Jerome Charyn.
.
OCCHIBL.
.
Titolo originale: Blue Eyes.
Traduzione di Laura Grimaldi.
1997, 2009 Marco Tropea Editore, Milano.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Presentazione.
. 
L'agente investigativo Manfred Occhibl
Coen, lo sbirro pi duro del Distretto,  in un
mare di guai. Da quando il suo capo, Isaac
il Puro,  stato rimosso, neanche lui ha vita
facile, e il nuovo primo vice, Pimloe, gli affida
solo casi rognosi. Come quello della scomparsa
di Carrie, la giovane figlia di Vander
Child, un noto mecenate che per finanziarsi
produce film porno. A disturbare le indagini
interviene l'infida nipotina di Child, la
conturbante Odile/Odette, che sfodera tutto
il suo irresistibile fascino erotico per sedurre
il poliziotto, ma la faccenda si complica
quando l'unico a possedere la chiave del mistero
risulta essere Csar Guzmann, detto
Zorro. Lui e Coen sono cresciuti insieme nel
Bronx, e la pasticceria di Pap Guzmann era
il paradiso di panna in cui il piccolo Manfred
affogava il suo dolore, prima che le loro strade
si dividessero, conducendo l'uno sulla via
della legge e l'altro nel sottobosco del crimine.
In nome della vecchia amicizia, Zorro rivela
a Occhibl una pista che porta fino a Citt
del Messico, ma gli impone come guida il
Chino, un losco gestore di bische clandestine
che un giorno ha subito uno sgarro dall'agente
Coen e ha giurato di vendicarsi. O
lui o niente, e Manfred, naturalmente, non
si tira indietro.


L'AUTORE.
Jerome Charyn, figlio di immigrati dell'Europa
orientale,  nato nel 1937 a New York, nel
Bronx, quartiere che riveste un ruolo fondamentale
nella sua opera letteraria. Scrittore,
attore e sceneggiatore, ha insegnato tecniche
cinematografiche, letteratura comparata e
scrittura creativa a Stanford, Princeton, NYU,
Columbia e diverse altre universit americane.
 autore prolifico di saggi e romanzi che
gli hanno procurato grande fama e prestigiosi
riconoscimenti negli Stati Uniti e in Francia.
Tra le sue opere ricordiamo Metropolis
(Est, 1996); Il naso di Pinocchio (il Saggiatore,
1996), che ha ottenuto l'ambito premio
Guggenheim Fellowship; Chiamatemi
Malaussne (Marco Tropea Editore, 1997), in cui
Charyn prende in prestito dall'amico Pennac
il suo personaggio pi famoso. Occhibl  il
primo romanzo della celebre saga di Isaac.
Oggi Charyn insegna storia, sceneggiatura e
critica del cinema all'Universit americana
di Parigi.


ALCUNI GIUDIZI.
"La recensione pi bella gliel'ha fatta Daniel Pennac... New York l'ha fatto crescere, gli ha insegnato la dura legge della sopravvivenza tra diversi, l'ha reso tormentato e profondo, acuto e vitale. L'ha reso scrittore."
Il Giorno.

"La letteratura  la continuazione della vita con altri mezzi. La magia
della scrittura di Charyn  tutta qui."
Liberazione.

"Autore di romanzi cult come Metropolis e li naso di Pinocchio."
L'Espresso.

"Delle strade di New York Charyn  studioso dall'occhio fino...
una metropoli raccontata con classe e spirito pirotecnico."
Diario.

"Uno spirito anarchico e irriverente, che ti inchioda alla lettura
fino alla fine."
Il Messaggero.

"Un realismo affabulatorio, tra il magico e l'ironico, caratteristico di gente come Sergio Leone, E.L. Doctorow, Don DeLillo e Paco Ignacio Taibo II."
L'Unit.

"Una penna corrosiva, nera come la pece, di un'ironia sferzante."
La Stampa.

"Un giallista troppo letterato per essere costretto nei confini del genere
e troppo snob per credere che questa sia davvero una virt."
La Repubblica delle Donne.           



OCCHIBL.

PARTE PRIMA.

Capitolo 1.

Arriva Fucile Coen.
Il tenente dette di gomito al suo aiutante e strizz l'occhio all'ausiliaria,
una portorriquena bionda che durante le ore libere lavorava
al centralino e aveva un debole per gli agenti investigativi,
quelli che andavano in giro in borghese; l'aiutante sperava di ammorbidire
la portorriquena tagliandosi i peli nel naso e inondandosi
di profumo francese, ma non era in grado di dire di che colore
fossero le sue mutande, n se avesse qualche neo al di sopra delle
ginocchia. Isobel preferiva gli uomini della Squadra omicidi e della
Mobile.
I cinque agenti in uniforme presenti nella sala riunioni la pensavano
come l'aiutante. Erano invidiosi della vita privilegiata dei
"tori"del secondo piano: distintivi d'oro, incarichi prestigiosi, l'opportunit
di spupazzarsi Isobel. Risero nel vedere arrivare il loro
contingente di guerra, di come esibiva i fucili, i sigari e i giubbotti
antiproiettile. Riuscivano a sopportare gli agenti investigativi di terzo
grado DeFalco, Rosenheim e Brown, erano abituati al loro incedere
aggressivo, alle loro cravatte a stringa. Ma Coen, non lo sopportavano.
Coen guadagnava pi del loro sergente, ed era diventato
agente investigativo di primo grado standosene seduto sulle
chiappe nell'ufficio di qualche ispettore e scortando ambasciatori
e divi del cinema per incarico dell'Ufficio servizi speciali. Erano sicuri
che Coen fosse la spia del primo vice ispettore capo. Speravano
che una volta o l'altra tornasse con un buco in testa.
Solo Isobel gli augurava ogni bene. Era il primo israelita con gli
occhi azzurri che avesse mai conosciuto. Lui non le chiedeva di
spogliarsi su una panca dietro la sala agenti, come facevano DeFalco
e Brown. La portava nel suo appartamento, la svestiva con
cura, le comprava pasticcini alla fragola, stava per un'ora nella vasca
da bagno con lei, e quando arrivava il momento di rivestirsi,
non le faceva fretta. L'osserv, con il suo fucile in una borsa della
spesa. DeFalco si piazz fra lei e Coen. Si aspettava maggior attenzione
da Isobel, che gli aveva tirato gi la chiusura lampo meno
di un'ora prima, vicino agli armadietti, mentre stava per entrare
in servizio. DeFalco agganci il parainguine al giubbotto restando
di fronte alla ragazza. Lei continu a rifiutarsi di guardarlo.
Dov' il tuo tizio? sbrait DeFalco a Coen.
Fuori, sui gradini.
E marciarono via, quattro tori di Manhattan, superando Isobel
e l'agente di guardia. DeFalco, Rosenheim e Brown ignorarono Arnold
il Chicano, seduto sui gradini del Distretto a giocherellare con
le manette avute in regalo da Coen. Arnold era un portoricano nero
con un piede deforme. Aveva girato con gli agenti investigativi
a bordo di macchine prive di contrassegni, se possibile vicino alla
sirena, e vissuto con la Squadra omicidi finch il comandante l'aveva
sbattuto fuori dal Distretto perch sputava addosso ai detenuti
maschi e molestava le detenute femmine nonch met delle ausiliarie
del corpo di polizia. Arnold era di malumore, sotto le lampade
verdi. Voleva aiutare i tori ad acciuffare il bandito dei taxi, Chino
Reyes, cos gli avrebbero consentito di nuovo di tenere d'occhio
la gabbia nella sala agenti. DeFalco non provava nessuna piet per
Arnold. Il Chicano era l'informatore personale di Coen e si rifiutava
di darsi da fare per qualunque altro agente. Appoggiato al piede
deforme, Arnold sbirci nella borsa della spesa di Coen. L'ho
visto, il Cinese, Manfred, lo giuro su Dio. Si stava ciucciando una
costoletta d'agnello da Bummy, in East Broadway.
Rosenheim si accigli. Da quando in qua il Cinese bazzica gli
stessi locali dei capitani e degli agenti investigativi? Lo sai chi frequenta
quel posto, Coen. Se facciamo irruzione in quel locale, ne
usciamo con le pezze al culo.
Era da Bummy insistette il Chicano.
Sali in macchina disse Brown. Arnold dovette piegarsi in due
per attivare la scarpa ortopedica. Ci riusc al sesto tentativo, e si tir
su dai gradini. Nella vecchia Ford verde prese posto davanti, fra
Coen e Brown. Essendo il pi giovane, tocc a Brown guidare. DeFalco
e Rosenheim si sbracarono sui sedili posteriori. Chicano Arnold
sussurr DeFalco. La vuoi, la sirena?
Arnold si tortur con una manetta, fregandosela contro la mano
finch comparvero delle linee violacee, ma non riusc a dire di
no. Superarono tre semafori rossi, mentre la sirena roteava sotto le
loro ginocchia e ad Arnold diventava duro. Arnold avrebbe rinunciato
a qualsiasi scopata pur di farsi una lunga scarrozzata con i tori.
Alz le manette, facendole dondolare verso le macchine di passaggio.
Reggi il Chicano, se no vola fuori dal tetto.
Coen spense la sirena. Lasciatelo in pace. Arnold si asciug la
bocca. Rosenheim chiocci. Coen si tir la borsa contro la coscia.
Rosenheim aveva conservato abbastanza fiato per dire: Ha ragione.
Coen ha ragione. I cervelli pi fini di tutto il corpo di polizia
sono in giro a dare la caccia al maniaco del rossetto, e noi ci
perdiamo dietro a un comunissimo negro cinese che spacca la testa
ai tassisti. Perch non hanno assegnato me e il Chicano al caso
del maniaco? Dopo averlo acciuffato, gli avremmo tagliato l'uccello,
per insegnargli che a Manhattan North  proibito scherzare
con le ragazzine portoricane.
Rosenheim disse DeFalco piantala di passare informazioni
riservate al Chicano. Potrebbe farsi delle idee sbagliate. E allora
avremmo per le mani due maniaci. Lascia che se ne occupi Coen,
di Chino. Lui e il Cinese sono cugini.
Rosenheim e DeFalco sorrisero senza avere bisogno di farsi l'occhietto;
sapevano che Coen sarebbe entrato per primo da Bummy,
e non avrebbero pianto, se il Cinese gli avesse piantato una pallottola
nel cervello. Non erano molto soddisfatti di essersi beccati
il ragazzo prodigio. Era stato il primo vice a scaricarlo su di loro.
Preferivano non avere Coen in squadra. Se capitava di dover malmenare
qualcuno, di usare metodi pesanti, c'era sempre Brown. Da
quando Coen aveva perso il suo rabbino, al Primo dipartimento, i
capi si erano liberati di lui su due piedi, sbattendolo da un
distretto all'altro. Ma in sua presenza non si poteva dire una
sola parola.
Chiss, forse i capi lo usavano come esca. Solo un idiota si sarebbe
rilassato con attorno uno che veniva dalla Prima squadra.
E cos riponevano le speranze in Chino. Il Cinese aveva giurato
di far saltare il cervello a Coen. Avendo un padre creolo e una
madre cinese, aveva trovato molto seccante che un poliziotto biondo
gli avesse messo le mani addosso. Coen l'aveva umiliato davanti
ai suoi clienti. I giocatori di Chinatown pagavano il Cinese
perch proteggesse le loro partite di fan-tan. Chino era in buoni
rapporti con tutti i distretti di polizia della zona. Nessuna delle sale
da gioco sorvegliate da lui aveva mai subito irruzioni. Ma dall'ufficio
del procuratore distrettuale era arrivata una "nota": un tizio,
anche lui cinese, di una delle sale da gioco di Chino era ricercato
per omicidio a Port Jervis, New York, e cos DeFalco, Coen e
tre agenti in divisa avevano fatto irruzione nel locale con una mazza
di ferro, due distintivi d'oro e la borsa della spesa di Coen. Erano
penetrati dalla porta posteriore della lavanderia in cui si teneva
la partita. Avevano perquisito tutti i cinesi, sparpagliato le palline
del fan-tan e confiscato dodicimila e otto dollari in contanti,
con Chino che fumava rabbia, le mani allacciate dietro la testa. Chino
si era lanciato contro Coen, che era indaffarato a frugargli nelle
tasche. Coen l'aveva colpito con le nocche, e Chino si era trovato
con un taglio sulla guancia. Al Distretto, Chino si era rifiutato di
farsi prendere le impronte. Coen l'aveva afferrato per il polso e gli
aveva spiaccicato le dita sulla tavoletta inchiostrata, e poi l'aveva
rinchiuso nella gabbia, mentre DeFalco spingeva i giocatori nella
sala interrogatori. Chino aveva sputato attraverso la rete metallica.
Chicano Arnold, che si occupava ancora della gabbia, prima che il
comandante lo sbattesse fuori, aveva offerto a Chino di vendergli
un guanciale e una sedia. Chino aveva sputato un po'pi in alto.
Il Chicano si era messo a camminare attorno alla gabbia, soppesandosi
i testicoli per sfottere Chino. Davanti alla sala interrogatori,
un vice procuratore distrettuale aveva sbirciato i giocatori attraverso
il vetro a specchio e aveva avvertito DeFalco che la Omicidi
aveva arrestato il cinese sbagliato. I giocatori avevano chiamato i
loro avvocati dal telefono del piano di sopra. Chino era stato liberato
nel giro di cinque ore, ma l'irruzione aveva leso la sua credibilit.
I giocatori non si sarebbero pi sentiti intoccabili con Chino
nei loro locali. Chino aveva cominciato a telefonare al Distretto una
volta alla settimana, chiedendo di Coen. Dite a Occhibl che Chino
Reyes si ricorda di lui. Aveva cominciato a rapinare edicole e
taxi nel distretto di Coen. A quel modo, sperava di mettere in imbarazzo
tutti gli agenti della zona. Sbadato, ipereccitato, aveva rotto
la testa a qualche tassista. E Coen era entrato in azione portando
il fucile nella borsa della spesa.
Posteggiarono in Clinton Street e dissero ad Arnold di restare
in macchina.  pericoloso, Chicano sussurr Rosenheim, scuotendogli
le manette. Non vuoi che Chino sappia chi l'ha venduto,
vero?
Coen cacci la mano nella borsa della spesa. Arnold non riusc
a incontrare il suo sguardo. Si sistem sul sedile e si mise a imitare
gli sfrigoli e i messaggi che arrivavano attraverso l'autoradio.
Settore nove Henry, rispondete a Sette-zero-cinque Delancey.
Bambino con le convulsioni. Avvertite la Centrale, in caso necessiti
ambulanza... Settore sette George, donna sospetta si aggira per
Battery Park.
Rosenheim raggiunse l'ingresso laterale del bar e prese tempo,
mettendosi a pulirsi le unghie con la punta di una limetta. Coen,
Brown e DeFalco si buttarono dentro dalla porta principale. Non
estrassero le pistole, ma Coen teneva la mano dentro la borsa.
Bummy Gilman vide i tre agenti in borghese dalla toilette. Si sciacqu
le mani e le tenne sotto il rubinetto. Non era tenuto a sopportare
sbirri nel suo locale. Mangiava con i comandanti dei distretti
di polizia. Ispettori ebrei giocavano a pinnacolo con lui alla
Centrale. E nel suo spar privato c'era un tenente in divisa. DeFalco
spinse la borsa di Coen verso il pavimento. Bummy mantenne
la sua espressione cattiva. DeFalco gli si avvicin.
Bummy, questo non  il mio spettacolo. Un fetente collaboratore
del mio collega sostiene che Chino Reyes era qui a mangiare
costolette d'agnello.
Non nasconderei mai una merdosa pistola cinese. Andate a
farli in qualche altro locale, i vostri scherzetti da due soldi. I tuoi
amici puzzano, DeFalco.
Dal tavolo riservato di Bummy il tenente grid: Bummy,
portalo qui. DeFalco rimase rigido, mentre il tenente si allisciava la
giubba. Chi ti ha detto di venire nella mia zona armato di uno
stramaledetto cannone?
Cerchiamo Chino Reyes.
Mettitelo in culo, Chino Reyes disse il tenente, che stava bevendo
rye puro. E chi  lo stronzo con la borsa?
Coen.
Il tenente si insacc nelle spalle, facendo andare le mascelle.
Manfred Coen? Succhi un po'di whiskey. Parli di Chino Reyes,
e arrivi da Bummy con il ragazzo del coro del Primo dipartimento?
Non  pi al Primo dipartimento.
Testa di cazzo, quando si entra nella squadra dei canterini si 
soci a vita. Lo stanno facendo solo circolare. Lo infiltrano nel tuo
gruppo, e poi lo ritirano fuori. DeFalco, vuoi un consiglio? Non andartene
in giro troppo spesso con Gola profonda. La gente potrebbe
pensare che vi siete sposati. Portalo fuori dal retro. Non voglio
essere visto con uno stronzo come quello.
Coen si rifiut di andarsene. Cacci la borsa sotto uno sgabello
del bar e chiese un liquore alla prugna. Roba da donne rimugin
Bummy, ma non ordin al barista di tappare le bottiglie. Brown
bevve birra tedesca con DeFalco. Guard il tenente una sola volta.
Coen usc dal locale dopo il terzo liquore alla prugna. Rub le
noccioline ad Arnold. Rosenheim dormiva in macchina, un giornale
a fumetti spagnolo sugli occhi. DeFalco si avvicin per torcere
un orecchio ad Arnold, ma un'occhiataccia di Coen glielo imped.
Allora si accontent di mollargli una gomitata nelle costole.
Andate a fidarvi dei chicani! Chi ti ha pagato per fare il nome
di Bummy? Ormai questo si  ridotto a dar la caccia ai fantasmi.
Secondo me, sniffa colla da modellismo.
Manfred, Chino mangiava una costoletta. Aveva uno strano
tovagliolo con sopra il nome di Bummy. Era l dentro.
Lo so.
DeFalco si dette una manata sulla coscia. Ges, credi pi alla
parola di Arnold che a quella di Bummy?
Arrivarono al Distretto senza pi nominare Chino.
Accucciato fra un barile di sottaceti e una pila di tovaglie, il Cinese
aveva visto Chicano Arnold dalla finestrella del ripostiglio di
Bummy. Provava piet per il Chicano, che non sapeva vivere senza
dormire nelle autopattuglie e mangiare la ruggine della gabbia
della sala agenti. Ma non avrebbe permesso a un informatore di
fare la spia su di lui, di rivelare agli sbirri di Manhattan dov'era il
suo nascondiglio. Arnold, uno di questi giorni raggiungerai il tuo
maestro. Nel cimitero degli ebrei. Avrebbe beccato Coen e il suo
Chicano insieme, gli avrebbe spezzato i denti, gli avrebbe dimostrato
quanto poco conveniva rompere le palle a Chino Reyes.
Aspett che gli sbirri lasciassero East Broadway, poi scivol fuori
dal ripostiglio senza farsi vedere da Bummy. Portava una parrucca
rossa che aveva comprato in un negozio di Peli Street e accorciato
a forbiciate. Non avrebbe fatto nessun'altra concessione agli sbirri.
Si era messo la parrucca soprattutto per Bummy, che nel suo spar
privato intratteneva svariati capitani e non poteva permettersi
disordini nel suo bar. Altrimenti il Cinese avrebbe pisciato
su Occhibl e sui suoi amici.
Attravers il Bowery, evitando l'angusta tortuosit di Doyer
Street, perch non voleva che qualche droghiere cinese lo vedesse
con la parrucca. Sarebbe stato pi al sicuro in Mulberry, dove gli
italiani e i portoricani non si sarebbero scomposti di fronte a un cinese
con i capelli rossi. Avanz sotto le scale di sicurezza della sua
vecchia scuola. Cinese dai modi cubani, non era mai stato accettato
dai duri della Scuola elementare 23 (Chino era arrivato dall'Avana
con il padre a nove anni). L'avevano soprannominato Inchiostro
ed escluso da tutte le bande cinesi. E cos Chino aveva dovuto
rubare da solo la frutta e la verdura. Poi aveva cominciato a
imitare gli italiani che oziavano in Grand Street, e a undici anni
portava bretelle con le iniziali impresse sulla fibbia, calzoni a zampa
di elefante e calze a righe. A tredici consegnava polpette di gambero
e anatra piccante ai giocatori di fan-tan di Mott e Pell. Poco
dopo, durante le partite di fan-tan custodiva i portafogli e le cinture
portadenari, e guadagnava quattrini organizzando incontri fra
giocatori. Finch Coen l'aveva ridotto sul lastrico.
Riconobbe Solomon Wong seduto su un bidone dell'immondizia.
A Cuba, Solomon aveva fatto il lavapiatti per Pap Reyes, poi
era diventato un norteamericano come Chino e suo padre. Viveva
nei cortili di certe topaie del Bowery. Vedendolo in autunno, tremante
dentro una cenciosa giacca primaverile con maniche tanto
lunghe che se le sarebbe potute rigirare due volte attorno alla vita,
Chino si convinceva che il vecchio non avrebbe superato l'inverno.
Poi, alla fine di marzo, ecco che Solomon ricompariva sui
gradini di una casa, o su un bidone dell'immondizia, o su un furgoncino
senza ruote, la giacca ancora pi cenciosa dell'anno prima.
Ora era aprile, e Chino si rivolse al vecchio in spagnolo, chiamandolo
tata (o paparino), con grande affetto e niente condiscendenza.
Buenos das, Tata. Il vecchio rutt un ciao indistinto. Senza
denti, faceva fatica a pronunciare la"c". Chino avrebbe voluto
dargli cento dollari, magari duecento, ma Solomon sarebbe rimasto
offeso da un dono tanto munifico. Con quel vecchio, il Cinese
aveva dovuto imparare la legge delle proporzioni. Solomon arrivava
ad accettare un prestito di cinque dollari, ma solo se gli venivano
dati a nome del padre di Chino. Tata disse il Cinese, lasciando
cadere il denaro nella manica di Solomon pap si rivolterebbe
nella tomba, se tu non accettassi i cinque dollari.
Il Cinese and alla pasticceria Ferrara e ordin tre sfogliatelle e
un cannolo, e un grosso bicchiere di latte di mandorle, la bevanda
preferita dagli italiani, dai cubani e dai mezzosangue cinesi. Era alla
fine di una sfogliatella, quando spunt un giocatore di dadi venuto
dal centro. Il tizio aveva sessantasette anni, capelli ossigenati
e unghie dalle lune enormi. Gli tremavano le guance per l'agitazione.
Non riusciva a staccare le mani dalle bretelle del Cinese. Chino,
voglio quella ragazza. Il Cinese attacc un'altra sfogliatella.
Mi senti? Devo avere Odette.
Ziggy, farai meglio ad accontentarti di qualcosa di meno. Odette
 uscita dal giro.
Impossibilitato a operare a Chinatown, Chino gestiva un piccolo
gruppo di prostitute per conto di un'organizzazione del centro.
Zorro sostiene che la ragazza lavora ancora. Glielo dico che
non vuoi darmela, Chino, giuro che glielo dico.
E tu diglielo.
Chino, ti offro centocinquanta dollari. Puliti puliti, tutti per te. Lei
non dovr levarsi nemmeno un indumento.Voglio solo guardare.
Ziggy, vattene finch hai ancora un paio di gambe. Non riesco
a digerire le sfogliatelle con il tuo profumo nel naso.
Non tutti i problemi di Chino nascevano da Coen. Chino era innamorato
di una prostituta diciottenne, una delle sue stesse ragazze.
Distribuiva filmini con protagonista Odette, la regina del porno,
a bar particolari e a club per soli uomini, le organizzava appuntamenti
con tizi importanti che arrivavano nel suo appartamento con
banconote da cinquanta dollari infilate nelle scarpe, ma non poteva
mettere un solo dito sotto il vestito di Odette. Lei si rifiutava di
fornicare con un cinese. Ferito nell'orgoglio, Chino si era offerto di
pagare. Duecento dollari. Per una ragazza che lui stesso controllava.
Duecento dollari per una che avrebbe dovuto ammirare il morbido
camoscio delle sue bretelle, che avrebbe dovuto essergli grata
perch la rendeva ricca. Ma Odette diceva no. Ragazzo, non scopo
con i pistoleri. Malgrado lei valesse oro, il Cinese aveva voglia
di marchiarla, di rasarle l'inguine, di inciderle le sue iniziali sulla
pelle, ma Odette teneva a bada la sua rabbia con poche parole scelte.
A Zorro non piacerei con il sedere sporco di sangue.
Chino rimase nella pasticceria finch non fu stanco del sapore
del latte di mandorle, poi and a cercare Odette. Prov in Jane
Street, piantando due dita sul pulsante del campanello.
Odette, sei in casa? Sono solo io, Reyes. Vorrei parlarti. Ti ho
fatto una promessa. Non ti tocco.
Alla porta sulla strada si present la padrona di casa di Odette,
in pantofole rosa e bigodini in testa. Si rifiut di aprirgli, e lui dovette
urlare attraverso il vetro. Portami da Miss Odette. Il cipiglio
della donna lo convinse che faceva meglio a passare dal retro.
Ehi, muchacha disse, picchiando sul vetro non aspettarmi! E si
avvi verso il lato della casa, calpestando le verdure del piccolo orto,
rovesciando i vasi di fiori. I gatti randagi di Jane Street si rifiutarono
di spostarsi per il Cinese, che dovette togliersi le bretelle
e rotearle verso di loro, perch si togliessero dalla scala antincendio.
Poi afferr il primo gradino, si iss e si sistem sul davanzale
della finestra di Odette. Attraverso il vetro non vide niente,
tranne il mobilio verde oltre i vaporosi strati di tende. Forz la finestra
senza rompere il vetro. Entr, frug nel locale e mezzo, e
smangiucchi le tartine che Odette teneva nel frigorifero per i clienti
mandati da lui (mezzelune, triangoli e quadrati di pane nero con
scaglie di formaggio) e che gli ricordarono il suo nuovo mestiere
di ruffiano. Da una cesta prese calze, giarrettiere, biancheria che lei
usava per i film. Voleva molta roba da tenere come ricordo. Ges
disse, riempiendosi le tasche. Odette  con le sue amiche. E usc
dal portone principale, questa volta ignorando la scala antincendio,
una giarrettiera che dalla tasca gli pendeva fino al ginocchio.
Sarebbe voluto andare nel locale preferito da Odette, il Dwarf,
ma tutt'e due le buttafuori erano pi alte di lui, e arrivare da Odette
gli sarebbe costato una manica o una scarpa. E cos telefon dalla
cabina di fronte al Dwarf. Odette Leonhardy disse, parlando
con accento bleso.
Chi la vuole?
La buttafuori aveva la voce pi dolce di quanto si fosse aspettato.
Zorro.
Non  ancora arrivata, signor Zorro. Vuole lasciare un messaggio?
S rispose il Cinese. Dille che qualcuno ha saccheggiato la
sua cesta della biancheria. E che se rivuole la sua roba, far meglio
a essere gentile con un certo signore. Lei sa chi.
C' altro, signor Zorro? Se no, devo salutarla.
Il Cinese rimase nella cabina a mordersi le nocche e a guardarle
diventare rosse, i capelli scarlatti appiccicosi per lo zucchero di
tutte le sfogliatelle che aveva mangiato. Non riusciva a decidere se
andare in centro o in periferia, se incontrare Zorro, Odette o Coen.
Occup a lungo la cabina, cacciando via gli uomini e le donne che
volevano telefonare. Alla fine si allontan dal Dwarf.

 Capitolo 2.

DeFalco, Rosenheim e Brown disprezzavano Coen perch non abitava
sull'Island come loro. Coen non aveva famiglia. Solo uno zio
in un ospizio sul Riverside Drive. La moglie l'aveva lasciato per un
dentista di Manhattan e aveva un paio di nuove bambine che non
erano di Coen. Coen mangiava in ristoranti cubani. Era un maniaco
di ping pong. Non permetteva a nessuna ausiliaria di avvicinarsi
alla sua patta. Comprava cioccolatini per Isobel, la portorriquena,
svilendo le loro offerte di biscotti e caramelle al limone. Era amico
d'infanzia di Csar Guzmann, giocatore d'azzardo e gestore di bordelli,
e loro sapevano che Guzmann gli doveva un favore.
Dopo il fiasco da Bummy, i tre tori tornarono alle loro case di
Islip, Freeport e Massapequa Park, mentre Coen mangiava fagioli
neri e beveva caff cubano in Columbus Avenue in compagnia di
Chicano Arnold.
I camerieri, che non avevano molta simpatia per i norteamericanos,
amavano Coen e le sue dieci parole di spagnolo. Lo facevano sedere
in un punto privilegiato all'angolo del bancone. Gli riempivano
la tazza di latte caldo. Gli servivano porzioni extra di fagioli. Per
quanto fossero orgogliosi delle manette di Arnold, evitavano di guardare
la pistola sul fianco di Coen. Lo accettavano come il patron di
Arnold, e con lui non ricorrevano al formalismo e ai sorrisi artefatti
che usavano con i poliziotti e con i funzionari dell'Ufficio d'igiene.
Proteggevano i suoi lunghi momenti di silenzio, e impedivano
alla gente di avvicinarglisi. Coen rimase seduto per un'ora davanti
alla tazza. Arnold leggeva i suoi fumetti. Poi Coen disse: Lascialo
a me, il Cinese. Immerso nella lettura, Arnold non lo sent.
Coen abitava in una casa di cinque piani senza ascensore, fra la
Settantasettesima e Columbus, sopra una drogheria spagnola. Due
delle sue finestre avevano i vetri rotti. Le mele marcivano nel frigorifero.
L'ufficio del primo vice lo svegli alle tre di mattina. Lo aspettavano
in sede per le quattro. In passato Coen si sarebbe cambiato
la biancheria e pulito i denti con il filo interdentale. Ma era stanco
dei loro rapimenti. Fu accompagnato da Brodsky, l'autista mandato
dal Dipartimento. Brodsky era un agente investigativo di primo
grado, come Coen. Si era guadagnato il distintivo d'oro scarrozzando
le mogli degli ispettori e addestrando la squadra infiltrati. Anni
prima, per qualche centinaio di dollari comprava il grado di agente
investigativo per i suoi amici. Ma con l'avvento dei capi pi giovani
aveva dovuto sospendere la pratica. Guid attraverso Central
Park, guardando storto Coen. Questa volta ti cucinano. Coen sbadigli.
Si era messo una cravatta chiara sulla giacca del pigiama.
Chi mi vuole?
Pimloe. Viene da Harvard. Non riuscirai a fargli digerire la tua
merda.
Un'altra testa di cazzo disse Coen.
Non riusciva a liberarsi dell'ufficio del primo vice. Gli stavano
addosso fin dai tempi della gavetta. Era stato Isaac Sidei, allora nuovo
vice ispettore di quell'ufficio, a tirarlo fuori dall'accademia. Isaac
aveva bisogno di un ragazzo, un ragazzo dagli occhi blu, da infiltrare
nell'organizzazione di ladri polacchi che saccheggiavano le
fabbriche di vestiti con l'approvazione di certi agenti investigativi
della Squadra furti e rapine. Per Isaac, Coen si era messo calzoni di
velluto da due soldi, e si era fatto la coda di cavallo come quella dei
giovani malviventi polacchi. Aveva spinto carrelli appendiabiti carichi
di giacche per una fabbrica fantasma dellaTrentanovesima Strada
e aveva consumato i pasti in un buco frequentato da operai, finch
era stato reclutato da un oscuro membro dell'organizzazione
davanti a un piatto di sanguinaccio.
Coen non aveva mai preso parte ai furti. Aveva continuato a spingere
i carrelli appendiabiti, questa volta per l'organizzazione. Un
giorno, due uomini in completo grigio l'avevano preso a calci negli
stinchi e gli avevano portato via i carrelli. Isaac gli aveva detto che i
due erano agenti investigativi dell'ufficio del procuratore distrettuale:
stavano conducendo una loro indagine sui furti e tentavano di
sbarazzarsi di Coen. Manfred, come hanno fatto a identificarti cos
in fretta?
Nel giro di un mese l'organizzazione era stata sbaragliata e i poliziotti
corrotti della Furti e rapine smascherati, senza molto aiuto da
parte di Coen, che era stato rispedito all'accademia. Dove si era allenato
al tiro al bersaglio con gli altri allievi, era andato a letto prima
di mezzanotte e aveva rispettato tutte le regole di Cenerentola. Superati
gli esami finali, era tornato con il vice ispettore Isaac Sidel. Ora
aveva un rabbino. Isaac l'aveva assegnato alla squadra investigativa
speciale del Primo dipartimento. Un anno dopo, Coen aveva il distintivo
d'oro. Aveva fatto carriera, con il Capo, e a ventinove anni
era agente investigativo di primo grado. Di tanto in tanto, il Primo
dipartimento lo prestava all'Ufficio servizi speciali, e Coen si trovava
a scortare una diva che era stata minacciata da qualche maniaco
di Manhattan. Il capo aveva bisogno di un poliziotto dalla voce suadente,
bello e duro, preferibilmente con gli occhi azzurri. Coen era
stato il ragazzo prodigio del Dipartimento finch il suo rabbino era
caduto in disgrazia. Un tizio che gestiva un'organizzazione di scommesse
clandestine si era sentito in debito con l'ufficio del procuratore
distrettuale, che l'aveva prosciolto dopo che lui aveva strangolato
la moglie, e aveva dimostrato la sua gratitudine facendo il nome
di un ispettore ebreo presente sul ruolino paga di un giro di bische
del Bronx. Il procuratore distrettuale aveva passato la notizia al
Primo dipartimento. Isaac aveva presentato le dimissioni e se n'era
andato, perdendo anche il diritto alla pensione. Il Primo dipartimento
aveva aspettato solo un mese, prima di mollare Coen.
Brodsky lo accompagn in una delle sedi del Primo dipartimento,
fra Lexington e laVentinovesima. Herbert Pimloe conduceva le
sue indagini da l; era lui che aveva sostituito Isaac come "Frusta"
del Primo dipartimento. Coen rimase seduto con Brodsky su una
panca fuori dall'ufficio di Pimloe. L'edificio era quasi completamente
occupato da una fabbrica di camicie sportive, e Coen paragon il disegno
della sua giacca di pigiama con i campioni di camicie appese
al muro. Alle cinque, Brodsky se ne and. Coen pens alle due
figlie di sua moglie. Sorrise all'idea della tattica usata dagli uomini
del Primo dipartimento, che ti lasciavano a sudare su una panca di
legno, costringendoti a chiederti quanto ne sapessero dei frammenti
della tua vita, finch eri pronto a dubitare dell'esistenza di tuo padre
e di tua madre. Il guardiano della fabbrica di camicie arriv a
quel piano e fiss Coen. Salve disse Coen. Cominciava ad avere
sonno. Il guardiano sembrava indignato che qualcuno portasse il pigiama
in quell'edificio. Coen si aggiust la cravatta e sonnecchi
sulla panca. Una mano l'afferr per la clavicola. Coen riconobbe
Pimloe dalla ventiquattr'ore e dalle scarpe italiane. Pimloe era irritato.
Si aspettava che i suoi dipendenti restassero svegli. Coen barcoll
nel suo ufficio. Pimloe chiuse la porta.
Te la godi a stare a Manhattan, vero?
Potrei benissimo farne a meno, Herbert.
Cazzate. Ti cagheresti addosso, lontano da qui. Le fiche del
Queens ti spaventerebbero a morte. Nessuno noterebbe le tue mani
eleganti. Per la strada non incontreresti nessuna star. l conosco,
Coen. Se ti portano via da Manhattan, non sopravvivi.
Vengo dal Bronx, Herbert. Mio padre vendeva uova in Boston
Road.
Il Bronx disse Pimloe. Manfred, il Bronx  un posto gelido.
Nel Bronx ti ghiacceresti il culo. E il cazzo ti si rattrappirebbe.
Coen cacci la mano destra nella manica sinistra del pigiama.
Herbert, che cosa vuoi?
Cambiati il pigiama, Coen. Puzza. Pimloe sfior il suo fermacarte,
una foca d'ottone dai baffi dipinti. Cerco una ragazza.
Coen nascose un sorriso.
Non per me, idiota. La ragazza  scappata di casa. Manca da
pi di un mese. Suo padre pensa che sia prigioniera di qualche pappone
negro del West Side.
Herbert, magari  stata fatta fuori dal maniaco del rossetto. Hai
controllato all'obitorio?
Chiudi il becco, Coen. Suo padre  l'angelo di Broadway,
Vander Child.
Herbert, perch proprio io? Perch non l'ufficio persone scomparse
o uno dei tuoi negri della Furti e rapine?
A Vander i poliziotti non piacciono.Tu gli sarai simpatico. Gli ho
detto che sei il tizio che scorta Marlon Brando, quando viene a New
York.
Neanche lo conosco, Brando.
Ma conosci tutti i papponi.  questo che conta.Vander ha sguinzagliato
un gruppo di investigatori privati che non riescono a scoprire
un cazzo. La figlia si chiama Caroline.
Coen si cacci un dito sotto il pigiama e gratt. Pimloe gli dette
un'occhiata sfottente.
 troppo vecchia per te, Coen. Diciassette anni. Scribacchi un
indirizzo della Quinta Avenue su un foglio intestato del Dipartimento.
Vander ti aspetta. Se fai il bravo, ti mostrer il panorama
che si gode dalle sue finestre. E forse ti offrir del salame kosher.
Coen si volt. Pimloe continu a parlare.
Coen, sei l'ebreo pi strano che io abbia mai conosciuto. Qualcuno
deve averti messo nella culla sbagliata. Come sta Isaac?
Perch non lo chiedi a lui?
Gli ebrei dormono tutti nello stesso letto.Tu, Isaac e Pap Guzmann.
Le tue spie continuano a fare cilecca, Herbert. I Guzmann si sono
convertiti al cattolicesimo centinaia di anni fa.
E allora perch tengono i rotoli affissi alle loro porte?
Perch sono superstiziosi. Ma che cos'ha a che vedere Isaac con
Pap?
Sei lento, Coen. Isaac  la nuova guardia del corpo di Guzmann.
Pensa un po', il cervello pi fino che avevamo al soldo di un branco
di borsaioli. Pimloe strizz l'occhio. Per un po', esci dalla Omicidi.
Ti tolgo dall'organico. Non preoccuparti di loro. Farai rapporto
a me.
Mentre scendeva le scale, Coen si tortur la cravatta.
Brodsky lo trov semiaddormentato sul marciapiede. Coen si rifiut
di parlare finch non ebbero raggiunto Columbus Circle.
Perch Pimloe  tanto interessato ai Guzmann? Non possono
infastidirlo, dal Bronx. Pap odia l'aria di Manhattan.
Non  Pap a tenerlo sulla corda, ma Csar: si  diviso dalla trib
e cambia continuamente quartiere. Ma non si spinge fino all'East
Side. Si muove dalle parti dell'Ottantanovesima Ovest.
E Isaac?  vero che Isaac  con lui?
Te l'ha detto Pimloe?
No. Secondo Pimloe, Isaac  il gorilla di pap.
I delinquenti se la fanno con i delinquenti.
Coen decise di continuare a piedi. La gente fissava il suo pigiama,
e lui faceva in modo che la fondina non si vedesse. Ricordando
la fedelt di Brodsky per Pimloe, si port alla bocca le mani a coppa
e url verso la macchina: Brodsky, prima che Isaac ti prendesse
in squadra eri un povero idiota. Isaac ti ha insegnato perfino a
soffiarti il naso. Solo lui riesce a metterti un po'di sale nella zucca.
Brodsky chiuse il finestrino e fugg da Coen.
Herbert Pimloe era diventato vice ispettore a quarantadue anni.
Odiava Coen.Voleva affogarlo nella stessa merda di Isaac. Isaac era
stato nominato vice ispettore capo a cinquant'anni, e a Pimloe non
andava gi. Era ossessionato dalla carriera di Isaac. Era stato Isaac
a dirigere quell'ufficio, prima di fottersi con la storia del Bronx, e
ora era Pimloe il responsabile delle unit investigative del primo
vice ispettore capo, ma non aveva lo stesso dominio di Isaac sugli
agenti investigativi e sui dattilografi. E non riusciva ad affascinare
gli uomini del Primo dipartimento, malgrado occupasse i vecchi
uffici di Isaac.
Si era laureato magna cum laude a Harvard, con una tesi sulle
aberrazioni e sulle capacit di compromesso di Hitler, Stalin, Churchill,
Mussolini e De Gaulle. I suoi amici si erano iscritti a Legge o
a qualche istituto di specializzazione medica o di filosofia, e Pimloe
aveva borbottato qualcosa circa la sua intenzione di occuparsi di diritto
penale. Ma avendo preso le misure ai pi importanti arrampicatori
accademici dei suoi tempi, aveva sviluppato una singolare sfiducia
per le universit e i libri, ed era diventato agente di pattuglia
del Dipartimento di polizia di New York. Con lo sfollagente antisommosse
e la Colt 38 Police Special, aveva battuto per cinque anni
Brooklyn e il Queens, prima di essere scelto dal vice ispettore capo.
Sfogliando il suo dossier personale, qualcuno doveva essersi accorto
della laurea magna cum laude. Da allora, Pimloe aveva scritto
a macchina e redatto rapporti per la Frusta del Primo dipartimento,
Isaac Sidei, aveva svolto piccoli incarichi come infiltrato, era passato
dalla Colt alla Smith & Wesson. Con l'arrivo dei capi pi giovani
aveva cominciato a fare carriera, sempre un gradino pi in basso
di Isaac, annaspando all'ombra di Isaac finch Isaac non era scomparso.
Ma non era facile sbarazzarsi del Capo ebreo. Isaac non era
stato dimenticato.
Brodsky pass a prenderlo alle sette meno un quarto.
Brodsky era stato l'autista di Isaac, e questo aveva fatto crescere
Pimloe agli occhi degli altri vice ispettori. Eppure, lui non si fidava
di Brodsky; non gli piaceva essere continuamente paragonato a Isaac.
Di malumore, non volle tornare a casa dalla moglie. Jane Street
disse. Trovami Odette.
L'autista rise.
Pimloe gli chiese: Pensi che lo stronzo abbia abboccato all'amo?.
Altro che.
Ne sei sicuro?
Herbert, vuoi che non conosca Coen? Ci porter da Zorro. Vedrai.
Faremo finire la trib Guzmann con il culo per terra.
L'autista non riusc a tirar fuori un'altra sola parola da Pimloe.
Isaac gli mancava. Isaac non se ne stava mai con gli occhi fissi nel
vuoto, quando era in macchina. Brodsky non riusciva a sentirsi a suo
agio a guidare per un ispettore non ebreo venuto da Harvard. Port
Pimloe in Jane Street.
Herbert, Coen non ti deluder. Lo giuro.
Pimloe lo liquid con un cenno. Aveva la mente occupata da
Odette. And al portone e suon un'intera fila di campanelli. Cazzo
d'un cazzo disse, scivolando nel modo di parlare di Isaac. La padrona
di casa di Odette lo sbirciava dall'altro lato della porta. Lui le
mostr le punte del distintivo da vice ispettore. Visita ufficiale sillab
contro il vetro, rendendolo opaco con il fiato. La donna tir il
chiavistello e Pimloe s'infil nell'apertura. Non aveva il sorriso dolce
di Isaac, ma era capace di infiammare le mutande di una padrona
di casa di Jane Street. Signora disse, esibendo il colto accento
di Harvard l'attrice  in casa?
S.
Non le va di aprire, quando sente il campanello, eh?
 la regola. Come mai  venuto cos presto? In genere, non faccio
entrare sconosciuti prima delle undici.
Non deve preoccuparsi di niente, signora. Le porse un vecchio
biglietto da visita. C' il mio numero, sul retro. Pu telefonare al
mio superiore, il primo vice ispettore capo di New York.
La padrona di casa caracoll verso il suo appartamento nel seminterrato,
stringendo il biglietto da visita, e Pimloe sal di sopra. Non
era in missione per conto del primo vice; fantasticava sulla fenditura
sotto le mutande di Odette, sulla morbidezza del suo ombelico, sul
suo modo di guardare gli uomini con cipiglio. Dovevo proprio perdere
la testa per una lesbica borbott, salendo le scale. Lei non and
alla porta finch Pimloe non grid dentro lo spioncino: Odette! Odette!
Sono io. Herbert. Dobbiamo parlare. Fammi entrare.
Pimloe sorrise, quando la serratura scatt, ma lei non tolse la catenella
di sicurezza, e lo fiss attraverso le scaglie di luce che accendevano
la fessura.
Possiamo parlare stando qui disse.
Odile, sei impazzita? Sono Herbert Pimloe, non uno dei ladruncoli
di tuo zio. Ho un distintivo con sopra una stella. Non bisbiglio
alle ragazze sui pianerottoli.
E tu parla ad alta voce.
Pimloe avrebbe potuto far saltare la catenella con un dito, ma
voleva soffrire per Odette. Vedeva il profilo del naso della ragazza,
una porzione di bocca, l'inizio del mento. Odile, fammi entrare per
un minuto. Terr le mani dietro la schiena.
Ispettore, solo gli amici possono chiamarmi Odile. Pimloe freg
le nocche contro la catenella, tornando a essere l'ispettore.
Dov' Zorro?
Pensi proprio che sia tanto stupido? Csar non verrebbe mai
qui. Ma ho avuto un altro visitatore.
Chi?
Il Cinese. Si  portato via tutte le mie giarrettiere, mentre ero
fuori.
Pimloe si sent afflosciare dentro le mutande; gli si era rimpicciolito
al solo sentir nominare Chino Reyes. Non aveva rivoltelle nella
cintura. Teneva la Smith & Wesson chiusa in un cassetto, perch
non gli andava di sentirsi impacciato dal suo peso. Non aveva immaginato
che il Cinese avesse accesso alla scala antincendio di Odette.
Non aveva nessuna voglia d'imbattersi nella pistola di Csar
Guzmann. E cos fece ciao ciao e fu in strada prima ancora che Odette
avesse chiuso la porta.

 Capitolo 3.

Sulla Quinta Avenue, Coen indossava un abito a spina di pesce e
calze color cremisi. Attraversando il parco evit di guardare verso
la sfilata di tetti. Detestava l'East Side. Quando era ancora sposato,
mentre faceva da scorta all'ingnue di un musical di Broadway,
una ragazza dalla testa fra le nuvole e le caviglie deboli, Coen era
stato notato dal produttore dello spettacolo. Era diventato una
presenza fissa, nell'entourage dell'uomo, e aveva cominciato a frequentare
il suo attico nella Quinta Avenue con o senza l'ingnue al
suo fianco. Aveva mostrato i muscoli, esibito le cicatrici e il distintivo
d'oro, raccontato storie di orribili omicidi infantili e di arresti
di stupratori. Gli ci erano voluti tre interi giorni per accorgersi che
sua moglie se n'era andata a vivere con il giovane dentista Charles
Nerval.
Il produttore gli aveva concesso l'uso della stanza della cameriera.
Dove Coen dormiva con l'Ingnue e anche con la au pair del
produttore, una ragazza norvegese che conosceva l'inglese meglio
di Coen. Dopo spintarelle e allusioni da parte del produttore, aveva
dormito anche con la moglie dello stesso produttore. Era rimasto
disorientato, quando gli amici dell'uomo avevano cominciato
a chiamarlo "Randello". Stringeva la mano agli opinionisti del
Post. E quando andava a recuperare i quattrini dai debitori del produttore
metteva cravatte sgargianti. Sua moglie gli mancava. Ai ricevimenti
si esibiva in incontri di lotta libera con un ladro alto e
grosso che il produttore aveva accolto nel proprio entourage. Coen
non si curava del dolore ai muscoli, n del fiatone che gli veniva
dopo gli incontri. Beveva whiskey sour, sputando fuori un po' di
sangue, e si spartiva cento dollari con il ladro. Il produttore faceva
molta pubblicit agli incontri di lotta libera, durante i quali voleva
che Coen e il ladro indossassero calzoncini con le paillette.
Il ladro, un ragazzo ucraino dalle gengive malate, odiava gli incontri
e odiava Coen. Una volta, mordendo Coen su una guancia,
aveva detto: Ammazzami, bello, prima che io ammazzi te. Fino
ad allora, il ragazzo non gli aveva mai rivolto la parola. Di dieci anni
pi vecchio, con i pettorali pi solidi e le ginocchia pi forti, Coen
avrebbe potuto atterrare il ragazzo in pochi minuti, ma prolungava
gli incontri per fare contenti gli ospiti del produttore. Una volta,
nel momento pi teso della quinta o della sesta ripresa, mentre
stringeva il ragazzo a forbice, Coen aveva percepito il respiro affannoso
dei presenti, la tensione dei corpi inarcati dall'eccitazione,
e aveva chiuso gli occhi. Il ragazzo aveva approfittato di quell'attimo
per liberarsi e martellare Coen con i gomiti: un atto imperdonabile,
secondo le regole del produttore. I presenti gli avevano
strappato il ragazzo di dosso, ululando e tirandogli pedate,
con le donne che scalciavano con ancor pi fervore degli uomini.
Intontito, Coen aveva fatto da schermo al ragazzo, menando
colpi a piedi e caviglie. Se n'era andato dalla stanza della cameriera e
aveva interrotto la relazione con la moglie del produttore. Si era
messo a cucinare in casa. Sua moglie lo stava trascinando in tribunale
per poter sposare il dentista.
Coen si prepar per Vander Child. Disse il proprio nome al
portiere dell'edificio. Il portiere chiam di sopra. Coen si sedette
su una panca levigata, con le ginocchia spalancate. Il portiere sorrise
da dietro il vetro azzurrognolo della sua postazione e disse in
tono condiscendente: Temo che il signor Child non conosca nessun
Manfred Coen. Specifichi di che si tratta, prego.
Digli Pimloe url Coen attraverso il taglio nel vetro.
P-I-M-L-O-E. Il portiere lo lasci passare.
Child lo accolse in una vestaglia di flanella dalle tasche enormi.
Bell'uomo con un neo sul labbro e la fronte stempiata, era della
stessa et di Coen. Coen trov difficile credere che avesse una
figlia di diciassette anni. Rimasero faccia a faccia, tutti e due appena
sotto il metro e settanta. Child aveva gli occhi pi verdi. L'agente
scelto da Pimloe gli piaceva. Prepar un punch alla frutta con rum
e lime dolce. Insistette perch tutti e due bevessero dalla stessa
coppa. Al terzo sorso, Coen si sent girare la testa. Seduti sul divano,
scoprirono di essere entrambi patiti di ping pong.
Usa la Butterfly? chiese Child.
No. La Mark V.
Veloce o lenta?
Veloce rispose Coen. Lei dove gioca?
A casa. Detesto i circoli di ping pong.
Stringendosi addosso la vestaglia, Child accompagn Coen attraverso
una fila di camere da letto, un salotto e un guardaroba. Da
una delle stanze, una ragazza dai seni appuntiti, anche lei in vestaglia,
li guard male. Era seduta su un letto rotondo e si stava levando
gli auricolari. Chi  il tizio? chiese, indicando Coen. Un
nuovo cliente? Ma  vivo?Vander, tesoro, dovr farlo su un trapezio,
questa volta? Scagli gli auricolari contro Child, che si scans
e spinse Coen fuori dalla stanza.
Mia nipote disse Child. Ha la fantasia molto accesa.  convinta
che questo sia un bordello. Si fermarono in una stanza dalle
pareti foderate di sughero, luci azzurrognole e un tavolo da ping
pong regolamentare. Coen ammir la luminosa vernice verde del
ripiano. Child gli mise in mano una Butterfly. Si sentiva la ragazza
cantare l'inno di un istituto scolastico. Carbonderry, my Carbonderry
diceva. Coen impugn la racchetta. Child prese una pallina e fece
un tiro. Coen lo ribatt con la Butterfly. Child abbozz un ghigno.
Chi le ha insegnato a tirare cos? Dickie Miles? Reisman? Preferisce
cambiare racchetta?
No, gioco con questa.
Con la pallina che sembrava scaturire dalla luce azzurra, Coen
doveva strizzare gli occhi. Si chiese quando Child avrebbe cominciato
a parlare della figlia. Provava difficolt a ribattere i suoi servizi.
Stretto nell'abito a spina di pesce, aveva i movimenti legati. E
la cravatta gli toglieva il respiro. Child lo aiut a spogliarsi, e Coen
gioc in boxer. Dapprima a disagio, a poco a poco si abitu alla corrente
che gli investiva le ginocchia di sotto il tavolo. Child aveva
un repertorio di colpi pi ricco del suo. Coen batteva l'aria. Child
attacc il suo lato debole, costringendolo a ritirarsi all'angolo del
tavolo. La Butterfly vol via per due volte dalla mano di Coen. La
ragazza cant di nuovo Carbonderry, my Carbonderry. I suoi gridolini
e la voce volutamente infantile influivano sui colpi di Coen. La
pallina emise un tonfo attutito contro la sua racchetta. Child vinceva
per 18 a 2, quando entr la ragazza. Trovare Coen in mutande
e calzini, e tutto sudato, la divert. Tesoro, ma quello non  il
segugio che ci riporter Carrie? Ha dei bei capezzoli, per un poliziotto.
Si avvicin al tavolo dalla parte di Coen. Te l'ha detto che
sono sua nipote? Coen distolse lo sguardo dalla sua scollatura. La
ragazza era pi alta di lui, e i suoi seni gli arrivavano all'altezza del
collo.  davvero mio zio, anche se nessuno ci crede.
Child affond le unghie nella Butterfly. Chiudi il becco, Odile.
Vander, non potresti usare il segugio per qualcosa di diverso?
 gi abbastanza nudo. E con la racchetta in mano  splendido. Tesoro,
fa' in modo che possa frustare l'aria, con quella racchetta.
Voglio vedere.
Child scagli la sua, di racchetta, e colp la ragazza alla spalla.
Lei sbarr la bocca in un grido silenzioso, dilatando le narici. Nel
dolore, inarc la schiena, spingendo in fuori i seni, e il corpo parve
pi sinuoso. Coen rimase sbalordito dalla sua fisicit. Con un
qualunque movimento riusciva a far sembrare pi piccola una stanza.
La ragazza usc con Child. Coen li sent parlare nel corridoio.
Quando torn, Child era molto meno interessato a Coen. Odile
fa l'attrice disse. Non si lasci impressionare dal suo modo di parlare
troppo diretto. Ha l'idea fissa della pornografia. Segn tre
punti e mise via le racchette. Port Coen nello studio. Mia figlia 
stata compagna di scuola di Odile.
Cugine di primo grado?
S, cugine di primo grado rispose Child, scrutando Coen.
Odile  la maggiore. Ha sempre dominato Caroline. Si sono impegolate
tutte e due con un pappone ebreo.
 di Manhattan, il pappone? Va in giro a piedi, o guida la macchina?
Ha un nome spagnolo, non so altro.
Guzmann? disse Coen. Csar Guzmann?
Forse.
Dove hanno conosciuto Csar, le sue ragazze?
L'ha nominato lei, Csar, signor Coen, non io. Potrebbe essere
Alfredo, Pepe, Juanito o chiss che.
E come hanno fatto a finire con il pappone, signor Child?
Qui non siamo a East Hampton, Coen. Attorno alla scuola di
Caroline girano continuamente papponi in cerca di carne fresca. E
ne trovano parecchia. Molte ragazze della Carbonderry sono scappate
con qualche chicano. La scuola mette tutto a tacere. Impossibile
infilare la cintura di castit ad Amsterdam Avenue.
Pensa che ora sua figlia sia con questo tizio? Se anche sua nipote
 stata coinvolta, dovrebbe ricordarne il nome.
Odile? Non caver molto da lei.  complice di Carrie. Gioca a
fare la scema.
Tanto vale fare due chiacchiere con lei. Vorrei rivolgerle qualche
domanda.
Preferisco di no, Coen. Pimloe pu dirle com' fatta Odile. Lui
le ha parlato, una volta. E Odile si  messa a spogliarsi a met di un
discorso. La manderebbe nella direzione sbagliata, Coen, e per giunta
cercherebbe di sedurla. Comunque,  gi stata interrogata dai miei
uomini. Gli investigatori di un'agenzia privata che avevo assunto.
E Odile che cosa gli ha detto?
Niente. Gliel'ho gi spiegato, Coen. La puttanella si diverte a
stuzzicare i poliziotti.
Child gli dette qualche fotografia di Caroline e il rapporto degli
investigatori privati. Il rapporto era in una grande busta marrone
dai bordi smerlati, segno distintivo di quella particolare agenzia.
Gli smerli irritarono Coen. Era certo che gli investigatori avessero
succhiato un sacco di soldi a Child. La ragazza delle fotografie
aveva la faccia incolore e capelli come paglia. Il collo, le mascelle
appuntite, le ossa dietro le orecchie avevano poco a che vedere con
Child. Coen sbirci dentro la busta. Vide un fascio di note spese
gonfiate, annotazioni su "veicoli sospetti" posteggiati vicino alla
Carbonderry School, accenni alla tratta delle bianche. Coen non
riusciva a credere che qualcuno si prendesse la briga di rapire una
ragazza tanto insignificante.
Pensano che Caroline possa essere in Per disse Child.
Coen sorrise fra s. I Guzmann venivano dal Per, dove i loro
cugini facevano i ladruncoli, i banditi di strada, gli informatori; i
cugini avrebbero inghiottito cento ragazze di NewYork, se solo Pap
Guzmann gliel'avesse chiesto.
Un po' di denaro disse Child, estraendo seicento dollari da
una scatola di legno. Secondo Pimloe, nessun poliziotto  bravo
quanto Manfred Coen a comprare informazioni.
Con questi seicento foglietti potrei comprare il mondo intero,
signor Child.
Li tenga disse Child, stringendo la mano di Coen attorno alle
banconote. Il Per  un posto solitario.
Coen gioc con la lampada fuori dall'appartamento di Child.
Fece passare davanti alla luce tutte e sei le banconote da cento, per
vedere se Pimloe le avesse contrassegnate. Il denaro era pulito.
Child stava studiando i particolari del suo festival in onore di Harold
Pinter, quando sent battere all'interno del montavivande.
Ignor il rumore, infastidito, pensando che si trattasse di un topo
fra i cavi, o del figlio del sovrintendente che scorreggiava nella tromba.
Doveva aprire il festival con I nani o con Il compleanno? Doveva
scritturare una compagnia di pellerossa o importarne una
dall'Inghilterra? Era sotto di cinquantamila dollari. Per raccattare i
quattrini, bisognava che Odile galoppasse pi in fretta. Child non
avrebbe mai finanziato musical. Non avrebbe mai voluto avere a
che fare con stupide commedie gialle. Rifiutava qualunque lavoro
prevedesse la presenza di divi del cinema, che pure gli avrebbero
garantito un guadagno di centomila dollari l'anno.
Vander era un purista, riguardo agli spettacoli da produrre, anche
se sapeva che ci avrebbe rimesso quattrini. Suo padre, pure lui
Vander Child, aveva trasmesso a Vander II l'amore per i croissants
e pour le ping pong. Vander II aveva imparato a giocare a ping pong
a tredici anni in una balera vicino al Bois de Boulogne, mentre Parigi,
finita la Seconda guerra mondiale, veniva invasa da campioni
di ping pong cecoslovacchi disoccupati e Vander I era l'ambasciatore
non ufficiale di NewYork in Francia. Dopo tre noiosi anni
a Princeton, durante i quali aveva alleggerito le tasche dei suoi
compagni giocando a ping pong con loro, Child si era unito a un
gruppo di attori senza il becco di un quattrino, aveva portato a
New York una produzione di Alfred Jarry e si era guadagnato il soprannome
di Angel Child.
In cucina, il bussare persisteva.Vander apr il montavivande. Ne
rotol fuori il Cinese, la camicia macchiata di grasso, la parrucca di
traverso su un occhio. Vander si prepar ad afferrarlo per le bretelle
e a ricacciarlo nel montavivande.
Non farlo disse il Cinese, l'unico occhio scoperto fisso su Vander.
Ci ha gi provato un altro bianco a mettermi le mani addosso,
un poliziotto vestito elegante, che rimpianger il giorno in cui
 uscito dalla pancia di sua madre. Questo poliziotto ha un leccapiedi
portoricano, uno zoppo. Finiranno male tutti e due.
Chino, hai aggredito qualcuno dei miei portieri? Hai rotto qualche
cranio?
Nossignore. Sono passato dalla cantina. Non  stato facile, trovare
il montavivande giusto. Vander, mi fanno male le ginocchia.
Non sono abituato a starmene aggrappato ai cavi.
Chi ti manda? Zorro? Puoi dirgli che non accetter pi i suoi
quattrini.
Diglielo tu. Non tratto affari salendo in un portavivande. Sono
venuto per Odette. DoV? Nella vasca?
Vander dovette ridere. Non avresti dovuto rubarle la biancheria,
Chino. Ha giurato di cavarti gli occhi.
Per me va bene.
Il Cinese si mise le mani aperte ai due lati della bocca e url verso
il soffitto di Vander, chiamando Odette. Risparmia i polmoni,
Chino. Odette  con le sue amichette.  andata al Dwarf.
Il Cinese volle controllare personalmente. Spost la parrucca,
in modo da avere tutti e due gli occhi liberi, attravers il salotto,
spalanc gli armadi alti due volte lui, ispezion le quattro vasche
da bagno di Vander. Fu attratto dalla delicatezza del profumo di
un sapone a forma d'uovo e dall'abbondanza di indumenti appesi
a un uncino d'argento. Accarezz il sapone, annus gli indumenti
alla ricerca di tracce di Odette. Poi, convinto che lei non c'era,
and alla porta per uscire.
Vander gli blocc la strada. Chino, sarei pi contento se
usassi di nuovo il montavivande. I miei vicini potrebbero non
apprezzare il tuo aspetto.
Il Cinese spost Vander afferrandolo per il braccio. Vander, ho
una regola. Mai usare la stessa strada. Porta sfortuna.
Allora levati almeno la parrucca. Potresti spaventare il ragazzo
dell'ascensore.
Il Cinese si mise la parrucca sotto il braccio, scoprendo i capelli
ritti sulla testa. Vander non registr un grande miglioramento;
l'assenza della parrucca serviva solo ad accentuare le rughe profonde
che dalle orecchie del Cinese arrivavano alle guance e salivano
agli occhi. "Linee sinistre" pens Vander, che non riusc a rilassarsi
finch l'ascensore non scese dal suo piano. Chiam Pimloe in ufficio
e gracchi nella cornetta:
E tu la chiami protezione, Herbert?  venuto qui... non Zorro,
il Cinese. Per poco non mi staccava un braccio. Herbert, non ho fatto
un accordo per avere questo. Avevi promesso di tenere un uomo
qua davanti ventiquattr'ore su ventiquattro. Ah, il tuo ragazzo,
Coen,  stato qui. Non riusciva a staccare gli occhi da Odile... Cosa?
Herbert, non sono il padrone della ragazza. Non posso metterle
il guinzaglio... Herbert, Odile non ha visto Zorro .Vuoi che non
lo sappia? Se mi mentisse, le spezzerei le dita. Ma lasciamo perdere.
Non voglio pi trovarmi un cinese nel montavivande. Occupati
innanzitutto di lui. Ciao.
Il Cinese gli aveva rovinato l'appetito. Vander non si sarebbe
fatto portare madeleines e croissants freschi dalla ptisserie. Quel
giorno avrebbe ingollato pane comune.

 Capitolo 4.

Coen trov l'autista di Pimloe che dormiva nella macchina del primo
vice, in Columbus Avenue, a due porte dalla sua casa. Lo svegli
battendogli le nocche sulla testa.
Non esagerare, Coen disse l'autista.
Sta'a sentire, Brodsky. Il tuo capo deve avermi preso per un ritardato
mentale. Non mi va che uno che non  nemmeno ebreo
mi molli seicento dollari per un lavoretto del cazzo. Perch Pimloe
vuole incastrarmi? Quante idiozie sui Guzmann ha rifilato a Child?
Quello schmuck ha detto che Csar batte le strade in macchina, dimenticando
che non  capace di guidare.
Se Pimloe  uno schmuck, come mai se volesse potrebbe costringerti
a portare di nuovo la divisa e a mangiarti il distintivo? 
il tuo padrone, Manfred. Fallo arrabbiare, e ti troverai a pattugliare
le strade per qualche oscuro comandante di distretto di Staten
Island. Quindi, comportati bene. Trova la ragazza.
Coen sal in macchina. Portami da Pimloe.
Neanche per sogno. Hai gi avuto un colloquio con lui. Basta
e avanza. Pimloe non ha tempo da perdere.
Come mai?  a spassarsela alla Gracie Mansion?
Lui non  come te, Coen. Non continua a cacciarsi in tasca
palle di ping pong. Brodsky sorrise, poi ricord le nocche di Coen
e si massaggi la testa. Rilassati, Manfred. Inutile prendersela
tanto.
Child non sembra poi cos preoccupato per la figlia.
Scommetto che la ragazza vive nella Nona Strada con qualche giocatore
di bocce professionista e che fuma erba seduta sul pavimento.
Nella Nona Strada? Allora trovarla non dovrebbe essere difficile.
Brodsky, levati le dita dal naso e incollale al volante. Devo andare
all'angolo fra Amsterdam e l'Ottantanovesima.
Brodsky lo accompagn di fronte a un edificio con due bandiere
drappeggiate davanti all'entrata; le bandiere avevano scritte in
lettere floreali ed erano rallegrate da una spruzzata di stelle e chiazze
bianche, viola e oro. Brodsky fu divertito dalle bandiere. Che
cos'? Uno dei bordelli di cui si sente tanto parlare? Strettamente
riservati ai diplomatici africani?
 la scuola della ragazza scomparsa.
Manfred, devo aspettarti?
No. Di'a Pimloe che sto dietro a un pappone bianco che viaggia
in Cadillac e rifornisce il Per di ragazze brutte.
Adolescenti in completi color prugna entravano e uscivano dalla
Carbonderry School, leccando coni gelato. Le ragazze dalle calze
scure erano ben lontane dalla sensualit di Odile, anche se alcune
di loro si muovevano con una sorta di goffa grazia. Coen non vide
nessuna plausibile macchina di papponi, in giro; niente Mark IV
dai vetri lievemente oscurati; niente Eldorado color panna; niente
carrozzerie argentate e niente carrozzerie verde menta. Nel giro di
un'ora, agenti in borghese con fasce colorate ai polsi e calzoni di
tela passarono davanti a Coen per quattro volte. Coen li riconobbe
dal colore delle fasce. Di gioved, i ragazzi dell'Anticrimine le
portavano sempre azzurre. Davano la caccia al pedofilo che operava
esclusivamente nel West Side. Uno di loro ferm Coen. Ti
piacciono le scuole, cocco di mamma?Ti ecciti ad annusare le scarpe
delle ragazzine? Come ti chiami?
Coen gli cacci il distintivo contro i denti. E l'agente, molto pi
giovane di lui e intimidito dal distintivo d'oro, se ne and da un'altra
parte. Altre fasce colorate si avvicinarono a Coen, che dovette
rinunciare alla scuola, se non voleva essere bloccato ogni quarto
d'ora da qualche baby poliziotto. Decise di andare a far visita a zio
Sheb. Ma prima pass dal chiosco di papaia di Broadway e si mise
a cercare un chileno a bordo di un taxi abusivo. Fu il chileno, quel
giorno senza taxi, a trovare lui. Bevvero succo di papaia a spese di
Coen. Il cileno s'innervosiva, quando Coen restava in silenzio. Invidiava
la capacit di Occhibl di rendersi come invisibile, un poliziotto
con l'aria di non volere e non apprezzare niente. E cos, decise
di parlare lui. Ho bisogno di una tazza di caff, Manfred. Il
mio taxi  in officina.
Un'intera tazza? chiese Coen, scendendo sul terreno della
contrattazione fra agente e informatore, ma senza l'affetto che provava
per Chicano Arnold. Che cos'hai che valga una tazza di caff?
Prova a chiedere.
Un pappone bianco, che forse va in giro in una Cadillac verde.
Specializzato in puttane molto giovani. Voglio il suo nome.
Bianco? Bianco come, Manfred? Con gli occhi azzurri?
Magari marroni o grigi.
Prova con Baskins. Elmo Baskins. Le ragazze lo chiamano Elmo
il Grande.
Dove lo trovo?
Per strada, fratello. Guida una Imperial gialla.
Ti do solo mezza tazza disse Coen, sfilandosi di tasca cinquanta
dollari. Devi cantare molto pi forte per avere l'altra met.
Il cileno prese la banconota, e Coen si allontan per Broadway.
Entr in una drogheria e compr mandorle tostate, albicocche secche
e mezzo chilo di bastoncini di sesamo. Entr nel Manhattan
View Rest carico di sacchetti e salut le vecchie signore sedute fuori,
sulla panchina verde. Era sicuro che conoscessero la sua storia.
Manfred, figlio di Albert e di Jessica, che avevano cacciato la testa
nel forno vestiti in abito della festa e avevano fatto notizia sul Daily
News. Per zio Sheb, Coen aveva scelto il Manhattan Rest perch
era un posto laico: non voleva che suo zio venisse tormentato da
vecchi ebrei fanatici per via di un fratello e una cognata suicidi. Era
stato Sheb a trovare Albert e Jessica; era stato Sheb a tirarli fuori
dal forno e a gridare la loro morte dall'alto della scala antincendio.
Ma era considerato pazzo gi da molto prima che questo accadesse.
Se n'era stato nel negozio di Albert, con l'uccello fuori, a studiare
le uova controluce. Nessuno riusciva a vedere il puntino di sangue
pi in fretta di Sheb. Le uova con il puntino se le beveva lui, sputando
pezzi di guscio sul bancone. Le vedove e le mogli meno giovani
accettavano il suo ricatto e si sdraiavano con lui sulla branda
vicino al gabinetto per avere in cambio le uova pi grosse. Era stato
quel sesso continuo a mantenerlo almeno in parte normale. Aveva
dovuto vestirsi per le sue donne e tagliarsi i capelli. E sussurrare
le frasi giuste, mentre accarezzava un ginocchio e scrutava le uova
controluce.
Coen attravers il reparto scapoli del Manhattan Rest e trov
suo zio in una stanzetta vicino alla biblioteca, dove gli uomini potevano
ritirarsi a riflettere in privato. Sheb indossava una vecchia
camicia di Coen e i calzoni grigi che il nipote aveva portato all'accademia
di polizia. Piangeva e scriveva una lettera graffiando la
carta con la penna stilografica priva di interiora. Ogni cinque segni
affondava l'intera penna in una bottiglia d'inchiostro. Finse di
non vedere Coen, che ascolt il fruscio senza chiedere niente.
Albert, non abbiamo la pancia per questo. Conosco uomini
con le tette. Ma non con la pancia. Jessica  la migliore di noi. La
persona superiore  quella che per pisciare si siede. Sempre. Preferirei
avere un buco, dentro i calzoni, al posto dell'uccello. Quante
uova, Albert? Quante uova?
L'inchiostro gocciolava sui calzoni di zio Sheb, cos Coen si decise
a parlare. Scrivi ad Albert, zio Sheb? Sheb rispose alla sua
domanda con sorprendente lucidit.
Albert  morto da tredici anni. Come potrei scrivergli? Ma dimmi
una cosa. Che cos'hai in mano?
Dolci, zio. Comprati a Broadway.
Sheb ispezion i sacchetti. Annus le mandorle tostate, mangi
un'albicocca secca, spezz in due i bastoncini di sesamo. Sgrid
Coen perch aveva comprato troppa roba. Manfred, ti aspetti di
azzittirmi con mezzo chilo di sesamo? Sentilo. Non  almeno mezzo
chilo? Coen si chiese perch suo zio fosse sempre aggressivo,
nei momenti di lucidit. Non me la dai a bere. Pensi che la colpa
sia di Sheb. Altrimenti saresti venuto con meno sacchetti.
La colpa? La colpa di che?
Sheb toss sui bastoncini di sesamo. Perch non due etti? Sarebbe
stato un peso ragionevole. Non verrebbe il mal di stomaco,
con due etti. Manfred, hai mai visto scoppiare una pancia? Strizz
l'occhio. I dolci contengono un sacco di gas. E se il gas ti arriva al
cervello, sei fritto. Le orecchie ti diventano blu. Piangeva di nuovo.
Le uova di tuo padre, che Dio lo benedica, erano grosse. Ho
portato anche i suoi calzoni. Mi andavano stretti all'inguine, come
questi. Jeronimo si  fatto vivo?
Sta con i Guzmann, zio. E poi, io non lo conosco pi, il Bronx.
Non sono pi riuscito a trovare Boston Road.
Jeronimo era il fratello maggiore di Csar, un ragazzo di quarantatr
anni. Preparava sciroppi nel negozio di dolci dei Guzmann
e divorava chili di cioccolata. Trentasette anni prima era stato sbattuto
fuori dalla prima elementare a causa delle prodigiose erezioni
che aveva gi a sei anni. Jeronimo non aveva mai sentito la mancanza
della scuola. Se n'era stato rintanato nel negozio di dolci o
a guardare Sheb Coen bere uova gallate.
Jeronimo  stato qui.
Jeronimo in Riverside Drive? Zio, non sa riconoscere le strade.
 venuto a farmi visita il mese scorso. Abbiamo mangiato tre
stecche di cioccolata.
Era con Csar?
No, solo.
Dove abita? Per caso, ha accennato a dove sta Csar?  importante.
Non ha detto niente. Come si fa a parlare con la bocca piena
di cioccolata?
Zio, andiamo, qui dentro si sta facendo buio.
Sheb non permise a Coen di passare dai quartieri riservati alle
vedove e alle nubili. Era stanco di intrighi. Aveva deciso che al
Manhattan Rest si sarebbe dedicato esclusivamente alla contemplazione.
Manfred, non immagini le scopate che fanno qui dentro.
Se la passano male solo le coppie sposate. Andarono a sedersi
nella sala comune, e Sheb offr alle infermiere, alle nubili, alle donne
delle pulizie e ai mariti cornuti l'opportunit di attingere ai suoi
sacchetti. Gli piaceva esibire Coen ai suoi confratelli. Mio nipote
sta con gli sbirri di Manhattan. Porta una pistola che
potrebbe spappolarvi la testa. Sono suo zio.
Niente pi Coen, oltre a noi. Mio fratello
Albert ha deciso che cinquant'anni di vita erano sufficienti.
Ha cacciato la testa nel forno insieme a sua moglie. Per loro, fuori
faceva troppo freddo. Jessica aveva la pelle delicata.
Senza preavviso, Sheb strinse le labbra, e lui e Coen caddero
nel loro usuale atteggiamento di mutismo, mangiando albicocche
per un'ora. Un gruppo di vedove sbirci nella sala comune, ammirando
l'aspetto stolido dei due Coen, e se ne and con la convinzione
che il pi bello fosse Sheb. Sheb fin l'ultima albicocca e
sorrise. Non c'era niente di abrasivo, in quei silenzi. Erano la caratteristica
dei Coen. Albert e Sheb erano stati per trent'anni in un
negozio di uova grufolando solo un paio di parole al giorno. Perfino
il peggiore dei cornuti del Manhattan Rest riusciva a cogliere
la corrente che passava fra Sheb e Coen. Zio e nipote avevano galvanizzato
met della popolazione della sala comune, prima che
Coen se ne andasse.
Scendendo per Columbus Avenue, Coen ebbe la sensazione di
essere seguito da un uomo dai capelli rossi. Si ferm davanti alla
vetrina di un drugstore a leggere un cartello sulla circolazione sanguigna.
Un meccanismo in basso sputava acqua viola nei reni, nel
cuore e nel cervello attraverso un sistema di tubi biforcuti. L'uomo
di Coen entr in un bar cubano. Coen continu a guardare i tubi.
Il telefono suonava, quando Coen entr in casa. Colse la disaffezione
nella voce di Isobel. Andando in giro per incarico di Pimloe,
Coen aveva dimenticato la portorriquena del Distretto di polizia.
Lei non lo sgrid. Aveva un messaggio da parte di Chicano Arnold.
Arnold era inciampato in qualcuno e aveva perso la scarpa
ortopedica.
L'hanno portato al Roosevelt, Isobel?
Arnold odia gli ospedali.  nella sua stanza.
Chi gli ha rubato la scarpa?
Chino Reyes.
Coen ricord il suo uomo di Columbus Avenue, la faccia sotto
la parrucca rossa. Si dette del cazzone, cazzone, cazzone, cazzone.
L'israelita sta impazzendo, decise Isobel, e riattacc.
Isobel dovette tenere a bada il tenente, che voleva infilarsi sotto la
sua gonna. Il capitano aspetta il latte disse. Ma non sal al piano
di sopra. Sarebbe stata aggredita da quelli della Squadra omicidi.
Le facevano ancora male i gomiti per averli sfregati contro la panca
davanti all'armadietto dell'agente investigativo Brown. E DeFalco le aveva stracciato le mutandine a rete, al rientro dal turno di
notte. E cos, Isobel sgattaiol alle spalle del tenente senza firmare
il foglio presenze, sorrise al poliziotto di guardia, salut una delle
sue amiche che batteva a macchina vicino alla sala agenti e anticip
la pausa per la colazione. L'israelita le mancava. Brown e DeFalco
erano brutali, con lei. L'israelita aveva il tocco morbido. E
quando mordeva un capezzolo sapeva fermarsi al momento giusto.
Isobel si divertiva di meno, al Distretto, quando Coen non c'era.
Era stanca di essere brutalizzata dai tori della squadra. E i basettoni
di Brown non le piacevano. Flirtando con il tassista portoricano
(senza incoraggiare i suoi sogghigni, n gli schiocchi che faceva
con la lingua), in meno di tre minuti si trov a casa di Coen.
L'israelita aveva la giacca. Stava andando all'albergo di Arnold.
Isobel pens che era un peccato che Arnold non fosse riuscito a
salvare la sua scarpa. Coen esit a togliersi la giacca, ma la fece entrare.
Isobel, mi hanno costretto a correre per tutta la citt disse. A
Isobel piaceva il tono nasale della sua voce. DeFalco non riusciva
a parlare senza che sulle labbra gli si formassero bolle di saliva. E
Brown aveva l'orgasmo troppo vicino all'orecchio di Isobel; i suoi
ansimi minacciavano di farla diventare sorda.
Non mi lamento, Manfred.Vuoi andare a trovare Arnold? Vengo
un'altra volta.
Ma si trovarono ad agitarsi sul divano letto; Coen non le lasciava
saliva sulle braccia come DeFalco, n le graffiava le natiche con
l'unghia gialla degli alluci, come Brown. Non era un uomo affamato.
Non possedeva una moglie a Long Island, non arrivava da
Isobel direttamente dal letto matrimoniale. Non aveva fotografie
di bambini, n istantanee di un giardinetto o di un divano di famiglia
con le quali ferirla, ricordarle che era solo una portorriquena,
un'ausiliaria alla merc dei tori. E non selezionava le sue parti sessuali,
inventando lodi sulla particolarit della forma della sua clitoride
finch lei si sentiva una donna poliziotto dai genitali deformi.
L'israelita non scrutava. Non l'osservava dagli angoli del divano
letto. L'aiut a denudarsi, accettando le mutandine stracciate e
le macchie di latte sul reggiseno da sera privo di spalline.
Ma Isobel non riusc a penetrare oltre il suo sguardo. Coen
non raccontava niente di s (Isobel l'aveva saputo da Brown e dal Chicano che
la moglie l'aveva lasciato per un dentista e che era rimasto orfano
a ventitr anni). Avrebbe voluto confortarlo, raccontargli i propri
dolori, un marito che aveva stuprato sua sorella e se n'era andato
dall'altra parte del paese, sul Great Salt Lake, un padre morto di
tubercolosi, un fratello che si era sporto troppo per acchiappare un
piccione ed era caduto da un tetto di Brooklyn, ma sentiva che l'israelita
aveva in mente Arnold, e lei gli avrebbe impedito di concentrarsi
sulla scarpa ortopedica. E cos rimase zitta senza far niente,
tranne ricordargli che ore erano.
Manfred, non c' bisogno che prepari la vasca. Devo rientrare
in servizio all'una.
Ma lui le fece il bagno. Isobel non aveva mai incontrato un poliziotto
capace di essere tanto gentile in una vasca. Coen le lav i
seni senza misurarli e senza contare i nei. Non fu schizzinoso per
il sudore delle sue ascelle. Non calcol quante smagliature aveva
sulla pancia (Isobel le attribuiva agli aborti che aveva avuto). Era
tardi, e Isobel dovette scuotere i capelli sul tappetino e allacciarsi
il reggiseno sulla pelle bagnata. Coen tent di dissuaderla.
Isobel, il tenente pu aspettare. Ha tutto il pomeriggio per chiederti
di portargli la Coca Cola.
Manfred, tu vivi di sopra, fra gli agenti investigativi. Tu risolvi
i misteri. Tu vai e vieni. Non li conosci, i ragazzi in divisa. Mi pisceranno
nelle mutande, se non vado a fare la balia al loro prezioso
centralino e a preparare il caff.
L'ho portata anch'io l'uniforme, Isobel. All'accademia. Grigia
invece che azzurra. Non m'importerebbe di rinunciare al distintivo.
Potrei sopravvivere anche in divisa. Oppressa dalla fretta,
Isobel non poteva pi discutere.
Invece, gli fece un complimento. Sei pi carino con il vestito a
spina di pesce.
Ma quello, quell'israelita, le sarebbe piaciuto anche in uniforme
azzurra. Lo baci all'angolo della bocca, la lingua dietro le labbra
serrate (non se ne sarebbe andata, se no), e in strada cerc un
taxi. Una mano la spinse verso il bordo del marciapiede, ma senza
farla cadere. Isobel vide lembi di pelle nera sotto una parrucca
rossa. Il Cinese provava gratitudine per Isobel. Quando era stato
nella gabbia del Distretto, dove Coen l'aveva trascinato per prendergli
le impronte digitali, lei gli aveva portato acqua e biscotti secchi.
E poi, non avrebbe mai aggredito una portorriquena in Columbus
Avenue .Voleva semplicemente ricordare a Isobel che le era grato.
In una mano reggeva una borsa della spesa.
 l dentro che tieni la scarpa di Arnold? chiese Isobel.
Il Cinese scopr i denti. Di che ti meravigli? Occhibl non porta
forse una borsa cos, quando va a lavorare?
Chino, stai pedinando Manfred?
Non lo farei mai. Questa strada non  di propriet dello sbirro.
Cerco affari.
Che tipo di affari?
Non ho preferenze.
Chino, dammi la scarpa. Non dir a Manfred dove l'ho presa.
Anzi, gli dir che l'ho trovata fra l'immondizia.
Il Chicano deve soffrire disse Chino, allontanando la borsa
dalla mano tesa di Isobel. Aiut la ragazza a salire su un taxi.
Fattelo in fretta, Isobel. Occhibl ha vita breve.
Il Cinese non prov nessun piacere a guardare gli occhi gonfi
di Isobel; aveva sbagliato a misurare il suo attaccamento a Coen.
Non preoccuparti le disse. Io sono l'angelo custode di
Occhibl. Con me in giro per Manhattan, che cosa pu succedergli?
Isobel arriv al Distretto mentre gli agenti di pattuglia cambiavano
turno. Alcuni di loro avanzarono con gli sfollagente fra le gambe,
puntati su Isobel. La signora di Coen dissero. La sposa di
Fucile Coen. E si riversarono fuori, stringendosi attorno a Isobel
e trascinandola indietro, finch lei non riusc a liberarsi da quella
marea. L'agente di servizio, che in assenza di Isobel si era messo al
centralino, rise cos forte che si dimentic di sgridarla. Se Isobel
non si occupava del centralino, lui non poteva assolvere i suoi compiti
pomeridiani. Doveva trovare una marca particolare di sigari per
il cognato del capitano, e fare da autista alla moglie del tenente,
che doveva andare in un salone di bellezza del Queens. Isobel non
se la prese per le sue palpate. L'agente era troppo occupato a pensare
ai compiti che lo aspettavano per stringere eccessivamente. E
Isobel pensava a Coen.

 Capitolo 5.

Coen dovette salmodiare il proprio nome due volte, prima che Arnold
lo facesse entrare. Arnold si trascin di nuovo fino alla branda.
Abitava in un albergo di Columbus Avenue riservato a occupanti
di stanze singole, detti OSS. Teneva una lattina di latte al cacao
e tutte le altre provviste sul calorifero. Aveva graffi e lividi sui due
lati del naso. Stringeva una spada giapponese.
Se il Cinese viene qui, lo ammazzo. Glielo insegno io, il
fan-tan. Gli incido una scacchiera sulla pancia.
Arnold, che cos' successo?
Arnold si picchi il piede deforme con la parte piatta della spada.
Mi ha aggredito, Manfred. In Amsterdam Avenue. Quel porco
mi ha rubato la scarpa e l'ha cacciata in una borsa.
Portava una parrucca rossa?
Non lo so. Si  mosso troppo in fretta.
Sei sicuro che fosse Chino?
Arnold fece una smorfia. Conosco il suo stile. Solo un porco
come lui pu rubare la scarpa a uno zoppo. E poi ha parlato. Ha
detto di portare i suoi rispetti a Occhibl.
Ci penso io a lui, Arnold. Tu riposati.
Coen si sedette sulla branda. Arnold lo vide irrequieto, anche
se il suo patron faceva l'educato e rispettava il suo malumore. E cos
Arnold tent di alleggerirlo da quel peso. Manfred, dimmi che
cosa vuoi.
Niente rispose Coen.
Arnold voleva farlo reagire prima che si chiudesse in uno dei
suoi silenzi impenetrabili. Che cosa posso comprare per te? Manfred,
parla chiaro.
Coen chin la testa. Un pappone bianco chiamato Elmo. Elmo
il Grande. Tratta ragazzine. Dove posso trovarlo?
Prestami dieci dollari. Arnold part, usando la spada come
stampella. La spada lasci piccole indentature nella moquette. Arnold
and da una prostituta che viveva nella stanza accanto alla
sua. La donna batteva il quartiere dei manifatturieri e quaisi tutto
il West Side. Si sentiva debitrice nei confronti di Arnold. Prima che
il comandante del Distretto lo sbattesse fuori, Arnold la riforniva
di piccoli generi di conforto, ogni volta che gli agenti investigativi
della squadra di Coen portavano dentro le ragazze. Attraverso Arnold,
Coen poteva mettersi in contatto con tutte le prostitute dell'albergo.
Ascolt avvicinarsi i colpi della spada sul pavimento del
corridoio. Arnold gli restitu i dieci dollari.
Betty dice Times Square. Non accetta quattrini da te. Questo
Elmo staziona attorno a Port Authority.  un duro. I papponi negri
gli girano alla larga. Raccatta le ragazze appena scendono dagli
autobus. Sai, quelle che scappano di casa e vengono dal Sud.
Bianche e nere, dagli undici anni in su. Manfred,  uno che non si
spaventa.
Si spaventer disse Coen, alzandosi dal divano. Arnold brand
la spada e lo segu.
Vengo con te. Manfred, non riuscirai a beccarlo, senza di me.
Lo arresto con una scusa. Betty ti ha detto qualcosa a proposito
della sua macchina?  un'Imperial gialla?
No, un'Apollo. Una Buick Apollo color fango.
Coen si tortur il mento, un'abitudine presa dal padre, che andava
avanti cos per giorni, senza vendere un solo uovo.
Manfred, che cosa vuoi da un fetente come quello?
Sto facendo un favore per conto del Dipartimento di polizia.
Coen dovette fare lo slalom fra le bottiglie di Swiss-Up sparse
per il corridoio. Alcuni OSS gli sussurrarono dalle loro stanze: Ehi,
fratello, che succede?. Non avevano bisogno che fosse Chicano
Arnold a dirgli chi era Coen. Lo conoscevano perch frequentava
il circolo di ping pong di Schiller, che si trovava nello scantinato
dell'albergo. Quando erano stanchi di fissare i muri e di bere il vinaccio
che tenevano sui davanzali delle finestre, scendevano da
Schiller, dove potevano riunirsi su una panca a guardare le palline
di ping pong volare sotto la luce soffusa. Erano molto contenti degli
orari del circolo, che non chiudeva mai. Schiller, uno gnomo
barbuto che abitava in una stanzetta minuscola dietro il locale, sfidava
i suoi clienti pi eleganti a sedersi con gli OSS, con i quali divideva
il pane integrale e per i quali cucinava flan di verdura. Ma
era un uomo dall'umore variabile. E se gli OSS chiedevano troppo
o scagliavano pezzi di pane contro i giocatori, lui li buttava fuori.
In genere ci voleva una settimana perch gli OSS lo perdonassero
e ricominciassero a mangiare il suo cibo. E poi, odiavano il
Chicano. Schiller non lo cacciava mai insieme a loro. Arnold aveva una
sedia di fronte al tavolo riservato a Coen. Si sentivano inferiori a
lui per via delle manette che aveva e per la sua vicinanza ai tori di
Manhattan. E cos sputavano fuori i suoi segreti. Imitavano la sua
andatura. Quel piede veniva da un accoppiamento fra consanguinei,
dicevano. Un padre scopa la figlia, e nasce Arnold con
le dita del piede fuse insieme. Com'era possibile, altrimenti, che la
madre avesse solo dodici anni pi del figlio? Lo sapevano tutti che
il padre di Arnold faceva il becchino a San Juan. Il Chicano, amavano
ripetere, a cinque anni era venuto via da Portorico con la sorella-madre-zia
per aiutarla a fare carriera come prostituta nella
Harlem nera. Il piccolo fetente si dipingeva le dita del piede deforme
con i colori delle uova di Pasqua e zoppicava per Harlem a raccattare
clienti per la madre. Razza di porco. E poi, solo un disgraziato
poteva succhiare quattrini a un ebreo dagli occhi blu.
Coen fu tentato di fermarsi al circolo di ping pong (Schiller teneva
la racchetta, le scarpe di tela, l'asciugamano e i calzoncini di
Coen in un armadio zeppo di roba). Ma se fosse entrato da Schiller
avrebbe passato il pomeriggio a battere palle e gli sarebbero rimaste
poche energie e ancor meno entusiasmo da dedicare ai papponi
di Port Authority. E cos si allisci la riga dei calzoni e prese un taxi
per Times Square. Coen era uno degli ultimi poliziotti di New York
a non avere l'automobile. Di tanto in tanto prendeva in prestito una
Ford verde dal parco macchine del Dipartimento, ma preferiva andare
a piedi o in metropolitana. Seduto al volante, si metteva a
pensare a suo padre, a Jeronimo, alle due bambine di sua moglie, e la
sua attenzione volava via dalla strada. I tori della sua squadra erano
convinti che avesse un autista segreto, qualcuno del Primo dipartimento,
che lo scarrozzava per la citt, e questo rafforzava la loro convinzione
che Coen fosse un fetente e facesse la spia per i capi.
Scese per la Nona Avenue. Mangi un'arancia nella Quarantasettesima
Strada. Girell per le bancarelle di dolciumi. Compr
una brioche greca, contento di aver scelto la Nona Avenue invece
dell'Ottava. Lo smercio di carne sui marciapiedi, i negozi di
cuoio finto, gli uomini in cappello di feltro e giacca bianca che invitavano
la gente a entrare nei locali porno l'avrebbero solo depresso.
Coen, che all'obitorio aveva visto cadaveri martoriati di
bambini e aveva sentito l'odore dei corpi bruciati dopo gli incendi,
era passato dall'accademia al Primo dipartimento e dal Primo
dipartimento alla Squadra omicidi senza aver mai dovuto fare irruzione
in un pomoshop.
Gir attorno all'edificio di Port Authority, not i papponi neri a
bordo delle Buick e delle Cadillac posteggiate nelle strade adiacenti.
Anche loro lo notarono e tirarono su i finestrini in modo che
non potesse guardarli in faccia. I papponi erano soli. In giro, niente
ragazze di campagna con lo zainetto liso. Coen sal su una
Sedan de Ville posteggiata fra due taxi dalla parte del terminal che
dava sulla Nona Avenue. Non vedeva altri papponi bianchi. Elmo
Baskins?
Elmo non gli fece posto, e Coen dovette appiattirsi contro lo
sportello. Quando era arrivato Coen, il pappone si stava pulendo
con un dito la mascherina delle scarpe con il tacchetto. Portava
anelli dalla pietra rosa e cinturini da polso con incastonati pezzi di
vetro. Chi mi vuole?
D'istinto, Coen rispose: Vander Child.
Elmo rise. Vander Child, o il suo pistolero? Ma non farmi ridere.
Devi essere Coen, lo sbirro padrone di Manhattan.
Coen si mise pi comodo e tent di intimidire il pappone. Puoi
parlare con me, Elmo, o con il procuratore distrettuale.
Rapire ragazzine dalle scuole private non aumenta la tua
popolarit. Cont
sulle dita. Significa sodomia, stupro, trasporto di minori oltre i
confini dello stato. I rapitori di bambini non piacciono a nessuno.
Elmo non casc nel bluff. Sta'a sentire, amico. Ti aiuto ad arrestarmi.
Guido io. Portami dentro.
Elmo, come va la tratta delle bianche? Dove hai nascosto la ragazza
Child?
Va'a dormire, bello.
Rimasero seduti senza toccarsi, a pochi centimetri di distanza,
con Elmo che alitava sugli anelli e Coen che avrebbe voluto dimenticare
Pimloe e tornare ad acchiappare assassini, finch da sinistra
arriv Arnold, che spinse Elmo contro Coen. Elmo si arrabbi.
Non voglio portoricani sulla mia carretta! Arnold aveva gi
lasciato cadere un pacchettino da pochi dollari d'eroina nel portacenere
di Elmo (la roba veniva da Betty). Ora si aspettava che Coen
arrestasse il pappone. Non era nervoso. Gli era gi capitato di dover
"sporcare" qualche Cadillac. Elmo inghiott bile. Detestava essere
stretto fra uno sbirro e il suo informatore. Dapprima si mise a
sbraitare, poi vide la spada di Arnold. Coen rimase sbalordito. Il
pappone non riusciva a controllare la paura. Solo un pazzo poteva
girare per Times Square armato di spada. Elmo si sentiva in pericolo,
con un tipo come quello. Sarebbe stato capace di squarciargli
la fodera dei sedili. Il tuo uomo  Guzmann.
Perch Guzmann?
 in lite con Child.
Vander sostiene di non aver mai conosciuto Csar.
Elmo perse un po'di paura per la spada. Ricacci gi la saliva.
Da quando lavori per lui?
Pensi che sia stato Csar a rapire la ragazza?
Non Csar. Ma potrebbe dirti dov'.
In Per? chiese Coen.
Elmo rise apertamente. Ma chi vuoi che compri, in Per?
Dammi l'indirizzo di Csar.
Non lo conosco, Coen. Lo giuro. Csar ha una sfilza di appartamenti
per le sue partite a dadi. Passa continuamente da un appartamento
all'altro. Per questo non si riesce mai a trovarlo.
Fai la posta alla Carbonderry School per conto di Csar? Quella
scuola sull'Ottantanovesima?
L'Ottantanovesima? Amico, non mi troverai mai cos lontano
da qui.
E che mi dici della nipote di Child? Odile. La conosci?
La bella con le gambe lunghe e la cosa stretta? Ha gusti strani.
Frequenta il Dwarf, il bar di lesbiche della Trentesima. Strettamente
riservato alle donne. Coen, non riusciresti a entrarci. Le buttafuori
del locale non onorano i distintivi dei poliziotti.
Ci sono gi stato, dentro il Dwarf. Ma dimmi una cosa. Csar
e Child litigano per i diritti su Odile?
Non ne sono sicuro.
Al fianco di Coen sul taxi che risaliva la Settantesima, Arnold era
di cattivo umore. Avrebbe voluto poterlo interrogare lui, il pappone.
Sul piede deforme portava tre calze e una pantofola rotta. Teneva
la spada fra le ginocchia. Manfred, avresti dovuto chiedergli
di pi ripeteva ogni cinque isolati. Comunque, Coen gli era grato.
Senza di lui non sarebbe riuscito a smuovere Elmo. Si fermarono
davanti all'albergo a camere singole.
Coen, portami al Dwarf.
Chicano, non vado al Dwarf, per oggi. Quando ci andr, ti porter
con me. Ne ho avuto abbastanza.
Arnold si trascin fino all'ingresso dell'albergo. Coen gli grid
dietro: Chicano, vuoi che ti porti qualcosa da mangiare?.
Non ho fame rispose Arnold da dentro l'atrio.
Vuoi venire a guardarmi battere palline, se vado da Schiller?
Non oggi.
A Coen pass la voglia di giocare a ping pong. Gli si sarebbero
raffreddate le gambe, nei calzoncini corti, e Schiller si sarebbe lamentato
perch il suo tavolo era sempre pieno di briciole. E non
voleva neanche avvicinarsi al Dwarf, per quanto Odile potesse essergli
utile. Tre anni prima aveva sorvegliato il locale da un furgone
del Primo dipartimento. Per entrarci si era perfino rifornito di
gonna, scarpe con il tacco e parrucca. Sentendo puzza di sbirro, le
buttafuori l'avevano perquisito sulla soglia, ma Coen aveva lasciato
la fondina da Isaac. Era pulito. Aveva ballato con una bibliotecaria
di Brooklyn. La bibliotecaria aveva seni sodi e una mano che
riusciva ad ammorbidire la tensione nella spina dorsale di Coen.
Coen aveva serrato le gambe per tenere a bada l'erezione. Era gi
mezzo innamorato. Moriva dalla voglia di dire alla bibliotecaria che
non era una donna. Ma lei gli avrebbe sputato in faccia. E le buttafuori,
entrambe ragazzone alte e grosse, gli avrebbero staccato le
braccia. La voce gli si era fatta roca, a furia di parlare in falsetto. La
bibliotecaria contava sulla sua infatuazione. Si aspettava di spillargli
quattrini. Per questo era pagata dal Dwarf. Dopo, Coen aveva
insistito con Isaac perch autorizzasse un'incursione. Isaac aveva
preso tempo e Coen era tornato sul furgone. Alla fine, Isaac gli aveva
detto che l'incursione non poteva essere fatta. Per espresso ordine
del vice alto commissario. Un pezzo grosso del partito del sindaco
aveva una sorella gemella che praticamente viveva al Dwarf.
Coen decise di andare a far visita alla sua ex moglie. E cos raggiunse
Central Park West. Il portiere disse che Stephanie non era
in casa. Ho le chiavi ment Coen. Apr la porta di Stephanie con
uno dei passepartout di cui Isaac l'aveva rifornito. Fece uno spuntino
con cracker spalmati di senape di Dijon e bevendo un bicchiere
di vino portoghese che aveva tirato fuori dal frigorifero. Charles
Nerval, l'altro marito di Stephanie, si era arricchito nell'East Bronx
gonfiando i conti della sua clinica dentistica. Coen si tolse i calzoni,
mise da parte la fondina e prese una delle vestaglie di lana di
Charles.
Coen aveva frequentato l'High School of Music and Art insieme
a Stephanie e Charles. Capace solo di distinguere le uova buone
da quelle cattive e di torturarsi il mento come suo padre, era stato
accettato solo perch la scuola aveva un bisogno disperato di allievi
maschi. Charles, il cui padre faceva lo straccivendolo, suonava
il violino. Stephanie il flauto. Molto ricercata dai ragazzi pi
grandi, Stephanie rivolgeva raramente la parola a Charles o a Coen.
Dopo il diploma, si era trasferita a Oberlin, aveva vissuto con il preside
della facolt di musica, aveva coltivato gerani nell'Ohio, aveva
avuto un aborto, era tornata a New York, aveva incontrato Coen
per strada e l'aveva sposato. Coen si rilass nella vasca da bagno
di Stephanie e di Charles, il bicchiere di vino portoghese sul bordo.
Vers nell'acqua il Vitabath di Charles e rimase immerso con la
schiuma fino al mento. Non sent entrare Stephanie.
Bastardo disse lei, di fronte alle bambine - Alice, di tre anni,
e Judith, di quattro - che indossavano identiche giacche di lana grigia.
Chi ti ha dato il permesso di entrare?
Era contenta di vedere Coen e dispiaciuta di dover ammettere
che le figlie lo preferivano a Charles. Lui si accigli e chiese un bacio
a Judith e Alice. Se non avesse avuto la mente occupata da Elmo,
avrebbe razziato un negozio di caramelle e sarebbe arrivato
carico di liquirizie, arance candite e mentine. Stephanie tir fuori
gli asciugamani. Ragazza piena di vita, avrebbe voluto avere figli
da lui. Ma cos a ridosso della particolare morte del padre e della
madre, Coen si era ritratto all'idea di una nuova famiglia. Ora che
si era allontanato da Stephanie voleva molto bene alle due bambine,
alle quali non permetteva di chiamarlo zio, ma solo pap o
pap Freddy. Quel suo affetto per le figlie gli faceva sentire Stephanie
pi vicina. E Stephanie non era mai riuscita a dimenticare il colore
limpido degli occhi di Coen.
Freddy, le bambine non dovrebbero vederti nudo cos.
E chi lo dice? Sono coperto dalla schiuma. E poi, non lo vedono
mai, Charles?
Stephanie port Judith e Alice nella loro stanza, abbass l'umidificatore
al minimo, tir fuori la cesta dei giocattoli e torn da
Coen. Coen era indaffarato ad asciugarsi le natiche. Stephanie ammir
il guizzo dei muscoli addominali a ogni movimento dell'asciugamano.
I peli del ventre si erano asciugati a forma d'albero.
Perch non sei in giro a cercare il maniaco che mutila i bambini?
Non sono molto amato, Steff. Il responsabile delle indagini
non mi vuole fra i piedi. Potrei contaminare i suoi uomini. Non mi
perdonano di essere stato il pupillo di Isaac.
E come sta, quel triste figlio di puttana?
Isaac? La nuova Frusta del Primo dipartimento, uno schmuck
di nome Pimloe, sostiene che lavora per i Guzmann.  lui che da
un paio di giorni mi sbatte da una parte all'altra della citt.
Era stato quel risentito modo di parlare da poliziotto, esattamente
quello, ad allontanare Stephanie da Coen; Charles aveva gli
occhi gonfi, era incapace di comunicare con le sue stesse figlie, aveva
gli addominali molli, ma non ringhiava n imprecava dall'angolo
della bocca. La maggior parte del vocabolario di Coen veniva
da Isaac. Ma non dovendo pi vivere con lui, Stephanie era pi
rilassata. Gli tocc la spalla. Lui se la tir addosso con
l'asciugamano. Si baciarono contro la tenda della doccia, con la lingua di
Coen che le arrivava in gola. Charles non sapeva baciare. Di solito,
la stringeva per qualche minuto, emetteva un unico grugnito e
ricadeva sul cuscino. Con un solo dito Coen riusciva a trovare tutti
i suoi punti sensibili, dalle scapole all'interno delle cosce. Ma
Stephanie non gli restava attaccata per questa abilit. Fra le sue
braccia, lontana dalle bambine, dal marito e dai ricordi di quando
suonava il flauto, sentiva la pressione triste di un uomo reso folle
dalla perdita della madre e del padre, un uomo che non aveva niente
a che vedere con il branco di agenti investigativi e superpoliziotti
in mezzo al quale viveva.
Pi tardi, mentre dava da mangiare a Charles, Alice, Judith e
Coen, Stephanie prov imbarazzo per i segni rossi che aveva sul
collo. Serv le porzioni pi grandi a Charles. Coen si perse nel malumore,
mentre sbucciava la sua patata. Non se ne sarebbe stato
chino in silenzio su una patata al forno, se Charles gli fosse stato
pi ostile. Lui, Coen, non avrebbe tollerato di avere un ex marito
fra i piedi. Ma quando c'era Coen, Charles pensava meno ai quattrini,
diventava pi allegro, pi consapevole della presenza della
moglie e delle figlie. Trasform il tovagliolo di Judith in un cappello.
Rub gli spinaci ad Alice. Chiam Stephanie "signora Coen".
Al liceo, Coen l'aveva sempre difeso, impedendo ai ragazzi del quartiere
di strappargli la custodia del violino. Ma gi allora Charles lo
trovava buffo, perch sapeva d'uovo ed era incapace di disegnare.
Malgrado gli occhi azzurri e i capelli biondi, era Coen quello timido
con le ragazze, e Charles quello che aveva i profilattici nella cartella,
Charles quello che sapeva sganciare un reggiseno con la punta
dell'archetto, Charles quello che aveva portato via la moglie a
Coen.
Ancora carote disse ancora piselli. Manfred, usi mai il poligono
di Rodman's Neck?
No. Preferisco giocare a ping pong.
Judith mangi un cucchiaio di gelato. Che cos' il ping pong,
pap Charles?
Chiedilo a pap Freddy.
Stephanie serv il caff e si offr di spiegarlo lei.
 una cosa per stupidi l'anticip Coen. Per gente che odia il
sole. Ci buttiamo palline attraverso un tavolo verde, usando sandwich
di gomma.
Coen and all'ascensore con una mela in mano. Quando fu fuori,
vide ciuffi di capelli rossi, fra i cespugli dall'altra parte della strada.
Corse nel parco.
Chino url. Avanti. Mostra la faccia. Dai cespugli non usc
niente. Se continui a venirmi dietro, ti ammazzo. Agitando la pistola,
Coen si addentr nel parco. Perse la mela. Si comportava come
un idiota, dando la caccia a parrucche rosse fra i cespugli. Mise
via la pistola.
La buttafuori pi anziana del Dwarf si chiamava Janice ed era stata
la regina della lotta libera del penitenziario femminile. Autonominatasi
custode e benefattrice di Odile, scatt non appena Dorotea
mise una mano vicino all'inguine della ragazza. Non tollerava
palpeggiamenti e succhiotti nel locale. Nessuna delle clienti, alta o
bassa che fosse, poteva ballare con la faccia sui seni di Odile.
Sweeney, una ragazza pi sottile, collega e cugina della buttafuori, tent
di calmarla. Sorella, non ci vai gi con la mano un po'troppo pesante?
Prenditela con qualcun altro. Come mai Lenore pu baciare
in pieno locale, e Dorotea no?
Lenore non sta ballando con Odile, ecco come mai. Odile attira
le sorelle come il miele attira l'ape. Non lo tollerer, finch sar
io di servizio.
Sei gelosa, ecco la verit. Vuoi che Odile se ne stia seduta dove
tu puoi tenerla continuamente d'occhio.
Sorella, chiudi il becco.
E Sweeney dovette recedere; sua cugina aveva il tirapugni d'ottone
pi grosso di NewYork. Se non voleva compromettere la sua
posizione al Dwarf, doveva smetterla di punzecchiare Janice. E comunque,
aveva delle notizie per Odile.
Piccola, c' un uomo, fuori, che chiede di te. Un pappone con
una strana scarpa. Giurerei che  il Cinese che sfrutta le ragazze,
se oggi non avesse qualcosa di diverso.
Merda disse Odile. Merda. Se Janice non avesse proibito il
turpiloquio nel locale, per descrivere il Cinese Odile avrebbe usato
parole pi forti. Si allontan da Dorotea per andare a guardarlo
attraverso la stretta apertura sopra la stecca della tendina. Dovette
soffocare una risata per non scatenare il malumore di Janice.
Al piede sinistro, il Cinese portava una scarpa enorme, una scarpa
strana, color caff, una scarpa con un bozzo sul retro e la suola pi
spessa che Odile avesse mai visto; la pelle sui due lati era tutta segnata,
i lacci gialli avevano le punte di plastica smangiucchiate, e
la tomaia saliva fino alla caviglia, dove premeva contro i calzoni,
deformandone i bordi. Il Cinese aveva ciuffi di strani capelli che gli
cadevano sugli occhi. E roteava su se stesso, facendo perno sulla
grossa scarpa con quella normale che girava nell'aria. Odile si accost
alla porta, restando il pi possibile vicina a Sweeney, e sput
avvertimenti in direzione del Cinese.
Cinese, derubami di nuovo, passa di nuovo dalla mia finestra,
gioca con le mie giarrettiere e i miei abiti di scena, tocca le mie tartine,
e avrai bisogno di una scarpa speciale anche per l'altro piede.
Il Cinese smise di roteare; aveva sperato di far colpo su Odile,
mostrandole le acrobazie che riusciva a fare usando la scarpa di Arnold
come perno.
Odette, pensavo che ti piacesse. L'ho rubata per te.  di un
informatore portoricano.
Odile rimase commossa dalla tristezza del Cinese, dalla disperazione
nella sua voce, ma non usc. E quando il Cinese zoppic
verso di lei, si nascose dietro Janice e Sweeney. Non avvicinarti
disse.
Il Cinese vide Janice estrarre il tirapugni d'ottone dalla tasca
della giacca a doppio petto. Sweeney aveva un sorriso troppo accentuato,
quando gli sussurr dolcemente: Prova a oltrepassare
la soglia, signor Reyes. La soglia non  alta. Avanti, Cinesino. Mia
cugina ha pronti degli hors d'oeuvres per te.
Il Cinese parlava solo con Odile. Abbiamo affari in comune,
Odette. Clienti. Il signor Bummy Gilman. E qualche altro tizio.
E tu parla con la mia segreteria telefonica rispose Odile, sbirciando
sopra le spalle imbottite di Sweeney. Lascia date e nomi.
E non dimenticarti di specificare il prezzo. Non ci vado, con quei
tacchini, se non tirano fuori almeno settantacinque dollari.
A Zorro non piacer, questa tua improvvisa ritrosia. E poi, da
quando in qua decidi tu gli onorari?
 una novit di cui Zorro verr messo al corrente e dalla quale
tu sei escluso. Quello che c' fra me e Csar non riguarda nessun
cinese.
Dorotea, Nicole e Mauricette, le ragazze con le quali Odette
ballava regolarmente, arrivarono alla porta per osservare con gli
occhi sbarrati lo spettacolo del cinese con la grossa scarpa. Janice
le spinse indietro. Il Dwarf, con una pista da ballo grande come
un fazzoletto incastrata fra il bar e il jukebox, e il pavimento
di legno scheggiato. E Dorotea che prendeva per mano Odile e
la portava verso la pista. Era Janice a scegliere la musica; le ragazze
dovevano ballare accompagnate dalla voce di Peggy Lee e
di Rosemary Clooney, o altrimenti ritirarsi nella saletta sul retro
a bere Coca Cola con rum, a studiare le divinazioni del Libro dei
mutamenti o a cacciarsi la lingua in bocca sporgendosi sopra la tavoletta
a croce del pachisi (le due cugine non permettevano altre
dimostrazioni di passione).
Odile fu brusca con Dorotea; non aveva bisogno di una lingua
nell'orecchio, mentre pensava al Cinese; le sembrava di vedere ancora
i suoi capelli assurdi sopra la stecca della tendina. Ricordava
quello che Janice era capace di fare ai maschi ubriachi che per sbaglio
entravano nel Dwarf, o ai poliziotti prepotenti che tentavano di
perquisire il locale senza i documenti giusti... un dito rotto, una spalla
slogata, una guancia coperta di sangue. Dopo, per lo zelo dimostrato
nel locale, Janice veniva rispedita per un po' al carcere femminile.
Odile non avrebbe saputo spiegare il perch, ma non voleva
che si facesse del male al Cinese. Forse era per la galanteria che
aveva mostrato nel mettersi quella scarpa. Il Cinese sapeva che cosa
poteva piacerle; non bottiglie di profumo, non stole di visone che
qualunque pellicciaio poteva produrre, ma una scarpa deforme. Dorotea
pass dall'orecchio sinistro al destro. Sorella, perch non vai
a esplorare Nicole? disse Odile. Lascia in pace i miei timpani.
Segu Sweeney nella saletta sul retro. Sweeney era l'unica a non
palpeggiarla e a non leccarle le orecchie, quando ballavano. Due
giocatrici di pachisi, notando l'arrivo di Odile e Sweeney, si trasferirono
a un altro tavolo. Quando era con Odile, Sweeney reclamava
sempre l'angolo pi buio del locale.
Hai qualche problema con gli uomini, piccola? Puoi sempre
venire a vivere da me. Non ti farei morire di fame. E non avresti bisogno
di fare quattrini con le marchette.
Odile canticchiava con Peggy Lee. Non riusciva a togliersi dal
cervello il Cinese. Bisbigli Chino Reyes, Chino Reyes fra una
strofa e l'altra di Golden Earrngs, il grande successo di Peggy del
1947. Non sarebbe andata a letto con un negro giallo, che per giunta
era anche un dipendente di Zorro. Era forse colpa sua, se quello
aveva rubato la scarpa? Come faceva a impedire al Cinese di
essere pazzo di lei? Spinse via gli ometti dalla tavola del pachisi,
sbadigli dietro la mano e si addorment sull'imbottitura della spalla
di Sweeney.

 Capitolo 6.

In Columbus Avenue era conosciuto come il superpoliziotto. Correvano
da lui per tutto: per aver smarrito una scimmia, per il furto
di un televisore, per un cugino maltrattato dalla polizia del quartiere.
Dopo aver visto, molti anni prima, una macchina del vice
ispettore capo davanti al suo portone (Isaac aveva sviluppato le sue
migliori teorie rintanandosi a giocare a dama a casa di Coen), si
erano messi in testa che Coen fosse molto vicino all'alto commissario.
La donna che abitava sopra di lui, una vedova con un cucciolo
dalmata, era preoccupata per la sicurezza del suo animale.
Dentro e attorno Central Park erano stati avvelenati molti cani e la
signora Dalkey esigeva che Coen prendesse immediatamente l'avvelenatore.
Gli aveva perfino offerto quindici dollari per il disturbo
che gli arrecava scendendo da lui tutte le mattine con Rickie il
dalmata per metterlo al corrente degli ultimi avvelenamenti. Coen
detestava il cane. Guaiva continuamente, viziato com'era dalla signora
Dalkey, e aveva l'abitudine di mollare gocce di pip sulla soglia
del suo appartamento.
Agente Coen, agente Coen.
Coen si trascin alla porta in pigiama. Sentiva Rickie grattare il
muro e leccare l'intonaco. Il cane s'infil dentro. Coen si aspettava
che pisciasse sui mobili. Offr alla signora Dalkey una bibita all'amarena
e salame polacco. Dovette provvedere anche al cane, prima
che la donna dicesse qualcosa. Rickie divor il salame e bevve
da una ciotola dallo stelo lungo. La signora Dalkey non riusc a
mangiare altrettanto in fretta. Convulsioni disse. La cucciola
della signora James, Fredericka, ha dato uno strattone e si  liberata
del guinzaglio. Quell'assassino ha infestato il giardino della
Settantaduesima Strada. Fredericka ha vomitato ghiaia ed  morta
mentre tentava di mordersi la coda. La signora Santiago pensa
di aver visto l'uomo. Un portoricano basso che d le caramelle ai
bambini. Vive all'albergo dei poveri. Sono sicura che  lui. Potrebbe
anche essere il maniaco del rossetto.
Perch, signora Dalkey?
Perch uno che odia i cani  facile che sia anche un molestatore
di bambini. Gli avvelenatori e i pedofili hanno la stessa mentalit.
Chiacchiere di donne, si disse Coen. Ringrazi la Dalkey per le
sue idee e pul dove il cane aveva sporcato. Prese la metropolitana
per il Bronx. C'erano stati troppi accenni a Csar Guzmann, troppe
persone che continuavano a tirarlo fuori. Coen sarebbe andato
direttamente alla fonte a chiedere di Csar e della figlia di Child,
sarebbe andato da Pap. Pap non si muoveva da Boston Road, ma
sapeva quello che combinavano i suoi cinque figli.
Moiss Guzmann era arrivato in Boston Road passando dall'Avana
e portando con s una nidiata di bambini, ma niente mujer.
Era il 1939. Per sessant'anni i Guzmann erano stati in Per e avevano
adottato la religione dei limuenos. Avevano fatto i venditori
ambulanti, i ladri, i contrabbandieri. Nei libri di catechismo tenevano
portafortuna ebraici. Pregavano Mos, Giovanni Battista e san
Jerome. Non capivano quelli che andavano regolarmente in una
sola chiesa.
Si consideravano olandesi, anche se non sapevano una sola parola
di olandese. Prima di arrivare nelle Americhe, la famiglia era
passata da Lisbona, Amsterdam e Siviglia. I Guzmann del Per non
ricordavano niente di quegli altri posti. Moiss era scappato da Lima
perch aveva ammazzato un poliziotto. Solo con cinque figli,
per i norteamericanos era diventato Pap. Aveva comprato un negozio
di dolciumi e si era installato a vivere nel retrobottega. Aveva
sacrificato il suo amore per le guavas e per i piedini di maiale, e
aveva imparato a fare il caff acquoso e le bevande dolciastre che
i gringos amavano tanto. Occupato dal suo negozio e dai bambini
(all'epoca Csar non aveva ancora due anni), Pap ci aveva messo
sette anni a organizzare una rete di borsaioli, facendo arrivare i cugini
dal Per. Per un certo periodo, nel retrobottega di Pap avevano
abitato quattordici persone, fra uomini e ragazzi. I cugini
avevano preso moglie e si erano spinti fino a Brooklyn o al New
Jersey, e Pap aveva tirato i remi in barca. Ottenuto il beneplacito
della polizia del Bronx e delle cinque pi importanti bande ebree
della zona, aveva aperto un centro di scommesse clandestine, con
sede nel suo retrobottega. Le cinque bande si erano distrutte a vicenda,
e Pap era rimasto il re dei numeri di Boston Road.
Il treno espresso di Coen sferragli fuori dalla galleria
della Centoquattresima Strada, correndo verso la stazione
sopraelevata di Jackson Avenue, nel Bronx.
Nel punto in cui il treno toccava per la
prima volta la luce, le pareti della galleria erano impiastrate di una
dura melma grigiastra che aveva spaventato Coen da bambino e
ancora lo preoccupava. Quel movimento sotterraneo, dalle colonne
di Jackson Avenue dentro la voragine della galleria, con i muri
che si chiudevano attorno alle carrozze, aveva fatto sempre venire
la nausea a Coen, che arrivava all'High School of Music and Art
con lo stomaco sottosopra, odiando i panini con le uova che aveva
nella cartella. Tutte quelle fermate da Jackson al Prospect, all'Intervale,
a Simpson, a Freeman Street lo stordivano, facendolo
ritrarre all'interno di se stesso. Alla stazione di Simpson Street si
toccavano quasi i davanzali del Bronx Hotel; per due volte Coen
aveva visto un paio di ragazze nere spogliarsi; ricordava ancora il
taglio nella copertura del suo sedile, le mutande della seconda ragazza,
l'angolo particolare che il treno formava rispetto al finestrino,
diminuendo la sua visuale e costringendolo a torcere al massimo
il collo per evitare di perdere lo spettacolo l fuori.
Scese dalla metropolitana nella Centosettantaquattresima Strada,
nel punto in cui Southern Boulevard incrocia Boston Road. Non
and dritto da Pap. Ormai il negozio di dolciumi era il quartier
generale di una rete di scommesse clandestine, e Coen avrebbe potuto
spaventare i clienti di Pap. Cos aspett il tempo sufficiente
perch reagissero alla vista di un poliziotto sconosciuto nella zona.
Rimase dall'altra parte della strada, vicino al circolo sociale portoricano
che svolgeva servizio di avvistamento per Pap. I membri
del circolo lo sbirciarono di dietro la tenda. Coen scopr un pezzo
di fondina.Voleva che i portoricani non avessero dubbi. Si sent sollevato
quando i portoricani avvertirono il negozio di dolciumi
sventolando lembi di tenda. Risero di lui, formando con le labbra
la parola spagnola per frodo. Anche Coen rise, e allora i portoricani
si ritirarono dalla vetrina.
I giocatori e i galoppini di Pap si erano tutti riuniti davanti alle
mensole riservate alle merende per la scuola. Con le spalle a
Coen, controllavano gli scontrini delle puntate. Non lo degnarono
di uno sguardo. Pap era al banco a preparare banana split per una
trib di ragazzine dagli occhi storti, appollaiate sugli sgabelli. Portavano
tutte lenti spesse, e dovevano essere sorelle, o almeno cugine.
Cacciarono un lungo ululato di gioia, quando Pap port anche
una grossa brocca di sciroppo di ciliegie. Il fatto di essere un
grasso gestore di scommesse clandestine non impediva a Pap di
curare anche la parte pasticceria della sua attivit. Non avrebbe
guardato Coen finch non avesse servito tutte le ragazzine. Un
bicchiere di acqua frizzante, signor Guzmann. E Marietta vorrebbe
un po'di cioccolata calda.
Quando le ragazze cominciarono a massaggiarsi la pancia, le
facce coperte da sbaffi di sciroppo, Pap Guzmann usc di dietro il
banco per andare incontro a Coen. Si abbracciarono vicino alla
macchina del Bromo-Seltzer. Pap non si vergognava a dimostrare
affetto per un poliziotto. Poteva baciare Coen senza temere conseguenze.
Nessun altro, tranne Pap, controllava il negozio di dolciumi.
Era rimasto re appunto per questo. Aveva occupato le sue
province con un dito nella cioccolata. Ogni singolo galoppino, ogni
raccoglitore di scommesse, ogni riscossore, doveva presentarsi regolarmente
nel negozio di dolci. Anche i figli di mezzo di Pap,
Alejandro, Topal e Jorge, quando non preparavano bibite o uova
fritte, raccoglievano i quattrini delle scommesse. Gli altri riscossori
erano cugini sudamericani, ebrei in pensione, poliziotti scoppiati
come Isaac, o portorriquenos che riuscivano a vivere solo grazie a
Pap. Chiunque pensasse di mettersi per conto suo e intascasse i
soldi delle scommesse quotidiane aveva ventiquattr'ore per redimersi;
dopo questo periodo di grazia, era pronto per la discarica di
Pap, su a Loch Sheldrake, New York. Chiunque accompagnasse il
reprobo a Loch Sheldrake, diceva: Moses, io lavoro per Moses.
Quando si trattava di affari, Pap esigeva che si usasse il suo nome
in codice.
Pap, doV Jeronimo?
Ah, quell'idiota, si  trasferito nel quartiere qui vicino per stare
con il fratello. Non riesce neanche a bere, senza Csar. Io sono
solo il suo lurido padre. L'ho mantenuto per quarantatr anni. Manfred,
te lo ricordi che a Jeronimo sono venuti i capelli grigi e ne aveva
quindici, di anni? Gli imbecilli si preoccupano molto pi di noi.
Le loro arterie si prosciugano in fretta. Non vivono a lungo. Ma se
vuoi sapere come la penso, Jeronimo  pi intelligente di Jorge.
Conta sulle dita, ma arriva fino a trentacinque. Jorge non riesce ad
andare oltre il dieci senza fare qualche sbaglio. Sono bravi ragazzi,
tutti cazzo e niente cervello. Cosa dovrei fare, preparare dolci
dalla mattina alla sera e dimenticare Jeronimo? Csar non lo riporter
indietro.
Vuoi che vada a prenderlo io, Pap? Dimmi dove sta Csar. Ho
bisogno di lui anche per qualcos'altro.
Ha dieci indirizzi, quel ragazzo. Dimmi tu chi  il vero imbecille.
Manfred, Jeronimo  come un bambino. Ha voluto andarsene
di qui, ma a Manhattan gli spezzeranno le gambe.
Come ha fatto, Jeronimo, a trovare Csar?
Con il naso. L'olfatto si sviluppa, se si vive in mezzo ai dolci. E
i quartieri non significano pi niente. L'odore del sudore attraversa
anche il fiume.
E Isaac? Dov' Isaac?
Pap fiss i banana split. Quale Isaac? Nasone Isaac? O Isaac
Pacheco?
Il mio Isaac rispose Coen. Il Capo.
Lui?
E Coen dovette subire la rabbia che Pap espresse stringendo i
denti gialli. Questo  leale solo con la sua famiglia, pens Coen,
dei poliziotti non gliene importa niente. Isaac non esiste, per quanto
mi riguarda.  meno di niente.
Pap, da quando in qua te la prendi tanto con un poliziotto,
per giunta senza distintivo? Hai fatto cacciare gli agenti investigativi
che si mettevano contro di te, fai controllare le strade dai tuoi
amici del Distretto di polizia. Dovresti usarlo, Isaac, Pap. Ha il cervello
pi fino della citt.
 tanto intelligente che si  fatto beccare con in tasca l'elenco
dei quattrini che aveva riscosso.
 stato incastrato. Non so dirti da chi. Isaac si rifiuta di parlare
con me.
Ti dico che  un farabutto e un ladro. Me lo sono tirato in casa
perch mi vergognavo di vedere un altro ebreo che faceva la
fame in Boston Road. La citt ha le sue istituzioni di carit. Ce le ho
anch'io. Nessuno deve poter dire che Moses non pensa ai suoi simili.
Manfred, come sta tuo zio?
Di aspetto, bene. Ma non riesce a smettere di pensare a mio
padre.
Voglio andare a trovarlo, anche se lontano dal negozio non mi
sento a mio agio. Ma gli devo una visita. Sheb  sempre stato gentile
con Jeronimo. Ricordi com'era bravo a dipingere le uova? Lui
e Csar erano gli unici a riuscire a distrarre Jeronimo dalla cioccolata
e dalla halvah.
Le ragazzine strillarono il nome di Pap. Volevano una seconda
porzione di banana split. Pap sibil: Zitte. Dipendete dalla
mia buona volont. Le seconde porzioni gratuite arrivano solo
quando fa comodo a Pap. Chiese a Coen di restare.
Non posso ansim Coen. Gli aromi che si alzavano dal bancone
cominciavano a mozzargli il fiato. Si sentiva paralizzato dalle
chiazze colorate delle Jelly Royals sotto la carta appiccicosa, dai
vassoi di lecca-lecca, dai pretzel nei vasi appannati. In trent'anni,
Pap non doveva mai aver cambiato il tipo di sciroppi o la marca
di malto; tutta quella dolcezza distruggeva Coen. Vide i capelli di
Jeronimo diventati grigi, la sua gola intasata di budino. Se Csar
era capace di rubare pretzel, allora ne era capace anche lui. In
vent'anni che frequentava il negozio, Coen aveva rubato solo due
volte. Nutriva un profondo rispetto per il vecchio Moiss. Era stato
Moiss a spedirgli il vaglia telegrafico perch potesse tornare a
casa dalla caserma di Bad Kreuznach, quando sua madre e suo padre
erano morti. E non era stata colpa di Moiss se il denaro ci aveva
messo tre settimane a raggiungerlo. Sheb sapeva dov'era Coen.
Ma Sheb non aveva aperto bocca.
Manfred, perch hai bisogno di lui? Una volta dietro il banco,
Pap dovette urlare per farsi sentire al di sopra del chiasso delle
ragazzine. Csar.
Informazioni, Pap. Csar pu aiutarmi a rintracciare una ragazza
scappata di casa.
Una goya o un'ebrea?
Una goya, Pap.
Manfred, conosci il ristorante vegetariano della Settantatreesima,
vicino a Broadway? Vacci. Magari verso le otto o le nove di
sera vedi comparire i soliti elegantoni. Tu procurati un fiore e aspetta.
 un punto di raccolta mobile. Sali a bordo con gli elegantoni
e fa'il mio nome al guidatore. Di' Moiss, non Pap.  il massimo
che posso fare per te. Manfred, non dimenticherai Jeronimo, vero?
Verrai a dirmi se si trova bene con il fratello?
Promesso, Pap.
Coen si tenne alla larga dal negozio di uova di suo padre, che
rispetto a quello di Guzmann era nella parte sud di Boston Road.
Non voleva sognare uova, quella notte. Diventato ufficialmente sede
di una chiesa pentecostale, tutto dipinto in azzurro cielo, in realt
il negozio di suo padre era diventato un'altra delle sale scommesse
Guzmann.
Poco pi avanti, Coen incontr Jorge, il terzo dei cinque figli di
Pap. Stupido e incorruttibile a trentanove anni, somigliava poco
ai suoi fratelli, ma come loro non aveva mai preso moglie. Portava
quarti di dollaro nelle tasche e nelle maniche; poich era un disastro
in aritmetica e poteva perdersi a furia di girare troppi angoli di
strada, Jorge batteva solo Boston Road e accettava esclusivamente
scommesse da mezzo dollaro. Pap gli comprava camicie e calzoni
dotati di tasche speciali, ma arrivato al pomeriggio Jorge doveva
cacciarsi le monete anche nelle scarpe. Appesantito dalla testa
ai piedi, era stanco e non aveva nessuna voglia di fermarsi a parlare
con Coen. Bofonchi un ciao e tent di passare. Coen lo trattenne.
Jorge, doV Isaac? Per favore.
Continuando a bofonchiare, Jorge punt il mento verso l'insegna
elettrica del Primavera Bar & Grill, all'angolo fra il Southern
Boulevard e la Centosettantaquattresima. Non sapendo come
ringraziarlo, Coen gli dette una tiratina alla manica, poi zigzag in
mezzo al traffico ed entr nel bar portoricano. Riconobbe l'uomo
con i riccioli grigi attorno alle orecchie, seduto sull'ultimo sgabello.
L'uomo se ne and prima che Coen potesse dire "Isaac"e si chiuse
nel gabinetto. Volendo, Coen avrebbe potuto aprire la serratura
con il passepartout in dotazione agli agenti investigativi. Invece,
grid nel buco della chiave: Isaac! Lo sai che potrei aprire e tirarti
fuori di l, se volessi.
Coen sent lo sciacquone del gabinetto. A meno che non fosse
il pianto di Isaac.
Isaac, sei il buttafuori di questo bar? Io mi sto sbattendo per
Pimloe. Posso fidarmi di lui, Isaac? O mi prende per il culo? Capo,
hai bisogno di quattrini? Coen tir fuori venti dollari dal mazzetto
che aveva avuto da Child e li infil sotto la porta. Non riusc a
capire se Isaac raccoglieva i soldi. Il barista lo stava guardando male.
Niente pi partite a dama, Isaac? Avrebbe voluto parlare del
suo coinvolgimento con Child, delle sue percezioni di Odile. Aveva
poco a che fare con gli altri agenti investigativi. Riusciva a discutere
di lavoro solo con Isaac. Dopo la caduta di Isaac, aveva cominciato
a camminare come un sonnambulo attraverso le sale agenti
di Manhattan, Brooklyn, Staten Island e del Queens, trascinandosi
da una squadra omicidi all'altra. Era la creatura di Isaac, formato
da Isaac, coccolato e poi buttato via. Non fece altri tentativi
con la porta. Assicur il mazzetto di banconote con un elastico e
and a prendere la metropolitana.
Le reclute Lyman e Kelp giravano per il Bronx a bordo di una Ford
della polizia priva di contrassegni, lamentandosi delle donne che
avevano frequentato il corso con loro. Appartenevano a una nuova
razza di poliziotti... illuminati, generosi, buoni parlatori, con baffi
spioventi, capelli lunghi sulla nuca e un atteggiamento ironico
nei confronti della loro stessa appartenenza alla polizia. Lyman
viveva con una hostess e Kelp aveva un'impressionante riserva di
amichette. Tutti e due frequentavano corsi di patologia sociale e
cultura portoricana al John Jay College of Criminal Justice.
Fiche sulle autopattuglie disse Lyman. Incredibile.
Alfred, vorresti che passassero la giornata a battere a
macchina nell'ufficio del capitano? Pensa quanti cazzi ritti
ci sarebbero in giro.
Sta'a sentire, quando la merda comincia a volare, quando gi
nella Settima Avenue l'aria si fa spessa, con i tossici che strappano
le antenne delle auto per cacciarcele negli occhi e i travestiti che ci
saltano addosso con i loro bastoni animati, quelle stupide fiche si
chiudono in macchina e neanche azionano la radio per chiedere
aiuto. E quelli del Controllo sono convinti che ce le sbattiamo sui
sedili posteriori. Incredibile.
Le due reclute erano appena state ricollocate, dopo che l'ispettore
Pimloe dell'ufficio del primo vice le aveva strappate ai loro distretti.
Non per incarichi eccitanti. Invece di lavori sotto copertura,
con i cavetti della ricetrasmittente fra i capezzoli e una fondina nell'inguine,
scarrozzavano gli ispettori da un quartiere all'altro con
una macchina del Primo dipartimento. Avrebbero maledetto
Pimloe anche quel giorno, dandogli del lurido arrampicatore, se non
avessero ricevuto da lui un incarico speciale: stavano andando a
cercare la vecchia Frusta del primo vice, il leggendario Isaac che
aveva smerdato se stesso e anche la polizia. Ma gli agenti investigativi
del Primo dipartimento erano ancora devoti al Capo; era stato
attraverso loro che Lyman e Kelp erano venuti a conoscenza delle
imprese della vecchia Frusta. Quegli agenti se ne sbattevano di
Pimloe, rimanevano "gli angeli di Isaac".
Alfred, secondo te quanto ha intascato Isaac? Mezzo milione?
Di pi, molto di pi. Perch avrebbe dovuto fottersi la carriera
per cos poco?
Merda, abbiamo Pimloe, mentre avremmo potuto avere il Capo.
Amico, avrebbe dovuto aspettare qualche anno prima di farsi
rovinare dal gioco d'azzardo. Te l'immagini, effettuare un'incursione
con Isaac? Con lui, si cavavano fuori le pistole perfino dal culo.
Incredibile.
Il punto d'incontro era davanti a una cassetta della posta di
Minford Place, a due isolati da Boston Road. L'uomo vicino alla
cassetta non fece nessun cenno di saluto. Si rifiut di sedersi di dietro,
sul "sedile dell'alto commissario". Sal davanti insieme a loro.
Le due reclute non si sorpresero per i suoi stracci; Isaac era
un maestro di travestimenti. Ma il puzzo che emetteva toglieva il fiato. Lyman, che stava in mezzo, dovette starsene con il
naso rivolto verso l'alto.
Kelp, che durante un corso al John Jay aveva svolto un'esercitazione
sul campo vivendo per un po'in un ospizio per poveri,
aveva pi esperienza di uomini che non si lavavano. Fu lui a fare
la prima domanda: Capo, vado troppo veloce?.
Non chiamarmi Capo brontol Isaac.
Devo rallentare, ispettore Sidei?
Mi chiamo Isaac. Solo Isaac. Va'alla velocit che vuoi. Kelp
gir il volante lanciando occhiate guardinghe nello specchietto. Gli
agenti investigativi avevano esagerato la reputazione di Isaac. Isaac
era solo un vecchio grasso e pelato, con una corona di riccioli spettinati.
Un vice ispettore capo disonorato, che si era perso nel gioco
d'azzardo mentre era esiliato nel suo Distretto del Bronx. Kelp
era contento di non aver avuto l'occasione di essere uno degli angeli
di Isaac. Nella sua mente, Pimloe cominci a crescere di statura.
Pimloe era ben educato. Pimloe aveva l'anello di Harvard.
Pimloe non aveva strati di grasso dietro il collo. Pimloe mostrava
rispetto per le reclute. Non le avrebbe umiliate sedendosi davanti
con loro.
Scivolarono verso Manhattan a bordo della macchina silenziosa.
Incredibile, pens Lyman, senza avere il coraggio di dire una
parola. Il puzzo lo costrinse a girare la faccia verso la spalla di Kelp.
Kelp era lieto della riservatezza di Isaac. Non aveva nessuna voglia
di discutere di questioni tattiche con un poliziotto dal doppio mento.
Guard il riflesso dell'uomo grasso nel vetro. Che si inghiottisca
la lingua. Vicino al Wllis Avenue Bridge, Isaac chiese: Come
sta Herbert?.
Pimloe? biascic Lyman di sotto il braccio di Kelp. Sta bene.
La Frusta ci ha chiesto di prenderci cura di lei. Le manda i suoi
saluti.
Ha graffiato la mia sedia?
Cosa? chiese Kelp.
La sedia sulla quale siede. Nel mio ufficio.  graffiata?
Isaac, non l'ho notato.
Kelp era soddisfatto della propria risposta. Stava tenendo testa
al Capo. Era lui ad avere il distintivo, ora, non Isaac. Avrebbe detto
ai suoi colleghi reclute: non  nessuno, quell'Isaac. Gli ho risposto
per le rime, e non ha reagito.
Lo portarono a una casa sulla Novantunesima Est con due portieri
e una tettoia di vetro. Isaac super i portieri con il suo lurido
vestito, senza neanche ringraziare le due reclute.
Che personaggio disse Lyman, capace di respirare di nuovo.
Quel tipo va ovunque vestito da mendicante. Incredibile.
Kelp fu molto pi categorico. Dio ce ne scampi e liberi. Non
vedi che  un poveraccio? Il puzzo non fa parte del travestimento.
Alfred, non lo capisci che  puzzo vero? Quell'uomo  solo piscio
e pulci.
Ma questa non  la casa del primo vice? Pensi che il primo vice
lo inviterebbe, se fosse solo piscio? Usa il cervello. Come farai,
se no, a guadagnarti il distintivo d'oro? Il primo vice deve avere un
debole per Isaac. Forse intende farlo rientrare in servizio, riportarlo
a casa. Non sprecherebbe il suo tempo con un reietto.
Lascia che sia Pimloe a preoccuparsene.
Kelp diresse la macchina verso l'East River Drive; se teneva d'occhio
il contachilometri, avrebbero attraversato il centro e raggiunto
l'ufficio mentre Pimloe era ancora fuori. Splendido. Avrebbero
piazzato i piedi sulle scrivanie e telefonato alle loro belle da dentro
i loro cubicoli.
Incredibile.

 Capitolo 7.

Nel ristorante vegetariano Coen indossava la "giacca da giocatore
d'azzardo", rossa con profili verdi attorno alle tasche. Una volta
aveva visto un famoso tiratore di dadi con una giacca come quella.
Leggendo il menu esposto in vetrina aveva scelto i piatti preferiti
di suo padre: funghi in graticola su fette di pane tostato, omelette
di piselli, melanzane rumene al lunghetto, pasticcini alla prugna
e una torta di germe di grano chiamata mohn. Tutti i Coen erano
vegetariani convinti, padre, madre e zio Sheb; solo il figlio ne
era rimasto immune. I giorni in cui Coen non aveva mangiato carne
erano stati molto pochi. Un ragazzo che cresce ha bisogno di
mettersi un po'di pollo nelle vene, aveva decretato suo padre, e cos
Coen aveva dovuto mangiare tacchino sminuzzato, fegatini sminuzzati
e pollo sminuzzato, il tutto adagiato su foglie di lattuga. A
trentasei anni, a Coen venivano ancora i conati di vomito solo a
vedere lavare la lattuga. L'odore dei fegatini di pollo lo deprimeva,
e il puzzo di tacchino gli faceva perdere il buonumore.
Dal ristorante sfil fuori un gruppo di vecchi con una rosa al bavero.
Indossavano abiti sformati grigi o color senape, con calze molli
attorno alle caviglie e scarpe logore. Csar non avrebbe mai potuto
soddisfare le sue esigenze di vita a Manhattan, se si accontentava
di tipi cos. Coen si chiese dove poteva trovare un fiore, poi
not un mazzo di rose tea dal gambo corto vicino alla cassa del ristorante.
Sorrise dell'accuratezza dell'operazione di Csar: era lo
stesso ristorante a fornire le rose. La cassiera dichiar che
erano riservate ai clienti regolari, ma quando vide gli occhi di Coen diventare
color lavagna si arrese. Un colore inumano, pens. Coen si allontan
tirando su con il naso, l'odore della rosa troppo dolce nelle
narici. Si ferm vicino ai vecchi giocatori, con la testa che gli girava
per tutto quel profumo. Ignorandolo, i giocatori continuavano
a palpeggiare le loro rose.
Il "timoniere" arriv con una limousine a dodici posti, cont le
rose e permise a Coen di salire a bordo. I giocatori occupavano otto
sedili. Con Coen fra di loro, erano di pessimo umore. Il timoniere
tent di tirarli su. Era grasso e portava un panciotto di seta
verde. Il panciotto aveva rigonfi sui due lati. Julie Boy, hai paura
che ti salassino? Boris Telfin non porta i suoi amici dove si gioca
con i dadi truccati. A Coen non piacevano gli ammiccamenti dell'uomo,
la sua parlantina, il suo modo di allisciarsi il panciotto. Mormor
tre parole.
Mi manda Moses.
La macchina schizz verso il centro, svolt a est, rallent in
cima al parco, poi strisci verso un posto che era pochi isolati a
nord rispetto al ristorante vegetariano. Cinque giocatori scesero
e aspettarono davanti a una laundrette. Un sesto giocatore fu lasciato
da un calzolaio in Amsterdam Avenue. Ora gli ultimi due
canticchiavano. Boris, il tempo regger? Sembra che voglia mettersi
a piovere. Era Coen ad avere la faccia lunga, adesso. Il timoniere
diresse la macchina verso sud. La limousine aveva una
radio che prendeva i messaggi della polizia, e nel tragitto verso il
centro Coen ascolt un agente del suo stesso distretto richiamare
in sede una coppia di poliziotti della Furti e rapine. Il timoniere
faceva l'esibizionista. Voleva far sapere a Coen che Csar teneva
un dito dentro la polizia di Manhattan. Cambi frequenza
e si ferm sulla banda di una radio privata. Due uomini magnificavano
le virt delle onde alfa e beta. I due giocatori ascoltavano
a bocca aperta.
... insomma, ce l'hai fatta a entrare in alfa?
Non ne sono sicuro.
Se ti copri gli occhi con mezza pallina da ping pong in meno
di venti minuti avrai un'illuminazione mormor Coen contro la
manica della giacca. I giocatori pensarono che doveva essere
un altro idiota del Bronx; conoscevano le storie di Csar e dei suoi fratelli;
gli accessi di rabbia, gli attacchi di amnesia, gli occhi gonfi. Ma
Coen non assomigliava per niente ai Guzmann; parlava semplicemente
con la radio. Era stato Isaac a spiegargli l'idea delle onde
cerebrali. Prima di una partita a dama, Isaac prendeva le forbici di
Coen, tagliava in due una pallina da ping pong, si metteva le due
met sugli occhi e le incastrava nelle orbite muovendo gli zigomi.
Poi sorseggiava il t tiepido di Coen ed "entrava in alfa", mentre
Coen lavava i piatti, aspettando che le due parti di pallina schizzassero
via dagli occhi di Isaac. Questo significava che Isaac era
uscito dall'alfa per battere Coen a dama e risolvere qualunque caso
difficile dal quale era torturato quel giorno. Personalmente, Coen
aveva ben poco successo con la pallina divisa a met; poteva starsene
seduto per ore con gli occhi chiusi e non sentire altro che un
crampo al collo e una sensazione di bruciore dove le due met della
pallina gli baciavano la guancia.
Il timoniere arriv a East Broadway e si ferm davanti al bar di
Bummy, lo stesso in cui Coen aveva cercato Chino Reyes. Coen rimase
solo nella macchina, mentre i due giocatori seguivano il timoniere
nel locale. Coen si domand quanto ci avrebbero messo
prima di prenderlo a calci. Potevano farlo volare fino a Staten Island
o ai moli di Brooklyn. Dal bar di Bummy uscirono due pezzi di marcantoni
che salirono in macchina con lui. Coen li riconobbe: due
disgraziati che potevano essere assunti come gorilla a trenta dollari
al giorno. Doveva essere un momento difficile, per Csar. Spinsero
Coen contro l'imbottitura del sedile. Coen non se la prese. Sapeva
che erano tenuti a perquisirlo. Il timoniere doveva aver raccomandato
di assicurarsi che non avesse un microfono addosso.
Merdina disse il primo chi ti manda?
Moses.
Sherwin disse il secondo  veramente una merdina.Vuoi che
gli aggiusti la faccia?
Merdina, dai la caccia a Jeronimo?
Coen scosse la testa. Cerco Csar Guzmann.
Merdina, chi sei?
Agente investigativo Coen, Secondo distretto, Squadra omicidi.
Sherwin, te l'ho detto,  una merdina con un distintivo. Vuole
fottere Jeronimo.
Sono stato compagno di classe di Csar disse Coen. Ho bevuto
latte e cacao con Jeronimo. Perch dovrei fotterlo? Telefona a
Csar. Digli che c' Manfred. Nella sua macchina.
I due gorilla si scambiarono un'occhiata, conferirono, avvertirono
Coen di non muoversi e andarono a prendere il timoniere. Si
concentrarono tutti e tre sul distintivo di Coen. Trascinarono il poliziotto
da est a ovest, prima di portarlo in un posteggio di Hudson
Street. Coen aveva un bisogno disperato di fare la pip. Gli permisero
di andare dietro il gabbiotto del guardiano del posteggio.
Ridacchiarono per lo scroscio sulle assi di legno. Le loro risate fecero
uscire la pip a schizzi intervallati. Coen scroll la maggior parte
delle gocce e torn alla limousine. Non trov n il timoniere n
i due gorilla. I due gorilla cominciarono a lamentarsi, da qualche
parte: Come facciamo a essere sicuri? Dice compagno di classe,
dice scuola. Che ne sappiamo, noi, di distintivi?. Dovevano essere
dall'altro lato del gabbiotto con il timoniere e una quarta persona.
Il secondo gorilla emerse con una mano sulla guancia. Il timoniere
si appost davanti alla porta del gabbiotto. Il primo gorilla si
avvicin alla limousine e tenne aperta la portiera per Csar. Coen
non sapeva se Csar era arrivato per ammazzarlo o per stringerlo
in un abbraccio. Csar era il pi imprevedibile dei fratelli, pi abile
di Alejandro, pi testardo di Jorge; era il pi giovane, il pi magro,
il pi furbo, l'unico con il coraggio di sottrarsi al dominio di
Pap. L'avevano soprannominato Zorro la Volpe prima ancora che
fuggisse a Manhattan. E cos era ancora chiamato nei giri del gioco
d'azzardo. Quella sera portava le bretelle, una camicia di mohair
e stivaletti. Abbai un saluto a Coen. Se volessi parlarti, Manfred,
mi siederei davanti a casa tua e aspetterei. Com' che vieni da me
usando il nome di Pap?
Coen decise di fare il furbo. Cerco Jeronimo.
Ah-ah. Fa'di nuovo lo spiritoso, Manfred, e sanguinerai in mezzo
alle gambe.
Da ragazzi erano stati inseparabili, avevano protetto Jeronimo
dai ladri e dai lanciatori di sassi del Southern Boulevard, vestito lo
spaventapasseri davanti alla fattoria dove Pap passava
l'estate, annusato la biancheria da donna stesa ad asciugare in campagna, spalato
neve davanti al negozio di dolciumi di Pap, rubato sottaceti
per Jorge e Jeronimo, praticato certi riti di sangue (pungendosi le
braccia con spille da balia), seguito le prostitutas per le strade. Quando
suo padre e sua madre partivano per andare a comprare partite
di uova, Coen dormiva con Csar e Jeronimo nel letto di Jeronimo.
Csar avrebbe ammazzato, per suo padre e i suoi fratelli, e un tempo
avrebbe ammazzato anche per Coen. Ma a quattordici anni si
erano allontanati. Coen si era messo a scorrazzare per Manhattan
con i bohmien e le ragazzette cariche di monili della High School
of Music and Art. Aveva trascurato Csar. Convertito a Manhattan,
si era sentito superiore ai Guzmann di Boston Road. Beveva l'acqua
di Manhattan, mangiava i panini con le uova preparati da sua
madre standosene seduto nei parchi e nei musei. A quindici anni e
mezzo si era reso conto del proprio snobismo, del disagio che provava
a stare con le ragazzette cariche di monili, del nervosismo di
quando entrava in un museo, ma non era potuto tornare da Csar.
Ormai imperscrutabile, Csar aveva assunto i silenzi di Jeronimo e
per Coen aveva solo muti cenni di saluto. Pap aveva perdonato il
liceale, gli aveva offerto porzioni doppie di gelato, l'aveva fatto sedere
vicino a Jeronimo, ma Csar non c'era riuscito.
Manfred, posso anche andare in giro come un soldo bucato,
ma mi sfugge ben poco di quello che succede attorno a mio padre.
Quanto ci tieni a ritrovare la ragazza Child?
Hai parlato con Pap? chiese Coen.
Dimmi quanto ci tieni.
Sono nei guai, se non la riporto a casa. Dipendo da uno dei vice
dell'alto commissario. Pu sbattermi dove vuole.
 a Citt del Messico.
Pensavo in Per. Csar, riuscir a trovarla?
Non da solo. Avrai bisogno di qualcuno. Il tizio potrebbe non
piacerti, ma la ragazza  con dei veri fetenti.
L'hanno comprata?
Lascia perdere. Ci vediamo fra un'ora. Il timoniere ti dar il
mio indirizzo di stasera.
Csar, perch i tuoi amici sembravano preoccupati per Jeronimo?
Non fare domande, Manfred.
Potrei aiutarti.
Come no. I pezzi pi grossi del tuo dipartimento tentano d'inculare
mio fratello, e dovrei credere che puoi fermarli. Manfred,
vattene.
Inculare Jeronimo? Per che cosa? Perch passeggia per le strade?
Perch si stuzzica il cazzo?  assurdo.
Vogliono farlo passare per il maniaco del rossetto. Cos mi ha
fatto sapere qualcuno. E io non distribuisco fior di quattrini per avere
informazioni fasulle.
Csar, ho visto gli schizzi del pittore della polizia, schizzi del
maniaco. Non hanno niente a che fare con Jeronimo.
Non preoccuparti. Se hanno deciso d'incastrarlo, cambieranno
i disegni.
Il timoniere accompagn Coen in centro. Ai vecchi tempi, quando
abitava ancora in Boston Road e lavorava per Isaac, Coen aveva
tirato fuori Jeronimo da un distretto di polizia del Bronx. Selma
Paderowski, una tredicenne bevitrice di cioccolata, aveva guardato
i capelli grigi di Jeronimo e aveva deciso di esserne innamorata.
Per provargli il suo amore, gli aveva scagliato pietre, gli aveva
stracciato la camicia, l'aveva sfidato a guardare il suo taglietto. Poich
la sua pazzia era inequivocabile, i Guzmann avevano tollerato
queste avance. Incoraggiata dal loro non intervento, un giorno
che aveva sorpreso Jeronimo vicino a un idrante, da solo, senza Csar
e senza Alejandro, la ragazza si era fatta mettere il pollice nelle
mutande, poi aveva strillato finch non era comparso un agente
di pattuglia. Coen, che era seduto sulla sua scala antincendio,
era balzato gi e aveva preso da parte l'agente. Sentendosi protetto
da Isaac, e arrivato da poco nella polizia, aveva tirato fuori il distintivo.
 un problema locale aveva detto. Me ne occupo io.
Pap, Csar, Topal, Alejandro e Jorge, raggruppati attorno alla pompa
dell'acqua, davano da bere a Jeronimo e fissavano Coen. Csar
avrebbe voluto aggredire il poliziotto alle spalle, ma Pap l'aveva
immobilizzato dietro la pompa. Eppure, era un uomo terrorizzato,
pi terrorizzato dei suoi figli. Coen ancora ricordava la trasformazione
di Pap; nordamericano da pi di un quarto di secolo, all'improvviso
era tornato straniero, un peruano nel Bronx. L'agente
se n'era andato con Jeronimo. Pap, far qualcosa aveva urlato
Coen. Aveva pensato che l'agente fosse pagato da uno dei rivali di
Pap. Era corso al drugstore e aveva chiamato Isaac. Isaac aveva intercettato
l'agente, l'aveva convinto a cambiare qualche parola nel
rapporto e aveva restituito Jeronimo a Coen. Jeronimo era andato
dritto al negozio di dolciumi, aveva bevuto due litri di latte al cioccolato,
rovinando tre bicchieri di carta, e Pap aveva giurato gratitudine
a Coen, promettendo di apporre il nome del suo Capo sulle
candele ebraico-cristiane.
Coen arriv troppo presto all'indirizzo di Csar della
Ottantanovesima Ovest, e si attard fuori dall'edificio. Da un furgoncino
posteggiato dall'altra parte della strada scese un uomo con una
grossa scatola metallica con su scritto "Servizio riparazioni telefoni".
L'uomo entr nell'edificio, chiacchier con il portiere di notte,
gli strinse la mano e prosegu verso gli ascensori. A Coen non piacque
l'aria soddisfatta con cui il portiere si guardava nello specchio.
Dovette dedurne che un po'di denaro aveva cambiato mano. Il portiere
stava aprendo il portafoglio, quando Coen gli chiese dell'appartamento
9-D.
Chi cerca?
Coen era riluttante a dire Zorro. E cos, assunse un'aria di mistero.
Chiama di sopra. Di'che c' Coen.
Il portiere si accontent. Il signore la sta aspettando? Salga
pure.
Invece Coen scese in cantina. Trov il tecnico delle riparazioni
seduto sulla sua cassetta vicino alle linee telefoniche, con un blocco
di carta sulle ginocchia; aveva gli auricolari e intercettava le telefonate
usando un paio di pinzette. Ci che pi irritava Coen era
il piacere che l'uomo traeva dal suo lavoro: ridacchiava per tutto
quello che riusciva a captare attraverso gli auricolari. Coen gli
strapp la cassetta di sotto e lo trascin per la stanza tenendolo per
la camicia.
Svelto disse. Chi ti paga?
Parliamone rispose l'uomo. Star al gioco, ma prima parliamone.
Coen moll la presa e gli affond nella pancia la canna della
'38. Alla vista della pistola, l'uomo chiocci.
 una Police Special, vero? Cristo, mi avevi spaventato! Ti avevo
preso per una specie di gorilla. Sta' a sentire, dammi il tuo numero
di distintivo e ti faccio promuovere. I miei capi sono ammanigliati
con i pezzi da novanta.
Cazzone, stai perdendo i colpi. Ti rompo il culo tanto che non
potrai sederti per almeno dieci anni. Manipolare le linee telefoniche
non  una cosa da nulla.
L'uomo si sbav sulla camicia. Un momento. Sono un tecnico
privato. Jameson. Ecco il mio biglietto da visita. Non ho fatto niente.
Lo giuro. Stavo per andarmene.
Chi ti paga?
Child.
Coen schiacci gli auricolari sotto i piedi e cacci Jameson dalla
cantina.
Csar aspettava Coen con indosso un pigiama dalle maniche a
kimono; il pigiama migliorava il suo umore. Sorrise, abbracci Coen
sulla soglia e indic una brocca di sangria con frutta sul fondo. Rimest
la frutta e assaggi il liquido con un dito. Si succhi il dito
con lo stile dei Guzmann, cacciandoselo in bocca fino alla nocca.
Soddisfatto, vers per Coen, che dopo il suo incontro nella cantina
non riusciva a scuotersi di dosso il malumore.
Csar, perch fai la fatica di avere tanti appartamenti? Gi da
basso ho trovato un uomo di Child che si era inserito sul tuo telefono.
Che c', fra te e Child?
Lui gira film pornografici, e mi accusa di volerlo scalzare dal
campo.
E tu vuoi scalzarlo, Csar? Gli stai addosso? Vuoi sostituirti a
Child?
Neanche per sogno. Vander commercia in merda.
La star  sua nipote?
Chi? Tette alte? Odette? Odette Leonhardy?
Non si chiama Odile?
Odette, Odile. Quella ragazza  malata. Li prende a dieci alla
volta.
Csar, ha mai lavorato per te?
Csar affond il naso nella sangria e annus. Manfred, io mi
occupo di dadi. Hai conosciuto il mio timoniere. Io fornisco i
locali. Tutto qui. I miei clienti se le trovano da soli, le prostitute. Odette
pu vantarsi quanto vuole di farsela con un sacco di giocatori di
dadi. Sono forse responsabile di Odette?
Chi ha spedito Carrie Child in Messico?
Lo chiedi a me?
Fa' uno sforzo, Csar. Se sei stato capace di localizzarla tanto
in fretta, devi sapere chi l'ha portata via da Manhattan.
Chiedi a Isaac disse Csar, il naso inumidito dal bordo della
brocca. Chiedi al Cervello.
Masticarono ghiaccio e mangiucchiarono bucce d'arancia. Stavano
ancora mangiucchiando quando suon il campanello. Coen
sput fuori un pezzo di ghiaccio, vedendo un ciuffo di capelli rossi
entrare nell'appartamento di Csar. Csar rise allo spettacolo di
Coen e del Cinese che si affrontavano, con le fondine che spuntavano
di sotto le giacche. Mettete via i ferri disse Csar, disgustato
dalla forma oscena delle fondine. Nessuno dei Guzmann aveva
una rivoltella. Pap non aveva fiducia nella validit delle cose meccaniche.
Aveva paura che i suoi figli si facessero saltare l'uccello.
Per questo i borsaioli di Pap e dei marrani non avevano potuto
avere successo in Per, dove tutti i ladruncoli e tutti i poliziotti portavano
la pistola.
Csar disse Coen.  questo l'uomo che hai scelto per me?
Non se ne parla neanche. Ci vado da solo, in Messico.
Manfred, dai i numeri. Ti mangerebbero vivo, a Citt del Messico.
Chino ti introdurr nei posti giusti. Conosce gli hombres e le
strade.
Il Cinese si tolse la parrucca. Ti sistemer per le feste, Coen,
fottutissimo Occhibl. Ma ho dato la mia parola a Csar. Quindi,
prima ti aiuto. Gir su un fianco per colpire Coen all'orecchio
(aveva lasciato a casa la scarpa ortopedica). Cominciarono a lottare
senza togliersi la giacca. Il Cinese scaravent Coen contro la libreria
di Csar. Pensi che questo sia il tuo distretto, eh, sbirro?
Ti piace colpirmi alla faccia con attorno i tuoi amici tori ad applaudire.
Aspetta che torniamo, fratello, e ti finisco.
Csar tolse i libri di dosso a Coen. Il Cinese si accucci sul pavimento
e finse di ripulirsi. Vieni, Coen, vieni a prendermi le impronte
digitali.
Coen si eresse, ringhiando, e Csar dovette mettere pace. Decisero
la data, l'albergo adatto, e i metodi per recuperare Caroline Child.
Csar non offr al Cinese di versargli da bere dalla brocca. Fu Coen a
prendere un bicchiere per lui. Ma Chino non avrebbe bevuto, senza
un cenno d'assenso di Csar. E Coen si sent un rettile. Non riusciva
a capire se Csar seguiva le stesse regole tortuose del padre. Forse i
Guzmann non bevevano con i pistoleri che assumevano. Ma il Cinese
ricevette il cenno d'assenso e prima di succhiare la sangria disse:
Salud. Coen sorrise. Aveva la testa piena di alcol zuccherino.
PagherVander per tutte le spese del viaggio.
Csar gonfi le guance, seccato. Manfred, tu paghi per te stesso,
e io pago per Chino e la ragazza. Poi sgonfi le guance e riprese
a smangiucchiare bucce d'arancia. Sar il mio regalo per
Vander. Dette un ultimo abbraccio a Coen. Manfred, io non faccio
niente per niente. Mi hai chiesto la ragazza, e io ti do la ragazza.
Ma voglio qualcosa in cambio. Un favore.
Coen non si sciolse dall'abbraccio.
Jeronimo  in Messico. Csar sent le spalle di Coen irrigidirsi
per la sorpresa. Sta con nostro cugino Mordecai. Sar contento di
vederti. Non voglio che mio fratello stia contnuamente con degli
sconosciuti. Va'da lui, Manfred. Siediti con lui nel parco. Chino ti
far vedere dove. Se  troppo magro, se mio cugino lo tratta male,
se non gli danno abbastanza dolci, parlane con me. Solo, non ripetere
quello che ti ho detto. Nessuno deve sapere di Jeronimo. N
Isaac, n nessun altro.
Csar, Isaac non lo vedo mai. Ma perch hai tanta paura? Isaac
lavora per tuo padre.
Csar lo fiss negli occhi.  stato lui a decidere di incastrare
Jeronimo.
Csar, mi stai dicendo che Isaac  un infame? L'hanno cacciato
dalla polizia. Perch dovrebbe aiutarli? Non fotterebbe mai Jeronimo.
Non mi importa di quello che pensi.  stato lui, ti dico.
Coen se ne and con un ronzio nella testa.
Per fare contento Zorro, il Cinese dovette interrompere l'assedio al
Dwarf e scendere a patti con Occhibl Coen. Avrebbe portato lo
sbirro in Messico, ma non avrebbe indossato la grossa scarpa ortopedica
oltre i confini della Quattordicesima Strada. Non la considerava
pi la scarpa di Arnold. Non aveva cambiato i lacci, n allisciato
le grinze. Non voleva una calzatura elegante. Nessun poliziotto
al mondo gliel'avrebbe fatta restituire. Neanche il grande
Isaac, che sciacquava le sue monete nel lavandino di Pap
Guzmann. Il Cinese avrebbe potuto fare irruzione nel Dwarf con la sua
Colt Commander 45, che poi, prima di partire per il Messico, avrebbe
seppellito in un cortile di Prince Street. Avrebbe potuto lasciare
un po' di polvere sui baveri delle buttafuori, Janice e Sweeney.
Ma avrebbe spaventato Odile. E cos si avvicin alla porta senza
armi in mano, la Colt nella fondina che portava sul cuore. Il Cinese
aveva solo due ore di tempo; poi avrebbe dovuto lasciare la pistola
e raggiungere Coen all'aeroporto.
Odile lo guard da dietro la tenda. Erano trentasei ore che non
usciva dal Dwarf. Anche quando il Cinese scompariva, di tanto
in tanto, lei sospettava che fosse andato a pisciare in qualche androne
in fondo all'isolato o a comprare una lattina di birra. Janice
svegli Sweeney, che russava tranquillamente su una branda
dietro il bar. Arriva il Cinese disse Janice. Sta attraversando la
strada. Le due cugine avevano una luce negli occhi che a Odile
non piacque. Odile riconobbe l'annuncio della battaglia. Il Cinese
non sarebbe mai stato capace di scansare i colpi di Janice e di
Sweeney, con quella scarpa al piede. Era pazzo a sfidare le due
cugine.
Chino Reyes strill Odile. Non scoper con nessuno dei tuoi
clienti, se non te ne vai.
Le due cugine presero Chino per le braccia, lo sollevarono dalla
soglia (era solo un peso gallo, cinquantasette chili) e lo scagliarono
contro il bar. Janice pieg le dita per stringere il tirapugni d'ottone.
Alle sei di mattina il Dwarf era deserto, e Janice poteva stendere
il Cinese quando voleva. Ma prima avrebbe giocato al gatto e
al topo. Sweeney strapp la fondina dal petto di Chino e gett la
pistola in un secchiello del ghiaccio. Poi lo immobilizz, mentre Janice
lo colpiva all'orecchio fino a farlo sanguinare. Sweeney avvert
Odile. Chiudi gli occhi, piccola.  meglio che non guardi.
Ma Odile stava gi dando manate al tirapugni d'ottone, il
palmo della mano tagliato dall'impatto con il metallo. Sweeney, falla
smettere. Il Cinese  un problema mio.
Non quando invade il locale disse Janice. Allora appartiene
a noi. Si divertiva troppo a sfidare Odile.
Sweeney, non metter pi piede qua dentro. Un altro colpo
sul suo orecchio, ed  fatta.
Non ascoltarla, quella puttana disse Janice alla cugina. Torner
strisciando.
Sweeney era terrorizzata all'idea di dover lavorare. E il Dwarf
senza Odile da intrattenere, questo significava. Tir in piedi il Cinese.
Lui pencol come una bambola di pezza, l'orecchio sanguinante,
la scarpa dalla suola alta rivolta all'infuori, il collo sotto il
gomito di Sweeney. Odile lo catapult fuori dal Dwarf, aggrappandosi
con tutte e due le mani alle sue bretelle, convinta che un
ometto come lui non sarebbe sopravvissuto a un altro attacco di
Janice. Era soddisfatta del Cinese, anche se non intendeva darlo a
vedere. Idiota disse se vuoi, puoi appoggiarti a me.
Non tirarmi le bretelle fu tutto quello che disse lui.
Nessuno, uomo o donna, gli aveva mai tatuato un lato della faccia
con un tirapugni d'ottone; sentiva un lungo sibilo nell'orecchio.
Morse un ciuffo della parrucca rossa per non impazzire a causa di
tutto quel rumore. Odile cominci a chiedersi perch coprisse la
parrucca di saliva.
Chino, potrei reggerti meglio, senza quella scarpa. Ma il Cinese
si rifiut di togliersela. Non avrebbe abbandonato per strada
la sua calzatura speciale. Preferiva diventare sordo per i sibili che
gli fischiavano nella testa. Odile lo port a casa sua, gli disinfett
l'orecchio con una soluzione allo iodio, glielo fasci con piccole
bende di cotone. Il sibilo smise, ma il bruciore dello iodio gli fece
mordere di nuovo la parrucca. Odile gli sbotton la camicia e gli
lav le macchie di sangue sul collo. Vide la tensione nel petto del
Cinese e insistette per misurargli la febbre. Il Cinese biascic qualcosa,
con il termometro di Odile in bocca. Era sdraiato sul letto,
con la schiena su un mucchio di cuscini. Devo andare in Messico,
Odette.
Odile gli mise qualche altro cuscino sulle ginocchia. Essendo di
vista corta, non riusc a leggere il termometro (non possedeva un
paio d'occhiali). Cos finse di leggere. Trentanove. Trentanove e
mezzo. Janice deve averti attaccato l'influenza.
Il Cinese dimentic il bruciore all'orecchio. Non poteva permettersi
di deludere Zorro; gli aveva promesso di fare da chaperon
a Occhibl. Strapp il termometro a Odile e lo scrut, accigliandosi.
Odette,  un tubo vuoto. Non c' pi il mercurio.
Bugiardo disse lei.
Il Cinese le ruppe il termometro in grembo; non ne usc nessuna
pallina di mercurio. Il Cinese sorrise per la propria
vittoria. Odile era seccata.
Cinese, abbottonati il colletto. Non mi va di avere un uomo
nudo nel mio letto.
Il Cinese si sentiva meno intontito, aveva meno male all'orecchio
e non intendeva farsi strapazzare da una ragazza che lavorava per
lui ma da lui accettava solo telefonate, che gli mandava buste profumate
con dentro i quattrini dei clienti che lui le procurava, ma lo
trattava dall'alto in basso. Il Cinese era in vantaggio, ora, occupava
una posizione favorevole sul materasso di Odile. Non allung le mani.
Non le sgualc l'abito. Con la regina del pomo us la logica.
Una che va a letto con Bummy non dovrebbe fare tanto la preziosa.
Gonfi il petto magro. Sono fatto molto meglio di Bummy.
Odile fu tentata di togliergli i vestiti. Il Cinese aveva un rigonfio
delizioso sotto i calzoni. Ma i suoi argomenti non le piacevano.
Non vado a letto con Bummy Gilman disse. Bummy mi paga
perch gli insaponi l'ernia. Cento... no, centocinquanta dollari
per ogni singola lavatina.
Il Cinese fu contento che le buttafuori non gli avessero alleggerito
le tasche e tir via qualche foglio da cinquanta dalla molletta
portabanconote. Pago. Chiamalo acquisto in contanti. Che cosa
vuoi che siano quattrocento dollari per il sottoscritto?
Chino, non posso accettare quattrini da te disse lei, facendogli
mettere via i soldi. Sei troppo vicino a Zorro. Mi ucciderebbe,
se venisse a saperlo.
Odile provava tenerezza per la faccia triste del Cinese, per i palpiti
del suo torace, per l'orecchio fasciato, ed era affascinata dall'esibizione
dei soldi; nessun uomo le aveva ancora offerto quattrocento
dollari per i suoi giochetti. Lo coccol, gli mise una mano sui
palpiti: il suo torace le batteva contro le dita. Giocheremo disse.
Solo che mutande e camicie devono restare al loro posto.
Il Cinese non sapeva quante altre proibizioni Odile gli avrebbe
imposto, dopo che si era rifiutata di restare in giarrettiere. Avrebbe
dovuto sentirsi umiliato, ma voleva la sua mano sul petto. La baci,
si scontr con i suoi denti e la testa gli and di nuovo a fuoco.
Chino, hai freddo ai piedi? Perch tremi?
Mi  venuto il raffreddore in un orecchio, Odette. Non  niente.
E dovette controllare le mani, impedirsi di accarezzare troppo
in fretta la pelle di Odile, altrimenti i punti di pressione dietro le
orecchie gli si sarebbero gonfiati fino a intasargli le adenoidi; fino
a questo punto Odile riusciva a turbarlo. Il Cinese avrebbe potuto
tenere a bada cinque ragazze insieme, cubanas e negritas dai culi
pi tondi e dalle cosce pi grasse di quelle di Odile, o una finlandese
che per raggiungere l'orgasmo aveva bisogno di sentirsi la sua
pistola nell'ombelico. Ma il Cinese preferiva Odile. Non era una
questione di altezza (il Cinese si lasciava trasportare solo dalle donne
alte), e non dipendeva neanche dalla grazia delle lunghe dita di
Odile, n dalla distanza perfetta fra i suoi seni (avrebbe passato
un'ora intera a seguire la linea dei seni di Odile, la curva da capezzolo
a capezzolo, le pieghe prodotte dall'ascella stretta dal braccio).
Ci che lo affascinava era l'altezzosit di Odile, la durezza del
labbro inferiore, la quantit di disprezzo che riusciva a immettere
in una frase. Se avesse potuto fare a modo suo, l'avrebbe strappata
alla pornografia, avrebbe fatto sparire Janice e Sweeney, avrebbe
impedito a Odile di frequentare il Dwarf e l'avrebbe tenuta segregata
in Jane Street, negando il diritto di visita a Bummy Gilman.
Odile non si sarebbe pi guadagnata da vivere lavando le palle di
quel tizio. Ma la ragazza apparteneva a Zorro, non a lui. E se sfidava
i Guzmann, si sarebbe dovuto rimettere a rapinare i tassisti e
a schivare i colpi del fucile tenuto in una borsa della spesa. Il Cinese
era depresso.
Odile gli tolse la parrucca e gli accarezz i capelli scuri, e il Cinese
non fu pi tanto di malumore, sotto il tocco di quelle belle dita.
Si affond fra i cuscini, afferr Odile per una gamba, infil la
mano sotto i calzoni attillati, riusc a raggiungere la cunetta dietro
il ginocchio, sal fino a mezza coscia, ador la pelle d'oca e, pi su,
il boschetto (neanche la bella finlandese aveva peli cos sottili), sent
i capezzoli eretti fregargli contro le bozze della fronte e gli incavi
delle guance, e venne contro l'altro fianco di lei, i suoi gridi soffocati
dalla biancheria di Odile contro la bocca. A Odile piaceva sentirsi
addosso la sua testa noccuta. Avrebbe voluto mantenerla in
quell'esatta posizione, ma il Cinese fu scosso dal bagnato che si
sent dentro le mutande. Messico! strill, balzando via da lei.
Chino, dove vai, con quell'orecchio ferito?
Il Cinese non ricordava di aver pi avuto l'inguine cos inzuppato
dai tempi in cui si rintanava nel cinema porno di Mott Street,
durante il terzo anno delle medie (a scuola aveva sempre avuto un
anno di ritardo). Si copr l'orecchio fasciato con una ciocca della
parrucca. Era troppo sconvolto per baciare Odile. Ti porter un
regalo da Citt del Messico disse. Qualcosa che Zorro non possa
identificare.
Odile pens che delirasse. Chino, torna a letto.
Nel corridoio, il Cinese si tolse le bretelle per sistemarsi la camicia.
Incontr la padrona di casa di Odile sulle scale. La donna si
accigli nel vedere l'orecchio fasciato e le condizioni della sua biancheria.
Ma il Cinese era immune alle padrone di casa.
In Abington Square sal su un taxi. Prince Street disse. E fa'
in fretta.
Il tassista Quagliozzo, un quarantacinquenne sveglio che abitava
nel Bronx e teneva una mazza di ferro vicino alla cassetta dei soldi
per difendersi dai ladri e dai clienti indesiderati, non si lasci ingannare
dalla parrucca rossa. Affissa al cruscotto aveva la descrizione del
bandito dei taxi Chino Reyes e la notizia della taglia di mille dollari
stanziata dai proprietari di taxi indipendenti. Quagliozzo (i suoi amici
lo chiamavano Quag) riconobbe gli zigomi sotto i capelli finti, solo
che la descrizione non diceva niente di un piede deforme. Il tassista
ragion che nessun bandito di professione poteva scappare abbastanza
in fretta, dopo un colpo, se portava una scarpa ortopedica.
I garagisti, che avevano i loro rapporti con i delinquentelli del quartiere,
gli avevano detto che il Cinese si travestiva da pappone per non
farsi riconoscere dagli sbirri di Manhattan. E cos Quagliozzo decise
di mettere alla prova il cinese che aveva in macchina. Lui non teneva
alzato il vetro di sicurezza fra s e i clienti, come facevano i tassisti
con la mania della sicurezza (non avrebbe mai potuto chiacchierare
attraverso una barriera del genere), ma guid con una mano sulla
mazza di ferro.
Li odio, quei luridi papponi. Sfruttano le ragazze bianche. Si
arricciano i capelli. Guidano fottute Cadillac. Se avessi un pappone
a bordo, l'ammazzerei.
Quagliozzo non riusciva a smuovere in nessun modo il Cinese.
Qual  la sua opinione, signore?
Ecco Prince Street disse il Cinese, e fece cenno al tassista di
fermarsi davanti a un cortile. Aspettami qui. Cammin fino a una
fila di bidoni dell'immondizia all'interno del cortile. SolomonWong,
il vecchio lavapiatti di suo padre, era seduto sul bidone pi a nord.
Solomn, que tal?
Solomon raccolse le molte pieghe del cappotto (un tempo era
appartenuto a Pap Reyes) e da un bidone tir fuori una borsa da
viaggio in tessuto. Il Cinese si cambi le scarpe, affidando quella ortopedica
a Solomon, e cacci la parrucca sotto il cappotto dell'uomo.
Non sarebbe andato a Citt del Messico con i capelli rossi.
Quagliozzo era irrequieto, quando il Cinese torn al taxi. Signore,
dove andiamo?
Tu guida che te lo dico dopo.
Quagliozzo aveva prove sufficienti per incastrare il bandito dei
taxi; senza scarpa ortopedica e parrucca era esattamente come l'uomo
della descrizione. Furbo, ammise Quagliozzo. Usa i bidoni dell'immondizia
come nascondigli. Ecco dove finiscono i soldi dopo
una rapina. Quagliozzo aveva maggior rispetto di prima per il Cinese.
Signore, devo scaricarmi la vescica.
Ferm a un bar del Bowery, port la cassetta dei soldi nel gabinetto
oltre il bancone, poi torn sui suoi passi fino al telefono affisso
al muro. Fece il numero del pronto intervento della polizia.
Usc masticando barrette di gomma. Il Cinese non era sul taxi.
Quagliozzo si incolp dell'assenza. Avrei dovuto usare la mazza. Si
un alle tre autopattuglie che avevano risposto alla sua chiamata,
guidandole fino al cortile di Prince Street. Non riuscirono a trovare
Solomon; rovesciarono tutti i bidoni,frugando fra l'immondizia,
ma nessuno trov la scarpa del Cinese.

 Capitolo 8.

Dato che si sentiva minacciato su tutti i lati (da Pimloe, da Pap,
da Vander, forse da Isaac), Coen non parl a nessuno del suo viaggio.
Avrebbe lasciato il paese senza avvertire l'ufficio del primo vice,
n la Seconda divisione. Pimloe avrebbe dato i numeri, se avesse
saputo che viaggiava con il bandito cinese dei taxi. La Squadra
omicidi l'avrebbe appeso al muro. Coen aveva ancora i quattrini di
Vander e intendeva spenderli in Messico, per Jeronimo, per s e per
il cugino Mordecai. Avrebbe viaggiato in incognito, senza distintivo
e senza rivoltella.
Uscendo per andare all'aeroporto trov una borsa di carta rigonfia
fuori della porta. Gli aromi erano inequivocabili. Coen riconobbe
i dolciumi di Fp: halvah neri, gelatine, cioccolatini ripieni,
caramelle al rabarbaro, mou chiare e scure. Per Jeronimo. Csar doveva
aver ordinato a uno dei suoi fratelli di svuotare il negozio. A
meno che Pap non avesse scoperto dov'era finito Jeronimo. Coen
non aveva tempo per aride speculazioni. Prese la borsa con i dolciumi
e incontr Chino davanti al terminal dell'Aeronaves. Non fece
commenti sulle bozze violacee che Chino aveva su un orecchio.
Passarono tutti e due sotto la sbarra del metal detector. Ma prima il
Cinese deposit in un cestino la molletta portasoldi e il portasigari
di metallo. Sembr seccato, quando Coen non prese un cestino
per s. Sbirro disse dov' la pistola? Dov' il distintivo?
Li ho lasciati a casa rispose Coen. In una calza sotto il letto.
Imbcil borbott il Cinese. Vuoi scontrarti con dei criminali e
non ti porti dietro i giocattoli della polizia? Mi sorprendi. Zorro me
l'aveva detto che hai un po'd'acqua nel cervello. Uno sbirro dalla testa
molle. Il distintivo  prezioso, e tu lo infili in una calza. Imbcil.
Continu a borbottare contro Coen fino all'uscita e sul jet
dell'Aeronaves. Coen sbadigli. Avrebbe dovuto restare seduto per ore accanto
a un cinese dell'Avana che non riusciva a tenere la bocca chiusa.
Pens al menu. Essendo un aereo messicano, immaginava che
avrebbero servito tostadas e fagioli stufati. Tenne la cintura di sicurezza
finch furono ben lontani da terra. Aveva volato solo due volte,
tredici anni prima, su aerei da trasporto militari, dentro e fuori
dalla Germania. Era Chino il viaggiatore esperto, quello che faceva
le vacanze nei Caraibi e volava per conto di Csar. Era arrivato nel
1959 dal barrio chino, il quartiere cinese dell'Avana, dove fino ad allora
suo padre aveva posseduto una panetteria  un ristorante. All'epoca,
Chino aveva ventiquattro anni e detestava i fidelistas, la cui
presenza all'Avana aveva spaventato suo padre, spingendolo a vendere
la panetteria e a chiudere il Nuevo Chino Caf. Lontano da Cuba,
le ossa di suo padre si erano rattrappite e i polmoni avevano cominciato
a sputare sangue per Doyers Street. Chino sfott Coen per
la politica degli ebrei, perch, ne era convinto, erano stati loro a installare
al potere i fidelistas. Coen, tuo padre  vivo?
Morto.
Anche il mio. Amava Stalin, tuo padre, vero?
Era polacco rispose Coen. I polacchi odiano i russi.
Chino lasci che il suo gomito trovasse una sistemazione pi
vicino a Coen. Non aveva mai lavorato con un poliziotto. Coen,
non preoccuparti per il distintivo. Conosco uno che lavora la latta,
al mercato di Lagunilla.Ti far dei bellissimi distintivi. Malgrado
la tregua, una volta tornati a casa, avrebbe dovuto punire quell'ebreo.Troppa
gente sapeva dello sbirro che aveva schiaffeggiato Chino
Reyes.
Coen dovette sopravvivere senza fagioli stufati. Gli servirono
prosciutto affumicato e patate au gratin, e una fetta di torta al limone.
Coen si sent girare la testa, sotto il sole del Messico. Guard se attorno
all'aeroporto c'erano piante esotiche.
Chino l'aiut a superare la dogana e poi ferm un taxi. Discusse
con il tassista, offrendo un prezzo fisso con le dita, e spinse dentro
Coen. Attraversarono un quartiere di baracche e di condomini cadenti,
con Coen che fissava le facce e i buchi nei marciapiedi, risalirono
per avenida Insurgente Sur e imboccarono la Reforma, dove
si trovarono in un paese delle fate di monumenti, glorietas spartitraffico
e alti alberghi rosa. Il Cinese indic i viali. Come Parigi,
vero? Los Campos Eh'seos.
Non sono mai stato a Parigi disse Coen, intimorito da tutte
le glorietas e dal fiume di traffico.
Neanch'io rispose il Cinese.
Entrarono nell'Hotel Zagala, oltre il parco Alameda, dopo che
Chino ebbe pagato il taxi con monete americane e chiamato un
fattorino urlando: Mozo, mozo!. Coen si sent strappare dalle mani
la valigia da un vecchio magro in berretto a visiera, capace di
portare sei bagagli contemporaneamente. Furono sistemati al terzo
piano, in una stanzetta angusta che dava sul muro di un altro
albergo. Coen era pronto a sistemarsi, ma Chino non tollerava la
stanza. Strill nel telefono, insultando il direttore, la moglie del direttore
e l'addetto del terzo piano. Bisogna picchiargli in testa
assicur a Coen se non si vuole marcire dietro un muro.
Furono trasferiti in una cameretta ancor pi angusta, all'ottavo
piano, ma con un enorme banadero di porcellana in una stanza da
bagno che dava sul parco. Chino licenzi il mozo con una pacca sulla
spalla e tre monete, ma poi si fece pi gentile e gli dette anche
un cappello e una sciarpa che aveva tirato fuori dalla valigia. Coen,
non dare mance troppo alte. Altrimenti, capiscono che possono
fotterti.
Ma Chino, tu gli hai dato un cappello che costa cinquanta dollari!
Non importa. Mi piaceva la forma della sua testa. Ma niente
quattrini.
Seduto nel banadero con una saponetta dell'albergo in bilico sul
ginocchio, il Cinese insegn a Coen la formula per cambiare i dollari
in pesos. Coen passeggi per la stanza da bagno, sforzandosi
di mandare a memoria le informazioni. Cominciava ad affezionarsi
al Cinese. Chino, qual  il tuo vero nome?
Herman rispose il Cinese, senza esitare. Ma cos poteva chiamarmi
solo mio padre. Tu provaci, e ti mordo la faccia. Giuro.
Coen era ansioso di consegnare i dolci a Jeronimo, ma dopo il
bagno il Cinese dorm per un'ora. Poi si mise una camicia ricamata,
infil un fazzolettino pulito nel taschino e, scesi nell'atrio, ordin
un t molto forte.
Attraversarono l'Alameda, sbucarono in una parte pi vecchia
della citt e si misero a cercare Jeronimo. Chino ignor le bancarelle
di tacos e i venditori di noci di cocco, e compr Life Savers da
una vecchia sull'angolo. Non permise a Coen di fermarsi a guardare
due ragazzi che preparavano tortillas sul marciapiede. Sbrigati
disse. Lontano dai viali, Coen si sent aggredire dal chiasso
dei bazar all'aperto zeppi di venditori ambulanti e dalla ressa di
facce al limite dei marciapiedi. Sfid Chino a mangiare con lui fette
di cetriolo condite con peperoncino in polvere. Guard con gli
occhi sbarrati le insegne dei negozi... Tom and Jerry; La Pequena Lulu;
Fabiola Falcon... e le vetrine delle panetterie. Chino aggrott la
fronte, fissando la borsa di carta che Coen portava a Jeronimo. Che
c' l dentro?
Halvah. Da parte di Pap.
Lungo avenida San Juan de Letrn superarono una pulqueria
dopo l'altra. Gli avventori seduti ai tavoli sul marciapiede fissavano
il cinese e il biondo che camminavano fianco a fianco. Coen vide
sempre meno donne, nelle strade. Il Cinese svolt in calle
Belisario Dominguez e si ferm davanti a una casa con una balconata
arrugginita e una corte Interna. I chuetas vivono qui disse. I
mangiatori di maiale. Gli ebrei cristiani.
Marrani? chiese Coen.  il quartiere dei marrani?
Chuetas lo derise il Cinese. Entr nel cortile, e dopo cinque
passi il suo corpo scomparve nel grigiore. Coen rimase sotto la balconata.
Quando si abitu alla luce opaca del cortile, distinse due
bambini in camicia da notte che giocavano a pelota. Giocavano a
bocca chiusa, e l'unico rumore era il tonfo della palla. Coen non
riusciva a venire a capo del loro modo di giocare. Battevano la palla
come vecchi, eretti nelle camicie da notte, rigidi alla vita, senza
spreco di energie. Coen si chiese se tutti i bambini marrani fossero
nati con le ginocchia legnose. In Boston Road, Csar e
Alejandro battevano la palla rosa con una sorta di febbre, una contorsione
nelle gambe. Perfino Jorge, che da quando aveva dieci anni non
poteva chinarsi per via di tutte le monete che portava per Pap, e
Jeronimo, la cui mente era occupata dai dolci e dai capelli che si
imbiancavano, erano pi vivaci dei due bambini.
Proprio quando Coen cominciava a sentirsi abbandonato, dal
cortile emerse il Cinese con il cugino Mordecai, un Guzmann pi
grasso in camicia da notte, con i lineamenti di Alejandro e gli occhi
storti di Jorge. Coen fu presentato a Mordecai come "il Polacco",
el Polons. A Mordecai il nome parve piacere. Chino chiese a
Coen di consegnare i dolci al cugino, e Mordecai ringrazi el
Polons, prima di sparire nel cortile.
Andiamo disse Chino.
Dov' Jeronimo? Non lo porta gi? L'hai visto?
Il piccolo? No. Il Cinese si avvi verso San Juan de Letrn.
Imbcil, non potete incontrarvi qui. I chuetas sono pazzi. Sono superstiziosi
nei confronti di chi ha gli occhi azzurri. Hanno paura
dei capelli biondi. Non preoccuparti. Ci siamo accordati
perch Jeronimo venga da te.
Piazz Coen sull'angolo nord dell'Alameda. Aspettami qui.
Vado a procurarmi i ferri per stasera. Sorridi, Coen.Ti ho detto che
il piccolo verr.
A quaranta, trenta, venti, quindici anni, Jeronimo era sempre
stato il piccolo. Pap lo ingozzava di pane e spinaci, Topal gli puliva
le unghie con una spilla da balia, chiunque lo incontrasse per la
strada gli allacciava le scarpe. Gli altri cinque Guzmann facevano
a turno a lavarlo, perch nessuno si fidava a lasciarlo solo nella vasca.
Eppure Jeronimo aveva un infallibile senso dell'orientamento,
la capacit di leggere i semafori rossi e verdi, l'abilit di scansare le
carrozzerie giallo canarino dei taxi, l'audacia di cacciare il prezzo
della corsa in mano ai guidatori di autobus. Sapeva cantare con voce
pi forte di quella di Jorge. Ingollava caramelle pi in fretta di
Topal e di Alejandro. Consumava cioccolato pi di una nidiata di
scolare. Piangeva per i polli spennati nelle vetrine dei macellai, con
lo sguardo che seguiva la linea ricurva dei colli strozzati, provando
piet pi per la mancanza di penne che per la perdita della vita.
Era capace di silenzi pi profondi di quelli di qualunque dei
Coen. Fra i Guzmann aveva la presa delle mani pi forte. Amava
Csar pi di chiunque altro, poi suo padre, poi Topal, poi Alejandro,
Jorge e zio Sheb. Aveva nostalgia del negozio di uova, della luce
biancazzurra della macchina che rendeva trasparenti i gusci, della
minestra di Jessica Coen. Era un uomo bambino fissato nelle sue
devozioni, nei suoi atteggiamenti, nelle sue paure. Non sarebbe
mai passato sotto una scala, ma era capace di baciare i cani pi pulciosi.
Spezzettava gli halvah per le abuelitas sdentate e per i bambini
neri pi reietti, ma non per le giovani donne. Era gentile con
gli scoiattoli, cattivo con i gatti. Saliva le scale antincendio per andare
a curare l'ala a un piccione, ma detestava gli uccelli dagli occhi
iniettati di sangue.
Coen lo vide dall'altra parte del parco rispetto ad avenida Hidalgo,
i lacci delle scarpe trascinati per terra, i calzoni pieni di caramelle,
la fronte arricciata dalla perplessit; Jeronimo non aveva
ancora localizzato Coen. Le rughe sulla fronte si accentuarono,
mentre cercava nel parco. Si tir un orecchio per la frustrazione.
Coen url: Jeronimo, Jeronimo. E Jeronimo sbarr gli occhi.
Le rughe scomparvero. Corse verso Coen, con le mani che schiaffeggiavano
l'aria. Coen gli allacci le scarpe. Poi si abbracciarono,
con Jeronimo che schiacciava le costole di Coen con un gomito.
Jeronimo aveva grosse basette grigie. Anche i peli che gli spuntavano
dal naso erano grigi. Le nocche delle dita erano color nero
Guzmann. Jeronimo dovette asciugarsi la bava, prima di riuscire a parlare.
Biascic il nome di Coen, "Manfro", prese Coen per la mano
e lo trascin fuori dal parco. Ma non gli permise di attraversare finch
sul semaforo non apparve la scritta "Pase". Poi se lo tir dietro
fino al bar gelateria di un enorme drugstore su calle Madero. Ordin
t caldo per s e gelato di cioccolata per Coen. Sbriciol gli
halvah nel t e ammorbid le mou di suo padre schiacciandole con
il pollice (il piccolo aveva dita incredibili). Il gelato sapeva di formaggio.
Seduto sull'alto sgabello, Coen intendeva interrogare il
piccolo su Mordecai, Csar e i marrani del Messico, nonch sul
viaggio da Boston Road a calle Belisario Dominguez via Manhattan.
Ma non se la sentiva di usare l'astuzia con lui, e cos si rassegn
a mangiare il gelato addo nella coppa di vetro.
Camminando con il piccolo per Madero, Coen sent
l'incongruenza di un ragazzo del Bronx in Messico. La mano nella stretta
a tre dita di Jeronimo, gli occhi attenti alle pozzanghere e alle
fenditure nel marciapiede, era proprio come se fossero stati in Boston
Road. Allo Zocalo, la vecchia piazza principale, il piccolo volt
a sinistra e condusse Coen in un quartiere di bazar. Giubbotti di
pelle nera con sulle spalle la scritta "Juan el Rojo" erano appesi a
pochi centimetri dalla testa di Coen. Salones de belleza e scuole tecniche
coesistevano fianco a fianco. I chioschi stringevano avenida 5 de Febrero da cima a fondo. Jeronimo e Coen si fermarono a
una pasteleria, dove presero un paio di pinze e cominciarono a caricare
un vassoio di pasticcini, cannoli e panini dolci. Jeronimo manovrava
la pinza con la lingua fuori. Imitando gli altri clienti, Coen
afferr un enorme contenitore di legno dalla testa rotonda e forata,
e spruzz un quantitativo educato di zucchero a velo sui dolci
di Jeronimo, ma Jeronimo ne volle di pi. E cos Coen vuot
mezzo contenitore. Pag meno di cinque pesos per le sedici paste
sul vassoio. Si cacciarono i panini dolci in bocca, e quando raggiunsero
di nuovo lo Zocalo avevano le guance gonfie e baffi di
zucchero attorno alla bocca. Alla fine Coen disse: Csar  preoccupato
per te, Jeronimo. Mangi abbastanza? Vai d'accordo con
Mordecai?.
Il piccolo si lecc lo zucchero dalle labbra.
Jeronimo, che cosa devo dire a Csar?
Jeronimo lo baci sulla fronte e lo port ai confini dell'Alameda.
Piccolo, vuoi che Csar venga a prenderti?
Coen tent di aggirare il parco, ma Jeronimo l'afferr per il polso
per impedirglielo. Casa disse, indicando oltre calle Madero.
Si allontan da Coen con i resti dei dolci nel sacchetto che aveva
avuto dalla donna della pasteleria. Non mosse la mano in cenno di
saluto. Non sorrise a Coen. Era intento a studiare i semafori. Andando
in direzione di San Juan de Letrn, usava la punta di una
scarpa per frugare fra le cartacce abbandonate contro i marciapiedi.
Coen osserv la sua andatura sbilenca e pens che Jeronimo poteva
trasformare avenida Hidalgo nella sua Boston Road. Gli halvah
erano un semplice surplus. Il piccolo poteva sopravvivere anche
senza il negozio di dolciumi di suo padre.
Nell'atrio dell'Hotel Zagala, Coen si rammaric. Aveva
dimenticato di controllare la patta di Jeronimo. In ascensore era cos assorto
che il mozo dovette ricordargli che era arrivato al suo piano.
Non aveva notizie per Csar. Il piccolo nascondeva segreti che lui
non avrebbe mai scoperto. Coen non poteva mettersi fra Jeronimo
e Mordecai; i Guzmann erano gente dalle labbra strette, guardinga,
con grandi fronti raggrinzite e una reticenza vecchia molti secoli.
Avevano tenuto la bocca chiusa a Lima, in Per, dove avevano
indossato i panni dei mendicanti muti per scippare qualche borsa
o razziare le residenze estive dei ricos. Prima di allora avevano
biascicato preghiere lontanamente cristiane in Olanda, Portogallo
e Spagna, con la qualit delle loro voci che dipendeva dalla stagione,
dal clima e dall'affinit locale fra i marrani e gli altri convertiti.
Solo a Pap piaceva parlare, ma neanche lui rivelava niente di
s, quando raccontava le sue storie lacrimevoli su come aveva allevato
da solo cinque "pretzel" in America.
Il Cinese trov Coen accasciato sul letto. Apr la borsa da viaggio
e tir fuori due automatiche da nove millimetri dalla lunga canna
oleosa, due sfollagente di cuoio, una variet di distintivi e una
scatola di proiettili. Soddisfatto del suo bottino, passeggi attorno
a Coen con i pugni piantati sui fianchi. Coen si rifiut di guardare
i distintivi e le rivoltelle.
Perch Mordecai non  venuto con Jeronimo? Non poteva sedersi
nel parco Alameda? O bere un t al banco di un bar? Ha paura
dei poliziotti americani? Volevo parlargli del ragazzo.
Chino liquid le lamentele di Coen con un cenno della mano.
I chuetas non escono mai di casa. Mordecai  sposato con il suo
portico. Te lo giuro, non sa neanche dov' lo Zocalo. Nessun mangiatore
di maiale va a sedersi nel parco. Chi sorveglierebbe il loro
maiale nel forno? Non preoccuparti per il piccolo. Ha l'indirizzo
appuntato sulla camicia. Non pu perdersi.
Qualcuno dovrebbe raccontare a Csar delle camminate solitarie
di Jeronimo. Pensavo che il ragazzo dovesse restare nascosto.
Hombre, non puoi dire a Zorro quello che Zorro gi sa. Rovesci
i distintivi sulla pancia di Coen. Abbiamo altro da fare, qui.
Non sono venuto per occuparmi del piccolo. Quale vuoi? Il distintivo
da spazzino del Texas? La stella dei pompieri? La croce degli
infermieri?  quella che luccica di pi. Il distintivo di guardia
del parco? Non ha importanza, purch sia in inglese. I cholos non
sanno leggere. Imbcil, ti decidi a scegliere?
Quello dei pompieri.
Ora Chino poteva ignorare Coen e pensare ai fatti suoi.
Soppes le due automatiche, chiuse un occhio per studiare i mirini,
poi procedette a caricarle. Coen vide i proiettili passare fra le
dita del Cinese. Il Cinese spinse dentro con il palmo della mano i
caricatori pieni. Poi si lav le orecchie con un asciugamano umido,
si cambi la canottiera e si massaggi olio profumato sulla gola e
sulla nuca. Coen aveva conosciuto artisti del furto con gilet profumati
e scarpe di morbido capretto, ma non si era aspettato che il
Cinese si mettesse cos elegante per un lavoretto di ordinaria amministrazione.
Il Cinese portava una giarrettiera in cui infil uno
degli sfollagente. Dette a Coen una giarrettiera simile e l'altro sfollagente.
Coen se li mise pi che altro per divertimento. Ma si rifiut
di prendere la pistola.
Occhibl disse Chino hai intenzione di affrontare quei gorilla
e di rubargli la moglie senza portarti dietro un ferro?
Coen rispose di s, poi interrog il Cinese. Moglie? Che tipo di
moglie? Chino, ma la ragazza, non l'hanno comprata da Csar?
Csar falsifica certificati matrimoniali in messicano? L'hai portata
tu qui, la ragazza?
Andiamo disse Chino, e s'infil tutt'e due le pistole nella cintura.
Poi si abbotton la giacca e usc senza che si vedessero i rigonfi
delle automatiche. Coen lo segu in un bar di avenida Jurez.
La scritta verde brillante nella vetrina palpitava: Productos Idish. Il
Cinese ordin una ciotola di sottaceti e un piatto di pastrami caldo.
Coen prese brodo di pollo.
Niente male, eh, Polacco? Fanno venire il salame in aereo da
Chicago.
Chi te l'ha detto?
Zorro.
Cristo disse Coen anche Csar viene a mangiare qui?
Schmuck borbott il Cinese. Non imparer mai. Piantala di
parlare di Csar. Mi rovini l'appetito.
In avenida Reforma presero un taxi collettivo e viaggiarono
con un gruppo di messicani in camicia a maniche corte. Buenas
noches disse Chino, deludendo i messicani, che non si erano aspettati
che un cinese parlasse spagnolo come un capitalino. Noches
risposero. Seduti uno accanto all'altro in fondo al taxi, con le ginocchia
che si toccavano, ignorarono i calci delle rivoltelle che
spuntavano di sotto la giacca di Chino e il duro dello sfollagente.
Da sedile a sedile part uno scambio veloce di presentazioni. Herman
Reyes disse Chino, che per i messicani us il suo vero nome.
Guard male Coen, dandogli un colpo con il piede per rimproverarlo
del suo lungo silenzio. Noches disse Coen. Chino lo present
come un gran hombre, agente investigativo Manfred Coen.
I messicani annuirono con rispetto, quando scoprirono che Coen
era uno della Squadra omicidi di NewYork, ma chisero di saperne
di pi del Cinese. Lui disse di essere un commerciante di carne
di cavallo e di altri generi deperibili, nonch un tecnico specialista
in manutenzione di taxi. Dall'espressione intenta delle loro facce
e dall'attenzione che prestavano al racconto, era chiaro che consideravano
i taxi e la carne di cavallo pi interessanti degli omicidi.
Alla Glorieta de la Diana strinsero la mano a Coen e invitarono il
Cinese a considerare la citt come su casa.
Prima di andare dalla ragazza, il Cinese volle comprare qualcosa
di dolce. E cos seguirono il viale fino a un grande drugstore
fatto di vetro e piastrelle. Coen not un'orda di ragazze e ragazzi
biondi vestiti con indumenti stinti, ammassati contro il banco. Non
riusc a dare una nazionalit alle loro voci, n al loro accento, n ai
sederi rigidi. Con la linea della spina dorsale dritta e i pollici agganciati
alle tasche sembravano manichini. Coen non parl di loro
finch il Cinese non ebbe scelto le sue stecche di zucchero. Poi
sussurr: Chi sono? Statue di visi pallidi?.
Ragazzi della colonia americana rispose il Cinese.
Non riescono a piegarsi? Hanno un bastone nella schiena?
Ah, non preoccuparti per loro. Non c'entrano, con noi. I giovani
gringos si nutrono di copertine di dischi e di merda in technicolor.
Bevono con la cannuccia. Come Jeronimo. Sono peggio dei
mangiatori di maiale. Se non altro, Mordecai se ne sta chiuso in
casa. Poi si fece pi tenero. Polacco, non  colpa loro. Come pensi
che fossi, io, quando mio padre mi ha portato a NewYork? Tenevo
il berretto di lana estate e inverno. Mettevo lo zucchero sulla
carne in scatola. Lasciavo cadere le cose nella tazza del cesso.
Polacco, non farmi perdere tempo. Andiamo. Ai cholos potrebbe
non piacere il momento che abbiamo scelto per andare a rubare la
loro grnga.
Guid Coen su per calle Mississippi e attraverso le tre corsie di
avenida Melchor Ocampo fino a un edificio in stucco rosa su calle
Darwin, dietro calle Shakespeare. Coen trovava difficile associare dei
luridi delinquentelli a una ragazza che viveva in quella casa con i tettucci
di tela a righe sopra le finestre e il batacchio dorato sul portone.
Salirono fino al quinto piano in un minuscolo ascensore dal soffitto
istoriato, che quasi strusciava contro i muri. Coen continuava a
martoriarsi le dita, ma il Cinese non batteva ciglio. Sollev i lembi
della giacca per arieggiare le pistole, usc sul ballatoio, apr una porta
ed entr senza annunciarsi. Nel soggiorno c'erano quattro messicani.
Portavano tutti la cravatta e camicie fresche di bucato. Non si
degnarono di salutare il Cinese. Coen pens che fossero fratelli perch
avevano tutti la faccia carnosa e un taglio degli occhi irregolare
che li faceva sembrare permanentemente accigliati, ma solo uno aveva
i baffi. Maledirono il Cinese, usando il suo soprannome. Inclusero
anche i Guzmann e Zorro. Risero delle automatiche di Chino e
gli mostrarono una specie di ricevuta.
Il Cinese si volt verso Coen, che era ancora sulla soglia. Polacco,
sostengono che la piccola gringa  la loro moglie. E hanno
un documento che lo prova. Pensa un po', una concubina legale,
divisa in quattro. Tir Coen nel soggiorno. I messicani indietreggiarono,
distogliendo lo sguardo dai suoi occhi. El Polonis. Afferrarono
la loro roba e sgattaiolarono fuori dalla stanza, andando
ad ammassarsi nell'ascensore.
Che cazzo succede? chiese Coen.
Polacco, hai fatto centro. Il Messico  tuo. Quelli non torneranno
prima di una settimana. Spezz una stecca di zucchero e
si cacci i pezzi sotto la lingua.
Coen cominci ad arrabbiarsi. Cinese di merda, sei andato in
giro per la citt a inventare storie su di me? Hai raccontato palle in
ogni angolo? Devo fare la parte del nuovo pistolero di Zorro? Dello
specialista in lavoretti strani? Sarei uno che spara in bocca alla
gente?
Dalla camera da letto usc una ragazza in vestaglia verde oliva.
Aveva gli occhi gonfi per il troppo sonno. Dov' Miguel? Dov'
Jacobo il Rosso?
Il Cinese lasci perdere le presentazioni. Non so dirtelo, tesoro.
Se ne sono andati in gran fretta. Jacobo ci ha raccomandato:
"Prendetevi cura di nostra moglie".
Ancora insonnolita, la ragazza batt le dita di un piede contro
il massiccio basamento del divano. Saltell verso il Cinese, reggendosi
il piede dolorante con la mano e sforzandosi di non cadere
su Coen. Il saltellio le fece passare l'insonnolimento. Brontol
per un po', quando vide il distintivo sulla giacca di Coen. Tu sei il
tizio che lavora per mio padre. Odile mi ha messa in guardia contro
di te. Lo sbirro ebreo con un debole per i milionari. Poi studi
il distintivo e si accorse che Coen portava la stella dei pompieri di
Acapulco. Ignor Coen e rise in faccia al Cinese. Dovette sedersi
sul pavimento per controllare i sussulti della pancia. Il Cinese godette
all'idea che le si sarebbe gonfiata la caviglia.
Coen si accoccol vicino a lei, le mani sulle ginocchia. Carrie
disse. Caroline. Alzati, per piacere. Il Cinese pens che Coen era
troppo gentile. Avrebbe dovuto afferrarla per i capelli e dimostrarle
chi comandava. Le giovani gringas ricche non gli piacevano, erano
quelle che ti sputavano in faccia e poi correvano a nascondersi
dietro pap. Ma dovette controllarsi. Non poteva offendere il senor
Occhibl.
Non si lasci ingannare dalla stella che porta, signorina Child.
 un articolo genuino. Agente investigativo Coen. Lui e io non tolleriamo
di vederla vivere con dei cholos. Caroline si tolse le quattro
fedi matrimoniali e ne scagli due contro il Cinese e due contro
Coen. Non vado da nessuna parte, con voi. Dov' Miguel?
Attento a Coen, il Cinese la sollev per i gomiti e la port verso
la camera da letto. Ora lei piangeva. Dov' Miguel?
Chino disse Coen che stai facendo?
Lasciami parlare con lei, Polacco. L dentro. La convincer.
Con la massima dolcezza.
Coen ascolt attraverso la porta della camera da letto.
Sent che la ragazza diceva: Pap pensa solo alle donne. Quando
usc con Chino, Caroline aveva addosso un semplice vestito di
cotone, una diciassettenne dalle mani banali e la faccia ossuta, non
pi la moglie-amante di avenida Darwin. Coen prov piet per lei
e detest il proprio ruolo di cane da pastore del padre. Il Cinese
tent di tirarlo su di morale. Polacco, non si  cambiata d'abito
prima che io chiudessi gli occhi. Prese le braccia della ragazza e
le mostr a Coen. Guarda questi segni. I cholos l'hanno fatta diventare
una tossica.
 pazzo disse Caroline. Queste sono punture contro l'allergia.
Me le ha pagate Miguel. Senza iniezioni, il naso continuava a
colarmi.
Eroina disse il Cinese.
La fecero entrare in albergo nascondendola al portiere.
Coen passeggi avanti e indietro per la stanza da bagno. Come
faccio a portarla fuori dal paese? Ha bisogno del visto per dimostrare
che  entrata come turista.
Il Cinese sorrise. Non preoccuparti, ci ha pensato Zorro. Tir
fuori delle carte dal portafoglio. Visto turistico e certificato di nascita
a nome di Inez Silverstein, la nipote nordamericana di Mordecai.
Caroline si addorment nel letto di Coen, che si mise a sedere
vicino a lei. Carrie bisbigli chi ti ha portata in avenida Darwin?
Il Cinese lo sgrid. Cristo, la sveglierai. Mise due materassi
per terra, uno per s e uno per Coen. Coen si spogli nel bagno. Il
cinese biascic Noches e cominci immediatamente a russare.
Coen and a letto in mutande.
Caroline preferiva il russare regolare del Cinese al respiro pesante
di Coen. Avrebbe voluto essere con Jacobo il Rosso. Jacobo
non avrebbe mai dormito su un materasso per terra. Se ne avesse
avuto la possibilit, Caroline si sarebbe presa il Cinese nel letto.
Coen aveva orecchie troppo appuntite, simili a quelle dei segugi.
E poi, i poliziotti dalle scarpe lucide non le erano mai piaciuti. Gli
occhi del Cinese erano pi carini; lui non rappresentava suo padre,
come Coen. Lei gli doveva una certa riconoscenza; era stato il
Cinese a portarla in Messico, insieme al ragazzo dai capelli grigi,
un demente che continuava ad avere erezioni sull'aereo. Ed era stato
il Cinese a presentarla a Jacobo, Chepe, Dieguito e Miguel, e a
farsi prestare le fedi nuziali da un vecchio ebreo di un altro
quartiere, un certo Mordecai. E pensare che ora complottava per riportarla
indietro. Probabilmente il poliziotto esercitava qualche potere
su di lui.
Caroline non era una ragazza viziata. La Carbonderry School
non l'aveva inacidita, come Odile. Nutriva ben poche speranze
nelle proprie capacit di seduzione. Jacobo se l'era presa senza pagare
un centesimo; e per deferenza nei confronti dei suoi cugini,
la divideva con loro. Caroline era soddisfatta della sistemazione.
Detestava la devozione di suo padre per la grande arte, i suoi atteggiamenti
tronfi, la sua superiorit nei confronti di tutto ci che
era americano, i suoi spettacoli in onore di Pinter, le sue settimane
Beckett, i suoi happening Artaud (piccoli eventi durante i quali venivano
distrutte le sedie e le ragazze del pubblico si vedevano
strappare pezzi di camicetta, anche se a Caroline non era mai successo),
i suoi t inglesi, i suoi croissant, i giochi di societ nella
stanza del ping pong, ai quali Caroline non poteva tassativamente
partecipare. Orbata dei piaceri del padre, Caroline aveva dato a
sua cugina Odile trecento dollari, messi da parte dai trenta che riceveva
ogni settimana, perch la facesse espatriare clandestinamente.
Malgrado tutto, sarebbe anche potuta restare con pap, se
solo lui fosse stato capace di guardarla in faccia. Vander era un collezionista
di bellezze; si circondava di creature come Odile o come
le ipersensibili attrici dei suoi revival di George Bernard Shaw
(ragazze dal naso perfetto e facce favolose). Riconoscendo di essere
insignificante, Caroline aveva voluto dimostrare a pap Vander
che qualcuno poteva anche desiderarla, fosse pure solo Jacobo
il Rosso.
Ora teneva gli occhi sul Cinese. Da lui voleva qualcosa di pi
dei sibili che salivano lungo il lato del letto. E cos mise gi la gamba
e lo gratt sul braccio con il piede dalle unghie smaltate. Il Cinese
si svegli rigido come un coltello. Guard il piede sopra di lui.
Signorinella, tira su il piede e tienilo l.
No rispose lei, sforzandosi di parlare in un bisbiglio. Chino,
hai sonno? Se non vieni su tu, vengo gi io.
Sei pazza? E il ragazzo polacco sull'altro materasso? Quello
sbirro  un tipo scrupoloso. Si accorgerebbe perfino se usassimo il
suo spazzolino da denti.
Caroline cominci a fare il broncio; la camicia che Chino le aveva
dato da indossare per la notte le arrivava alle ginocchia, e lei non
os tirarla pi su. Ah, ti preoccupi di lui!  solo uno stupido poliziotto.
Non me ne importa niente.
A me s. Il Cinese s'infil sotto il letto; aveva Odile con la quale
fare i conti; la ragazza gli faceva bagnare le mutande al solo pensiero.
Avrebbe dovuto seguire gli insegnamenti di Csar: mai innamorarsi
di una prostituta. Ma le dita gli prudevano per essere
salite lungo la gamba di una che aveva i peli morbidi come seta. E
con Caroline che si agitava sopra di lui, facendo scricchiolare il letto,
il Cinese aveva paura di doversi negare i benefici di una buona
russata.
Il chueta, Mordecai Cristobal da Silva Gabirol, era andato in Messico
dal Per. I suoi antenati erano per lo pi portoghesi.
Criptoebrei convertiti al cattolicesimo per conservare intatta la pelle, erano
diventati preti, marinai e ministri dei re del Portogallo finch
l'inquisizione non li aveva colpiti e fatti fuggire in Olanda e in America.
Prima di sbarcare in Per, i da Silva avevano dovuto sopportare
anche cinque Inquisizioni minori. Essendo stati ormai ridotti
a straccioni senza il becco d'un quattrino, frequentavano la chiesa
(che chiamavano el Sinagoga), e a casa biascicavano preghiere silenziose,
cuocendo all'aperto enormi quantitativi di porco per ingannare
i vicini cristiani e proteggere se stessi da future Inquisizioni.
Mordecai l'aveva ereditato, il suo ruolo di cuoco e mangiatore
di maiale. Non c'era pi la necessit esterna di ingannare i cristiani
(dal 1721 non era stato pi bruciato nessun da Silva), ma i
chuetas non riuscivano a rinunciare alla loro segretezza. Come i suoi
antenati, Mordecai era nato taciturno. Poich non si avventurava
mai al di fuori della sua colonia, non sapeva niente di Citt del Messico.
Viveva fra quattro mura, accettando le botteghe e le galerias di
calle Belisario Dominguez, ma odiando il chiasso e le luci della
strada.
Svolgeva alcuni servizi specifici per i suoi cugini nordamericani
del Bronx, dai quali veniva adeguatamente ricompensato. Non cercava
altri lavori e passava il tempo a pregare sulle fumanti pentole
di maiale. Mordecai aveva preghiere per i da Silva, vivi e morti, per
i suoi cugini del Bronx e per tutti i chuetas, ovunque fossero, per el
Dia del Perdn, per i maiali che venivano macellati perch i da Silva
potessero sopravvivere, per l'oscurit che proteggeva i chuetas, per
la lingua portoghese che li aveva soccorsi, per quella spagnola che
parlavano in America, e per la propria apostasia, per l'allontanamento
dalle leggi di Mos. Adorava Cristobal Coln, Cristoforo Colombo,
che considerava un chueta venuto dal Portogallo, e la regina
Esther, che aveva sposato un re persiano per salvare gli ebrei,
diventando la prima marrana della storia. I chuetas avevano sacri
obblighi nei confronti di santa Esther; nel giorno della sua festa avevano
il divieto di sputare, di orinare e di mangiare maiale. Il giorno
di santa Esther, Mordecai si nutriva solo di spinaci. E per quanto la
sua vescica pulsasse, non faceva pip fino al tramonto.
Mordecai non era circonciso. Secoli prima, per paura degli inquisitori,
che li avrebbero immediatamente riconosciuti come ebrei,
i chuetas non avevano potuto permettersi di farsi tagliare il prepuzio;
e i chuetas moderni continuavano a rispettare quest'abitudine,
avendo ancora in mente i vecchi inquisitori. Non potevano rompere
un vincolo vecchio cinque secoli. E cos si tenevano i loro
prepuzi e pregavano el Senor Adonai di perdonarli, facendosi il segno
della croce e sputando in direzione del diavolo. Perdonami,
Adonai recitava tutte le mattine Mordecai, in portoghese moderno.
Perdonami perch calpesto le nostre leggi, perch ignoro l'ordine
della circoncisione. Sono sporco, Padre Adonai. Sono fatto di
pestilenza, e il mio seme  impuro.  per questo, Padre Adonai, che
ho deciso di non sposarmi. Lo scorso anno, Adonai, dal Nord America
 venuto un rabbino con un uomo che doveva circoncidere i
conversos del mio quartiere. Io mi sono rifiutato di farlo, Signore.
Non potevo tradire la fiducia che la mia famiglia aveva riposto in
me. Adonai, quando avevamo tredici anni, i nostri padri ci rivelavano
la verit sulla nostra ascendenza e giuravano che chiunque si
fosse sottoposto alla ferita rituale non sarebbe pi stato un da Silva.
E cos, di fronte al coltello del rabbino io ho stretto le gambe.
Ci che ho fatto, Adonai, l'avevano gi fatto i miei antenati.
Altrimenti, non sarei potuto esistere. Perdonami, Adonai, e mandami
libri sulle tue leggi, in spagnolo o portoghese. Spero e prego che
le spie del crepuscolo non scoprano dove abito, e che solo i tuoi
angeli, Signore, gli angeli di Adonai, mi seguano oltre il buio portico
sicuro della mia casa.
Mordecai aveva ereditato Jeronimo come parte dei suoi obblighi
nei confronti del Bronx. Era andato a prendere il piccolo all'aeroporto
(lasciava la sua colonia per i Guzmann e solo per i Guzmann,
e a bordo di una macchina con autista con le tendine ai finestrini)
e l'aveva portato in calle Belisario Dominguez. Ma il piccolo
non riusciva a star fermo, e cos Mordecai doveva accompagnarlo
ai limiti dello Zocalo e dell'ammasso di librerias, dalla parte
pi vicina del parco Alameda. Non riusciva a tener dietro all'incredibile
andatura di Jeronimo, ed era costretto a fare tappa su una
panchina del parco e a succhiare convulsamente aria, se voleva tornare
al suo piso con i polmoni ancora funzionanti. E tuttavia,
Mordecai conservava una lealt silenziosa e una delicatezza di sentimenti
che erano rari perfino per un chueta. Non aveva mai chiesto
ai suoi cugini perch gli avevano scaricato addosso un subnormale
che non riusciva a sopravvivere senza avere la bocca piena di dolci.
Non aveva importanza, poi, che anche lui volesse bene al ragazzo:
se pure quelle guance appiccicose di zucchero lo disgustavano,
avrebbe comunque trattato Jeronimo con grande affetto.
Una volta sola si era immischiato negli affari dei suoi cugini
marrani. Era successo diciotto anni prima, quando era andato nel
Bronx su richiesta di Moiss Guzmann. Aveva viaggiato in nave.
Il mercantile l'aveva portato attraverso il Tropico del Cancro nel
Golfo del Messico, aveva aggirato le Florida Keys, su per l'ondoso
Atlantico fino al porto di NewYork. Sul molo c'erano ad aspettarlo
i Guzmann in maglioni e berretti di lana, i calzoni macchiati
di sciroppo irrigiditi dai ghiaccioli. Mordecai indossava una camicia
di madras, adatta all'inverno messicano. I Guzmann l'avevano
avvolto in maglioni pesanti e copricapo con il paraorecchie e
l'avevano scortato fuori da Manhattan con un vicino di casa, Boris
Telfin, al volante della macchina di famiglia, una Chrysler del
'49 (nessun Guzmann aveva mai imparato a guidare). Mordecai
aveva ammirato la spaziosit del veicolo.
Moiss aveva gridato, in un misto di spagnolo e portoghese
per non farsi capire dai ragazzi Guzmann stiamo andando alla
tua juderia?
Pap aveva riso, dicendo a Mordecai che la judera, la comunit
ebraica del Bronx, andava da un capo all'altro del quartiere.
Mordecai era rimasto sbalordito. Non aveva mai sentito di una
judera tanto grande da inghiottire un intero quartiere; neanche la
grande judera di Lisbona (prima dell'espulsione degli ebrei) avrebbe
potuto rivaleggiare con il Bronx. Era rimasto immerso nello stupore
finch era stato spinto fuori dalla Chrysler e dentro il negozio
di dolciumi, dove c'erano altri cinque Guzmann. L'avevano presentato
come "Primo Mordecai", il cugino messicano. Non aveva
avuto un letto suo, ma era emigrato da un giaciglio all'altro, dormendo
una volta con Jeronimo e la volta dopo con Topal. Era stato
rifornito di mutandoni lunghi, di un logoro spazzolino da denti
(appartenuto ad Alejandro) e di un vaso per i bisogni corporali,
nel caso avesse trovato il gabinetto occupato Geronimo faceva i suoi
sogni migliori seduto sulla tazza comune dei Guzmann).
I calendari di Mordecai e di Pap non erano esattamente gli stessi,
e quando Mordecai aveva annunciato che doveva infornare il
suo po santo di mezz'inverno, Pap aveva urlato: Cugino, non siamo
a Pascua! Devi aspettare. Noi il pane santo lo prepariamo a luglio.
Primo Mordecai si era rifiutato di rimandare, e Pap aveva dovuto
cedergli il forno perch potesse cuocere i suoi croccanti fogli
di po santo, che a lui erano parsi amari e per giunta gli avevano
dato il bruciore di stomaco. Tuttavia, aveva costretto i suoi figli a
mangiare il pane di Mordecai, anche se non si era lasciato convincere
a festeggiare il giorno di santa Esther.
Cugino, non adoriamo le donne, da queste parti.
Moiss aveva risposto Mordecai, la faccia arrossata dall'indignazione
neanche i limpios... i cristiani dal sangue pi puro... insulterebbero
la virt di santa Esther. Non posso pi restare nella
tua casa.
E Pap, che era in grado di spezzare il naso di chiunque stringendolo
fra due dita, aveva deciso di essere gentile con Primo Mordecai.
Non voleva che quel suo cugino scomparisse nella polvere
nera di calle Belisario Dominguez senza aver prima conosciuto il
Bronx. E cos, il giorno di santa Esther aveva trattenuto la pip finch
il sangue gli aveva battuto nella testa e la vista gli si era
annebbiata (a causa di tutte le bibite che bevevano, i Guzmann orinavano
ogni ora). Aveva negato il maiale ai suoi figli e su ordine di
Mordecai li aveva costretti a mangiare spinaci. Era il suo modo di
onorare il cugino, quel cugino che recitava lunghe preghiere a
Adonai e trafficava con donne elevate al grado di santa (un atto orribile,
agli occhi di Pap).
Da parte sua, Mordecai si era dimostrato rispettoso dei negocios
de Moiss. Era entrato a far parte della macchina Guzmann, una
banda di raccattascommesse, esattori e cassieri che trattavano solo
piccole cifre. Durante il periodo in cui era rimasto con Pap,
Mordecai non aveva mai visto banconote pi grandi di quelle da cinco
dolares; per Pap lavoravano chuetas venuti da Bogot, da Lima e
dalla Palestina, ritardati mentali, poliziotti caduti in
disgrazia e portorriquenos senza fissa dimora, che consegnavano o ritiravano monete
d'argento e scribacchiavano parole su pezzi di carta igienica,
in un gioco che Mordecai non riusciva a capire a fondo. A un certo
punto, era entrato in contatto con uno dei raccattascommesse
di Pap, un cugino proveniente dalla Palestina. (I chuetas, che avevano
passato la vita a disperdersi per il mondo, che riuscivano a
respirare solo in mezzo a una cultura aliena, che erano allo stesso
tempo musulmani, cristiani ed ebrei, non accettavano la sovranit
di uno stato temporale ebreo, e cos evitavano di nominare la moderna
Israele, essendo la loro Israele una condizione dello spirito,
un posto sonnacchioso privo di confini fissi, un posto che poteva
essere stato concepito da santa Esther nel letto del suo re persiano.)
Il palestino era andato da Bogot a Tel Aviv perch aveva sentito
il bisogno di una breve vacanza dal senso di sradicamento che
l'opprimeva e anche perch era curioso di conoscere una citt governata
da ebrei, ma ne era fuggito per evitare un capo rabbino che
sperava di farlo circoncidere e di trascinarlo in una sinagoga. I
chuetas non entravano nelle sinagoghe; pregavano a casa o in una chiesa
vera e propria.
Mordecai aveva preparato uno scialle per questo palestino, ricavandolo
dalla biancheria di un barbiere di Boston Road; si erano
messi sotto lo scialle a righe verso mezzogiorno e non ne erano
usciti se non dopo le sei, quando avevano terminato di celebrare
santa Esther, santa Teresa d'Avila, i martiri cristiani e i martiri
marrani, i turchi che un tempo avevano amato gli ebrei, ognuno dei figli
di Moiss e gli angeli di Adonai. Oltre a essere un mistico, il palestino
era anche un ladro. Forse Pap non si sarebbe accorto di
niente, se i suoi incassi fossero diminuiti gradualmente, ma il palestino
(il cui nome era Raphael) l'aveva derubato a man bassa. Prima
di scegliere il suo luogo di sepoltura, Pap aveva consultato
Mordecai.
Cugino, quel Raphael mi crea danno. Se non reagisco duramente,
gli altri potrebbero imitarlo. Quindi deve scomparire. Potrei
seppellirlo nel Queens con i catlicos, o nella mia fattoria. Decidi
tu. Non preoccuparti, metter una croce sulla sua tomba.
Mordecai aveva tremato per il palestino, e le sue guance si erano
chiazzate di rosso e di violaceo per la barbarie di Moiss. Puniscilo,
Moiss, questo s. Non ti chiedo di essere gentile con un
ladro... ma versare il sangue di uno della tua stessa famiglia?  tuo
cugino, Moiss. Che Dio ti perdoni. Quando si era reso conto che
la testardaggine di Moiss era inattaccabile, Mordecai si era dato
alla preghiera. Fattosi il segno della croce, si era inginocchiato davanti
a Moiss e aveva invocato la sua santa preferita. Regina
Esther, intercedi. Proteggi i tuoi figli, i chuetas. Mostra a mio cugino
il peccato che commetter, se colpir un consanguineo.
Il destino era stato dalla parte di Pap. Il palestino, che aveva sedotto
le mogli dei raccattascommesse di Pap, era stato ucciso da
un marito arrabbiato. A proprie spese, Pap aveva spedito il cadavere
a un'impresa di pompe funebri portoricana. Poi aveva convocato
Mordecai e i suoi cinque figli.
Ragazzi, i norteamercanos rideranno di noi, se non mi muovo
alla svelta. Moiss Guzmann non pu permettere che sia un cornuto
a fare il suo lavoro. Se non ho potuto schiaffeggiare Raphael
quando era vivo, lo schiaffeggeremo ora che  morto.
Mordecai aveva biascicato qualcosa sulla vendetta sacra e quella
profana, ma aveva dovuto seguire Pap; opporsi alla famiglia che
lo ospitava sarebbe stato un atto d'incoscienza. Comunque, era stato
spinto nell'impresa di pompe funebri dalla forza delle spalle di
Jorge e Alejandro. Mordecai si era tolto i copriorecchie e il cappello.
I Guzmann avevano cercato dappertutto, e quando avevano trovato
la camera ardente giusta, avevano interrotto il servizio funebre
per Raphael. In quella stanza in particolare c'era solo una manciata
di gente; un chueta qua e l, la moglie del marito arrabbiato,
i custodi della cappella e una specie di prete in tonaca e maglione
di lana.
Pap si era avvicinato alla bara, aveva sollevato la testa del palestino
(la faccia era stata incerata e truccata da un becchino molto
abile, che l'aveva fissata in un mezzo sorriso), l'aveva baciato sugli
occhi, aveva pianto la sua morte cacciando due urli laceranti e aveva
schiaffeggiato Raphael su tutt'e due le guance. Jorge, Alejandro,
Topal, Csar e Jeronimo avevano seguito la stessa procedura e le
loro grida erano state forti quanto quelle di Pap. Mordecai piangeva,
quando aveva raggiunto la bara; la faccia del palestino era scolorita
per tutti gli schiaffi, e una guancia si era smollata. Adonai,
perdonami se dissacro uno dei tuoi angeli. Prometto che imparer
le tue leggi. Alla prossima festa della regina Esther pregher pi a
lungo e con pi passione.
E aveva mollato gli schiaffi.
Le dita di Mordecai si erano tinte di polvere azzurrognola; la
guancia (quella che non si era smollata) aveva tremolato per la forza
dei ceffoni. Mordecai era corso fuori dalla cappella.
Pap aveva sussurrato Alejandro devo riportarlo dentro?
Lascialo in pace aveva bofonchiato Pap.
Quando Pap e i ragazzi erano tornati al negozio, Mordecai
aveva addosso la camicia di madras. Aveva supplicato Pap di scioglierlo
dai suoi obblighi per il Bronx. Pap non poteva costringere
un cugino a restare; e poi, un uomo tanto religioso era inadatto
a Boston Road. Pap baci Mordecai sulla fronte. Mordecai ringrazi
i ragazzi per averlo sopportato nei loro letti, e sal su un
mercantile messicano con il paraorecchie in tasca.

 PARTE SECONDA.
 Capitolo 9.

Gli occasionali, quelli che andavano una volta alla settimana al circolo
di ping pong di Schiller, erano divertiti dal poliziotto che giocava
senza togliersi pistola e distintivo. E scommettevano fra loro,
scommesse fra gentiluomini, niente al di sopra di un penny o di
mezza sigaretta, che il poliziotto non sarebbe riuscito a battere la
pallina con addosso l'artiglieria. Schiller disapprovava quelle
scommesse. Non voleva che il suo locale venisse degradato a circo.
E cos, teneva gli occasionali lontano da Coen. Ma non era un
ipocrita. Neppure lui ignorava la stranezza dell'abbigliamento del
poliziotto. Eppure, la fascia gialla attorno alla fronte, le bande ai
polsi, la Police Special, la maglietta e i calzoncini azzurri, il distintivo
d'oro e le scarpe da ginnastica davano a Coen l'aria di uno dotato
di formidabile concentrazione e pazzo per il ping pong.
Era stato Chino a costringere Coen a non togliersi la pistola.
Con il Cinese in giro ad aggredire i tassisti, a maledire il nome di
Coen nel Secondo distretto di polizia e a dargli poi la caccia con
una parrucca rossa in testa, Coen non poteva permettersi di andare
da Schiller senza pistola. Dapprima gliel'avevano tenuta Schiller
o Spanish Arnold, e Coen aveva giocato al tavolo sul fondo, da
dove controllava tutte le uscite. Ma non sopportava l'idea che i due
gli dovessero fare da cani da guardia. Perch caricarli del compito
di cacciare la sua pistola sotto il naso del Cinese? E cos Coen si era
messo la fondina addosso. E poich in calzoncini corti si sentiva a
disagio, e non voleva che qualche nuovo arrivato lo scambiasse per
un poco di buono della Columbus Avenue, si era appuntato anche
il distintivo. Schiller sembrava avere un atteggiamento ambivalente
rispetto alla situazione. Malgrado detestasse l'idea di una sparatoria
nel suo circolo (era un ebreo austriaco, vegetariano e pacifista),
si sentiva molto pi al sicuro con Coen dentro il locale. Nessun criminale
di Broadway avrebbe osato andare a disturbare i suoi tavoli,
le sue panche e il suo bricco di caff.
Dopo il Messico, Coen aveva smesso di preoccuparsi di Chino
Reyes, ma si era dimenticato di cambiare abbigliamento. La pistola
era diventata un'abitudine. Per effettuare i colpi migliori aveva
bisogno di sentire il suo peso contro il fianco. E quando non riusciva
a ribattere una palla facile o a muovere il braccio abbastanza
in fretta, passava le dita sul distintivo. Ora giocava di nuovo regolarmente,
sei volte alla settimana. Si era imposto una vacanza. Aveva
consegnato la ragazza all'autista di Pimloe, invece che a Child
(era stato Isaac, anni prima, a insegnargli a ferire l'ego dei suoi superiori),
ma ancora non si era presentato alla Divisione. Era stanco
di vagare per le strade. E cos lavava periodicamente la fascia
che portava attorno alla fronte e batteva le palline da Schiller con
la sua Mark V.
A dieci, undici e dodici anni, Coen aveva giocato a ping pong
a Loch Sheldrake con i ragazzi Guzmann. Era stato il signore dei tavoli
di campagna e aveva battuto gli agricoltori, i panettieri, i residenti
dei bungalow, Jorge, Csar e Jeronimo usando una racchetta
di carta smerigliata presa a prestito o con la pi strana racchetta di
gomma di Csar. Nessuno riusciva a tener testa ai suoi servizi e ai
suoi tiri rigidi ma micidiali. Giocando all'aria aperta, spingeva la
pallina nel vento, facendola morire dall'altra parte della rete. I Guzmann
digrignavano i denti, giurando che Manfred se la faceva con
il vento. Solo Jeronimo giocava con lui nei giorni pi assolati. In
quanto a Csar, aveva cominciato a far soldi (accettando scommesse)
sulle partite: sfidava a giocare gli agricoltori e i residenti dei
bungalow, offrendo un vantaggio che andava da cinque a dodici
punti, a seconda della loro abilit e dell'umore di Coen. Prima che
Coen compisse tredici anni, suo padre aveva smesso di mandare
Sheb, sua madre e lui alla fattoria dei Guzmann. E cos Coen aveva
dimenticato il ping pong per concentrarsi sull'High School of
Music and Art; aveva cominciato a fare ritratti al carboncino
a Jeronimo e anche alle uova di suo padre. Durante l'estate successiva,
aveva badato al negozio insieme a Sheb, continuando a pensare
allo spaventapasseri di Loch Sheldrake. Erano otto settimane
che frequentava l'High School, quando Csar era tornato in citt
dalla fattoria. Estraniato dai Guzmann per pi di mezzo anno (Pap
aveva ritirato Csar da scuola in maggio e non l'aveva fatto rientrare
fino a ottobre), Coen aveva camminato per Boston Road con
la scritta "HMSA" (in marrone e azzurro) sul taschino della camicia
e si era tenuto lontano dal negozio di Pap.
Coen era capitato da Schiller dopo che sua moglie aveva sposato
il dentista Charles. Nello squadrato cappotto nero e i calzoni con
i risvolti, Coen era inequivocabilmente un poliziotto. Ma Schiller
l'aveva accettato lo stesso, provando rispetto per l'essenzialit dei
suoi bisogni. Distintivo d'oro o no, solo un uomo molto solo poteva
gravitare attorno a un circolo di ping pong. Schiller aveva una
teoria. Il ping pong era un gioco heimisch. Incoraggiava la gentilezza
e altre virt. E cos, aveva cacciato una racchetta nella mano di Coen,
la sua migliore, di spugna e gomma morbida, una Mark V. E Coen
aveva giocato. Con lo stesso Schiller. Non aveva mai toccato una
racchetta come quella. La pallina affondava nella spugna e schizzava
via in direzioni folli. Coen non sentiva il suo pok familiare sulla
gomma rigida, n il suono pi stridulo della carta smerigliata. La
pallina sembrava gemere contro la spugna ed emettere un lamento.
E presto Coen non era pi riuscito a vivere senza quel rumore.
Giocando all'interno, senza il beneficio del vento o del sole negli
occhi, aveva dovuto rinunciare a battere d'istinto e imparare a controllare
la perfida autonomia della racchetta. Schiller riusciva a batterlo
con morbidi tagli bassi che Coen non ce la faceva a rimandare
di l della rete. Schiller si era rifiutato di fargli da maestro. Coen era
restato di malumore per una settimana, poi aveva cominciato a studiare
il volo della pallina. I suoi affondi aiutavano Schiller, non lui.
Ma se metteva la racchetta sotto la pallina senza usare la forza e
senza girare il polso, poteva interrompere il ritmo di Schiller e spedire
la pallina oltre la rete. Aveva sviluppato un importante senso
del controritmo e cominciato a ribattere ai colpi. Stando molto vicino
al tavolo, prendeva le palle di Schiller a mezz'aria e le rispediva
negli angoli, costringendo il povero Schiller a correre all'impazzata.
Emmanuel, domer tutta questa spugna, quando ero piccolo?
diceva Coen, pulendo la racchetta con un asciugamano di carta.
Non era giusto, farmi giocare con la carta smerigliata. Con la
spugna sarei stato un fenomeno, un giocatore a cinque stelle.
Come no rispondeva Schiller, smorzando l'euforia di Coen.
Le racchette morbide non esistevano ancora, negli Stati Uniti. Abbiamo
imparato a usarle dai giapponesi. Noi gli abbiamo fatto assaggiare
la bomba atomica, e loro ci hanno dato le racchette a
sandwich. Non so dirti quale delle due armi sia la pi micidiale.
Con Schiller esausto e anche un po'afflitto per quell'allievo che
era riuscito a superarlo cos in fretta, Coen era partito dal gradino
pi basso, fra i clienti regolari del circolo, i maniaci del ping pong
che erano cresciuti conoscendo solo la gomma dura ed erano riluttanti
a convertirsi alla spugna. Coen li metteva in imbarazzo, con
le sue battute basse e la variet di tiri tagliati, anche se poi trovava
il coraggio di giocare solo con i maniaci di media bravura, con i
quali vinceva, perdeva, discuteva le virt delle varie racchette a
sandwich e delle impugnature di legno. Ma i giocatori sommi, i
supermaniaci che cambiavano racchetta appena la cornice si scheggiava,
che usavano solo palle fabbricate in Cina e si esercitavano
da soli ai tavoli deserti, rispetto a Coen gravitavano in un emisfero
diverso. Erano gli unici a saper dominare il gioco, tagliando i tiri
con un lento movimento dal basso verso l'alto, tanto da far descrivere
alla pallina due perfette gobbe di cammello e farla rimbalzare
sull'impugnatura dell'avversario o schizzare via dalla superficie
della racchetta.
Schiller si guadagnava da vivere, con quei supermaniaci, ma la
loro compagnia non gli piaceva. Erano irascibili e taciturni, condiscendenti
con i giocatori meno bravi, e gelosi gli uni degli altri.
Schiller gli riservava i due tavoli di prima fila; non li voleva vicino
al bricco del caff. Erano pi gentili con Coen che con gli altri, si
dimostravano meno supermaniaci per via del suo distintivo da
agente investigativo, ma nessuno gli insegnava a battere di rovescio.
E tutte le volte che si trovavano insieme in tre o quattro ridevano
del suo abbigliamento, chiedendosi com'era finita la polizia,
se aveva uno come Coen nelle sue file.
Ormai Coen giocava cos spesso e con tanta concentrazione che
continuava a grattare la racchetta contro il lato del tavolo, facendo
schizzare via pezzetti di gomma vicino al manico. Trattava i punti
spelati con smalto da unghie rosso, che impediva ulteriori ferite,
ma presto avrebbe dovuto strappare via tutta la gomma e comprare
una racchetta nuova. Detestava la delicatezza della racchetta, la sua
vita breve, e l'aveva detto a Schiller: Allora gioca con la racchetta
scheggiata gli aveva risposto Schiller, e lui si era azzittito.
Ora, guardando al di sopra della distesa di tavoli, vide Vander
Child avanzare verso di lui, in scarpe da ginnastica e calzoni di tela,
con una borsa sotto il braccio. Buenos di'as disse Child, per ricordare
a Coen il breve periodo trascorso in Messico. Schiller lo
detest a prima vista; solo un uomo senza principi poteva andare
a giocare a ping pong in calzoni bianchi. E se ne and nello sgabuzzino
dietro i tavoli a preparare un tortino di asparagi. La freddezza
di Schiller dette una regolata a Child. Mi dispiace, non sarei dovuto
capitare cos all'improvviso, ma tu non ti sei fatto vivo e volevo
ringraziarti... e cos ho pensato che potevamo fare qualche tiro
insieme. Okay? Non intendevo invadere il tuo territorio. Devo
andarmene?
Facciamo pure qualche tiro rispose Coen, e Child estrasse la
Butterfly dalla borsa.
Ho mandato Caroline in un collegio delVermont. Non scapper.
Avr un sacco di storie interessanti da raccontare alle altre
ragazze. Dubito che qualcuna di loro abbia mai messo su casa a
Citt del Messico. Manfred, ti sono molto grato. Senza di te,
Pimloe starebbe ancora annusando il terreno.
Non ne sono sicuro disse Coen, mentre batteva, cogliendo
Child di sorpresa. Child si congratul con lui. Sei diventato pi
subdolo, da quando abbiamo giocato a casa mia.
Non sono io rispose Coen.  la racchetta. E sped la pallina
nell'angolo opposto. Child fece un movimento pesante, la Butterfly
artigliata dalle dita, e la pallina gli batt sulle nocche. A Coen
la goffaggine di Child non piacque. Conosceva i margini che i suoi
servizi lasciavano. Non avrebbero dovuto creare tanti problemi a
Child. La volta dopo non impresse forza al colpo, ma di nuovo la
palla colp le nocche di Child. Effettu altri due servizi che Child
manc, e perse interesse al gioco.
Non dimentico chi mi fa un favore. Ho detto a Pimloe esattamente
come la penso. Ho detto: "Quel Coen  sottopagato. Merita
un grado pi alto". Manfred, non devi essere molto lontano dalla
pensione. Se quei bastardi ti sottovalutano, vieni da me.
Colpisca la palla, signor Child.
Fra un colpo e l'altro, Child continu a fare le fusa. Non potrei
mai essere avaro con un uomo della tua statura. Hai impedito
a Caroline di affogare nella merda. Mi stai ascoltando, Manfred?
Non  a me che deve qualcosa, signor Child, ma a Csar
Guzmann.  stato lui a trovare sua figlia, lui e un rapinatore di tassisti
chiamato Chino Reyes. Io mi ci sono trovato in mezzo, tutto qui.
Sciocchezze disse Child. Caroline non sarebbe mai tornata a
casa con quelle pezze da piedi. Devi essere stato tu a persuaderla.
Coen smise di contare i punti.
Non era molto ansiosa di venir via disse.  stato il Cinese
a convincerla. Che c' fra lei e Guzmann, signor Child? I trucchetti
non mi sono mai piaciuti. Mi aveva giurato di non aver mai sentito
nominare Csar.
Etica professionale, Manfred. Niente di pi. Non mi va di parlare
di un rivale. Soprattutto quando  un fetente come quello. E
poi, non  successo niente. Carrie  tornata, e tu sei il cocco dell'ispettore
Pimloe. L'ispettore  diventato il tuo rabbino. Non  cos
che dite, al Distretto? Qualcuno che ti far fare carriera.
Il mio rabbino se n' andato disse Coen.  a pescare nel
Bronx.
Incapace di smuovere Coen, di metterlo in riga e di cacciarselo
in tasca, Child scelse quel momento per accennare alla pistola e al
distintivo. Ti sei vestito di tutto punto, oggi, eh, Coen?
Coen si rifiut di dargli corda. Forza dell'abitudine rispose.
Non riesco neanche a pisciare, senza la fondina addosso.
Child decise che era impossibile smuovere un poliziotto tanto
stupido. Era pronto a contrattaccare con la Butterfly, a battere Coen
a ping pong, a farlo saltare da un angolo all'altro, a punirlo per la
sua intransigenza e per non aver capito che con Vander Child
aveva perso l'occasione, ma Coen non metteva nessuna energia nei
suoi colpi, e Child non poteva giocare contro una racchetta morta.
E cos, la pallina galleggi fra loro in una linea monotona che non
si decideva a variare. Testardi, nascondevano il loro risentimento
dietro una serie di tiri sempre pi aggraziati, roteando sui fianchi,
spostando le spalle in un arco perfetto e servendo educatamente
senza cambiare la linea della palla. Chicano Arnold pens che erano
due mamacos. Non gli andava di interrompere le gare di ping
pong di Coen, ma a forza di guardare il gioco la faccia gli stava diventando
cerea, e c'era l'uomo del primo vice che chiedeva di Coen.
Mosse un dito per attirare l'attenzione del poliziotto, imitando la
curva delle spalle massicce dell'autista. Si sput sulle mani. Ma
Coen si rifiutava di guardarlo. Arnold biascic:  pazzo. Il
manaco avrebbe continuato a battere la palla all'infinito, se Schiller non
gli sfilava di sotto il tavolo. Arnold decise di partire all'attacco. Quando
la pallina raggiunse Child, balz su per sibilare all'orecchio di
Coen: C' Brodsky che ti aspetta.
La palla attravers la rete due volte, prima che Coen dicesse:
Merda.
Manfred,  qua fuori.
Coen gli affid la racchetta, si scus con Child e prima di uscire
pass dallo sgabuzzino di Schiller. L'autista lo maledisse, deridendo
la sua uniforme da ping pong. Se hai deciso di vivere come
un uomo delle caverne, potresti almeno avvertirci.Ti vuole
Pimloe. Andiamo.
Coen si aspettava di andare nell'ufficio di Pimloe, invece
Brodsky lo port a un supermarket di Washington Height. Pimloe strinse
le labbra, quando lo vide. Poi si rivolse a Brodsky. Non potevi
fargli mettere qualcosa di decente? Per amor del cielo, prestagli il
tuo cappotto. Coen sorrise nel vedere la spesa nel carrello
di Pimloe: enormi scatole di farina, dentifrici diversi, sacchi d'uva accatastati
l'uno sull'altro fino quasi a nascondere la faccia del primo vice.
Lavorare con Isaac aveva intaccato i suoi modi harvardiani, e
ora non riusciva a parlare senza i manierismi e i biascichii di Isaac.
Coen, da troppo tempo hai solo incarichi da ciucciatette. Adesso
te la levo, la tetta. Collabora, se non vuoi finire a guardare negli occhi
i negri di Bushwick Avenue.
Mi faresti un piacere. Alla Seconda divisione non mi sopportano.
Sono convinti che sia un infame.
Tu da'retta a me, Coen, e non dovrai pi dare la caccia agli assassini
con quelli della Seconda.
Herbert, chi vuoi che incastri?
Nessuno.Voglio solo che tu stia vicino a Csar e a tutti i Guzmann.
Brodsky esclam Coen digli che  molto spiritoso.
Manfred, lui lo sa che sei cresciuto con quella trib. Non ti sta
chiedendo di farli fuori, ma solo di stare un po'con loro.
Certo. Csar  pronto ad accogliermi a braccia aperte e a passarmi
l'elenco dei bordelli che intende aprire. E chiss che nel frattempo
io non riesca a inchiodare anche qualche puttana e qualche
lanciatore di dadi.
Non hanno intenzione di aprire bordelli. Hanno in mente qualcos'altro.
E comunque, tu non gli devi niente.
Herbert, come fai a esserne tanto sicuro?
Hanno ammazzato tuo padre e tua madre.
I buchi rotondi dei sacchetti di plastica dell'uva si contorsero
sotto gli occhi di Coen, che per il resto rest calmo. Le etichette
della farina rimasero perfettamente chiare.
Pimloe rimase dietro il carrello; ancor prima di arrivare domer
arrivato, aveva messo in dubbio l'utilit di Coen nel Dipartimento,
del ragazzo dalla bella faccia che si metteva in tasca donne
e uomini con la stessa facilit, ma aveva un carattere freddo, duro,
un cervello impenetrabile e un totale disprezzo per i concetti. E
cos si gir, lasciando che fosse l'autista a parlare con Coen.
Manfred, l'ispettore ha ragione. Sono stati i supermercati ad
ammazzare i piccoli negozi. Per restare in vita, tuo padre era costretto
ad accettare l'aiuto di Guzmann, ma quando tu sei entrato
nella polizia e hai cominciato a portare la divisa, e hai salvato il
Bronx dagli sciacalli, Guzmann ha tirato le redini a tuo padre, ha
cominciato a fargli richieste irragionevoli e a pretendere indietro i
soldi tutti d'un botto, e tuo padre ha preferito accendere il forno,
piuttosto che affrontare il pensiero di perdere il negozio.
Coen spost le scatole di farina per vedere meglio Pimloe.
Chi te l'ha detto?
Pimloe tent di spingere il carrello in un'altra corsia, ma Coen
blocc le ruote con un piede. Chi te l'ha detto?
Rispose l'autista. Isaac.
Pimloe strinse i denti. Te lo giuro,  stato Isaac. Era spaventato
a morte. Un poliziotto con le gambe nude e la maglietta di cotone
azzurro in un supermercato poteva anche far ridere, ma era
Coen ad avere la pistola.
Manfred disse l'autista lo sai da anni. Di tuo padre e dei Guzmann.
Coen aveva le gambe gelate. L'aria refrigerata lo mordeva fin
sotto le calze di lana e gli stringeva le caviglie. Brodsky disse piano
portami da Schiller.
Va' pure esclam Pimloe. Poi vieni a prendere me. Con
Coen in uno stato di choc, Pimloe pot permettersi di essere caritatevole.
Risistem le scatole di farina, riformulando i suoi piani
per Coen. Ricorda, Coen, ricorda, devi prendere Csar per la
coda. Brodsky, rassicuralo. Diglielo che non sono suo nemico. Diglielo
che vogliamo la stessa cosa. Guzmann in galera.
Brodsky accompagn Coen alla macchina. Coen si massaggi
le caviglie per scaldarsele. Si tolse le bande elastiche dai polsi e la
fascia dalla testa. Brodsky non riusciva a prevedere quando sarebbero
arrivate le recriminazioni. Irrigid le spalle e il collo.
Manfred, so che dirtelo solo adesso  merdoso, ma l'ispettore
aveva bisogno di far leva su qualcosa. Lui non ha il fascino di Isaac.
Manfred,  stata un'idea mia tirarti dentro questa storia. Dimentica
la prostituzione. Csar dirige una fottuta agenzia matrimoniale,
un club per cuori solitari che si rivolge ai messicani della media
borghesia. Fornisce qualunque tipo di ragazza. Il pacchetto  garantito.
Se la moglie non piace, il marito la cambia. E come riesce a far
entrare clandestinamente le ragazze in Messico non interessa a
nessuno. Ma quello che mi piacerebbe sapere  dove si procura la
materia prima.  specializzato in adolescenti.
Port Authority disse Coen.
Cosa?
Ma Coen non apr pi bocca finch l'autista non l'ebbe depositato
davanti ai gradini che portavano nel seminterrato di Schiller.
Pimloe si agita troppo. Isaac avrebbe distrutto qualunque
agenzia matrimoniale nel giro di una settimana. Agganciano le ragazzette
sperdute ai terminal degli autobus.  quello il loro principale
terreno di caccia. Ora dimmi che cos'ha in mente Pimloe. Perch
vuole fare del male a Jeronimo?
L'autista scosse la testa. E chi , Jeronimo?
Coen cominci a prendere a calci il parafango della macchina
del primo vice.
Manfred, ti prego, smettila... Non so niente di questo Jeronimo.
I fruttivendoli della Columbus Avenue volevano bene a Coen.
Agitarono le mani in segno di saluto, mentre lui tirava pedate.
Manfred, non ho mai conosciuto nessun Jeronimo in vita mia.
Parla con Pimloe. Non ti mentirebbe.
Coen entr da Schiller. Arnold era ancora al suo tavolo insieme
aVander Child. Not il pallore della faccia di Coen, le borse sotto
gli occhi, livide e gonfie. Manfred, che c'? Rimasto solo con Arnold,
Child aveva imparato ad apprezzare l'habitat di Coen. Non
aveva detto una sola parola sullo straccio che Arnold teneva legato
attorno a un piede. (Il Chicano non avrebbe tollerato che gli venisse
offerta un'altra scarpa ortopedica; aspettava che Coen recuperasse
quella vecchia da Chino Reyes.) E Child rimase sbalordito
dalla devozione che Coen risvegliava nell'informatore. Manfred,
che c'?
Sono stanco, Arnold. Vado a riposarmi nella stanza di Schiller.
Child ripose la Butterfly. Manfred, speravo che avremmo risolto
tutti i misteri... e fatto una partita decente. Senza quel Csar
di mezzo, non avremmo fatto finta di giocare, non avremmo buttato
la palla a caso.
Pi tardi, signor Child. Pi tardi, forse.
Child chiuse la borsa e se ne and con i suoi calzoni bianchi.
Schiller non lo salut. Arnold trov due cuscini per Coen.
Con Coen che dormiva in calzoncini corti nella minuscola stanza
di Schiller, Arnold decise di andare nel suo albergo a stanze singole.
Incontr qualche difficolt a salire i gradini del circolo, e fu
costretto ad afferrare la ringhiera con tutt'e due le mani e a saltellare
tenendo in aria il piede deforme; gli stracci che l'avvolgevano
si erano sciolti, e Arnold aveva dovuto farsi un'altra scarpa
temporanea con vecchi giornali e una corda che aveva trovato nel seminterrato
di Schiller. Balzell a quel modo fino al secondo piano dell'albergo,
con i cani e i bambini radunati nel lurido corridoio che
ammiravano la sua scarpa di carta. I clienti dell'albergo sapevano
che Arnold era un poveraccio, un informatore di Coen; e tuttavia
godeva di un certo prestigio per via delle manette e del tesserino
in dotazione agli agenti investigativi (di Coen) che teneva nel portafoglio.
Arnold era lo sceriffo non pagato dell'albergo. Faceva servizio
di polizia nei corridoi, teneva fuori i barboni provenienti da altri alberghi
a camere singole, garantiva la sicurezza delle prostitute dentro
e fuori dalle loro stanze, restituiva i buoni per il cibo e gli assegni
dell'assistenza pubblica ai pensionati che venivano regolarmente
derubati dai clienti pi giovani dell'albergo. Il Chicano non
aveva altro potere all'infuori della visibilit delle manette. Tutti
avrebbero potuto spezzargli i piedi, quello buono e quello cattivo,
ma erano consapevoli di come Arnold si era procurato le manette,
e non volevano essere presi di mira da Coen. Avevano sentito parlare
delle "macchine di Isaac", degli agenti dell'ufficio del primo
vice, uomini con gli occhi pi azzurri di quelli di Coen, che staccavano
un naso con un pollice e facevano saltare via un orecchio con
la Detective Special. Ma la perdita della scarpa rendeva pi difficile
il lavoro di Arnold.
Visit gli alcolizzati raggruppati sui pianerottoli con le loro bottiglie
di Swiss-Up. Li avvert che dovevano portar via le bottiglie
vuote dalle scale.
Amigos, azzopperete qualche cane, con il vetro. E ringraziate
Dio che nessun bambino abbia ancora mangiato il manico di un
boccale.
L'ubriacone pi vecchio, Piss, un ex acrobata con il cranio ammaccato
per tutti gli esercizi a testa in gi che aveva eseguito sul
palcoscenico, reag. Chicano, non accettiamo consigli da uno che
non sa avere cura delle proprie scarpe. Incit gli altri ubriaconi,
portandoli a circondare Arnold e a spingerlo contro il muro. Sgancia
un piccolo tributo, Chicano. Paga, o finirai a testa in gi per le
scale.
Arnold non trem, contro il muro; li aveva superati spesso in
astuzia, quegli alcolizzati. Aveva dovuto imparare a conoscerli, altrimenti
non sarebbe sopravvissuto come sceriffo.
Piss, torner indietro da morto e mi accovaccer sulla tua spalla.
Ti succhier il sangue dal collo. Ti far diventare bianche le pupille.
Piss liber gli ubriaconi dagli obblighi nei suoi confronti; non
avrebbe accettato quattrini da un vampiro.
Arnold and da Betty, la prostituta che abitava nella stanza accanto
alla sua. Di solito, era Betty a fargli la spesa, dichiarandolo
suo marito sui documenti statali che firmava: non avrebbe potuto
chiedere i buoni per il cibo se non avesse avuto una sembianza di
famiglia.
Arnold, stamattina c' stata una grande svendita di uova. Ne
ho comprate tre dozzine, per noi.
Betty, lo sai che se mangio pi di un uovo alla settimana mi
vengono i foruncoli.
Non ti preoccupare, tesoro. Durano molto.
Arnold port la sua parte di uova a Rebecca e George, una vecchia
coppia che doveva vivere separata: lei in una stanza e lui nella
stanza di fronte, dato che le regole dell'albergo imponevano un
solo occupante per camera. George avrebbe potuto aggirare l'ostacolo,
se avesse avuto abbastanza quattrini da corrompere il guardiano
dell'edificio. Anche i bambini erano "illegali", l dentro, ma
l'albergo era zeppo di madri nubili, ognuna delle quali pagava ad
Alfred (il guardiano) un dollaro alla settimana per il diritto di tenere
con s il figlio. Lo stesso valeva per uomini e donne con un
cane. Ma Alfred annullava il privilegio se un cane gli abbaiava contro
o faceva la cacca vicino alla sua sedia.
Per fottere Alfred, Chicano Arnold aveva messo un divano nel
corridoio per Rebecca e George. La coppia passava la maggior parte
del tempo sul divano, lasciandolo solo per andare a cuocere qualcosa
o per rispettare il coprifuoco di mezzanotte. Ringraziarono Arnold
per le uova. Lui non si ferm a parlare con loro. Aveva altre
cose da fare.
Super il gruppo di attori disoccupati (senza lavoro da quindici
anni), che giocavano a Monopoli con fiammiferi e bottoni spaiati
forniti da Arnold come meglio poteva. Quel giorno era senza
bottoni. Amigos, dovrete aspettare. Schiller, gi da basso, me ne ha
promessi un bel po'. Adis. Firm i moduli di richiesta di assistenza
per Cookie, il cieco della 305. Dette da mangiare alla bambina
della signorina Watson, Delilah, che aveva due anni. Lasci il
fabbricante di pupazzi per ultimo.
Ernesto aveva organizzato spettacoli di marionette per i figli di
un magnate dello zucchero di Santiago de Cuba. Ma negli Stati
Uniti non riusciva a trovare lavoro. Ai norteamericanos i pupazzi di
Ernesto non piacevano; erano creature dalle mani grandi e dalle
sghignazzanti facce bitorzolute, e alcuni avevano la coda. Il cubano
non dava nomi ai suoi pupazzi. Se avessero avuto una personalit
fissa, non avrebbe potuto cambiarli di costume. Possedeva
un gran quantitativo di rossetti e fard, che spiaccicava: sui pupazzi
per poi ripulirli. Arnold provava pena per la mancanza di lavoro di
Ernesto; il cubano non aveva amici, nell'albergo. Sputava sui cani,
che secondo lui cospiravano per mangiargli i pupazzi. Non chiacchierava
con gli alcolizzati, le prostitute o le madri nubili. A volte
vagava per le strade e tornava con catrame sulle maniche e fango
sulle scarpe. Aveva imparato brandelli d'inglese dai bambini del
magnate dello zucchero, ma si rifiutava di parlarlo dentro l'albergo.
Non sopportava i portoricani. Rendeva la vita difficile a
Chicano Arnold. Ma Arnold riusciva a ignorare l'atteggiamento irascibile
del cubano, al quale portava caramelle e fumetti in spagnolo; ma
soprattutto andava da lui per vedere i pupazzi.
Traeva piacere dalle linee che Ernesto imprimeva alle dita; per
Chicano Arnold quelle giunture erano spaventosamente reali. Non
riusciva a guardare a lungo la faccia di nessun pupazzo. Alla visita
seguente, la faccia poteva essere scomparsa per riapparire nei
suoi sogni. Si soffermava su particolari isolati, come il rosso su un
naso piatto o le linee su un occhio, poi passava a un altro pupazzo.
Arnold giurava di aver visto pupazzi identici, quando era bambino,
alle cerimonie delle streghe fuori da San Juan. Si ferm con
Ernesto cinque minuti, non di pi.
Nell'atrio fu bloccato dal guardiano, che tenendo il bastone alzato
non gli permise di andare oltre la sua sedia. Seduto sotto una
lampadina, portava gli occhiali da sole. Mi devi dei quattrini. Hai
riscosso su ogni piano. Il cieco ti ha dato venticinque centesimi per
aver imitato la sua firma. E quanto metti insieme facendo il pappa
di Betty?
Alfred, guardami meglio. Mi stai scambiando per uno dei tuoi
clienti da un dollaro alla settimana. Non ho neonati nascosti nei
calzoni, io.
Arnold avrebbe potuto essere pi duro, ma non aveva un contratto
fisso, e Alfred era in comunicazione diretta con i proprietari
dell'albergo.
Mi fai concorrenza, Chicano. Qua dentro non possono esserci
due sceriffi. Attento a come ti muovi. Devi fare rapporto a me, se
qualcuno ti caccia in culo un bastone o ti spedisce all'altro mondo.
Ti sono grato per il tuo interesse, Alfred. Domani verr un
agente del primo vice a investigare sul tizio che vende vino mescolato
ad alcol denaturato.
Alfred strisci il sedere sul sedile della sedia, abbassando lentamente
il bastone.
Ho un distintivo in tasca disse. Non ho paura dei
superpoliziotti.
Arnold approfitt del momento per saltellare oltre il bastone,
prima che lo facesse cadere. Alfred si tuff verso le manette. Arnold
raggiunse la sua stanza. I giornali che aveva attorno al piede
si erano stracciati per via di tutto il camminare che aveva fatto. Tir
fuori due paia di calze dall'armadio (dono di Betty), e si fece un'altra
scarpa temporanea.

 Capitolo 10.

Coen non riusciva a dormire, nella stanza di Schiller. Non era l'odore
degli asparagi a tenerlo sveglio. Aveva russato attraverso ben
altri odori di fritto. Una volta Arnold gli aveva mostrato come si
pu esorcizzare un nemico sputando su un muro finch i polmoni
fanno male e la faccia diventa bluastra, e Coen avrebbe potuto
esercitarsi in questo, solo che quel giorno non provava sentimenti
omicidi. Non aveva i Guzmann nella mente. Pensava a zio Sheb,
e a un interrogativo che lo torturava da tredici anni. Come mai
Shebby era rimasto vivo? Coen capiva la logica limitata di suo padre.
Albert non era stato un fratello negligente. Per quanto fosse
pazzo, per quanti Guzmann gli stessero addosso e per quante uova
fosse stato sul punto di perdere, non se ne sarebbe andato da
questo mondo senza portarsi dietro Sheb. I Coen erano molto formali.
Avevano cacciato la testa nel forno indossando abiti impeccabili.
E com'era vestito, Sheb, quando era uscito sulla scala antincendio
per cantare la morte di Albert e di Jessica? Una vecchia vicina
di casa l'aveva trovato con il camice di Albert, quello che portava
nel negozio, con le maniche sporche e odore di uova. Jessica
non avrebbe sopportato un indumento cos dentro la sua casa. Toccava
a lei prendersi cura di Sheb, eliminare dall'armadio le sciarpe
e le mutande stracciate, in modo che Sheb potesse fare la sua bella
figura con le vedove e le mogli abbandonate. Albert e Jessica non
avevano mai fatto niente perch Sheb piacesse ai clienti. I successi
dello zio nascevano spontaneamente. Ma avevano ammantato
di eleganza il suo comportamento strano, per ricordare a Boston
Road come poteva essere bello Sheb, anche se dalle labbra gli uscivano
bolle di saliva. E poi, come aveva potuto sopravvivere, Sheb,
senza le uova di Albert? Eppure, sembrava intoccato. A Coen erano
venute rughe permanenti e segni sulle guance, quando era cattivo
tempo gli facevano male le giunture, e il biondo dei capelli si
era fatto sempre pi opaco, ma in tredici anni Sheb non era invecchiato
di un giorno.
Doveva andare alla casa di riposo a interrogare zio Sheb? Non
poteva. Usare le tecniche di Isaac con suo zio? Interrogarlo, spaventarlo,
farlo piangere? Che poteva dirgli, Shebby, su questioni di
denaro? Albert non gli aveva mai affidato pi di un dollaro. E Sheb
non poteva essersi trovato fra Albert e Pap Guzmann. Esistevano
certe forme di cavalleria, in Boston Road. Pap, che aveva cresciuto
Jeronimo da solo e sapeva che cosa voleva dire avere un figlio
ritardato, non avrebbe mai usato Sheb per spaventare Albert e costringerlo
a mollare il negozio di uova. Coen non aveva neanche
nessuna voglia di andare nel Bronx a piazzarsi nella bottega di Pap.
Ormai, che cos'avrebbero ammesso, i Guzmann? Si vest, abbandonando
l'idea del sonnellino. Avrebbe usato il metodo di Isaac,
avrebbe preso le cose alla larga.
Osservando i segni della concentrazione sulla faccia di Coen,
Arnold non si prese la briga di salutare. Leggeva il poliziotto come
un libro aperto, e capiva che era preso da qualcosa di personale.
E Coen sal sull'autobus numero 10 per raggiungere il bar
delle ragazze, il Dwarf, e svegliare Odile. Non avrebbe saputo dire
perch. Forse aveva voglia di andare in centro, oppure pensava
di trovare Csar sotto le gonne di Odile, e di l arrivare a Pap.
O forse era torturato dal desiderio di vedere le ragazze ballare fra
loro. Ma questa volta non lavorava per il primo vice, e le buttafuori
alla porta, pi grosse di lui e con le spalle pi larghe, sbirciarono
fuori per disprezzare la sua mascolinit e chiedergli il tesserino
di socio.
Sono un ospite borbott Coen dentro la scollatura delle loro
giacche a doppio petto.
Le ragazze, le cugine Janice e Sweeney, non si lasciarono raggirare.
E chi inviterebbe una cosa come te?
Odette. Odette Leonhardy disse Coen, ricordando il nome
professionale di Odile.
Ma le cugine continuarono a non lasciarsi convincere. Odile
conosce le regole. Sa che  vietato invitare uomini, qui dentro.
Malgrado le ginocchia rigide per il ping pong, Coen stava per
mettere alla prova la sua adrenalina contro le ragazze, quando
Odile cacci il naso fuori dalla tenda. Sweeney, questo  mio. Appartiene
a zio Vander.  uno sbirro, ma molto particolare.
Le cugine si divisero, su Coen. Sweeney l'avrebbe fatto entrare,
se avesse promesso di non ballare con Odile, ma Janice, che al
Dwarf era la pi anziana, si rifiut di averlo fra i piedi. E
cos Odile lo port in Jane Street. Si sedettero nell'appartamento di una
stanza e mezzo, Odile in un semplice abito di cotone, una ragazza
dagli zigomi alti, dalle mani affusolate e il profilo camuso. Gli
chiese che cosa voleva da lei.
Sincerit rispose Coen.
Oh, il piccolo poliziotto ambizioso. Prima Odette deve battersi
il petto e confessare, poi una piccola scena di seduzione, con i
tuoi calzoni sulla mia sedia. Signore mio, non vado pazza per gli
uomini, in questo periodo.
Non metterti sulla difensiva con me, Odette. Non valgo pi
molto con le donne. Spreco tutte le energie al tavolo di ping pong.
Odile disse lei. Io sono Odile. Odette  per i grandi scopatori.
Ricordo il ping pong. Hai giocato con Vander ed eri senza cravatta.
Perch sei venuto da me?
Perch mi hanno riempito di merda tutte e due le orecchie, e
forse le stesse persone che fottono il cervello a me, lo fottono anche
a te.
Odile decise che Coen non era una grande minaccia, come poliziotto,
e s'intener considerevolmente. Spremette due limoni e
gli offr una bibita calda in un bicchiere alto. Apr il frigorifero per
lui, gli risparmi i crostini di carne avanzata e le tartine triangolari
che offriva ai clienti e agli amici di Vander, e gli prepar un'enorme
crpe innaturale usando utensili primitivi e la propria goffaggine
naturale. Fu la crpe, piena di gocce d'uovo non rapprese
e di gnocchetti di zucchero, a galvanizzare l'affetto di Coen, a legarlo
a Odile. Ora avrebbe trovato molto difficile interrogarla. E
Odile, abituata fin da piccola a compiere le acrobazie su un divano
sotto il nome di Odette, a giocare a fare la ninfa per la compagnia
cinematografica di zio Vander e a impiastricciarsi di marmellata
davanti agli operatori e ai fotografi, con Coen si sentiva nervosa.
Lui non l'avrebbe covata con gli occhi, non avrebbe ammiccato,
non l'avrebbe costretta ad annusare la sua colonia. Non avrebbe
detto piccola, non l'avrebbe leccata da tutte le parti come certi
poliziotti di sua conoscenza. Non riusciva a venire a capo di un
uomo tanto serio. Gli serv un'altra crepe. Le faceva male il braccio
a forza di smanovrare la padella. Avrebbe voluto trattarlo male,
consigliargli di andare a interrogare qualcun altro. Sotto l'occhio,
Coen aveva una vena spessa come una ferita. La vena si rompeva
sulla guancia, diramandosi in improvvise linee azzurrognole.
Odile avrebbe voluto metterlo a letto e coprirlo, e misurare le
linee sulla sua guancia. Non avrebbe osato toccare un Coen sveglio.
Lui doveva essere ancora pi bello, con la bocca aperta nel
sonno.
Odile, lavori per Vander o per Csar Guzmann?
Per tutti e due.
La vena si contrasse, sulla guancia, come un dito sotto pelle.
Odile non sapeva che dire. Ma se serviva a fare affiorare altre vene,
avrebbe continuato a tormentarlo. Per un po', Csar  stato il
mio ragazzo.
Come l'hai conosciuto?
Attraverso zio Vander.
Bastardi disse Coen, con la faccia che si illividiva. Che cosa
ti hanno fatto fare, Odile?
Film pornografici. Il produttore  mio zio, Csar  il distributore,
e io sono una delle star. Stanca della propria confessione, Odile
cominci a punzecchiarlo. L'hai visto lo studio di zio Vander, signor
Coen.
Dov'?
Nella sua sala da ping pong. Il tavolo  casuale. Le luci sono
nell'armadio.
Ora capisco disse Coen. E l'agenzia matrimoniale di Csar?
Oh, quella. Odile sbuff la sua disapprovazione. Quella merdata
delle spose, vuoi dire. Delle piccole novias.
Come hanno fatto a importare le spose in Messico? Csar ha
l'aria troppo latina per agire personalmente. E il suo pistolero, Chino
Reyes, non mi sembra uno chaperon credibile.
Le ha accompagnate Vander. Sedici, tutte su un aereo. Le aveva
vestite con l'uniforme di una scuola, fingendo che si trattasse di
un viaggio archeologico per portare le piccole in visita alle piramidi.
E Csar ha organizzato una specie di cerimonia nuziale.
Mordecai disse Coen. Quello che trova i mariti si chiama
Mordecai.
Csar non me l'ha detto. Vander ha riscosso dai promessi sposi
ed  tornato qui. Ma si  accorto che la storia era pesante e ha
tentato di uscirne.
 per questo che ha portato via Caroline a Child, per tenerlo
in riga.
No, quella  stata un'idea mia. Csar ha fatto un favore a me,
quando ha chiesto al suo Cinese di metterla sull'aereo.
Hai venduto Carrie ai messicani? Perch?
Doveva essere solo per un breve periodo. Ho dovuto muovermi
in fretta, signor Coen. Caroline si faceva insistente, voleva comparire
nei film di suo padre. EVander avrebbe potuto accontentarla.
E bravo pap.
Vander non  poi cos male. Ha viziato Carrie e me. Sono stata
io a sedurlo, a fargli cacciare il naso nell'incesto.
Coen rimase a pensare, il mento appoggiato sui pugni chiusi.
Suo padre e sua madre potevano anche aver avuto un debole per
i forni a gas, e suo zio poteva aver nascosto chiss quali segreti sotto
il suo camice sporco, ma i Coen erano pi semplici dei Child.
Odile, se tuo zio  dentro fino al collo nel pasticcio matrimoniale
di Csar, perch se la fa con gli ispettori di polizia?
Perch vuole salvarsi la pelle, quando per Csar arriver il momento
di essere stritolato.
Vander lavora per l'ispettore Pimloe?
Non Pimloe. C' un altro uomo.
Isaac? chiese Coen. Il Capo Isaac Sidei? Un tizio basso con
le basette?
Non lo so.
Coen si afflosci sulla poltrona di Odile, le narici frementi per
la frustrazione, e Odile os sfiorargli la faccia prima che lui avesse
il tempo di riprendersi. Con le dita sulla sua guancia, si aspettava
che lui gridasse qualcosa o spingesse indietro la sedia. Coen
non si mosse. Lei segu la curva delle sopracciglia, tracci un percorso
dall'occhio al mento, pensando "che strano, un poliziotto
dal viso sinuoso". E Coen la lasci esplorare. Non era mai stato
cos passivo sotto il movimento di un dito. Gli pareva di essere un
vecchio cane pieno di gratitudine. Capendo che con lui poteva fare
a modo suo, Odile divent irrequieta e lo morse sull'incavo della
guancia. Si incastrarono nella poltrona, stringendosi forte. Nuotarono
in un mare di biancheria. Fornicando per lo pi nello studio
cinematografico, con gli operatori che le ansimavano nelle
orecchie, Odile non capiva i giochi preparatori. Cos prese un profilattico
da una scatola e disse a Coen di metterselo. La gomma
fredda dette i brividi a Coen. Faticarono tutti e due per infilarlo.
Erano diciotto anni che Coen non usava preservativi, dagli ultimi
amoreggiamenti all'High School of Music and Art. Stupido sacchetto
merdoso disse. E Odile, che non si curava della propria
carriera di attrice e giurava di non poter accogliere un uomo dentro
di s (neanche le sue amiche del Dwarf erano mai scese sotto
il suo ombelico), rabbrivid e si sent mordere dentro il ventre,
quando Coen raggiunse l'orgasmo, sbavandole il collo. Non seppe
che cosa fare riguardo al lungo grido di lui. I suoi amanti dello
studio cinematografico grugnivano una sola volta e poi le scendevano
di dosso. Coen disse prima ti ho mentito. Csar non 
niente, per me.  stato il Cinese a chiedermi di diventare la sua
donna, e io ho detto no. Csar l'ho solo minacciato, dicendo che
doveva starmi alla larga.
Odile trov le proprie mutande fra la biancheria di Coen. Si vest
prima di lui. La nudit fuori dal letto non le piaceva. Accettava
occasionalmente qualche cliente mandato da Csar, fissando un
limite di tempo di mezz'ora (Odile forniva i profilattici, le tartine e
il cognac), ma non aveva mai passato una notte intera con qualcuno
di loro, e non avrebbe cambiato abitudine per Coen. Dormiva
sempre con un animale di peluche, un vecchio orso regalatole
da Vander, con le zampe molli e bottoni al posto degli occhi, lei con
crema sbiancante sulla faccia (detestava prendere il sole) e
due camicie da notte. Si agit sulla poltrona, senza avere idea di come
mandar via Coen. Spalanc la bocca in uno sbadiglio. Lui non si
scompose.
Csar vuole che rimanga nubile disse, facendo il broncio. Lui
s che bada ai miei interessi.
Coen maneggi con la scarpa, cercando la linguetta.
Odile, Csar ti ha mai parlato di me?
Mai.
Hai conosciuto Pap Guzmann?
L'ho visto un paio di volte.
E Jeronimo?
Il piccolo?  rimasto qui da me per una settimana. Il Cinese
l'ha portato in Messico con Caroline.  stata lei a ordinargli da mangiare
sull'aereo e a chiedere bibite extra per lui.
Hai mai sentito Pap e Csar parlare di Albert? Di Albert e Jessica?
No. Ma Jeronimo diceva: "Sheb Coen, Sheb Coen".
E che altro, Odile? Ti prego.
Non ricordo. Qualcosa su qualcuno con la testa nel forno.
La faccia raggrinzita di Coen rattrist di nuovo Odile, che se lo
port a letto. Coen fiss il muro. Sheb si era salvato dal forno. Era
stato Jeronimo a trovarlo e a portarlo nel negozio di dolciumi? E i
Guzmann l'avevano svestito, nascondendo i suoi abiti della festa,
per poi farlo risalire con addosso il camice, indirizzandolo verso la
scala antincendio in modo che potesse cantare i suoi canti di morte
per Boston Road? Odile dovette cacciare la testa sotto la sua
ascella per ritrovare un pezzo di Coen. Non riusciva a sentirsi a suo
agio con un uomo tanto strano. Si addorment contro la spalla di
lui, ascoltando il battito del suo cuore. E morendo dalla voglia di
avere vicino l'orso.
Quando non era di servizio al Dwarf, Sweeney, la buttafuori numero
due, abitava sopra una manifattura di SoHo (dietro Broome
Street). Aveva tre stanze miseramente illuminate, che richiamavano
alla mente la tana di un coniglio; minuscole, con pareti sottili,
pavimento sconnesso e soffitto basso, molto basso. L'aria calda delle
macchine stiratrici del piano di sotto evaporava attraverso i
muri e rovinava i pochi mobili. A corto di clienti, la fabbrica dava lavoro
a ragazze ritardate trasferite a SoHo da un istituto vicino a
White Plains. Le ragazze indossavano divise di cotone azzurro
e scarponcini beige; se ne stavano curve sulle macchine da cucire come
scimmie dalla pelle maculata d'azzurro. Sweeney le aveva prese
molto a cuore, e durante la mezz'ora d'intervallo che avevano,
si sedeva con loro nella tavola calda di Greene Street, raccontando
storie sugli edifici di ferro di SoHo, sui topi che ci abitavano e
assorbivano il metallo nel loro organismo finch morivano per la
ruggine che gli tappava le orecchie. Sweeney doveva sopportare
che a un certo punto la caporeparto interrompesse le sue storie con
cipiglio e portasse le ragazze fuori dal locale e dentro la fabbrica.
Altrimenti, Sweeney esisteva solo al Dwarf.
Era innamorata di Odile. E le bariste lo sapevano. Le ragazze
che andavano regolarmente a ballare al Dwarf ridevano dentro le
maniche delle camicie di tela, guardando Sweeney che si illanguidiva
per Odile. Sweeney era di una seriet che le amiche di Odile
non riuscivano a capire. Non palpava i seni di Odile nel retrobottega,
come Dorotea e come Nicole, n le mordicchiava l'orecchio,
come Mauricette. Nicole e Mauricette andavano al Dwarf per assaporare
Odile, non per fissarla. Se Odile non c'era, si sceglievano
un'altra "sorella". Dorotea provava una profonda devozione per
Odile, ma perfino lei cominciava a stancarsi della sua fissazione
per gli uomini. Solo Sweeney sopportava il suo atteggiamento discontinuo,
il fatto che avesse clienti maschi e ogni tanto sparisse
dal Dwarf. Odile era ancora "terreno inesplorato" per tutte le sorelle.
Si concedeva ai vari delinquenti del Bronx, ma non era mai
andata a letto con Dorotea, Nicole e Mauricette. Le sorelle erano
pi prudenti di Sweeney. Potevano adorare Odile, ma le loro amichette
le tenevano da un'altra parte.
Sweeney era nata Abigail, Abigail Ruth McBean, ed era rimasta
Abigail fino a undici anni, quando aveva deciso di chiamarsi
Sweeney, come la taverna di Providence, Rhode Island, dove suo padre
lavorava e suonava la pianola; nessuna delle clienti fisse del Dwarf
proveniva da Manhattan, tranne Odile. La cugina di Sweeney, Janice,
era arrivata da Montauk; Nicole e Mauricette erano del Connecticut.
Sweeney avrebbe compiuto trent'anni di l a un mese. Voleva
festeggiare il proprio compleanno con un regalo per Odile. Ma
prevedeva certe difficolt. Odile non avrebbe mai indossato vestiti
comprati da Sike o in uno dei popolari negozi di indumenti di
pelle. Sweeney doveva andare da Bergdorf o da Henri Bendel, dove
i commessi erano troppo snob per fare anche da semplici cassieri,
e prendevano il denaro fra due dita solo per il tempo indispensabile
a cacciarlo in una cassetta di ferro destinata a qualche
contabile invisibile (da Henri Bendel gli assegni erano preferiti al
contante). Quei negozi spaventavano Sweeney, che andava di rado
nella Cinquantasettesima Strada. Sarebbe dovuta entrare da
Bendel con addosso una giubba militare, del tipo invernale che si
abbottona fino alle orecchie; era l'unica giacca che aveva (a meno
di non chiedere in prestito il pastrano di Janice).
Dato che il mercoled aveva la serata libera, medit fino alle
quattro di mattina, preparandosi al trauma degli acquisti in centro.
Aveva ottanta dollari da spendere, i dividendi annuali di un deposito
bancario che suo padre le aveva intestato quando aveva sette
anni e che non poteva essere riscosso finch Sweeney non ne avesse
compiuti quarantacinque.
Il campanello suon. Sweeney non voleva visitatori che interrompessero
la sua linea di pensiero. Andatevene grid. Pisciate
sulla porta di qualcun altro. Ho smesso di raccogliere fondi per
la Marcia delle donne. E se sei la ragazza dell'Associazione del cuore,
io non ci sono.
Sweeney era fuori di testa: l'Irish coffee che aveva bevuto per
tenersi sveglia a pensare a Henri Bendel le dava le allucinazioni. Si
rifiutava di avvicinarsi alla porta.
Poi schizz ad afferrare la maniglia, cambiando radicalmente
idea. Aveva riconosciuto lo squittio di Odile. Piccola disse come
mai in giro cos tardi?
Odile batt le nocche sui tacchi di gomma degli stivaletti per
pulirli. Sweeney, c' un uomo a casa mia. Un uomo ricciuto.
Il poliziotto con il quale te ne sei andata? Quel pesce biondo?
Odile, stanotte volevi buttarti via?
Sweeney, non se ne va. Il poliziotto non se ne va. Mi si  addormentato
addosso. Non riuscivo neanche a respirare. Non potevo
andare da Janice. Sai che tipo di musica ci propina a quest'ora.
Foxtrot e le mani di Nicole sulle mie tette. Non me la sentivo
proprio, nello stato in cui sono. Non mi sono neanche lavata per
togliermi di dosso l'odore di quell'uomo. Dovevo venire da te,
Sweeney. Non avevo un altro posto in cui andare.
Non devi spiegare niente. E l'immagine di Henri Bendel, delle
scatole di ferro zeppe di assegni e di soldi, scomparve dalla testa
di Sweeney. Poteva dimenticare i regali, le cifre sul deposito
bancario, la fabbrica di vestiti di sotto. Piccola, ti faccio il letto.
Non permise a Odile di dormire sulla brandina pieghevole, un
lurido letto di fortuna dalla rete arrugginita. Odile dovette accettare
il materasso personale di Sweeney, il materasso a molle "luna
di miele" e il letto dalle alte zampe di legno. Le venne dato latte e
cacao perch si togliesse il sapore del poliziotto. Indoss il pigiama
di velluto di Sweeney. E Sweeney si sdrai sulla branda come
un cane felice. Spense il frigorifero per non farlo ronzare e scacci
i topi dalla tinozza. Avrebbe scopato via le palline di cacca di topo
prima che Odile si svegliasse. Non sarebbe stata costretta a mangiare
alla tavola calda con le ragazze ritardate. Avrebbe preparato
per tutt'e due una colazione alla SoHo, salsicce e pancake simmetrici
con sciroppo di zucchero di canna. Cucinando, sarebbe stata
attenta a non sporcarsi di farina. Non avrebbe fatto mangiare
a Odile quella merda da tavola calda che sapeva di carta.
Avrebbe spremuto le arance con le sue stesse mani.
La rete della brandina le mordeva la schiena. Sent una pressione
nella vescica. Sarebbe rimasta sveglia tutta la notte a pensare
che le scappava la pip. Le era gi capitato altre volte. Si sedeva
sulla tazza e non le usciva neanche un goccio. E poteva disturbare
Odile. Aveva avuto troppe risse al Dwarf, troppe cugine alle quali
tener testa, troppe galline turbolente da buttare fuori, troppi ubriaconi
che odiavano le donne vestite da uomo, troppi calci nell'inguine,
troppe dita negli occhi. Per placare la vescica, prepar e
riprepar mentalmente la colazione finch cominci a filtrare un po'di
luce attraverso la tenda della cucina. Ora poteva cominciare a cucinare
per Odile.

 Capitolo 11.

Coen si svegli da un sonno agitato senza Odile. Immagin che
fosse andata a rifugiarsi nel suo locale, la ragazza di Csar. Sul tavolo,
gli aveva lasciato una brioche e una caraffa di t puzzolente.
Coen si avvi verso il centro, e nella mente aveva una scala antincendio.
Nella Sesta Avenue, gli parve di sentire il canto di morte di
suo zio; ebbe un dolore al torace e dovette riprendere fiato. Agli incroci
era cos aggressivo che gli altri passeggiatori mattinieri lo
scansavano. Marci nel parco e arriv da Schiller con la faccia tirata.
Per Schiller, quelle erano le ore vud, quando la maggior parte
dei maniaci del ping pong erano a letto, e i profughi dei tavoli
da ping pong di alcuni istituti per malattie mentali di NewYork ciabattavano
dentro con le racchette di carta smerigliata strette nelle
mani e cominciavano a giocare fra loro, mirando a un punto del tavolo
con una precisione che sbalordiva Schiller e lo spingeva a ritirarsi
nel suo sgabuzzino. Doveva far finta di non vederli, se non
voleva smettere di fare l'imprenditore. Non sapendo dove altro andare,
giocavano da Schiller gratuitamente. Ma non gli era consentito
di avvicinarsi al tavolo di fondo, che quando Coen non c'era
serviva come deposito di messaggi. Coen trov un biglietto infilato
nella rete: Arnold voleva parlargli. E cos sal le scale dell'albergo
a stanze singole, scavalcando i materassi nell'atrio. Intercett
una lite fra un vecchio ubriacone dalla cute raggrinzita e uno dei
giovani bulli dell'albergo, un ragazzone dalla canottiera di ciniglia,
che sovrastava Coen di tutta la testa. Il ragazzo si esibiva per i suoi
ammiratori, che indossavano canottiere simili alla sua e lo incitavano
a picchiare il vecchio. Piss disse il ragazzo dammi un dollaro.
Al primo ceffone, la dentiera del vecchio vol via. Coen afferr
il ragazzo per la canottiera. Mollami sibil il ragazzo, sbalordito
che uno basso come Coen osasse trattarlo a quel modo. Ma
il ragazzo aveva un fiuto istintivo per i poliziotti, perfino se erano
biondi, e prefer deludere i suoi ammiratori piuttosto che affrontare
Coen. Che cos' Piss per te? chiese.
 mio padre rispose Coen. Gli piacevano le grinze del cranio
dell'ubriacone. Dimentico del suo benefattore, il vecchio ciabatt
sulle scale alla ricerca della dentiera. Era sicuro di poter pelare un
dollaro a Coen.
Povero me disse, scoprendo le gengive. Se avessi qualche
spicciolo, potrei comprarmi un panino al formaggio e prosciutto.
E si avvicin a Coen a quattro zampe, sorprendendo i ragazzi
in ciniglia per il modo in cui rappresentava i morsi della fame; si
faceva brontolare lo stomaco, mentre gemeva e sbavava.
Quelle contorsioni dettero la nausea a Coen, che abbandon il
vecchio mentre ancora strisciava verso di lui. Ehi! disse Piss, rendendosi
conto che senza Coen sarebbe stato travolto dalla ciniglia.
Non lasciarmi solo. Ma Coen era arrivato alla stanza di Arnold.
Chiuse la porta in faccia a Piss.
Arnold camminava a passo di marcia con la sua scarpa ortopedica
al piede. Si sarebbe inginocchiato davanti a Coen, se Coen
gliel'avesse permesso. Manfred, ce l'hai fatta. Ce l'hai fatta. L'hai
costretto a riportarmela.
Coen rimase contro la porta a studiare il lucido della scarpona
di Arnold.
Manfred,  venuto qui. Il Cinese.
Quando?
Un paio d'ore fa. Per sua fortuna, voleva fare la pace. Avevo la
spada pronta.
Che cos'ha detto?
Era tutto elegante. Con un vestito costoso.
Che cos'ha detto?
Niente. Poche parole stupide. Sorride, mette gi la scarpa e dice:
"Chicano, porta i saluti miei e di Csar a Occhibl".
Coen l'aveva gi capito, che nella restituzione della scarpa doveva
essere coinvolto anche Csar. Il Cinese non rinunciava tanto
facilmente ai suoi trofei. Coen capiva i comportamenti dei
Guzmann. Pap ti abbracciava, ti nutriva, ti apriva la sua fattoria e il suo
negozio di dolciumi, ti prestava Jorge e Alejandro per l'intera giornata,
ma teneva il conto di ognuno dei regali che ti faceva. Forse i
marrani, che in Spagna e in Portogallo erano stati privati di tutti i
loro averi, avevano sviluppato un loro linguaggio sibillino in fatto
di dare e avere di beni materiali. Coen non lo sapeva per certo. Ma
se Pap ti dava tutto, tranne il suo affetto, allora aveva qualche scopo
recondito. Csar era uguale a lui. Coen doveva stabilire che cos'aveva
fatto per meritare la scarpa. Aveva forse maltrattato Jeronimo
nel parco Alameda? Aveva fatto un torto a Mordecai? O a
Odile? Odile doveva aver parlato a Csar della sua visita in Jane
Street.
Manfred, devo togliermi la scarpa?
No, ma non mettere via la spada.
Manfred, il Cinese ci odia ancora?
Non come prima. Forse si tratta di Csar Guzmann. O del suo
Pap. O di tutti e due.
Mangiarono il formaggio che Arnold teneva sul davanzale, con
Coen che ammorbidiva le grosse fette nel vino che Arnold nascondeva
sotto il lavandino. Presto il biondo sarebbe caduto in uno
dei suoi silenzi, e Arnold avrebbe dovuto raccattare le briciole di
formaggio dal pavimento. Arnold non voleva restare per tutta la
vita un semplice informatore della polizia che abitava in un albergo
dell'assistenza pubblica, correva dietro alle palline di ping pong
e s'ingozzava di formaggio. Anche se a Coen non lo diceva, ammirava
la freddezza del Cinese e le sue camicie ricamate. Se non
poteva fare il poliziotto per via del piede (era anche miope, e pi
basso di Coen), ad Arnold non sarebbe dispiaciuto lavorare per Csar
o per un altro Guzmann. Come la maggior parte degli informatori,
sapeva cogliere il ritmo particolare che scandiva il balletto
fra i poliziotti di quartiere e i criminali. Non poteva pi sentirsi uno
dei cittadini normali, i civilianos, che non amavano i poliziotti e allo
stesso tempo si tenevano alla larga dall'albergo a camere singole
e dai poco di buono. Da quando aveva preso gusto a fare la
guardia alla gabbia della sala agenti, non poteva pi restare su terreno
neutrale. I suoi nemici erano i civilianos, e lui poteva ballare o con
i Guzmann e il Cinese, o con i poliziotti, oppure da solo.
Coen lo lasci seduto a gambe larghe, a sognare la camicia del
Cinese. Arnold, mi faccio vivo pi tardi. Ciao.
Trov l'ubriacone che gemeva sulle scale. Il vecchio aveva nuovi
bitorzoli sulla testa e sangue nella saliva che gli colava dalla bocca.
Ma non era abbastanza disperato da non recitare. Avanz con
il culo in aria, le braccia allacciate alla ringhiera. Privato della platea
di canottiere di ciniglia, a Coen fece pena. Un dollaro per le
bende e un caff disse l'ubriacone. Coen gli dette il dollaro e gli
rimise il culo al posto giusto, sulle scale.
Fuori dall'albergo, Coen s'incolp della morte della madre e del
padre e fu preso dal panico. Aveva abbandonato Albert e Jessica
(e Sheb), aveva permesso all'Esercito di scaraventarlo in Germania.
Se fosse rimasto nel Bronx, loro non avrebbero scelto il forno.
Figlio unico, avrebbe dovuto essere pi attento al carattere chiuso
di suo padre, all'instabilit sotto l'apparenza tranquilla. I Coen dovevano
poter contare sui Coen per mantenere le uova intatte.
And fino a Central Park West, nello spiazzo giochi davanti alla
casa dove abitava Stephanie e dove Stephanie passava le mattinate
con Judith e Alice, lontano dai quartieri dei ricchi e dal lusso
della clinica odontoiatrica del marito. Se ne stava seduta dietro un
albero in particolare, immersa nell'ombra dai fianchi in su, con Judith
e Alice occupate a giocare con la sabbia. Coen aveva bisogno
di loro. Ossessionato da Albert e Jessica e sconfitto dalla scarpa di
Arnold, sentiva la necessit di stare vicino alla famiglia della sua ex
moglie, di considerare le bambine anche sue. Per quanto alle nove
di mattina Stephanie preferisse non essere disturbata (aveva cartoni
di latte per s e le bambine), non si secc per la presenza di
Coen. Riconobbe la sua sagoma dall'altra parte dello spiazzo. La
sua truculenta andatura da poliziotto la irritava, ma quella bellezza
primitiva, e l'aggressivit della faccia, le fecero dimenticare il
Coen cattivo, la sua ossequiosa ubbidienza a Isaac, il suo mutismo
con lei, la confusione che aveva in testa. Era sempre Coen a darle
la caccia, a continuare a corteggiarla nel suo modo brutale, sconnesso.
Faceva irruzione nel suo appartamento, la sbatteva contro
la vasca da bagno, mangiava in silenzio con Charles, poi scompariva
per settimane. Eppure, seduta sotto il suo albero, gli umidi cartoni
del latte in grembo, fu felice di vederlo.
Pap Fred, pap Fred.
Coen si iss le bambine sulle spalle, afferrandole saldamente
per il sedere e borbottando: Merda. Arrivava sempre a mani vuote,
dato che andava a trovarle alle ore sbagliate, quando le pasticcerie
e gli empori erano chiusi. Stephanie non pot fare a meno di
sorridere. Stringeva le bambine con tanto affetto che lei non riusc
a evitare di chiedere: Freddy, un po'di latte?.
E cos Coen fece colazione per la seconda volta, biscotti a forma
di animali e latte tiepido, con il formaggio di Arnold che gli
bloccava lo stomaco. Nervoso, riusc solo a chiedere di Charles.
Stephanie non lo intrattenne con aneddoti sulla clinica. Si arricchisce
disse. Emerge dal Bronx un paio di volte alla settimana
per dare un'occhiata alle bambine e palpeggiare me. Freddy, chi 
il tuo amico con i capelli lunghi?
Coen smangiucchi un pezzetto di biscotto. Di chi parli?
Il tizio che mi segue da un paio di giorni e fa le bolle di sapone
per le bambine. Mi chiama "signora Manfred".
Steffie, oggi l'hai visto?
S. Mezz'ora prima che arrivassi tu.
 un mezzo cinese con la parrucca rossa?
S.
Coen mise gi le bambine. Figlio di puttana. Parl mordendosi
una nocca. Batt i piedi per terra. Maledetto Csar.
Judith afferr le ginocchia di Stephanie, Alice si aggrapp a
Coen. Freddy, che c'?
Niente rispose Coen. Sciocchezze. S'inginocchi davanti
ad Alice. Non fermarti a guardare le bolle di sapone di quel cinese.
Prese la caviglia della bambina, stringendola fra le dita. Tesoro,
solo un fetente pu dar fastidio a voi e a vostra madre. So dove
trovarlo. Abbandon lo spiazzo con le labbra sporche di latte,
gridando di sopra una spalla: Steffie, non preoccuparti. Sei al sicuro.
Il Cinese non l'avr ancora per molto, il suo aggeggio per fare
le bolle di sapone. Spezzo in due lui e il suo capo.
Stephanie avrebbe voluto richiamarlo, dirgli che non aveva
paura di Chino Reyes; il Cinese era stato gentile con le bambine, aveva
tirato via la sabbia di sotto le scarpe di Judith, e educato con lei,
confessando la propria ammirazione per "suo marito Coen". Ma
aveva aspettato troppo, prima di decidersi a richiamarlo.
Coen era gi fuori dal parco. Troppo ansioso di arrivare per farsi
sballottolare da un autobus, prese un taxi abusivo e si fece portare
dritto da Bummy. Al Distretto, Bummy Gilman era considerato
un amico; consegnava i suoi "flte" all'aiutante del capitano (bottiglie
di coca piene di rye), e non si aspettava di vedere nel suo locale
luridi bastardi di spie come Coen, gentaglia che irritava i suoi
clienti e rendeva tutti infelici, civili e poliziotti regolari. Amico, uno
schnapps offerto dalla casa, e poi te ne vai. E niente perdite di tempo.
Devi finire di bere in tre sorsate.
Coen non gli rispose. Percorse la fila di sgabelli alla ricerca del
Cinese. Bummy intu che non gli conveniva premere troppo.
Potrei chiamare il Distretto, Coen. Chi pensi che proteggeranno:
me o te?
Alla fine Coen tir fuori la voce roca. Bummy, lasciami in pace.
Bummy era incapace di trattare con i pazzi; permise a Coen di
cercare, giurando che si sarebbe lamentato con l'aiutante del capitano.
Non mandava su i suoi "flute"per niente. Bummy aveva fatto
un investimento in Chino Reyes; Chino lo riforniva dei film che
il sabato sera lui proiettava per i suoi nipoti e per i poliziotti amici,
e organizzava i suoi incontri di mezz'ora con Odette Leonhardy,
che con i suoi sguardi gelidi era capace di farlo tremare dalla testa
ai piedi. Gli piaceva farsi imbrogliare da quella ragazza. Odette gli
concedeva cinque minuti di pelle, e venticinque di tartine e cipigli.
Oltre a questo, Bummy possedeva una quota dei film ed era cointeressato
negli affari messicani di Csar. E cos foraggiava il Cinese
e gli permetteva di starsene seduto nel locale quanto voleva, purch
portasse la parrucca e non se la facesse con troppi poliziotti.
Il Cinese vide Coen vicino alla porta. Non era preoccupato. Fin
il suo secondo whisky irlandese della mattinata e guard Bummy
parlare con Coen. Non riusciva a capire come mai Bummy avesse
la faccia tanto gonfia. In Messico, Chino si era molto affezionato a
Coen (per la sua lealt nei confronti di Jeronimo, per i suoi
tranquilli modi polacchi), e l'affetto restava. Il Cinese stava meditando
sui propri fallimenti con Odette; non riusciva a trovare la regina
del porno. Fece cenno a Coen di raggiungerlo nel suo spar.
Chino, che sta succedendo? Coen si chin sul Cinese, gli spinse
la faccia contro il muro tanto da impedirgli di respirare. Ammazzo
te e tua madre, se ti avvicini ancora a mia moglie e alle sue
bambine.
Coen ritir la mano. Il Cinese ansim, ma non si alz, n fece
una mossa verso Coen.
Polacco,  la seconda volta che mi metti le mani addosso.
Con il tavolo fra loro, conducevano una guerra rabbiosa, soffiando
fuori aria a grandi sbuffi. Una volta ideato un piano, il Cinese
perse il pallore. Ora avrebbe sorriso, poi si sarebbe buttato su
Coen e l'avrebbe afferrato per il collo. Ma poi pens che non poteva
permettersi di ingaggiare una rissa in un locale pubblico. Avrebbe
perso la faccia con Bummy e attirato i poliziotti. E cos strinse i
bordi del tavolo, incrociando le gambe, e parl con Coen.
Polacco,  stata una visita di cortesia. Non ho spaventato tua
moglie. Ha due belle bambine.Vde il pugno di Coen chiudersi e
si protesse il naso, ritraendosi dentro il spar. Non ho forse fatto
un regalo al Chicano? Se non fosse per me, zoppicherebbe ancora
con i piedi coperti di piaghe. L'ho rimesso in movimento io,
Polacco, non dimenticarlo.
Chino, tieni Arnold fuori da questa storia. Non ha bisogno dei
tuoi regali. E se Csar vuole mandarmi dei segnali, di'che lo faccia
personalmente.
Era il Cinese ad avere dei segnali personali per Csar.
Forse era proprio Zorro a nascondere la regina del porno. O a
dirle di evitare i soliti percorsi. Non era riuscito a trovare Odile n
in Jane Street n al Dwarf.
Pi calmo, dopo aver avuto un po' di soddisfazione, dopo aver
strapazzato il Cinese, Coen pot sedersi su un autobus. Si ferm
al ristorante vegetariano sulla Settantatreesima e aspett Boris il
timoniere, l'uomo con il gilet a tre bottoni. Si tenne lontano dai
giocatori, che mangiavano pasta di mandorle e pasticcini alla crema,
ed esibivano le loro rose vicino alla vetrina. Coen non sapeva
se il timoniere facesse il suo giro anche di mattina. Non si compr
un fiore. A un certo punto il timoniere lo super, con il cappello
con la piuma. Boris? sibil Coen.
Il timoniere si accigli, allungando il passo. Coen l'afferr per
il lembo della giacca. Il timoniere barcoll sulle gambe.
Boris, di' a Csar, e diglielo sul serio, che si tenga alla larga da
tutta la mia gente.  Manfred Coen che ti parla. Posso bloccare la
tua intera operazione. Posso trascinarti nella sala agenti del Distretto.
Posso spedire davanti al giudice tutti quei vecchi coglioni
con il fiore all'occhiello. E cos, Zorro far bene a mettersi in contatto
con me. E in fretta.
Il timoniere era mortificato che qualcuno gli strapazzasse i vestiti
davanti al ristorante. Appena pot, si allisci la giacca. E alz
la testa verso gli uomini con la rosa dietro la vetrina per dimostrare
che comandava lui. Signor Coen, solo Zorro sa doV Zorro
disse, mordendosi il labbro e scappando dentro il ristorante. Ma il
cappello gli cadde sul marciapiede, e Coen dovette raddrizzare la
piuma per lui. Quel porco non  abbastanza puro per il mio capo
disse il timoniere agli uomini con la rosa. Un tempo aveva
una moglie non kosher.
Dopo cinque minuti, Coen era seduto sul suo letto, con le caviglie
che gli facevano male per tutti i giri che aveva fatto. Sorrise,
quando suon il telefono. Csar gli dette dell'impotente e del vigliacco.
Manfred, non c' bisogno che aggredisci Boris per trovarmi.
Perch umiliare un uomo sul suo stesso territorio? Boris non
sar pi lo stesso di prima.
Zorro, non avresti dovuto dire al Cinese di restituire la scarpa
a Spanish.
Sei pazzo. Pensi che interferirei negli affari personali del Giallo?
Ha una sua volont. E da quando in qua mi chiami Zorro?
Sei tu a volermi come nemico. Perch infastidisci mia moglie?
Csar, te lo giuro, se quel Cinese si rif vivo con lei, ti prendo a calci
fino a Boston Road. Che succede? Non vuoi che fraternizzi con
Odile? Non preoccuparti. Non ho mangiato le sue tartine.
Ecco chi ha scoperto l'America biascic Csar nella cornetta.
Odette  pazza.
Che cosa?
Ho detto che  pazza. Te la sbatte in faccia, poi corre a
piangere da Vander Child. Che vuoi che me ne importi, se te la d?
Schmuck, Odette lavora per me.
Allora che cos' che ti prude, Csar?
Lo sai bene, pezzo di merda. Pap ti ha aperto la fattoria. Ti ha
fatto usare la tazza del suo cesso. Hai mangiato il suo cibo. Hai acceso
le sue candele nei giorni di festa. Ti ha affidato Jeronimo. Ti ha
fatto sedere vicino a lui, alla sua sinistra. Ti ha perdonato di essere
un Coen. Poi ti ho visto cambiare. Manfred con il suo album da disegno.
Il ragazzo del liceo di Manhattan. Con strani giudizi di merito
sulla pagella. Ho detto a Pap di buttarti negli occhi la cioccolata
calda. Ma a lui piacevi, e si  voltato dall'altra parte per non
vedere.
Stai parlando di vent'anni fa. Che c'entra col fatto che mandi
il Cinese da mia moglie?
Chiedilo al tuo santo, al tuo vecchio Capo.
Isaac?  l'uomo di tuo padre.
Solo perch se arriva un topo di fogna ad annusare l'aria, 
meglio tenerlo dove lo si pu controllare, altrimenti ti rode le budella
durante la notte.
Csar, l'ultima volta che sono andato nel Bronx, Isaac ha alzato
un muro fra lui e me. Mi ha sbattuto in faccia la porta del cesso.
Ti abbiamo messo in mano Jeronimo, ti abbiamo messo in mano
Mordecai, abbiamo ritrovato la ragazza Child per te, e tu ci hai
voltato le spalle e sei andato dal Capo.
Da quando sono tornato, mi sono occupato solo di ping pong.
Di nient'altro.
Non  cos che la racconta Isaac. Continua a stuzzicare Pap
con il tuo nome. Sei la sua "esca principale". Ormai sei agganciato
al suo amo. Manfred, sei una faccia di culo, sei il figlio di tua madre.
Tua madre faceva i bagni di sole nel frutteto di Pap, si assicurava
che Jeronimo la vedesse dai capezzoli in gi, e poi si lamentava
che il piccolo la spiava.
Coen ricordava il tavolo nel frutteto, gli alberi dai rami contorti
di Pap, Jeronimo che giocava con un arco troppo debole per reggere
una freccia, Albert e Sheb che girovagavano fuori dalla fattoria
alla ricerca di uova di campagna, uova giganti da portare nel
Bronx. Coen al tavolo con sua madre a supplicarla di coprirsi, a
camminare attorno al tavolo con le braccia spalancate, come uno
spaventapasseri, tutte le volte che Jeronimo capitava vicino a loro
per recuperare la freccia caduta dall'arco.
Csar, mia madre non  pi qui. Chiedi a Pap quanto gli doveva
mio padre prima di morire. Dimmi come mai Pap ci ha messo
tanto tempo a trovare il mio indirizzo in Germania. Vi siete riuniti
tutti insieme per calcolare i debiti di mio padre fino all'ultimo
centesimo? Di quanto era in arretrato, il negozio di uova?
Manfred, svegliati. Pap avrebbe potuto rigirarsi il vostro negozio
su un dito. Perch avrebbe dovuto interessarsi alle briciole di
tuo padre? E riattacc, mentre Coen non riusciva a togliersi l'odore
delle fragole dal naso e a scacciare l'immagine di sua madre
china sul campo, a mettere le fragole nella camicetta che avrebbe
dovuto avere addosso. Si era mai spogliata a quel modo, quando
c'era in giro Albert? Aveva voluto sfidare i Guzmann o si era
semplicemente accontentata di esibirsi? Chi altro aveva spiato sotto
la sua camicetta? Era stato per questo che Albert non aveva pi
voluto mandarli alla fattoria? Coen si tir il cuscino sulla testa e
schiacci la fronte contro il muro.
Boris Telfin, il Boris Telfin dei pasticcini alla ciliegia e dei sigari costosi,
era un timoniere, uno che passava a raccattare i giocatori di
dadi, che sedeva vicino a loro, non un fattorino. Per lui era gi doloroso
sentirsi propriet dei Marrano, una famiglia di ebrei mangiatori
di maiale, i Guzmann del Portogallo, di Lima e del Bronx,
che biascicavano paternostri dentro il brodo di pollo, che mettevano
croci sulle loro tombe e che per l'ottanta per cento del tempo
erano cristiani; ma non si sarebbe mai aspettato di diventare il collegamento
permanente fra Zorro (il pi imprevedibile dei suoi padroni)
e un cinese. Eppure, la colpa non era tutta di Csar. Gli uomini
del primo vice lo costringevano a restare al coperto, pattugliando
continuamente davanti alle sue "culle" (gli appartamenti
dove si svolgevano le partite di dadi), e Csar non poteva correre
il rischio di fare una scarrozzata nel territorio del Cinese. E cos doveva
andarci Boris.
Boris incontr il Cinese in un cortile di Prince Street.
Quell'idiota portava bretelle che si notavano a un chilometro di
distanza. Boris non riusciva a familiarizzare con i tipi cos (se non
altro, i marrani non amavano la violenza e le guerre aperte). Conosceva
la carriera del Cinese, le aggressioni contro i tassisti e altri
guidatori. Nessun autista era al sicuro, con il Cinese nella zona.
Bello, di'a Zorro che ho rinunciato alla scarpa.  stata una decisione
mia. Era una scarpa puttana, che mi portava sfortuna.
Amico mio,  storia vecchia. Quella della scarpa, voglio dire.
Zorro ti chiede un favore. Riguarda il signor Coen. Il troppo  troppo.
Personalmente, qualche danno cerebrale non mi dispiacerebbe.
La sua testa potrebbe trovare utile qualche buco in pi. Ma non
 questo che vuole Csar. Vuole che tu ti tenga alla larga. La signora
Coen dev'essere libera di formulare i suoi pensieri cristiani
nel parco senza che nessuno l'infastidisca.
Boris, quello mi ha messo le mani addosso. Per due volte. Una
volta al Distretto e una da Bummy. Va cancellato dalla faccia della
terra per questo, ma sceglier io il momento adatto.
Amico, ha messo le mani addosso anche a me. Mi ha tirato per
la giacca. Immagina, mi ha molestato per la strada, quel poliziotto
di latta. E sotto gli occhi di tutti i miei amici.
Boris, lo punir anche per te. Lo prometto.
Al timoniere il Cinese cominciava a piacere. Chino, hai la mia
approvazione, ma ti prego, non nominare Zorro. Mi spedirebbe nel
Queens dentro una bara.
Non sono stupido rispose il Cinese.
Chino, che cosa posso fare per te? Basta che chiedi.
Boris, c' un uomo, Solomon Wong che un tempo faceva lo
sguattero per mio padre, a Cuba.  vecchio e vorrei che fosse protetto.
Si rifiuta di accettare quattrini da me.
Quanto verrebbe a costare? chiese Boris, diventando pratico.
Forse dieci alla settimana. Il Cinese tir fuori il portafoglio,
ma Boris scosse la testa.
Dieci alla settimana? Pagher Csar.
No. I quattrini devono venire da me. Altrimenti non funziona.
Boris accett i soldi del Cinese. Era pronto ad andarsene, quando
Chino afferr lo sportello della limousine.
Non vuoi sapere dove puoi trovarlo?
Chi?
Il lavapiatti. Cerca nei cortili. O al dormitorio.
Amico, quanti Solomon Wong pensi che esistano?
Chino moll la portiera. Moriva dalla voglia di avere una pistola.
La sua Colt era rimasta nelle mani delle buttafuori del Dwarf.
L'avevano lasciata cadere in un secchio d'acqua, quando lui aveva
fatto irruzione nel locale alla ricerca di Odile. Una volta finito con
Coen, avrebbe preso a ceffoni le due lesbiche. Non poteva comprare
una rivoltella dai suoi fornitori regolari. Il mercato si stava
prosciugando, ora che i poliziotti erano da tutte le parti; solo i negri
gli avrebbero venduto un ferro, ma non poteva spingersi fino al
loro quartiere, era troppo lontano. Sentiva la mancanza della scarpa,
di quello sformato ammasso di cuoio. Ma ogni volta che se l'era
messa, aveva cominciato a evocare commoventi immagini di suo
padre. Il Cinese era credente; non aveva riserve sulla credibilit dei
fantasmi. E si sentiva responsabile per loro. Suo padre aveva fango
nei capelli (segno di irrequietezza). Per acquietare il suo fantasma,
Chino sperava che bastasse provvedere a Solomon Wong. Forse
il suo vecchio padre era destinato a camminare con il fango in
testa finch Solomon, vivo in questo mondo, non veniva riscattato
dalla sua misera condizione di sguattero e vagabundo, ricevendo
una rendita fissa, per quanto bassa. Ma Chino non era riuscito
a trovare Solomon, in quei giorni. E i fantasmi dovevano essere nutriti.
E cos si era liberato della scarpa.
Cedendo al brontolio dello stomaco, and in Grand Street a
mangiare cannoli siciliani e a bere latte di mandorle.
Presto si sarebbe occupato di Occhibl, ma non quel pomeriggio.

 Capitolo 12.

Il giro-giro-tondo attorno a Csar e al Cinese doveva avergli spompato
il cuore. Coen, che giurava di non sognare mai, sogn tre volte
in una notte. I sogni non ebbero niente a che fare con i
Guzmann, il negozio di uova o la fattoria. Per lo pi riguardarono il suo
matrimonio. Lui che ingaggiava liti senza fine con Stephanie, che
si ritraeva di fronte ai suoi attacchi di pianto, che si chiudeva nel
suo mutismo, che variava il proprio atteggiamento solo per fare l'amore,
reso folle dalla convinzione che finch avesse continuato a
penetrare sua moglie, le loro diversit sarebbero scomparse. Ma
l'ultimo dei sogni si allontan dal suo matrimonio ed ebbe luogo
nel Distretto di polizia. Coen, un Coen scapolo, venne chiamato
nel lungo cortile stretto, di fianco all'edificio (il cortile che serviva
da palestra all'aperto, da punto di adunata e da obitorio temporaneo),
per identificare due cadaveri trovati nel territorio del Distretto.
I cadaveri erano dentro bare improvvisate (ceste di vimini provenienti
dalla lavanderia di un ospedale e imbottite di coperte portate
dalle pattuglie a cavallo). Attraverso i buchi del vimini Coen
riconobbe i corpi grassi delle bambine, che avevano lunghi colli
bluastri da pollo e lingue spesse. Il vimini aveva segnato la loro carne.
Gli occhi erano gonfi e lividi. Il sangue colava attraverso i denti.
Doveva essere stato l'aiutante del capitano a incrociare le loro
mani e a raddrizzare le gambe; non potevano essere morte in una
posizione cos composta. Coen tocc per prima Judith. Non voleva
una lurida coperta da cavallo sulla sua bambina. Nella cesta
c'erano scarafaggi, scarafaggi neri. Coen li schiacciava con il pollice,
ma non riusciva a farlo abbastanza in fretta, e gli scarafaggi si giravano
a zampe in su, emettendo suoni disgustosi attraverso le
aperture della schiena. Coen si spogli nel cortile. Mise la giacca
sotto Alice, e imbott la bara di Judith con i calzoni. Arriv il furgone
dell'obitorio, sputando fumo. Coen non era ancora riuscito a
determinare chi l'avesse chiamato nel cortile. Il comandante del
Distretto? Brodsky? Pimloe? Il suo compagno occasionale, agente
investigativo Brown?
Si svegli sputando il nome di Isaac. Aveva il naso bloccato
dal muco. Il suo orologio segnava le tre di notte. Scese dal letto,
rabbrividendo, con le ginocchia che cedevano. Aveva coinvolto
Stephanie nella propria rovina. Ma non poteva schiaffeggiare di
nuovo il Cinese per colpa di un lurido sogno. Indoss l'abito da
agente investigativo (spina di pesce, grigio su grigio), si tagli i
peli del naso e and a casa di Stephanie. Cacci il distintivo d'oro
nelle costole del portiere di notte. La signora Nerval ha bisogno
di me. Sono un parente e anche un poliziotto. Al portiere
non andava di avere poliziotti nel suo edificio dopo mezzanotte.
Con mano nervosa, cacci gli spinotti nel quadro del centralino.
Rispose Charles. Dottor Nerval, mi scusi, dottor Nerval, c' un
signore che dice di essere parente di sua moglie. Ha in mano un
distintivo.
Coen sent Charles brontolare attraverso il centralino. Mise via
il distintivo. Voglio la signora Nerval, non lui.
Dottor Nerval, il signore chiede di sua moglie.
Coen spinse la bocca vicino al microfono. Charlie, non fare lo
stronzo.  importante. Fammi salire.
Coen, sono le quattro. Pensi che i dentisti non dormano mai?
Ho due bambine, nell'altra stanza.
Charles si mise le pantofole per ricevere il poliziotto.
Avrebbe voluto che Coen desse la caccia a sua moglie nelle ore
giuste. Lui era innamorato di tutt'e due le sue assistenti, ragazze
portoricane dai baffi delicati e la vita sottile. Ma era troppo furbo
per rompere l'equilibrio della sua clinica. Non avrebbe concluso
con Rita o Beatriz finch non l'avessero lasciato per un lavoro migliore.
Si limitava a una veloce strizzatina di coscia tutte le volte
che i suoi pazienti, per lo pi uomini anziani, si addormentavano
sulla poltrona.
Stephanie usc dalla sua stanza con uno scialle che lasciava scoperto
un sacco di pelle. Ebbe abbastanza buonsenso da non civettare
con Coen. Freddy, siediti. Charles dette un'occhiata al reticolo
di venuzze sulla coscia della moglie e decise che era fortunato
ad avere Rita e Beatriz.
Steffie, sveglia Judith e Alice, per favore.
Charles si strinse addosso il pigiama. Il comandante d ordini.
Stephanie, d'ora in avanti incontra i tuoi amici fuori da questo
edificio. Presto, il portiere comincer a darci degli zingari.
Charles, lascialo finire. Prepara qualche panino, altrimenti torna
a dormire.
Coen si sforz di non guardare la sua ex moglie; erano le pieghe
sciolte dello scialle, i rigonfi del tessuto a eccitarlo, non la carne
scoperta. Porta le bambine dalla madre di Charles. Portale nel
Connecticut. Subito.
 un idiota disse Charles.  un demente, ecco che cos'. Pensa
che gestiamo un treno pendolare per infanti. Stephanie, digli di
trovare qualcun altro a cui rompere le palle.
Freddy, ha a che fare con il Cinese?
Chino Reyes era stato incaricato soltanto di fare un'azione di
disturbo. Poi io ho offeso il suo capo. I Guzmann sostengono che
sono una spia.
C' Isaac, in mezzo a tutto questo? Stephanie nutriva ancora
rancore per il Capo; era stato Isaac a intromettersi nel loro matrimonio,
manipolando Coen, escogitando piani che l'avevano tenuto
lontano da lei.
Chi  il Cinese? chiese Charles. Perch le bambine non possono
dormire nel loro letto?
Il Cinese ha regole strane. Farebbe del male a chiunque mi sia
vicino.  andato a cercare Judith e Alice nel parco.
Charles cammin per il soggiorno, la faccia dura, i modi ironici
scomparsi.  colpa di Coen. Un poliziotto che se la fa con i delinquenti.
Stephanie, perch hai divorziato da lui, se intendevi farlo
venire in casa? Far uccidere le bambine. Chiamo la polizia.
Charlie disse Coen sono io, la polizia.
Tu? Tu non sei un poliziotto. So tutto di Isaac Sidel. Ti ha rivestito,
ti ha tirato su e ti ha mollato con un dito nel culo. Non sei capace
neanche di attraversare la strada, senza Isaac. Ne ho sentite,
dagli agenti investigativi del Bronx. Eri perfetto per scodinzolare a
un capo. Stephanie, vestiamo le bambine, le porto da mia madre.
Coen, fammi un piacere. Non farti pi vedere.
Staranno nel Connecticut solo per pochi giorni mormor
Coen. Si vergognava di dire a Stephanie che tutti i suoi sospetti nascevano
da un sogno. Ma l'immagine di Judith e Alice nelle bare
di vimini gli sembrava perfettamente reale. Ed era troppo credibile
perch lui potesse ignorarla. Charles vest Alice, ma Stephanie
perse tempo con una calza di Judith, in modo da poter parlare con
Coen. Sii prudente, Freddy. Fa' la pace con i Guzmann, e tirati
fuori da questa storia.
L'abbracci davanti a Charles e alle bambine, tenendolo stretto
come fanno le mogli con i mariti, ma senza fare andare la lingua,
e Coen sent sciogliersi il nervosismo, anche se non riusc a liberarsi
delle sue paure; padre perduto, madre perduta, Coen perduto.
Stephanie percep la tensione animalesca del suo corpo, le
contrazioni del torace, e desider di poter avere due mariti, invece
di uno.
Charles cominci a stuzzicarli. Coen, continuer il massaggio
domani. Accidenti, Stephanie, non potresti odiarlo, solo un po', per
aver trascinato le tue figlie nella sua lurida vita? Io sono solo il padre.
Non conto.
Le spalle curve, Coen pass davanti al portiere e usc in strada.
Cammin con gli occhi che non guardavano, e i tassisti di Central
Park West videro un fantasma dallo sguardo duro in abito a
spina di pesce. Ora, davanti a Columbus Avenue, a cinque isolati
dalla casa di Stephanie e di Charles, si rese conto di quanto si fosse
sentito sollevato nel trovare le bambine ancora vive. Coen non
attribuiva un potere magico al suo sogno. Ma le bare di vimini davanti
al Distretto l'avevano spinto pi vicino al forno di suo padre,
l'avevano costretto a guardarci dentro. Pieno com'era stato di
pensieri su Albert, era stato facile attribuire alle bambine colli di
pollo. Quando fu vicino all'angolo di casa sua, dovette stare attento
a dove metteva i piedi per evitare una ressa di donne e uomini
anziani, che picchiavano un cubano steso a terra, uno che
abitava nell'albergo a camere singole di Chicano Arnold. Coen riconobbe
la donna a capo del casino, la vedova Dalkey, la sua vicina,
che era anche la responsabile dell'isolato. Le braccia del cubano
erano sepolte da pugni e unghie. L'uomo si stringeva qualcosa
contro la pancia. Aveva gli occhi incorniciati di graffi. Coen
si fece strada nella brigata d'assalto. Strapp il pugno della signora
Dalkey dalla guancia del cubano. Lei ulul e sput finch non si
accorse che era Coen. Una cagna pechinese con il sangue al naso
cadde fra le gambe del cubano. La signora Dalkey alit il fiato caldo
in faccia a Coen. L'abbiamo preso, agente Coen. Abbiamo preso
il lurido fetente. Non assassiner pi cani. Indic un piatto incrinato
vicino a uno degli alberi che lei stessa aveva fatto piantare
nell'isolato. Ha dato un pezzo di carne avvelenata alla povera
Mimsey. La cagna non riusciva pi ad alzare la testa. I capezzoli
cominciavano a gonfiarsi.
Coen si mise fra il cubano e i fedeli della Dalkey. Non era abbastanza
ambizioso da portarlo al Distretto pi vicino con la Dalkey
alle calcagna, che coccolava la cagna morente e la teneva allo stesso
tempo come prova. Il cubano sapeva dire "s"o "no"in inglese,
e niente di pi. Rabbrivid contro Coen, preferendo mostrare il lato
della faccia ad alcuni vecchi, piuttosto che alla Dalkey. Aveva addosso
un profumo stantio. Animale sibil la signora Dalkey attraverso
il muro di anziani. Quando decise che Coen non le avrebbe
dato retta, fece arrivare un agente di pattuglia da Broadway. L'agente
era grosso di fianchi e portava tutti gli accessori di rito: manette,
fondina, sfollagente, cinturone, blocco di carta, portamatita.
Si chiamava Morgenstern. Sulla camicia teneva appuntata la spilla
di una delle associazioni di fratellanza fra poliziotti ebrei. Coen
ne aveva una identica, ma non se la metteva mai. Quando si era
sposato, l'associazione Mani di Esa l'aveva informato che non poteva
fornire terreno di sepoltura per le mogli non ebree. Stando alle
loro regole, Coen e Stephanie sarebbero dovuti finire in cimiteri
diversi. Coen aveva ceduto la sua tomba a un poliziotto ebreo indigente
che era indietro con le rate e voleva essere sepolto nel terreno
dell'associazione.
Il "collare"  tuo disse Coen. Eri tu di pattuglia. Ma attento
che questa gente non faccia a pezzi il tizio prima che arrivi al Distretto.
L'agente insistette per stringere la mano a Coen. Quello era solo
il suo terzo "collare", il suo terzo arresto. I tori del suo Distretto
erano molto pi avari di Coen. Non gli avrebbero mai regalato un
loro collare. E non gli avrebbero rivolto la parola per la strada.
Agente Morgenstem disse la signora Dalke scommetto che
 lui il maniaco del rossetto. Riconosco i pervertiti dall'espressione
degli occhi.
L'agente tir su il blocco degli appunti. La matita gli si ruppe
sulla "c"di maniaco. Ne accett una con una punta migliore dalla
signora Dalkey.
Coen gli grid il proprio numero di telefono. Chiamami, dopo
che avranno formalizzato l'arresto.
Che ne faccio della cagna, signor Coen?
Dalla alla Dalkey. E non dimenticare il piatto. L'agente dovette
accontentarsi del secondo posto dietro alla Dalkey, che raccolse
la sua gente, la cagna e il piatto della cagna. Coen non poteva
raggiungere il suo edificio senza passare attraverso la processione.
L'agente lo chiam dopo meno di due ore.
L'hanno fatto parlare, Coen. La donna aveva ragione. Un tempo
fabbricava pupazzi, ma non lavorava da anni. Si metteva a chiacchierare
con i bambini e poi li attirava sul tetto. Su di loro, usava
un taglierino Exacto che prendeva dalla sua scatola di attrezzi. Ha
la casa zeppa di vestiti che usava per i pupazzi. Quel maniaco tentava
di infilare i vestiti ai bambini. Poi li segnava con i colori a cera.
A ognuno disegnava un nuovo paio di labbra. Ma non  riuscito
a ingannare i tori.
Coen si rigir nel letto. Morgenstem, devono essere delle belle
teste gloriose, quelli del tuo distretto. Il cubano non  capace
neanche di dire il suo nome in inglese. Gli hanno trovato addosso
qualche vestito da pupazzo? E perch avvelenava i cani?
Non lo so.
Coen pens che a met pomeriggio Morgenstem sarebbe stato
meno euforico. Con ogni probabilit, i tori avrebbero tolto il suo
nome dai rapporti. Un agente semplice che metteva le mani sul
maniaco del rossetto, per loro significava perdere una grossa fetta
di prestigio.
Irene, alias la Vedova, alias Dalkey, non poteva essere una vedova
perch non era mai stata sposata. Era nata nell'infermeria dell'orfanotrofio
di Delancey Street, e il nome Irene le era stato dato da
una suora. L'idraulico Frankensteen e sua moglie, una donna petulante
che si rifiutava di accettare le sofferenze del parto, l'avevano
adottata e portata nel seminterrato dove Frankensteen aveva il
laboratorio e anche la casa. Non appena Irene aveva imparato a dire
qualche parola (all'et di tre o quattro anni), la signora
Frankensteen aveva cominciato a confonderle le idee sulla sua nascita, dicendole
che era una "bimba folletto", una trovatella lasciata sulle
scale dell'orfanotrofio da una signora dei quartieri ricchi che non
accettava il fastidio di essere madre. Era cos che Irene aveva saputo
di essere un'illegittima. Era stato alla Scuola elementare 23 di
Mulberry Street (cinquantanni dopo, il Cinese avrebbe frequentato
lo stesso istituto), che Irene aveva cominciato a interrogarsi sulla
doppiezza della sua vita; figlia di una ricca signora, era stata scaricata
sui poveri Frankensteen. E cos, aveva cominciato a rimanere
indietro negli studi; ritirata da scuola, era finita a fare la lavandaia
(Irene non aveva ancora dodici anni). Nella lavanderia, andavano
a palparla ragazzi e uomini, che le disfacevano il nastro del grembiule
mentre lei insaponava le tovaglie di un palazzo della Ventitreesima
Strada e continuava a interrogarsi sulle possibilit di un'altra
vita.
A quindici anni era scappata con un venditore di scope capitato
per caso nella lavanderia. Il venditore si faceva chiamare signor
Dalkey. Avendo una moglie e tre figli da mantenere a
Hartsdale, New York, aveva installato Irene in Columbus Avenue, all'epoca
zona di botteghe e di appartamentini per falegnami e droghieri
che servivano tutti i palazzi vicino al parco. Il venditore di
scope andava a fare visita alla "sua signora"un paio di volte al mese.
Ma dopo nove anni la "sua signora" l'aveva cacciato per diventare
la Vedova Dalkey. Aveva ventiquattro anni e faceva di nuovo
la lavandaia.
La Vedova aveva avuto una successione di cani. Everett,
Stanley, Chad, Noah e Raoul, prima dell'attuale dalmata Rickie. Non si
era pi presa un amante. Agli occhi della Vedova, gli uomini erano
poco meno che mostri. Il venditore di scope non rientrava in questa
categoria, essendo del tutto estraneo alla visione che la Vedova
aveva della vita. La signora Dalkey pensava all'uomo che aveva
rovinato la madre, la ricca signora, costringendola a tramutare in
folletto la sua stessa bambina.
Aveva osservato il quartiere deteriorarsi, mentre i padroni di casa
esigevano affitti sempre pi alti e i palazzi non potevano pi permettersi
intere batterie di schiavi. Gli alberghi erano diventati pensioni.
I droghieri avevano venduto le loro botteghe a negozianti di
ferramenta. Il quartiere si era popolato di ebrei arrivati alla spicciolata
dal Bowery, poi erano spuntati i negri, poi i portoricani, e
alla fine i cubanos. La Dalkey aveva resistito nel miglior modo possibile
alla piccola immigrazione. Era stata nominata responsabile
dell'isolato, e in questa veste aveva sbraitato per ottenere lampade
ad alta intensit, l'assistenza di un prete, spazi per i cani, nuovi
alberi e il ritorno dei droghieri bianchi. Finch Coen non si era
messo dalla parte del cubano, la Dalkey gli aveva perdonato di essere
ebreo. Le piaceva avere un poliziotto nell'edificio. Ma ora non
avrebbe pi accettato favori da lui. La Dalkey faceva sul serio. Addestr
Rickie a fare la pip contro la porta di Coen.
La sera della cattura del cubano, attraverso lo spioncino vide un
uomo di colore. Aveva in mano un distintivo. La Dalkey fu colta
dal panico. Avrebbe voluto che Coen non l'avesse abbandonata.
Avrebbe potuto chiamarlo dalla scala antincendio. Brutti tempi, se
un negro poteva avere un distintivo. Non rispose, finch non ebbe
chiamato Rickie vicino alla porta. Perch  qui? Che cosa vuole
e chi ?
Signora Dalkey, sono il detective dell'albergo in fondo alla strada.
Mi chiamo Alfred, e sono incaricato della sicurezza dell'albergo.
L'accenno all'albergo spavent la signora Dalkey; si chiese se il
cubano avesse amici influenti. E che cosa si aspetta da me?
La Bodgen, Smith e Liveright, la compagnia che gestisce l'albergo,
mi ha incaricato di ringraziarla. Le spetta una ricompensa.
Possiamo parlare? Dentro, signora Dalkey?
La signora Dalkey tir il chiavistello e apr, tenendo Rickie fra
s e il negro. Ad Alfred il cane non faceva paura; gli avrebbe grattato
l'orecchio con la punta del distintivo, se non fosse stato in missione
ufficiale. La Dalkey lo fece entrare nel soggiorno, ma non lo
invit a mettersi a sedere.
Signora Dalkey, le spettano cinquanta dollari se promette di
non raccontare in giro dove abitava il maniaco. Conosce le istituzioni
pubbliche, signora.Ti costringono a ospitare quelli pagati dall'assistenza,
e non te li scolli pi di dosso. Altrimenti avremmo una
clientela di prima classe. Quell'Ernesto  un ritardato mentale. Lo
sapevamo. Ma pensa che al governo importi? Il governo protegge
tutti i depravati. Una volta, l'ho sorpreso a leccare i suoi strani pupazzi.
Roba vud. E quando gli aveva coperto la faccia di saliva, li
metteva a sedere. Avremmo dovuto buttarlo gi dalle scale. Ma il
governo difende i suoi diritti, e il mio distintivo non  abbastanza
speciale. Che mi dice, signora Dalkey?  con noi? Aiuter la compagnia?
La Vedova spinse Rickie fra le ginocchia di Alfred. Non mi fido
di chi parla a nome di una compagnia. Pu dire ai suoi capi che
Irene non si lascia corrompere.  denaro sporco di sangue. Spero
che il vostro albergo crolli.
Baciami il culo disse Alfred, andando alla porta. Si mise gli
occhiali e sput contro la lampadina del pianerottolo. Baciami il
culo. Baciami il culo.
La Dalkey fece scattare le serrature.Tremava contro la porta, con
Rickie che guaiva. Zitto disse. Perch non l'hai massacrato?
Non dette da mangiare al cane. Drog se stessa con cucchiaiate di
miele nel t nero. Incroci le mani sul petto. La Dalkey aveva settantaquattro
anni. Giur che nel tempo che le restava da vivere
avrebbe distrutto tutti gli alberghi a camere singole. Ma l'investigatore
nero dell'albergo l'aveva resa triste. Ripercorse le strade della
sua infanzia, il divano letto nella bottega nel seminterrato, i due
Frankensteen, l'ignominia di vivere cos vicino alle scarpe smerdate
di un idraulico. Cominci a piangere. Non aveva un marito
che la proteggesse, solo un cane bavoso. La sua storia sembrava
svolgersi come il rotolo di carta da cucina sul lavandino; inutile come
i volantini pubblicitari abbandonati sui marciapiedi. Perch doveva
occuparsi degli orrori del quartiere? Che fossero le giovani
casalinghe a tentare di far tornare i droghieri bianchi. La Dalkey era
finita. Avrebbe dato le dimissioni da responsabile dell'isolato. Voleva
la sua vera madre, non la signora Frankensteen. Era stanca di
essere la Vedova. Rickie seppell la testa sotto le sue gonne. Ora la
Dalkey cominci a coccolare il cane. Rickie, forse che ti ricordi tuo
padre? Siamo orfani, tesoro. Figli dei folletti, cos diceva la signora
Frankensteen. Massaggi le chiazze pelate sulla testa di Rickie.
Gli tolse le cispe dagli occhi. Lo nutr con carote, salmone e salame
di fegato. La Dalkey era rientrata in s. Avrebbe preparato una
nuova campagna a favore degli alberi.

 Capitolo 13.

Dopo aver bevuto il t del mattino, Coen fece il numero dell'ufficio
del primo vice.
Passami Isaac Sidel.
Il centralinista gli chiese come si scriveva il nome. Cercalo nell'agenda
privata di Herbert Pimloe.
Chi parla, signore?
Manfred. M come marzo. A come atleta. N come negletto. F
come fionda, R come regola, E come evviva, D come dollaro.
Si inser l'autista di Pimloe. Coen, che cosa vuoi?
Brodsky, d a Pimloe che voglio sedermi da qualche parte con
Isaac. Sui gradini del negozio di Pap, a casa mia, ovunque Isaac
decida. Se si rifiuta di sedersi con me, Brodsky, andr a giocare a
palla con la testa dei Guzmann.
Resta fedele al ping pong, Coen. Pimloe non ha pi bisogno
di te. I tuoi amichetti della Squadra omicidi hanno chiesto di riaverti
con loro. Coen, sei di nuovo in servizio. Da domani devi ricominciare
ad acciuffare assassini.
Se  Pimloe a volermi nella sala agenti, deve trascinarmici. Io
prendo ordini solo da Isaac.
Quante volte te lo devo dire, testone? Isaac non lavora qui.
Allora forse io non sono Coen, i Guzmann non hanno mai lasciato
il Sud America e Boston Road non compare sulla cartina di
NewYork.
Attravers il parco con addosso un paio di calzoni puzzolenti e
una camicia alla quale mancavano le maniche. Il portiere di Child
lo scambi per uno degli imbianchini che lavoravano nell'edificio.
E gli disse di usare l'ingresso di servizio, la volta dopo. Child faceva
colazione con caff e croissant. Fece sedere Coen al tavolo e gli
imped di mangiare il croissant asciutto. Ci spalm sopra la marmellata
di mirtilli con un sottile coltellino d'argento che avrebbe
potuto essere nascosto dentro l'indice di Coen. Child dedusse che
la presenza di Occhibl significava che ora era disposto a lavorare
per lui. Ma Coen non sorrideva, e non spostava il mento oltre il
bordo della tazza. Vander, sei l'informatore di Pimloe, o di Isaac?
Child fin tutt'e due le met del croissant. Si tolse le briciole dalla
bocca con l'orlo di un tovagliolo. Quando tent di sorseggiare il
caff, Coen gli mise la mano sulla tazza. Vander, non hai fatto che
prendermi per il culo. Volevi tua figlia fuori dal paese perch cos
avevi pi spazio per i tuoi porno show. Perch hai portato in Messico
le spose di Csar? Ti eccitava, consegnare le ragazze? Pezzo di
merda, quanto li paghi, i pappa della stazione degli autobus? Venti
dollari a testa? O magari sei andato tu a raccattare le ragazze appena
scese dai pullman, per risparmiare sulle spese di spedizione?
Qualunque patto tu abbia fatto con Isaac, potrebbe non andare a
buon fine. Nessun giudice, in America, sarebbe clemente con un
uomo della Quinta Avenue che vende ragazzine minorenni.
Il tavolo trem, dall'altra parte, e cos Coen dovette portarla lui,
la tazza alle labbra di Child. Bevi, bastardo.
Quattrini bofonchi Child, la bocca piena di caff. Ero sotto.
Ma non sei il grande angelo di Broadway? Perch avresti dovuto
avere bisogno di raccattare le briciole di Csar? Sai dove abita
suo padre? In un negozio di dolciumi. Pap Guzmann prepara
gelati. Cento al giorno. Ha due figli che non ci stanno proprio con
la testa, e altri due in bilico sul limite della pazzia. Csar  il pi
giovane e il pi intelligente, ma tu avresti potuto fare qualcosa di
molto meglio.
Coen, ho perso centomila dollari l'anno per sovvenzionare
spettacoli a Broadway. L'appartamento me ne costa altri mille al
mese. Ho una moglie in Florida, pi una limousine, da mantenere.
Non potrei investire un centesimo, senza i film porno. Coen,
chi ha rappresentato Harold Pinter a NewYork? Chi ha rilanciato
George Bernard Shaw? Chi ha pagato per la traduzione di
Gorki?
Vander, non ho mai visto uno spettacolo in vita mia, tranne
quando facevo da scorta alle mogli degli ambasciatori per conto
dell'Ufficio servizi speciali. E quelli erano tutti musical.
Coen riconobbe Odile dalla risatina. Li raggiunse al tavolo con
addosso un accappatoio di spugna e mise immediatamente i piedi
nudi sulle scarpe a due colori di Coen. Non la smetteva di guardarlo
male.
Confronto classico disse. Il maniaco della cultura mette sotto
il poliziotto uomo delle caverne. Mi fate vomitare tutti e due.
Coen si lecc la marmellata dalle dita. Odette, da come la vedo
io, non  che tu sia poi tanto pura. Hai dato una mano perch
Carrie potesse essere contrabbandata in Messico. Nessuno di voi
si aspettava che mi sarei avvicinato tanto a Csar da riportarla indietro.
Nel frattempo, tu te la sei spassata come volevi nell'appartamento
di Vander e per giunta ti sei tenuta una stanza in Jane
Street. Forse a Carrie non piaceva sentire il tuo odore addosso a
suo padre.
Zio, fallo tacere.  un bugiardo spudorato. Va in giro per locali
per sole donne nella speranza di beccarsi qualche capezzolo gratis.
Dorme con la rivoltella sul letto.
Vander lav le tazze, il coltello, i cucchiaini da caff.
Odile avviticchi le gambe a quelle di Coen, dimenticando ci
che aveva appena detto. Odiava il poliziotto, avrebbe voluto gettargli
la marmellata negli occhi. Dopo essere stata con lui per mezza
nottata, aveva sentito la mancanza del suo corpo compatto. Non voleva
essere prigioniera di un solo uomo. Poteva accoppiarsi con suo
zio e trattarlo come se fosse stato il suo orso di pezza, perch lui aveva
ancora paura di Csar Guzmann e lei era una delle ragazze di Csar.
Ma non riusciva a menare per il naso Coen. Coen non la divorava
con gli occhi come faceva il Cinese. Non le mostrava la lingua.
Era un po' come Csar, che non era esattamente una checca, ma non
aveva molto bisogno delle donne, se non un paio di volte al mese.
Lei era andata a letto perfino con Jeronimo, l'aveva sedotto mentre
lui si nascondeva in Jane Street, e questo perch aveva pensato che
avrebbe fatto piacere a Csar, e prima di mollarle addosso il
suo sperma, il piccolo aveva sulla faccia gialla la stessa espressione sprezzante
di Coen, quel che di indipendente, di duro, di solitario. Si era
chiesta se qualche altra donna prima di lei avesse mai toccato le uova
di Jeronimo. Ma era troppo spaventata per chiederlo a Csar. E
ora aveva Coen. A letto, Coen aveva emesso un urlo un po' come
quello di Jeronimo, breve e secco. Odette non riusciva a capire che
cosa la spingesse verso una trib d'uomini tanto tetri. Avrebbe voluto
alzarsi dal tavolo, ma era calamitata da Coen.
Levati dai miei piedi disse.
Coen allung le mani sotto il tavolo e allontan le sue caviglie.
Child non gli offr un'altra tazza di caff, e Odile tirava su le briciole
di croissant dal piatto senza alzare lo sguardo, e cos Coen
scomparve. Prese un viottolo attraverso il parco e sbuc dalla parte
alta dell'ottantesima. Mentre imboccava la strada, vide una testa
coperta da folti capelli grigi, grande come un cavolo, saettare
verso Columbus Avenue. La testa si muoveva a una velocit incredibile,
saltellando al di sopra dei tetti delle macchine, evitando di
un centimetro i lampioni. Coen non dovette pensarci molto. Solo
il piccolo riusciva a portare in giro la testa con tanta accuratezza. E
con Isaac in citt a caccia del sangue dei Guzmann, era preoccupato
per la vita del piccolo. Jeronimo, perch Csar ti ha fatto tornare
a casa tanto presto? Mordecai ti ha mangiato tutte le caramelle?
Coen respirava a fondo, ma non riusciva a tener dietro a
Jeronimo. Rimase distaccato di un intero isolato. Sapeva dove stava
andando il piccolo. A trovare zio Sheb. Un tempo, quando erano
nel Bronx, quei due se ne stavano seduti a spidocchiarsi a vicenda
i capelli grigi. Coen fu fortunato a restare indietro, altrimenti
avrebbe potuto non accorgersi che il piccolo era pedinato. Era
Brodsky a seguirlo, a bordo di una macchina del Dipartimento. Al primo
semaforo, Coen sal a bordo. Brodsky, prova a ripetermi che
tu e Pimloe non siete culo e camicia con il Capo. Non mi avevi detto
di non aver mai conosciuto il piccolo?
Coen, scendi dalla macchina, immediatamente, se non vuoi
che ti porti al Distretto. Non ti troveresti bene, nella gabbia. Ti
tirerebbero le noccioline. Non ti amano molto, l dentro.
Molla il piccolo, Brodsky. Se la cava benissimo anche senza
avere qualcuno alle calcagna.Va'a pattugliare da qualche altra
parte, altrimenti, lo giuro, mando a sbattere la macchina contro le vetrine
della First National Bank.
Sei una bestia, Coen. Dovrebbero consegnarti al guardiano
dello zoo. Non puoi girare per le strade.
Coen gir la chiavetta e blocc la macchina. Che cosa vuole da
Jeronimo, il primo vice? Gli idioti della Quarta divisione l'hanno
gi trovato, il maniaco del rossetto. Non l'hai sentito dire?  un
fabbricante di pupazzi che abitava nello stesso albergo a camere
singole di Arnold. Avvelenava anche i cani. Che ti succede,
Brodsky? Non puoi verificare? L'Ufficio investigativo nasconde le cose
al primo vice? Vi state di nuovo scannando? Allora Isaac dev'essere
ritornato sulla sua vecchia poltrona.
Coen era davanti al Manhattan Rest. Non voleva interrompere l'incontro
del piccolo con Sheb. Aveva comprato pere essiccate per suo
zio, e ne fin la met aspettando Jeronimo. Il piccolo tent di girargli
alla larga, sulla scala. Non abbozz neanche un cenno di saluto.
Quando Coen gli si mise davanti, le vene gli si ingrossarono
su tutte e due le tempie.
Jeronimo, da dove vieni?
Csar doveva avergli raccomandato di non parlare con Coen,
doveva avergli messo in testa che Coen era l'informatore di Isaac.
Jeronimo, ti prego, non venire a trovare Sheb di giorno. L'infermiera
ti porter da lui di sera. Ecco, ti scrivo un biglietto per lei.
Il piccolo stracci il biglietto e mangi i pezzetti di carta. Le vene
gli sporgevano dalle tempie come nocche piegate. Coen non
voleva che il cervello del piccolo scoppiasse. Dovette lasciarlo andare.
Jeronimo, prendi le strade laterali. Non fermarti vicino alle
macchine. C' un uomo con le basette grosse che ti d la caccia.
Prima che Coen potesse finire il suo grido, il piccolo era a un
isolato di distanza. Coen guard la testa a cavolo sparire, confondendosi
con il grigio lattiginoso dell'aria. Poi sal da Sheb.
Mangiarono le pere nel dormitorio. Shebby cap dai morsi di
Coen che qualcosa non andava. Suo nipote non succhiava le pere,
come al solito. Shebby tir su le coperte. Era contento che nel dormitorio
ci fossero anche gli altri, cos non doveva ascoltare da solo
il rumore di quei morsi. Offr in giro l'ultima pera appiccicosa.
Suo nipote era pazzo; portava troppo o troppo poco. Possibile che
non riuscisse a calcolare il numero di pere che ci volevano per un
dormitorio di quattro fra scapoli e vedovi?
Come sta il piccolo, zio Sheb?
Sheb scrut Coen. Spinse le due banconote da un dollaro dentro
il buco che aveva nella tasca. Un nipote non poteva perquisire
il pigiama piscioso di uno zio. Non ricordava pi perch Jeronimo
gli portasse sempre due banconote da un dollaro avvolte in carta
igienica.
Zio, che cos'ha detto Jeronimo?
Ha detto che in Messico i muri puzzano. Che nel gelato ci sono
fili di paglia. Che le torte sono coperte di mosche. E che lui non
aveva abbastanza centavos per comprarsi una gomma da masticare
decente.
I dollari scivolarono sotto il pigiama di Sheb, che tir l'elastico
dei calzoni per appiattirseli contro lo stomaco. Coen non avrebbe
mai nominato i dollari, per quanto Sheb facesse di tutto per provocarlo.
Manfred, quanto fa ventiquattro dollari all'anno per tredici anni?
Coen tolse vecchi chicchi d'uva dal cuscino dello zio. A pochi
centimetri dal pigiama di Shebby aveva perso qualunque capacit
di accusare. Quanti zii poteva avere un poliziotto? I Guzmann avevano
parenti da buttar via. Pap poteva tirarne fuori a decine, cambiando
un cugino con un altro. Ma loro erano i soli due Coen.
Sheb, domani potrei portarti le noccioline. Le pere erano state
troppo a lungo in vetrina. Sono pi dolci, quando non sono tanto
sbiancate.
Sheb non poteva prendere in considerazione gli svantaggi della
frutta sbiancata dal sole. Suo nipote si trascinava fin l magari otto,
nove volte l'anno. Se era tornato dopo un giorno, non poteva
averlo fatto semplicemente per affetto. E cos, Sheb decise di svuotare
il dormitorio. Ragazzi, andate a trovare le mesdemoiselles. Io
e mio nipote dobbiamo parlare. Morris, tira su il culo. Non vedi che
ti strascica sul pavimento? Sam, se ascolti dal buco della serratura,
ti strappo le orecchie. Irwin, voglio stare in privato, voglio stare
da solo. Ora che i suoi compagni di stanza se n'erano andati,
Sheb cominci a pensare. Poteva sopravvivere anche senza un nipote.
Tutto ci di cui aveva bisogno erano due dollari al mese e sufficiente
carta igienica fra le dita. Starnut.
Salute, zio Sheb.
E questo chi te l'ha insegnato? Tua madre? Era l'unica ad accorgersi
se starnutivo. Tuo padre si  preso una vacanza, Manfred.
 andato a dormire vestito di tutto punto. Mi hanno chiesto di pettinarli,
prima.
Coen strinse la mano di Sheb.
Manfred, c'entravano solo due teste alla volta.
Zio, lo so. Non c' bisogno che tu me lo dica.
Coen barcoll vicino al letto. Dovette afferrarsi le ginocchia con
le mani per non cadere sul cuscino con zio Sheb. Non voleva sentir
parlare delle dimensioni del forno di suo padre. Ma Sheb non
lo mollava.
Mio fratello, il mio caro fratello, voleva che cacciassi dentro la
testa con sua moglie. Cos lui poteva girare la manopola e tastarci
con il pollice per vedere se eravamo cotti. Poi ci avrebbe tirati fuori,
piano, piano, e avrebbe fatto posto per s. Ma Jessica disse no.
Non voleva dividere il forno con me. Voleva respirare gas tenendo
per mano Albert.
Sheb afferr Coen per la caviglia e lo tir sul letto. Rimasero accasciati
uno di fronte all'altro, con una pantofola, un asciugamano
e una federa fra loro.
Tuo padre Albert aveva acqua al posto del sangue. La manopola
l'ha fatta girare a me.
Coen cacci la mano nella pantofola di Shebby.Tutti i Coen avevano
piedi piccoli.
Shebby,  stato Albert a darti il camice da indossare, il camice
del negozio?
Camice? disse Sheb. Non riusciva a pensare senza rigirare la
lingua e far schiumare la saliva contro i denti. No, non  stato lui.
 stata Jessica. Non voleva che mi sporcassi la camicia. Avrei dovuto
cambiarmi, dopo che li avevo tirati fuori dal forno. Potevano
andare a farsi fottere. Non mi sarei cacciato dentro dopo Albert.
Non avevo nessuno che mi stringesse la mano, io.
Affond le dita nel braccio di Coen e lo scosse. Lo chiameresti
fratello, uno cos? Aveva fatto piani su piani, e io sono finito a fare
il ragazzo del forno, a girare manopole per loro.
Zio, dov'erano i Guzmann? Chi di loro mise le mani sul negozio?
Quanto aveva avuto in prestito, Albert, da Pap?
Io mi strappo le parole dal cuore, e lui mi parla dei Guzmann.
Credi che stessi l a contare i quattrini di Pap? Manfred, sei identico
a tua madre. Non riusciva a guardare nessuno senza torcere la
bocca. Jeronimo mi porta dei soldi. Chi si ricorda della ragione?
Ti hanno pagato perch dimenticassi il mio indirizzo in Germania?
Mi volevano lontano abbastanza a lungo da riuscire a far
sparire il fumo dal forno?
Due dollari per tutto questo? Devo proprio avere un senso di
merda del denaro. E perch continuerebbero a pagarmi? Forse perch
 solo il dodicesimo anniversario di Albert. Si riesce forse a trovare
un altro fratello, in dodici anni? Manfred, sei fuori di testa, se
 questo che pensi. Mi pagavano gi prima che i Coen cacciassero
la testa nel forno. Non sono il derelitto di nessuno. Pap aveva aperto
un libretto di risparmio per me e Jorge. Ma io ho perso il libretto.
Manfred, non avevo nessun bisogno della carit di tua madre.
Me le sarei potute stirare da solo, le mie tre camicie.
Sheb rimase in silenzio con un dito nel naso, lo sguardo lontano
da Coen e fisso sulla federa del cuscino, i piedi che giocherellavano
con la pantofola. Coen chiam i suoi compagni di stanza.
Suo zio, che a casa, prima di mangiarne un solo pezzetto, aveva bisogno
che le banane gli venissero frullate, che portava solo vestiti
di seconda mano e non aveva mai imparato a farsi la riga ai capelli,
era il capo indiscusso dell'ala nord del Manhattan Rest. Coen
l'aveva sottovalutato. Fuori dal Bronx, lontano dalle uova di Albert
e dalle mani di Jessica, suo zio si era sviluppato. Aveva imparato a
vivere dalle manopole di un forno a gas. Coen, l'uomo della Omicidi,
aveva visto i MIA (morti-in-arrivo) dalla lingua gonfia, e bambini
ustionati, e una puttana di Chelsea con un bastone da tenda
infilato nell'inguine, e un rabbino di Brooklyn con gli occhi divorati
dai topi, e uno spacciatore annegato con i peli pubici pieni di
girini; aveva visitato per servizio gli obitori di quattro quartieri, aveva
toccato lembi di pelle pi spessi della corteccia d'albero, aveva
visto medici legali segare il cranio dei cadaveri, ma non aveva acceso
il forno per suo padre.
Che ne sapeva di Albert e di Jessica? Quanto a fondo si poteva
annusare in un piatto di minestra di verdura prima di bruciarsi la
faccia? Gli altri ragazzi trovavano i profilattici nel comodino del padre.
Perch non Manfred Coen? Come mai Jessica si toglieva il reggiseno,
grosse coppe con in mezzo pi di due centimetri di cucitura,
solo dopo che Albert era andato al negozio? Si baciavano con
la bocca aperta? A che serviva dormire vicino allo stesso muro, se
non si sentiva mai il padre venire? Se non altro, aveva sorpreso
Sheb con l'uccello in mano. Niente di pi. I Coen non erano una
razza licenziosa. Ora dovette chiedersi se suo padre aveva mai posseduto
un cazzo. Dove andava a posare i seni, Jessica, con Albert
che non faceva altro che grattare via cacca di pollo dalle sue uova?
Aveva brandelli di ricordi: il colore del borsellino di Albert, la
lieve deformit del pollice di Albert, l'odore d'aceto in casa, le scanalature
nei manici della mezzaluna, il berretto che Jessica portava
per non sporcarsi i capelli di farina, la curva del collo di Jessica,
le pieghe nel suo sorriso, il rasoio di Albert, il pettine di Jessica, la
fantasia della coperta del loro letto, i loro cappelli, le loro scarpe,
ma niente che gli permettesse di rivendicarli come padre e madre.
Avrebbe potuto nascere tranquillamente come Guzmann, invece
che come Coen.
Sheb era troppo occupato con Morris, Irwin e Sam per accorgersi
che Coen non era pi l. Non aveva pi pere da dare ai suoi
amici. Avrebbe potuto terminare con loro la sfida a chi faceva crocchiare
pi forte le giunture delle mani, ma con due dollari nel pigiama
aveva maggiori ambizioni. Sfid a pinnacolo il ricco pellicciaio
dell'ala sud, poi nomin Sam e Morris testimoni e custodi del
denaro. Nella prima mano perse i due dollari e rimase debitore di
un altro dollaro. Alle undici, gli torn in mente la visita di Manfred
e chiese a Irwin di guardare sotto il letto, perch non riusciva a ricordare
di aver mandato via il nipote. Rimase intrattabile per ore.
Odile voleva la vendetta. Avrebbe potuto chiedere a Sweeney di
rompere la schiena al poliziotto, o di spezzargli qualche dito, in
modo che non potesse pi giocare a ping pong. Ma decise di non
coinvolgere Sweeney nella distruzione di Coen. Le amiche troppo
affettuose tradiscono gli interessi dell'amata per eccesso di devozione.
Odile preferiva un lavoro professionale. Il poliziotto l'aveva
umiliata di fronte a Vander, accusandola di aver fatto in modo di
togliersi dai piedi Carrie per poter organizzare un piccolo incesto...
come se lei morisse dalla voglia di saltare in braccio a suo zio! Santo
cielo, avrebbe preferito andare a letto con il Cinese, fargli da
mamma, piuttosto che parcheggiarsi nella Quinta Avenue con quel
suo vice padre. A Vander Child interessava esclusivamente la luminosit
della sua pelle sotto i riflettori. Gli telefon da Jane Street.
Vander, dove posso trovare un professionista del ping pong?
Uno che operi nella zona del centro?
Vander fu brusco. Dimenticatelo, Odile. La tua carnagione non
 adatta ai tavoli verdi. Perch piuttosto non ti cerchi un campione
di volno? Saresti eccezionale, vista attraverso la rete.
Il giocatore di ping pong non  per me, zio. Mi piacerebbe fottere
Coen.
Perch cercare fuori dalla famiglia? Coen non sa giocare. Potrei
fargli mangiare la pallina. Assumi me.
Non posso. Tu sei un sentimentale. Saresti capace di piangere
sulla racchetta di Coen. Mi troverei meglio con uno sconosciuto.
Odile intu che Vander si irrigidiva; era orgoglioso della propria
finesse al tavolo da ping pong. Era capace di lanciare la pallina con
il gomito, la mano o la cima della testa. Comunque, rispose: Va'a
cercare Harley Stone al centro polivalente di Christopher Street.
Chiedi della sala del ping pong. Lo troverai l. Qualche anno fa,
Harley ha vinto il Canadian Open. Batte i migliori tiri di tutta New
York.
Zio, non capisci. Non mi interessano i buoni tiri. I ragazzi da torneo
di ping pong sono troppo ben educati. Ho bisogno di uno che
giochi per quattrini, che non si paralizzi all'idea di avere duecento
dollari sotto il tavolo. Voglio che Coen perda anche la camicia.
Allora devi metterti in mano a uno di origine spagnola. Sylvio
Neruda. Sarebbe capace di giocare anche con le palle degli occhi
di Coen. Ma  un figlio di puttana infido. Non produrr, se non
sar dell'umore giusto. Trovi anche lui nello stesso posto.
Produrr, produrr disse Odile, e corse al centro polivalente,
che era aperto solo agli uomini. Ma il guardiano la fece entrare lo
stesso, quando lei sibil il nome diVander. Attravers il campo della
pallavolo, la sala del volno e quella dello squash, la palestra della
boxe e lo spazio della pallacanestro, con gli uomini nudi che le
fischiavano dietro, buttandosi alla ricerca di un asciugamano o saltellando
con i genitali fra le mani. Cristo santo borbott Odile  un
posto di froci. Vander avrebbe anche potuto dirle che Sylvio era il
custode della sala da ping pong. Se ne stava appollaiato su uno sgabello
in fondo al locale, una racchetta fra le gambe, a russare e a torcere
una spalla a ogni ciac delle palline. I cinque tavoli della sala
erano tutti occupati, e Odile marci attraverso i giocatori per raggiungere
Sylvio, lo squalo del ping pong. Sylvio aveva la barba ispida.
La guard di traverso, quando lei lo svegli dando uno strattone
alla racchetta.
Ehi, bella, che ci fai qui? chiese. Le donne non possono entrare.
Incasinami il lavoro, e ti brucio il culo.
Sylvio, sono venuta per te. Con la raccomandazione di mio zio,
Vander Child.
Sylvio, che era una specie di cristiano, credeva nelle epifanie;
non riusc a conciliare i contorni della faccia di Odile, la linea puntuta
del naso, con le luci fluorescenti. Pens che potesse essere una
delle sante del suo libro di catechismo, venuta a disturbarlo.
Vander Child non gioca qui. Come ti chiami, ragazzina?
Odile. Ho bisogno della tua racchetta, Sylvio.Voglio prenderti a
prestito per un'ora. Ti do cento dollari, se riesci a battere un tizio.
Sylvio cominci a biascicare il nome di qualche santa. Lucia,
Teresa, Agnese. Scrutava intensamente Odile. E chi , il tuo ragazzo
da cento dollari?
Odile glielo disse.
Mai sentito, questo Coen. Dove gioca? Da Morris o da
Reiseman?
Da Schiller. In Columbus Avenue. E Odile gli mostr l'indirizzo.
Sylvio rise dietro l'impugnatura della racchetta. Ragazza, in
quel posto ci vanno i buffoni. Non accetto quattrini per andare a
giocare in una tana. Da Reiseman, certo. Da Schiller, no. Mi stai facendo
perdere il sonno. Addio.
Odile non gli permise di riaddormentarsi.
Coen  un assassino. Un assassino pagato dalla Citt di New
York. Appartiene a una banda di agenti investigativi scelti. Perseguitano
i poveri cristi, li investono con le macchine.
Sylvio tir fuori una borsa di pelle di sotto lo sgabello. Uno
sbirro che gioca a ping pong? Ragazza, eccomi.
La trascin verso la metropolitana, ma Odile si rifiutava di andare
sotto le gallerie; non aveva mai messo piede sulla metropolitana
in vita sua. Fece salire Sylvio su un taxi, chiuse la portiera. Lui
s'incup. Ragazza, l'aria aperta non mi piace. Le dette la borsa
da tenere; lei sent la forma di una racchetta. Sylvio si rintan in
un angolo, a testa bassa. Odile dovette dargli di gomito, quando
arrivarono. Sylvio si rifiut di passare per primo, e cos Odile lo precedette
nel seminterrato, con lui che le andava dietro, tenendosi
lontano dalla ringhiera. Lo choc dell'aria fetida, le luci distorte che
spiovevano dai muri (il locale di Schiller era noto per le sue zone
d'ombra), la disposizione irregolare dei tavoli (la maggior parte dei
quali con almeno una gamba zoppa), e gli occupanti di stanze singole
ammassati nella galleria disturbarono Odile, che si era abituata
all'atmosfera sommessa e ai giocatori gentiluomini del centro
polivalente. Invece, gli OSS piacquero a Sylvio, che non si era
aspettato di trovare tanti portorriquenos. Amici disse, parlando
volutamente in inglese la signora, qui,  stata lei a portarmi per il
vostro divo. Coen lo sbirro.
Gli OSS ridacchiarono, e Sylvio perse la speranza di influenzarli;
cerc a tentoni la borsa nella mano di Odile. Lei era gi a mezza
strada da Coen. L'aveva visto vestito di tutto punto in fondo alla
sala, con Schiller. Coen non tir su il didietro per lei. Schiller dovette
dargli una gomitata. Manfred, credo che la ragazza stia parlando
con te.
Odile sporse un fianco verso di lui, presentandosi di profilo, solo
che era in svantaggio, sotto la violenta luce irregolare.
Coen, scommetto cento dollari sul mio uomo. Dico che pu
farti il contropelo nel tuo stesso sport. Si chiama Sylvio Neruda.
Schiller sussurr a Coen: Manfred, non giocare con lui. Ti ruber
anche i lacci delle scarpe.  uno fatto cos. Quando ci sono in
ballo i quattrini, tira fuori i denti. Altrimenti la sua reputazione non
sarebbe arrivata fin qui.
Schiller, prestami cento dollari.
Coen si spogli nella stanza sul retro, mentre Schiller contava
le banconote da uno e da cinque che tirava fuori da una scatola di
ferro. Si sarebbe ribellato con pi forza, ma non se la sentiva di deludere
il poliziotto. Grid verso la stanza sul retro: Manfred, mando
a chiamare Arnold? Arnold ti porta fortuna.
No.
Coen emerse vestito da ping pong, con la fondina allacciata sui
calzoncini. Uno svitato, pens Sylvio, ma non gli dette la soddisfazione
di un sorriso. Sylvio aveva gi giocato con dei pazzi, e non
s'era fatto scrupoli nel prendere i loro soldi. Odile mise i suoi cento
dollari sotto il tavolo; rispettando la tradizione degli squali del
ping pong spiegatale da Vander, prima aveva appallottolato le banconote.
Nessun giocatore si sarebbe mosso, con i soldi piatti sul
pavimento. Le banconote appallottolate erano di buon auspicio;
inoltre, rendevano pi facile arraffare l'intera somma, in caso gli
sbirri avessero fatto irruzione nel locale. Schiller lasci cadere i cento
dollari di Coen in una tazza di latta, che fece scivolare fra le gambe
del tavolo, abbastanza sotto da non distrarre Coen e Sylvio. Poi
and a prendere le palline.
Ho una scatola di Nittaku. Sono nuove.
Ma lo squalo si rifiut di giocare con palle giapponesi. Troppo
pesanti. disse. Non sono controllabili. Si frug nelle tasche e
tir fuori due palline "Doubl Happiness"che venivano dalla Cina
ed erano difficili da trovare a Manhattan. Ci soffi sopra, facendole
roteare nelle mani. Per te va bene? chiese a Coen.
Tastale, Manfred disse Schiller. Potrebbero avere un lato
deformato e sfuggire al tuo controllo, mentre a lui darebbero maggior
velocit.
Coen non l'ascolt. Sylvio, dove hai la racchetta?
Lo squalo pot concedersi un sorriso; apr la chiusura lampo della
borsa e tir fuori la racchetta pi grassa che Coen avesse mai visto;
era una Butterfly dalla battuta superveloce, con cinque millimetri
di gomma e spugna sui due lati, pi di quelli permessi nelle partite
di torneo. A confronto, la Mark V di Coen era un'arma spuntata.
Manfred gemette Schiller ha una mazza, in mano. Non ce
la farai mai.
Sylvio, lancia la palla.
Batterono avanti e indietro per due minuti, con Sylvio che usava
i suoi tiri pi languidi, verificando i rovesci di Coen; come la
maggior parte degli squali, non rivelava mai il suo gioco prima della
partita; non voleva che Coen si abituasse ai rimbalzi della pallina
sulla sua racchetta. Sylvio preferiva la presa a "portapenna":
stringeva la Butterfly con tutto il palmo della mano sulla gomma,
in modo da poter giocare di dritto e di rovescio con lo stesso lato.
Coen era tipo da "stretta di mano"; con l'impugnatura stretta nel
palmo e un solo dito sulla gomma, quando passava dal dritto al rovescio
era costretto a girare la racchetta, rallentando la sua reazione
nei confronti della palla. Sylvio poteva stare attaccato al tavolo,
raccattando ogni tiro. Coen doveva giocare tenendosi pi indietro.
Ribattendo la pallina, Sylvio si spost verso Odile e le sussurr all'orecchio:
Ragazzina, non puoi perdere. Lo sbirro  un incapace.
Tornando al tavolo, disse: Coen, ci giochiamo i cento dollari
con la rivincita e la bella, okay?.
No rispose Coen. Ne facciamo una secca.
Sylvio strizz l'occhio a Odile.  un pagliaccio. Con una sola
partita non li vede neanche, i miei servizi. Gli passerebbero sotto
il naso. Indic Schiller. Perch dovrei derubare il suo vecchio amico?
Quanto vantaggio vuoi, Coen? Sei punti? Posso dartene anche
di pi.
Niente vantaggio.
Sylvio mise tutt'e due le mani sotto il tavolo; se voleva essere il
primo a battere, Coen doveva indovinare in che mano era la pallina.
Sinistra disse.
Sylvio tir su la destra con la palla. Coen, dov' finita la tua
fortuna?
Schiller scosse la testa. Accovacciato, con il sedere vicino al pavimento
e la racchetta alta, in modo che Coen non potesse determinare
la direzione del tiro, Sylvio batt cinque terribili servizi, uno
identico all'altro, contro la mano di Coen; da parte di Coen, la palla
non fu sfiorata n dal legno n dalla gomma; Coen non ebbe
meglio da offrire che le proprie dita. Ogni volta, la pallina rimbalz
fuori dal tavolo. Sylvio segn cinque punti.
Usando un semplice colpo di rovescio, Coen si aggiudic due
punti su cinque. Sylvio stacc per un attimo gli occhi dalla pallina
per guardare Odile, e sbagli, centrando quattro colpi su cinque.
Coen ricominci a prendere le palline sulle dita. Non riusciva a prevedere
le giravolte che Sylvio imprimeva ai suoi tiri. Il punteggio
arriv a dodici a tre.
Che ne dici di aggiungere altri cento dollari, Coen? disse
Sylvio.
Schiller, va'a prendere la tua cassetta dei soldi.
Sylvio lo fiss. Era uno scherzo. Non si cambia la puntata a met
di una partita.
Coen fece schizzare la pallina oltre Sylvio, poi segn due punti
su quattro, ribattendo i tiri tagliati di Sylvio con piccoli colpi secchi
e sorprendendo lo squalo. Sylvio si era aspettato che ormai crollasse.
Si massaggi il labbro con il bordo della Butterfly.
Coen, devi levarti la fondina e il distintivo. Mi fottono la concentrazione.
Schiller cominci a protestare. Dove sta scritto che non pu
portare la pistola? Hai firmato un contratto che lo sostiene?
Stronzate disse Sylvio. Questo tizio sta tentando di abbagliarmi
gli occhi. Perch, se no, si sarebbe messo dell'oro sul petto?
Odile era ancor pi infuriata di Sylvio. Malgrado il punteggio,
non riusciva a vedere nessuna reazione in Coen. Soffr vicino al tavolo.
Lo squalo le aveva rivelato qualcosa: non c'era modo di umiliare
Coen attraverso una racchetta da ping pong. Si eresse sulle scarpe
dalla suola spessa e dal tacco vertiginoso. Alta anche quando era
scalza, con quelle scarpe dominava tutti gli uomini attorno al tavolo,
e Schiller doveva mettersi in punta di piedi, se voleva rimanere in
comunicazione con lei. Coen si tolse fondina e distintivo.
Era un uomo senza niente da perdere. Sylvio poteva segnare
ventun punti di fila, e Coen avrebbe rinunciato senza batter ciglio
ai soldi nella tazza di latta. Non aveva padre e madre a cui provvedere;
il primo vice poteva magari metterlo a riposo, ma non portargli
via la pensione. Era Schiller a spostare la testa oltre le spalle
di Odile per sbirciare verso la porta. Coen non si scomponeva. Se
fosse arrivato il Cinese mentre era Schiller a tenere in grembo la
rivoltella, Coen si sarebbe protetto il torace con la racchetta e avrebbe
affrontato il Cinese faccia a faccia. Gli mancava la sensazione
del cuoio sul fianco, del movimento della fondina quando lui si
tendeva per un tiro, ma non poteva essere ferito dallo squalo di
Odile. Frust dall'alto i servizi tagliati di Sylvio, senza pi prendere
la pallina sulle dita. Ora la pallina batteva sulla gomma, e restava
sul tavolo. Coen cominci a prevedere le finte di Sylvio e a lavorare
sui difetti di stile dell'altro. La presa a portapenna dava a
Sylvio meno elasticit di Coen, perch stringendo la racchetta con
tutta la mano, Sylvio doveva battere entro un arco pi limitato, restando
vulnerabile agli angoli. E cos Coen impresse una forte angolazione
ai suoi tiri, lanciando la pallina verso i bordi del tavolo.
La palla  piatta disse Sylvio. Dev'essersi bucata.
Nove a sedici annunci Schiller, consegnando a Coen l'altra
pallina Doubl Happiness. Odile pens che non c'era nessun bisogno
che uno gnomo barbuto e in pantofole ripetesse il punteggio.
La partita era assurda. Sapendo di non poter pi contare sullo
squalo, decise di agire per conto suo. Scalci via le scarpe e si
sfil il vestito. Avrebbe costretto Coen a guardarla, l'avrebbe spinto
a notare la sua nudit, avrebbe rovinato i suoi tiri. Quel giorno
Odile non portava biancheria e Schiller, che aveva ammirato la curva
dei seni sotto l'abito di Bendel, rimase sorpreso nel vedere che
restavano identici anche ora che erano nudi. Uomo colto, uomo
ben educato, si vergogn dell'erezione che gli gonfi i calzoni. Quell'Odile
aveva i seni pi sodi del paese, pens, convinto. Era troppo
sconvolto per notare la setosit dei peli pubici. Coen era indaffarato
a battere la palla. Aveva visto cadere il vestito, ma non si sarebbe
mai distratto dai tiri per Odile. Gli OSS ululavano dalla galleria
di Schiller. Ehi, bella, mena il culetto. Facevano schioccare
la lingua, si mettevano a cavalcioni del muretto della galleria; sarebbero
andati oltre, ma non dimenticavano che il poliziotto aveva
una rivoltella in grembo a Schiller. Odile si rimise le scarpe, in
modo da irritare Coen da un livello pi alto.
La galleria strill: Bella, bella!.
Sylvio sent il chiasso andargli alla testa, mentre meditava sul
collasso della partita, anche se ancora batteva Coen per diciotto a
dodici. Si volt, not Odile con su solo le scarpe. Coen segn altri
tre punti. Sylvio strinse la Butterfly, con il pisello ritto nell'aria. Nessun
seno, nessun monte diVenere lo aveva mai destabilizzato tanto.
Quella di Sylvio non era una reazione sessuale (altre donne avevano
cercato di eccitarlo durante una partita, e non c'erano riuscite).
Era la natura lattiginosa della luce del circolo di Schiller a
turbarlo; lo squalo viveva un'allucinazione religiosa, una sorta di
epifania. Nuda sotto la luce opaca, con striature scure che le percorrevano
il petto come ferite, e il profilo punteggiato dalle ombre
proiettate dalla racchetta di Coen, per Sylvio la ragazza divent una
delle grandi martiri, santa Odile. Si sent le dita intorpidite, e perse
tutti i vantaggi della presa a portapenna; non riusc pi a raccattare
la pallina. Avrebbe potuto ugualmente battere Coen; perfino
in preda a una crisi, uno squalo era sempre meglio di uno sbirro.
Ma Odile stava raccattando il vestito. In lacrime, odiando
Sylvio, odiando Schiller, odiando Coen, cacci un braccio nella manica
del vestito di Bendel. Pass davanti alla galleria con una natica
fuori. Sylvio la segu, girando la testa verso Coen. Sbirro, torner.
Il prossimo mese, l rado il culo anche mentre lo tieni appiccicato
a una sedia. Giochi come una fica.
Lo squalo dimentic la borsa e le palline Doubl Happiness, e
Coen dovette tirargliele dietro. Coen non volle tenere i soldi. Distribuiscili
fra gli OSS, Emmanuel. Compra gelati e dolci. Bastano
per ingozzare l'intero fottuto albergo. Ma metti via qualche dollaro
per Arnold. Non aveva niente di cui godere; non riusciva a rallegrarsi
come Schiller per la ritirata di Sylvio. Schiller fece ballare i
soldi nella tazza di latta.
Manfred, ecco un altro figlio di buona donna che ci penser
due volte, prima di venire a romperci le palle. Non oser pi portare
la racchetta qui dentro.
Coen sentiva il bisogno di correre dietro a Odile, un bisogno
che soffoc; era venuta con lo squalo, poteva andarsene con lui. Si
chiese che patto avesse stretto con Sylvio. Contanti o prestazioni
personali? Il poliziotto stava diventando geloso. Odile gli piaceva,
malgrado la sua irascibilit. Aveva un'andatura di classe, sulle grosse
scarpe dalla suola spessa. Borbott fra s, quando Schiller si fu
allontanato. Odile, ti sei sbagliata. Sono io il vero professionista,
non Sylvio. Giocavo per quattrini su incarico di Zorro molto prima
che il ragazzo sapesse che cos' una racchetta. Manfred Coen della
scuola di ping pong di Loch Sheldrake. Ero un campione, con la
racchetta di carta smerigliata.
Odile sal le scale con la faccia in fiamme. Si rifiutava di guardare
lo squalo. Aveva il bordo della gonna mezzo su e mezzo gi.
Era uscita dal seminterrato solo parzialmente vestita; non riusciva
a cacciare un braccio in una manica. Glielo guid Sylvio, che sent
la delicatezza delle sue ossa.
Non toccarmi disse lei. Gli mise in mano cento dollari. Ora
ti ho pagato. Sparisci.
Sylvio si tenne due passi dietro Odile, regolando il passo sul
suo. Le pupille gli si erano ristrette, e Odile riusciva a vedere solo
il bianco degli occhi. Le ricord i tossici che si bucavano nel vicolo
davanti al Dwarf, con le facce di un grigio esangue e privi di veri
e propri occhi; tanto Sylvio si era deteriorato dopo aver sfidato
Coen. Ti ho dato anche i soldi per il taxi disse Odile. Vattene.
Sylvio rest indietro di un altro passo. Odile ferm un taxi per s
e gli chiuse in faccia la portiera. Mentre andava gi per Columbus
Avenue, cambi idea. Disse al tassista di fare il giro dell'isolato; il
tassametro divor trenta centesimi per trovare Sylvio. Sali disse
Odile.
Lui si accasci sul sedile, le ginocchia pi in alto della testa. Non
osava sfiorare Odile. Freg la schiena contro il sedile, cercando una
posizione pi comoda.
Di solito, mio zio sceglie quelli che vincono disse Odile. Bello
squalo, sei.
Ragazza, sono sfinito. Sai che cosa significa giocare contro un
morto? Ho contato le volte che ha battuto le palpebre. Due durante
trenta tiri. Non  umano. Un umano, potrei distruggerlo.
Chiedi in giro. Chiedi quando  stata l'ultima volta che Sylvio Neruda
ha lasciato i quattrini sotto il tavolo.
Sta' zitto disse Odile, e cos lui rimase con le braccia incrociate
fino a Christopher Street. Lei non lo fece scendere senza prima
abbracciarlo. Gli lecc i denti con la punta della lingua. Perfino
il tassista si insospett. Non avrebbe mai pensato che sul suo
taxi ci si potesse dare un bacio come quello.
Mi dispiace alit Odile nell'orecchio di Sylvio. A lui piacque
il calore delle sue labbra in movimento.  gelido, Coen. Gelido. 
stato un pezzo di merda chiamato Isaac a farlo diventare cos.
Lo squalo barcoll dentro il centro polivalente. Star seduto vicino
a Odile doveva avergli bloccato un ginocchio. Come si possono
valutare gli effetti del bacio di una santa? La ragazza aveva la
lingua avida, su questo non c'erano dubbi. Gli aveva tolto la forza
dalle gambe, santa Odile. Non avrebbe mai pi accettato incarichi
da una donna. Di malumore, raggiunse la sala del ping pong, lo
sguardo lontano dai giocatori, grato per la pulita eleganza della luce
fluorescente.

 Capitolo 14.

Proprio mentre Coen stava andando da Pap, se non altro per avvertirlo
che qualcuno pedinava Jeronimo, o per sgridarlo per i quattrini
che dava di nascosto a Sheb, o magari per accusarlo di aver
barato con le finanze di suo padre, Pap and da lui. Non appena
vide sotto la scala antincendio una testa grossa come un cocomero,
Coen cap di essere circondato dalla trib Guzmann. La testa
era di Jorge, che stava mangiando un pezzo di marzapane. Il ragazzo
era incapace di leggere i cartelli stradali, ma Pap aveva bisogno
di un guardaspalle. Jorge era capace di cavare un occhio con
un dito, di saltare sulla schiena di un uomo per azzannargli il collo,
o di afferrarlo per i testicoli, o di sbudellarlo con un coltello da
cucina. Pap non sarebbe uscito dal Bronx se non si fosse trattato
di una cosa seria. E cos, Coen non si attard sulla soglia. Fece entrare
Pap nel soggiorno, mentre Jorge restava in strada a studiare
le facce nel perimetro del suo campo visivo. Jorge doveva fischiare,
se vedeva un poliziotto in borghese o qualche tirapiedi di Isaac.
Teneva il marzapane contro la bocca. Aveva le unghie di un bel rosa,
grazie al numero di bicchieri di latte al cacao che beveva.
Coen chiese a Pap se voleva rosolio di pesca o lo spuntino del
Bronx fatto di sciroppo di ciliegia al selz e bastoncini di pretzel.
Pap rifiut tutto. Aveva baciato meccanicamente Coen e si era seduto
in una poltrona d'angolo. Era vestito con gli abiti che portava
in negozio, una vecchia giacca di tela con macchie di sciroppo
sulle maniche. Di tanto in tanto, tossiva contro l'imbottitura delle
spalle della giacca. Odiava la passione degli americani per l'igiene.
Quando non poteva allontanarsi dal bancone, lui si pisciava sulle
scarpe. Non avrebbe mai permesso ai suoi figli di lavarsi pi di una
volta alla settimana. Lasciava gli scarafaggi liberi di nuotare nei suoi
bidoni di sciroppo. E nessuno era mai morto per aver mangiato un
dolce nel suo negozio. Non riusciva a inghiottire la roba magra e
omogeneizzata che usciva dai caseifici del Bronx e che non lasciava
neanche uno sbaffo bianco sulla bocca. Pap bevve panna dalla
lattina che aveva portato con s. Quel giorno aveva gli occhi gonfi,
e dovette pizzicarsi le guance per calmare gli spasmi dei muscoli
facciali. Coen non riusciva a credere che avesse in mente il denaro
o il rendimento delle scommesse.
Manfred, voglio che Jeronimo sia al sicuro. Va'dal tuo Capo...
digli che Pap  disposto a rinunciare a cinque dei suoi esattori e
alla sala scommesse di Minford Place, se lui promette di non toccare
il ragazzo.
Pap, l'ho gi detto a Csar. Non lavoro per Isaac. Ormai faccio
il galoppino. Pap, da quando Isaac si  dimesso, mi spediscono
in tutti i quartieri tranne che in uno. Non mi permettono di acciuffare
assassini nel Bronx. Perch? Perch potrei pestare i piedi a
Isaac e impedirgli di tenere d'occhio il tuo negozio di dolciumi.
Manfred, quello mi ha procurato solo mal di pancia. Doveva
rivoltarsi le tasche, se voleva trovare qualche moneta. Isaac viveva
di torte. Sputavo in ogni dolce che gli servivo. Avrei potuto portarlo
alla fattoria chiuso in una cesta e riempirgli la bocca di terra, ma
siamo negli Stati Uniti. Non si pu far scomparire un agente importante
come Isaac e sperare di farla franca. I poliziotti lo piangerebbero
per tutta Boston Road.
Pap, perch Jeronimo  tornato dal Messico? Avresti dovuto
lasciarlo con Mordecai.
Il ragazzo si sentiva solo. Non riusciva ad abituarsi ai semafori
messicani. Un cugino non  un parente abbastanza stretto. Quanto
sarebbe sopravvissuto, senza vedere la faccia di suo fratello?
Se non avessi aperto la tua agenzia matrimoniale, forse Isaac
ti avrebbe lasciato in pace.
L'agenzia  di Csar, non mia.
Ti prego! Csar non si sarebbe trasferito a Manhattan senza il
tuo consenso. E non credo che sia Mordecai il rabbino di Cesar. Pap,
hai dato tu l'okay al contrabbando di spose. Ma Isaac dovr starsene
buono per un po'. Quelli della Quarta divisione hanno preso il
maniaco del rossetto, e Isaac non pu pi fare scherzi a Jeronimo.
Trover qualcos'altro. C' sempre un maniaco libero, in giro.
E Pap rimase seduto con le mani sotto il mento, una vecchia
abitudine dei tempi del Per, quando doveva aspettare ore, al mercato
di San Jeronimo, prima che passasse un commerciante con le
tasche abbastanza piene perch valesse la pena di alleggerirle. Aveva
voluto bene a Coen bambino, gli aveva aperto la fattoria e il negozio,
l'aveva tenuto insieme ai suoi figli, ma sospettava dell'uomo.
Impossibile trafficare con Isaac per dodici anni e uscirne indenni.
E cos, si fidava di Coen solo parzialmente. Qualunque cosa
Coen fosse capace di fare a lui e a Cesar, Pap era convinto che
non avrebbe mai consegnato Jeronimo a Isaac.
Manfred, potrei offrirgli dei quattrini. Potrei sistemarlo nel
Bronx del sud sotto falso nome. Abraham. Nessun ispettore di polizia
avrebbe tanto fiuto da trovarlo.
Pap, non  cos che si tratta con Isaac. La cosa migliore sarebbe
legare Jeronimo dentro il negozio di dolciumi, o assegnargli
dieci isolati di Boston Road dove riscuotere, ma tenendogli sempre
Jorge e Alejandro attaccati ai calzoni.
Ho gi avuto a che fare con poliziotti di quel tipo, Manfred.
Sono capaci di rapire Alejandro. O di procurare a Jorge un mal di
testa permanente a forza di colpirlo con gli sfollagente. O di investire
Jeronimo con la macchina. Sono superstizioso, Manfred. Non
voglio che nessuno dei miei ragazzi muoia prima di me.
Anch'io sono superstizioso. Quando andai in Germania non
lo sapevo che mio padre e mia madre avrebbero cacciato la testa
nel forno.
Pap stacc le mani dal mento e le port alla faccia.
Perch hai messo in croce Albert per i quattrini? Pap, non
avresti potuto aspettare fino al mio ritorno?
Chi ti ha fischiato queste puttanate nell'orecchio? Hai corrotto
tuo zio con tavolette di cioccolata?
No. Isaac l'ha detto a Pimloe, e Pimloe a me. Pensava che se
l'avessi saputo, sarei stato felice di fare la spia su Csar.
Fottuti grid Pap, e si cacci le mani in tasca. Messo in croce
tuo padre, dici. L'ho tenuto in vita. Non avrebbe potuto nutrire
un pulcino, con le uova che vendeva. I miei cugini venuti dal Per
dovevano mangiare quattro uova al giorno perch io volevo aiutare
i Coen. Non ti addolcir la verit, Manfred. Mi occupo di scommesse,
non di carit.Tuo padre, tua madre e tuo zio Sheb mi facevano
piccoli favori. Nascondevo alcuni dei miei libri contabili nelle
loro casse di uova. Affidavo qualche lavoretto a tuo zio perch non
perdesse il rispetto di se stesso. Misi a loro disposizione una casetta
a Loch Sheldrake, ma tua madre aveva la puzza sotto il naso.
Non voleva che tuo padre venisse contaminato da me o dai miei
ragazzi. Era una donna piena di personalit, quella Jessica. Mi piaceva
averla alla fattoria. Disse a tuo padre che la molestavo. Manfred,
giuro sulla testa di Jeronimo che non feci altro che toccarle un
ginocchio una volta sola. Avrebbe dovuto passeggiare per il mio
frutteto con pi vestiti addosso.
Questo non spiega ancora perch preferirono il gas.
Tuo padre vendeva meno uova di mese in mese. Avrei potuto
rimpinzare un esercito, con le uova che gli compravo. Non potevo
mantenerlo per sempre.
Allora avresti dovuto farlo fallire prima che io andassi sotto le
armi. Come avrei potuto aiutare Albert dalla Germania?
L'avevano nella testa da molto tempo, l'idea di morire. Tuo padre
era troppo debole. In Boston Road non si pu sopravvivere con
una dieta come la sua. I Coen sarebbero stati molto meglio, se avessero
mangiato carne invece di verdura.
Spiegami una cosa, Pap. Come mai da tanti anni Sheb incassa
premi da te?
Pap si accigli, sulla poltrona di Coen. Quali premi?
Due dollari al mese, consegnati da Jeronimo.
Manfred, non punzecchiarmi troppo. Ho ancora del sangue,
nelle mie vecchie vene. Dopo aver preparato il forno per Albert,
tuo zio and fuori di testa. Jorge lo trov che rideva e urlava sulla
scala antincendio, allagato di piscio. Csar sal fino a lui per tentare
di riportarlo gi. Ma Sheb accettava solo Jeronimo. Allora il piccolo
and lass e lo prese per la mano. Solo cos riuscimmo a portarlo
nel mio negozio. I ragazzi gli lavarono la pip. Sheb dorm con
Jeronimo e mangi dal piatto di Jeronimo. E io gli assegnai una paga
settimanale come quella del piccolo. Due dollari al mese. Gli
prestammo la giacca di Jorge per il funerale.
Pap, qualcuno avrebbe dovuto pensare di invitare anche me.
Avevo il diritto di buttare una manciata di terra sulla bara di mio
padre.
Csar scrisse all'Esercito, ma nessuno rispose.
Coen perse la voglia di scavare. Non poteva cambiare la testa
di Pap, costringerlo a guardare i Coen con occhi diversi dai
Guzmann. E cos si appoggi al muro. Pap si alz. La preoccupazione
per Jeronimo gli contraeva l'occhio sinistro. Aveva pi capelli
grigi lunghi sul collo di quanto Coen riuscisse a ricordare, e le mani
deformate da tutti gli sciroppi che avevano preparato. Il bacio
che dette a Coen fu migliore, questa volta.
Manfred, sta'attento. Non mettere pi le mani addosso al Cinese
di Csar. Il Cinese va in giro facendo il tuo nome.
Coen guard i Guzmann dalla finestra. Pap non poteva muoversi
come Jorge. Aveva l'andatura irrigidita dalle diciassette ore al
giorno che passava dietro il banco. Infil la mano nella tasca di Jorge
e si lasci guidare dall'altra parte della strada. La sua schiena non
riusciva a scaldarsi, a Manhattan. Jorge era affamato, e cos mangiarono
minestra d'orzo al ristorante vegetariano, prima che l'uomo
di Csar li riportasse al negozio di dolciumi. Pap non riusciva
a sentirsi lo stomaco pieno, senza carne di manzo o di maiale. Ma
Jorge sembrava soddisfatto. Rutt dietro la mano, nella macchina
dell'esattore. A Pap non piaceva pensare ai morti. I vivi gli davano
gi fin troppo da fare. Ma la moglie di Albert aveva ancora il potere
di tenerlo sulla corda. Non erano stati i suoi capezzoli a turbarlo.
Avrebbe potuto elencare su un foglio delle scommesse almeno
cento capezzoli pi belli di quelli di Jessica Coen. Ma non era mai
riuscito a penetrare nel suo sorriso. Pap aveva compatito Albert,
voluto bene a Manfred. Jessica l'aveva turbato. Gli aveva fatto venire
la pelle d'oca sulle braccia. Invece di sistemare le banconote da
venti dollari nei camini della fattoria, lui se ne stava a guardare Jessica
da dietro un albero, la faccia rigida sotto il sole, mentre i ragazzi
correvano nel frutteto con gli scarponi da campagna. Niente poteva
scomporre Jessica, n togliere sicurezza al suo sorriso storto. Si
aspettava che tutti e sei i Guzmann pagassero per l'inettitudine di
Albert, per la sua incapacit di mantenere la famiglia?
Pap non aveva avuto un gran debole per le donne. Per abitudine,
aveva cambiato querida non appena lei finiva la gravidanza.
Le sue donne gli facevano un figlio e poi si trasferivano in un altro
pueblo. Per Pap, la consapevolezza che ognuno dei suoi ragazzi
avesse una madre diversa era ragione d'orgoglio. Dalle mujeres si
aspettava solo la fertilit e non tollerava altro. La madre di Alejandro
era una gran bellezza con undici dita dei piedi. Quella diTopal
una troia di strada. Quella di Jorge aveva tanti piccoli nei sul culo
e sapeva preparare un'ottima zuppa di pesce. Pap avrebbe potuto
stare con lei un po'pi a lungo, se non fosse stata gelosa dei ragazzi
pi grandi. La madre di Csar era una mestiza dai fianchi stretti.
Pap non riusciva a ricordare quella di Jeronimo. Tutte le
mujeres avevano accettato il folle calendario di Pap. Dall'epoca del Portogallo,
quando avevano dovuto portare avanti le attivit dei marrani
da una cantina sotto i piedi della Guardia Civil, i Guzmann
celebravano il Natale a luglio e la Pascua (la Pasqua dei marrani) in
autunno. Le mujeres pregavano Mos, Abramo, Giovanni Battista
e Giuseppe d'Egitto. Negavano il valore della Santa Vergine (nessun
Guzmann avrebbe mai pregato una donna), cuocevano il maiale
dei marrani in olio bollente, lavavano i genitali ai ragazzi di Pap.
Pap le licenziava comunque, una dopo l'altra. Eppure non riusciva
a liberarsi di quell'altra mujer. Sciacquava un bicchiere, grattava
via i resti di un banana split, e nel lavandino vedeva un capezzolo.
Alla fattoria non andava meglio. Se restava seduto a lungo nel suo
frutteto senza avere accanto uno dei ragazzi, sentiva l'odore di Jessica
vicino al campo di fragole.
In macchina, Jorge si addorment. Quando l'esattore l'ebbe portato
sul ponte della Terza Avenue, l'umore di Pap cambi. L'acqua
aveva un odore diverso, dalla parte del Bronx. La schiena gli si
scald. Ora poteva stuzzicarsi il cervello senza restarne terrorizzato.
Aveva imparato a giocare a "cordina" con gli altri ragazzi marrani
nei mercati delle pulci del Perno. Nessun limueno riusciva a dar
vita a un pezzo di corda come i marrani, che avevano passato la vita
a legare e slegare le loro merci. Se un ragazzo non aveva intuito
nelle dita e non riusciva a districarsi nelle complesse
costellazioni del gioco, e si trovava con le mani impigliate mentre tentava
di superare "le forbici" o "il re", ci pensava Pap, che allora veniva
chiamato Moiss, a liberargliele, effettuando una sorta di operazione
chirurgica sulla corda. I suoi figli non erano mai riusciti a capire
bene il gioco. La capacit di Jeronimo finiva dopo la "piazza
rosa". Csar aveva le dita ma non la pazienza. Jorge, Topal e Alejandro
fallivano alla prima costellazione. Non riuscivano neanche a
sistemare la corda. I norteamericanos avevano i loro giochi. Nessuno
degli agricoltori sul lago o dei bottegai di Boston Road era mai
riuscito a giocare a cordina con lui, nessuno tranne Jessica Coen.
Chi aveva benedetto le sue dita? Pap non era mai riuscito a batterla,
con le sue costellazioni. Lei girava la corda con i pollici piegati
verso l'interno e sceglieva i serpenti di Pap. Era uno strano
modo di fare l'amore. Quattro mani in un nido di corda. Quante
volte Pap le aveva guardato i seni mentre passava dal "diamante"
alla "piazza rosa"? Quante volte aveva stretto per un secondo quelle
coppe fra le mani, mentre lei gli stava davanti a tirargli via una
costellazione dalle dita? Jessica non approvava n disapprovava le
carezze di Pap. E lui la vedeva solo scoprire i denti e dilatare gli
occhi. Jessica si portava sempre dietro il figlio. Manfred era concentrato
sulle mani dentro o fuori dalla corda? Perch Manfred sapeva
fare "la farfalla" quasi bene quanto Pap.
I suoi ragazzi avevano qualit fuori dall'ordinario. Jorge si svegli
di scatto a un isolato dal negozio di dolciumi. Gli sgabelli erano
tutti occupati. Le ragazze aspettavano il gelato. Le loro facce tirate
e l'espressione aggressiva gli dissero che faceva meglio a non
perdere tempo con il riscossore. E cos, con una manata sul cofano
rimand la macchina al ristorante vegetariano. E mise le coppe
davanti alle ragazze, stordendole con il profumo della cioccolata,
prima ancora che Jorge facesse in tempo a entrare.
Isaac, Isaac il Cazzone.
DeFalco, Rosenheim e Brown, stretti nei giubbotti antiproiettile,
ce l'avevano con il vecchio capo di Coen; non riuscivano a capire
perch il loro comandante li avesse assegnati a Isaac. Brown e
Rosenheim portavano fucili antisommossa. Il fucile a pompa imbracciato
da DeFalco apparteneva a Coen. DeFalco aveva forzato la
serratura dell'armadietto di Coen usando una semplice pinza, ma si
era rifiutato di portarsi dietro anche la borsa della spesa.
Perch Isaac non si fa scarrozzare dalle macchine della squadra
spioni? abbai DeFalco; nessuno di loro era stato contento di
armarsi di fucile per Isaac.
Forse Isaac lo sa, che razza di lavoro di merda fanno tutti quei
coglioni dagli occhi blu disse Brown. E vuole una squadra decente.
Stronzate rispose Rosenheim, che era pi furbo degli altri due.
Dev'essere un'azione sotto copertura. Isaac non pu farsi vedere
in giro con gli uomini del primo vice.
Salutarono il loro capo alzando i fucili e marciarono gi per le
scale; davanti al loro ufficio camminarono con le spalle sensibilmente
erette. Al pianterreno, territorio degli agenti in divisa, le raddrizzarono
ancora di pi; disprezzavano tutti quei tirapiedi in uniforme azzurra.
Brown si ferm al centralino a infastidire la portorriquena.
Isobel; nell'ultima settimana lei era stata sfuggente e si era rifiutata di
sdraiarsi contro la sua patta nella stanza degli armadietti.
Isobel, stiamo andando a sparare contro Fucile Coen. Se la fa
con Csar Guzmann... sai, l'ebreo negro, e se li becchiamo insieme,
per un po'sar il loro ultimo abbraccio.
Isobel non rispose. Era preoccupata per Coen, e non poteva soddisfare
Brown con l'israelita in testa.
Oh, mamma biascic Brown, roteando gli occhi al ricordo delle
tette di Isobel e del calore della sua saliva. L'avrebbe sbattuta sulla
scrivania, se Rosenheim non l'avesse preso per il gomito, spingendolo
via. I tre tori uscirono dal Distretto.
Dov' Arnold? rise DeFalco, guardando i gradini deserti.
Dov' quel fetente?
Storpio, fottuto e ingrato disse Brown. E noi che gli gettavamo
una moneta per ogni caff che ci portava! Mi piacerebbe pisciargli
sulla scarpa deforme.
 vero si lament fra s Rosenheim. Avevo movimenti viscerali
meno violenti, quando c'era il Chicano.
DeFalco si rimise ad abbaiare. Colpa di Isaac.  lui il padrone
dei portoricani. Non ha forse reclutato Arnold per Coen? Quante
spie pensate che gestisse? Pi di un centinaio, lo giuro.
Stronzate disse Rosenheim. Ad andar bene aveva una decina
di tizi che lavoravano per lui, tutti poveri cristi. Notarono Isaac
seduto nella loro Ford.
DeFalco strinse il calcio del fucile a pompa di Coen; sent le imperfezioni
del legno. Il cazzone ci aspetta.
E tu lascialo aspettare rispose DeFalco. Vicino alla macchina,
aveva smesso di abbaiare. I tori in giubbotto antiproiettile sfoderarono
l'educazione. Digrignarono i denti esibendo sorrisi di gomma.
Speravano che Isaac li adottasse; nessun poliziotto era temuto
quanto gli angeli di Isaac.
Si ammassarono sul sedile anteriore, con Isaac che li guardava
male da quello posteriore. Nessuno di loro aveva fatto cenno a sedersi
con il Capo. Ma Rosenheim e DeFalco si trasferirono di dietro,
quando videro che Isaac stava per scendere dalla macchina.
Non volevano rischiare di indispettirlo. Senza farsi vedere, DeFalco
dette di gomito a Rosenheim. Si sorrisero. Doveva vedersela
Brown, con Isaac. Speravano che riuscisse a cavarsela. Brown si
sent formicolare la nuca. Non riusciva a guidare senza ordini. Dove
andiamo, Isaac?
Molla il freno a mano rispose Isaac. Sento odore di gomma
bruciata. Poi si rilass leggermente. Da Bummy. Andiamo da
Bummy.
Lo facciamo fuori, Isaac? chiese DeFalco. Era nervoso. Dagli
uomini del Primo dipartimento ci si aspettava che avessero il grilletto
facile.
No. Cerco il Cinese.
DeFalco abbozz un sorriso storto. Posso spezzargli una gamba,
Isaac? Aveva sottovalutato il Capo; caduto in disgrazia o no,
Isaac era genio puro, il prediletto dell'ispettore capo.
Devo solo stargli addosso disse Isaac. Lo seguiremo. E vedremo
dove atterra.
Potrebbe incontrarsi con Zorro da qualche parte fra la Settantesima
e l'Ottantesima disse Rosenheim, anticipando il Capo.
Brown non era convinto. Isaac non si comportava come uno che
avesse rinunciato a tutte le sue glorie. Certi agenti investigativi del
Bronx gli avevano detto che Isaac era diventato troppo grasso, nel
negozio di dolciumi dei Guzmann, che Pap l'aveva segnato per la
vita. Dov'erano i segnali? La sua giacca non era sciatta. Le famose
basette gli ammantavano solo parte delle orecchie. Erano Brown e
i suoi soci, gli sciatti. Non avevano il gusto di Isaac per gli abiti ben
tagliati. Erano solo agenti investigativi dai pugni pesanti. Nessuno
di loro poteva tener testa a Isaac.
Dov' Coen? borbott Brown, con il pensiero che andava oltre:
come mai il suo ragazzo prodigio non  con lui?
Coen dorme disse DeFalco per Isaac. Ma Brown non rest
soddisfatto dalla risposta. Il Capo non voleva compromettersi. Forse
Coen si era messo con i Guzmann al posto di Isaac, fu costretto
a teorizzare Brown. Quella spedizione di fucili non aveva senso.
Perch tanta potenza di fuoco per un unico cinese puzzolente?
Brown avrebbe potuto distruggerlo con le sole mani. Si premette
un dito contro la guancia.
Isaac, sei sicuro che Chino sia in centro?
Fu di nuovo DeFalco a rispondere. Conosco tutte le mosse di
quel bandito. Dopo un po'si sente solo, nel Bowery. E scappa.
Brown posteggi di fronte al Bummy. DeFalco e Brown fecero
per avviarsi verso il locale. Isaac non si mosse. Fermi disse.
La situazione rendeva perplesso Rosenheim. Non gli dispiaceva
fare da castigamatti per il primo vice, ma con Isaac non capiva che
mosse fare. Capo, non hai bisogno di un uomo in avanscoperta,
di qualcuno sul posto, che possa attirare il Cinese fuori dal bar?
Non chiamarmi Capo disse Isaac.
Rosenheim spost il fucile antisommossa sull'altra coscia. Cosa?
Non intendeva accettare rimproveri da un ispettore in disgrazia,
uno che andava a pregare la Omicidi di prestargli i suoi fucili
perch non poteva farsi vedere con la sua squadra di angeli.
Non sono il tuo Capo, e il Cinese non  l dentro.
Rosenheim non fece marcia indietro.Vaffanculo il Distretto.Vaffanculo
Isaac. Vaffanculo Coen. Ne siamo proprio sicuri, ispettore
Isaac? Siamo sicuri che il Cinese non stia mangiando le costolette
di Bummy?
DeFalco si sedette sul fucile del collega; voleva evitare rese dei
conti nella macchina. Isaac, vuoi dire che hai parlato con Bummy?
Che fra i clienti del bar manca un cinese?
Appunto.
DeFalco si pent di non essere stato pi tollerante con la borsa
della spesa di Coen; ora avrebbe potuto usarla per coprirsi la faccia
mentre schiacciava un sonnellino. Svegliatemi, quando spunta
il Cinese.
Il Cinese era tre porte pi in l, a gustare crema al caff in una
pasticceria rumena. Sotto la parrucca, aveva la testa dolorante per
l'assenza di Odile. Dopo la terza cucchiaiata, cominci a ruttare.
Sput la crema scura sul banco dei rumeni. Ansel, chi ti ha detto
che eri capace di fare la crema? Strizz gli occhi. La chiami crema
al caff, questa? Pap s che  capace di fare la crema. Tu fai merda.
Dovresti prendere lezioni dai Guzmann, te lo dico io.
L'uomo dietro al banco pul con uno straccio la crema sputata
dal Cinese. Mi dispiace, signor Reyes.  colpa dello sciroppo. Ci
mettono dentro aromi sintetici. Colorano la crema, s, ma non riescono
a dare sapore di caff.
Il Cinese rub qualche halvah dal banco e li divor in un solo
boccone. Stantii. La pasticceria era zeppa di roba stantia. Ammazzare
Ansel non gli avrebbe dato nessuna soddisfazione. Era un altro,
l'ebreo che voleva ammazzare. Coen. Ma non aveva gli arnesi
adatti. Il mercato si era prosciugato. Se avesse saputo che in quel
periodo ci sarebbe stata carenza di sputafuoco, ne avrebbe messa
qualcuna da parte. Poteva procurarsi bombe, chiavi inglesi, punteruoli
per il ghiaccio, ma niente Colt. Era l'uomo grilletto di Zorro,
una pistola senza proiettili. Addio, Ansel.
Usc dal negozio adottando il suo incedere da cinese, l'andatura
a gambe leggermente piegate che aveva sviluppato dodici anni
prima in Mulberry Street, quando andava a caccia di sicilianos di
settima generazione, con due sputafuoco agganciate alle bretelle.
Era l'ora della cornida da Bummy: un grosso bicchiere con caff,
zucchero, whiskey e panna montata. DeFalco, Rosenheim e Brown
risero delle ginocchia piegate e delle altre stranezze dell'andatura
del Cinese. La parrucca non li ingann. Riconoscevano il Cinese
non appena metteva piede in strada. Ora erano intimiditi dalla presenza
di Isaac; apprezzavano la dura genialit della sua tecnica.
Isaac disse DeFalco come hai fatto a indovinare i suoi tempi?
Li hai previsti spaccando il secondo.
Brown accarezz la canna del fucile. Isaac, gliene mollo una
nell'orecchio? La pallottola gli raddrizzer la curva del culo.
Isaac non reag alla loro contentezza. Lo aspetteremo. Non ci
metter molto.
Il Cinese salut il barista italiano di Bummy alzando due dita,
come si usava a SoHo. Incapace di penetrare la gelida superficie
del Nord America, il Cinese si considerava un vero siciliano di Mulberry
Street. Se avesse avuto una vita meno attiva (le pistole non
venivano costruite per sparare verbi stranieri), sarebbe stato un poliglotta
migliore. Oltre allo spagnolo, l'italiano, l'inglese di Manhattan
e il cinese cubano, era capace di biascicare frasi in yiddish e
francese creolo (una delle lingue natali di suo padre). Le sue lealt
erano singolari; non rispettava altra festa all'infuori di quella di san
Gennaro, che arrivava a lambire la parte nord di Chinatown, nutrendola
di salsicce e ricotta.
A uno dei tavoli di Bummy dormiva un capitano del Distretto
che il Cinese conosceva bene. Chino non dovette attutire i passi:
sveglio o addormentato, il capitano accettava i suoi capelli rossi.
Finch il bandito non operava nel suo distretto, non avrebbe mai
collaborato con una squadra di agenti investigativi del centro per
acciuffare Chino nel locale di Bummy. I bei ragazzi della Squadra
omicidi potevano farsele da soli, le loro operazioni. Il capitano dormiva
meglio, con la pistola sul tavolo, altrimenti la pancia interferiva
con il suo sonno: la fondina della Police Special gli fregava contro
la vescica o l'inguine tutte le volte che russava pi forte.
Da quando era andato a Citt del Messico, Chino non era pi
stato tanto vicino a una sputafuoco. Immagin la faccia che avrebbe
fatto Coen a vedersi puntare addosso il ferro di un capitano di
polizia. La faccia dell'ebreo si sarebbe coperta di macchie color piscio.
O Coen lo supplicava di scusarlo, o lui gli faceva saltare le dita.
Il Cinese doveva prendere in considerazione l'idea di perdonarlo
perch un tempo l'ebreo era amico di Zorro. Eppure, il Cinese
prese tempo, vicino al tavolo, soppesando le alternative. Se
rubava la rivoltella, Bummy l'avrebbe esiliato per sempre dal suo
locale. Allo stesso tempo, se non puniva Coen entro la fine della
settimana, avrebbe dovuto ammettere che un polacco, un ebreo
biondo, poteva mettergli le mani addosso. Il Cinese spost il peso
del corpo su un piede. Cominciava gi a sentirsi le caviglie intorpidite.
La rivoltella scivol fuori dalla fondina con un semplice fruscio
del cuoio e un gemito delicato. Il capitano fece schioccare la
lingua.
DeFalco cronometr l'assenza del Cinese; sei minuti e undici
secondi. Brown ingran la prima. Isaac lo blocc. No, lasciagli
mezzo isolato di distanza. Cos vicini ci individua. Le Ford verdi
puzzano di polizia.
Isaac disse DeFalco come hai fatto a indovinare che sarebbe
uscito cos presto?
Brown scosse la testa. Ha gli spilli nel culo, quel Cinese. Non
riesce a stare fermo in un posto. E Isaac lo sa. Rosenheim si sistem
nella macchina, rassegnato; sarebbe andato ovunque il Cinese lo
portava, ma non si sarebbe unito a nessun festeggiamento per Isaac.

 Capitolo 15.

Coen aspettava Isaac. Cerc d'immaginare la strada che il suo Capo
avrebbe fatto. Isaac andava matto per le scale antincendio. Quando
voleva far visita a Coen di sorpresa, passava dalla finestra, indossando
sciarpa e guanti per proteggersi dalle correnti d'aria del
vicolo di Coen. Nelle occasioni formali lasciava un messaggio da
Schiller o spediva il suo autista (Brodsky, naturalmente) a fare il giro
dell'isolato finch Coen riconosceva la macchina. Isaac non telefonava
mai. Non poteva essere sicuro di chi altro fosse inserito sulla
linea di Coen. Coen era sicuro che Isaac non avrebbe fatto un'entrata
da due soldi. Isaac non aveva i gusti pacchiani di Pimloe. Non
avrebbe mai incontrato Coen in un supermarket, con sacchetti d'uva
fra loro. Sarebbe stato nella stanza di Arnold o al circolo di ping
pong. Isaac nutriva un certo affetto per il Chicano. Era stato lui a
portarlo per la prima volta al Distretto, a trasformarlo in informatore
e servo leale.Tutte le fonti d'informazione di Coen, borsaioli pentiti,
gorilla disoccupati, ruffiani di poco conto, erano arrivati attraverso
Isaac. Coen sarebbe rimasto all'asciutto, senza il Capo.
Isaac non spunt. Coen s'infil i calzoni e scese in strada. La signora
Dalkey era seduta sui gradini con Rickie, il suo cane dalmata.
Coen non riusc ad aggirare le ginocchia della Vedova e il grosso muso
del cane. Compiaciuta per avere fatto acciuffare il maniaco del
rossetto, la Dalkey non degn Coen di uno sguardo. Non sapeva che
farsene dei poliziotti che proteggevano gli avvelenatori di animali ed
erano amici dei portoricani dell'albergo dei poveri. E cos
Coen scavalc le sue ginocchia e il doppio mento di Rickie. La Dalkey borbott.
Coen chiese scusa. Non voleva farsi nemica la responsabile
dell'isolato, altrimenti i suoi vicini l'avrebbero evitato e lui sarebbe
stato costretto ad andare a dormire in qualche garage.
Bella serata, vero, signora Dalkey? E come sta il cagnetto?
Lei gratt le orecchie di Rickie con la punta di una chiave, e
Coen s'incammin. I fruttivendoli gli indicarono i meloni, primizie
di stagione. I camerieri del ristorante cubano bussarono alle vetrine
per salutarlo. Coen scans la cacca di cane e sorrise ai camerieri.
Moriva dalla voglia di un caff cubano, ma non l'avrebbe bevuto
senza Arnold. I giovani gay indossavano gli abiti estivi (era
solo il cinque di maggio), magliette scollate che scoprivano l'incavo
fra i pettorali. Erano seduti in fila nel drugstore vicino al ristorante
cubano e guardavano gli occhi blu di Coen. Durante l'inverno
c'era stata tensione, fra i cubanos e i gay, e ora i ragazzi non potevano
pi adescare i passanti da sotto l'insegna della Pepsi Cola.
Stavano a cavalcioni degli sgabelli, facendo l'occhietto a Coen e
torcendosi in modo da mettere in mostra le palle e il pisello. Ehi,
biondino, guarda qui. Sapevano che era un poliziotto, ma sapevano
anche che lui non sarebbe entrato a schiacciargli i genitali
sotto le gambe di uno sgabello o a versargli la minestra dentro le
magliette, come capitava con qualche testa di cazzo del Distretto.
Lui non faceva la guerra ai froci. E cos i ragazzi urlarono il loro apprezzamento,
ringraziandolo perch non li buttava gi dagli sgabelli.
In fondo all'isolato, una donna con una borsetta minuscola
di pelle di antilope blocc Coen afferrandolo per i polsi. Giur che
la metropolitana aveva finito i biglietti. Nella temerariet della sua
stretta c'era pi che livore. Aveva occhietti grigiastri che scrutavano
la camicia di Coen. Riusciva a chiudere la bocca solo a met.
Sono una madre disse. Sono una cittadina. Ho allevato i miei
figli per l'Esercito. E non posso entrare nella metropolitana?
Coen tent di darle un biglietto, ma lei si rifiut di accettare regali
da uno sconosciuto. E cos Coen dovette venderglielo e piegare
la mano a coppa per accogliere le monetine che la donna scosse
fuori dalla borsetta. Un paio di ragazzi davanti all'albergo degli
OSS videro la transazione e urlarono contro Coen perch accettava
soldi da una vecchia. Coen s'infil gi per le scale ed emerse
nell'atrio umido del circolo di ping pong. Era l'ora di punta, da
Schiller. Coen si sent aggredire dall'aria calda. Quella sera, i maniaci
frustavano le palline senza interruzione, preparandosi al torneo
che si sarebbe tenuto al Waldorf Astoria. Non salutarono Coen,
n ammisero che era vivo. Non avevano tempo da sprecare con i
poliziotti. Stavano perfezionando i loro tiri di rovescio e aumentando
la velocit dei tiri di dritto. E cos Coen evit la loro zona di
gioco e fece il giro pi lungo per raggiungere la padella di Schiller.
Divor le uova strapazzate, stringendo in mano una cipolla e
smangiucchiandola. Emmanuel, qualche messaggio per me?
Schiller non si era mai perso dietro alla corrispondenza di Coen.
Amico, c' qualche biglietto infilato nella rete del tuo tavolo? Non
mi pare.
Scusa, Emmanuel. Pensavo che si fosse fatto vivo Isaac. Mi deve
una visita.
Secondo me, Isaac  morto. Altrimenti non si sarebbe fatto
mancare le mie frittate. Lui s che sapeva come mangiare una cipolla
con tutta la buccia.
Emmanuel, le tue cipolle gli hanno migliorato l'olfatto.  stato
tanto occupato ad annusare in giro per cogliere la puzza dei
Guzmann che ha scordato chi siamo.
Lo giudichi male. Isaac non  tipo da dimenticare. Coen si ritir
nello sgabuzzino di Schiller. In mezz'ora i tavoli cominciarono
a liberarsi, e Schiller trov un compagno per Coen, un lavapiatti
cubano di nome Alphonso. Alphonso aveva uno stile rozzo, non
ortodosso, che creava difficolt negli angoli. Ora che i maniaci della
racchetta se n'erano andati, Coen usc dallo sgabuzzino con la
tenuta da ping pong. Alphonso non fu intimidito dal distintivo
e dal calcio della pistola che spuntava dalla fondina. Aveva gi giocato
una volta con quel chico dalla banda gialla attorno alla fronte.
Entrambi spolverarono le Mark V con uno straccio fornito da Schiller.
Si scaldarono con una pallina del circolo e poi passarono a una
pi pesante, a tre stelle, che non si afflosciava sotto i colpi delle racchette
dal grosso manico. Con la testa piena di uova che aveva,
Coen si sarebbe accasciato sul tavolo, ma il cubano non glielo permise.
Lo fece torcere sui fianchi, costringendolo a non distrarsi dal
gioco. E cos Coen smise di ascoltare la morbosa eco del suo
passato, con suo padre, sua madre, Pap, Isaac, Sheb, per fronteggiare
Alphonso. Serv la pallina con il taglio della racchetta, mostrando
ad Alphonso solo negligibili frammenti di gomma e di spugna.
I suoi tiri radenti passavano cos vicini al bordo della rete che
Alphonso non pot ribatterli senza sfregare il gomito del braccio
con cui giocava. Maricn gridava. Bobo. Ma rispediva la palla
verso Coen. Quando si buttava a prendere un colpo d'angolo, al poliziotto
capitava di sbattere la fondina contro il tavolo e di perdere
il punto. Avrebbe potuto alleggerirsi, mettere la fondina su una sedia,
ma non voleva cambiare il proprio stile a causa di Alphonso,
che se avesse fatto spogliare Coen si sarebbe succhiato le punte dei
baffi per la soddisfazione. Alphonso not i graffi freschi sulla fondina
di Coen, e gioc stringendosi mezzo baffo fra le labbra. Coen
lavorava sodo. Con i suoi tiri di polso costrinse il cubano verso la
galleria, preparandosi a effettuare una battuta che l'avrebbe fatto finire
con il naso sul tavolo, quando fu colpito da un pensiero. Non
riusc a continuare. Gir attorno al tavolo per raggiungere lo sgabuzzino
e interruppe il sonnellino di Schiller. Emmanuel disse,
pungolandolo con la racchetta. Non ho mai baciato mio padre.
E con questo? rispose Schiller, con la solita bonomia.
Non ricordo di averlo mai toccato, di avergli stretto la mano,
niente.
Manfred, succede a un sacco di bambini. Mio padre mi prendeva
a sberle tutte le volte che mi dimenticavo di chiamarlo "signore".
Lo baciavi?
L'ho baciato una sola volta. Aveva un odore orribile. Di carta
bagnata.
Alphonso grid dal tavolo: Ehi, fratello, non perdere tempo in
cazzeggi.
Prima di ricominciare a giocare si pass un asciugamano sui
baffi. Spolver la pallina con la canottiera. Mise in difficolt Coen
tirando d'angolo. Con il cubano che faceva schioccare la pallina sul
tavolo, Schiller fece fatica a riaddormentarsi. Ed eredit gli incubi
di Coen. Si sentiva una mano ossuta sulla fronte. Gemette, batt
le braccia contro il muro, scalci fino a far cadere la padella dall'uncino,
e il cubano giur che non avrebbe pagato per la partita
con Coen se Schiller non imparava a dormire tranquillo. Alphonso
si rimprover per aver spolverato la pallina. Lo sbirro gli stava
erodendo i tiri. Da quando Coen aveva interrotto la partita per
chiacchierare con Schiller dei baci del padre, Alphonso non riusciva
pi a ritrovare la spinta. Sorrise, pensando che magari Coen e
Schiller erano due froci che se l'intendevano, ma continu a non
concludere niente con la racchetta. Coen lo spinse lontano dal tavolo,
facendolo inciampare negli scarponi militari e barcollare sotto
la pallina.
Davanti al tavolo comparve Chino Reyes con la sua Police Special,
una .38 a canna corta. Era andato fin l per umiliare lo sbirro,
per costringerlo a chiedere piet. Ma guardando i mocassini di
Coen, la loro forma, dimentic tutti i suoi piani. La racchetta frustava
l'aria, sottolineando il potere che Coen aveva sulla pallina.
A Chino piacevano i calzoncini dello sbirro, la vulnerabilit delle sue
ginocchia nude. La fondina non lo spaventava. Avrebbe potuto ficcare
una pallottola in testa a Coen prima che il poliziotto potesse
anche solo toccarla. Super lo sgabuzzino di Schiller, arriv a un
paio di metri da Coen. Alphonso fu il primo a vedere l'arma. Era
abbastanza sulla linea di fuoco da rischiare di perdere una mano o
una guancia. Chino gli fece cenno con la pistola. Vamos,
muchacho, fuori di qui. Ma Coen agit la Mark V.
Finisci la partita, Alphonso.
Preso fra due locos, uno sbirro con un debole per il ping pong e
un cinese che si divertiva a puntare la pistola, Alphonso decise di
assecondare Coen. Aveva pi paura della piega delle labbra del poliziotto
che del ferro del Cinese. Serv un colpo alto, dritto nella racchetta
di Coen, sorpreso dalla sicurezza dei propri riflessi e dall'elasticit
delle ginocchia. I colpi che si susseguirono fecero infuriare
il Cinese.
Coen, perch trascini il cholo in questa storia? Mandalo a casa.
Non litigo con un ispano.
Prima che la partita sia finita, mangerai quella pistola. Levati
dai piedi.
Alphonso si sent cedere le caviglie. Si appoggi al tavolo e ribatt
il colpo, ma non riusc a far mordere la Mark V. E Coen gli
fiond la pallina sotto l'ascella. La pallina rimase l, disorientando
Alphonso, che fino a quel momento non aveva mai portato una
pallina sotto l'ascella. Poi la pallina rimbalz sul tavolo. Alphonso
la risped verso Coen. Chino gli sput fra le gambe. Non avrebbe
tollerato un altro solo tiro.
Coen, mi hai rotto troppo i coglioni per una sola sera. Mir
verso la rete. Voleva far saltare tutte le sicurezze di Coen. Ma la pistola
aveva troppo rimbalzo. E colp il muro di Schiller, aprendo
fenditure attorno al foro del proiettile. Alphonso strisci fra i tavoli
e and a nascondersi nello sgabuzzino. Sarebbe scappato pi
lontano, se le orecchie non gli avessero fischiato a quel modo. Schiller
si svegli con la bocca piena di polvere e la panca sopra di s.
Pens che l'albergo fosse precipitato gi attraverso il soffitto finch
non ebbe ingoiato un po'di polvere e capito che era il Cinese.
Il bandito dei taxi era venuto per ammazzare Coen. Schiller non
era preoccupato per il buco nel muro. Il Cinese poteva far saltare
tutti i muri del circolo, purch continuasse a sbagliare mira. Schiller
avrebbe voluto gridare qualche avvertimento, dire a Coen di andarci
piano, consigliargli di parlare con calma per placare il Cinese,
ma gli uscirono solo un paio di squittii. La polvere gli era arrivata
in gola. E le sue braccia erano come morte. Non riusc a togliersi
la panca di dosso.
Da Coen, il Cinese ebbe solo dolori. Sparami, Polacco. Dimostrami
chi sei. Ce l'hai, la pistola. Basta che muovi la mano destra.
Coen continu a stringere la Mark V. Sorrise in faccia al Cinese.Vedendo
il sorriso, Chino cap che da quella parte della citt non
avrebbe cavato nessuna soddisfazione, e afferr la Police Special
con tutte e due le mani, immagin con la mente un bersaglio di un
metro tutt'attorno a Coen e spar nel bersaglio. La racchetta schizz
sopra la testa del Cinese. Coen sent un'ondata di calore andargli
dalla bocca gi fino all'inguine e nelle gambe. Sent sapore di sangue
sulla lingua. Si trov con le scarpe sulla faccia. Non riusc a capire
come avesse fatto a finire dal tavolo contro il muro. Aveva sete.
Ricord una pesca che aveva comprato durante le manovre a
Worms, una pesca rossa gigante, una "colorado"per la quale aveva
avuto l'equivalente di cinquanta centesimi, perch il fruttivendolo
aveva giurato in perfetto inglese che la "colorado" era arrivata
dal Sud America dentro una cesta di ghiaccio. Coen aveva
lavato la pesca nell'acqua, con le dita che andavano sul velluto della
pelle rossa e gialla. Aveva tagliato quella pelle con il pugnale d'ordinanza,
trovando incredibile che una pesca, di qualunque nazionalit
fosse, potesse avere la polpa rossa tutt'attorno al nocciolo.
Aveva mangiato per mezz'ora, leccando il succo dalle dita, staccando
pezzi di polpa dal nocciolo, assaporando il dolce della propria
saliva. Ora, quando tent d'inghiottire, gli usc il sangue dalle
orecchie. Gli occhi gli si arrossarono. Il mento gli si fece scuro
per le bolle che gli uscivano dalla bocca. L'aria passava da una sola
narice.
Isaac e il suo drappello arrivarono dopo il secondo sparo. I colleghi
di Coen, DeFalco, Rosenheim e Brown fecero irruzione nel
locale con i fucili e i giubbotti traslucidi. Alphonso dovette scansarsi
per non essere travolto. Era troppo buio perch potesse notare
i distintivi d'oro appuntati sul petto dei tre tori, ma non si lasci
sfuggire l'importanza di quegli uomini. Solo dei superpoliziotti
potevano entrare tanto in fretta in un circolo di ping pong. Quando
sent il chiasso sulle scale, il clic delle sicure, il tonfo dei passi,
il Cinese era vicino al tavolo di mezzo. Le orecchie insanguinate di
Coen non lo confortarono. Aveva voluto solo ammaccare leggermente
Occhibl, non piegarlo in due. Polacco, avresti dovuto essere
pi gentile con me. Mentre guardava attraverso le canne dei
fucili e riconosceva Isaac, che aveva incontrato nel Bronx, si chiese
che cosa ci facessero i tori, l dentro, con tanti fucili. In quanto
a lui, avrebbe dovuto andare a cercare Odette. La prossima volta
non si sarebbe sgocciolato dentro i calzoni. L'avrebbe spogliata, la
regina, le avrebbe fatto sentire la sua protuberanza dal vivo.
DeFalco, Rosenheim e Brown videro il sangue spillare da Coen,
videro il Cinese con la .38 ciondolante (non puntava da nessuna
parte), e si aprirono a ventaglio. Spaccarono tutto il legno che trovarono,
fracassarono tre tavoli, tirarono gi una porta, lasciando un
inferno di frammenti di vetro, e nel frattempo uccisero Chino.
Rosenheim era stato il primo a emergere dall'atrio. DeFalco e Brown
si erano occupati dei tavoli. Non avevano bisogno di prove sulla
colpevolezza del Cinese. Brown si accoccol vicino a Coen.  morto.
Camminando in punta di piedi fra i vetri, DeFalco inciamp
contro Schiller. Gli tir su la panca dai piedi, lo aiut ad alzarsi e
gli tolse i pezzi di intonaco dagli occhi. Non cap se Schiller piangeva
o tentava di tossire. Decise che doveva essergli successo qualcosa
alla lingua. Che stai cercando di dire?
Chicano Arnold si stava allisciando le basette in attesa della
cena con Coen, quando i barattoli e le tazze caddero dal davanzale.
Saltell da basso in canottiera, senza la scarpa ortopedica.
Aggir Alphonso e vide Isaac, Schiller, Coen, i tre agenti investigativi
e i resti del Cinese. Si piazz davanti a Isaac. Gran figlio
di puttana, l'hai incastrato. Non potevi far fuori un amico
dei Guzmann, e cos l'hai fatto ammazzare dal Cinese, e poi
hai steso il Cinese.
Rispose DeFalco per Isaac. Chicano, non  andata cos. Te lo
giuro. Era un'operazione di routine. Il Cinese era andato in Messico
con Coen, s o no? Avevano dormito nella stessa stanza. Perch,
allora, non potevano farsi una chiacchierata su un tavolo da
ping pong? Noi eravamo seduti fuori in macchina, santo cielo,
a fare battute su dove il Cinese ci avrebbe trascinati dopo, quando
cinque minuti fa ci hanno comunicato per radio che il Cinese era
uscito dal Bummy con la pistola di un certo capitano. Arnold, ci siamo
precipitati qui dentro come quattro uragani.
Routine? chiese Arnold, stringendo le labbra per non piangere
di fronte a Isaac e ai suoi tori. Allora perch siete arrivati con
i fucili?
Arnold disse Rosenheim lo sai di che cos'era capace il Cinese,
quando era in uno dei suoi momenti di follia. Come facevamo
a prevederlo? Dovevamo solo stargli dietro.
Brown era ancora accoccolato vicino a Coen. Isaac non gli piaceva
per niente. Per quanto Coen fosse stato un fetente, il suo capo
avrebbe dovuto salvarlo. Isaac possedeva una qualit innaturale,
quando si trattava di tirarsi fuori dai casini che lui stesso aveva
creato, di emergerne quando lo decideva lui. Con Isaac, Brown non
sapeva pi che cos'era legittimo e cosa no. Era vero, met del Distretto
(incluso lui), aveva sperato che il Cinese afferrasse Coen... per
le palle, ma Brown non se la sentiva di festeggiare. Avrebbe pisciato
in faccia al Cinese; non era disposto a mettersi contro un poliziotto
morto. Forse ritrovava parte dei propri lineamenti, sulla faccia
insanguinata di Coen. Forse sotto tutto il rancore provava affetto
per il ragazzo di Isaac. Brown non sapeva dirlo. Copr Coen con gli
asciugamani rosa di Schiller e aspett che arrivasse il furgone dell'obitorio.
Nell'ufficio del primo vice, le formalit furono completate prima
che Coen venisse sepolto (malgrado che Coen fosse in arretrato
con le rate, del cadavere si fece carico l'associazione Mani di Esa,
su richiesta di un certo capo di Manhattan). Pimloe fu quello che
ne soffr maggiormente. Perse l'autista e dovette lasciare gli uffici
su Cleveland Place per trasferirsi in una stanzetta sul retro. Gli
agenti investigativi di grado inferiore, che formavano il grosso della
"squadra infami" (si infiltravano nelle stazioni di polizia e spiavano
i poliziotti per conto del primo vice), non riuscirono a nascondere
la gioia per quel trasferimento. Erano stati addestrati da
Isaac, e rispettavano la ruvidit delle sue teorie, il suo ignorare i testi
di procedura, la sua fanatica attenzione per il modus operandi dei
criminali e dei poliziotti corrotti. Per loro non era l'ICD, l'ispettore
capo del Dipartimento, qualcuno da evitare. Era Isaac, il maestro,
l'unico Capo. Ora non dovevano pi fare riferimento a un ispettore
qualunque come Pimloe. Era tornato Isaac.
Isaac rimase nel suo ufficio a rimuginare sulle congratulazioni
che aveva ricevuto per aver messo a tacere per sempre Chino Reyes
e aver chiuso un paio delle sale scommesse dei Guzmann. Fuori
c'era l'uomo dell'ufficio tecnico che grattava via il nome di Pimloe
dalla porta. La teiera di Isaac, la pergamena con i riconoscimenti
dell'associazione Mani di Esa, le bottigliette d'inchiostri colorati,
che per mesi erano rimasti depositati in cantina, erano tornati
nel suo ufficio. I suoi subordinati erano eccessivamente gentili.
Nessuno osava nominare Pap o Coen di fronte a lui. Quando era
emerso dalla sua tana in Boston Road, Isaac avrebbe voluto vedere
tutti e sei i Guzmann incriminati (in quanto a Jeronimo, avrebbe
preferito farlo chiudere in un istituto) e avere Coen nell'ufficio
accanto. Non si era trascinato per le strade a raccogliere quattrini
per Pap, non si era ingozzato di sciroppi, non si era fatto venire i
foruncoli sul sedere a forza di starsene appollaiato sugli sgabelli
dei bar, solo per stendere un cinese cubano, un bandito che lui
stesso aveva creato. Era stato Isaac a indagare sulle operazioni di
gioco d'azzardo di Chino in Doyers Street, a mandare messaggi
all'ufficio del procuratore distrettuale sulle partite di fan-tan che
si svolgevano sotto l'ala protettrice del Cinese; era stato lui a spingerlo
fuori dal suo quartiere, a ridurre le sue attivit fino a fargli rischiare
la fame e costringerlo a mettersi al servizio di Csar, perch
Isaac aveva rivoltato il Bronx come un guanto senza riuscire a
trovare una pedina migliore del Cinese. Aveva considerato Chino
Reyes abbastanza stupido da condurlo oltre le linee dei Guzmann
e da fargli mettere le mani sull'agenzia matrimoniale di Csar, tanto
da permettergli di sorprendere qualche Guzmann insieme alle
sposine. Solo che il Cinese non l'aveva portato da nessuna parte,
tranne che da Coen.
Isaac non avrebbe mai attaccato i Guzmann. Le scommesse
clandestine di Pap non l'avevano mai disturbato. Come membro
e consigliere dell'associazione Mani di Esa, si era vergognato di
ammettere che erano gli ebrei a controllare una parte del Bronx,
ma si era consolato pensando che i Guzmann non erano veri ebrei,
ma marrani che accettavano Mos come loro Cristo, ridicolizzavano
il concetto di matrimonio e mangiavano maiale. Poi a Isaac erano
cominciate ad arrivare delle storie, storie luride, filtrate attraverso
i suoi informatori di Manhattan: un'organizzazione di scommesse
clandestine del Bronx cominciava a occuparsi di tratta delle
bianche, e i suoi agenti appostati ai terminal degli autobus non
avevano neanche la buona creanza di distinguere le ragazze ebree
dalle non ebree. I Guzmann avevano smesso di essere gente bizzarra,
ritardati mentali dediti alle scommesse clandestine che pregavano
i loro santi in un negozio di dolciumi; erano diventati "mangiatori
di carne umana", una famiglia di vermi che cercava le sue
prede nel quartiere di Isaac. Isaac aveva mandato i suoi poliziotti
al terminal degli autobus senza dire niente a Manfred, che era stato
cresciuto con la crema pasticcera dei Guzmann e poteva far saltare
la copertura degli agenti (la maggior parte dei quali vestiva
abiti da donna). I poliziotti erano tornati con briciole di patatine
fritte nei reggiseni imbottiti, senza essere riusciti a collegare i
Guzmann con il traffico in partenza dal terminal. I magnaccia che lavoravano
sulle linee degli autobus avevano chiesto: e chi  Csar,
chi  Pap, chi  Jeronimo? E Isaac si era convinto di non poter
intrappolare i Guzmann seguendo vecchie coordinate e usando spie
da quattro soldi.
Era andato dall'ispettore capo, un irlandese dal naso aquilino,
una persona gentile piena di deferenza per le capacit mentali del
suo sottoposto ebreo. Isaac l'aveva terrorizzato con il quadro di sei
Guzmann che divoravano ragazzine bianche e poi aveva progettato
la propria disgrazia. Aveva pagato un informatore perch cantasse
su di lui, inserendolo fra i GN, i giocatori noti, in modo da costringerlo
a dare le dimissioni, consegnare il distintivo, perdere il
diritto alla pensione e uscire dall'associazione Mani di Esa. Gli
agenti investigativi alle sue dipendenze si erano aggirati per gli uffici,
gli occhi gonfi per la rabbia. Isaac implicato nel gioco d'azzardo?
Palle. Qualcuno vuole incastrarlo. Solo Isaac aveva potuto
calcolare la piena simmetria della propria caduta; una settimana
dopo aver sgomberato il suo ufficio, aveva ricevuto varie offerte
di entrare nelle organizzazioni di gioco clandestino del Bronx
e del Queens. Ma lui aveva deciso di fare la fame. Aveva quarantanove
anni, pettorali da nuotatore, basette ricciute, un giro vita da
adolescente, pi una figlia sposata e una ex moglie ricca anche senza
di lui. Si era trasferito da Riverdale a Boston Road. Se n'era stato
seduto in bar pulciosi ad aspettare che Pap abboccasse all'amo.
Aveva provocato gli agenti di pattuglia, ma quelli, avendo sentito
parlare del capo Isaac, non avevano avuto il coraggio di picchiarlo
con i manganelli.
Pap gli aveva dato da lavorare, ma senza abbracci preliminari.
Se avesse conosciuto prima l'habitat dei Guzmann, Isaac avrebbe
capito la stranezza della cosa e sarebbe tornato dall'ispettore capo
con la coda fra le gambe. I Guzmann abbracciavano sempre i loro
esattori, prima di assumerli. Pap seguiva le abitudini dei suoi padri
del Per. Per i marrani, da vicino il male aveva un odore molto
discernibile. Il loro abbraccio era solo un sotterfugio, l'occasione
per annusare quanti danni potevano aspettarsi. Non annusare un
uomo significava dimostrargli il pi profondo disprezzo. Isaac aveva
succhiato il rosolio di ciliegie da dentro i pasticcini di Pap e
mangiato con il cucchiaio di Jeronimo. Aveva portato le monete
che Jorge non riusciva a far entrare nelle tasche, formato una catena
con Topal e Alejandro per trasportare in cantina bidoni di sciroppo
di venti chili, e ricevuto la contabilit in nero da controllare.
Pap non gli dava uno stipendio. Isaac aveva vissuto dei centesimi
di percentuale su ci che riscuoteva, senza mai vedere una banconota
da un dollaro, se non quando andava in banca a cambiare le
monetine.
E cos aveva stretto la cinghia e imparato da Jeronimo a distinguere
gli aromi della cioccolata bianca, si era rasato un giorno su
tre, aveva camminato insaccato nelle spalle come i Guzmann, si
era messo le dita nel naso. Quando torn nell'ufficio dell'ispettore
capo, aveva le basette appiccicose, la faccia segnata e polvere di
monetine sulle dita. I suoi vecchi dipendenti non poterono far altro
che sbarrare gli occhi. Sapevano che Isaac aveva vagato per il
Bronx, ma non si erano aspettati tanto degrado. Isaac, lo ricordavano
bene, era sempre stato impeccabile. Pimloe rise di lui insieme
agli altri vice, rifiutandosi di avere a che fare con un ispettore
senza distintivo. E Isaac, che in Boston Road parlava a monosillabi,
pochi suoni essenziali, con gesti delle mani per Jeronimo e colpetti
di tosse per Jorge, cap che con quegli uomini non poteva intendersi.
Fu salvato dall'ispettore capo, il quale spieg agli ispettori
e agli agenti della "squadra infami"che la sua era stata una missione
sotto copertura. Gli ispettori gli strinsero la mano (capendo
che sarebbe stato il prossimo primo vice). Gli agenti investigativi
sbarrarono di nuovo gli occhi, ritrovando la fiducia nelle tecniche
del maestro; nessuno tranne Isaac sarebbe stato capace di tenere
d'occhio Pap Guzmann di sopra una coppa di gelato.
Di tutti i Guzmann, Isaac preferiva Jeronimo. Loro due erano
capaci di passare il pomeriggio vicino alle mensole dove Pap teneva
i fumetti, a giocare a tris su una scacchiera elettrica (in genere
vinceva il piccolo) e a bere litri di cioccolata. Ma Isaac non permetteva
ai sentimenti di interferire con la strategia che aveva in testa.
Jeronimo era il punto debole dei Guzmann. Il piccolo non sarebbe
riuscito a pulirsi il sedere neanche se Pap gli avesse cacciato
dentro le mutande la carta igienica, per ricordargli dove cercare,
e doveva fermarsi quasi a tutti gli angoli per rielaborare i concetti
di rosso e di verde. Isaac avrebbe preferito prendersela con
Jorge, che non possedeva la dolcezza indifesa di Jeronimo ed era
capace di perdere la strada su un rettilineo, se Jorge non fosse
stato tanto abile con la lima e il coltello (Isaac aveva visto il figlio di
mezzo di Pap fare a fette un esattore per aver derubato la famiglia
di cinquanta centesimi). E cos Isaac aveva fatto seguire
Jeronimo da agenti in borghese su macchine prive di contrassegni, a
una media di sette chilometri l'ora. Pap ci aveva messo meno di
una settimana a cogliere il movimento delle automobili di Isaac,
ma non aveva smesso di offrirgli la cioccolata, dandogli conti fantasma
da verificare. Aveva solo detto: Isaac, non voglio che venga
fatto del male al mio ragazzo. Se fosse Alejandro a trovarsi con
un parafango dietro al culo, sarebbe diverso. Lui sa come cavarsela.
Sta'a sentire, Isaac. L'uomo che fa del male a Jeronimo, bianco
o nero, se ne andr da questo mondo con un paio di palle in meno.
Non mi faccio ingannare dalle macchine camuffate. Sono cresciuto
in Peni.
E Isaac, che aveva tolto dalla circolazione decine di uomini dal
grilletto facile, che con i suoi colpi aveva distrutto tutti i punching
ball della palestra della polizia, aveva scosso la testa. Pap, non
toccherei mai il piccolo. Quelli sono uomini di qualcun altro. Non
posso dirigere il traffico da un negozio di dolciumi.
Pap non si era fidato delle affermazioni di Isaac. Aveva tolto
Jeronimo dalla strada. Il ragazzo aveva dovuto limitare i suoi movimenti
allo spazio fra gli sgabelli di Pap, infelice di dover scansare
i sedili coperti di pelle mentre aveva la bocca piena di cioccolata.
Isaac stava aspettando che la macchina Guzmann crollasse
sotto il peso degli occhi tristi di Jeronimo, quando il piccolo si era
trasferito a Manhattan ed era scomparso. Irrequieto, con il fiato di
Pap sul collo, Isaac aveva cominciato a odiare l'altro ragazzo, Manfred
Coen, che era cresciuto con Jeronimo, Jorge e Csar. Manfred
aveva il cervello impastato dallo sciroppo (come Jeronimo), mordicchiava
il loro stesso osso di agnello durante la Pasqua dei marrani,
e la cosa irritava Isaac. Il Capo aveva tirato fuori Manfred
dall'accademia perch aveva bisogno di un agente dalla faccia
gradevole, di un ragazzo prodigio dagli occhi blu che non sfigurasse
in biancheria da donna, e che fosse capace di inseguire un
criminale correndo sui tacchi alti, di portare un naso finto e di trasformarsi
in checca per mezza nottata. E Isaac aveva avuto il suo
uomo di plastica. Orfano a ventitr anni, fuciliere arrivato da Worms
e ridotto alla passivit da un forno a gas del Bronx, Coen era pronto
al sacrificio. Isaac aveva trovato l'orfano ideale, un ragazzo dall'ego
distruttibile. Guidato da Isaac, Coen era diventato agente investigativo
di prima classe impersonificando rapinatori, polacchi,
informatori e poliziotti corrotti. A un certo punto si era trovato una
moglie, una ragazza che l'aveva portato ai concerti e che a poco a
poco l'aveva privato del suo senso di solitudine, diminuendo cos
la sua utilit per la polizia. Allora Isaac aveva cominciato a prestarlo
all'Ufficio servizi speciali, e il ragazzo prodigio aveva cominciato
a fare da scorta alle mogli altrui, a dormire in Park Avenue e ad
allontanarsi dal proprio matrimonio, finendo con il ricadere in
grembo a Isaac.
Isaac non aveva approfittato della bellezza di Coen, e se l'aveva
trasformato in un poliziotto in abiti a spina di pesce, l'aveva fatto
solo per amore del Dipartimento. Era convinto che Coen si sarebbe
trovato meglio, senza la moglie. Quando i vice ispettori alle sue
dipendenze cominciavano a dargli sui nervi, Isaac saliva la scala antincendio
di Coen e restava con lui davanti a una scacchiera e a una
tazza di t molto forte. Era Coen a incoraggiarlo a passare dalla finestra.
Essendo un ragazzo privo di ambizioni, se permetteva a Isaac
di vincere tanto spesso, non lo faceva per far contento il Capo. Coen
non ne sapeva niente delle strategie della dama. E Isaac era contento
di poter passare un paio d'ore lontano dalle lagne dei suoi
dipendenti. Si fidava del ragazzo tanto da togliersi le scarpe e fare
un sonnellino in sua presenza. In caso d'emergenza, Brodsky avrebbe
suonato il clacson dalla strada, e Coen l'avrebbe svegliato con
un dito. Isaac, alzati, non riescono a sopravvivere, senza di te.
Strappato al sonno, Isaac aveva la consolazione di un sorriso, gli occhi
azzurri sopra di lui, un ragazzo con la pistola vicino al cuore, uno
dei micidiali angeli di Isaac (quasi tutti i vice di Isaac erano tiratori
scelti con facce gentili e buone maniere).
Pi Isaac era rimasto rintanato nel Bronx, pi aveva odiato Coen.
Il ragazzo era in pari misura un Guzmann e un poliziotto. Isaac l'aveva
imbottigliato, imprigionato nelle Squadre omicidi dei quartieri
a sud, perch non voleva inguaiare il suo angelo, costringerlo
a scegliere fra Pap e il Dipartimento. Poi aveva mutato atteggiamento.
Umiliato da Pap, stanco di mangiare dolci in uno squallido
negozio, aveva spinto Coen verso i Guzmann, facendolo cadere
nel bel mezzo dell'agenzia matrimoniale di Csar, indirizzandolo
verso il Messico, la Quinta Avenue e Vander Child. Il ragazzo
aveva irritato i Guzmann, ma non avrebbe mai fatto loro del
male. E invece di tendere la trappola a Csar, si era beccato una
pallottola in gola.
Isaac sedeva nel suo ufficio, rimpatriato, i peccati veniali assolti
dall'associazione Mani di Esa, le lettere del suo nome che aumentavano
sulla porta (l'uomo dell'ufficio tecnico ci mise un'ora a
grattare via Pimloe e a completare I-S-A-A-C), i suoi oggetti al
vecchio posto sulla scrivania, le chiavi e le penne stilografiche recuperate
dal responsabile del magazzino, i suoi ispettori che
parlottavano nei loro cubicoli, in attesa del verbo, lo spazzolino da
denti che usava in ufficio nel bicchiere sul lavandino, le calze rette
dalle giarrettiere, le bretelle ben tese, ma senza Csar, senza Pap,
senza Coen.

 Capitolo 16.

Schiller viveva in mezzo ai detriti. Si rifiutava di pulire. Aveva ritrovato
la voce dopo aver succhiato mentine per una settimana, ma
non aveva niente da dire. I maniaci del ping pong avrebbero dovuto
rimanergli fedeli. I primi tre tavoli erano intatti, e Schiller era troppo
sconvolto per incassare le quote. Ma le luci erano accecanti e i
muri sembravano sudare, e i maniaci avevano paura di ferirsi i piedi
con i frammenti di vetro. E cos si trasferirono da Morris, sulla
Settantatreesima, dove i soffitti erano bassi e la gabbia di fil di ferro
attorno a ogni lampadina smorzava la luce sulle palline, oppure
andavano da Reisman, sulla Novantaseiesima, dove la sala era pi
grande e illuminata meglio, ma costava venticinque centesimi in pi
all'ora. Se capitava che pensassero a Coen, era solo per ricordare a
se stessi che un poliziotto cos aveva meritato di essere steso in un
circolo di ping pong. E anche se nessuno di loro era stato nel circolo
quando il Cinese aveva sparato a Coen, raccontavano ai loro parenti
di aver visto come la pallottola era finita dentro il collo del poliziotto,
sbalzandolo indietro di due metri, spezzandogli un'arteria
e facendogli schizzare il sangue dalle orecchie.
Arnold perse l'ambizione di andarsene dall'albergo a camere
singole. Aument il numero di barattoli di marmellata sul davanzale
della finestra e spalm uno strato di gommalacca gialla sulla
scarpa ortopedica perch, cos era garantito, avrebbe impedito al
cuoio di consumarsi e alla gommapiuma sotto l'arco del piede di
sciogliersi. Non ce l'aveva con il Cinese. Nella sua mente,
erano stati i Guzmann e Isaac ad assassinare Coen. Ricevette
l'invito da Rosenheim, DeFalco e Brown (controfirmato da uno dei capi) di rientrare
nel Distretto di Coen a tener d'occhio la gabbia della sala agenti,
ma rifiut. Non sopportava gli agenti investigativi senza Coen.
Schiller gli dette la racchetta e la fascia che Coen teneva attorno alla
fronte (il distintivo, la fondina e la pistola erano andati all'ufficio
del primo vice). Arnold si metteva la fascia quando era nella sua
stanza e portava la Mark V con s quando faceva una passeggiata
attorno all'isolato, il manico nella cintura, la gomma contro il petto.
La racchetta gli dava un certo prestigio presso gli OSS, che non
erano riusciti ad amare Coen se non dopo la sua morte, e presso i
camerieri cubani, che avevano amato l'agente con la carnagione da
bianco. Scendeva le scale del circolo, la grossa scarpa che batteva
contro la ringhiera, superava l'atrio in venti lunghi passi, trovava
Schiller e diceva: Ges, hombre, va'di sopra ad aprirti i polmoni.
Ma Schiller non si muoveva. Magari Arnold gli portava qualche caramella,
o un quotidiano del giorno prima. Si sedevano insieme sulla
panca, senza sapere dove mettere le mani. Arnold non poteva respirare
vetro e stare in mezzo ai calcinacci senza starnutire. Per salutare
Schiller lo toccava, preferibilmente sul ginocchio, raggiungeva
l'atrio e cominciava ad arrampicarsi sulle scale, le due mani
aggrappate alla ringhiera, la scarpa ortopedica rivolta verso nord.
Perfino con Csar che si vedeva poco e il Cinese morto, Odile non
cambi le sue abitudini. Si spostava a triangolo almeno due volte
al giorno, dal Dwarf a zio Vander a Jane Street e poi di nuovo al
Dwarf. Ballava ventre a ventre con le sue amiche del Dwarf, ma si
rifiutava di farsi baciare sulla bocca. Si teneva in bilico cucchiai da
dolce sulle grandi labbra per far contenti i cameramen di Vander,
poi raggiungeva l'orgasmo toccandosi con quei cucchiai. Non aveva
bisogno del Cinese per avere clienti. Bummy Gilman andava da
lei spontaneamente. Lei lo lavava con una lozione al latte (pagata
89 centesimi al drugstore) senza togliersi neanche un indumento,
e incassava cento dollari. Era in quei momenti, mentre faceva lo
shampoo ai genitali di Bummy e lo sciacquava fin sulle cosce, che
apprezzava Coen. Il poliziotto non l'aveva catalogata, non le aveva
ispezionato i capezzoli, n i nei sulla schiena, non le aveva
chiesto giochetti con le grandi labbra o shampoo al latte. Odile credeva
nella fatalit; Coen doveva morire quell'anno, ma Odile avrebbe
voluto che avesse evitato Chino per un altro mese, in modo da
poterlo attirare in Jane Street, studiare le rughe dei suoi cipigli,
aprirsi una nicchia sotto la sua ascella, dormirci per un'ora, e alzarsi
ancora in tempo per ballare con Dorotea al Dwarf.
Odile avrebbe avuto diciannove anni a giugno. Aveva recitato
in undici film e tredici cortometraggi, si era spalmata la gelatina
vaginale per centocinque uomini, senza contare Vander, che aveva
sedotto quando aveva dodici anni; Bummy, che non le si era mai
infilato sotto i vestiti; il Cinese, che era arrivato solo a sgocciolarle
lo sperma sulla coscia sinistra; Jeronimo, che l'aveva posseduta tenendo
gli occhi chiusi; Csar, che pi o meno era il suo padrone,
non aveva bisogno di inviti per andare in Jane Street; i quattro
Guzmann che restavano (Topal, Alejandro, Pap e Jorge); e Coen.
Odile, che aveva visto molti ebrei nudi, uomini come Bummy e il poliziotto,
non era riuscita a capire come mai tutti e sei i Guzmann
dovessero essere appesantiti da tanta pelle sull'uccello. Non era
riuscita ad avere una spiegazione da Csar, e cos aveva deciso che
i Guzmann erano ebrei per modo di dire.
Cominci ad accendere le candele verdi che aveva avuto da Csar
dopo che il suo caneVelasquez si era soffocato con un osso di
pollo. Ma dimentic le preghiere che andavano con le candele, e
non si port agli occhi un coltello per vederle a met, come facevano
i Guzmann. Con questo fin la provvista di candele e la smise
di pensare a Coen.
Convinto di essere in un regime di benigni arresti domiciliari, Vander
s'ingozzava di croissant. L'ufficio del primo vice l'aveva consigliato
di non muoversi da Manhattan. Si aspettavano che tenesse
i contatti con i Guzmann, ma Zorro era introvabile.Vander non s'illudeva
sull'importanza che i capi gli attribuivano. Quando fosse risultato
inequivocabilmente inutile, l'avrebbero dato in pasto al gran
giur come un animale da preda. In gennaio, Isaac l'aveva beccato
all'aeroporto mentre tornava dal Messico con istruzioni di
Mordecai su come dovevano essere le spose (ma la maggior parte delle
istruzioni erano in codice marrano e non avevano potuto essere
decifrate). Isaac ci aveva messo un'ora a far cambiare gabbana all'angelo
di Broadway, eVander aveva lasciato l'aeroporto come spia
registrata presso il primo vice Herbert Pimloe (Isaac non accettava
di avere informatori a proprio nome).Vander era corso a smantellare
le sue cineprese e a liquidare la compagnia di produzione,
ma poi aveva scoperto che essere una spia gli forniva immunit da
parte della polizia locale. Poteva operare come pornografo senza
dover temere irruzioni. Comparendo sui registri del primo vice, per
il momento era intoccabile. E se per quell'anno gli era proibito andare
in Spagna a raccogliere le pesetas fruttate dai suoi investimenti
e a vedere i suoi Goya preferiti a Madrid, poteva ancora girare
un film al mese con Odile. Di Coen ricordava solo la partita a
ping pong. Era convinto che la sua morte prefigurasse la fine dei
Guzmann. Ma niente lo provava.
Csar non trascur la restaurazione di Isaac. Cambi pi di un indirizzo,
saltando dall'Ottantanovesima Strada alla Novantaduesima,
in una stanza sopra il ristorante vegetariano, alla Settantatreesima,
dove disse di chiamarsi Morris Shine. Aveva un atteggiamento
confuso rispetto alla morte di Coen. Sentiva maggiormente
la mancanza del Cinese. Uno dei suoi cugini del Bronx era
andato a reclamare il cadavere, e Chino era stato sepolto nel terreno
dei Guzmann, fuori dai confini della citt, alla presenza di una
prefica marrana, Pap, Topal e Jeronimo con i grigi scialli mortuari
sulle spalle e Jorge che sorvegliava l'ingresso del cimitero con
una sbarra in ogni mano.
Attraverso il pavimento di legno saliva un odore di zuppa d'orzo
e di frittate di funghi che disturb Csar. Era Coen, il vegetariano.
Csar mangiava maiale, e il ricordo dei pasti consumati con il
Cinese, polpette di maiale con fagiolini, rotolini di maiale, maiale
ai cinque sapori, maiale e verza, lo fecero sputare nel cesso con rabbia
e disprezzo. Csar chiam da basso (aveva una linea speciale
collegata con la cassa del ristorante vegetariano). Passami Boris
Telfin. In otto minuti voglio che sia qua davanti con la macchina.
Ragazza, questo posto puzza.
La cassiera rispose: Spiacente, signor Shine, Telfin non  al suo
tavolo. Che devo fare?.
Csar borbott figlioditroia, figlioditroia, finch Telfin non arriv
al telefono.
Zorro, ero al gabinetto. Posso andare a prendere la macchina,
ma dov' la fretta? Sai quanti occhi ha quell'Isaac. Ha un binocolo
in ogni tetta.
Boris, mi avevi detto che era una stanza con una vista di prima
categoria. Ti sei dimenticato di aggiungere che  anche lo sfiatatoio
della cucina. Va' a prendere la macchina.
Csar si fece portare in Jane Street. Di maggio, indossava un
cappotto invernale, con il bavero alzato fino alle orecchie, e un berretto
da marinaio tirato sugli occhi. Malgrado questo, Odile lo riconobbe
subito. La ragazza non riusciva a decidere se era andato
a ucciderla o a romperle le ossa per via della sua alleanza con Vander,
ma non pot non farlo entrare. Le si contrasse il ventre, quando
lui le pass davanti nel corridoio. Il cuore le batteva contro le
costole. L'avrebbe svestita, prima di spezzarle il collo? L'avrebbe
costretta a fare giochetti disgustosi? Quando lui si tolse cappotto
e berretto, Odile not il suo pallore. Csar si lasci cadere su una
poltrona. Odile prov una sorta di rabbia contro di lui: dopo tutto,
non avrebbe fatto nessuna avance.
Zorro, vuoi qualcosa da mangiare?
Non le tue tartine rispose Csar. Tienile per i tuoi idioti. Per
chi sono le candele verdi?
Per Coen.
Avrei dovuto immaginarlo che avresti pianto per il ragazzo di
Isaac.
Csar non si sarebbe unito al pianto di Odile. I vent'anni vissuti
separatamente l'avevano allontanato da Coen. Aveva i suoi fratelli
e le sue puttane e la pistola del Cinese. Era stato lui a recuperare
il bandito dei taxi, a mettere un freno alla sua natura violenta
dandogli un gruppo di prostitute da gestire e portandolo nel Bronx
a bere il vino dei marrani; non poteva non fidarsi di uno che mangiava
maiale. A Csar dispiaceva di aver perso Chino (anche se
avrebbe dovuto immaginarlo che dando la caccia a Coen, il Cinese
aveva firmato la propria condanna a morte), e si preoccupava
per il nuovo nascondiglio di Jeronimo (con Isaac tornato a Manhattan,
Csar aveva dovuto sospendere le sue visite al piccolo), ma
non fece fatica a addormentarsi sulla poltrona di Odile. Csar russava
come i suoi fratelli e dormiva con una mano sulle palle. Non
avendo avuto niente da Zorro, Odile avrebbe voluto correre al
Dwarf, ballare con la prima ragazza che le capitava, sentirsi una coscia
contro l'inguine, ma non os lasciare la stanza. Csar aveva
abitudini molto rigide. Se si fosse svegliato e non avesse trovato
nessuna Odile, avrebbe mandato i suoi fratelli a fracassare il Dwarf.
E cos Odile dovette accontentarsi di togliere la cera sciolta dalla
base delle candele verdi e di guardare Zorro che russava.
Pap si stava preparando a chiudere il negozio. Non faceva mai
dolci dopo la seconda settimana di maggio. Alejandro sarebbe rimasto
nel Bronx. Durante i mesi estivi si trasferiva in un centro di
bowling e controllava gli interessi di Pap da l. Importava poco
che i migliori clienti di Pap preferissero fare affari con i negri, quando
lui era fuori citt. Al suo ritorno in autunno Pap se li sarebbe
ripresi. Non avrebbe sacrificato Loch Sheldrake per una manciata
di scommesse da dieci dollari. Aveva il suo frutteto di cui occuparsi,
il suo giardino, le fragole e i mirtilli, e la sicurezza dei suoi ragazzi.
Nel frutteto, Jeronimo non poteva essere investito da una
macchina, e Jorge poteva sopravvivere senza essere ossessionato
dai semafori e dai segnali stradali. Pap aveva acceso le candele sopra
il bancone per Coen e il Cinese. Preg Mos con uno straccio
in testa, sput tre volte, secondo la legge dei marrani, in modo che
Coen e il Cinese potessero riposare in purgatorio. Ma non aveva
eccessiva fiducia nell'efficacia delle sue preghiere. Non credeva che
un solo uomo potesse alleviare le sofferenze dei morti. Pap non
era avaro. Avrebbe potuto assumere un paio di prefiche perch intercedessero
con il loro pianto e le loro grida possenti presso i tre
giudici del purgatorio (Salomone, Samuele e san Jerome). Le
prefiche avevano tariffe ragionevoli. E gli bastava essere pagate per
trapassare i muri con le loro grida. Ma per Pap le grida non erano
sufficienti. I morti avevano bisogno che intere famiglie intercedessero
per loro, fratelli, sorelle, padri, nipoti, madri, figli, intere famiglie
con stracci e scialli che facessero offerte ai santi, che placassero
Mos con le candele, che recitassero preghiere ebraiche del
sedicesimo secolo tradotte in portoghese; Chino e Coen erano
stati uomini senza famiglia, vissuti del cibo dei marrani. Per se stesso,
Pap scartava qualunque idea di immortalit. Aveva vissuto come
un cane, azzannando il naso dei suoi nemici, annusando merda
umana su due continenti, dormendo con le ginocchia contro il
mento per proteggersi le parti vulnerabili, e si aspettava di morire
come un cane, con il sangue nel retto, e i denti di qualcuno nel collo.
Ma non aveva intenzione di morire per un'overdose di Isaac, n
di offrire i suoi figli alla brigata d'assalto del primo vice. Era convinto
che Isaac fosse qualcosa di pi di un semplice figlio di puttana.
Quale altro poliziotto avrebbe mai pensato di cancellare sei
Guzmann dalla faccia della terra, quasi un'intera specie di uomini? Isaac
doveva essere uno di quegli angeli distruttori mandati da Dio
Adonai a torturare i mangiatori di maiale e i marrani, che erano stati
cristiani ed ebrei per tanti anni da non riuscire pi a esistere senza
portarsi a letto Mos e Ges (o Giovanni Battista), e avevano sfidato
la legge di Adonai con i loro prepuzi e i loro rosari. Incapace
di acciuffare un Guzmann, Isaac si era accontentato di un ebreo
biondo e di un creolo con antenati cinesi.
E cos Pap url il suo lutto, con lo straccio che gli fasciava le
orecchie. Ulul in inglese e in portoghese per il Cinese, ma ulul
ancora pi forte per Coen. Dopo aver fatto la fame in Per, Pap si
era arricchito nel Nord America. Possedeva terra, una fattoria con
frutta Guzmann, e immobili nel Bronx. E nella testa di Pap tutti e
quattro i Coen, padre, madre, fratello pazzo e figlio, venivano con
gli immobili e la frutta. I Coen erano stati il Nord America di Pap.
Pap non aveva avuto bisogno di uscire da Boston Road; aveva potuto
misurare i propri passi in avanti calcolando le incrinature sulle
uova di Albert. Quando estrasse dalla manica il filatterio dei marrani
- una minuscola scatola di cuoio contenente parole in spagnolo,
olandese e portoghese tratte dai libri di Mos - prima preg
per la salute dei suoi ragazzi e poi per la pace dei Coen. Non pot
tralasciare una preghiera particolare per Jessica, che gli aveva roso
le budella con i suoi sorrisi spavaldi e che doveva aver capito il gioco
di Pap; Pap aveva avuto bisogno di un incapace come Albert
per aggiungere consistenza ai propri successi. Ma non si era trattato
di semplice sfruttamento. Pap amava i Coen. Poteva anche
essere rimasto disgustato dai loro pasti a base di verdura, ma
aveva ammirato la gentilezza di Albert, aveva compatito Sheb per il
suo cervello malato, era stato attratto dal delicato aspetto biondo
di Manfred (i Guzmann erano neri e pelosi), ed era rimasto turbato
da Jessica, terrorizzato dal disprezzo che lei riusciva a dimostrare
con un sorriso, e aveva adorato l'ambiguit della sua faccia. E cos
ulul. Non perch aveva accompagnato tre Coen alla tomba e lasciato
il quarto a marcire in un ospizio con vista sul fiume, n per
aver fatto fallire Albert e corteggiato Jessica alle sue spalle, n per
averli imprigionati con i suoi piccoli prestiti nel negozio di uova,
n per aver consentito che Manfred capitasse nella zona di guerra
riservata a Isaac e ai Guzmann, n per aver sopperito con qualche
dollaro all'isolamento di Sheb. Pap aveva faticato troppo a restare
vivo per farsi turbare da un sentimento poco redditizio come il
dolore. Ma era legato ai Coen, al Bronx, a Manhattan, o al purgatorio,
e i suoi pianti gli ricordarono solo che non si sarebbe mai
liberato di loro.
Boris Telfin avrebbe tenuto Jeronimo fino alla stagione delle fragole,
quando l'avrebbe portato a Loch Sheldrake con Pap, Jorge e
Topal. In Boston Road c'erano troppi pescecani (macchine della polizia
controllate da Isaac) perch Pap potesse sentirsi tranquillo.
E cos, Boris se ne stava seduto con il piccolo in una stanza in affitto
della Novantesima Strada, facendo solo un paio d'incursioni
al giorno nel ristorante vegetariano, dove si metteva al suo tavolo
vicino alla finestra. Non viveva, senza le frittate di spinaci e i tortini
di fagioli. E aveva paura di Csar. Con la sua folle testa
Guzmann, Zorro intuiva se Jeronimo non aveva una provvista sufficiente
di cioccolata o se non gli erano stati lavati i capelli. E cos
Boris teneva bene il piccolo, gli pareggiava le basette con le forbici
e malediva Zorro mentre gli faceva lo shampoo.
Ma il piccolo chiedeva di pi. Frugava nelle tasche di Boris alla
ricerca di nocciole e halvah, e Boris doveva sopportare le sue dita
nei calzoni. E se non avesse acconsentito a lasciarlo andare a spasso,
sarebbe arrivato al ristorante vegetariano con la faccia segnata
da lunghi graffi. Jeronimo, sta'attento prima di attraversare. Questo
 il quartiere di Isaac. Se ti rapiscono, non avr bisogno di sfruttare
l'assicurazione, per la mia sepoltura. Ci penseranno tuo padre
e i tuoi fratelli a farmi la lapide. Vestiva il piccolo con giubbotti,
sciarpe e paraorecchie. Meglio aver caldo che freddo. Il tempo pu
cambiare. E gli sbirri non si aspetteranno di vederti cos infagottato.
Boris cerc il portafoglio, ma trov solo la fodera della tasca. Il
piccolo l'aveva gi alleggerito. Proprio come una scimmia, concluse
Boris. Una famiglia di ladri. Ma Jeronimo non l'aveva mai derubato
prima. Due dollari? Perch due dollari, Jeronimo? Boris non
metteva in discussione il furto. I Guzmann gli davano cento dollari
alla settimana per il vitto e l'alloggio del piccolo, e poteva sottrarre
due dollari senza soffrirne molto. Jeronimo, la chiave  sotto
il bidone dell'immondizia fuori dalla porta.  quella della serratura
di sopra, non di quella di sotto. Girala con tutt'e due le mani.
Altrimenti perdi la presa.
Il piccolo usc per primo. Si fece strada fra i mucchi di giornali
ammassati sulle scale, verificando con un piede la solidit del terreno
e tenendo l'altro ben appiattito sul pavimento. Il portiere interpretava
male i movimenti convulsi di Jeronimo ed era convinto
che al secondo piano abitasse un completo incapace mentale.
Jeronimo non sopportava l'odore di muffa dello stanzino del portiere,
preferiva i pi naturali fetori della strada. Fuori, la pelle gli si accese.
Gli comparve un rossore intenso attorno agli occhi, che si diffuse
fino al collo, diventando violaceo. A met isolato dalla casa, le
ginocchia in corsa cominciarono ad arrivargli pi in alto della cintura.
I paraorecchie salivano a ogni passo. Gli abitanti della Novantesima
Strada non erano abituati ad andature sorprendenti come
la sua. Il piccolo riusciva a evitare i tricicli e i furgoni senza
spostare una gamba. La sua testa si manteneva su una linea regolare.
I gatti randagi, alcuni con cicatrici sul muso, nel sentire il
battito dei passi del piccolo, mollarono le ali di pollo e schizzarono
via. Jeronimo arriv a Broadway e sui gradini del Manhattan
Rest in meno di tre minuti. Gli infermieri fecero un'eccezione per
lui. Sapevano che era il ragazzo dai capelli grigi che andava a far
visita a Sheb Coen. Jeronimo cacci nella manica di Sheb due dollari
appiccicosi e un brandello di carta igienica. Si baciarono di fronte
agli altri ricoverati (uomini e donne saliti dal piano di sotto), e
la chiazza livida scomparve dal collo di Jeronimo. Gli altri ricoverati
non credettero che Sheb potesse baciare un uomo. Decisero di
non farsi ingannare dalla cresta di folti capelli grigi, n dal pesante
giubbotto maschile, e neanche dal fatto che il ragazzo aveva tutti
i tratti distintivi dei Guzmann; guance scavate, bozze sulla fronte,
due pozze al posto degli occhi, labbra che curvavano all'ingi.
E cos, decisero di spogliarlo. Gli tirarono le maniche, tentarono
d'infilargli le mani sotto i paraorecchie. Shebby url dal suo letto:
Mollatelo, fetenti. Lui si veste cos estate e inverno. Toccategli le
orecchie, e vi mozzo le dita. Jeronimo  come una sorella, per me,
meglio di qualunque nipote, di qualunque fratello. Mi fornisce di
soldi e non mi porta mai cattive notizie.
Sheb dovette scagliare libri e bottiglie di medicinali per farli desistere.
Jeronimo rimase con un paraorecchie sulla bocca e le maniche
simili a zanne d'elefante che toccavano il pavimento. Sheb
lo rimise in ordine, afferrandolo con le mani ad artiglio. Gli altri se
ne andarono alla spicciolata, e Sheb dovette vedersela con quelli
del suo stesso dormitorio. Fetenti, fate posto per il ragazzo.
Senza prologhi n spiegazioni, Sheb e Jeronimo si presero per
le mani e cominciarono a piangere; i forti singhiozzi allarmarono i
compagni di dormitorio, Morris, Sam e Irwin, che non riuscirono a
trovare nessuna spiegazione per quella commozione improvvisa.
Non potevano sapere che Sheb e il piccolo avevano emesso gli stessi
lunghi gemiti dolorosi nel negozio di uova, sotto le scale antincendio
e alla fattoria. Piangevano per la loro infanzia triste, per le
chiazze bianche comparse fra i capelli di Jeronimo quando era ancora
piccolo, per le piccole indegnit che avevano reso nodose le loro
dita e incassate nelle spalle le loro teste, per la loro inadeguatezza
in questioni che riguardavano i soldi, per la loro dipendenza dai
padri, dai fratelli e dalle cognate, per i sonni pesanti durante i quali
sognavano tempeste invernali, fogne che tracimavano, scale antincendio
che crollavano, tetti che bruciavano, vulcani che eruttavano
nel Bronx, per la paura che si portavano dietro quando erano
svegli. Sheb si liber le mani e asciug gli occhi del piccolo con la
manica del pigiama. Morris fece l'occhietto a Irwin, Irwin fece l'occhietto
a Sam. Cuc. Il piccolo prolung i saluti, esplorando con
le dita sotto la manica di Sheb. Sheb cap le implicazioni del gesto:
il piccolo non sarebbe pi tornato fino all'autunno. Jeronimo, attento
ai rami secchi. Non tornare con il culo pieno di schegge di
legno. Si baciarono per l'ultima volta, e Sam spinse in fuori le labbra,
diventando Jeronimo a beneficio di Irwin e Morris. Levati dai
piedi disse Sheb a Sam, dopo che il piccolo se ne fu andato. Poi
dette i dollari a Morris (ma non la carta igienica). Mettiti la dentiera
e fa'un salto all'angolo. Compra un assortimento misto. Un po'
di albicocche, un po'di pere, qualche prugna.
E datteri disse Irwin.
E datteri conferm Sheb. Questo non riesce a cagare, senza
datteri.
Jeronimo sgattaiol oltre il gabbiotto degli infermieri. I vecchi
in vestaglia che erano nel corridoio notarono il copriorecchie e il
giubbotto blu, e si chiesero che diavolo ci faceva un giubbotto blu
l dentro. Il piccolo vide Isaac e il suo autista in fondo alla scala.
Brodsky rise, facendo dondolare le manette verso di lui. Isaac reggeva
una grossa scatola di cartone.
L'abbiamo scovato squitt Brodsky, i polmoni tesi dall'aspettativa.
Capo, lo afferro per le gambe o per le braccia?
Brodsky bloccava la scala, e il piccolo avrebbe dovuto passargli
sulla testa o scappare sul tetto. Si accovacci su un gradino a met
scala. Isaac disse a Brodsky di abbassare le manette.
Jeronimo, scendi.
Brodsky sussurr al Capo: Isaac, non fare stranezze. Mettigli
un braccialetto alla caviglia, e lui ci porter da Zorro. Ho gi avuto
a che fare con gli ebeti. So come reagiscono.
Levati dai piedi, Brodsky.
L'autista si spost da un lato della scala, con il rammarico che
gli oscurava la faccia. Aveva sposato la causa di Isaac con tanta convinzione
che gli sembrava impossibile lasciare andare un Guzmann
senza almeno danneggiargli le parti intime. Toss, sulla scala. Isaac
si rifiut di consolarlo. Il piccolo scese lentamente, spingendo avanti
una spalla alla volta, e s'insinu fra Isaac e il suo uomo senza
neppure sfiorarli (impresa notevole, considerata la strettezza della
scala e le gigantesche proporzioni dell'autista). Isaac doveva urlare
alla svelta, se non voleva perderlo.
Jeronimo, di'a tuo padre che quest'estate potrebbe trovarsi fra
le mani un grosso guaio. Andr a cercarlo. Fra qui e Sheldrake non
c' la Grande muraglia cinese. Jeronimo...
Il ragazzo era gi lontano, e cos Isaac fece cenno a Brodsky di
salire la scala.
Lo acchiappo quando voglio, Isaac. Non pu correre pi veloce
della mia macchina.
Siamo venuti per Shebby, non per il ragazzo. Mi caver le
mie soddisfazioni con Zorro. Non posso prendermela con un bambino.
Superarono il gabbiotto degli infermieri agitando i distintivi e
andarono nel dormitorio di Sheb. Morris, Sam e Irwin non si erano
mai intrattenuti con un vice ispettore capo. Si strinsero attorno
a Isaac, nascondendo le macchie d'uovo sui pigiami. Assicurarono
all'uomo di Isaac che erano molto soddisfatti della polizia. Da quei
gradini non sale un solo delinquente cinguett Morris. Ma Shebby
non si compromise. Fiss Sam, guardandolo male per la sua disponibilit
a scodinzolare per Isaac. Sheb era molto pi difficile da
comprare. Non per niente aveva venduto uova in Boston Road. Seduto
al buio nel negozio di Albert, era stato sempre il primo a sentire
il tonfo che i raccoglitori di scommesse e gli altri delinquentelli
facevano saltando gi dai tetti per aver cambiato alleanze una
volta di troppo. Sheb non poteva baciare Jeronimo e subito dopo
sentirsi a suo agio con Isaac. Come parente stretto, aveva diritto
agli oggetti di Coen rimasti nell'armadietto della polizia, al portafoglio,
nonch ai calzoncini, alla maglietta azzurra e ai mocassini
dentro i quali Coen era morto. Tutta roba che Isaac tir fuori dalla
scatola di cartone e consegn a Sheb. Irwin rimase intimidito da
tutto il sangue sulla maglietta e sui mocassini. Morris e Sam fissarono
il calzascarpe arrivato dall'armadietto di Coen.
Povero bastardo borbott Brodsky, poi chiese scusa a Sheb.
Spiacente, signor Coen, ma suo nipote era un poliziotto con i controfiocchi.
Avevano paura di lui, l fuori. Eccome. Ping pong ecco
come l'hanno beccato. In strada era troppo duro.
Credi che non lo sappia, com'era? disse Sheb. Perch mi
avete portato i suoi luridi vestiti?
Pegno di memoria. disse Brodsky, orgoglioso del proprio vocabolario.
Memento. Ma che le succede? Dovrebbe provare rispetto
per la roba di un morto.
Sheb cacci le dita nel portafoglio. Trov il tesserino
dell'assicurazione, le fotografie delle bambine di un'ex
moglie. Apr tutti gli scomparti.
Dove sono i soldi?
Questo  pi complicato, signor Coen. Ce li ha l'ufficio contabilit.
Non si preoccupi, le verranno inviati. Quattro dollari in spiccioli.
Ma che cosa sono quattro dollari, per lei? Lei  un uomo ricco,
signor Coen. Brodsky dette di gomito al suo capo perch gli desse
un po'di collaborazione. Isaac, mostragli le polizze di Manfred.
Isaac stava fissando il calzascarpe, i mocassini, i bicchieri sporchi,
le lamette, il rasoio, il cucchiaio storto, resti di un uomo triste,
e si sent meschino e spregevole per il bisogno che sentiva di decantare
Coen, di rivestirlo di gloria per Sheb e i suoi tre compagni.
Ma Sheb non sapeva che farsene delle sue lodi, e cos Isaac si limit
a leggere le polizze dalla copertina di cartone che aveva tirato
fuori dalla tasca, intonando ad alta voce l'entit dei premi, i benefici
in caso di morte, il nome del beneficiario, e alla fine comunic
a tutti i presenti nel dormitorio che Sheb avrebbe incassato quindicimila
dollari. Sam rote gli occhi, carico di rispetto. Quindicimila?
Morris fu paralizzato dall'invidia. Irwin studi le polizze
dentro le copertine. Shebby, qui dentro diventeremo dei re. Niente
pi bianco e nero. Possiamo permetterci la televisione a colori.
Sheb non era portato per la grandezza. Lascia perdere i quindicimila.
Dammi i quattro dollari che mi appartengono.
Il Capo rimase bloccato da tanta intransigenza. Brodsky dovette
ricordargli la medaglia che aveva in tasca. Esa disse. E Isaac
tir fuori una medaglia d'argento, con un nastro bianco e azzurro,
e sul davanti, sotto un corno d'ariete, il nome e le date di nascita e
di morte di Coen. Isaac l'appunt sul pigiama di Sheb, bucandosi
un dito. Dette una lunga succhiata al sangue, consegn una pergamena
dell'associazione Mani di Esa in cui si sottolineava il coraggio
di Coen nel farsi ammazzare e si dichiarava che avrebbe avuto
un posto d'onore fra ebrei e gentili, poi strinse la mano di Sheb, tenendo
piegato il dito insanguinato, e usc, con dietro Brodsky.
Sheb aveva gi mangiato met nastro, prima che Sam e Irwin
riuscissero a togliergli la medaglia; nella lotta, si ruppe il gancetto.
Sheb aveva la bocca piena di fili bianchi e azzurri, e Irwin gli fece
la predica: Idiota, non si trattano cos le medaglie.
Sheb piangeva senza emettere un suono; muoveva solo la gola.
I suoi amici non sapevano che cosa fare; ormai avevano imparato
a tollerare le roche grida di Sheb. Non trovarono una sola lacrima
sulle sue guance. Morris agit le mani davanti ai suoi occhi.
Sheb, lo odiavi tanto, tuo nipote?
Parla con noi disse Irwin. Shebby, sii sincero.
Morris ordin Sam va'a prendergli della frutta secca. Chiss
che un'albicocca non gli sblocchi la lingua.
I fili cominciarono ad arricciarsi sotto il labbro di Sheb.
Sam non os toglierli. Fece un cenno a Irwin e aspett che Morris
tornasse, e poi nutrirono Sheb di albicocche, pere, datteri e prugne,
che tirarono fuori da un sacchetto unto. Shebby non sput
fuori la frutta. Il cibo and gi. Sheb inghiott datteri e fili. Si sforz
di ruttare, e Morris dovette battergli la mano sulle costole per fare
uscire il rutto. Ma continuava a piangere. I suoi amici non riuscirono
a cavargli nessun altro suono, e cos si ritirarono verso i loro
letti. Irwin fece girare il sacchetto. Mangiarono tutta la frutta che
restava. La pelle delle albicocche era dura, e loro continuarono a
sputarla. Sheb fissava il muro.
Calzoncini corti mormor.
Shebby, spiega che cosa vuoi dire.
Quale poliziotto muore in calzoncini corti?
Giocava a ping pong.  stato casuale. Saresti pi contento se
tuo nipote avesse rovinato un paio di buoni calzoni?
Ma Shebby continu a rifiutarsi di portare la medaglia. Si sono
presi il ragazzo di Albert e l'hanno trasformato in un cigno.
Sam scosse la testa. Morris e Irwin si scambiarono un'occhiata
di traverso. Che potevano fare con un uomo che rifiutava le polizze
assicurative e voleva mangiare una medaglia? Sheb era indaffarato
a sradicarsi Coen dalla testa. Se l'era cavata bene, vuotandosi
le budella senza nessun aiuto e sopravvivendo grazie alle
visite di Jeronimo, finch Isaac non gli aveva portato i calzoncini
e le scarpe in una scatola, ricordandogli tutte le incapacit dei
Coen. Avevano voglia a decantargli i distintivi, le medaglie e i vestiti
insanguinati; il ragazzo non c'entrava niente con il mestiere
di poliziotto. Quando aveva visto per la prima volta Manfred in
divisa, con lo sfollagente che spuntava fuori dalla custodia, sorridente
sotto la visiera del berretto da poliziotto, avrebbe dovuto
prenderlo a morsi, afferrarlo per le caviglie, dimostrargli la follia
di un Coen con un berretto cos. Dopo essersi diplomato all'Accademia
di polizia, suo nipote gli si era presentato con la divisa
dai calzoni grigi. Calzoni che Sheb aveva portato senza neppure
doverli allungare. E allora, chi era l'idiota in brache da poliziotto?
Chi era il ragazzo dagli occhi d'angelo? Per trent'anni, Sheb
aveva scrutato le uova controluce per cercare il puntino di sangue,
pensionante nella casa di suo fratello, e aveva finito la sua
lunga seduta con i Coen smanovrando un forno a gas per Albert.
Uccidere un fratello ed ereditare i calzoni del figlio. Quella era la
logica dei Coen.
Sheb sent odore di bruciato uscire dai muri. Scosse Sam, che
occupava il letto vicino. Scappa! Il tetto brucia.
Sam chiese aiuto a Morris e Irwin, pi giovani, e con il torace
pi largo. Avvolsero Sheb nelle coperte. Era la terza volta in una
settimana che Sheb sentiva odore di fuoco. Sam pens che si fosse
agitato per via della medaglia. Devo chiamare l'infermiere?
No.
Continuarono a mettergli addosso delle coperte, seppellendolo
fino agli occhi. Avrebbe smesso di sentire odore d'incendio, se riuscivano
a farlo sudare.
Shebby, stai caldo?
Gli infilarono delle calze sulle mani e sui piedi. Morris gli pass
un dito attorno all'orecchio. Non sorrisero finch il dito non venne
via bagnato. Lasciarono bollire Sheb per un altro minuto, prima
di tornare ai loro letti.
Il primo vice ispettore Herbert Pimloe osservava i giovani, furbi
agenti investigativi fare la spola dai loro cubicoli all'ufficio di Isaac.
Quegli "angeli" si preparavano a diventare a loro volta ispettori;
non sorridevano per nessuno tranne che per Isaac. Lui, Pimloe,
non sarebbe mai potuto essere un uomo di Isaac; non aveva gli occhi
sufficientemente azzurri e sul campo non avrebbe mai indossato
giarrettiere (o reggiseni imbottiti). Da quando era uscito dal
Bronx per tornare a occupare la sua poltrona, Isaac era dimagrito
di cinque chili. Il primo vice non era un ingrato; riconosceva le verit
elementari, ammetteva che a sua volta, in precedenza lui aveva
occupato la poltrona di Isaac. Ma la perdita della finestra con vista
su Cleveland Place, l'usurpazione del suo autista Brodsky e la
miseria del nuovo ufficio (uno sgabuzzino privo di aria)... erano
queste le cose che lo debilitavano. L'ufficio era diventato il pollaio
del gallo Isaac, e lui poteva solo grattarsi o andarsene.
Il primo vice aveva un atteggiamento molto fermo.
Escluso che fosse disposto a chiedere un altro autista all'Ufficio
automezzi, avrebbe potuto trovare un posto nella squadra del procuratore
distrettuale, o mandare al diavolo la polizia e diventare
capo del servizio di sicurezza di uno dei centri commerciali di Islip.
Ma respingeva queste possibilit. Il fatto che odiasse Isaac non l'avrebbe
reso sleale nei confronti della polizia. Pimloe era un primo
vice ispettore nato. E cos sopportava il ritorno di Isaac. E si grattava.
Si grattava. Si grattava.
Isolato nel suo ufficetto, con una perpetua umidit nel naso
(neanche il vento riusciva ad arieggiare il condotto dietro le sue
spalle), decise di andare a cercare Odile. Il primo vice amava i completi
con gilet; prov al Dwarf indossando un abito di lana scozzese
con giubbotto in tinta e fece una forte impressione su una delle
buttafuori. Sweeney fu dura con lui per gelosia. Si rifiutava di
credere che Odile avesse un amichetto tanto raffinato. Preferiva
che Odile frequentasse papponi ebrei e malviventi cinesi, uomini
che lei potesse disprezzare apertamente. La tristezza del primo vice
fu difficile da tollerare. Sweeney sent l'odore di umido del suo
abito. Faccia di fica disse (alludendo a Pimloe) la regina  a casa.
Di gioved e venerd cura gli ammalati. Bussa piano alla sua porta.
Non si sa mai chi si pu incontrare.
Il primo vice non segu gli avvertimenti di Sweeney; suon al
campanello di Odile dalla strada e non mascher la voce. Sono
io, Herbert grid nel citofono. Non aver paura.  una visita di
cortesia. Si aspettava che Odile si mettesse a discutere, ma la serratura
ronz, e lui entr nell'edificio.
Di sopra, Odile era in preda al panico, sicura che Pimloe fosse
arrivato con Isaac e una squadra di agenti. C'era Zorro con lei, e
Odile lo aiutava a rivestirsi. Erano tre giorni che Zorro se ne stava
nel suo appartamento, a piangere Coen e il Cinese, e Dio sapeva
quanti altri, rifiutandosi di parlare. Lei gli aveva fatto la barba e l'aveva
lavato, attenta a non toccargli i genitali e a non uscire di casa.
Si erano nutriti di salatini e birra inacidita. E ora, prima che gli
uomini di Isaac circondassero l'isolato, dovette cacciargli in testa il
berretto e spedirlo sulla scala antincendio. Lo spinse fuori dal davanzale,
indicandogli i gradini. Non riusc a nascondere l'affetto in
quello che faceva. Odile andava pazza per tutti i Guzmann. Cominci
a piangere. Csar, sta'attento. Questo Isaac spunta da tutte
le parti. Far dei dolci per Jeronimo, te lo prometto. Lo baci
sulla bocca, sent la forza delle sue labbra (stava mangiando qualcosa
o rispondendo al suo bacio?), e gli chiuse la finestra in faccia.
Non poteva pi fare aspettare il primo vice.
Pimloe si meravigli per la velocit con cui venne tolta la catenella
di sicurezza. Apr la bocca per parlare, pronto a dare spiegazioni,
ma Odile lo tir dentro, gir a chiave, richiuse lo spioncino.
Fingendo di abbracciarlo, gli tast i calzoni in cerca della pistola,
lo scrut dalla testa ai piedi per vedere se c'erano rigonfi sospetti
e si allontan da lui con un'espressione disorientata; il primo vice
non era armato. Comunque, Zorro aveva bisogno di tempo per
scendere la scala antincendio, ,e cos Odile si offr di spremere un
limone da mettere nel bicchiere di Pimloe.
Grazie disse Pimloe non ho voglia di bere.
Per Zorro, Odile si sarebbe spogliata senza nessun segnale da
parte di Pimloe (indossava una vestaglia leggera priva di tasche),
l'avrebbe attirato verso il materasso, sopportato il suo corpo di poliziotto
sopra di s, ma la rigida espressione cupa della sua faccia,
gli incavi nelle guance, la spaventarono, costringendola a tenersi
addosso la vestaglia. L'odore di umido dell'abito di lana di Pimloe
aveva un certo potere su di lei. Almeno uno dei due avrebbe dovuto
spogliarsi, ecco come la vedeva Odile. Mettiti comodo, Herbert.
Quel vestito deve farti prudere la pelle.
Pimloe fu ubbidiente con lei, e Odile appese nell'armadio il suo
gilet, la giacca e i calzoni, e poi richiuse lo sportello. Sorrise; l'aveva
ridotto in mutande, e vestito cos non poteva dare la caccia a
Zorro. Pimloe teneva le labbra serrate.
Herbert, hai qualche guaio?
Mi hanno preso a calci nei denti. Mi hanno buttato via come
una pelle di fico.
Chi, Herbert? Chi l'ha fatto? Pensavo che la tua posizione fosse
solida.
Lo era.  stato Isaac. Isaac e i suoi tirapiedi. Mi ha lasciato in
brache di tela.
Odile non riusciva a spiegarsi perch il primo vice fosse cos attraente
nella sua infelicit, come se la bocca fosse diventata pi
sensuale, ora che era piegata dalla sofferenza. Guardie e ladri, guardie
e ladri, Odile continuava ad altalenare fra di loro. Il primo vice
non si accorse neanche che i capezzoli le erano diventati duri sotto
la vestaglia. A Odile piaceva la fantasia delle sue mutande: rombi
azzurri in campo rosso. Herbert, vuoi riposarti i piedi?
Si sedettero sul letto, le ginocchia vicine in una posizione dignitosa.
Io ho fottuto Coen e loro hanno fottuto me disse Pimloe. Sono
stato mollato perfino dal mio autista.  tornato con Isaac, in modo
da potermi snobbare nei corridoi. Se inghiottissi il distintivo,
sarebbero felici.
Odile non lo ascoltava.
Avevano bisogno di una Frusta temporanea, di uno scemo che
scaldasse la poltrona di Isaac mentre lui si dava da fare fuori. Sono
un idiota pi idiota del Cinese.
Lei gli carezz l'orecchio con un dito, gli si mise davanti, ginocchia
contro ginocchia.
Mi hanno dato una pedata nel culo disse Pimloe. Definitiva.
Odile gli pass le mani dietro il collo e accarezzandogli la nuca,
se lo tir contro la vestaglia. Non ebbe bisogno di dare istruzioni.
Pimloe si mise a succhiare i piccoli rigonfi di stoffa sopra i
suoi capezzoli. Odile si sent diventare umida. Emise un gemito.
Le tremarono le gambe. Non pensava pi a Zorro.
....
.
...
FINE.