiutarla e si chiese perch sinora lo avessero risparmiato
tollerandolo come osservatore silenzioso nella hall della clinica, quando invece avrebbe dovuto
condividere la sua sorte.
Sussult quando apparve un'ombra accanto a lui. Era l'uomo dai capelli bianchi, che fece una
cosa alla quale il suo cervello programmato alla fuga non era preparato. L'uomo gli tese la
mano e
lo ringrazi.
Ci ha aiutato molto e ci ha risparmiato tante rogne.  una vera benedizione che lei ce l'abbia
riportata.
Riportata?.
Marc vide gli infermieri portare via Emma su una sedia a rotelle e spingerla dentro l'ascensore.
Spero che non le abbia creato troppi problemi.
Problemi? ripet Marc.
Sent fuori una macchina suonare il clacson, ma gli parve un segnale proveniente da un altro
universo.
Soltanto ieri ha ferito gravemente due dei nostri assistenti che stavano cercando di afferrarla in
mezzo alla strada. Si dimostra incline alla violenza ogni volta che ha una crisi paranoica. Dove
ha
trovato la nostra paziente, signor...?.
L'uomo canuto ritir un po' deluso la mano che Marc non aveva ancora stretto.
Lucas balbett istintivamente. Marc Lucas. Si tocc la nuca. Un altro automatismo, anche
se ora mancava la fasciatura.
Ah s, ora mi ricordo. Non  stato in cura da me una volta?.
Mi conosce?.  Marc pronunci ogni sillaba con la stessa intensit.
S, certo. Quando  stato il suo incidente? Sei settimane fa?.
Marc inizi ad avere le vertigini. Chi  lei? domand all'uomo che non aveva mai visto in
vita
sua. N il suo sorriso che metteva in mostra la corona dentale, n la fronte alta, n il suo neo a
forma di stella sul collo riuscirono a rievocare anche solo un minimo ricordo.
Mi scusi disse l'uomo. Pensavo che lei sapesse dove si trovava.
Il sorriso era sparito dal suo viso. Sono il professor Patrick Bleibtreu.
59.
Nessuno lo ostacol. Nessuna sagoma imponente gli si par davanti, nessuna mano si allung
per fermarlo, nessun braccio lo cinse in una morsa come fanno i pugili professionisti. E dire che
avrebbero avuto gioco facile, con lui. Era cos debole da non riuscire a opporre alcuna
resistenza. I
pensieri di Marc si accavallavano senza sosta.
Se questo era davvero il direttore della clinica, chi aveva incontrato il giorno prima? Chi lo
aveva
prelevato dalla piscina pubblica di Neuklln per poi sottoporlo a ore e ore di visite e controlli?
La porta girevole lo risput nel mondo esterno, tuttavia Marc si sent come se la sua anima fosse
rimasta nell'atrio della clinica Bleibtreu accanto a quell'uomo canuto, in attesa che il suo corpo
tornasse dentro.
Si volt e alz lo sguardo. Il giorno prima era stato proprio l, eppure in quel momento non si
trovava sulla Franzsische Strae, bens in una strada parallela a qualche isolato di distanza.
Mi vogliono distruggere. Qualcuno vuole che io perda la memoria e per farlo si esibisce in
questi trucchetti penosi.
Il giorno precedente la Maybach era passata per la Franzsische Strae e aveva svoltato nel
parcheggio sotterraneo, che evidentemente era collegato all'edificio a uso commerciale che
occupava quel lato della strada.
Marc si lasci andare a una risata isterica. Non aveva mai visto la vera clinica Bleibtreu
dall'esterno, e i teloni dell'impalcatura davanti alle finestre avevano nascosto la sciarada. Le
finestre del bagno erano le uniche prive di barriere, ma mostravano solo uno scorcio
dell'incrocio,
sufficiente per non destare in lui alcun sospetto.
E adesso? Cosa faccio ora?
Marc si trascinava senza meta lungo il marciapiede. Stava lottando contro un nemico invisibile,
non riusciva a distinguere il bene dal male e non capiva nemmeno il motivo di quel pasticcio
incomprensibile.
Possibile che ci fosse Sandra dietro a tutto questo? Forse un esperto di pubbliche relazioni le
aveva consigliato questo intrigo affinch il film riscuotesse un successo ancora maggiore perch
basato su fatti realmente accaduti.
L'unico problema  che la sceneggiatura ha anticipato la realt!
Frammisto ai rumori che si riversavano su di lui dalla strada, fu di nuovo un clacson a
strapparlo
dai suoi pensieri. Lo aveva gi udito nella hall della clinica, ma ora era molto pi vicino.
Si guard di lato e riconobbe suo fratello al volante.
Sali!. Benny si ferm accanto a lui e lo chiam dal finestrino abbassato di un'utilitaria sporca
come poche. Andiamo, non c' tempo da perdere!.
60.
Sembrava che l'auto appartenesse a una ragazza o a una famiglia con un bambino piccolo.
Numerosi animaletti di pezza premevano le loro ventose contro i finestrini posteriori e nel
portacassette dell'autoradio c'era una favola di Benjamin l'elefante.
L'ho solo presa in prestito spieg Benny senza che Marc gli avesse chiesto nulla. Erano
rimasti in silenzio per un quarto d'ora, poi suo fratello divenne sempre pi loquace a ogni
secondo
che passava. Giuro che la riporto al parcheggio, dico sul serio. Ma quando sono arrivati gli
sbirri
non potevo pi stare con le mani in mano, quindi me la sono squagliata e ho preso questa
carretta
per noi.
Marc annu in silenzio, incapace di concentrarsi dato che la voce di Benny non era l'unica
nell'abitacolo. Un'altra voce stava cantando, in inglese, di un posto dove andare in dolce
compagnia, noto solo a uno dei due. Gli ci volle un po' per capire che la voce proveniva dalla
radio.
Marc la spense e afferr la maniglia della portiera.
Fermo! disse a voce bassa.
Benny si appoggi un dito alla tempia. Col cazzo che mi fermo!.
Non voglio avere niente a che fare con un assassino.
Cominci anche tu a comportarti come quella pazza? Io non ho ammazzato nessuno.
Imboccarono a velocit moderata la rotonda della Siegessule, la colonna con l'angelo in cima.
Benny respir a pieni polmoni. Nella Polo c'era un misto di puzzo di vomito e profumo a buon
mercato. Molto probabilmente qualcuno aveva tentato di coprire il primo col secondo, senza
successo.
E allora come mai avevi nel baule un sacco dell'immondizia insanguinato e un mezzo
arsenale?.
Le armi non sono mie.
Di chi allora?.
Valka.
Cos'hai combinato?.
Niente, ho solo preso un po' di soldi in prestito.
Per cosa?.
Un affare sicuro, ma non importa. Avevo chiesto a Valka di versare i soldi sul conto del mio
socio in affari, poi il tutto  andato in fumo e mi hanno fregato.
E che soldi ci sarebbero in quella borsa da ginnastica?.
Benny lanci uno sguardo furtivo al sedile posteriore, dove la borsa in questione stava distesa
per lungo.
Me ne sono tenuto una parte, quella che mi ha dato Valka in clinica, sottobanco. Per mi
manca
l'altra met per poter restituire tutto.
Suo fratello teneva il volante con una mano sola. Con l'altra si massaggiava la gamba con cui
premeva l'acceleratore.
E adesso hai i suoi scagnozzi alle calcagna?.
Diciamo di s. Valka aveva intenzione di cancellare il debito una volta che avessi sistemato un
affare per lui.
Cambiarono corsia e superarono uno studente che stava cercando parcheggio sulla Strae des
17.
Juni. La Technische Universitt e la rotonda successiva erano a meno di un semaforo di
distanza.
Che affare?.
Un giornalista, Ken Sukowsky, ha condotto delle ricerche su Valka. Avrei dovuto prima
ucciderlo, poi mozzargli le dita. O il contrario. E infine avrei dovuto lasciare la citt. Guard
nello
specchietto retrovisore.
Maledizione, avrei dovuto essere ad Amsterdam gi da qualche ora. Sono fottuto.
Perch mai?.
Benny sospir. Perch ho bluffato, naturalmente. Ieri sera sono stato da Sukowsky e l'ho
messo
in guardia. Poi ho pensato di fare il giro degli addii. Sai, per salutare tutti quelli a cui dovevo
dire
grazie: amici, conoscenti e gente che mi ha aiutato quando me la sono vista brutta. Come il
professore.
Benny infil la mano in una tasca laterale del bomber e gli porse un foglietto spiegazzato. C'era
una lista di dieci nomi, i primi tre depennati a cominciare da quello di Haberland. Marc si rese
conto
che mancava il suo.
Ecco il motivo per cui vi ho portato l. Mentre passeggiavi con Haberland gli ho lasciato un
po'
dei soldi di Valka sul tavolo della cucina.  stato uno dei pochi che si sono davvero presi cura
di
me. Se lo merita, il dottore.
Ecco scoperto l'arcano. Pian piano, tutto cominciava ad avere un senso.
Lo stesso pu dirsi per Leana? chiese Marc.
Si fermarono a un semaforo e Benny lo guard con aria stupita.
Hai usato i soldi di Valka anche per sdebitarti con l'infermiera?.
Quindicimila, s ammise Benny dopo una lunga pausa.
Pensavo di poter tagliare la corda prima che Eddy li volesse indietro, ma poi ha anticipato
l'ultimatum.
Cosa c'era nel sacco macchiato di sangue? domand Marc sempre pi sospettoso.
Una testa di porco. Il mio regalo d'addio per Valka. Volevo che lo trovasse aprendo il
bagagliaio, dopo che avevo oltrepassato il confine.
Il semaforo divent verde, e in qualche modo parve rompersi anche la diga che fino a quel
momento aveva trattenuto Benny dal parlare a ruota libera. Le parole cominciarono a uscirgli
come
un fiume in piena, e gli raccont del posto di blocco della sera prima in cui per un pelo non
avevano
scoperto nel bagagliaio le armi che in teoria sarebbero servite per far fuori il giornalista. Fin
pure
per raccontare a Marc della ragazza morta nel suo appartamento.
E poi sei apparso tu con quella pazza scatenata e non me ne sono potuto andare come da
programma. Risultato: la cricca di Eddy mi sta col fiato sul collo.
Benny gir a destra all'ultimo momento e imbocc l'uscita della rotonda che dava su Ernst-
Reuter-Platz. Continuarono lungo la Bismarckstrae verso la Deutsche Oper.
Come mai non ti sei mai rivolto a me, con un problema di soldi del genere?.
Marc si tast la giacca alla ricerca delle pillole e dovette concludere di averle perse nella
macchina incidentata. Poteva solo sperare che quel senso di malessere non aumentasse.
Ti sei mai accorto che ultimamente ci siamo tenuti alla larga l'uno dall'altro?. Benny gli
lanci
uno sguardo rapidissimo, e rise. E poi tu non hai novantamila euro.
Santo Cielo. Cos tanti?  Come mai tanta grana, accidenti?.
Meglio che tu non lo sappia.
Marc fece di tutto per trattenersi e non alzare la voce. Litigare con suo fratello non era mai
servito a niente. Pi lo si metteva alle strette, pi si chiudeva a riccio. Ma perch proprio
Valka?
Conosco un sacco di gente che non ti gambizza se resti indietro di una rata disse mantenendo
una
voce pacata.
Ah s? Se intendi tuo suocero, allora mi viene proprio da ridere.
Come mai?.
 in bolletta.
Cosa?.
Il semaforo che li attendeva divenne rosso, ma per Benny fu solo l'occasione per accelerare
mentre tutte le altre vetture accanto a lui frenavano.
Ma cosa stai dicendo? chiese Marc, sbalordito.
 al verde, fallito, col culo per terra. Devo trovare, un altro sinonimo?.
Benny lanci un occhio allo specchietto retrovisore come per paura che qualcuno lo stesse
nuovamente inseguendo. Quando Marc si gir, non vide nessuno di sospetto.
La sua clinica  stata rilevata. Non li leggi i giornali?.
No. Nelle ultime settimane non mi sono affatto interessato del mondo esterno.
Inoltre, uno dei suoi chirurghi ha impiantato delle valvole cardiache difettose o roba del
genere.
Non  colpa di Constantin, ma lui  comunque uno degli imputati al processo. Direi che la villa
verso cui ci stiamo dirigendo non gli appartiene pi. Benny guard Marc di sottecchi. Vuoi
ancora andarci, o che?.
61.
Il cervello umano  in grado di rimuovere verit indiscutibili che ognuno di noi  destinato a
toccare con mano, prima o poi: la vecchiaia, la malattia, il decadimento, la morte. Sono tutte
cose
della vita, eppure ci appaiono irreali. Qualcun altro mischia le carte che ci troviamo in mano, e
tanto
siamo disposti a disperarci, quanto, alla fin fine, siamo anche grati a questo meccanismo
cerebrale e
alla cecit che ci concede. Del resto chi troverebbe il coraggio di andare avanti se potesse
vedere il
futuro?
Marc si stava ponendo questa domanda quando si trov davanti alla villa del suocero. Benny era
rimasto in macchina, promettendo di attenderlo all'entrata sebbene non fosse convintissimo del
piano che li aveva condotti fin l.
Che cosa cerchi? gli aveva chiesto mentre scendeva dal veicolo.
La verit aveva replicato Marc.
Possibile che Constantin volesse condurlo alla follia per via dei suoi debiti? Che volesse
privarlo
della capacit di intendere e di volere in modo da poter attingere ai ricavi della vendita della
sceneggiatura in qualit di suo tutore? Marc voleva una cosa sola: la propria vita, anche se era
quella di un vedovo. E sapeva che tra lui e la verit c'era Constantin. Doveva parlargli in modo
da
mettere la parola fine a quella pazzia. In un modo o nell'altro.
Buss violentemente alla porta d'ingresso. Anni addietro Constantin teneva sempre nascosta
una
seconda chiave nella rimessa per le barche nel caso in cui fosse rimasto chiuso fuori. Quei
tempi
erano finiti da un pezzo. Dopo il furto di tre anni prima, durante il quale Sandra aveva perso il
bambino, era stato chiamato un esperto di sicurezza a installare un sistema di videosorveglianza
che
segnalava la presenza di visitatori inattesi all'interno della casa mediante una sobria sirena
d'allarme. E invece della chiave bisognava esibire un'impronta digitale riconosciuta dal
sistema.
Eppure quel giorno Marc non dovette premere la falange dell'indice contro la fredda superficie
del lettore digitale. La porta era gi aperta. Si era spalancata mentre bussava.
C' qualcuno?.
Marc entr nell'anticamera e avvert subito che qualcosa era cambiato, anche se tutto sembrava
essere al proprio posto: il tavolinetto subito all'entrata dove si potevano lasciare il cellulare e le
chiavi, le grandi sfere di marmo in fondo al corrimano delle scale e l'enorme specchio con
cornice
d'argento in cui gli ospiti sembravano sempre pi alti e pi snelli di quel che erano. Di solito
chi
entrava in quella casa riceveva un'impressione positiva, ma quel giorno Marc non riusc
davvero a
provare nulla di simile. Non solo perch il suocero non aveva mai e poi mai lasciato la porta
aperta
prima di allora.
Ma perch ud delle voci sconosciute.
Un uomo e una donna. Entrambi avevano l'aria allegra di chi se la intende. Stavano
conversando
al primo piano.
Salve, sono io disse Marc salendo la scala.
Nessuna risposta. Solo un lieve ridacchiare seguito da un monologo dell'uomo.
Sal i gradini che a suo tempo aveva calpestato a domeniche alterne insieme a Sandra.
Constantin
aveva l'abitudine di invitare la famiglia per il t due volte al mese. Dopo la morte prematura di
sua
moglie avevano tutti preso in considerazione l'ipotesi che quella tradizione venisse interrotta, e
invece no. Avevano continuato ad andare da lui per conversare amabilmente degli ultimi
avvenimenti in biblioteca, davanti a uno dei tre camini della casa. Ogni due settimane. Fino
all'incidente.
Quando Marc raggiunse il piano di sopra, le voci si fecero pi forti.
Constantin? chiam con voce rauca. Erano ore che non ingeriva liquidi, e la lingua gli
sembrava un corpo estraneo.
Il corridoio davanti a lui si estendeva in entrambe le direzioni. A sinistra c'erano le camere
degli
ospiti, a destra lo studio con annessa la biblioteca da cui provenivano le voci. Marc era ormai
abbastanza vicino da carpire frammenti di conversazione.
Io non lo farei se fossi in te protest allegra la donna.
Ah s? Non ne sarei cos sicuro. Pensa alla tua esperienza pi imbarazzante rispose l'uomo.
Oh,  stata ultimamente in piscina, ma  una cosa che non posso proprio raccontarti.
Che la coppia continuasse a non dare segni di risposta anche dopo che lui si era fatto sentire
forte
e chiaro era a dir poco inquietante. Per quel motivo Marc decise di fare il minor rumore
possibile da
quel momento in poi, e sgattaiol a destra nel corridoio poco illuminato.
Alle parole si mischi un basso crepitio elettrostatico che aument mentre Marc si avvicinava
allo studio. Il brusio si originava circa al centro del corridoio, dirimpetto a un piccolo bagno per
gli
ospiti.
Bugiarda rise l'uomo dietro la porta.
No, sul serio, non ricordo pi con precisione.
Siamo alle solite, o sbaglio?.
Marc trattenne il respiro, abbass la pesante maniglia, apr la porta e rest di stucco.
Lo studio in cui i due stavano conversando cos animatamente era devastato. La piantana stava
di
traverso su un divano in pelle ormai ridotto in mille pezzi. Il tappeto persiano era come un
fazzoletto di dimensioni gigantesche appallottolato e buttato davanti a una libreria vuota. Tutti i
volumi, i quadri, le foto incorniciate e le opere d'arte che avevano sempre occupato quello
spazio
erano sparpagliati sul pavimento.
Marc si guard attorno in cerca della coppia e la trov sotto una lastra di vetro polverosa. Il
televisore giaceva capovolto dietro a quel che restava di un acquario. Era un miracolo che il
vecchio
elettrodomestico funzionasse ancora e non si fosse spento, morto come i tanti pesciolini sparsi
su
tutto il parquet.
Cosa ne pensate? La vostra opinione  preziosa! disse l'uomo, che sembrava la caricatura di
un conduttore da talk show. Portava una cravatta gioconda, una giacca gioconda ed esibiva, va
da
s, un ghigno giocondo. La telecamera si mosse e mostr lo studio con tanto di collega biondo
platino.
No, questa cosa proprio non la voglio ricordare. Vedi?.
L'immagine sfarfallava ogni due secondi, e c'era puzza di plastica fusa. Il cavo del televisore
era
danneggiato e reagiva in quel modo all'acqua salata in cui avevano nuotato i pesci.
Marc pens bene di lasciare tutto com'era e lanci uno sguardo alla scrivania, l'unico punto
scampato alla devastazione. Immutabile, giaceva davanti alla vetrata che dava sul lago.
Marc calpest svariati bicchieri rotti e calci via un globo che a suo tempo veniva usato come
minibar. Intanto pens al da farsi.
Era impossibile setacciare un edificio che contava sei camere da letto in cerca di eventuali
intrusi. Se qualcuno si trovava ancora in casa, era nelle sue mani. D'altra parte non aveva pi
alcun
motivo di restare. In quel caos non si riusciva nemmeno a trovare il telecomando che gli
avrebbe
consentito di zittire la tv, figurarsi le risposte che avrebbero dovuto gettar luce sulla sua psiche.
S, certo, ma come la mettiamo se poi va tutto storto?.
Okay, come la pensate voi, cari ascoltatori? Chiamateci al numero in sovrimpressione.
Marc voleva gi andarsene quando l'occhio gli cadde su un cassetto della scrivania che giaceva
a
terra. Di primo acchito sembrava esattamente come gli altri, ma guardandolo meglio emerse una
differenza preoccupante.
Partecipereste a una cosa del genere o no? Votate!.
Marc s'inginocchi e tocc i numeri che qualcuno aveva scarabocchiato sul fondo del cassetto
con una grafia infantile.
23.11
La presunta data della nascita di suo figlio.
Schiacciate il tasto 1 per il s o il tasto 2 per il no.
Marc gir il cassetto. Dentro c'era rimasto un solo documento. Tremante, afferr l'estratto
conto
grigio-verde della banca di Constantin.
E ora, un reportage della nostra redazione messo a disposizione dal nostro stimato collega
Ulrich Meyer. Un reportage, ne sono certo, che influenzer profondamente la vostra opinione.
Negli ultimi giorni erano state prelevate cifre sempre pi considerevoli. Il conto era in rosso, e
l'ultima riga recava l'annotazione BLOCCATO.
Marc guard il televisore.
In quel momento non vi fu alcuna differenza tra la sua devastazione interiore e quella della
stanza in cui era inginocchiato. Anche dentro di lui sembrava che qualcuno avesse estratto e
buttato
alla rinfusa tutti i cassetti del suo comprendonio. Non riusciva pi a mettere in ordine un
pensiero
dopo l'altro. Ogni cosa era accatastata e confusa: Sandra, Constantin, il bambino. E nulla aveva
senso. N i debiti di Constantin, n lo studio distrutto, tanto meno la voce di sua moglie, che
aveva
appena pronunciato chiaro e forte il suo nome.
62.
Marc fiss incredulo lo schermo che mostrava Sandra in primo piano, i capelli scompigliati e
troppo lunghi, gli occhi rossi e gonfi. Sembrava disperata, spossata. Ma anche se non l'aveva
mai
vista in quelle condizioni, non vi erano dubbi: era lei.
Ci fu un taglio netto di montaggio e l'immagine successiva fu quella di un reporter dinoccolato,
un po' troppo giovane per un servizio televisivo di cronaca nera. Ma ci che mancava al suo
aspetto
veniva compensato da una voce profonda e suggestiva.
Fino a oggi, la clinica Bleibtreu aveva una seria reputazione di ospedale privato specializzato
in
disturbi psicosomatici, ma di recente un esperimento fuori dal comune ha scosso gli animi di
tutti
noi. Un esperimento che ha avuto luogo nell'edificio dietro di me, a quanto pare senza permessi
ufficiali!.
La telecamera si sofferm prima sulle ben note impalcature che si ergevano davanti alla clinica,
poi mostr la targhetta di ottone all'entrata. La voce fuori campo del giornalista continu a
commentare. MME  Memory-Experiment, cos si chiama il programma che prevede la
cancellazione della memoria dei partecipanti, che a quanto pare desiderano rimuovere i ricordi
pi
orrendi della loro vita. Un'idea senz'alcun dubbio invitante. Incidenti mortali, pene d'amore,
tragedie: cosa succederebbe se potessimo dimenticare per sempre tutto ci che ci ha
sconvolto?.
Il reporter venne di nuovo inquadrato e prese a camminare avanti e indietro sulla strada di
fronte
alla clinica. I passanti si giravano a guardarlo, curiosi. Ma cosa succederebbe se qualcosa
andasse
storto? Come  successo a un paziente di cui ci  pervenuta la cartella clinica.
Marc ebbe un sussulto. La televisione mostr un documento parzialmente oscurato. I nomi dei
medici curanti erano stati resi illeggibili, ma in compenso il suo nome, Marc Lucas, appariva
quasi
in ogni riga, e anche la sua foto, in alto a destra, era inconfondibile.
S, questa  la cartella clinica di mio marito. Sandra, la voce ancora pi disperata di prima,
conferm l'inimmaginabile. Sia gentile: prenda nota del suo nome e renda pubblica la foto,
forse
in questo modo lui potr recuperare la memoria.
L'obiettivo si concentr non solo sul volto di Sandra, ma su tutto il suo corpo. Era stesa su un
letto d'ospedale, la pancia ancora pi grossa di quanto lui ricordasse. Marc cominci a piangere
in
silenzio.
Non so come mai, ma si trovava l per un trattamento. E ora mio marito non si ricorda pi di
me. Un altro stacco brusco e una telecamera a spalla ballonzolante prese a muoversi verso la
reception della clinica Bleibtreu, davanti alla quale Emma era stata catturata. D'improvviso una
mano copr l'obiettivo, seguita da una colluttazione e da un'immagine dell'atrio preso da
un'angolatura sbilenca.
Purtroppo il direttore della clinica non ha voluto dichiarare nulla in merito a tali accuse. La
nostra troupe  stata sbattuta fuori.
Il reportage termin con un'ultima immagine di Sandra nella clinica. Non si ricorda pi di
nulla ripet. Nemmeno di me. Nemmeno del nostro bambino. Le lacrime le rigavano le
guance.
Santiddio, non sa nemmeno che ci sono state delle complicazioni.
Complicazioni?
Ora sua moglie prese a parlare direttamente nell'obiettivo. Marc, se stai sentendo tutto questo,
vieni da me singhiozz Sandra. Per favore, vieni da me. Il nostro bambino non sta bene.
Devono
farlo nascere prima del tempo.
Quella fu l'ultima immagine, poi ripresero le chiacchiere demenziali della coppia di moderatori.
Sorridevano beoti come se avessero appena assistito a un collegamento in diretta
dall'Oktoberfest.
Bene, potete ancora votare rise l'uomo. Vi fareste cancellare la memoria in modo da non
avere pi alcun ricordo degli eventi pi brutti della vostra vita?.
Oppure... intervenne la donna ...dite No grazie, non fa per me, dopo aver seguito il caso
di
Marc Lucas. Sua moglie partorir oggi pomeriggio. Il suo bambino sta venendo alla luce in
questi
esatti minuti tramite parto cesareo, ed  davvero terribile che il padre....
Marc si alz, si tapp le orecchie e cerc di mettere a tacere i presentatori con le proprie urla,
per
non dover pi sopportare quella follia.
In quel momento part un colpo d'arma da fuoco all'entrata della villa.
63.
Quando arriv di sotto, vide suo fratello che sbatteva con la testa contro il palo di una lanterna
da
giardino. In un modo o nell'altro era riuscito a uscire dalla macchina e a strappare il fucile dalle
mani dell'aggressore. L'arma giaceva per terra a mezzo metro da lui, accanto a un arbusto
ornamentale. Il proprietario stava prendendo la rincorsa per tirare un calcio nelle reni a Benny.
Marc non sapeva se fosse il motociclista dell'altra volta o uno sgherro mai visto prima, mandato
da Valka. L'uomo non indossava pi la maschera da sci, ma in compenso la sua stazza era
troppo
imponente per essere quella di un motociclista da cross.
Benny non riusc a rialzarsi in tempo e cerc di trascinarsi via da l a quattro zampe. Invano.
L'aggressore lo colp da dietro in mezzo alle gambe, e Benny scatt come un coltellino a
serramanico. Poi il malvivente si pieg su di lui.
Nel frattempo Marc aveva aggirato silenziosamente la macchina. Il cristallo anteriore non c'era
pi. Gli mancavano ancora due metri per mettere le mani sul fucile con cui l'aggressore doveva
aver polverizzato il parabrezza. Quando tent di accorciare la distanza, l'uomo si volt verso di
lui
col sorriso stampato in faccia.
Ho l'aria di una puttana che si fa fottere? gli chiese.
Marc alz le mani.
Ora che poteva vederlo in faccia, riconobbe l'uomo che voleva uccidere suo fratello.
Ciao, Valka!.
Era ancora pi grasso di quanto si ricordasse.
Ma guarda chi c', il mio caro assistente sociale. Ora siamo di nuovo al completo.
Eddy ghign con aria tracotante e controll il caricatore della pistola. Al contrario del fucile a
pompa accanto alla siepe che andava ricaricato dopo ogni colpo, l'arma di Benny era carica a
sufficienza.
Un vero peccato che tu te ne sia andato per via di quella troia.
Da quando in qua ti sporchi le mani in prima persona? domand Marc. Il fiato gli disegnava
nuvolette davanti al volto, eppure non sentiva n il freddo, n il vento che soffiava dal lago. La
paura lo riscaldava dalla testa ai piedi.
Da quando tuo fratello ha provato a fottere chi fotte rispose Valka, tirando calci in faccia a
Benny ogni volta che pronunciava un composto di fottere. Molto stranamente, suo fratello
cercava di proteggersi lo stomaco e non il volto. Sanguinava copiosamente dal naso e dalla
bocca.
Ecco un altro fan di Eddie Murphy disse Marc prima che il pazzo mollasse un terzo calcio in
faccia a Benny.
Valka rest perplesso. Cosa?.
 una citazione da un film: Non provare mai a fottere chi fotte o una cosa del genere. Da
Una
poltrona per due,  ma fa lo stesso. L'hai detta anche molto bene, Valka.
Eddy si lasci andare a un sorriso sghembo, poi abbass lo sguardo verso il mucchietto umano
ai
suoi piedi. E sei finito in manicomio per questo sfigato?.
'Fanculo! farfugli Benny, perdendo un incisivo.
In lontananza si ud la sirena di una chiatta che si faceva strada verso il ponte di Glienicke.
Marc
si guard attorno. Gli appezzamenti di terreno da quelle parti erano cos grandi che dai cancelli
non
si riuscivano a vedere le case. Nessuno sarebbe accorso in suo aiuto. E il fucile a pompa non era
altro che un inutile bastone di metallo. Valka distava da lui circa sei, sette metri. Prima di aver
coperto anche solo met della distanza, si sarebbe trovato l'intero caricatore in pieno petto.
Marc lo
sapeva esattamente, come Eddy, che non si prendeva neanche la briga di puntargli la pistola
addosso. Si inginocchi, la punta metallica del suo stivale da cowboy a un millimetro
dall'occhio
destro di Benny. Poi lo acciuff per i capelli e lo sollev dal vialetto ghiaioso fino ad avere la
bocca
insanguinata di Benny davanti alle labbra.
Okay, Benjamin, sei pronto a morire? domand con voce melliflua piazzandogli la canna
della
pistola sotto il mento.
Non suonava pi come un malavitoso, ma come lo psicopatico che era.
A Marc si gel il sangue quando suo fratello annu esausto, quasi rassegnato al proprio destino.
Intanto Valka gli sussurr qualcosa, cos piano che le parole si persero nel vento e nello
stormire
delle foglie. Dal mento gli gocciolava una bava sanguinolenta e per qualche strano motivo si
leggeva quasi una profonda gratitudine negli occhi di Benny, prima che li chiudesse.
E allora va' all'inferno, pazzo furioso! disse Eddy.
Appena prima che Marc decidesse di buttarsi tra le braccia di una morte certa invece di star
fermo a non far nulla, Valka ag in modo completamente illogico.
Accarezz con tenerezza il volto di Benny, poi si alz, butt la pistola nell'erba alta e imbocc
il
vialetto verso l'uscita senza girarsi nemmeno una volta.
64.
Perch l'ha fatto?. Marc dovette urlare contro il vento che gli stava soffiando in faccia con la
forza di un tornado. Era al volante della macchina. Valka aveva centrato il parabrezza e, per
fortuna,
solo il sedile vuoto accanto al guidatore, dopo che Benny si era accucciato all'ultimo momento.
Perch mai Eddy se n' andato cos?. Marc si gir all'indietro, dove suo fratello stava lungo
disteso con le gambe incrociate, pulendosi la bocca con la maglietta.
Che ne so io. Sar il mio giorno fortunato.
Benny toss, poi si gir di lato e si lasci andare sul sedile. Ci volle un po' prima che potesse
ricominciare a parlare. Credo che non volesse sporcarsi le mani. I suoi scagnozzi mi
troveranno
comunque. Gemette per il dolore.  tutto finito.
Marc scosse il capo, senza parole. Ci siamo quasi strill contro il vento.
In aggiunta, aveva ripreso a scendere quel misto di pioggia e neve che per poco non lo priv
della visibilit necessaria per guidare. Le auto, i passanti, i cartelli e le case ai bordi della strada:
tutto divenne un'ombra indistinta.
Dove andiamo?. Benny cerc di alzare la testa.
Alla clinica Senner.
Dietro di loro un camioncino cominci a lampeggiare, ma anche volendo Marc non sarebbe
potuto andare pi forte di cos.
Tolse le dita intirizzite dal volante, ci alit sopra e tast la tasca interna della giacca alla ricerca
della pistola che aveva recuperato in una pozzanghera. Era ancora carica.
Maledizione, dove siamo?. Benny cerc di appoggiarsi sui gomiti ma poi gli mancarono le
forze e croll di nuovo. Il centro abitato in cui li stava conducendo il Kladower Damm
sembrava in
tutto e per tutto un villaggio bavarese da cartolina, pulito e ordinato com'era. Le osterie
avevano
nomi come La diligenza o Il boccale ed era disseminato di campanili e di recinti per cavalli.
Non c'era da stupirsi che la gente riunita per il mercato settimanale fissasse l'auto semidistrutta
come un'astronave proveniente dallo spazio.
Marc lasci un attimo il volante e si asciug la faccia fradicia. La quantit di neve mista a
pioggia aument considerevolmente, e dovette rallentare ancora di pi.
Ti devo dire una cosa aggiunse Benny con un filo di voce. Marc guard nello specchietto
retrovisore.
Quando sei uscito dal gruppo e ho ingoiato le pillole....
 stata una porcata da parte mia, fratellino. Avrei dovuto prendermi maggior cura di te.
No, non volevo dire questo. Benny toss. Non  stato per colpa tua.
Ma?.
Di Sandra.
Quelle parole colpirono Marc in faccia ancor pi del nevischio. Sandra?
Tu non eri il solo a essersi innamorato di lei, Luke.
Marc si gir.
Non ti preoccupare si difese subito Benny. Non ho mai fatto niente con lei, anche se
all'inizio
era indecisa.
Marc si irrigid, strinse ancora di pi il volante e tent di fare ordine nella ridda di pensieri che
gli affollavano la testa.
Allora era stato questo il motivo.
Ecco perch Sandra, a suo tempo, lo aveva tenuto tanto sulle spine. Aveva dovuto decidere tra
lui
e suo fratello.
Perch me lo racconti?.
Benny rispose in maniera un po' confusa. Cos che tu non ti faccia pi dei problemi con me.
La
verit  che Sandra si innamor quasi subito di te. Io fui solo un incidente di percorso. Il
fratellino
minore bisognoso d'aiuto che era riuscito a confonderla per un breve periodo. Ci siamo visti tre
volte, poi lei cap che eri tu quello giusto. Io ho accettato la sua scelta, ma poi non ho pi
sopportato
l'idea di starvi vicino.
Vuole forse dire che...
I tasselli del puzzle cominciarono a prendere posto nel suo cervello.
Il primo tentativo di suicidio di Benny era stato per questioni amorose?
Non mi hai mai lasciato nella merda, Luke. Sono stato io a voler tagliare tutti i ponti,
finch....
Rimase a bocca aperta, e Marc lo incalz: Finch...?.
Cazzo, finch un bel giorno ho incontrato Sandra per puro caso. Era il periodo in cui era
incinta
per la prima volta.
Marc faceva fatica a respirare.
Tre anni fa?  stato Benny, quindi, il motivo di quel suo strano comportamento? Possibile che
Sandra abbia incontrato Benny in quel caff a Neukdlln?
Difficile a credersi, ma allora stavo ancora peggio di adesso disse Benny sputando altro
sangue. Lei vide subito che avevo perso il controllo della situazione e si sent in colpa per la
mia
rovina. Pensava che la sua decisione di amarti ne fosse stata la causa. Gli scapp una risata
gutturale. Scemenze. Ero io l'unico responsabile.
La sua voce divenne sempre pi flebile, quasi sognante, e pian piano Marc cominci a capire.
Dannazione, l'ama ancora. Dopo tutto questo tempo.
Nei confronti degli altri siete molto simili, Marc. Voleva aiutarmi a tutti i costi e correggere
quel suo presunto errore. Temo che abbia addirittura messo in dubbio la vostra storia
chiedendosi se
aveva preso la decisione giusta. Cazzo, Sandra era un fascio di ormoni impazziti durante la
gravidanza, devi aver vissuto anche tu, sulla tua pelle, i suoi bruschi cambiamenti d'umore.
Non riesco ancora a capire cosa tu mi voglia dire veramente.
Non  per niente facile. Sandra e io ci siamo visti varie volte in quel periodo, e dopo ogni
incontro lei stava sempre peggio. Non poteva parlarne con te. Ne andava della vostra relazione,
e
poi sapeva quanto il rapporto tra noi sia sempre stato difficile. Motivo per cui alla fine si 
rivolta a
suo padre. Gli chiese di aiutarmi in qualche modo, col suo denaro e le sue conoscenze.
Marc si gir nuovamente, di sfuggita. Poche volte aveva visto suo fratello cos triste.
Capisci adesso? chiese Benny con voce rotta. Se non fosse stato per me, lei non avrebbe
perso il suo primo figlio, perch il giorno della rapina sarebbe stata a casa con te, non alla villa
di
Constantin.
Marc si accorse di aver trattenuto il respiro troppo a lungo e risucchi l'aria avidamente. Poi
toss, e nel farlo liber una parte della tensione accumulatasi negli ultimi minuti.
Fa niente. Marc tolse qualche scheggia di vetro del parabrezza dal sedile di fianco al
guidatore, poi vi appoggi la pistola di Benny, nel caso in cui avessero dovuto affrontare una
nuova
aggressione. Non hai colpa.
E invece s.
No.  stato un puro caso. Uno scherzo del destino. Al limite abbiamo fallito tutti e due.
Dopo qualche minuto di silenzio, in cui Marc ripens alla confessione di suo fratello, si
fermarono a un semaforo. Il vento aveva cambiato direzione e Marc ne approfitt per passarsi
un
fazzoletto sul viso.
A suo tempo abbiamo sbagliato tutto, vero?.
Benny gemette in segno affermativo.
E oggi?. Guard nello specchietto retrovisore. Oggi riusciremo a fare qualcosa di buono?.
Non lo so, potremmo chiedere a radio-oracolo scherz Benny nonostante i dolori che lo
assediavano.
Radio-oracolo.
Bast la parola a scatenare uno sciame di ricordi spessi come i fiocchi di neve che avevano
ripreso a turbinare nell'abitacolo.
Se non ricordava male, ci avevano giocato per l'ultima volta la notte prima di affondare nel lago
la macchina del padre.
Comincio? chiese Marc.
S! url Benny, e toss. Forse rise invece di tossire, ma era difficile cogliere la differenza.
Imboccarono la Heerstrae.
Okay, la domanda : Caro radio-oracolo, come finir oggi?.
Acceler fino ai cinquanta chilometri orari e accese la radio alla cieca.
Pubblicit.
Non abbiamo tempo, cambia stazione!.
Marc attiv la ricerca automatica e finirono su un canale di jazz, poi su uno di classica. O si
sentivano chiacchiere inutili, oppure c'era il notiziario. Ci riuscirono solo al settimo tentativo.
I know, I know what's on your mind disse una voce maschile forte e marcata. And I know it
gets tough sometimes.
Puoi dirlo forte intervenne Benny.
So cosa pensi. A volte  dura.
Marc si gir. Sai chi ?.
Suo fratello tenne gli occhi chiusi e si strinse nelle spalle, desolato. Le ferite sul suo volto
rigonfio facevano intuire benissimo quali dolori dovesse sopportare.
Tu? chiese con un filo di voce.
Raggiunsero un ponte ghiacciato che passava sul fiume Havel, e le ruote presero a slittare. Marc
deceler ancora, anche se ogni molecola del suo corpo voleva raggiungere la clinica il pi in
fretta
possibile. L dove avrebbero curato Benny.
E dove Sandra stava mettendo al mondo suo figlio?
Era quasi felice che il suo cervello potesse distrarsi col giochino infantile di radio-oracolo. In
quel modo non era costretto a pensare che stava andando ad assistere al parto di sua moglie
morta.
Ce l'ho sulla punta della lingua disse alla ripresa del ritornello.
'Cause it's all right, I think we're gonna make it.
Marc si asciug il viso con la manica. La pelle, le labbra e anche la lingua sembravano non
volersi pi muovere. Ma ce l'aveva quasi fatta. Si intravedeva gi il contorno del grattacielo
nella
bufera.
La clinica Senner marcava il confine tra Spandau e Charlottenburg. Molti degli edifici del
complesso non superavano i due, tre piani e dalla Heerstrae si vedevano appena. Solo la parte
nuova della clinica, alta quattordici piani, in cui vi era anche un hotel per i parenti dei ricoverati
e
gli ospiti, svettava e fungeva da punto di riferimento per gli automobilisti. Era qui che
bisognava
voltare se si andava a un concerto nel parco.
I think it might just work out this time.
Capisci quel che sta dicendo? Andr tutto bene. Ce la faremo.
All right.
Marc sapeva che quella non era altro che superstizione stupida e infantile, ma non gli restava
che
rallegrarsi del responso di radio-oracolo. Lasciarono la Heerstrae e imboccarono una strada
privata. I cartelli li mettevano in guardia dall'eccedere con la velocit. I lampioni erano gi
accesi.
Okay, ma come si chiama il cantante?. Benny toss di nuovo, e stavolta non vi era traccia di
ilarit.
Che Valka lo avesse colpito?
La preoccupazione per suo fratello cancell improvvisamente quell'assurda euforia.
Non lo so disse Marc, piano. La strada si fece sempre pi stretta. Passarono accanto a un
parcheggio.
Cazzo, sai cosa significa.
Marc annu silente. Certo che conosceva le regole. Era stato lui a inventarle circa vent'anni
prima. Radio-oracolo funzionava solo se si riconosceva il cantante. Altrimenti portava sfortuna.
S, brutto segno, ma proprio non mi viene in mente....
Criss, Christoph, Chris Jons, Christopher...
Marc sapeva di essere a un passo dalla soluzione, quand'ecco che ud lo squillo di un cellulare
sotto di s, dove stavano i pedali.
Ehi, fratellino, qualcuno ti vuole.
Si pieg a raccogliere il Nokia col display lampeggiante. Una busta chiusa segnalava l'arrivo di
un messaggio.
Mi  caduto prima disse Benny.
Marc ebbe un sussulto, poi tutti i suoi muscoli si contrassero.
Cosa c'? chiese suo fratello, quando vide Marc paralizzato col telefonino in mano.
Non pu essere vero. Anche questo, no...
Benny aveva attivato la funzione anteprima, cos Marc pot visualizzare mittente e contenuto
dell'SMS per un paio di secondi.
Dove siete? Sbrigati, Benny, ci siamo quasi. Senza Marc non possiamo cominciare!
Constantin
Marc fiss lo specchietto retrovisore senza parole, in attesa del prossimo shock. Prima vide il
braccio di suo fratello protendersi verso la maniglia per tirarsi su, poi la faccia di Benny entr
nel
suo campo visivo.
Suo fratello si butt in avanti e fece leva sul poggiatesta distrutto per annaspare sul sedile
anteriore, ma Marc fu pi svelto. Schiacci il freno e la pistola scivol gi dal sedile. L'auto
ruot
di novanta gradi, slitt ancora per mezzo metro e si ferm accanto a un cartello di divieto di
sosta.
Poi Marc si accucci, afferr la pistola e premette la canna contro la fronte insanguinata di suo
fratello.
65.
Non osare avvicinarti strill Marc. Quando usc dalla macchina, le suole di gomma delle sue
scarpe da ginnastica faticavano a far presa sul terreno scivoloso. Resta dove sei, traditore
schifoso!.
C'era puzza di benzina, il sistema di raffreddamento dell'utilitaria ronzava come un
aspirapolvere strapieno e Marc incespicava.
Rinunci a tenere suo fratello sotto mira e si mise a correre su per la stradina pi veloce che
poteva.
La strada asfaltata terminava davanti a un semplice edificio col tetto piatto, sotto al quale erano
parcheggiate due ambulanze. Qui, al contrario della clinica Bleibtreu, i soldi dei privati non si
vedevano n nell'architettura esterna n nel design dell'interno. Constantin li aveva utilizzati
per
acquistare dispositivi modernissimi e assumere personale specializzato. A una prima occhiata
l'entrata non era molto diversa da quella di un ospedale pubblico: un bancone per l'accettazione
rivestito di alluminio, l'edicola con i consueti espositori girevoli per libri e riviste, una parete
piena
di cartelli e indicazioni accanto agli ascensori e un'altra nel corridoio che conduceva alla
caffetteria.
E adesso dove vado?
Marc si gir e and a sbattere contro una sedia a rotelle vuota che un giovane infermiere aveva
momentaneamente abbandonato mentre parlava col portiere. Se non si fosse aggrappato al
bancone,
sarebbe caduto per terra.
Dov'? url Marc sfoderando la pistola. L'infermiere sbianc in volto e retrocedette con la
cartellina in mano. Dietro a Marc si scaten un putiferio, si udirono voci che si chiamavano l'un
l'altra, passi concitati, urla, porte che sbattevano e facevano entrare zaffate d'aria fredda, ma era
come se tutto accadesse in un altro mondo, non in quello di Marc.
Constantin Senner. Dove si  cacciato?.
Il portiere, un uomo tozzo con occhi iniettati di sangue e doppio mento, alz le braccia e spinse
indietro la sedia girevole come se avesse potuto attutire la violenza della pistola solo
aumentando la
distanza tra s e il pazzo armato di pistola. Tremava e spalanc la bocca, senza tuttavia emettere
alcun suono. Era muto come il filmato pubblicitario della clinica che passava ininterrottamente
su
uno schermo piatto appeso al muro sopra le loro teste.
Dov'?.
In sala operatoria balbett il portiere, che subito dopo si asciug la fronte madida di sudore
col
tessuto della sua uniforme azzurrina.
Sala operatoria numero tre, terzo piano.
Okay, ora chiama la polizia, chiaro? Ma prima che arrivi non voglio che... Diamine, ma cos'
questa roba?.
Marc si era interrotto e aveva alzato gli occhi. Verso Constantin. Il filmato stava mostrando suo
suocero intento a condurre un drappello di pazienti dall'aria interessata tra i corridoi della
clinica.
Una famiglia felice, che agli occhi degli spettatori avrebbe dovuto rappresentare alla perfezione
i
vantaggi di un trattamento esclusivo.
Marc sbatt le palpebre in segno di nervosismo.
La giovane donna e il bambino non li aveva mai visti, ma in compenso gli attori nei panni del
padre e del nonno li conosceva. Il vecchio, che in quel momento osservava soddisfatto una sala
operatoria, gli si era presentato come professor Bleibtreu, mentre l'altro aveva dimostrato una
netta
predilezione per le brande da camping, meglio se piazzate nella cantina della sua vecchia casa.
Nel
video apparve d'improvviso un massiccio infermiere che spingeva un uomo brizzolato in
carrozzella nella caffetteria, e anche quei due erano volti familiari. Il paziente era il barbone che
gli
aveva allungato un messaggio da parte di sua moglie, mentre la faccia dell'infermiere l'aveva
vista
il giorno prima: era l'uomo che non l'aveva fatto entrare nel suo ufficio. Probabile che lo avesse
visto anche in altre pubblicit.
Non  come pensi.
Marc si volt alla svelta e guard suo fratello negli occhi. Benny si avvicin con fare cauto,
cercando di non appoggiare il peso del corpo sulla gamba destra.
Vattene!. Marc diresse la pistola contro di lui.
Abbassa il giocattolo e lascia che ti spieghi.
No, sparisci!.
Ora erano soli nell'atrio mentre una turba di volti spaventati li fissavano da fuori attraverso i
vetri e decine di bocche parlavano a raffica nei telefoni cellulari.
Per favore, smettila. Ti porto da Sandra. Benny zoppic da lui e allung le braccia.
Per favore supplic ancora, ormai senza voce.
Marc singhiozz e si pass la mano sul volto. Le gambe cominciarono a tremargli e si sent
male.
Era talmente esausto da non riuscire a tenere in mano la pistola.
Tu menti disse tra le lacrime.
No disse Benny. Vieni, siamo ancora in tempo.
66.
Glaucoma-chirurgia, coloproctologia, microchirurgia non invasiva, gastroenterologia,
oncologia... Negli ultimi anni, Constantin aveva significativamente ampliato lo spettro dei
trattamenti offerti dalla clinica. Pensata in origine per interventi chirurgici d'emergenza, ora la
clinica ospitava anche un reparto di reumatologia, un centro di chirurgia plastica e un reparto
ostetrico, che era dove lo stava portando suo fratello.
Ci volle un bel po' prima che arrivassero al terzo piano. Benny sembrava soffrire gli effetti di
una commozione cerebrale e trascinava la gamba. Ciononostante, Marc continuava a tenergli la
pistola premuta contro la schiena. Ne aveva abbastanza delle commedie di suo fratello: prima il
rifiuto di vederlo, poi la corsa in suo aiuto, la sua amicizia fraterna e ora, chi lo sa, forse anche
quelle ferite.
Raggiunsero il piano pi alto dell'edificio e aprirono una porta a vetri dietro la quale si
estendeva
il reparto.
CENTRO PERINATALE si leggeva a lettere bianche su una placca azzurra che indicava la
destra.
Dove ci troviamo? chiese Marc mentre attraversavano il corridoio. Nel centro ostetrico che
aveva visitato a suo tempo con Sandra c'erano quadri colorati alle pareti: foto di bambini
sorridenti
e di genitori ancor pi sorridenti che stringevano le mani a medici e infermiere. Per quanto
possibile, avevano tentato di addolcire i tratti caratteristici di un ospedale con le pareti dipinte di
arancione, con i cartelli abbelliti da personaggi della Disney e con la musica classica a basso
volume irradiata nei corridoi.
Una nascita non  una malattia amava dire Constantin. Eppure, sembrava che quella massima
non ce l'avesse fatta a spingersi fin l.
Questa non  la sala parto spieg Benny.
Ah no?.
Vide un'altra indicazione.
SALA OPERATORIA III / NEONATI-TERAPIA INTENSIVA
Qua ci sono i casi critici.
Mio Dio, non sa nemmeno che ci sono state delle complicazioni.
Quali casi critici?.
Marc non ottenne risposta poich in quello stesso momento una porta gli si spalanc davanti e
ne
usc un largo letto d'ospedale in cui giaceva sua moglie.
67.
Sandra.
Era bianca come un cadavere, le palpebre socchiuse, le mani incrociate sul pancione come in
preghiera. Dalle braccia si dipartivano tubicini attaccati a flebo e ad altri macchinari appesi alla
struttura metallica del letto che un'infermiera stava spingendo lungo il corridoio.
Ferma! url Marc e si avvicin al letto per sincerarsi ancora una volta. Non era un'illusione,
almeno non pi di come lo era stata il giorno prima, quando aveva creduto di vederla aprire la
porta
di casa.
Sandra.
Riconobbe le labbra che aveva baciato tante volte, le sopracciglia arcuate che aveva accarezzato
senza sosta, per ore e ore. E ore.
Chi  lei? domand l'infermiera in preda al panico, afferrando il cercapersone non appena
vide
l'arma nelle sue mani.
Sono io, Marc rispose lui con lo sguardo fisso su Sandra.
Sono veramente io? Sono davvero qui, ora, sto fissando o no gli occhi di mia moglie che
credevo
morta? Oppure non esisto pi se non in una dimensione illusoria dominata dagli incubi?
Marc cominci a singhiozzare e allung la mano verso Sandra. Le separ le labbra col dito
come
per aiutarla a parlare, visto che anche solo aprire la bocca sembrava costarle uno sforzo
sovrumano.
Alla fine, dopo quella che parve un'eternit, Marc ud le parole salvifiche. Ti amo, Luke.
Un sollievo senza fine lo pervase.
Ti amo tanto. Sandra parlava con la bocca impastata. Gli occhi ondeggiavano acquosi e
sorridevano come per l'effetto di una droga.
Marc scoppi in lacrime, alz le braccia e si gir con un gesto impotente verso suo fratello, che
li
stava osservando senza dire una parola. Poi lasci cadere la pistola a terra senza badarci e
appoggi
le mani sulla ringhiera del letto che l'infermiera aveva ripreso a spingere lentamente in avanti.
Non
era in grado nemmeno di formulare una delle milioni di domande che gli stavano affollando la
testa.
Perch sei ancora vva? Cosa mi avete fatto? Che ne  di nostro figlio?
Perch? fu l'unica cosa che gli usc dalla bocca.
Sia gentile, la lasci in pace.  gi sotto anestesia. Deve andare in sala operatoria.
Marc ud a malapena le parole dell'infermiera, ma smise di trattenerla. Cammin accanto al
letto
per un po' e si pieg su Sandra, che stava muovendo le labbra in silenzio.
Cosa c', Sandra? Cosa stai dicendo?.
Mi spiace.
Cosa ti spiace?.
Guard davanti a s. Mancavano ancora pochi metri alle porte a vetri che li separavano dal
reparto sterilizzato.
Ci siamo spinti troppo oltre.
In che senso? Cosa avete fatto?.
La voce di Sandra trem. Il narcotico la stava derubando di ogni residuo di coscienza. Riusc
solo a bisbigliare: Ma non avevamo altra scelta, capisci? Non potevamo lasciarti ricordare.
Con le ultime forze rimastegli Sandra tent di tirarsi su, ma l'infermiera la spinse dolcemente
contro la testiera del letto. Marc avvert una pressione sulle spalle, poi vide una mano che lo
tratteneva mentre sua moglie se ne andava. Il letto pass nel reparto successivo.
Non potevamo lasciarti ricordare ripet Sandra, disperata, prima di scomparire.
Per sempre.
Quando le porte a vetri si richiusero, Marc ebbe l'impressione di averla persa definitivamente.
Vieni disse dietro di lui la voce a cui apparteneva la mano che gli stringeva il braccio come
una morsa.  andata. Ora ti spiego tutto.
Marc si volt e vide il volto di suo suocero sconvolto dalla stanchezza e dalla preoccupazione.
Constantin Senner non gli era mai sembrato cos vecchio.
68.
 viva!.
S.
Non ha avuto nessun incidente?.
Marc e Benny si trovavano nella vasta sala per la terapia in cui Constantin li aveva condotti.
Rimanevano il pi distante possibile l'uno dell'altro, costituendo gli angoli di un invisibile
triangolo
retto.
Certo, l'ha avuto, ma non  stato mortale. Sandra ha riportato solo ferite lievi. Al contrario il
tuo
airbag... respir pesantemente, premendosi le labbra prima di continuare, ...il tuo airbag non
si 
aperto. Hai battuto la testa contro la carrozzeria laterale perdendo immediatamente i sensi.
Benny tir a s una sedia a rotelle e si sedette rivolgendo la schiena verso una porta a vetri,
dietro la quale si intravedeva una grande terrazza che si sviluppava lungo tutta la facciata
anteriore
del nuovo edificio.
Ti abbiamo portato qui alla clinica continu Constantin, che come Marc era rimasto in piedi
davanti alla scrivania. Quando ti sei ripreso non riuscivi a ricordare le ultime ore prima
dell'incidente. Quella era l'occasione buona.
Di che diavolo stai parlando? Che occasione buona?.
Marc sentiva crescere dentro di s una rabbia gelida e sorda.
Abbiamo dovuto mettercela tutta per mantenere la tua parziale amnesia fino a oggi. Sapevamo
benissimo che il trauma dell'incidente non era stato abbastanza forte perch la tua memoria
rimanesse bloccata per lungo tempo. Cos abbiamo deciso di tenere impegnato il tuo cervello
con un
diversivo.
E avete inscenato la morte di Sandra?.
Credimi, non  stato facile. Pi volte abbiamo pensato di sospendere tutto. Soprattutto mia
figlia.
Marc si ricord della foto con la Volvo gialla che Emma aveva scattato davanti al distretto di
polizia.
I due hanno litigato. Per questo ho pensato di fotografare la scena.
E cosa mi dici della clinica Bleibtreu? Esiste veramente?.
S, Patrick  un mio caro amico. Cura spesso i miei pazienti in ospedale. Ha visitato anche te,
dopo che ti sei svegliato. Ci ha spiegato che la tua amnesia parziale non sarebbe durata a lungo.
Ma
non voleva accettarti nel suo programma, cosa che comprendo benissimo. D'altronde pratica
delle
ricerche molto importanti, e ci che avevamo in mente non era certo etico. Ma almeno ci ha
messo a
disposizione uno dei suoi reparti.
Allora Emma  davvero solo una paziente!
Marc non sapeva se ridere o piangere. La persona pi fidata, quella che lo aveva aiutato
maggiormente, era una paranoica fuggita da una clinica. Probabilmente aveva davvero ascoltato
una
conversazione fra Constantin e il professor Bleibtreu che l'aveva portata a conclusioni
sbagliate.
Era scappata dalla clinica per avvisarlo, e contemporaneamente era entrata in una paranoia
psicotica.
Continuo a non capire il motivo di questa enorme montatura. Marc si premette le mani sulle
guance infuocate. Deglut e le parole gli uscivano a fatica dalla bocca.
Perch era una questione di vita o di morte, Marc. Credimi, non abbiamo mai voluto farti del
male. Il lutto doveva solo rallentare il processo del ritorno della memoria. E le prime settimane
ha
funzionato tutto bene. Poi hai iniziato a sognare gli ultimi istanti prima dell'incidente e abbiamo
capito che era solo questione di tempo prima che tu potessi riappropriarti di tutti ricordi.
Benny.
Cos abbiamo collocato la rivista con l'annuncio falso nella sala d'aspetto della mia clinica.
Imparare a dimenticare.
In fondo ci serviva solo un altro giorno. Ventiquattro ore in cui non dovevi ancora ricordare.
L'operazione non poteva essere eseguita prima, sarebbe stato un grosso rischio far nascere
subito il
bambino.
Marc indugi ancora qualche secondo, poi balz verso la scrivania dietro la quale si trovava suo
suocero.
E cosa avrei dovuto dimenticare? gli grid sferrandogli un pugno in viso. Constantin barcoll
indietro mentre Marc lo afferrava per la gola.
Dimmelo! url stringendo sempre pi forte.
Marc! intervenne Benny alle sue spalle. Lascialo andare.
Gli occhi di Constantin uscivano dalle orbite, le guance erano rosso fuoco, ma non fece alcun
gesto per difendersi.
In questo modo non lo saprai mai! aggiunse Benny calmo, quasi indifferente. E forse fu
questo
strano disinteresse nella sua voce che fece ragionare Marc. Lasci la presa.
Constantin cerc di inghiottire aria e si afferr il collo chiazzato cominciando a tossire.
Rispondi alla mia domanda, o giuro che ti ammazzo!.
Il suocero abbass il capo continuando a tossire. Poi lo rialz, prese una cartellina dalla
scrivania
e si diresse verso una lavagna luminosa appesa alla parete. Accese la lampada alogena che
illumin
lo schermo di vetro bianco e vi appose un'immagine che aveva estratto dalla cartella. Si tratta
di
un'ecografia molto ingrandita.
Marc non vide altro che macchie bianche e nere, delle quali non sapeva quali considerare
positive o negative. Ma tuttavia riconobbe l'immagine.
L'aveva vista l'ultima volta pochi secondi prima dell'incidente  nelle mani di Sandra.
Per questo si era slacciata la cinturai Per prendere questa dal sedile posteriore. Ma perch?
Qui possiamo vedere parte dello stomaco e del ventre del tuo bambino. E questo...
Constantin
toss ancora e batt leggermente su un punto della radiografia ...questo  il suo fegato. Qui si
vede
molto bene il problema.
Lanci a Marc un'occhiata piena di apprensione. A tuo figlio mancano i dotti epatici.
E cio?.
Soffre della stessa malattia per cui  morto tuo padre. Ma in modo molto pi grave. I liquidi
epatici non hanno vie di conduzione. Quindi il neonato nascerebbe con un fegato non
funzionante.
E... e cosa si pu fare?.
Non molto. Senza fegato l'uomo non pu vivere.
Marc aveva l'impressione di roteare su se stesso, sebbene fosse immobile. Stai dicendo che il
mio bambino morir?.
Constantin annu.
Ma tutto questo perch? Per quale ragione, allora, farlo nascere dieci giorni prima del
termine
con il taglio cesareo?
Alla clinica Bleibtreu lo aveva visitato un attore. Gli esami clinici durati ore, quelli del sangue,
il
test psicologico con quelle domande assurde che aveva dovuto compilare  tutto per guadagnare
tempo, in modo che potessero organizzare tutta la sciarada: la cancellazione dei dati dal suo
cellulare, il cambio della chiave e della targhetta sulla porta. Ma perch? In modo che altri attori
si
preparassero come nuovo direttore della Spiaggia, come avvocato incatenato nella sua cantina o
impostore di lui stesso? Il finto copione, la segreteria telefonica con la voce di Sandra, i falsi
estratti
conto, il film nella villa di Constantin, che sembrava solo il reportage di un notiziario, ma in
verit
anche questo era una messinscena  tutto questo avrebbe dovuto tenere la sua memoria lontana
dalla verit e, al contempo, condurlo l in clinica al momento giusto. Per quale motivo?
So quello che stai pensando ora. Constantin cerc di scuotere Marc, che ora rimaneva come
inebetito fissando l'immagine sulla lavagna luminosa. Come abbiamo potuto farti questo?
Come
ho potuto mentirti? Curarti per una scheggia immaginaria, in modo che tu prendessi le pillole
che
rallentavano il processo della ricomposizione della memoria? Ma si trattava di vita o di morte,
ragazzo mio, lo capisci? Credi che mi sia divertito a scambiare la tua carta SIM o ad accendere
quel
maledetto delfino celeste solo per confonderti? O a nascondermi dietro la porta del tuo bagno e
chiudermi dentro mentre tu mi cercavi? Credimi, tutto questo non l'ho escogitato io. Ho
consultato
un'organizzazione che si occupa di giochi di ruolo per adulti: normalmente organizzano queste
montature molto ben pagate per delle specie di guardia e ladri. Non sapendo di cosa si
trattasse in
realt, hanno decisamente esagerato. Il copione che hai trovato a Eichkamp, l'avvocato in
cantina, il
mio studio devastato e, non per ultimo, i mobili nella vostra casa sono stati loro errori. Ma in
fondo
noi non avevamo altra scelta, lo capisci o no? Santo Cielo, si tratta di tuo figlio! Mio nipote!.
Marc riusciva a cogliere solo frammenti di quel profluvio di parole. I suoi pensieri
soverchiavano
il chirurgo ogni tre parole.
No. Tutto questo continua a non avere senso. Perch non dovevo ricordare la malattia mortale
di
mio figlio, se comunque non ci sono possibilit per lui?
A meno che...
La scoperta lo colp improvvisamente. Vi serve un donatore!.
Constantin lo fiss esterrefatto. Ma certo,  ovvio. Pensavo che.... Si rivolse a Benny: Ma
non gli hai ancora spiegato?.
Suo fratello scosse il capo, e una profonda tristezza invase il suo sguardo. I discorsi li lascio a
te. Io sono quello che fa il lavoro sporco.
Quindi vuoi eseguire il trapianto?.
S, ma le possibilit che un neonato sopravviva con il fegato di un donatore sono bassissime.
Quindi ti serve qualcuno che abbia lo stesso patrimonio genetico di mio figlio?.
Constantin annu lentamente. Basta che sia un donatore con un gruppo sanguigno
compatibile.
Qualcuno di cui si pu ridurre il fegato in modo che si adatti al corpo di un neonato?.
Esatto.
Clic.  Come in un pallottoliere la prima pallina della verit si era spostata nella sua coscienza.
Entro quanto tempo dopo la nascita deve essere trapiantato?.
Subito.
Entro quanto tempo dopo la morte del donatore deve essere trapiantato il fegato?.
Constantin guardava nervosamente il suo orologio. Entro poche ore.
Clic. Clic.  Altre due palline, altre due verit. Restava ancora un'ultima domanda.
Il donatore pu sopravvivere all'espianto?.
No rispose Constantin. Mi dispiace. Per questo non abbiamo avuto altra scelta. Proprio
questo dovevi dimenticare.
Il cercapersone di Constantin cical e lui annu un'ultima volta, come per confermare la
chiusura
della discussione.
Bene,  ora di procedere.
And davanti a Benny, gli pose la mano sulla spalla e disse: Posso fidarmi di te, vero? Un solo
colpo in testa. Morte cerebrale, ma il cuore deve continuare a battere. Fa' come ti ho mostrato.
Benny annu ed estrasse la pistola dalla tasca, mentre Constantin lasciava la stanza chiudendo
dietro di s la porta.
69.
Non hai sempre detto che il fine giustifica i mezzi? Non  questo il motto della tua vita?.
Tu sei pazza, Sandra. Il fine non giustifica mai la morte.
Il ricordo di quella discussione poco prima dell'incidente copriva il battito del suo cuore, che
pompava sempre pi veloce. Era quello il loro piano, allora. Non avevano potuto ucciderlo
prima
perch il suo fegato avrebbe dovuto essere utilizzato subito dopo la nascita del bambino.
Haberland alla fine aveva avuto ragione
Dunque, io non sono sicuro di come la clinica Bleibtreu possa provocare un amnesia
artificiale
ai pazienti. Finora la perdita di ricordi  stata sempre un effetto collaterale involontario.
Potrei
supporre che utilizzino sui volontari una terapia basata sullo shock. E in fondo non  quello
che 
accaduto a lei? Un fatto traumatico che allontana quello che lo precede.
Girati lo preg Benny. Controll ancora una volta il caricatore della pistola. Poi abbass la
tenda a lamelle della finestra. La luce del giorno filtrava ora solo attraverso la porta della
terrazza.
Tu sei pazzo. Marc aveva perso il senso del tempo. Fuori nevicava ancora e da lass la citt
sembrava ricoperta di zucchero a velo sporco. Tutto appariva impossibile e allo stesso tempo
reale.
Ti prego, voltati. Stanno intervenendo ora con il taglio cesareo, e poi devono eseguire subito il
trapianto sul piccolo. Non ci resta molto tempo.
Ma perch? Era davvero necessario tutto questo?.
Cerc di incrociare lo sguardo del fratello, che abbass gli occhi. Anche la mano di Benny stava
tremando, sebbene fosse quello tra i due che, grazie all'arma, aveva il controllo della situazione.
Avresti cercato di trovare un compromesso e Sandra non voleva correre questo rischio disse
Benny.
Vorrei che non fossi venuto a saperlo.
Davvero, non esisteva altra soluzione.
Marc si prese il viso tra le mani. Maledizione, Benny, tu mi conosci. Non credi che mi sarei
offerto volontariamente?.
Lo avresti fatto?.
Marc sentiva che le gambe non lo reggevano.
Ne avrei avuto il coraggio o sarei veramente scappato?
Mi conosci. Siamo fratelli!.
Lo so ma non posso fare diversamente. Benny tir su con il naso. Era nella penombra vicino
alla scrivania, e Marc non poteva vedere le lacrime che gli rigavano le guance. Anche Marc
inizi a
piangere, mentre si voltava lentamente verso la parete. Fissava la lavagna luminosa con
l'ecografia
di suo figlio. La prima e ultima immagine che avrebbe mai visto del suo bambino. Poi chiuse gli
occhi.
Perch non si pu semplicemente trapiantare una sola parte del mio fegato? chiese ancora.
Per quale motivo deve per forza morire qualcuno?.
Lo vedi? Avresti cercato un compromesso. Eri un rischio troppo grande per il nostro piano.
Il torace di Marc si alzava e abbassava come quello di un paziente sotto iperventilazione. Era
inzuppato di sudore mentre cercava di pensare a quel figlio che non avrebbe mai preso in
braccio, o
portato a scuola, od osservato mentre faceva il bagno in mare, o a cui non avrebbe mai prestato i
soldi per una serata con la prima fidanzatina. Non avrebbe mai potuto guardarlo mentre
dormiva, in
piedi vicino al suo letto. La consapevolezza che suo figlio sarebbe potuto sopravvivere solo
grazie a
lui non gli toglieva la paura di morire. Non era un eroe. Era solo un uomo debole e
completamente
sfinito, che tremava davanti alla morte.
Ma non puoi impedirlo!.
Oh s, invece, lo far, credimi.  Si ricord la conversazione con Sandra prima dell'urto.
Vorrei davvero non doverlo fare, merda sussurr suo fratello. Vorrei che tu non fossi venuto
da me, e potrei odiarti ancora e per sempre. Mi dispiace cos tanto.
Poi i puntini neri davanti agli occhi di Marc smisero di ballare e l'ultimo ricordo di una
conversazione con Sandra gli tocc l'anima.
Se uno di noi dovesse morire  aspetta, lasciami finire, ti prego  deve mandare un segno
all'altro.
Cio deve accendere la lampada?.
In modo che sappiamo che, nonostante tutto, non siamo soli. Che ci pensiamo, anche se non
possiamo vederci.
Benny disse Marc riaprendo gli occhi.
S?.
Non devi farlo.
Devo.
No, lo far io stesso.
Non  possibile.
La risposta suon strozzata, come se suo fratello tenesse un fazzoletto davanti alla bocca.
Marc si volt di scatto, ma era troppo tardi.
Suo fratello aveva gi premuto il grilletto. Teneva la pistola con entrambe le mani. Infilata
direttamente nella propria bocca.
70.
Noooo!.
Il terrore tendeva tutto il suo corpo, cos che credette che l'urlo gli avrebbe lacerato le corde
vocali.
Ma non ci fu nessuno scoppio, niente sangue o brandelli di cervello a imbrattare le tende della
finestra sul terrazzo. Solo un metallico, insopportabile ciac,  come quello di una penna a scatto
di
poco valore. Forse la pallottola era di pessima qualit e la polvere da sparo umida della
cartuccia
non aveva reagito quando il cane della pistola si era abbassato. O forse non era stato spinto
nessun
proiettile nella canna perch la sabbia o la sporcizia avevano bloccato la molla di recupero. Pu
darsi che dipendesse soltanto dalla pozzanghera in cui Valka aveva gettato l'arma, pu darsi che
ci
fosse un altro motivo per cui il proiettile non aveva trapassato il cervello di Benny lacerando la
sua
volta cranica.
Perlomeno non al primo tentativo.
Benny spinse freneticamente il carrello riposizionandola una seconda volta.
Noooo!.
Marc si sent come in uno di quegli incubi in cui si cerca di fuggire dal male senza poter
compiere un solo passo. Al rallentatore, come trattenuto da cinghie invisibili, si trascin verso il
fratello. Il tempo pareva scorrere all'indietro, o essersi quasi fermato. Non ci era mai voluto cos
tanto per attraversare una stanza.
In realt tutto dur meno di mezzo secondo: Marc raggiunse la scrivania, afferr la pesante
lampada in ottone e con il piede di questa colp lo stinco di Benny.
Benny stramazz davanti alla finestra, tenendosi la gamba con le mani e urlando per il dolore.
Idiota! gli url. Maledetto, stupido idiota!.
Marc afferr la pistola che era scivolata ai suoi piedi. Perch? gli url con lo stesso tono.
Perch vuoi sacrificarti?.
Ma ancora non lo capisci?. Benny dondolava come un autistico avanti e indietro con il busto.
Si premette gli occhi pieni di lacrime, url nei pugni chiusi. Poi finalmente tutto divenne chiaro:
Ce l'hai anche tu.
Cosa?.
Benny lo ripet. Scand le parole una a una, mentre un filo di saliva gli colava dal mento non
rasato, scendendo fino all'altezza del busto.
 ovvio.
Ce l'ho anch'io.
71.
Marc guard la terrazza osservando la sua immagine riflessa nel vetro della finestra, dietro la
quale danzavano i fiocchi di neve. Ora che lo sapeva, non sembrava difficile da capire: gli occhi
gialli e infossati, la stanchezza, i dolori sempre pi insopportabili alla testa e alle articolazioni, il
prurito. Tutti i sintomi della cirrosi.
Davanti a lui Benny stava cercando di tirarsi su sulla sedia.
Il tuo fegato  andato sbuff. Non sei messo male come tuo figlio. A lui mancano i vasi
epatici sin da ora. A te resta ancora del tempo, ma non molto, Marc. Capisci?.
No, non capiva. Il suo cervello registrava tutti i fatti, ma la sua ragione si rifiutava di elaborarli.
Vuoi sacrificarti? chiese ancora attonito.
Non abbiamo altra scelta!.
Benny era riuscito a sistemarsi sulla sedia e ora si aggrappava ancora sconvolto allo schienale.
I
danni al fegato di vostro figlio erano stati diagnosticati molto prima dell'incidente. Da
un'ecografia,
durante una serie di esami di routine alla clinica Senner spieg rabbioso. Constantin era
sconvolto. Ma non lo disse n a te n a Sandra: prima voleva trovare un donatore.
Tu!.
Inizialmente aveva controllato nella banca dati ufficiale e messo il piccolo in lista d'attesa. Ma
che probabilit ci sono che muoia un neonato, e per di pi con lo stesso gruppo sanguigno?.
Zero.
Allora ha cercato fra i parenti che potessero fungere da donatori.
Marc annuiva. Sebbene tutto in lui si rifiutasse, la sua ragione cominciava lentamente a trovare
la
strada per costringerlo a capire. Per questo allora Constantin lo aveva invitato a sottoporsi a
quel
controllo medico completo, tre settimane prima dell'incidente. La sua stanchezza, la sonnolenza
e i
dolori alle giunture  Constantin aveva gi un motivo per sospettare la ragione di quello stato,
ma lo
aveva taciuto.
Nostro padre ti ha lasciato in eredit un fegato malato, e tu lo hai trasmesso a tuo figlio. Io
sono
l'unico parente a cui non  stato passato il calice. Benny rise. Che ironia del destino che la
catena
si sia spezzata proprio con me, vero?.
Mentre Benny gli parlava quasi incantato, Marc ricord le parole misteriose dell'infermiera di
Benny, Leana Schmidt, che ora trovavano un senso.
... ma il comportamento di Benny  cambiato improvvisamente, il giorno dopo aver fatto una
risonanza magnetica... Normalmente effettuiamo le radioscopie al cervello in cerca di
anomalie,
ma a Benny  stata fatta la scansione della parte inferiore del corpo... Ho verificato le
lastre... 
assolutamente sano.
Vuoi morire per me? chiese Marc, e la domanda stessa suon impensabile.
Benny si spinse sulla sedia. Per te e per il bambino. Questo  il piano che Constantin vi ha
esposto il giorno dell'incidente, alla villa.
E di cui io non mi dovevo ricordare.
Davvero non esiste un altro donatore possibile? chiese Marc perplesso.
Benny lo guard tristemente. No. N per via legale, n illegale. Ho cercato dappertutto.
Ecco a cosa ti serviva quel denaro.  Questo pensiero si illumin nella testa di Marc.
Novantamila
euro. Benny si era fatto dare i soldi da Valka per trovare un organo illegale. Per salvare la vita a
Marc e a suo figlio. Ma non aveva funzionato.
Marc, guardami. Benny si colp ritmicamente il ventre con il pugno. Il mio fegato  sano e 
al contrario di Sandra  ho un gruppo sanguigno compatibile. Una cosa del genere non la
troveresti
abbastanza velocemente. Capisci che significa?.
Annu. Suo fratello era il donatore ideale. Per questo da un giorno all'altro aveva modificato il
suo stile di vita, facendo sport e nutrendosi in modo sano. Tutto in preparazione dell'espianto. E
per
questo Valka lo aveva lasciato libero. Benny doveva avergli raccontato tutto all'ultimo minuto.
Probabilmente solo quando Eddy lo aveva trascinato fuori dall'auto e picchiato nel giardino
della
villa di Constantin. Valka aveva rinunciato a ucciderlo quando aveva saputo che Benny sarebbe
comunque morto. Perch sporcarsi le mani se la vittima si sacrifica volontariamente?
Sandra ti ama aggiunse Benny sottovoce. E anche Constantin. Hanno fatto tutto questo per
non perdere ogni cosa, te e il piccolo. Perci ti prego, ti prego, ora restituiscimi quella pistola
lo
supplic. Lascia che io porti a termine il mio compito.
Marc arretr di un passo. Anche se il ricordo dell'incontro alla villa di Constantin non era
ancora
divenuto nitido, ora sapeva bene per cosa avevano litigato in auto, dopo quella visita.
Ma lo capisci o no che non abbiamo altra scelta?.
Sandra, accecata dalla disperazione, aveva accettato il piano omicida che avrebbe salvato suo
figlio e suo marito. Marc era stato da subito contrario protestando durante il viaggio di ritorno, e
se
non fosse stato per l'incidente, avrebbe impedito nuovamente il suicidio di suo fratello.
Ma perch avete reso tutto tanto complicato? chiese esausto.
Come ti ha gi detto Sandra: abbiamo perso il controllo della faccenda. Da un lato Constantin
voleva mantenere la tua amnesia in modo che tu non impedissi la mia morte. Dall'altro lato,
per,
doveva prepararti per l'intervento. Per questo motivo dovevi cambiare cos spesso la
medicazione.
Ma perch non mi ha semplicemente tenuto sotto sedativi o sequestrato?.
Constantin?. Benny si raddrizz sulla sedia. Tuo suocero  un uomo senza scrupoli, ma non

un criminale, anzi. Voleva salvarti, e all'inizio aveva pensato che sarebbe stata sufficiente una
sola
bugia. Perci ti rinchiuse in una sorta di prigione mentale dalla quale saresti potuto fuggire
molto
pi difficilmente che da una prigionia fisica, capisci? Inoltre non poteva semplicemente farti
sparire, visto che dovevi rivedere la tua deposizione per il mio rilascio. Diversamente non sarei
mai
uscito dal manicomio. Benny toss. Naturalmente tutto ci  sfuggito dalle mani e, quando 
apparsa Emma, il caos  stato completo. La fuga della pazza non era parte del copione. Nessuno
l'aveva previsto. Come nessuno aveva previsto che avresti cercato aiuto proprio da me.
Maledizione, Marc, volevo usare le ultime ore della mia vita per accomiatarmi e all'improvviso
mi
sono ritrovato te, Valka e quella paranoica alle costole. La sua voce divenne debole. A un
certo
punto Sandra non voleva pi andare avanti e aveva pregato Constantin di interrompere tutto e
informarti. Ma lui non ragionava pi. Alla fine erano entrambi sconvolti dal panico e dalla
paura.
Benny deglut. Paura per te e per il piccolo. Capisci ora?.
S. Purtroppo.
Lo avevano traumatizzato, ma non per ucciderlo: tutto era stato fatto per proteggerlo. Aveva
dovuto dimenticare per vivere.
E ora? chiese Marc ormai alla fine di ogni rimasuglio di forza fisica e psichica. Esattamente
come si dovrebbe procedere?.
72.
Benny rise malinconico e lanci una rapida occhiata al proprio orologio.
Il fegato  l'unico organo umano che pu essere diviso disse dopo una breve pausa. Tuo
figlio avr la parte sinistra e tu quella pi grande, mi ha spiegato Constantin. Funzioner, ma
bisogna fare presto! Quindi ti prego....
Allung la mano verso l'arma. Su, vieni qui. In fondo ho gi cercato di farlo. Almeno il mio
suicidio avrebbe un senso.
Non posso permetterlo.
 tutto pronto. Tuo figlio attende nella sala operatoria. Se io non muoio, lui non potr vivere.
E
neppure tu.
Pu essere rispose Marc, e poi cit un uomo anziano che aveva conosciuto solo poche ore
prima. L'unico che con lui era stato sempre onesto.
Una cosa sbagliata non pu mai essere giusta.
Benny lo fiss sbalordito. Uno muore, due vivono. Cosa c' di sbagliato?.
La morte non regge paragoni matematici! grid Marc.
Benny rivolse gli occhi verso l'alto. Ma allora non capisci, vero? Vuoi una ragione? Bene,
guarda. Te ne regalo una.
Benny si tir indietro i capelli sudati e sporchi di sangue. Ti ricordi ancora quel giorno di
maggio?.
L'aggressione. L' aborto di Sandra.
La domanda lacer Marc fino al midollo. Cosa vorresti dire?.
Sono stato io.
Cosa?.
Avevo spifferato a Valka che dal padre di Sandra c'era della merce da rubare.
No.
S. Giuro che non volevo che venissero. Avevo solo criticato il fatto che un riccone potesse
essere cos stupido da non mettere la propria casa in sicurezza. Sandra mi aveva raccontato, in
uno
dei nostri incontri, della faccenda delle chiavi nella rimessa delle barche, nel caso avessi avuto
bisogno di un nascondiglio e in casa non ci fosse stato nessuno.
Gli occhi di Benny erano velati dalle lacrime.
Cazzo, ha perso il bambino solo perch voleva aiutarmi. Il vostro bambino. Ci ho provato, ma
non potevo pi vivere con questa colpa. Per questo mi ero tagliato le vene.
Per un attimo Marc non sent pi il pavimento sotto ai piedi. Per due volte aveva sventato il
tentativo di suicidio di un uomo che si rivelava colpevole della morte del suo primo figlio. Fu
investito da un'ondata di dolore e rabbia.
Allora Haberland ha torto? Pu una cosa sbagliata essere giusta?
Pens al suo lavoro con i ragazzi, a Julia che aveva salvato con un trucchetto psicologico solo
per rispedirla al suo inferno, e cap che il principio secondo il quale aveva sempre condotto la
sua
vita veniva applicato persino alla pi spaventosa delle situazioni.
Il fine giustifica dunque tutti i mezzi?
Avevo confessato subito a Sandra la mia colpa continu Benny. Ma lei ha preferito tenerlo
nascosto, soprattutto a te deglut. Tu non saresti mai dovuto venire a conoscenza delle vere
cause
dei suoi dubbi. Inoltre sapeva che il mio dolore sarebbe stato la punizione peggiore.
A volte una tragedia ha la forza incredibile di unire ancora di-pi le persone che si amano.
Marc ricord le parole del suocero.
Ecco perch Sandra aveva chiesto subito di lui, dopo l'aborto. E perch sia lei che Constantin
avevano accettato cos prontamente l'offerta del sacrificio di Benny.
Per favore, dammi la possibilit di riparare. Per te, per il bambino. Per Sandra.
Le labbra di Marc tremavano, mentre rifletteva sulle conseguenze della decisione che stava per
prendere.
Se avesse salvato Benny dal suicidio, avrebbe rischiato la propria vita e determinato con
certezza
la morte di suo figlio.
Prese la pistola, controll la sicura e spinse indietro il calcio per armare un nuovo proiettile.
Aveva deciso. Benny strinse i denti, e ignorando il dolore bruciante appoggi la gamba ferita.
Poi
balz in avanti per prendere a Marc la pistola. Ma questi scart a destra, verso la finestra della
terrazza. Quasi non riusc ad afferrare la maniglia perch Benny lo teneva per la manica della
giacca. Arrancando spalanc la porta e lanci fuori dalla balaustra l'arma, che disegn un ampio
arco mentre Benny gli si aggrappava alle spalle.
Caddero a terra e per un momento si fissarono: increduli, sfiniti, feriti.
Marc cerc di allontanarsi, ma non vi riusc. Era pervaso da un sentimento mai provato prima
che lo divideva in due. Un misto fra il bisogno di vendetta paterno e l'amore fraterno. Infine
guard
Benny nei profondi occhi scuri e pieni di lacrime senza sapere cosa dire. Ma non ebbe nessuna
possibilit di pensarci, perch questa volta non era preparato. Tutto accadde troppo
velocemente.
Benny lo colp in viso con il gomito, balz in piedi e zoppic fino alla porta spalancata.
Trascinandosi dietro la gamba ferita e gemendo per il dolore arriv sulle piastrelle scivolose
della
terrazza. E tuttavia Marc non ebbe la possibilit di prenderlo. Suo fratello, che si stava
preparando
al salto dalla balaustra, era ormai irraggiungibilmente lontano da lui.
73.
Era inevitabile. Benny afferr la ringhiera come un ostacolista esausto, la gamba destra davanti.
Alz le braccia, come per salutare lo spoglio salice piangente nel parco, la cui chioma
sovrastava di
metri l'edificio della clinica. Spinse avanti il petto, inarc la schiena e per un attimo rimase a
guardare nel vuoto, come un paracadutista poco prima che il paracadute si apra. Poi il suo piede
sinistro si blocc sulla ringhiera.
I rami ghiacciati e spogli tremavano. Mentre saltava, sembrava che Benny volesse rigirarsi, con
il braccio destro arrancava indietro e questo conferm l'impressione di Marc: non era stato
involontario. Benny aveva frenato all'ultimo minuto il salto, voleva evitare la caduta e
aggrapparsi
alla ringhiera.
Ma perch?
Quando Marc usc dall'ufficio vacillando nel nevischio, davanti ai suoi occhi balenavano delle
luci.
La mano di Benny era scivolata dall'angolo ma era riuscito ad afferrare un ramo. Ora era
appeso
con un braccio dietro la protezione, le sue gambe penzolavano nel vuoto. Cerc di trovare un
appiglio anche con l'altro braccio, ma i sostegni di metallo erano cos ghiacciati che le sue mani
continuavano a scivolare.
Vuole tirarsi di nuovo su. Ha cambiato idea.
Marc si affrett ad aiutarlo e slitt un poco quando avanz con le suole di gomma. Intanto le
dita
di Benny erano scivolate del tutto dai rami e si aggrappava ora con entrambe le mani a un sottile
muretto ornamentale.
Quando finalmente Marc lo raggiunse, era aggrappato solo con la parte finale delle dita.
Marc si pieg sulla ringhiera, guard perpendicolarmente di sotto e cap perch Benny nel
mezzo
del salto aveva cambiato idea.
Era troppo alto.
Aveva scelto la parte sbagliata per saltare.
Morte cerebrale, ma il cuore deve continuare a battere. Fa' come ti ho mostrato.
Gi dal terzo piano era difficile dire se gli organi potessero reggere l'impatto senza danni. Ma
da
qui era molto pi alto, perch Constantin aveva fatto scavare un'enorme buca davanti alla
facciata
orientale. Per una struttura, forse un garage sotterraneo o una piscina per i pazienti. Da quass
non
si capiva bene, ma era chiaro l'effetto che un salto da questa altezza avrebbe prodotto.
Benny si sarebbe sfracellato l sotto.
Per prima cosa le fondamenta dello scavo erano coperte di sbarre di acciaio. Nessun cespuglio,
nessuna radura erbosa, niente terra. Non c'era nulla l sotto che potesse attutire l'impatto.
Merda sbuff Benny. Rimaneva immobile per non scivolare ulteriormente. Le sue dita gelate
erano esangui, ormai non poteva pi reggersi.
Ti aiuto disse Marc. Da dove si trovava non poteva tirarlo su. Sal sulla ringhiera e cerc di
restare in equilibrio sul piccolo muretto sporgente a cui Benny si teneva. Le suole di gomma
scivolavano sulla pietra bagnata.
Okay disse afferrando le braccia di suo fratello.
Con l'altra mano si teneva stretto ai rami.
Ti tengo ment. Era stanco, debole e tutto il suo corpo era dolorante. Marc poteva sostenere a
malapena se stesso, men che meno poteva tirare su suo fratello e issarlo sulla balaustra.
Cazzo, sono sfigato persino nella morte! inve Benny. Marc gli lanci un sorriso doloroso e
ment di nuovo. Ti ho preso!.
Lasciami andare.
Col cavolo!.
Lasciami o precipitiamo tutti e due!.
Le dita di Marc scivolarono sul tessuto liscio della giacca a vento bagnata, ma poi riusc ad
afferrarla di nuovo. Per ora.
Guardava sotto in cerca di aiuto, ma i dintorni della clinica sembravano morti con quel tempo.
Un'ambulanza con una croce rossa sul tetto bianco parcheggi inutilmente a cinquanta metri di
distanza.
Mi dispiace sent Benny dire, mentre continuava a fissare il tetto dell'ambulanza. Un
insensato, stupido e inadeguato pensiero esplose nella testa di Marc e scoppi a ridere.
Cross!.
Cosa? chiese Benny.
Radio-oracolo. Il cantante si chiama Christopher Cross.
Benny guard verso l'alto e rise debolmente. Improvvisamente non sembrava pi un uomo
appeso per un pelo che lotta per la vita. Sebbene il suo intero corpo fosse teso in un unico
spasmodico sforzo, sembrava calmo. Era finita.
Lasciami lo preg per l'ultima volta.
All right.
Marc annu.
Poi raccolse tutte le sue forze e afferr suo fratello con entrambe le braccia, anche se in questo
modo lui stesso non aveva pi un sostegno. Ma gli bastavano solo pochi centimetri per tirare su
Benny almeno un po'. Non riusc tanto come avrebbe voluto, ma di pi non poteva. Non aveva
pi
forza ormai.
Non era l'ideale e rimaneva ancora un rischio. Ma negli ultimi minuti una voce dentro di lui gli
diceva che avrebbe funzionato, cos scese dal muretto e si lanci nel vuoto insieme a Benny.
74.
Oggi
Il fuoco nel camino non aveva perso il suo incanto magnetico. Durante il racconto di Haberland,
Marc non era riuscito a distogliere lo sguardo, e le fiamme sembravano ora persino pi
luminose
che all'inizio della storia.
All'inizio aveva continuato a puntare la pistola verso la poltrona del vecchio che non era per
nulla impressionato. Poi, quando la narrazione era divenuta sempre pi incalzante, aveva
appoggiato la pistola sul divano e se ne era dimenticato. Ora che Haberland aveva terminato e
lo
fissava con sguardo pieno di aspettativa si sentiva sollevato e contemporaneamente pieno di
paure.
Allora  andata in questo modo.  successo davvero cos.
Haberland era stato talmente fluido nel raccontare che i ricordi erano rotolati davanti ai suoi
occhi come un film.
Posso avere un sorso d'acqua per favore? chiese Marc con la gola secca. Dovevano essere
trascorse ore da quando aveva bevuto l'ultima volta. La sua bocca era ruvida e asciutta.
Stranamente molte altre sensazioni negative erano passate in secondo piano. La sua spalla
slogata,
le costole fratturate e i denti mancanti nella sua bocca mandavano ancora solo segnali attutiti al
suo
centro del dolore.
Haberland fece finta di non aver sentito la domanda di Marc. Quindi  d'accordo con me che
ha
vissuto tutto questo?.
Marc annu goffamente.
Che cosa l'aveva indotta allora a credere di aver perso la ragione?.
Haberland si pieg verso di lui interessato.
Me lo dica, la supplico. Cosa mi sta succedendo?.
Marc guard davanti a lui, verso le fiamme del camino alte e brillanti, e poi verso la finestra:
era
ancora buio come al suo arrivo.
Come fa a sapere tutto quello che  accaduto? chiese con una voce bassa e quasi assente, e si
ricord una delle prime frasi che Haberland aveva pronunciato quella notte, al suo arrivo.
Mi dispiace,  arrivato troppo tardi. Non posso fare pi nulla per lei.
Per caso era anche lei solo un attore assoldato da Constantin?.
No rise Haberland bonariamente. Proprio al contrario. Oltre a Emma, ero l'unico che non
sapeva nulla. Benny l'ha portata qui solo per farmi controllare le sue ferite. Inoltre voleva avere
il
tempo per dirmi addio.
Estrasse un grosso rotolo di banconote dalla tasca interna della sua giacca e lo mostr
brevemente a Marc, prima di riporlo nuovamente.
Credo che Benny non abbia gradito molto quando mi sono accorto che non c'era nessuna
scheggia nella sua nuca. Haberland rise ancora pi apertamente. Non ha notato come era
nervoso
dopo la nostra passeggiata al lago, mentre tornavate indietro? Suo fratello temeva che in questo
modo avrei potuto inavvertitamente risvegliare la sua memoria. Ma non ero al corrente della
messinscena.
Marc si volt, poi scosse dubbioso la testa. Per la prima volta sent nella stanza l'odore di
disinfettante. Non le credo. Se davvero non ha nulla a che fare con questa storia, come mai
conosce tutti i dettagli di ci che ho vissuto nelle ultime ore?.
Ore? chiese il dottore.
Guard il piccolo orologio digitale sulla scrivania.
11.04. Esattamente la stessa ora in cui erano venuti a trovarlo ieri mattina.
Marc lo guard disorientato. Ma  rotto? chiese fissando l'orologio. Haberland scosse la
testa.
Ma... non pu essere, ...
Cerc invano di alzarsi dai morbidi cuscini del divano. Le sue braccia erano addormentate, il
sangue sembrava non scorrergli pi nelle vene. Si volt verso la porta.
Come ho fatto ad arrivare qui? E come.... Fiss il suo braccio abbandonato, che ormai non
poteva pi muovere volutamente. ...come ho potuto sopravvivere al salto?.
Da dieci metri di altezza? Su piattaforme di acciaio? Senza cure mediche?
Haberland rideva bonariamente. Ora si sta finalmente ponendo le domande giuste. Vede, come
le avevo detto, arriver da solo alle risposte.
Le  mai capitato di ascoltare una storia e poi desiderare di non averne mai udito la fine?.
Improvvisamente Marc ebbe la sensazione di doversi togliere delle ragnatele immaginarie sulla
pelle. Fili polverosi che ricoprivano non solo il suo corpo ma anche la sua mente, nascondendo
la
verit che invece voleva con insistenza venire a galla. La verit che si condensava in un'unica
domanda: Esisto?.
Haberland rise nuovamente e si prese le mani. Poi, poco dopo che il ceppo nel camino era
crollato su se stesso frammentandosi in scintille incandescenti, disse: S, su questo non ci sono
dubbi. Sulle vicende di Benny ho dovuto un po' improvvisare. L'ho ricostruito dai discorsi che
suo
fratello ha fatto con lei nelle ultime ore, e qui qualcosa di falso potrebbe esserci. Ma per il resto,
quello che le ho raccontato le  accaduto veramente. Lei esiste.
Fece una pausa e aggiunse piano: Ma io no.
Un freddo gelido invase la stanza, come ieri quando Benny era andato in veranda per fumare.
Il ricordo di suo fratello vel di lacrime i suoi occhi.
Lei lo sa a cosa si pensa poco prima di morire? chiese Haberland, e si strofin le cicatrici sui
polsi.
Marc annu: Davanti agli occhi morenti passa la nostra vita intera, o almeno delle parti di essa.
Esperienze che hanno impressionato a lungo termine la mente del moribondo. Un esame
superato, il
matrimonio, la nascita di un figlio, ma anche esperienze negative....
Si arrest.
Come un incidente?
Ovviamente fino a oggi nessuno ha superato quella soglia e poi  tornato, ma molte persone
sopravvissute, dopo essere state rianimate sostengono che nella loro esperienza di vicinanza alla
morte hanno parlato con coloro che erano stati importanti nella loro vita aggiunse Haberland.
Come Sandra, Constantin, Benny e...
Il professore annuiva consapevolmente, come se potesse leggere i pensieri di Marc. I
ricercatori
hanno scoperto che questi ultimi istanti e la luce abbagliante verso cui pare che ci si diriga non
siano altro che un disturbo biochimico del nostro cervello morente.
Il fuoco divamp alto, ancora pi di prima, durante il racconto. A Marc bruciavano gli occhi.
Intorno a lui tutto si faceva pi luminoso e indefinito.
Chi  lei?.
Io sono solamente un ricordo.
Il professore si alz dalla poltrona e improvvisamente Marc non sent pi i pesi di piombo che
lo
avevano tenuto ancorato al divano. Riusc ad alzarsi senza fatica.
Vieni, Tarzan. Haberland prese la vecchia giacca di lana pesante dal servo muto e si chin
verso il cane. L'animale stanco alz il muso, si stiracchi e scivol fuori dal suo cesto di vimini.
Marc guard prima il fuoco e poi il dottore che accarezzava la testa del suo cane.
Allora  stato tutto inutile? Tutto quel dolore sprecato?.
Haberland lo fiss.
Avrei dovuto lasciare cadere Benny, forse?
Non lo so. Non posso vedere nel futuro. Nessuno pu farlo. Posso solo dirle ci che nei suoi
ricordi  vero.
Marc sapeva che il film era alla fine. L'ultimo nastro della bobina girava a vuoto.
Ma lei sa quello che penso.
Una cosa sbagliata non pu mai essere giusta.
Le tavole del pavimento scricchiolarono sommessamente mentre Haberland ciabatt a piccoli
passi verso la porta della veranda, con il vecchio cane al guinzaglio. Da dietro sembravano
stanchi e
felici.
Fuori stava schiarendo e Marc ebbe a un tratto l'impressione di percepire pi intensamente il
fumo del camino. Ma anche questa poteva essere un'allucinazione. Un altro disturbo
biochimico del
suo cervello, come l'immagine del professore che con la maniglia della porta in mano si voltava
ancora una volta verso di lui.
Venga disse. Facciamo due passi.
BERLINO, ATTUALIT
Il fine e i mezzi
Alla clinica Senner, a Charlottenburg, oggi sono stati staccati
i macchinari che tenevano in vita un uomo il cui destino nelle
ultime settimane ha destato grande partecipazione popolare.
Marc Lucas si era buttato insieme al fratello Benjamin, per
motivi non ancora chiariti, dal tetto della clinica in cui dopo
dieci giorni di coma clinico  deceduto. L'uomo aveva riportato
gravi lesioni interne che lo hanno portato alla morte, accertata
alle 11.04 di oggi. Sembra un cinico scherzo del destino che la
morte di Marc abbia potuto salvare la vita a due persone. Se Lucas
non fosse caduto prima al suolo non avrebbe potuto attutire
l'impatto del corpo del fratello, che pur riportando numerose
fratture  sopravvissuto senza menomazioni. Questo ha permesso la
donazione di una parte del fegato di Benjamin Lucas, la cui parte
sinistra ha potuto essere impiantata a un neonato. Quest'ultimo 
proprio il figlio dell'uomo deceduto, che solo pochi minuti dopo
la caduta del padre  venuto alla luce con una grave malformazione
al fegato.
Il pubblico ministero sta indagando ora sulle misteriose
circostanze di questo caso. Molto fa pensare che si sia trattato
dell'utilizzo di un suicidio per una donazione di organi illegale,
in particolare perch si tratta della clinica di Constantin
Senner, il padre di Sandra Senner, moglie del morto. La sala
operatoria per il trapianto era gi stata preparata e cos pure un
team di medici per la difficile operazione al neonato, nonch il
piccolo era in lista di attesa per la donazione da settimane.
A questo si aggiunge il dubbio ohe un secondo team medico fosse
pronto per Marc Lucas; pare che anche lui necessitasse di un
trapianto di fegato. Questa, perlomeno,  la teoria del magistrato
riguardo al tentato suicidio di Benny Lucas, che non avrebbe
potuto sopravvivere donando entrambe le parti del fegato. Ma se
fosse vero che voleva salvare il fratello e il nascituro con la
propria morte, per quale motivo  saltato nel vuoto con Marc?
Una parte del team del magistrato dubita che potr essere
incriminato.
La ricostruzione delle prove in un simile dramma familiare 
sempre molto difficile. A Constantin Senner potrebbe sicuramente
essere ritirata l'abilitazione per comportamento non etico, ma il
chirurgo aveva comunque in programma di vendere la clinica e non
praticare pi a causa di problemi economici.
Ci si chiede altres se le vere motivazioni verranno mai
chiarite. La maggior parte delle informazioni  andata persa per
sempre con la morte di Marc Lucas, e il fratello si appella al
diritto di non parlare da quando  stato rilasciato dal reparto di
terapia intensiva. Almeno pare che il trapianto di fegato, che in
Germania  permesso tra parenti con la donazione di una sola parte
dell'organo, sia andato bene. Sandra Lucas, al contrario, ha
subito gi una pesante punizione, se anche dovesse avere qualche
colpa. Ha perso il marito e fino a oggi non  possibile affermare
con certezza se il lobo sinistro del fegato del cognato verr
accettato dall'organismo del figlio oppure rigettato. Le
condizioni del neonato appaiono per ora buone, ma una prognosi
definitiva sarebbe prematura.
Ken Sukowsky
Inizio del processo contro il boss dei buttafuori
Berlino  Inizia oggi il processo dello Stato contro Eduard
Valka, il capo della malavita organizzata dei buttafuori di
Berlino. Viene accusato, oltre che di vari altri crimini, di aver
assassinato una minorenne di origine bulgara, Magda H., costretta
alla prostituzione. Inoltre  accusato di essere il mandante del
tentato omicidio di un giornalista di questo giornale, che aveva
fatto ricerche e denunciato i traffici criminali di Valka. A causa
delle prove schiaccianti del magistrato, verr giudicato con un
processo breve.
Molti anni dopo
La luce cadeva da una strana angolazione dalle finestre rinforzate, le cui inferriate lanciavano
una lunga ombra a graticola sul pavimento. Sebbene la camera della paziente venisse pulita e
arieggiata regolarmente, piccole particelle di polvere volteggiavano nell'aria e conferivano la
forma
di un riflettore al cono che i raggi del sole creavano.
Non pu parlare disse asciutto il primario, mentre tra i suoi denti sottili brill per un attimo
l'ombra di un confetto alla menta. Un misero tentativo di nascondere l'odore di nicotina del suo
alito.
Da quanto tempo? chiese Marc Lucas e appoggi ai piedi di quel letto lo scomodo tubo che
aveva dovuto trascinare da solo per quel lungo viaggio fino l.
Da un'eternit.
Il medico si spost di lato e controll la fleboelisi con cui la signora veniva nutrita. Il
contenitore
di plastica era ancora colmo.
Quando  stata trasferita da noi, non lavoravo ancora qui, ma secondo la cartella clinica la sua
psicosi era gi molto grave.
Mmh grugn Marc, poi le prese la mano che giaceva sulle coperte rinforzate. Era ruvida e
pesante.
Chi l'ha portata qui? chiese al medico.
Allora era stata la madre. Secondo me la legge per la tutela dei disabili avrebbe dovuto
ordinarne il ricovero gi tempo prima. Quella povera donna era sopraffatta dalla situazione. Il
primo
errore che fece fu di portarla alla clinica Bleibtreu, conosce quella vecchia storia?.
Marc fece finta di sentirla per la prima volta.
No? I giornali ne avevano parlato molto. Comunque, in ogni caso le sue turbe paranoiche
erano
peggiorate fino a diventare anche schizofreniche. All'inizio era convinta di essere una
traduttrice,
sebbene in realt non conoscesse nessuna lingua straniera. Poi un giorno aveva creduto di essere
parte di un esperimento segreto sull'amnesia, che in effetti veniva davvero condotto nella
clinica di
Bleibtreu, ma solo su volontari. Ma dopo aver colto per caso un colloquio fra due dottori era
giunta
alle conclusioni sbagliate. Si era sentita minacciata ed era scappata. Per fortuna l'avevano
ritrovata
e la madre alla fine aveva deciso di ricoverarla in un posto pi serio e sicuro.
Il primario succhiava con gusto la mentina fra i molari. Evidentemente gli piaceva l'idea che
allora la sua casa di cura fosse stata preferita a una clinica privata.
Non possiamo guarirla, ma almeno ora sa che non  una traduttrice e che nessuno vuole farle
del male, vero signora Ludwig?. Il medico accarezz goffamente le coperte all'altezza della
tibia.
L'anziana paziente sembrava non rendersi conto di ci che accadeva intorno a lei. Dormiva a
occhi aperti, respirando solo attraverso la bocca.
Sembra molto esile. Quasi consumata.
Molto diversa da come l'aveva immaginata.
Senta, caro collega il medico si schiar la voce. Non voglio intromettermi ma non posso
immaginare come potrebbe arrivare a lei.  molto diffidente nei confronti degli estranei.
In realt non sono un estraneo rispose Marc e apr il coperchio del tubo di cartone. Pu
sentirmi?.
Si volt verso la donna, mentre rovesciava il tubo per estrarne cautamente il contenuto.
Nessuna reazione.
E questo cosa dovrebbe essere? chiese il dottore dopo che Marc aveva terminato i preparativi.
And di fronte alla parete e allung la mano verso la tela che il giovane visitatore aveva appeso
provvisoriamente.
Un'eredit rispose Marc e da quel momento si concentr sulla paziente.
Lo guardi.
Si fece da parte, in modo che lo sguardo vuoto della donna potesse cadere di fronte al letto. Le
ho portato qualcosa.
La casa di Haberland? lesse il medico nella minuscola scritta sotto al quadro. Si volt. Io
riesco a vedere soltanto una distesa bianca.
Marc Lucas non gli diede retta. Ora si trovava alla testa del letto, di fianco all'anziana donna,
che
nonostante la sua grave malattia psichica non aveva perso l'aria dolce nell'espressione del suo
viso.
Mio zio Benny mi ha detto che le era piaciuto molto sussurr piano in modo tale che il
medico
non potesse sentire. Lei era stata l'unica che ne aveva capito il significato, quando quella volta
era
entrata nel suo appartamento e l'aveva notato. Poi Benny l'ha portata l  alla casa nel bosco.
Riesce a ricordare?.
Nessun cambiamento. Ancora nessuna reazione.
Lo vede, mio giovane amico!. Il medico sembrava quasi trionfante. Non consente a nessuno
di entrare in contatto con lei.
Marc Lucas annu con aria assente.
Lo lascio qui per lei gli sussurr all'orecchio. E io torner. Il prossimo fine settimana.
Magari avr voglia di parlare con me di mio padre.
Dell'uomo che mi ha regalato la vita, in tutti i sensi.
Io credo che lei lo abbia aiutato molto, allora.
Marc continuava a sussurrare, sebbene il volto di Emma non mostrasse il minimo segno di
comprensione. Almeno lei lo ha conosciuto meglio di me.
Le accarezz i capelli sulla fronte e si fece da parte. Lo spirito di Emma Ludwig non sembrava
essere affatto nella stessa stanza in cui si trovavano. I lineamenti del suo viso restavano fissi e
privi di espressione, mentre fissava inerte la tela grezza, enorme e bianca.
Non reag neppure quando lui le strinse la mano per salutarla; non lo segu con lo sguardo
mentre veniva accompagnato fuori dal medico.
I suoi occhi non brillarono neppure quando, molto pi tardi, liberarono una prima, delicata lacrima.
...
Imparare a ricordare.
Siamo un gruppo di sostegno e cerchiamo persone che abbiano preso
parte a esperimenti psichiatrici di amnesia.  possibile che anche
voi siate stati pazienti e ora non riusciate pi a ricordare: gli
esperimenti cui vi hanno sottoposto. Se avete anche il minimo
dubbio riguardo i vostri ricordi vi preghiamo di visitare il nostro sito di sostegno su Internet:
www.mtgroup-international.eu
Qui potrete verificare se abbiate mai fatto parte di un esperimento sull'amnesia.
Grazie.
...
FINE.
...
.
...
Nota dell'Autore.
.
L'idea alla base di Schegge.
Prima che cominciassi a lavorare a Schegge, nella mia vita vi erano molte cose che avrei
preferito dimenticare. Per esempio di quella volta che assonnato e in preda alla discronia da
fuso orario, mi sono smarrito nella camera d'albergo durante un soggiorno negli Stati Uniti. Volevo
andare in bagno e all'improvviso mi ritrovai nel corridoio. Ovviamente la porta si era chiusa e
la chiave era rimasta sul comodino, e dovete sapere che io non sono quello che si dice un amante
dei pigiami: di solito indosso una maglietta corta. E sottolineo corta.
Dopo un viaggio nell'ascensore pieno zeppo, gli sguardi indignati delle signore alla reception e
il ghigno dell'impiegato dell'albergo mentre riaccompagnava il tedesco mezzo nudo in camera,
avrei ingoiato subito una pastiglia per l'amnesia pur di cancellare i ricordi di quell'esperienza
imbarazzante.
Ma parlo di allora. Di prima che cominciassi a scrivere Schegge approfondendo all'argomento.
Mano sul cuore. Se esistesse, prendereste una pillola contro le pene d'amore?
Fareste un'iniezione dopo esperienze particolarmente imbarazzanti o, peggio ancora, tragiche?
Forse ora crederete che la questione, e quindi tutto il tema trattato da Schegge, appartenga alla
fantascienza, ma non  cos. I ricercatori (e purtroppo anche persone meno raccomandabili)
dispongono gi da molto tempo di sostanze che possono eliminare i nostri ricordi dalla memoria
a breve termine (e non si parla soltanto di un vuoto di memoria dovuto a un massiccio consumo
di alcol): per esempio il Flunitrazepam, che ha acquisito la triste fama di farmaco dello stupro.
Combinato con altre sostanze fa in modo che la vittima di una violenza non si ricordi pi della
terribile esperienza.
Neppure la ricerca di sostanze che possano cancellare la memoria a lungo termine  ferma.
Biologi di New York e Rehovot, in Israele, hanno trovato un agente che blocca un'importante
proteina dei tessuti nervosi se viene iniettato nella corteccia cerebrale. Tuttavia in questo caso
viene provocata un'amnesia totale.
Mark Bear del Massachusetts Institute of Technology si occupa di una ricerca ancora pi
accurata: vuole cancellare soltanto i brutti ricordi, senza intervenire su quelli piacevoli. Non
sarebbe bello? chiede Bear in un articolo che riguarda lo stato attuale della ricerca intitolato La
lingua del cervello,  scritto da Jrg Blech e pubblicato nel numero 14 dello Spiegel del 31 marzo 2008.
.
Bear parte dal concetto che le esperienze traumatiche si imprimano nei tessuti nervosi pi in
profondit rispetto a quelle positive, quindi  alla ricerca di un agente farmacologico che si
concentri soltanto su queste incisioni profonde.
Da parte mia mi trovo nella fortunata situazione di non aver vissuto finora delle esperienze
fortemente traumatiche come Marc Lucas nel romanzo che tenete in mano in questo momento.
Per
questo non voglio arrogarmi il diritto di esprimere giudizi sulle persone che nella loro
disperazione
desiderano ardentemente che gli venga indotta un'amnesia. Eppure a mano a mano che scrivevo
Schegge mi sono reso sempre pi conto che non avrei voluto abbandonare neanche uno dei
miei
ricordi. N del giorno in cui mi arriv la notizia che il mio primo libro sarebbe stato pubblicato,
n
della notte in cui mor mia madre. Credo che l'uomo sia la somma dei suoi ricordi, e se esiste
un
motivo per cui ci troviamo al mondo, forse  quello di accumularne il pi possibile durante il
viaggio della nostra vita.
Prima che mi dimentichi.
 ormai una tradizione che ringrazi per primo il lettore. Perci voi.
A essere sincero mentre scrivo non vi penso affatto. All'indirizzo fitzek@sebastianfitzek.de ho
ricevuto finora migliaia di e-mail (a cui rispondo personalmente, anche se a volte ci metto un
po' di
tempo) che si contraddicono l'una con l'altra. Quello che piace a uno, l'altro lo trova idiota e
viceversa. Quindi mi comporto esattamente come per il mio primo thriller La terapia,  nel
quale ho
semplicemente scritto una storia che io  stesso avrei letto con piacere. Cos alla fine sono grato
di
non essere l'unico, visto che ci sono persone come voi che, solo per piacere, dedicano un po'
del
loro tempo a leggere i miei libri. Proprio per questo vi ringrazio e spero abbiate passato delle
ore
emozionanti. Nel caso non fosse cos... conosco l'indirizzo di una buona clinica a Berlino dove
possono aiutarvi a dimenticare questo romanzo molto in fretta...
Questo libro  dedicato a mio fratello Clemens Fitzek. Ci separano sette anni di differenza e
otto
ore di autostrada trafficata tra Charlottenburg e Kpenick. Anche se ci vediamo cos poco ho la
sensazione di essere infinitamente legato a te nel profondo. Ti ringrazio molto, non solo per i
tuoi
consigli medici.
Naturalmente questo vale anche per te, Sabine. Mi hai dato cos tante indicazioni tecniche
importanti, e senza di te sarei stato spacciato.
Devo un ringraziamento particolare al dottor Marcus Schuchmann, che mi ha regalato preziosi
consigli medici in un economico ristorante di Berlino dove ci eravamo rifugiati per sfuggire alla
pioggia. Purtroppo non posso nominare il tuo settore di specializzazione senza anticipare il
finale
della storia. Quindi la prossima volta ti prometto che non ci sar soltanto un hamburger!
Sandra: ringrazio lo sceneggiatore della mia vita per averti dato il ruolo principale. Anche se
devo fare i conti con gli effetti collaterali: per esempio che con un piccolo appunto mandi cos
facilmente all'aria il finale della mia storia  rendendolo migliore.
BB, sono felice che quella volta non abbiamo fatto affondare l'automobile di tuo padre nel lago.
Ci siamo andati proprio vicini. Oggi ti ringrazio per l'esperienza che ho potuto rielaborare in
Schegge e spero che tuo padre, ancora ignaro, non legga mai questa frase.
Gerlinde, sei proprio folle, ma anche follemente strepitosa. Molte cose sono cambiate, ma la tua
amicizia incondizionata e il tuo appoggio sono rimasti. Per questo motivo (e perch mi hai
mostrato
il radio-oracolo) non ti potr mai ringraziare abbastanza.
Zsolt Bcs: nei miei ultimi ringraziamenti hai avuto troppo poco spazio nonostante nel Ladro di
anime tu mi abbia dato uno dei suggerimenti pi utili quando non sapevo pi come andare
avanti.
Sei bravo in questo. Ma pensa a Babbo Natale: un dono grosso basta.
In effetti a volte incontro persone che sembrano pi innocue di me e sono ancora pi pazze.
Thomas Zorback e il team della sua azienda, VM-People, per esempio. Chi riesce a far sdraiare
i propri colleghi in una cella frigorifera dell'obitorio (grazie Oliver Ludwigs) per la messinscena
della mia lettura si  pi che guadagnato un posto tra questi ringraziamenti.
Ma sono soprattutto le persone che lavorano con me giorno dopo giorno che devono abituarsi al
peggio. Carolin Graehl, la mia redattrice, al suo ritorno dalla vacanze si  presa un gran
spavento nel sentire una telefonata di Andrea Ludorf (che si occupa dei miei spostamenti per le letture)
che terminava con le seguenti parole: ...bene, allora procuro subito una carrozzina per Sebastian
Fitzek.
Le preoccupazioni di Carolin non avevano fondamento, non mi era capitato nulla. Ne avevo
bisogno per una presentazione del libro (non chiedetemi perch,  meglio).
Christian Meyer, un buon amico che in realt desiderava soltanto accompagnarmi, mi dovette
spingere fino sul palcoscenico sulla sopracitata carrozzina. Prima lo avevo obbligato a indossare
un camice da infermiere e una mascherina chirurgica.
Vi ringrazio tutti per questa follia.
Prendi sul serio quello che fai, ma non te stesso. Questo  il mio motto e calza su Manuela
come su nessun altro. Fai un lavoro strepitoso, professionale e minuzioso (sei il mio cervello di
supporto!) e allo stesso tempo ridi per ogni mia cavoiata. Ma  soprattutto per la tua amicizia
che ti ringrazio.
Se alla mia prossima lettura vi sembrer una macchina da guerra il merito sar di Karl Raschke
 l'ex allenatore di fitness di Graziano Rocky Rocchigiani  che per un motivo a me non
totalmente comprensibile crede di dovermi trasformare in Ironman. Alla fine dell'allenamento sono
talmente distrutto che non ho nemmeno pi la forza di annullare l'appuntamento successivo. Grazie
Kalle, senza te sarei ancora grasso e mollemente adagiato sul divano. In altre parole, sarei ancora
sempre felice.
Sabrina Rabow, il tuo lavoro di ufficio stampa  strabiliante e in questi anni sei riuscita a
cancellare da tutti i giornali il mio passato criminale ( uno scherzoooooo!). Grazie per questo e
perch sei sempre al mio fianco come amica. Grazie molte!
L'idea di partenza per Schegge mi  venuta parlando con un neurochirurgo, il professor Samii,
che un giorno nella sua clinica di Hannover mi ha stupito con la frase: La maggior parte delle
persone cerca nuove tecniche e nuovi metodi per immagazzinare il sapere nel cervello in modo
veloce e semplice; soltanto una minima parte si occupa di imparare a dimenticare. Imparare a
dimenticare.  La ringrazio, professor Samii, per questa citazione magnifica.
Le seguenti persone hanno guadagnato un posto nell'eterna Arca della Gloria dei miei
ringraziamenti:
* Dott. Hans-Peter Ubleis e Beate Kuckertz.
Vi ringrazio perch avete dato la possibilit a un giocherellone come me di sfogarsi a casa
vostra.
E quale altra casa editrice sarebbe stata pi appropriata per i miei thriller se non la Droemer 
ebbene s, si tratta dell'anagramma di Moerder!
* Carolin Graehl e Regine Weisbrod.
Dannazione, penso sempre alla mia prima versione: Funziona, non c' nient'altro da fare.
E poi arrivate voi e con la vostra lettura migliorate il libro cos tanto che io stesso stento a
crederci. Siete forti. Se i miei libri non piacciono alla gente non  colpa vostra. Questo  certo.
Sembra che alcune persone se la diano a gambe quando devono lavorare con me a lungo. 
cominciato con la mia prima redattrice, Andrea Mller, che mi ha scoperto e alla quale sar
riconoscente per sempre; poi fu la volta del direttore marketing Klaus Kluge, che ora  scappato
alla
concorrenza. Ma s, vedrai quali problemi avrai con autori sconosciuti come Dan Brown e Ken
Follett:-)
In realt sono felice per te e ti ringrazio per tutto quello che hai fatto per me.
Ma nella casa editrice ci sono cos tante persone che lavorano affinch i miei libri vengano letti
che potrei ricopiare tutta la lista telefonica interna. Ringrazio qui in vece di tutti gli altri Andrea
Ludorf, Andrea Fischer, Dominik Huber, Susanne Klein, Monika Neudeck, Sibylle Dietzel, Iris
Haas, Andrea Bauer, Georg Regis, Andreas Thiele, Katrin Englberger e Heide Bogner, sapendo
di
non essere esaustivo.
Inoltre ringrazio Claudia von Hornstein, Christine Ziehl, Uwe Neumahr e gli altri del gruppo di
AVA International, la mia agenzia letteraria, primo tra tutti Roman Hocke.  l'agente che
all'inizio
mi ha reso autore e che per non consiglierei a nessun altro. Altrimenti avrebbe meno tempo per
me!
Lo stesso vale per Tanja Howarth. Se avete un libro e deve essere pubblicato in Inghilterra o
negli Stati Uniti, prendete una pillola per l'amnesia e dimenticate il suo numero di telefono.
Tanja
mi appartiene.
E ora passiamo agli ultimi nomi che inserisco in una sola frase (no,  solo che non ho pi tante
righe a disposizione.
Siete importanti, veramente, ma i ringraziamenti sono gi cos lunghi e la carta  sempre pi
cara...).
Allora, ringrazio: Ivo Beck, David Groenewold, Oliver Kalkofe, Arno Muller, Jochen Trus,
Thomas Koschwitz, Dirk Stiller, Ivn Sinz-Pardo, Peter Prange, Christian Becker, Stefan
Bumer,
Dagmar Miska, Christoph Menardi (grazie per il tuo cognome), Kossi, Fruti, gli Alzner, Simon
Jger, Michael Treutler e ovviamente mio padre Freimut Fitzek, che come nessun altro ha
segnato la
mia vita con la letteratura. Il prossimo libro  per te! Ma non sei tenuto a comprarlo.
Allora, ho dimenticato qualcuno? Di sicuro, e non posso dare la colpa a nessuna pillola. Se
dopo
aver letto questo libro non siete pi tanto sicuri di riuscire a ricordarvi tutto della vostra vita  se
forse una volta avete persino partecipato a un esperimento sull'amnesia, allora c' un sito
Internet
dove potete scoprirlo:
www.mtgroup-international.eu
Fateci un giro, ne vale la pena!
Infine voglio arrivare alla domanda che mi viene rivolta continuamente: se le mie storie si
basano su fatti realmente accaduti. Sinceramente? Non riesco davvero a ricordare...
Sebastian Fitzek Berlino, marzo 2009.
...
FINE.